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Candy and Cigarettes: un patto improbabile tra un Vecchio Poliziotto e una Bambina Assassina

Nel vasto universo dei manga giapponesi, alcuni titoli riescono a emergere per la loro audacia e capacità di mescolare generi e temi in modi inaspettati. Candy and Cigarettes, scritto e disegnato da Tomonori Inoue, è uno di questi manga che riesce a fondere l’azione con il dramma, il tutto in un contesto criminale carico di oscurità. Pubblicato dal 2017 al 2021 su Young Magazine the 3rd e Monthly Young Magazine, il manga racconta la storia di Raizo Hiraga, un ex poliziotto pensionato che finisce nel cuore di un mondo di omicidi, corruzione e alleanze con una giovane assassina.

Raizo è un uomo di 65 anni che, nonostante l’età avanzata, si ritrova a dover cercare un nuovo impiego, spinto dalle difficoltà economiche che lo tormentano. Il nipote malato e le spese sanitarie lo costringono a riconsiderare la sua vita, ormai segnata dalla pensione e da un futuro incerto. Quando tutto sembra condurlo a una rassegnazione disperata, una proposta inaspettata cambia le carte in tavola. Viene reclutato come assistente di Miharu Suzukaze, una bambina di soli 11 anni, che però non è affatto una ragazzina come tutte le altre: è infatti un’assassina professionista, parte di un’organizzazione criminale letale.

La giovane Miharu, nonostante la sua età, è un personaggio straordinariamente complesso, capace di alternare momenti di brutalità e innocenza in modo inquietante. La sua presenza al centro della trama genera una dinamica affascinante e tragica insieme, con Raizo che si trova costretto a fare i conti con una realtà ben lontana da quella che aveva vissuto come poliziotto. La coppia che ne scaturisce, tra un vecchio uomo esperto e una bambina assassina, è tanto improbabile quanto coinvolgente, creando un contrasto continuo tra esperienza e innocenza, tra saggezza e spietatezza.

Il cuore della narrazione è proprio il confronto tra questi due protagonisti. Raizo è un uomo che ha vissuto a lungo, con alle spalle decenni di esperienze, ma ora si trova in una fase di declino, dove la moralità e la giustizia sembrano essere diventati concetti lontani. Dall’altro lato, Miharu, pur essendo una bambina, ha già una lunga carriera come killer, e la sua naturalezza nel gestire la violenza è disturbante quanto la sua apparente ingenuità. Questa tensione tra i due personaggi, pur centrata su temi maturi e violenti, non manca di momenti di umorismo nero e di riflessioni sulla moralità e sulle motivazioni profonde della violenza.

Inoue, noto per il suo lavoro in Coppelion, riesce a creare un contesto narrativo denso di implicazioni morali ambigue, dove le scelte dei personaggi non sono mai nette. Le azioni criminali non sono solo il cuore della trama, ma anche un pretesto per esplorare tematiche complesse come la guerra, il traffico di organi, e la sofferenza dei più deboli, come i bambini. La sua scrittura sa mescolare drammaticità e leggerezza, ma talvolta il passaggio tra questi toni risulta disorientante, rendendo difficile seguire il filo della storia senza perdersi in qualche diramazione non sempre ben sviluppata.

Le scene di azione sono uno degli aspetti che più colpiscono fin dai primi volumi. Inoue sa come costruire sequenze di combattimento che catturano l’attenzione e mantengono alta la tensione. Nonostante lo stile grafico non sia iper-dettagliato o particolarmente ricercato, riesce a dare personalità ai suoi personaggi e a trasmettere le emozioni di ogni scena. L’arte è funzionale, contribuendo a dare ritmo e dinamismo alla storia senza sacrificare la sua chiarezza narrativa.

La trama cresce di complessità nel corso della serie, partendo da una premessa semplice – un ex poliziotto che diventa l’assistente di una bambina assassina – per evolversi in una rete di intrighi e alleanze. L’introduzione di Muso, un potente antagonista con un passato misterioso, segna un punto di svolta nella storia. Sebbene non sia il tipico villain, la sua presenza carismatica e le sue motivazioni lo rendono un personaggio interessante, capace di spingere la trama verso nuove direzioni.

Tuttavia, Candy and Cigarettes non è privo di difetti. La seconda metà della storia tende a rallentare, con alcune trame secondarie che vengono risolte troppo in fretta o lasciate incompiute. Le cospirazioni si fanno più intricate, ma a volte finiscono per confondere il lettore, con situazioni che sembrano essere esplorate in profondità e poi abbandonate senza una vera conclusione. Questo calo di ritmo danneggia l’impatto finale della serie, che pur mantenendo il suo fascino, non riesce a restare intensa come nei primi volumi.

In definitiva, Candy and Cigarettes è un manga che merita l’attenzione di chi cerca un’azione avvincente, ma anche di chi è interessato a esplorare la complessità psicologica e morale dei suoi personaggi. Nonostante alcune debolezze nella narrazione, la sua originalità e la coraggiosa esplorazione di temi difficili lo rendono una lettura intrigante. Con la sua atmosfera tesa e i suoi personaggi inaspettati, il manga riesce a lasciare un segno, invitando il lettore a riflettere sulla sottile linea tra giusto e sbagliato, tra innocenza e crudeltà.


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