C’era una volta… un classico Disney che ha fatto la storia. Un film che ha dato inizio a tutto, che ha segnato l’alba del cinema d’animazione come lo conosciamo oggi. Parliamo ovviamente di Biancaneve e i Sette Nani, il capolavoro del 1937 che ha incantato intere generazioni con la sua semplicità fiabesca e la potenza innovativa della sua animazione. E ora, nel 2025, la fiaba ritorna. Disney ci invita a riscoprire quel mondo, ma sotto una nuova luce, con una versione live-action che promette incanto e spettacolo. Biancaneve arriva in esclusiva streaming su Disney+ dall’11 giugno, pronta a dividere, emozionare e – si spera – affascinare anche i più scettici.
Già dai primi teaser e clip rilasciati, è chiaro l’intento del film: non semplicemente rievocare la favola, ma reinterpretarla, trasportarla nel presente senza (almeno in teoria) perdere il cuore pulsante che l’ha resa immortale. Un’operazione delicatissima, se non rischiosa, che la Disney conosce bene, avendo già affrontato simili sfide con successi come La Bella e la Bestia e Aladdin, ma anche con titoli meno riusciti come Pinocchio.
Questa nuova Biancaneve è diretta da Marc Webb – lo stesso regista che ci aveva regalato lo Spider-Man “romantico” di Andrew Garfield – e vede protagonisti Rachel Zegler nel ruolo dell’iconica principessa e Gal Gadot nei panni della Regina Cattiva, in una versione sontuosa e visivamente ipnotica, ma forse meno spaventosa di quanto ci si potesse aspettare.
Una principessa che cambia pelle
Il cuore pulsante di questa rivisitazione è proprio lei, Biancaneve. Rachel Zegler – già applaudita per il suo talento vocale in West Side Story – si trova a dare voce e corpo a una principessa che vuole emanciparsi dallo stereotipo dell’“angelo del focolare”. Qui, Biancaneve non è più solo una giovane sognatrice che canta al pozzo dei desideri aspettando il principe, ma una ragazza determinata, consapevole, che sogna non l’amore romantico, ma la libertà e la giustizia per il suo regno. È un cambio di prospettiva coerente con i tempi, ma che inevitabilmente altera l’equilibrio narrativo del classico originale.
C’è chi potrà storcere il naso, ma non si può negare che l’intento sia chiaro: parlare a una nuova generazione, pur rimanendo con un piede nella tradizione. Certo, il carisma fiabesco della Biancaneve animata – quella dolce, innocente e un po’ naïve – viene sacrificato in parte, ma in cambio otteniamo un personaggio più tridimensionale e meno “di carta”.
La Regina (meno) cattiva
Gal Gadot, volto amatissimo dai fan della DC per il suo ruolo di Wonder Woman, si trasforma nella Regina Cattiva. Ed è proprio qui che il film inciampa un po’: sebbene la presenza scenica sia innegabile – i costumi sono un tripudio gotico da cosplay – la sua interpretazione non raggiunge mai i toni realmente inquietanti dell’originale del ’37. La strega trasformata che ci ha traumatizzati da bambini qui lascia spazio a una villain più elegante che spaventosa, più teatrale che terrificante. È un’estetica affascinante, certo, ma manca quella malvagità viscerale che ha reso l’antagonista originale un pilastro della Disney-villainy.
E il principe? C’era una volta…
Anche il ruolo del principe subisce una trasformazione. In questa versione, il classico Azzurro viene rimpiazzato da Jonathan, interpretato da Andrew Burnap, un ladro dal cuore buono che promette sfumature più complesse. Peccato che la sceneggiatura gli dedichi troppo poco spazio: la sua storia resta in superficie, e il legame con Biancaneve è appena abbozzato. Una scelta forse voluta per spostare l’attenzione sulla protagonista, ma che lascia l’impressione di un’occasione mancata.
Colonna sonora: tra emozione e nostalgia (mancata)
Uno degli aspetti più attesi era sicuramente la musica. E qui entriamo in un terreno scivoloso. A firmare la nuova colonna sonora sono Benj Pasek e Justin Paul, la coppia d’oro di Broadway e Hollywood, noti per La La Land e The Greatest Showman. I due regalano a Biancaneve nuove ballate, tra cui la delicata “Aspetto un desiderio”, che cerca di aggiornare l’immaginario sonoro del film senza dimenticare il passato. Ma se i brani inediti faticano a rimanere in testa, i grandi classici come “Ehi-Ho” e “Impara a fischiettar” – pur presenti – vengono rielaborati in chiave meno memorabile.
È qui che si sente la nostalgia: l’assenza di un tema musicale davvero iconico, capace di scolpirsi nella mente. Una pecca non da poco, considerando l’eredità sonora lasciata dal film del ’37.
Visivamente… quasi una favola
A livello visivo, il film si muove tra alti e bassi. Alcuni scenari sono di una bellezza mozzafiato, come la foresta incantata che sembra uscita da un sogno illustrato. Gli effetti visivi sono raffinati, ma non sempre convincenti, soprattutto nella rappresentazione degli animali e dei Sette Nani – qui realizzati con CGI che, sebbene curata, non sempre riesce a integrarsi alla perfezione con gli attori in carne e ossa.
La regia di Marc Webb, pur essendo tecnicamente solida, manca di guizzi originali. Sembra quasi più attenta a non sbagliare che a osare. Ed è proprio questa prudenza che toglie al film quella scintilla creativa che avrebbe potuto trasformarlo in un piccolo capolavoro.
Biancaneve 2025: magia a metà?
Alla fine dei conti, il live-action di Biancaneve non è un disastro, ma neanche un trionfo. È un film onesto, con qualche bel momento e diverse intenzioni lodevoli, ma anche con un’identità un po’ incerta. Piacerà a chi cerca un aggiornamento moderno della fiaba, farà discutere i fan più puristi, e forse lascerà indifferente chi sperava in un’esperienza cinematografica travolgente.
Tuttavia, c’è una magia che resta intatta: quella di tornare, anche solo per un paio d’ore, nel regno incantato dove è iniziato tutto. E se proprio non riuscite ad innamorarvi della nuova versione, su Disney+ vi aspetta anche il classico del 1937. Sempre lui, eterno come il primo amore.
Allora, cosa ne pensate di questa nuova Biancaneve? Vi ha colpito o vi ha lasciato freddi come una mela avvelenata? Condividete il vostro incantesimo… ops, volevo dire il vostro commento, e fate girare questo articolo tra i vostri amici nerd sui social!
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