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Il Coltello nell’Acqua

Il primo lungometraggio di Roman Polanski, Noz w Wodzie/ Knife in the Water / Il Coltello nell’Acqua (1962), scritto con Skolimowski,rompe definitivamente con il retaggio del regista verso il cinema polacco. Variazione sul triangolo sentimentale borghese, il film analizza con profondità bergmaniana la psicologia dei personaggi: un cronista di successo, la moglie insoddisfatta, e un giovane autostoppista senza ideali. Tra i due maschi si accende la rivalità per la conquista della femmina (soggetto retaggio degli apologhi antropologici), l’uno fiero del ruolo di padrone, l’altro indifferente alle convenzioni e quindi miccia per accendere la crisi latente di un matrimonio ormai sclerotizzato in rituali di reciproca sopportazione. Durante una lite il marito crede di aver ucciso il giovane, ma questi si è invece nascosto per godere il suo rimorso e sedurre con comodo la donna; la quale, alla fine, gli comunica freddamente che non c’è nessuna differenza fra lui e il marito, a parte l’età. Entrambi si dimostrano falsi, crudeli ed egoisti. L’odio fra il prepotente e intollerante arrivato” e il giovane scanzonato è un odio generazionale e politico, che contrappone la generazione stalinista alla nuova, nonché un conflitto fra l’anelito alla vita e alla libertà di un anarchico e la forza repressiva di una società che riesce a piegarlo. Il film è infatti costellato da metafore della disperazione del giovane (come quando immagina di correre sull’acqua).

E` quasi l’alba di sabato mattina e una coppia si sta recando in auto lungo una strada di campagna verso il lago dove passeranno il weekend. L’uomo e` nervoso perche’ non si fida della guida della moglie, ogni tanto le prende il volante. La moglie, seccata, ferma l’auto e gli cede il volante. L’uomo prende velocita`. All’improvviso gli si para davanti un ragazzo che chiede un passaggio e lui quasi lo investe. L’uomo inveisce contro il ragazzo, ma poi lo prende a bordo. Arrivano al porto, scaricano i bagagli nella loro barca privata. Il ragazzo nota che si tratta di ricchi borghesi: auto di lusso, barca privata. Il ragazzo sta per andarsene, ma, a sorpresa, l’uomo, Andrea, lo invita rudemente a restare. Il ragazzo accetta altrettanto rudemente. I due uomini, l’adulto e il ragazzo, si confrontano psicologicamente, come se avessero deciso di sfidarsi per dimostrare chi vale di piu`. La donna, Cristina, prende il sole in reggipetto. Il ragazzo esibisce un coltellaccio a cui e` affezionato. Si diletta a giocare con il coltello, in particolare a farlo passare rapidamente fra le dita della mano. Andrea tratta il ragazzo come un mozzo che debba imparare e gli affida compiti ingrati, ma e` lui stesso il primo a compierli, per mostrargli che e` superiore. Litigano, ma sembrano anche diventare amici. Ogni tanto sorridono l’uno dell’altro. Il ragazzo e` infantile, non fa cena con loro ma poi, affamato, sottrae qualche fetta di pane e formaggio. E` orgoglioso e testardo come l’adulto, ma goffo laddove l’altro e` sicuro di se`. La moglie ogni tanto tenta di attenuare i toni duri delle loro conversazioni. Vedendo il ragazzo giocare con il coltello, l’adulto non resiste alla tentazione e gli offre impassibile la propria mano. Sono continue dimostrazioni di coraggio e di intelligenza. Poi, quando il ragazzo va di sotto, l’adulto ci prova da solo. Il vento muore, e gli adulti ne approfittano per pranzare e gettarsi in acqua. Quando il vento risale di colpo, il ragazzo non sa tenere la barca e i due adulti rischiano di essere abbandonati nel mezzo del lago. Si mette a piovere e i due uomini devono lavorare alacremente per fermare la barca. La donna si asciuga seminuda e il ragazzo le vede il seno. Giocano a stecchino e l’adulto di nuovo vuole dimostrare la sua superiorita` sul ragazzo. Il ragazzo si addormenta e tutti vanno a dormire. La prima a svegliarsi e` la donna, che sale di sopra, inquieta, a fumare una sigaretta. Il ragazzo la raggiunge e si offre di riparare la vela. Andrea viene svegliato dal rumore e si presenta irritato.

Ha in tasca il coltello del ragazzo. Andrea si comporta come un capitano sadico, costringe il ragazzo a fare da mozzo, finche’ il ragazzo si rende conto di non trovare il coltello e lo reclama. Andrea lo getta via e il coltello cade in acqua. Il ragazzo gli intima di tuffarsi, i due si azzuffano, il ragazzo cade in acqua e non sa nuotare. La barca continua il suo corso. Soltanto la donna e` in ansia, lui all’inizio non le da` retta. Ma il ragazzo non riemerge e la donna si tuffa. Non lo trova. Si tuffa anche lui. Non lo trovano. Il ragazzo in realta` si sta nascondendo dietro un galleggiante. I due adulti tornano a bordo, convinti che sia annegato e la donna inveisce contro il marito. Gli intima di andare ad avvertire la polizia. Lui si tuffa per raggiungere la riva a nuoto. La donna lo accusa di voler ancora una volta semplicemente mettersi in mostra. Il ragazzo nuota lentamente verso la barca, dove la donna e` nuda. Lascia che si vesta, poi sale a bordo. La donnam che stava piangendo la sua morte, lo schiaffeggia. Poi si baciano e non resistono ai sensi. E` sera. La mattina dopo la donna lo porta a riva e lo lascia andare. Poi va dal marito che sta aspettando al molo. E` lunedi`, devono rientrare. Ma lui dirige verso la polizia. La donna gli dice che il ragazzo e` vivo e che hanno anche fatto l’amore, ma lui non le crede. Arrivati a un bivio, lui si lascia convincere a non informare la po
lizia, ma continua a non credere che la moglie l’abbia tradito. Tornano a casa.

Un film girato sull’acqua. Un film prevalentemente muto. Le inquadrature sono semplici, la trama e` semplice, i dialoghi sono semplici. Tutto e` misurato. Il montaggio gioca a nascondino con il pubblico. I personaggi diventano oggetti del paesaggio. In contrasto, il dialogo e` sempre violento. Roman Polanski evita le idee grandiose a favore della psicologia quotidiana. Lo sfondo e` muto e immobile, e` come se fosse di cartapesta.

Redazione

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