Roma, 30 maggio 2015. L’aria sa già di estate, il Tevere scorre lento accarezzando le mura millenarie, e ai piedi dell’imponente Castel Sant’Angelo qualcosa di nuovo sta per accadere. Per la prima volta nella storia della Capitale, il cuore pulsante della scena teatrale indipendente internazionale invade uno dei luoghi simbolo della città eterna. È il Roma Fringe Festival 2015, che dal 31 maggio al 5 luglio trasformerà i giardini di Parco Adriano in un crocevia di storie, emozioni, risate, provocazioni e poesia.
La serata d’apertura è stata un manifesto di intenti: sul palco, il collettivo Artisti 7607 guidato da volti amati come Claudio Santamaria, Paola Minaccioni, Cinzia Mascoli, Mimosa Campironi, Alberto Molinari, insieme alla musica di North Sentinel, Pier Cortese, Roberta Carrese e tanti altri ospiti. Un assaggio di ciò che il festival promette: contaminazioni artistiche, libertà creativa, impegno culturale.
Un cartellone da scoprire, notte dopo notte
Dal 31 maggio al 6 giugno, il Roma Fringe Festival accende i riflettori su 16 spettacoli, un mosaico di linguaggi e generi che spazia dalla commedia amara alla performance fisica, dal teatro civile alla rilettura di classici. È un viaggio che inizia con la forza della memoria storica in Gli ebrei sono matti, tragicomica immersione nel manicomio torinese del ventennio fascista, per poi passare alla fantasia visionaria di Monsieur David: A piedi non inquino, dove sono i piedi — sì, i piedi! — a diventare protagonisti scenici.
L’eco dell’epica risuona in Antiglobal Odissea, riflessione sul futuro comune e sui desideri soffocati dalla globalizzazione, mentre Come d’autunno riporta il pubblico al dramma della Grande Guerra e alla scelta del Milite ignoto.
C’è anche il confronto tra mondi lontanissimi di Scompaio, la rilettura femminile del Decameron in Vaghe donne, l’omaggio alla voce potente di Rosa Balistreri in Rosadilicata, e l’ironia elegante di Senza incrociazioni, dove due becchini discutono di vita e morte tra battute e superstizioni.
Il festival non ha paura di spingersi nei territori più oscuri: Drug Queen è una fiaba nera sulla dipendenza, Ammazzali un gioco crudele tra vittime e carnefici, Cara Utopia un inno alla fede e alla cucina, Giardino un ritratto disturbante di violenza e incesto in una famiglia reale. Miasmi affronta il bullismo scolastico, S’ignora è un flusso di coscienza femminile, Il Pasto degli schiavi intreccia prosa e danza in un banchetto decadente, e Buonanotte Tesoro osserva, con ironia e malinconia, le crisi di tre coppie contemporanee.
Sabato 6 giugno: ingresso libero con Massimo Wertmuller
Tra i tanti appuntamenti, spicca la serata gratuita di sabato 6 giugno con Massimo Wertmuller in Il Pellegrino di Pierpaolo Palladino. Un viaggio nella Roma risorgimentale di fine Ottocento, vista attraverso Ninetto, vetturino al servizio di un Monsignore reazionario, incaricato di scortare un giovane conte braccato dalla polizia austriaca. Un incontro tra storia e teatro che promette di emozionare e far riflettere.
Roma come Londra, New York, Edimburgo
“Quella di quest’anno è più che mai una sfida” dichiara il direttore artistico Davide Ambrogi. L’obiettivo? Portare Roma nella mappa mondiale delle grandi capitali dove storia e movimenti artistici contemporanei si intrecciano. Grazie alla collaborazione con il Municipio Roma I Centro e il distretto culturale diretto da Andrea Valeri, il Fringe approda in un contesto unico, arricchito dalla sinergia con Romexpo: i giardini di Castel Sant’Angelo diventeranno un palcoscenico globale, animato da delegazioni estere, artigianato, spezie, innovazione tecnologica e performance multiculturali.
Come sottolinea il CEO di Romexpo Armando Soldaini, l’incontro tra arte e scienza in un contesto internazionale diventa un laboratorio vivo per “capire cosa c’è dietro l’angolo” e immaginare il nostro futuro.
Un’estate intera di appuntamenti
Il calendario è un fiume in piena: ogni sera, nove spettacoli differenti. Il sabato, eventi speciali che spaziano dal sarcasmo romano di Johnny Palomba e Valerio Aprea all’avanguardia americana con ospiti da New York e St. Louis, dalla comicità del Social Comedy Club alle installazioni musicali francesi di Paris Rockin’. Dal 28 giugno al 3 luglio, una settimana intera sarà dedicata alle eccellenze indipendenti romane, con nomi come Teatro Studio Uno, Teatro Argot, Teatro Tor di Nona, Carrozzerie NOT e Teatro dell’Orologio.
Il tutto con biglietti a “prezzo sociale” da 5 euro per gli spettacoli, ingresso gratuito all’area festival dalle 9 del mattino alle 2 di notte.
Una festa, ma anche un impegno
La presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi lo definisce “un evento di respiro europeo” che restituisce uno dei luoghi più belli di Roma ai cittadini, grazie a un progetto totalmente autofinanziato e costruito su sinergie tra cultura e impresa. La presenza del presidio creativo di Artisti 7607 aggiunge una dimensione di impegno civile: il festival diventa anche un luogo per parlare di diritti e di futuro del lavoro artistico in Italia.
In fondo, il Roma Fringe Festival 2015 non è solo un cartellone di spettacoli: è un esperimento urbano, un laboratorio aperto, un’avventura che unisce l’energia delle periferie artistiche al fascino intramontabile della Città Eterna. Un po’ come un crossover tra universi narrativi che non pensavi potessero incontrarsi — e invece eccoli lì, a due passi dal Tevere, pronti a riscrivere la trama.
Info e programma: romafringefestival.it – romexpo.it
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