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Com’è morto Tutankhamon?

Tutankhamon era un Faraone morto troppo giovane, a soli diciannove anni. Salì sul trono a nove, dopo la morte di Akhenaton. Fino alla scoperta della sua tomba – praticamente intatta – da parte di Howard Carter nel 1921, nessuno poteva giurare che fosse veramente esistito. Il suo nome non era scritto tra quelli della lista dei re nel tempio di Seti I ad Abydos…si passava direttamente da Amenothep III… a Horemheb Ma siamo ben lungi dal dire che sappiamo chi egli fosse veramente, e molti sono gli interrogativi tuttora irrisolti. Molti archeologi e vari studiosi di tutto il mondo si stanno dedicando da anni – in una specie di competizione – a studiare la vera storia di questo Faraone, e così ogni tanto qualcuno ipotizza una nuova teoria sulla sua vita, su quella dei suoi probabili familiari, e sulla sua morte. Conosciamo tutti la fisionomia del giovane re. La conosciamo proprio dalla sua maschera d’oro esposta al museo del Cairo, e famosa in tutto il mondo.

 

Invece, secondo alcuni, quella maschera potrebbe raffigurare il volto di Semenkhkara…chissà! Intrighi “reali” irrisolti: come mai in vari oggetti della tomba è stato cancellato un precedente nome dai cartigli prima di sostituirlo con quello definitivo di Tutankhamon? È stata dunque depredata la tomba di qualcun altro per l’improvvisa morte del giovane Tut, e ne sono stati usati, adattandoli, parte degli arredi funerari?

Semenkhkara, un personaggio misterioso…

Un monarca effimero che Akhenaton associò al trono prima di morire? Forse era un fratello di Tutankhamon, nato anche lui da una sposa secondaria del re? Ma se invece non era suo fratello, doveva allora essere un nobile destinato a succedere Akhenaton sul trono della “Città del Sole”…

Oppure, secondo alcune teorie più spregiudicate, poteva essere un giovane cortigiano, amante di Akhenaton l’eretico… l’effeminato, che gli fece anche sposare una delle sue figlie, per garantirgli il trono.

Ma perché, dopo qualche anno, il nome di Nefertiti si ritrova, in parte, nella titolatura di Semenkhkara (Akhen-Peru-Ra-Nefer-Neferu-Aton)? E perché mai Nefertiti, che per sei anni aveva usato quel titolo, non fu più nominata? Si ritirò a vivere definitivamente in disparte, per il comportamento omosessuale del marito? O forse morì? A meno che…

 

Nefertiti  

E se il misterioso Semenkhkara altri non fosse se non la stessa Nefertiti, moglie di Akhenaton e matrigna di Tut? Questo potrebbe spiegare come mai Nefertiti a un certo punto sparì dalla scena e apparve il nome di Semenkhkara: la regina diventò Faraone e cambiò nome, oppure si trasformò in un “doppio” del Faraone. Si spiegherebbe come mai il nome di Akhen-Peru-Ra-Nefer-Neferu-Aton cominciò, a un certo momento, ad apparire quasi ossessionatamene…

Ma se le cose non andarono così, allora la bella sposa reale evidentemente morì, e a lei il marito dovette fornire una tomba degna di una regina e un bellissimo corredo funerario (che però non furono mai rinvenuti). Attenzione: in questo caso, allora, gran parte potrebbe essere quello esposto nelle sale del museo dedicate a Tutankhamon…

C’è dell’altro. A chi erano veramente dedicate quelle bellissime parole d’amore – rivolte a Akhen-Peru-Ra-Nefer-Neferu-Aton – incise sul sarcofago… che invece fu usato per il giovane Faraone morto prematuramente, depredando l’altra tomba?  Potevano essere dedicate a Nefertiti… ma anche al cortigiano Semenkhkara!

Sembra alquanto improbabile, comunque, che la tomba, gli arredi funerari, il sarcofago e la maschera fossero già pronti alla morte di Tut: chi poteva immaginare che sarebbe morto così giovane?  

 

 

  

Una malformazione

Questo spiega molte cose. Intanto, i carri da caccia trovati smontati nella tomba; la quantità di bastoni riccamente lavorati; gli affreschi che lo raffigurano con il bastone e con una strana postura – leggermente anchilosata – dei piedi. 

 

Infine, è stato appurato, senza ombra di dubbio, che morì per un colpo alla nuca, e dunque o cadde dal carro e pestò la testa… oppure fu ucciso! Sarebbe stato comunque molto facile manomettere una ruota e provocare un incidente…  

A causa di questo grave morbo, sommato alla consanguineità con la moglie/sorella, le radiografie sui due feti sepolti con lui nella tomba, dimostrarono che uno dei due era nato affetto da spina bifida.  

                                   

Il giovane re, non solo era affetto da un male che avrebbe interrotto precocemente la sua giovane vita, ma per giunta non era in grado di avere un successore. Certo è che la sua salute era precaria, e che morì precocemente, lasciando una giovanissima vedova senza eredi.

Quanto tempo avevano a disposizione i suoi familiari e i sacerdoti, per preparare tutto il necessario per la sepoltura? Al massimo una settantina di giorni, praticamente solo il tempo previsto dal rito dell’imbalsamazione… e francamente stento a credere che tali capolavori siano stati fatti così velocemente! È molto più logico, anche conoscendo le abitudini di allora, pensare che siano stati sottratti ad un’altra mummia, alterando qualche geroglifico, i cartigli, e modificando qualche dettaglio simbolico.

E in questo caso che fine ha fatto l’altra mummia?

 

La regina madre

Per non parlare di un’altra congettura storica: sembra che la regina Tiye – moglie di Amenhothep III – dopo la morte del marito, abbia governato per parecchi anni assieme al figlio Akhenaton; o per lo meno fino al suo matrimonio con Nefertiti, “grande sposa reale” scelta probabilmente da lei stessa.

Il suo unico figlio maschio era dunque ancora troppo giovane, ed poi le  sembrava inadeguato a sedere da solo sulla sedia del trono… e gli altri due figli maschi di Amenhotep, i giovani Semenkhkara e Tutankhamon, nati da una moglie secondaria di Amenothep, erano ancora (per fortuna, per il piano di Tiye) dei bambini.

Quindi Akhenaton governò con la madre a fianco… ma in realtà reggeva lei le redini del comando.

E poi lui regnò per anni insieme a  Nefertiti, che lo assecondò nel suo progetto di riforma religiosa.

 

Crani oblunghi

Ebbero sei figlie, tutte femmine.

Formavano una visione familiare molto armoniosa, come si vede ancora oggi sui bassorilievi: la coppia reale amava farsi ritrarre in un atteggiamento tenero e confidenziale con le figlie, che apparivano nude. Per la prima volta si vedono scene di un faraone e la sua famiglia ritratti mentre mangiano!

Il Faraone stesso mostra indifferente la sua obesità e dei lineamenti tutt’altro che idealizzati. A causa delle sue malformazioni, qualche medico pensò anche a una malattia deformante piuttosto rara, la “sindrome di Frohilich”, che poi si dimostrò una tesi impossibile, perché provoca la sterilità.

E Akhenaton non era affatto sterile, ed ebbe sei figlie (e i loro crani oblunghi ne erano la prova) solo da Nefertiti. 

Se poi Tutankhamon era suo figlio, ne ebbe anche di più (tra l’altro, recenti radiografie hanno rivelato che il cranio di Tut era alquanto oblungo, e compatibile con i ritratti di Akhenaton).  

Io penso anche che fu deciso, in un momento di grandi cambiamenti, di mettere in atto una “rottura stilistica”, che meglio si adattasse alla nuova religione, e naturalmente fosse adottata da lì in avanti come “nuovo stile artistico”, dove i difetti dei corpi erano esasperati in quanto “prova” della discendenza dalla razza divina (amata dal disco solare).

 

Un Profeta illuminato

La famiglia reale ostentava i propri crani rasati, che erano oblunghi come quelli degli antichi dèi (effettivamente alcuni lo erano davvero), il che dimostrava la divinità della stirpe di Akhenaton.

Anche questo era un fatto assolutamente nuovo, e decretava che questo faraone non era un falso profeta.

Così il Sole, unica divinità assoluta, irradiava direttamente sulla famiglia reale i suoi raggi vitali.

In un delirio di amore, il Faraone Akhenaton si faceva raffigurare in atteggiamento di distribuirli benevolmente ai sudditi: egli stesso era dispensatore di Amore di Dio.

A un certo punto successe qualcosa.

Quando morì – o uscì di scena – Nefertiti, Tiye, da grande stratega, mise il figliastro Semenkhkara al fianco di Akhenaton; ma gli fece anche sposare Meritaton, figlia di Akhenaton e di Nefertiti….

Alla fine morirono uno dopo l’altro, e così Tutankhamon si trovò a dover regnare, dopo aver sposato un’altra figlia di Akhenaton e Nefertiti: una sorellastra che lui conosceva bene, essendo cresciuto insieme a lei nella Grande Casa.  

 

Una giovane vedova

I due si amavano davvero, ma purtroppo ebbero solo due figlie femmine, che morirono appena nate a causa di una tara atavica (le due piccole mummie furono ritrovate nella tomba di Tutankhamon). Dovettero provvedere insieme alle varie sepolture dei loro familiari. Fecero ripristinare in fretta la vecchia religione, sotto la pressione dei sacerdoti.

Questa famiglia reale, a causa della rivoluzione religiosa provocata, dev’essere  stata vittima di mille congiure di palazzo; e siccome le colpe dei padri ricadono sui figli, il gran sacerdote dovette ritenere giusto, al momento opportuno,  far sparire tutti gli altri eventuali successori del Faraone “eretico”, eliminandone ogni traccia di parentela.

Infine, per maggior sicurezza, succedette lui stesso a Tutankhamon.

Il visir e gran sacerdote Ay, per raggiungere questo obiettivo, ordinò una congiura per uccidere il giovane Faraone Tut e poterne poi sposare la moglie.

La giovane Ankhesenamun – vedova di Tut – che non voleva certo sposare Ay, scrisse una lettera al re ittita Suppiluliumas, nella quale gli chiedeva uno dei suoi figli in marito, per evitarle un ignobile matrimonio, non avendo lei eredi. Era disposta a scrivere anche ad un nemico, pur di evitare di sposare l’infame Ay, ed aveva pochissimo tempo, dovendo trovare un marito prima del rito funebre: aveva solo settantadue giorni.

Il re non dovette crederle subito, pensando ad un tranello. Si convinse, invece, dopo aver inviato un investigatore e ricevuto una seconda lettera, alla quale rispose, confermando che uno dei suoi figli era partito per diventare Faraone.

Conosciamo con certezza questi fatti, perché sono descritti in un documento ittita. Sappiamo anche che il giovane principe non arrivò mai, in quanto fu assassinato! Sembra logico pensare che Ay avesse scoperto tutta la macchinazione, avendo avuto di sicuro degli informatori nel palazzo.

 

Il Sacerdote diventa Faraone

Ay sposò la vedova e divenne Faraone. Non solo. Il cartiglio di questo nuovo Faraone, dopo meno di un anno, appare vicino a quello di un’altra sposa reale, e di Ankhesenamun non si saprà più nulla…

In cambio, Ay non regnò a lungo.

Qualche studioso ipotizza anche che la stessa Nefertiti fosse figlia di Ay, ed abbia sposato Horemheb, suo successore. Ma in questo caso era ancora viva! Dunque i misteri e le congiure di palazzo non hanno mai fine!

Chissà se sapremo mai cosa successe all’epoca? Ciò che sappiamo per certo, è che la nutrice di Nefertiti si chiamava Tiye, proprio come la grande sposa reale di Amenothep III, e questa Tiye sposò Ay.

Sparì di scena Ankhesenamun e Tiye fu la sua grande sposa reale.

Che anche Nefertiti fosse stata figlia di Amenothep?

Nessuno può dirlo. Purtroppo le sue origini sono avvolte, come al solito, nella nebbia. Altrettanto come la sua morte: è verosimile, comunque, che possa essere deceduta prima di Akhenaton, se lui sposò una delle loro figlie, Meritaton (benché con un matrimonio puramente simbolico).

Nel caso in cui Nefertiti fosse stata viva, allora Meritaton, il cui nome significa “amata da Aton”, avrebbe potuto costituire il terzo elemento della trinità (padre, madre, figlio) della nuova religione monoteista.

È comunque sicuro che a un certo punto Meritaton sposò Semenkhkara, che morì dopo tre o quattro anni, così come morì poco dopo anche la giovane moglie…

Vorrei ricordare che nell’anno 12 di questo regno morì anche la principessa Meketaton, secondogenita di Nefertiti…

Quanti lutti per Akhenaton in pochi anni! Quante tombe da costruire! E quanti arredi funerari!

E dopo la drammatica fine del suo delirio religioso, dopo essere stato ucciso e maledetto, quando le tombe della sua famiglia venivano cercate per essere distrutte,  io voglio pensare che ci sia stato ancora qualche suo familiare nascosto, o qualche pietoso sacerdote ancora legato alla sua religione monoteista, che abbia trasferito altrove le mummie, magari in qualche luogo più sicuro, lontano dalla collera e dalla profanazione.

Se un giorno si scoprirà la “vera” tomba di Nefertiti (ogni tanto qualcuno crede di averla finalmente, ma poi si appura – regolarmente – che non corrisponde per età,  fisionomia, o altri particolari), o quella di Akhenaton (che forse è la tomba KV51 della Valle dei Re), allora molti misteri saranno risolti.

 

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