È passato quasi un decennio da quando abbiamo visto per la prima volta quel supercattivo col naso a punta e le gambe magre, Gru, e il suo strampalato esercito di Minions. Dopo un’attesa lunga sette anni, finalmente il sesto capitolo del franchise, Cattivissimo me 4, è sbarcato sui nostri schermi. Diretto da Chris Renaud e Patrick Delage, questo film è il seguito diretto di Cattivissimo me 3 del 2017 e le aspettative erano, ovviamente, alle stelle. Ma, diciamocelo tra nerd di pop culture, il ritorno di Gru non ha avuto quell’effetto a tutto gas che ci eravamo immaginati. È sembrato più un motore che si accende con qualche fatica, senza la solita scintilla.
Un anno dopo le avventure del film precedente, troviamo Gru nei panni dell’agente dell’AVL (Anti-Villain League), una vita tranquilla, almeno in apparenza. La routine viene interrotta da una riunione nella sua vecchia scuola, il Lycée Pas Bon, dove incrocia di nuovo la strada con il suo rivale storico, Maxime Le Mal. Maxime, un tizio che cova un rancore decennale, vuole vendicarsi di Gru per avergli rubato la scena a un talent show scolastico. Ma non è più il ragazzino che ricordavamo: si è potenziato con parti di scarafaggio per diventare una vera minaccia. Nonostante i suoi sforzi, Gru lo arresta con l’aiuto dell’AVL. Ma la gioia dura poco. Con l’aiuto della sua spalla, Valentina, Maxime evade e mette in atto un piano che fa rabbrividire anche il più navigato dei supercattivi: ha un’invenzione capace di trasformare le persone in ibridi uomo-scarafaggio e, colpo di scena agghiacciante, intende usarla su Gru Jr., il neonato di Gru e Lucy. Silas Caprachiappa, l’uomo con il nome che è un programma, esce dalla pensione per avvisare la famiglia Gru: devono entrare nel programma di protezione testimoni e trasferirsi a Mayflower, un’altra città. Gru diventa Chet, un venditore di pannelli solari, e Lucy si trasforma in Blanche, una parrucchiera, in un tentativo goffo di passare inosservati. Non tutti i Minions li seguono in questa nuova vita: la maggior parte viene affidata all’AVL per un programma speciale, ma cinque di loro, Mel, Tim, Gus, Jerry e Dave, vengono potenziati e diventano i Mega Minions, un’idea che, a ben guardare, sa tanto di un’operazione di marketing per vendere giocattoli. Peccato che l’esperimento venga annullato in fretta e furia dopo aver causato danni a mezza città.
La Svolta Casalinga e l’Ombra di un Villain Anomalo
Nella loro nuova, ricca e anonima periferia, la famiglia Gru incontra i vicini, i Prescott. Mentre Lucy tenta disperatamente di salvare la faccia nel suo nuovo salone, Gru non riesce a sembrare il tipo solare e felice che dovrebbe essere. Ma è la figlia adolescente dei Prescott, Poppy, una criminale in erba, a far svoltare la storia. Riconosce Gru e lo ricatta: o l’aiuta a rubare la mascotte del Lycée Pas Bon, un tasso del miele di nome Lenny, per potersi iscrivere alla scuola dei sogni, oppure la sua copertura salterà.
Così, mentre Lucy resta a casa con le ragazze, Gru, Poppy e i Minions rimasti (Ron, Phil e, a sorpresa, anche il piccolo Gru Jr.) si lanciano in un’operazione di furto. Ma non sanno che la preside della scuola, la spietata Übelschlecht, li ha identificati grazie alle telecamere e ha avvisato Maxime Le Mal della loro posizione.
Il giorno dopo, il caos si scatena. Mentre Gru e Lucy cercano di mimetizzarsi a un country club, Poppy e Lenny vengono scoperti da Übelschlecht al rifugio. La preside la interroga sulle ragazze, ma quando la situazione degenera, Gru e Lucy si precipitano a casa per combattere la donna. Nel frattempo, l’AVL mobilita i Mega Minions e il piano di Maxime si svela in tutta la sua spietatezza: lui e Valentina rapiscono il piccolo Gru Jr.
A questo punto, Gru, guidato da un istinto paterno disperato, decide di agire. Con l’aiuto di Poppy, si intrufola sulla nave a forma di scarafaggio di Maxime. Qui, il villain rivela la sua arma finale: ha trasformato il neonato in un ibrido insetto e gli ha fatto il lavaggio del cervello. Gru viene messo al tappeto, ma le sue parole di incoraggiamento spezzano l’incantesimo e il piccolo Gru Jr. attacca il suo rapitore. Maxime precipita nel vuoto e viene schiacciato dai Mega Minions che, inaspettatamente, hanno portato con sé anche animali e insetti come rinforzo.
Alla fine, Maxime e Valentina vengono arrestati. Gru ringrazia Poppy per il suo aiuto e la sua amicizia, che si cementa con l’adozione di Lenny come nuovo animale domestico della famiglia. Tornati a casa, il dottor Nefario ripristina il piccolo Gru Jr. e tutto sembra tornare alla normalità. Poppy viene ammessa alla sua agognata scuola, e in una scena che è puro fan service per noi vecchietti, Gru va a trovare Maxime in prigione. Qui, i due supercattivi (uno redento e l’altro in gabbia) mettono in scena un’epica performance di Everybody Wants to Rule the World per un pubblico di avversari storici, tra cui Vector, El Macho, Balthazar Bratt e i Malefici 6. Nel frattempo, i Minions, con la loro solita nonchalance distruttiva, buttano giù un muro della prigione, e uno di loro, Ralph, che era rimasto chiuso in un distributore automatico, per sbaglio attiva la modalità lockdown, sigillando la casa di Gru sottoterra in una scena post-credit che è una degna conclusione (o un nuovo inizio) di questo quarto capitolo.
Quando il Cattivo Diventa Troppo Buono e la Trama Perde la Sua Verve
Dal 2010, abbiamo visto Gru fare un percorso che non ha eguali nell’animazione: da supercriminale in cerca di gloria a padre di tre figlie adorabili e marito di Lucy. I primi film giocavano alla grande con questa dualità, questo equilibrio instabile tra il desiderio di dominare il mondo e l’affetto per la sua famiglia. Ed è proprio lì che stava la magia. In Cattivissimo me 4, però, la bilancia pende completamente verso il lato “buono”. Gru non è più un cattivo in cerca di redenzione, è semplicemente un papà che ha paura. Ha perso quasi del tutto la sua spina dorsale da criminale, diventando un personaggio che sembra subire gli eventi, invece di guidarli. Il tema della paternità, potenziato dall’arrivo di Gru Jr., avrebbe potuto essere la chiave di volta, ma il rapporto tra padre e figlio rimane abbozzato, un pretesto narrativo che non viene mai approfondito.
E che dire di Maxime Le Mal? I villain dei capitoli precedenti erano memorabili, ognuno a suo modo. Vector con la sua ossessione tecnologica, El Macho con il suo carisma esagerato, Balthazar Bratt col suo essere un’icona bloccata negli anni ’80. Maxime Le Mal, invece, non ha nulla di tutto questo. È cupo, quasi ripugnante, e la sua trasformazione in mezzo scarafaggio sembra uscita da un cinecomic alla Nolan, non da una commedia animata. Il suo obiettivo di vendetta personale, che arriva a minacciare un neonato, introduce un tono inquietante che stona con l’atmosfera scanzonata della saga. Non ci sono risate, non c’è empatia, solo un po’ di spaesamento.
La trama stessa ne risente. Mentre nei film passati la missione di Gru era chiara e audace—rubare la luna, sconfiggere un rivale, affrontare un gemello—in questo quarto capitolo la missione principale è… nascondersi. La storia non decolla, si appiattisce su dinamiche domestiche e su gag che non bucano lo schermo. E anche i Minions, di solito un motore di caos comico, qui vengono appiattiti in una versione supereroistica. Sembra una mossa disperata per restare al passo con la moda dei cinecomic, tradendo l’originalità che li aveva resi un fenomeno culturale.
Voci Stellari, Ma il Cuore Resta a Metà
Sul fronte del doppiaggio, non c’è nulla da eccepire. Steve Carell e il nostro Max Giusti continuano a essere perfetti nei panni di Gru, mentre Kristen Wiig e Carolina Benvenga danno a Lucy una freschezza inconfondibile. Le figlie, come sempre, sono adorabili, ma il racconto le relega in secondo piano, in una storia che non sa dove andare.
Quattordici anni fa, il primo Cattivissimo me era una boccata d’aria fresca, un’idea geniale che umanizzava un supercattivo e trasformava dei comprimari gialli in un vero e proprio fenomeno globale. Oggi, dopo spin-off che hanno incassato miliardi e un merchandising che ha invaso il mondo, il rischio è che la saga stia diventando una parodia di sé stessa. Cattivissimo me 4 non è un fallimento totale, s’intende: qualche risata scappa, e i più piccoli troveranno comunque il loro divertimento. Ma per noi, che siamo cresciuti con Gru e i Minions, il film lascia un sapore amaro in bocca. Forse perché ci aspettavamo qualcosa di più da un franchise che era riuscito a reinventare il concetto di “cattivo-buono”.
Illumination Entertainment ha in mano una delle IP più amate e redditizie del cinema d’animazione. Ma se vuole che il pubblico continui a seguire Gru con la stessa passione, dovrà avere il coraggio di osare, di andare oltre la formula e ritrovare quella scintilla di cattiveria ironica che aveva reso il primo film un piccolo, grande, cult.
E voi, che siete la vera anima nerd di questo mondo, che ne pensate? Siete usciti dalla sala divertiti, oppure anche voi avete sentito quella strana sensazione di déjà-vu stanco? La discussione è aperta, perché in fondo, il destino di Gru e dei suoi Minions, dipende anche dal nostro entusiasmo, giusto?
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