Come appassionato di film Disney, che ha visto e amato ogni capolavoro che il colosso dell’animazione ha creato negli ultimi decenni, è difficile non sentire una certa delusione nel recensire Strange World – Un Mondo Misterioso. Questo 61° Classico Disney, diretto da Don Hall e co-diretto da Qui Nguyen, era un progetto ricco di potenziale, ma alla fine non è riuscito a brillare come le altre produzioni della Disney degli ultimi anni. Non fraintendetemi: il film ha sicuramente dei meriti, ma lascia anche un senso di incompiutezza, come se la magia Disney fosse stata smarrita in un labirinto di buone idee mai completamente realizzate.
La trama di Strange World ruota attorno alla famiglia Clade, composta dal padre avventuriero Jaeger, il figlio Searcher, e il giovane Ethan, conditi da una buona dose di dinamiche familiari e tensioni intergenerazionali. Il film prende il via con una spedizione alla scoperta di un misterioso mondo sotterraneo, che porta alla scoperta di una pianta, il Pando, la quale emana una potente energia che nutre l’intero ecosistema di Avalonia. Ma il mondo che ha prosperato grazie a questa scoperta è ora in pericolo, e la famiglia Clade deve affrontare la realtà che il Pando, invece di essere una benedizione, potrebbe essere una maledizione che minaccia l’intero pianeta.
Il problema principale della trama è che, nonostante l’idea di fondo sia interessante, il film soffre di una certa prevedibilità. Non solo la “grande scoperta” sul Pando arriva un po’ troppo tardi, ma la risoluzione del conflitto sembra arrivare senza particolare coinvolgimento emotivo. L’idea che la natura stessa sia il vero antagonista del film è originale, ma non esplorata a fondo quanto avrebbe potuto essere. Il conflitto non è tanto tra bene e male, ma tra l’uomo e l’ambiente, una tematica che, purtroppo, non viene sfruttata appieno.
Una delle scelte più interessanti, ma al contempo deludenti, del film è l’assenza di un antagonista tradizionale. Mentre pellicole Disney come Atlantis – L’Impero Perduto avevano un villain carismatico come il comandante Rourke, qui non c’è una figura malvagia da combattere. Il Pando stesso diventa la minaccia, ma ciò che avrebbe dovuto essere un nemico imponente e misterioso, finisce per sembrare più una questione di ecologia poco coinvolgente. A mancare è proprio quel “cattivo” che potrebbe dare energia alla trama, mentre la storia rischia di perdere il suo slancio emotivo.

Nonostante la Disney sia da sempre all’avanguardia nell’animazione, Strange World non riesce a eguagliare le vette raggiunte da film come Encanto o Raya e l’Ultimo Drago. L’animazione dei personaggi, in particolare, appare un po’ rigida e datata, con movimenti che non risultano fluidi e naturali come ci si aspetterebbe. Il mondo sotterraneo, con le sue creature bizzarre e i paesaggi esotici, offre senza dubbio delle immagini colorate e visivamente affascinanti, ma non riesce a stupire come in altre pellicole recenti. Sembra quasi che si stia cercando di emulare l’impatto visivo di Avatar senza però riuscire a costruire un universo altrettanto immersivo.
Uno degli aspetti più controversi di Strange World è la gestione dei personaggi, in particolare della relazione tra Ethan e Diazo. La scelta di includere una coppia omosessuale nel film è senza dubbio un passo positivo in termini di rappresentazione, ma la caratterizzazione di Diazo come un personaggio effeminato e stereotipato ha suscitato più di qualche polemica. La scelta di un design poco coerente per Ethan, che indossa un cappello di lana chiaramente anacronistico, dimostra una mancanza di attenzione ai dettagli che rende l’ambientazione meno credibile.
Il rapporto padre-figlio tra Searcher ed Ethan, tuttavia, offre alcuni momenti toccanti e divertenti, sebbene non siano sufficienti a salvare la struttura complessiva del film. La scena in cui Searcher cerca di socializzare con i coetanei di Ethan è sicuramente simpatica, ma la dinamica padre-figlio viene trattata in maniera troppo superficiale, senza un approfondimento psicologico che avrebbe potuto rendere la relazione davvero significativa.

In conclusione, Strange World è un film che lascia un sapore amaro. Pur essendo un’avventura che offre momenti di svago e riflessione, non riesce a competere con le grandi pellicole Disney degli ultimi anni. La trama, pur interessante, è eccessivamente prevedibile, l’animazione non è all’altezza delle aspettative, e la gestione dei personaggi lascia a desiderare. La scelta di non avere un antagonista tradizionale, seppur originale, finisce per rendere il film meno coinvolgente, mentre la rappresentazione di temi come il rapporto con la natura e le difficoltà intergenerazionali rimane sottotono.
Se sei un fan dei film Disney, probabilmente troverai qualche momento di intrattenimento in Strange World, ma difficilmente rimarrà nei tuoi ricordi come un classico del genere. La sensazione è che la Disney avesse in mano un’idea fantastica, ma non sia riuscita a darle la giusta forma. In un panorama cinematografico che ci ha regalato capolavori come Frozen ed Encanto, Strange World rimane un film che, purtroppo, non è riuscito a brillare.
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