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Santa Maria di Galeria

Questa volta ci occupiamo di un luogo che non si trova propriamente a Roma, ma di cui, date la vicinanza geografica alla Capitale e il fascino che possiede, vale sicuramente la pena occuparsi. Ci si arriva seguendo la Via Cassia e poi le indicazioni per Santa Maria di Galeria, un grazioso paesino medioevale.

Ma quello che ci interessa è il vecchio borgo, situato a non  poca distanza dall’abitato (e per fortuna, bisogna sottolineare, come vedremo). 

Lasciata la macchina in uno spiazzo (a meno che non si possieda un fuoristrada) ci si imbatte in un sentiero di pietre circondato da una folta vegetazione, che sembra incombere minacciosa: insomma uno scenario non proprio rassicurante, specialmente se ci si trova lì all’imbrunire, come è capitato a me. Finito il sentiero, ci si trova in una radura, che definire sporca, purtroppo è un eufemismo: il terreno infatti è pieno di rifiuti di ogni genere… Sulla destra, rispetto alla fine del sentiero, c’è un fiume mentre a sinistra, su di una collinetta, si staglia il profilo minaccioso del borgo.

Imboccando il sentiero in leggera salita che entra in paese, si può facilmente avvertire un senso di disagio, acuito dal fatto che a terra si possono notare resti di materiale non meglio specificato..

Superata la porta, ci si trova tra le rovine di quella che un tempo, probabilmente, fu un florida cittadina di commercianti. Difatti le abitazioni sono quasi tutte in rovina, anche se non mancano di comunicare un certo fascino.

Sfortunatamente, qualcuno ha pensato bene di imbrattare le mura di questi edifici con scritte parecchio stupide..

L’abitato non si estende per molto, anche perché è completamente abbarbicato sulla collinetta.
La sensazione più forte che ho provato è stata quella di essere osservato, come d’altronde mi hanno confermato i miei coraggiosi compagni di avventura.

In più, il latrare dei cani, che appariva sempre più vicino certo non contribuiva alla mia tranquillità…
Ma il fatto più spiacevole doveva ancora arrivare: infatti, all’ingresso di una delle tante gallerie presenti nel terreno, abbiamo notato chiari simboli di attività satanista, il che ci ha fatto decidere di lasciare il luogo al più presto, anche perché si era fatto buio e la macchina non era certo vicina..

Presenze umane quindi, ma forse anche di altro tipo se consideriamo alcune dichiarazioni di medium, che hanno parlato di ”atmosfera malsana,  rumori di carrozze e improvviso vento gelido”..

Con l’eccezione dei rumori di carrozze, non posso che confermare..

Un posto da visitare dunque, ma con le dovute precauzioni. In particolare è raccomandabile recarvisi di giorno, anche perché nel terreno ci sono parecchie buche di non poca profondità.

Nessun problema, invece, dal punto di vista legale: il sito è aperto a tutti, e se non fosse per la sporcizia, ci si potrebbe anche andare a fare un pic-nic (di giorno si intende…).

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