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Jem e le Holograms: quando la nostalgia degli anni ’80 incontra lo scintillante disincanto del nuovo millennio

C’è stato un tempo – e che tempo! – in cui bastava un tocco agli orecchini per trasformarsi in una regina del rock. Io me lo ricordo bene quel tempo: capelli fluo, giacche con le spalline grandi come montagne, eyeliner come se piovesse e quella voglia sfrenata di brillare, essere uniche, cambiare il mondo a suon di musica e paillettes. Era il tempo magico di Jem e le Holograms, una serie animata degli anni ’80 che, per molte di noi, è stata un vero e proprio manifesto di libertà creativa e identitaria. Un concentrato di musica, tecnologia, emozioni e girl power come solo quegli anni sapevano regalare.

Poi è arrivato il 2015. E con lui, il film. Una trasposizione live action diretta da Jon M. Chu (sì, proprio quello di Step Up e Justin Bieber: Never Say Never), che avrebbe dovuto riportare sul grande schermo l’energia folgorante di Jem. Un’operazione carica di promesse, prodotta da nomi importanti come Blumhouse Productions e Scooter Braun Productions. Insomma, tutto lasciava presagire un ritorno col botto. Peccato che, a esplodere, sia stata la delusione.

Il film prova ad attualizzare il mito di Jem, portandolo nel mondo degli smartphone, dei social e dei video virali. La nostra Jerrica Benton non è più l’icona misteriosa che si trasforma con l’aiuto dell’intelligenza artificiale Sinergy, ma una ragazza timida che diventa famosa su YouTube. Una specie di Cenerentola digitale, insomma, che si trova improvvisamente catapultata nell’universo delle popstar grazie a un video casalingo. Con lei, le sorelle-praticamente-Holograms, pronte a inseguire il sogno della fama tra palchi, riflettori e crisi esistenziali.

Ma il problema è proprio questo: dov’è finita la magia? Dov’è quella scintilla che faceva brillare Jem come nessun’altra? Sinergy è ridotta a un robottino senza mistero, gli orecchini a stella sono spariti nel nulla, e delle adorate Misfits – le nostre ribelli preferite, con quella canzone iconica “We’re Misfits, our songs are better!” – resta solo un’ombra fugace e sbiadita, affidata a una Juliette Lewis che nulla ha a che fare con l’energia punk di Pizzazz.

Il film tenta, timidamente, di parlarci di autenticità in un mondo dominato dall’immagine. Un tema assolutamente attuale, certo, ma sviluppato con una piattezza tale da far sembrare tutto un lungo episodio di una webserie qualsiasi. L’estetica è generica, la regia patinata ma senza anima, le scene musicali sembrano incollate da videoclip scolastici e – diciamolo – non c’è mai un momento in cui si avverta quella scarica elettrica che ti faceva sobbalzare dal divano quando partiva “Truly Outrageous”.

Aubrey Peeples, nei panni di Jem/Jerrica, fa del suo meglio, così come le altre interpreti delle Holograms (Stefanie Scott, Hayley Kiyoko, Aurora Perrineau), ma la sceneggiatura non offre loro davvero nulla di memorabile. Tutto suona già visto, già sentito. Nessuna sfida vera, nessuna trasformazione magica, nessun momento wow.

E dire che adattare Jem in chiave moderna non era una cattiva idea. Tutt’altro. Con un po’ di coraggio, si poteva giocare sul contrasto tra l’anima rétro del personaggio e la contemporaneità digitale, fondendo passato e presente con stile. Ma il film ha scelto la strada più sicura – e più noiosa – spogliando Jem della sua identità più forte: quell’essere sopra le righe, colorata, glam, travolgente. E anche un po’ trash, nel senso più glorioso del termine.

Da fan innamorata persa del cartone, l’ho guardato con gli occhi lucidi e il cuore che sperava. E invece, niente. Nessun battito in levare, nessuna trasformazione, nessun “Showtime, Synergy!”. Solo una lunga, lunga sensazione di occasione persa. Perché se togli a Jem la sua anima glitterata, tecnologica, visionaria… resta una popstar qualunque. E Jem non è mai stata “qualunque”. Era unica.

E allora mi viene da chiedermi: perché chiamarlo Jem, se di Jem non c’è che l’eco lontana? Sarebbe stato più onesto creare qualcosa di nuovo, ispirato forse, ma senza scippare il nome a un mito. Così com’è, questo film sembra solo un’operazione commerciale che non ha saputo né capire né rispettare il cuore pulsante di una delle serie animate più iconiche degli anni ’80.

E voi? L’avete visto? Avete anche voi desiderato che Sinergy scendesse in campo per salvarci da questo pasticcio? Scrivetemi nei commenti e condividete l’articolo sui vostri social: magari, insieme, riusciremo a far sentire la nostra voce nostalgica e rock. Perché Jem è (e resterà per sempre) truly, truly outrageous!


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Maria Merola

Maria Merola

Laureata in Beni Culturali, lavora nel campo del marketing e degli eventi. Ama Star Wars, il cosplay e tutto ciò che riguarda il mondo del fantastico, come rifugio dalla realtà quotidiana. In particolare è l'autrice del blog "La Terra in Mezzo" dedicato ai miti e alle leggende del suo Molise.

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