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Punta al top 2! – DieBuster

Punta al top 2! – DieBuster (ufficiosamente noto anche col nome di Gunbuster 2) è un OAV in 6 episodi prodotto dallo Studio Gainax – lo stesso che nel 1988 affidò Punta al Top! Gunbuster al regista Hideaki Anno, divenuto celebre qualche anno dopo come regista dell’amatissimo Neon Genesis Evangelion. Realizzato per festeggiare i 20 anni dello studio d’animazione, Diebuster è diretta interamente da Kazuya Tsurumaki, già presente nello staff di Gunbuster e nelle più note produzioni Gainax, come Evangelion (sia la serie che i film), Le Situazioni Di Lui e Lei e FLCL. La sceneggiatura di Yōji Enokido mentre il character design è affidato a Yoshiyuki Sadamoto.

L’OAV racconta la storia di Nono, una giovane e volenterosa ragazza proveniente da un piccolo villaggio marziano, che abbandona la sua terra per trasferirsi in una città vicino allo spazioporto per realizzare il suo grande sogno: pilotare una Buster Machine e difendere il genere umano dalle incursioni dei Mostri Spaziali.

Le differenze tra GunBuster e DieBuster sono enormi: prima di tutto le buster machines di GunBuster sono normali robot, semplici armi da battaglia, mentre ai robot di DieBuster manca solo la parola, sono totalmente autonomi e con un’intelligenza artificiale che permette loro di provare persino sentimenti umani come paura e tristezza. I robot di DieBuster possono anche fare cose fisicamente impossibili come raffreddare un oggetto a milioni di gradi sotto lo zero assoluto, possiedono il teletrasporto e, tramite fluttuazioni quantistiche, possono distorcere la realtà stessa. Questo è spiegabile dato che DieBuster è ambientato all’incirca 10000 anni nel futuro rispetto a GunBuster e in questo tempo si presume che la tecnologia sia molto cambiata. Alcune tecnologie, nuove e indistinguibili dalla magia sono state inventate, ma altre, come ad esempio i motori degenerativi ed il balzo iperspaziale, sono state quasi dimenticate. In GunBuster la razza umana non ha colonizzato altri pianeti che la terra, ma è in grado di fare viaggi in altri sistemi solari e di arrivare persino all’altro capo della galassia. In DieBuster le navi spaziali non escono mai dal nostro sistema solare, ma tutto quanto il sistema è fortemente colonizzato, Marte è un pianeta ricco, fiorente e terraformato, con un ecosistema molto simile alla Terra. La Luna è un’unica grande metropoli iperurbanizzata. Vi sono basi spaziali attorno ai giganti gassosi e anche i loro satelliti sono abitati. Un’altra differenza tra GunBuster e DieBuster riguarda la natura stessa degli esseri umani. GunBuster non è cronologicamente molto lontano dal presente e gli esseri umani sono simili a noi. In DieBuster vi sono invece molte razze umane differenti, con differenze somatiche probabilmente dovute ai differenti pianeti su cui la razza umana abita. Ma anche gli umani più simili a noi, in DieBuster, possono essere definiti mutanti. Molti adolescenti hanno infatti una malattia nota come forza Topless; si tratta di una anomala attività del cervello che permette di fare cose incredibili come sviluppare tanta energia quanta un motore degeneratore, teletrasportare oggetti, far parlare gli animali ecc. In uno degli ultimi episodi viene spiegato che questo è il risultato dell’evoluzione umana e che in un prossimo futuro gli esseri umani avranno capacità paragonabili alle “sorgenti di gravità variabile”. L’ultima grande differenza è che mentre in GunBuster vi è una battaglia tra due specie per il dominio della galassia, in DieBuster la partita è a 3. Ai due nemici storici si aggiunge una terza fazione: i cosiddetti “mostri spaziali”. I mostri spaziali di DieBuster sono macchine, robot autoreplicanti, creati dalla razza umana per difenderla dalle sorgenti di gravità variabile. Queste creature, evolvendosi, hanno assunto la stessa forma delle sorgenti di gravità variabile ed hanno cominciato ad attaccare anche l’umanità. Essi considerano i topless come una minaccia alla stregua delle sorgenti di gravità variabile. Alla fine, però, uniranno le loro forze agli esseri umani per sconfiggere l’ultima sorgente di gravità variabile.

Dall’anime sono stati tratti un fumetto (in un unico volume) ed un lungometraggio proiettato unicamente nelle sale giapponesi ricavato dal montaggio congiunto dei finali di Punta al top! – GunBuster e Punta al top 2! – DieBuster.

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