C’è qualcosa di profondamente affascinante nei Popoli del Mare. Sarà perché appaiono e scompaiono nella Storia come le ombre dei Nazgûl, lasciando dietro di sé solo rovine e leggende. Sarà perché, tra le pieghe di racconti egizi, cronache greche e iscrizioni scolpite nella pietra, c’è un nome che ritorna con forza e mistero: Shardana. Guerrieri, mercenari, navigatori. Ma soprattutto, un popolo la cui origine ha fatto impazzire storici e archeologi almeno quanto un enigma lasciato da una civiltà aliena nei film di Ridley Scott.
Partiamo da ciò che sappiamo, o che crediamo di sapere. C’è una corrente di studiosi – la più accreditata a livello accademico – che vorrebbe far risalire la provenienza degli Shardana alla città di Sardi, capitale della Lidia, patria del leggendario re Creso. Una tesi che si poggia su una similitudine fonetica tanto seducente quanto, forse, ingannevole: Shardana-Sardi. A prima vista sembra quasi troppo perfetto per non essere vero. Ma, come ogni nerd investigatore sa, quando una soluzione appare troppo ovvia… c’è sotto qualcosa.
Ed è qui che entra in scena un’altra ipotesi, molto più affascinante e – diciamolo subito – molto più “nerd”. Parlo della tesi di Giovanni Carta Raspi, che colloca l’origine degli Shardana in Asia Minore, sì, ma molto prima della fondazione di Sardi, che risale più o meno al 1000 a.C. Questa teoria si basa su fonti egizie, iscrizioni templari, papiri e narrazioni antiche che sembrano gridare un’unica verità: gli Shardana erano già attivi e ben noti secoli prima che la città di Sardi esistesse.
Già nel XV secolo a.C., infatti, le cronache egizie parlano di loro. Da Amenophis I a Thutmosis III, da Karnak a Medinet Habu, il nome Shardana emerge come un rombo lontano che anticipa la tempesta. Sono citati tra i Popoli del Mare, quelli che devastarono le coste del Mediterraneo orientale con una furia degna dei Dothraki. E qui sta il primo, enorme paradosso: se gli Shardana venivano davvero da Sardi, come potevano essere tra coloro che l’hanno rasa al suolo insieme all’Impero Ittita? Sardi era sotto l’influenza di Hattusa, e come Hattusa venne spazzata via dai Popoli del Mare. Ma chi distruggerebbe mai la propria città d’origine?
In più, se Sardi fu fondata attorno al 1000 a.C., come possono fonti egizie del 1400 a.C. già parlare degli Shardana come una potenza navale? La linea temporale semplicemente non regge. Sarebbe come dire che gli Avengers hanno sconfitto Thanos prima ancora che Tony Stark diventasse Iron Man. No, qualcosa non torna.
E allora, da dove venivano davvero questi enigmatici Shardana?
La risposta, a sorpresa, potrebbe trovarsi molto più a ovest di quanto pensiamo. La Sardegna. Già, proprio quell’isola che oggi associamo a spiagge da sogno e nuraghi misteriosi. Per gli antichi egizi, i Shardana erano “i re delle Isole dell’Occidente”. E se per noi occidentali l’Occidente comincia in Francia, per un egiziano del II millennio a.C. l’Occidente era ciò che stava oltre la Libia, oltre le Colonne d’Ercole, verso la Sardegna e le Baleari.
E qui il puzzle inizia a comporsi. Già tra il 1500 e il 1400 a.C., la Sardegna era un centro fiorente di lavorazione del bronzo, con oggetti d’arte raffinati e tecniche che sembrano provenire da un’altra epoca. È lo stesso periodo in cui gli Shardana conquistano la Corsica e le Baleari, estendendo la loro influenza come un’Imperium nascosto nella notte della preistoria.
Inoltre, come popolo di navigatori e pirati, come avrebbero potuto nascere in una città dell’entroterra anatolico a 150 km dal mare? È come se dicessimo che i Klingon sono nati su un asteroide senz’acqua. Non ha senso. La Sardegna, invece, con le sue coste alte, le miniere di rame, il granito rosso, bianco e nero… è perfettamente in linea con le descrizioni egizie delle “isole del grande cerchio d’acqua”.
Anche sul piano simbolico, ci sono indizi incredibili. Il famoso “riso sardonico”, quel ghigno beffardo che la leggenda attribuisce agli Shardana portati a morte fra le braccia roventi della statua bronzea di Talo, è uno dei più potenti archetipi guerrieri del mondo antico. Un sorriso beffardo davanti alla morte. Se non è roba da nerd, questa, non so cosa lo sia.
E se gli Shardana erano già presenti nel Mediterraneo occidentale, cosa ci facevano in Asia Minore? Semplice: la loro espansione fu vasta, articolata, complessa. Dalla Sardegna partirono ondate di conquistatori, mercenari, coloni. Alcuni raggiunsero le coste palestinesi (dove si insedieranno come Filistei), altri fondarono insediamenti tra Haifa e Tel Aviv (documentati già nel 1150 a.C.), altri ancora tornarono indietro carichi di bottini e racconti epici. La città di Sardi? Sarebbe nata molto più tardi, forse fondata proprio da Shardana di ritorno da quelle campagne.
La cronologia degli eventi lo conferma. Dal regno di Sargon di Akkad (2350 a.C.) alla devastazione di Troia VII (1200 a.C.), passando per l’invasione degli Hyksos in Egitto e la distruzione dell’impero minoico, il nome dei Popoli del Mare – con gli Shardana spesso in prima linea – emerge come una costante, un filo rosso che attraversa secoli di guerre, migrazioni, fusioni culturali e conquiste. È come una saga fantasy scritta nella pietra, e noi stiamo appena cominciando a decifrarla.
C’è persino chi ipotizza che tutto ebbe inizio a causa di un evento catastrofico: l’impatto di un meteorite nei pressi della confluenza tra Tigri ed Eufrate, attorno al 2300 a.C. L’evento, studiato dal geologo Sharad Master, potrebbe aver generato quel “Diluvio” di cui parlano molte tradizioni, spingendo intere popolazioni alla migrazione. Tra queste, forse, anche i futuri Shardana.
E non dimentichiamo il ruolo che questi guerrieri ebbero nella storia egizia. A volte alleati, a volte nemici, a volte entrambe le cose nello stesso decennio. Mercenari al soldo dei faraoni, difensori delle coste, mediatori politici. Talmente temuti e rispettati che Ramses III, pur vantandosi di averli sconfitti, preferì assumerli. Altro che spadaccini qualunque: erano i Mandaloriani del loro tempo.
Alla fine, gli Shardana si dispersero. Alcuni si stabilirono a Cipro, Creta, in Libano, in Palestina. Altri fondarono città in Anatolia. Ma il cuore pulsante della loro cultura rimase la Sardegna. Da lì provenivano. Lì tornarono. E lì, probabilmente, continuarono a governare finché il ferro prese il posto del bronzo, e i vecchi equilibri si spezzarono. Il loro nome, però, sopravvisse. Nel Mare di Sardegna, nelle cronache egizie, nei miti greci, nelle leggende bibliche.
Questa è la storia dei Shardana. Un popolo leggendario che ha attraversato il tempo come un’ombra. E noi, come veri archeologi nerd, continuiamo a inseguirne le tracce. Perché ogni enigma storico, ogni mistero del passato, è un richiamo irresistibile per chi ha il cuore acceso di meraviglia.
E tu, cosa ne pensi? I Shardana erano davvero i sovrani dimenticati del Mediterraneo? Condividi questo articolo sui tuoi social e facci sapere se anche tu hai il riso sardonico stampato in volto ogni volta che l’archeologia sfida la Storia ufficiale!
Fonte: shardana.org
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