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Gacchan di Dr. Slump: storia, origini e curiosità sul personaggio più folle di Akira Toriyama

Se siete cresciuti a pane e anime anni ‘80, o se avete scoperto Akira Toriyama solo più tardi grazie a Dragon Ball, probabilmente avete sentito nominare Gacchan, una delle creature più bizzarre e irresistibili di Dr. Slump & Arale. E se non la conoscete, preparatevi: questa non è la solita mascotte kawaii da merchandising, ma un vero concentrato di follia toriyamesca, capace di far esplodere ogni schema narrativo — e qualche pianeta, volendo.

Tutto comincia durante uno dei folli viaggi temporali di Arale Norimaki, l’androide protagonista della serie. Nel corso di una scorribanda nella preistoria, Arale inciampa su un uovo apparentemente di dinosauro. Ovviamente, che fai, non te lo porti a casa? Tornata nel presente, l’uovo si schiude rivelando non un cucciolo di tirannosauro ma un esserino asessuato e adorabile: capelli ricci (verdi nella prima serie anime, biondi nel remake), ali piumate, antenne mobili e soprattutto un appetito degno di un buco nero. Gacchan — così verrà chiamata — divora tutto ciò che incontra, eccetto la gomma.

Il Dottor Senbei Norimaki, lo scienziato svitato che ha “creato” Arale, inizialmente tenta di farla diventare un membro della famiglia, anche se con qualche esitazione (“Ma come, già ho due figli e non sono nemmeno sposato!” si lamenta spesso). Dopo un esilarante battibecco sul nome con Arale, il dottore opta per “Gacchan”: un diminutivo affettuoso formato con il suffisso giapponese “-chan” e derivato da Gajira, crasi geniale tra Gamera e Gojira (Godzilla per noi occidentali). Un omaggio perfetto alla fantascienza made in Japan, condito dal tipico umorismo nonsense di Toriyama.

Ma non fatevi ingannare dalle apparenze: Gacchan non è solo una macchina da gag. Nel corso della serie si scopre che, oltre a volare e a divorare qualsiasi cosa, ha una forza sovrumana e può sparare potenti raggi energetici dalle antenne. E come se non bastasse, a un certo punto della storia, Gacchan si chiude in un bozzolo per uscirne duplicata: due Gacchan identiche per il prezzo di una, raddoppiando il caos a Penguin Village.

La vera bomba però arriva al capitolo 25 dell’edizione italiana del manga, quando Toriyama alza il sipario sulle origini di Gacchan. Si scopre infatti che la piccola creatura è in realtà un angelo inviato da Dio (disegnato da Toriyama con le sembianze di un vecchietto calvo e baffuto, che i fan riconosceranno come la base per il futuro Maestro Muten di Dragon Ball). Lo scopo originale di Gacchan? Moltiplicarsi e distruggere i pianeti corrotti, divorando tutto fino a lasciarli sterili.

E qui entra in gioco il cuore tenero della saga: dato che Arale ha rimosso l’uovo dal suo luogo preistorico d’origine, Gacchan non ha mai avuto modo di replicarsi abbastanza da minacciare la Terra. Ma soprattutto, vivendo insieme ad Arale, Senbei e agli altri strampalati abitanti di Penguin Village, ha completamente dimenticato il suo scopo distruttivo. Persino Dio, toccato dalla gentilezza e dall’ingenuità del gruppo (e coccolato da Atomino/Obocchaman, che lo scambia per un vecchietto smarrito), decide di lasciar perdere il piano di distruzione planetaria.

Insomma, Gacchan è il perfetto esempio della poetica di Akira Toriyama: mescolare umorismo, nonsense, riferimenti nerd e colpi di scena cosmici, il tutto mantenendo sempre un tono leggero e scanzonato. È una creatura che ci ricorda come l’amicizia e l’assurdo possano salvare il mondo, e forse anche noi stessi.

E voi? Che ricordi avete di Gacchan e di Dr. Slump? Vi ha fatto ridere, vi ha stupito, o vi siete mai chiesti come sarebbe stato il crossover definitivo tra Penguin Village e Dragon Ball? Scriveteci nei commenti, condividete l’articolo con i vostri amici nerd e spargete il verbo di Toriyama sui social: il mondo ha sempre bisogno di un po’ di follia made in Penguin Village!


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