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La recensione della prima stagione live actionr di One Piece

La tanto attesa serie live action di One Piece, tratta da una delle serie manga più famose e amate al mondo, creata da Eiichiro Oda nel 1997 e ancora in corso, è finalmente approdata su Netflix prodotta da Tomorrow Studios in partnership con Shueisha. Otto sole puntate che racchiudono l’ intero arco narrativo East Blue. Nonostante le paure iniziali, Netflix ha ricevuto enormi elogi sia dai vecchi fan che dai nuovi spettatori. Vi dirò la verità, prima di iniziare a vedere la serie, ho avuto un po’ paura. Forse perché i miei recenti ricordi di live action non sono stati così entusiasmanti. Dopo Dragonball Evolution, Death Note, Attack on Titan, Saint Seiya, diciamo che l’esperienza mi ha insegnato a essere diffidente.

Il trailer era fatto bene, ma comunque volevo aspettare di vedere l’opera completa per esprimermi appieno. Va anche detto che non tutti i live action sono usciti male. Io ad esempio ho apprezzato il live action di Death Note di VVVID, anche se la trama ha subito delle variazioni e i personaggi sono stati un po’ cambiati (L è stato stravolto, Mello è diventato il pupazzetto di peluches di Near, per dirne due). Così come ho apprezzato i film di Tokyo Ghoul, Yattaman e Ghost in the Shell. Quindi non è tutta “monnezza” quello che esce dagli adattamenti.

La lettera di Eiichiro Oda

Ad accompagnare il primo trailer ci fu anche una lettera del Maestro Eiichiro Oda, nella quale il creatore del fenomeno globale condivide i suoi pensieri sull’adattamento in live-action, sulla produzione, sulle differenze con il manga e sul cast.

  • “Lo dico subito. Per questa serie non abbiamo preso scorciatoie!” この作品に一切の妥協はありません!!

  • “C’è stato così tanto da fare: il grande impegno degli attori, la creazione dell’ambientazione e dei costumi, presentare il tutto con le modalità esclusive del live action, i dialoghi… La collaborazione di così tante persone è già di per sé un motivo per festeggiare” 世界観の構築、役者さん達の試み、衣装、実写ならではの魅せ方、会話、色んな人達が悩んだ全ての工程がお祭りです。

  • “I produttori e la troupe sono professionisti del live action e a dirla tutta sono anche grandi fan di ONE PIECE” 製作チームは実写のプロであり、はっきり言って、ONE PIECEオタクです。

  • “Provo un affetto infinito sia per il team di produzione sia per il cast e non vedo l’ora che ricevano in tutto il mondo il plauso che meritano” 僕はもう、製作チームもキャストも大好きなので、早くみんなが世界で賞賛されて欲しい。

One Piece – Differenze tra la serie animata e il live action

La trama è solida e si muove rapidamente seguendo il formato shonen del “cattivo della settimana”. Quasi tutti i personaggi sono ben sviluppati e rifiniti rispetto alle loro origini nel manga, diventando credibili e comprensibili, anche con le scene di combattimento stravaganti disseminate in tutta la serie. E questa per me è una cosa buona. Lasciare le cose come si vedono negli anime rischia di ridicolizzare la controparte con attori in carne ed ossa. Ve lo immaginate se avessero deformato volontariamente il naso di Usop per renderlo più simile all’anime? Oppure l’intero combattimento tra Zoro e Mihawk, con Zoro che teneva costantemente la spada tra i denti?

La trama della prima stagione

One Piece è una leggendaria avventura di mare come nessun’altra.  La prima stagione, in soli otto episodi parla del primo arco narrativo del manga di One Piece, chiamato l’Arco dell’East Blue. La  serie live action è un adattamento fedele e rispettoso dell’opera originale, che cerca di ricreare la magia, l’umorismo e l’azione del manga. Monkey D. Luffy è un giovane avventuriero che ha sempre sognato una vita di libertà. Luffy parte dal suo piccolo villaggio per affrontare un pericoloso viaggio alla ricerca di un leggendario tesoro, il One Piece, per diventare il Re dei Pirati. Ma, per trovare il bottino, Luffy dovrà riunire l’equipaggio che ha sempre desiderato e trovare una nave su cui salpare, perlustrando ogni centimetro dei vasti mari, scampando ai Marines, e superando in astuzia pericolosi rivali ad ogni occasione.

Eiichiro Oda sembra essere stato fortemente coinvolto nella serie e ha dato il suo pieno consenso all’adattamento al momento del suo rilascio. Ogni protagonista principale viene introdotto allo spettatore assieme a tutti i suoi retroscena, in un intreccio tra flash-back e presente. In questo modo ci viene offerta una visione delle loro vite prima dell’incontro con Luffy e aiuta a stabilirli saldamente in questo mondo e in questa storia, fornendo al pubblico una comprensione più sviluppata del mondo e della struttura dello spettacolo.

L’estetica: un mix tra anime e realtà

Adattare un anime in un live action si sa, è una grande sfida. In questa opera ci è stato messo davanti agli occhi un mondo coloratissimo, pieno di persone stravaganti, con abiti sgargianti, costumi improbabili, capelli colorati e accessori di ogni tipo. Su questo gli autori del live action hanno cercato di fornire un prodotto molto fedele all’originale animato. Ma nel contempo è stata inserita una forte dose realistica, con cannoni che fanno scintille quando esplodono i colpi, sangue, gente che muore. E non sono mancati gli abusi sui minori; la backstory di Nami è qualcosa di spaventoso. E il modo in cui è stata resa è perfetto.

Matt Owens e Steve Maeda sono stati gli sceneggiatori, produttori esecutivi e showrunners. Eiichiro Oda, Marty Adelstein e Becky Clements sono produttori esecutivi. Owens, che ha lavorato in precedenza per Marvel Studios in serie come Agents of S.H.I.E.L.D. e Luke Cage, ha dichiarato di essere un grande fan di One Piece e di aver cercato di trasporre sullo schermo la visione di Oda con fedeltà e passione. Anche lo stesso Oda ha supervisionato la produzione della serie e ha espresso la sua soddisfazione per il risultato finale.

Il cast della serie è composto da attori provenienti da diverse parti del mondo, che riflettono la diversità e l’internazionalità dell’oceano di One Piece. A comporre la ciurma sono Iñaki Godoy nei panni del capitano Monkey D. Luffy, Mackenyu (Roronoa Zoro), Emily Rudd (Nami), Jacob Romero (Usopp) e Taz Skylar (Sanji). Faranno parte del cast anche McKinley Belcher III, Morgan Davies, Aidan Scott, Vincent Regan, Jeff Ward, Craig Fairbrass, Langley Kirkwood, Celeste Loots, Alexander Maniatis, Ilia Isorelýs Paulino, Chioma Umeala e Steven Ward. Si aggiunge al cast Michael Dorman nel ruolo di Gold Roger.

Conclusione

In conclusione, se ancora non avete visto One Piece fatelo. Non rimarrete delusi. Sia che siate vecchi fan che nuovi spettatori. Non partite prevenuti pensando a Dragonball Evolution o Death Note di Netflix. Stavolta il prodotto è riuscito bene. Si vede che Oda ci ha messo lo zampino. Forse perché anche lui ha visto gli ultimi adattamenti live action degli anime dei suoi colleghi e ha preferito essere più presente.

Quindi, se mi chiedete “One Piece: sì o no?” la mia risposta è un decisissimo SI!

Roberto Romagnoli

Roberto Romagnoli

Nato sul pianeta Terra nel 1981, ma cittadino dell'universo.
Conosciuto in rete anche come Ryoga777, RyoGa o Ryoga Wonder.
Cantante degli X-Italy, band attiva tra il 2004 e il 2006, prima in Italia a proporre cover degli X-Japan. Successivamente canta anche nei Revolution, altra band italiana ispirata al mondo del Visual-Kei Giapponese e al Glam americano.
Negli anni si è occupato spesso di organizzazione di eventi a tema JRock, Cosplay, Manga e Musica in generale collaborando spesso con l'associazione Japanimation. È stato anche redattore di L33T, programma per ragazzi in onda su Rai 2 e Rai Futura tra il 2006 e il 2007.
Caporedattore e responsabile per l'Italia di Nippon Project e Presidente delle associazioni VK Records (etichetta discografica indipendente) e Steel Music Promotion (media dedicato alla musica e all'organizzazione di concerti)

Gamer incallito.

Il suo lato geek, sopito fino a qualche anno fa, ha cominciato a farsi sentire sempre più prepotentemente. Quindi alla fine ha deciso di aprirsi il suo blog geek robertoromagnoli.com e ha cominciato a scrivere anche su siti a tema gaming e tecnologia, tra cui Akiba Gamers e Stolas Informatica.

Amante di tutto ciò che riguarda la tecnologia, l'informatica, anime e manga, ma innamorato anche di DC Comics e Marvel.

Fondamentalista Trekkie, da quando c'è il covid e non ci si può più stringere la mano, ha trovato la scusa per fare il saluto vulcaniano.

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