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Morire su TikTok, la tragedia di Inquisitor3

Queste cose non dovrebbero succedere, mai e poi mai. L’intera community Cosplay è scossa per il suicidio in streaming di Vincent, conosciuto come Inquisitor3 su TikTok,  un giovane cosplayer italiano di 23 anni appassionato di Call of Duty che ha deciso di togliersi la vita dopo una serie di accuse e insulti che lo avevano colpito duramente.

La fama di Vincent, che si era fatto apprezzare da migliaia di utenti per le sue performance ispirate al personaggio di Ghost, protagonista della serie di videogiochi Call of Duty, aveva permesso al giovane di raggiungere oltre 100.000 follower e di ottenere spesso una grande visibilità sulla piattaforma tanto che la sua dipartita è stata riportata da numerose testate internazionali.

La tragica trama di quanto avvenuto è difficile da districare essendo sul web notizie discordanti da cui è difficile rintracciare le fonti. Tutto avrebbe avuto inizio quando Vincent, in cerca di persone con cui collaborare per i suoi progetti, conobbe una ragazza di cui si invaghì immediatamente. A quanto parrebbe, il TikToker non era inizialmente a conoscenza che lei fosse fidanzata e, soprattutto, che lei fosse minorenne. Convinto dei suoi sentimenti, Vincent avrebbe addirittura confessato pubblicamente la sua crush per la ragazza su un server Discord dedicato ai ai fan di Call of Duty, venendo immediatamente tacciato di essere un pedofilo.

Come ricostruito dalla pagina “Fangirls and beyond“, al contempo, indicativamente lo scorso marzo, la ragazzina in questione avrebbe rivelato al suo fidanzato (o ex secondo alcune fonti) di essere stata oggetto di avance inappropriate da parte di Inquisitor3.  Da quel momento, senza apparentemente prove di colpevolezza, i post del TikToker hanno iniziato ad essere oggetto di calunnie sempre più pesanti da parte del ragazzo tradito. Ad accentuare questa situazione già critica, alla fine di settembre, le conversazioni private tra Inquisitor3 e la ragazza sarebbero state divulgate su Discord, dando inizio ad una diffamazione costante ancora più pesante. Secondo le fonti, la ragazza avrebbe riapprocciato nuovamente il Tiktoker alla ricerca di nuove “conferme” per avvalorare le sue accuse (sostenendo nuovamente di essere maggiorenne per evitare il blocco del profilo), ma il ragazzo l’avrebbe rifiutata.

Da quel momento, Vincent fu bersaglio di altre accuse ancora più infamanti che lo hanno portato sempre più ad isolarsi e a smettere di pubblicare contenuti su TikTok. Il suo ultimo video è stata una live scioccante, in cui si poteva scorgere una stanza vuota: poi, improvvisamente il rumore di un vetro infranto, i passi di una corsa precipitosa e strazianti urla d’aiuto (forse anche l’intervento di paramedici?). Vincent si era tagliato le vene e stava morendo sotto gli occhi (e fra le dita sulla tastiere) dei suoi sostenitori e denigratori. Il video è stato rimosso per ovvi motivi, così come il canale di Inquisitor3. Ma la notizia si è diffusa rapidamente, suscitando una grande commozione tra i cosplayer e i follower di Vincent. Pochi giorni dopo, l’arrivo della conferma terrificante della sua morte del giovane per suicidio.

Le accuse rivolte al Tiktoker non hanno ancora trovato alcuna prova concreta oltre quanto diffuso e non sono seguite altre dichiarazioni da parte di coloro che hanno partecipato attivamente a questa pericolosa caccia alle streghe. Secondo fonti vicine al cosplayer, Inquisitor si sarebbe addossato la colpa totalmente soprattutto per vergogna nei confronti delle persone a lui più vicine.

Va sottolineato che questa ricostruzione potrebbe essere imperfetta in quanto si basa su fonti non verificare e sulle informazioni raccolte dagli stessi utenti sui social. In questi casi il condizionale è d’obbligo e siamo a disposizione totale per eventuali rettifiche e specifiche future dell’articolo.

Il concetto è che, al di là delle eventuali colpe, che verranno accertate dagli organi competenti, questa tregedia non sarebbe dovuta accadere. Gli errori raccapriccianti in questa triste faccenda sono tanti, pericolosi e portano a riflessioni profonde e domande che probabilmente non avranno mai risposta! Se la ragazza minorenne si fosse sentita minacciata da Vincent perché non ha utilizzato canali più ufficiali e diretti (financo la Polizia Postale) per proteggersi dalle avance del TikToker invece di scatenare una campagna diffamatoria sui social? Perché lo stesso Vincent, accusato, non ha esposto querela per diffamazione invece di subire (e incamerare nel suo subconscio) una situazione del genere? Tanto più che “dalla sua” avrebbe avuto la possibilità di sostenere le sue tesi di fronte al palese reato di pubblicazione non autorizzata di conversazioni private da parte della sua spasimante. Perché invece, ci si è rivolti al “tribunale” degli utenti social e a nessuno dei protagonisti (o dei semplici lettori) è venuto in mente di fare qualcosa di concreto per fermare  una  situazione che stava così velocemente degenerando? Perché Vincent ha deciso di togliersi la vita in diretta, scegliendo di farlo proprio sul social che lo aveva “tradito”?

Perché?

Perché esistono valori distorti a tal punto da rendere questa tragedia possibile?Siamo allibiti, distrutti e impotenti verso notizie del genere. È urgente fermare questa ossessione per l’esposizione pubblica e smettere di cancellare persone e vite per motivi banali legati ad una socialità digitale distorta in cui oggi le uniche vittime sono quei poveri famigliari di Inquisitor che avranno il cuore infranto fino alla fine dei loro giorni.

Ogni commento irrispettoso o fuori tema sarà immediatamente eliminato. Invece cercate, cari lettori, di approfondire questa tragedia, cercate di capire gli errori, non per dichiararli in qualche post ma per rendere il vostro bagaglio esperienziale un po’ più pesante… per riflettere che la vita è sacra e nessun post o commento può tranciarla. Non dobbiamo essere né giudici né carnefici, solo persone che si informano prima di parlare, condividere, ferire.

Per approfondire:

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, creatore di Satyrnet.it, finalista nel 2019 di Italia's Got Talent, è considerato "il papà del Cosplay Italiano". Come uno dei primi sostenitori e promotori del fenomeno made in Japan in Italia, Gianluca, in 25 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di  settore Nerd e Pop, facendo diventare Satyrnet.it un punto di riferimento per gli appassionati. Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events e la Direzione Creativa di Next Group, due delle più importanti agenzie di eventi in Europa, Gianluca si occupa di creare experience e parchi a tema a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World, Luneur Park e LunaFarm cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico. Per info e contatti gianlucafalletta.com

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