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X-Men: La collezione mutante, le grandi saghe Marvel tornano con Hachette

Gli X-Men tornano protagonisti di una nuova collezione Hachette dedicata alle storie che hanno trasformato i mutanti Marvel in una delle famiglie narrative più amate, tormentate e longeve del fumetto mondiale. X-Men: La collezione mutante riunisce cento volumi, saghe storiche, approfondimenti editoriali e un’illustrazione componibile firmata da Marko Djurdjević, costruendo una biblioteca pensata tanto per chi conosce già ogni crisi sentimentale di Scott Summers quanto per chi ha incontrato Wolverine, Tempesta e Jean Grey attraverso il cinema, le serie animate o qualche reel comparso nel momento giusto sul proprio feed.

Perché continuiamo a tornare dagli X-Men?

Forse perché nessun altro gruppo di supereroi ha saputo raccontare con la stessa intensità quella sensazione terribilmente familiare di essere fuori posto. Gli X-Men possiedono poteri spettacolari, certo, ma la loro vera forza narrativa non è mai stata soltanto la capacità di controllare il clima, leggere la mente o rigenerarsi dopo una ferita impossibile. Al centro delle loro storie vive una domanda che attraversa generazioni, fandom e identità differenti: cosa accade quando il mondo decide che la tua diversità è un problema?

È un tema che chi frequenta community nerd conosce fin troppo bene. Cambiano i contesti, ma quella sensazione di trovare finalmente il proprio gruppo ricorda il momento in cui entri per la prima volta in una convention e scopri che nessuno giudica il tuo cosplay, oppure una chat dedicata a un anime diventa improvvisamente più accogliente di tanti luoghi della vita quotidiana. La Scuola Xavier, in fondo, è anche questo: uno spazio immaginario nel quale essere strani non significa essere sbagliati.

X-Men: La collezione mutante prova a ricostruire questa enorme mitologia attraverso le avventure più importanti della storia editoriale Marvel, recuperando racconti che hanno segnato il fumetto supereroistico e continuano ancora oggi a influenzare film, videogiochi, animazione e serialità televisiva.

Quali storie troveremo nella collezione?

I nomi annunciati sono quelli capaci di far partire immediatamente una colonna sonora drammatica nella testa di qualsiasi lettore Marvel: La saga di Fenice Nera, Giorni di un Futuro Passato, Apocalisse e molte delle storie nate durante il leggendario ciclo di Chris Claremont su Uncanny X-Men.

Claremont ha lavorato sui mutanti per sedici anni, contribuendo a trasformare una testata che rischiava di rimanere ai margini dell’universo Marvel in un fenomeno culturale globale. Il suo segreto non era semplicemente inventare nuovi nemici o battaglie sempre più grandi, ma trattare i personaggi come esseri umani incapaci di separare missioni, traumi, amicizie e sentimenti. Gli X-Men potevano combattere nello spazio, viaggiare nel tempo o affrontare entità cosmiche, però continuavano a innamorarsi delle persone sbagliate, litigare con i propri mentori e portarsi dietro ferite emotive che nessun fattore rigenerante avrebbe mai potuto cancellare.

Chi è cresciuta tra manga shōnen, drama coreani e storyline infinite degli idol riconosce benissimo questo tipo di coinvolgimento. Seguire gli X-Men significa scegliere un bias sapendo già che probabilmente soffrirà, cambierà costume, perderà la memoria, finirà in un universo alternativo oppure tornerà dalla morte con una nuova complicazione sentimentale. È quasi una legge non scritta del fandom mutante.

Perché La saga di Fenice Nera è ancora così importante?

Jean Grey e la Fenice rappresentano uno dei momenti nei quali il fumetto supereroistico ha dimostrato di poter essere tragico senza perdere la propria dimensione spettacolare. Quella storia parla di potere, desiderio, manipolazione e perdita del controllo, ma anche della paura di diventare qualcosa che le persone amate non riescono più a riconoscere.

Jean non è semplicemente un’eroina che diventa troppo potente. È una donna trasformata in campo di battaglia tra ciò che è, ciò che potrebbe diventare e ciò che gli altri vogliono ottenere da lei. Rileggere la sua storia oggi significa ritrovare riflessioni ancora attuali sull’identità, sulle aspettative e sul modo in cui il potere femminile viene osservato, temuto o controllato.

Il legame tra Jean e Scott, poi, contiene una quantità di caos emotivo degna delle migliori ship discusse per anni sui social. Basta nominare Wolverine per vedere riaccendersi immediatamente dibattiti che attraversano decenni di fumetti, adattamenti e interpretazioni. Team Scott, Team Logan oppure Team Jean-che-avrebbe-bisogno-di-un-lungo-periodo-lontano-da-entrambi? La community non ha ancora trovato una risposta condivisa, e forse è giusto così.

Cosa rende Giorni di un Futuro Passato una storia così moderna?

L’immagine di un futuro dominato dalle Sentinelle conserva una potenza inquietante perché parte da un meccanismo realistico: la paura trasformata in politica, controllo e persecuzione. Giorni di un Futuro Passato racconta un domani devastato nel quale i mutanti vengono rinchiusi, marchiati e cancellati progressivamente dalla società, mentre i sopravvissuti tentano di modificare il passato prima che sia troppo tardi.

Il viaggio temporale è soltanto la superficie. Sotto quella struttura fantascientifica si muove una riflessione molto più dolorosa sul modo in cui una comunità può accettare gradualmente l’intolleranza, normalizzando ogni nuovo limite finché il ritorno indietro appare impossibile. Una dinamica che rende la saga ancora più disturbante oggi, mentre algoritmi, campagne d’odio e bolle digitali riescono a trasformare il pregiudizio in contenuto da condividere.

Gli X-Men hanno sempre funzionato meglio quando la metafora non diventava una lezione fredda, ma emergeva attraverso personaggi che amiamo. Guardare Kitty Pryde attraversare il tempo significa preoccuparsi per lei come ci preoccuperemmo per un’amica del party durante una sessione particolarmente crudele, dimenticando per un momento che stiamo leggendo un fumetto di supereroi.

I volumi sono pensati soltanto per i collezionisti storici?

La struttura della collana sembra cercare un equilibrio tra lettori esperti e nuovi appassionati. Ogni volume contiene infatti la storia principale accompagnata da una sezione speciale dedicata ai personaggi, al contesto creativo e agli elementi che hanno ispirato le avventure degli X-Men.

Questa scelta può risultare particolarmente utile per chi arriva da percorsi diversi. Magari qualcuno ha conosciuto i mutanti attraverso la serie animata degli anni Novanta, qualcun’altra attraverso X-Men ’97, i film cinematografici, i videogiochi Marvel o una skin incontrata online. Entrare nella continuity dei fumetti può intimorire: decenni di resurrezioni, retcon, linee temporali e universi alternativi sembrano una lore costruita apposta per mettere alla prova la sanità mentale dei nuovi lettori.

Gli approfondimenti possono offrire quella mappa iniziale che spesso manca, senza eliminare il piacere di perdersi. Perché una parte dell’esperienza Marvel consiste anche nello scoprire che il personaggio appena incontrato ha avuto sette costumi, quattro relazioni complicate e almeno una versione proveniente da una realtà nella quale tutto è andato terribilmente peggio.

Come funziona l’opera completa?

La collezione annunciata da Hachette è composta da cento uscite. La prima viene proposta al prezzo promozionale di 1,99 euro anziché 14,99, mentre la seconda costa 6,99 euro. La terza uscita è gratuita nell’ambito del primo invio, che comprende quindi tre volumi per un totale di 8,98 euro.

Con il secondo invio arrivano le uscite quattro e cinque al prezzo di 14,99 euro ciascuna, insieme alla sesta gratuita. In seguito, ogni quaranta giorni circa vengono spediti pacchi contenenti fino a quattro uscite, ciascuna al prezzo di 14,99 euro, con un contributo di spedizione di 3,90 euro per invio laddove previsto.

Chi sceglie l’addebito ricorrente tramite carta di credito o PayPal ottiene le spese di spedizione gratuite e riceve un omaggio aggiuntivo: un notebook con segnalibro dedicato agli X-Men, previsto con il ventiseiesimo invio. Il pagamento tramite bollettino comporta invece il contributo di spedizione indicato per ogni pacco.

L’abbonamento può essere cancellato, mentre l’offerta risulta valida esclusivamente in Italia e rimane legata alla disponibilità effettiva dei prodotti al momento dell’ordine. È inoltre possibile scegliere di cominciare dal numero preferito, dettaglio interessante per chi possiede già alcune storie o desidera partire da una saga specifica.

Quali regali accompagnano la collezione?

Uno degli omaggi annunciati è una targa vintage degli X-Men in metallo, dalle dimensioni di 20 x 28 centimetri, prevista con il terzo invio. Per chi ama costruire una postazione nerd nella quale convivono figure, artbook, lightstick, controller e prop da cosplay, potrebbe diventare uno di quegli oggetti capaci di occupare immediatamente lo spazio migliore sulla parete.

Il notebook con segnalibro X-Men arriva invece con il ventiseiesimo invio per chi utilizza carta di credito o PayPal. È un regalo più quotidiano, ma non meno pericoloso per noi accumulatrici seriali di quaderni bellissimi che vengono acquistati con l’intenzione di annotare idee importantissime e poi custoditi intatti per anni perché “troppo belli per essere usati”.

Hachette specifica comunque che forme e colori degli omaggi possono differire dalle immagini promozionali e che, in caso di esaurimento, i regali potrebbero essere sostituiti da prodotti di valore equivalente.

Che cos’è l’illustrazione componibile di Marko Djurdjević?

Uno degli elementi più affascinanti dell’intera operazione riguarda il dorso dei volumi. Affiancando la collezione completa si forma un’illustrazione esclusiva realizzata da Marko Djurdjević, artista noto ai lettori Marvel per il suo stile potente, scultoreo e immediatamente riconoscibile.

Le collezioni da libreria possiedono sempre una componente rituale. Ogni nuova uscita aggiunge un frammento, riempie uno spazio vuoto e avvicina lentamente all’immagine completa. È la stessa soddisfazione che proviamo componendo una squadra perfetta in un gioco di ruolo, completando una collezione di photocard o sistemando finalmente tutti i manga dello stesso formato sullo scaffale, salvo poi scoprire che manca mezzo centimetro e l’intera armonia estetica è perduta per sempre.

L’immagine di Djurdjević trasforma la libreria in una scena corale e restituisce visivamente ciò che gli X-Men sono sempre stati: individui diversi, spesso incompatibili, capaci però di creare qualcosa di più grande quando vengono riuniti.

Vale la pena iniziare X-Men: La collezione mutante?

La risposta dipende dal rapporto che ciascun lettore ha con il collezionismo, dagli spazi disponibili e dalla voglia di affrontare un percorso lungo cento volumi. Il costo complessivo merita naturalmente una valutazione attenta, soprattutto perché le uscite successive alle promozionali hanno un prezzo di 14,99 euro ciascuna e l’opera accompagna il lettore per un periodo piuttosto esteso.

Dal punto di vista editoriale, però, l’idea di riunire le grandi saghe mutanti in una collana coerente ha un fascino evidente. Gli X-Men non sono soltanto un franchise Marvel, ma una specie di gigantesco diario collettivo delle nostre paure, dei nostri cambiamenti e del bisogno di trovare persone disposte ad accettarci anche nelle fasi più complicate.

La vera domanda, allora, potrebbe non essere se abbiamo ancora spazio per cento volumi, ma quale personaggio vorremmo trovare per primo sul nostro scaffale. Tempesta con la sua eleganza regale, Rogue e Gambit con una chimica capace di mandare in tilt qualsiasi radar da ship, Nightcrawler con la sua gentilezza ostinata, Magneto con tutte le sue contraddizioni oppure Wolverine, che continua a comportarsi come se la terapia fosse un’invenzione più pericolosa delle Sentinelle.

La Sala del Pericolo è aperta, i volumi stanno arrivando e la discussione può cominciare: quale saga degli X-Men considerate davvero imprescindibile, quale mutante è il vostro bias assoluto e quale cosplay sognereste di portare alla prossima convention?

Note: AI-Generated Content

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Viola Moretti

Vivo tra anime stagionali, comeback K-pop, videogiochi, cosplay iniziati con grande anticipo e terminati misteriosamente la notte prima della convention. Mi interessa tutto ciò che nasce dall’incontro tra creatività, fandom e identità digitale: le idol che diventano personaggi narrativi, le ship che dividono intere community, gli avatar che sembrano conoscerci meglio di alcuni amici e quelle canzoni che l’algoritmo continua a proporci finché non diventano parte della nostra personalità. Scrivo seguendo emozioni, connessioni e piccoli segnali che spesso sfuggono al primo sguardo. Qualcuno sostiene che io sia sempre online; diciamo soltanto che raramente risulto davvero disconnessa.

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