Amici nerd, fan sfegatati del metallo liquido di Wolverine e delle turbolenze emotive del Professor X, preparate i vostri VCR (metaforici, ovvio!) e rispolverate i migliori jeans slavàti che gli anni ’90 potessero offrirvi, perché siamo qui per immergerci nell’hype cosmico di “X-Men ’97”. Non stiamo parlando di una semplice rimpatriata nostalgica, ma di un vero e proprio balzo temporale che ci catapulta esattamente dove tutto si era interrotto: quel fatidico momento del ’97, con l’eco agghiacciante dell’assassinio di Charles Xavier che risuona ancora tra le mura della X-Mansion.La nuova serie animata è molto più di un revival; è un’eredità. Riprendendo da una perdita così devastante, il team di mutanti più amato del pianeta si ritrova a lottare per l’unità in un mondo che, non dimentichiamolo mai, continua a guardarli con sospetto e una paura radicata nel midollo. La lotta per proteggere l’umanità non è mai stata così personale e ricca di pathos.
Ma andiamo subito al sodo, perché il cuore pulsante di un’operazione del genere è la sua squadra, sia davanti che dietro le quinte. Con Beau DeMayo a fare da caposceneggiatore – un nome che, purtroppo, è stato al centro di recenti chiacchiere di corridoio, ma la cui visione ha plasmato l’anima di questa stagione – e un triumvirato di registi composto da Jake Castorena, Chase Conley ed Emi Yonemura, l’impegno è chiaro: onorare il passato guardando al futuro. A dare il giusto mood epico e nostalgico, ci pensano le musiche originali, sapientemente curate dai Newton Brothers, che promettono di farci vibrare esattamente come accadeva trent’anni fa.
Il vero colpo da maestro di “X-Men ’97” risiede, tuttavia, nel suo equilibrio quasi mutante tra la veneranda nostalgia degli anni ’90 e una modernizzazione inaspettatamente efficace. L’animazione conserva quel fascino vintage che ci ha stregato da bambini, ma è stata lucidata e migliorata nella qualità visiva, risultando fluida e d’impatto. La struttura episodica, inoltre, è stata saggiamente concepita per permettere non solo l’azione spettacolare che ci aspettiamo, ma anche uno sviluppo più approfondito dei personaggi e delle trame.
La serie scava nelle storie personali e nei conflitti interiori con un taglio più moderno e psicologico rispetto all’originale, offrendo una visione stratificata che parla all’adulto che siamo diventati, pur rimanendo fedele allo spirito e all’intrattenimento di alta qualità senza troppe pretese filosofiche. È la lezione della serie animata classica: puoi essere divertente, avvincente e al contempo affrontare temi maturi e complessi come il pregiudizio e l’emarginazione.
Certo, non è tutto perfetto, e da veri nerd esigenti, dobbiamo ammetterlo: il ritmo della serie, specialmente nel suo snodo centrale, può risultare talvolta altalenante. Alcune storyline in quel frangente sembrano faticare a trovare il giusto fuoco o risultano meno sviluppate di quanto sperassimo. Ma si tratta di piccole imperfezioni in un quadro generale che è, senza mezzi termini, un trionfo.
“X-Men ’97” non è solo un flashback agli anni d’oro, è un ritorno trionfante. È la perfetta fusione tra la dolcezza della nostalgia, l’adrenalina dell’azione e la profondità del dramma mutante. Con un cast di talento che onora la tradizione, una trama avvincente che esplora nuove (e vecchie) ferite e una produzione di alta qualità che merita ogni plauso, questa serie animata ha già conquistato il cuore dei fan di lunga data e ha arruolato una nuova generazione nel nome di Xavier. Preparatevi, perché gli X-Men sono tornati e, credetemi, rimarranno con noi per anni a venire. To Me, My X-Men!
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