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Chi è B.J. Blazkowicz: l’eroe immortale di Wolfenstein e la sua eterna lotta contro il nazismo

Se c’è un personaggio che incarna la lotta contro il totalitarismo e l’oppressione con una tenacia incrollabile, quello è senza dubbio William Joseph “B.J.” Blazkowicz, protagonista assoluto della leggendaria saga videoludica Wolfenstein. Nato dalla fervida immaginazione degli sviluppatori e apparso per la prima volta nel lontano 1992 con Wolfenstein 3D, Blazkowicz è diventato nel tempo un’icona della cultura nerd e videoludica, protagonista di missioni impossibili, scontri con il soprannaturale e nemico giurato del nazismo in ogni sua forma.

La storia personale di B.J. è un vero e proprio romanzo d’azione, pieno di svolte drammatiche e atti eroici. Secondo le cronache narrate nei vari titoli della serie, William nacque nel 1911 negli Stati Uniti da una famiglia di immigrati ebrei di origine polacca. Mentre gli episodi classici della saga lo collocano a Milwaukee, nel più recente Wolfenstein II: The New Colossus si fa riferimento a una tenuta di famiglia a Mesquite, in Texas, nella zona che un giorno sarebbe divenuta il Lago Forney. Ed è proprio lì che Blazkowicz trascorre gran parte della sua infanzia, pur non essendo mai chiarito se sia anche il suo luogo di nascita ufficiale.

L’infanzia di William fu segnata dalla presenza inquietante di un padre violento, Rip Blazkowicz, un uomo rozzo, razzista e fortemente autoritario. In netto contrasto, sua madre Zofia rappresentava la sensibilità e l’amore, ma veniva costantemente maltrattata dal marito fino al punto estremo di essere denunciata da lui stesso alle autorità naziste per la sua origine ebraica, venendo poi deportata e uccisa in un campo di concentramento nel Nuovo Messico. Questo evento tragico segnò profondamente la vita del giovane William, spingendolo ad arruolarsi nell’esercito e fuggire da quell’ambiente domestico tossico.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Blazkowicz raggiunse il grado di sergente nei ranghi dell’U.S. Army Rangers, ma il suo destino cambiò radicalmente quando fu reclutato dall’OSA, l’Office of Secret Actions, una versione fittizia e più esoterica dell’OSS (Office of Strategic Services). Da quel momento in poi, il suo compito non fu più solo combattere sul campo, ma anche smascherare e neutralizzare le attività paranormali e pseudo-scientifiche condotte dalle SS, ispirate agli oscuri esperimenti delle vere società segrete come l’Ahnenerbe e la Thule-Gesellschaft.

Nel 1946, durante un’operazione nel Mar Baltico per uccidere il famigerato generale Wilhelm “Deathshead” Strasse, Blazkowicz e il suo team cadono in trappola. Ferito gravemente alla testa, William cade in coma per ben 14 anni. Si risveglierà solo nel 1960, in un mondo completamente dominato dal regime nazista, grazie alle cure e all’affetto di Anya Oliwa, giovane infermiera e figlia del direttore del manicomio in cui era ricoverato. Quando i nazisti decidono di chiudere la struttura e sterminare i pazienti, Blazkowicz si risveglia proprio in tempo per salvare Anya e iniziare una nuova fase della sua guerra personale contro il Reich.

La sua lotta lo porterà a colpire il cuore stesso del potere nazista, distruggendo l’Oberkommando tedesco a Roswell con una bomba nucleare, ma non senza conseguenze. Nel corso del viaggio di ritorno, Blazkowicz decide di fermarsi nella casa d’infanzia e affrontare suo padre, scoprendo che fu proprio lui a denunciare la madre per “purificarsi” davanti al regime. L’incontro culmina con l’uccisione di Rip, ma non prima che questi riesca a denunciare la presenza del figlio a frau Engel, una delle più sadiche e spietate gerarchi del nuovo ordine nazista. Blazkowicz viene così catturato, processato e pubblicamente giustiziato a Washington. Ma la sua morte è solo apparente: i suoi compagni del Kraisau Circle riescono a salvare la sua testa e a trapiantarla su un corpo biomeccanico sottratto ai nazisti. Così, B.J. torna in vita, trasformato in un supersoldato pronto a guidare la nuova rivoluzione americana. Da quel momento, la resistenza prende vigore e lo scontro si sposta persino oltre i confini terrestri. In una delle missioni più assurde e al contempo epiche della serie, Blazkowicz arriva perfino a sabotare un insediamento nazista su Venere, riuscendo infine a uccidere frau Engel e dare un colpo mortale al dominio del Reich.

Il personaggio di Blazkowicz prende ispirazione, nel nome, dal generale tedesco Johannes Blaskowitz, che durante la guerra ebbe il coraggio di denunciare le atrocità commesse dalle SS contro i civili in Polonia. Una scelta non casuale che dona al protagonista di Wolfenstein un ulteriore strato simbolico: quello di soldato con una coscienza, in lotta non solo con i suoi nemici ma anche con le contraddizioni del mondo e di sé stesso.

La sua carriera militare è costellata di promozioni e incarichi sempre più pericolosi. Dalla sua iniziale posizione di Private First Class, diventa sergente durante la guerra, fino a ottenere il grado di capitano dopo gli eventi di Wolfenstein 3D. In questa lunga saga, B.J. è protagonista di avventure straordinarie: uccide Adolf Hitler stesso, impedisce l’uso della Lancia di Longino per evocare l’Angelo della Morte, sconfigge l’occultismo di Himmler nel tentativo di resuscitare Enrico l’Uccellatore, e annienta armate di non morti e mostruosità biomeccaniche ideate dal genio del male Deathshead.

In Wolfenstein del 2009, affronta un’altra minaccia soprannaturale alimentata dall’energia del Sole Nero, un chiaro riferimento all’esoterismo nazista. La saga tocca anche il multiverso con Wolfenstein RPG, che collega la serie a Doom, dove Blazkowicz affronta l’Harbinger of Doom, un demone che si scoprirà essere un Cyberdemon.

Fisicamente, Blazkowicz è imponente: 191 cm di altezza per 111 kg, con muscoli d’acciaio, occhi azzurri e una mascella squadrata. A livello caratteriale è un uomo temprato dal dolore e dalla guerra, incapace di voltarsi dall’altra parte. Le sue motivazioni personali sono radicate nel trauma e nella perdita, ma il suo ideale di giustizia lo rende capace di amare, proteggere e fidarsi, persino nei momenti più bui. Profondamente compassionevole verso gli innocenti, mostra invece totale spietatezza verso i suoi nemici. In The New Colossus, emergono legami profondi con personaggi come la giovane Billie, Bombate e perfino Sigrun Engel, figlia ribelle della sua nemesi, che cerca redenzione nel combattere al suo fianco.

Anche le sue relazioni sentimentali sono raccontate con intensità. In gioventù fu separato dalla sua amata Billie a causa del razzismo del padre, mentre nella nuova continuity della saga, trova l’amore in Anya Oliwa, con cui avrà due figlie gemelle, pronte probabilmente a raccogliere il testimone del padre nella lotta alla tirannia.

Il personaggio ha avuto diverse incarnazioni e variazioni nei diversi episodi. Nella timeline classica sposa Julia Marie Peterson e ha una discendenza che conduce a Joseph Blazkowicz II, protagonista della serie Commander Keen. Nei giochi più recenti, il futuro appartiene invece alle figlie nate dall’unione con Anya.

Nel corso dei giochi, Blazkowicz è stato chiamato in molti modi: B.J., Blazko, Billy Boy, Terror Billy, L’Americano… ma per i suoi amici più cari è sempre stato semplicemente William. E per noi, giocatori e fan della saga, è l’eroe instancabile che non si arrende mai, neanche di fronte all’impossibile.

E tu, quale momento della saga di Wolfenstein ti ha colpito di più? Hai mai affrontato il Terzo Reich su Venere o assistito alla resurrezione di B.J. dopo la decapitazione? Raccontacelo nei commenti e condividi questo articolo con i tuoi compagni di battaglia nerd: la rivoluzione continua, anche sui social!


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