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VivziePop: l’autrice che ha trasformato l’inferno in un musical pop e la rete in un laboratorio di animazione indipendente

Chi bazzica YouTube fin dai tempi in cui i cartoon amatoriali erano il nostro pane quotidiano ricorderà perfettamente quel momento in cui un nuovo nome ha iniziato a circolare con insistenza tra fanart, AMV e primi esperimenti di animazione digitale: Vivienne Medrano, alias VivziePop. Una creativa che non è semplicemente “emersa”, ma ha letteralmente spalancato un portale nel panorama indie, trasformandolo in un terreno fertile per serie animate musicali, demoni con problemi caratteriali, aspiranti psicologi catapultati in mondi assurdi e tutto ciò che può nascere quando il talento incontra una volontà incrollabile.

Il bello di VivziePop è che non ha mai cercato scorciatoie. Ogni suo progetto, dal più piccolo al più mastodontico, brilla di quell’energia contagiosa che ti fa dire “ok, questa persona l’animazione ce l’ha nelle vene”. E in effetti la scintilla si accende molto presto: una bambina cresciuta a Frederick, Maryland, che scopre un amore ardente per il disegno e il racconto visivo davanti a un classico come Bambi e che in terza elementare armeggia già con MS Paint come se fosse la sua personale bacchetta magica.

Da lì, l’immaginario di Vivienne esplode. L’influenza di Invader Zim si nota nello humour dark, nel gusto per la bizzarria, nel contrasto tra innocenza apparente e caos totale. Ma il percorso non si limita alle suggestioni. Quando, nel 2010, si trasferisce a New York per studiare alla School of Visual Arts, la sua carriera inizia a prendere forma in modo serio, concreto, feroce. Nel 2014 ottiene il diploma, dopo aver già messo mano a progetti che rivelano una personalità precisa, stilisticamente riconoscibile e decisa a ritagliarsi un posto nell’industria.

Durante gli anni accademici, lavora persino come assistente animatrice in un progetto horror-comedy indipendente, Blanderstein!, esperienza che affina ulteriormente la sua predisposizione per i toni cupi mescolati a irriverenza. Subito dopo, sceglie la strada del freelance, una scelta coraggiosa che però le consente di sperimentare, crescere e definire il proprio stile.

Nel frattempo, la presenza online comincia ad assumere un ruolo fondamentale. Il suo primo canale YouTube, “xZoOPhobiAx”, nasce come un contenitore per gli animatics dell’opera che presto diventerà il suo primo vero mondo narrativo: ZooPhobia. È il 2012 e Internet si trova davanti al primo vero indizio del cosmo creativo che VivziePop andrà a costruire negli anni.

Il secondo canale, quello che porta ufficialmente il nome “VivziePop”, segna la svolta definitiva. Fanwork, animazioni originali, videoclip musicati, personaggi che sembrano voler uscire dallo schermo: tutto contribuisce a creare un pubblico sempre più affezionato, entusiasta, affamato della sua visione.

Il 2014 rappresenta un altro punto di svolta grazie a Timber, il cortometraggio della sua tesi che le vale il Dusty Award. Una vittoria simbolica ma potente, perché certifica quello che la community aveva già intuito: VivziePop non è solo talento, è determinazione, cura maniacale del dettaglio, capacità di raccontare storie attraverso dinamiche musicali e personaggi memorabili.

Nel 2016 lascia ufficialmente incompleto ZooPhobia per dedicarsi alla creazione di un progetto destinato a diventare un fenomeno globale: Hazbin Hotel. Un’idea folle, ambiziosa, costruita senza il sostegno di grandi studi, ma con la potenza della community e del crowdfunding. Patreon diventa il trampolino perfetto, e mai come in questo caso Internet si dimostra disposta a credere in un progetto indipendente al punto da sostenerlo economicamente.

Nel 2018 VivziePop fonda SpindleHorse Toons, lo studio che porterà alla nascita dei piloti di Hazbin Hotel e Helluva Boss, quest’ultimo destinato a diventare un successo travolgente e un esempio scolastico di come un prodotto indie possa raggiungere qualità tecniche e artistiche degne dei colossi dell’animazione.

L’ottobre 2019 è la data che ogni fan ricorda come una sorta di “capodanno infernale”: il pilot di Hazbin Hotel esce su YouTube. Internet esplode. È uno di quei momenti in cui senti che stai assistendo a qualcosa che rimarrà, che segnerà un prima e un dopo. L’energia musicale, i personaggi pieni di difetti e vulnerabilità, l’estetica gotica e neon, l’umorismo sopra le righe… tutto funziona. E tutto parla la lingua di VivziePop, un linguaggio che è allo stesso tempo personale e universale, queer, caotico, emotivo, libero.

Il mese successivo debutta il pilot di Helluva Boss, e da lì in poi è un crescendo di episodi sempre più curati, cast di doppiatori sempre più stellare, community sempre più coinvolta. Uno dei tratti più affascinanti del lavoro di VivziePop è il modo in cui il dietro le quinte si intreccia alla narrazione: l’équipe cresce, lo stile matura, le storie si fanno più intense e profonde, ma rimane intatta quella scintilla ribelle e colorata che l’ha resa celebre.

Nel 2020 arriva anche Bad Luck Jack, un cortometraggio che recupera l’universo di ZooPhobia e lo reinterpreta con una sensibilità più adulta e consapevole. L’opera riceve nomination e riconoscimenti, confermando ancora una volta che lo studio e la sua fondatrice non sono un semplice fenomeno virale, ma un pilastro dell’animazione indie contemporanea.

Parallelamente, Vivienne continua a espandere i propri progetti, fondare collaborazioni, immaginare serie che a volte rimangono incompiute, altre vengono assorbite e rinate all’interno di nuovi mondi narrativi. The Spider Brothers, Allison, Classic, The Secret Heart of Kiki, l’idea di trasformare Timber in una serie per un pubblico giovane: tutti tasselli di una creatività inesauribile, una sorta di multiverso personale in cui ogni concept ha una vita propria, anche quando non arriva al traguardo finale.

La sua vita privata, molto discussa e allo stesso tempo gestita con delicatezza, racconta una donna queer, orgogliosa delle proprie radici latinoamericane, capace di riversare frammenti di sé nei propri personaggi. In particolare, VivziePop ha spesso dichiarato di riconoscersi in Charlie e Vaggie, protagoniste di Hazbin Hotel, come se entrambe rappresentassero parti diverse del suo vissuto: la speranza ostinata, la determinazione, la rabbia, la dolcezza, la lotta continua per affermare la propria voce in un mondo che tende a ignorare ciò che non rientra negli schemi tradizionali.

Non sorprende che molti fan vedano in lei una sorta di “eroina dell’animazione indipendente”. Non per idolatria, ma perché ha dimostrato che si può costruire un impero creativo senza aspettare il permesso di qualcuno. Che le storie queer possono essere protagoniste senza compromessi. Che l’inferno può diventare un musical, e il musical un pretesto per esplorare emozioni difficili, relazioni tossiche, crescita personale e cicatrici che non sempre si rimarginano.

VivziePop non ha solo creato serie, personaggi e mondi. Ha creato possibilità. Ha dimostrato a una generazione di artisti che pubblicare un pilot su YouTube può portare a un contratto con A24. Che un gruppo di animatori indipendenti può competere con studi affermati. Che la community non è solo pubblico, ma carburante, sostegno, eco.

Ogni suo progetto, anche quello rimasto in un cassetto, respira ancora. Ogni personaggio è una scheggia di qualcosa che vuole continuare a raccontare. Ogni episodio è un tassello di una narrazione più grande, un universo condiviso che si espande come un organismo vivo.

E se c’è una cosa che VivziePop insegna a chi la segue è questa: creare non significa solo realizzare qualcosa, significa credere che quel qualcosa meriti di esistere, anche quando tutto il resto ti dice il contrario.

Un messaggio potentissimo, soprattutto per noi nerd che abbiamo sempre costruito mondi migliori di quello in cui viviamo. E magari è proprio per questo che continuiamo a seguire ogni suo passo, ogni nuovo teaser, ogni concept art condivisa online. Perché in quello sguardo illustrato e musicale verso l’ignoto riconosciamo un po’ anche il nostro.


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Gianluca Falletta

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, creatore di Satyrnet.it, finalista nel 2019 di Italia's Got Talent, è considerato "il papà del Cosplay Italiano". Come uno dei primi sostenitori e promotori del fenomeno made in Japan in Italia, Gianluca, in 25 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di  settore Nerd e Pop, facendo diventare Satyrnet.it un punto di riferimento per gli appassionati. Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events e la Direzione Creativa di Next Group, due delle più importanti agenzie di eventi in Europa, Gianluca si occupa di creare experience e parchi a tema a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World, Luneur Park e LunaFarm cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico. Per info e contatti gianlucafalletta.com

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