Dicembre, per molti di noi, significa luci colorate, maratone di film natalizi e quella rassicurante atmosfera che accompagna le feste anno dopo anno. Poi arriva David Harbour con una barba bianca, un martello improvvisato e una quantità di rabbia repressa sufficiente a trasformare un centro commerciale nel teatro della battaglia più improbabile dell’anno. Ed è proprio questo il motivo per cui Un’Altra Notte Violenta e Silenziosa è riuscito ad attirare immediatamente tutta l’attenzione degli appassionati di cinema action e cultura pop: non prova nemmeno a essere un classico film di Natale, preferisce demolirne ogni convenzione con una gioiosa brutalità.
Il 3 dicembre arriverà nelle sale italiane il sequel dell’inatteso cult del 2022 distribuito da Universal Pictures, riportando sullo schermo quel Santa Claus completamente fuori dagli schemi che aveva conquistato il pubblico grazie a un mix irresistibile di ironia nera, combattimenti spettacolari e malinconia. Un’idea che sulla carta sembrava quasi una provocazione e che invece si è trasformata in uno degli action natalizi più originali degli ultimi anni, capace di mettere insieme l’anima di Die Hard, la creatività di John Wick e quell’umorismo dissacrante che solo pochi registi riescono a dosare senza perdere il controllo.
Dietro questo nuovo capitolo ritroviamo ancora una volta 87North, lo studio che negli ultimi anni ha praticamente ridefinito il concetto di action cinematografico grazie a produzioni come John Wick, Bullet Train, Atomica Bionda, Nobody e The Fall Guy. Basta leggere questi titoli per intuire quale sarà il ritmo dello spettacolo: combattimenti coreografati come vere e proprie danze della distruzione, oggetti quotidiani trasformati nelle armi più improbabili e una regia che riesce sempre a rendere ogni scontro memorabile. Tommy Wirkola torna infatti dietro la macchina da presa, mentre Pat Casey e Josh Miller firmano nuovamente la sceneggiatura, confermando la volontà di mantenere intatta l’identità che aveva reso il primo film così sorprendente.
La vera novità, però, riguarda proprio Babbo Natale. Stavolta non è soltanto chiamato a salvare qualcuno: finisce addirittura sulla famigerata Lista dei Cattivi. Un ribaltamento narrativo che sembra quasi una riflessione sul peso del ruolo stesso di Santa Claus. Dopo anni passati a distribuire speranza, regali e seconde possibilità, questo guerriero stanco viene accusato di aver dimenticato il significato autentico del Natale e, come conseguenza, perde persino i suoi poteri magici. Una scelta narrativa che aggiunge fragilità a un personaggio già straordinariamente umano, rendendolo ancora più interessante di quanto fosse nel primo capitolo.
Il nuovo campo di battaglia sarà il Silver Bell Mall, un enorme centro commerciale soffocato dalla criminalità organizzata. Alla guida dei malviventi troviamo Jared Harris, interprete amatissimo per la sua capacità di regalare profondità anche ai personaggi più oscuri. Il suo boss criminale terrorizza commercianti e clienti, trasformando il luogo simbolo dello shopping natalizio in una zona di guerra. La cornice è perfetta perché i centri commerciali fanno ormai parte dell’immaginario collettivo quasi quanto gli alberi di Natale stessi. Per chi è cresciuto negli anni Novanta e Duemila rappresentano un pezzo importante della cultura pop, il luogo dove si passavano pomeriggi interi tra sale giochi, cinema, negozi di videogiochi e fumetterie. Vederli diventare il teatro di uno scontro all’ultimo sangue possiede un fascino quasi nostalgico, ma completamente ribaltato.
Privato della magia, Babbo Natale dovrà affidarsi soltanto alla propria esperienza, alla propria forza e soprattutto alla capacità di ritrovare fiducia nelle persone. Una sfida decisamente più difficile rispetto a eliminare un gruppo di criminali con addobbi natalizi trasformati in armi improvvisate. La trama sembra infatti voler approfondire il lato emotivo del personaggio, suggerendo che il vero combattimento non sarà soltanto fisico ma interiore. Harbour riesce da sempre a raccontare uomini spezzati che continuano comunque ad andare avanti, e questo Santa Claus ricorda inevitabilmente alcuni grandi protagonisti della cultura geek, da Logan fino a Kratos, figure segnate da errori, rimorsi e un passato ingombrante che continuano però a trovare una ragione per rialzarsi.
Tra le sorprese più divertenti del trailer spicca l’ingresso in scena di Kristen Bell nei panni di Mamma Natale. Una scelta di casting che promette scintille, perché il personaggio non sembra avere alcuna intenzione di restare confinato al ruolo della classica moglie premurosa. L’impressione è quella di assistere finalmente alla nascita di una vera coppia d’azione natalizia, pronta a trasformare il Polo Nord in qualcosa di molto più vicino a una base operativa da film di spionaggio che a un laboratorio di giocattoli.
Il resto del cast mantiene un livello davvero notevole grazie alla presenza di Joe Pantoliano, Daniela Melchior, Andrew Bachelor e del wrestler della AEW Maxwell Friedman, ormai sempre più presente anche sul grande schermo. Un insieme di interpreti che lascia intuire come il sequel voglia espandere il proprio universo senza limitarsi a riproporre semplicemente la formula del primo film.
Ripensando a Una Notte Violenta e Silenziosa, il suo successo derivava soprattutto dalla capacità di giocare con un’immagine iconica senza mai trasformarla in semplice parodia. Quel Babbo Natale era stanco, disilluso, persino cinico, ma sotto tutta quella barba sporca e i pugni devastanti continuava a custodire un frammento di speranza. Una caratterizzazione che ricordava i migliori antieroi contemporanei, quelli che sembrano aver perso tutto ma che trovano ancora una motivazione per combattere. Il sequel sembra voler spingere ancora più in là questa idea, mettendo in discussione perfino la sua identità e chiedendosi cosa resti di Santa Claus quando gli viene tolta la magia.
Da appassionato di cinema di genere continuo a trovare affascinante questo modo di reinterpretare personaggi appartenenti all’immaginario collettivo. Lo abbiamo visto fare con vampiri, zombie, supereroi e persino con Winnie the Pooh nell’ondata horror degli ultimi anni. Qui, però, la sensazione è diversa. Non si tratta di distruggere un simbolo per provocare il pubblico, ma di esplorarne un lato nascosto attraverso il linguaggio dell’action più spettacolare. È quasi come osservare un cosplay perfettamente riuscito che prende vita e decide di raccontare una storia completamente nuova, mantenendo intatta la riconoscibilità dell’icona originale.
Anche David Harbour sembra divertirsi enormemente in questo ruolo. Dopo essere diventato uno dei volti simbolo della cultura pop contemporanea grazie a Stranger Things, passando per il Marvel Cinematic Universe e numerosi altri progetti, ha trovato probabilmente nel suo Babbo Natale il personaggio più imprevedibile della carriera. Riesce a essere divertente senza trasformarsi in una macchietta, feroce senza perdere umanità e malinconico senza appesantire mai il tono del racconto. Una combinazione rara, soprattutto in un genere che spesso privilegia soltanto l’azione.
Se il primo capitolo aveva il sapore di una scommessa riuscita quasi contro ogni previsione, Un’Altra Notte Violenta e Silenziosa sembra invece avere l’ambizione di costruire un vero franchise. L’idea di approfondire la mitologia di questo Santa Claus, di raccontarne il passato e di ampliare il suo universo apre possibilità davvero interessanti, soprattutto per chi ama quei mondi narrativi che crescono episodio dopo episodio senza rinunciare alla propria identità.
Dicembre, dunque, si prepara ad accogliere un Babbo Natale decisamente diverso da quello che troviamo sulle cartoline. Porterà pugni, asce improvvisate, combattimenti spettacolari e probabilmente anche qualche momento capace di sorprendere sul piano emotivo. La vera curiosità, però, riguarda un’altra domanda: fino a dove potrà spingersi questa reinterpretazione senza perdere quella miscela di follia, ironia e sentimento che l’ha resa così speciale? La risposta arriverà soltanto davanti al grande schermo, ma una cosa sembra già certa: la community geek avrà parecchio materiale di cui discutere tra meme, fanart, cosplay e infinite teorie su quale sarà il prossimo folle capitolo di questo improbabile universo natalizio.
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