L’odore dell’ottone surriscaldato, il rumore ritmico degli ingranaggi e la sensazione costante che dietro ogni porta possa nascondersi qualcosa di terrificante rappresentano ingredienti irresistibili per chiunque ami lo steampunk, l’horror e le grandi avventure narrative. Proprio da questa miscela nasce They Will Come, una delle produzioni indipendenti più interessanti in arrivo su Steam nell’estate del 2026, un titolo che ha appena conquistato l’attenzione del pubblico grazie al nuovo trailer presentato durante il Future Games Show e che promette di trasportare i giocatori all’interno di un universo alternativo dove il progresso tecnologico ha assunto forme tanto straordinarie quanto inquietanti.
Dietro questo progetto troviamo Game Pop Studio, realtà emergente che ha scelto di esordire con un’opera ambiziosa e fortemente cinematografica. A guidare la visione creativa c’è Jeff Troutman, figura storica dell’industria videoludica che nel corso di oltre trent’anni di carriera ha lasciato il proprio segno presso studi prestigiosi come Midway Games e Petroglyph. Per molti appassionati di videogiochi il suo nome potrebbe non essere immediatamente riconoscibile quanto quello di un game director superstar, ma il suo contributo artistico attraversa decenni di produzioni che hanno contribuito a definire l’immaginario visivo del medium. Con They Will Come, Troutman firma il suo debutto alla regia e lo fa scegliendo una storia profondamente personale, costruita attorno a emozioni universali come la paura, la speranza, il sacrificio e il desiderio di proteggere chi si ama.
L’ambientazione è uno degli elementi più affascinanti dell’intero progetto. La vicenda si svolge in una linea temporale alternativa del 1897, un Ottocento immaginario dove il vapore e l’acciaio hanno spinto la tecnologia ben oltre i limiti conosciuti dalla storia reale. Al centro dell’avventura troviamo l’Endeavor, una gigantesca aeronave sospesa tra le nuvole, una sorta di città volante e complesso industriale capace di produrre centinaia di automi avanzati. La struttura stessa dell’Endeavor sembra uscita da una fusione tra i romanzi di Jules Verne, le visioni meccaniche di Hayao Miyazaki e le atmosfere decadenti che hanno reso immortali opere come Bioshock Infinite.
Ogni corridoio, ogni ponte di osservazione, ogni hangar e tunnel di manutenzione racconta una storia fatta di metallo, fumo e misteri nascosti. L’Endeavor non è soltanto uno scenario, ma un vero protagonista silenzioso che accompagna il giocatore durante l’intera esperienza. Le sue dimensioni monumentali trasformano l’esplorazione in un viaggio continuo tra meraviglia e inquietudine, facendo percepire costantemente il senso di isolamento e vulnerabilità che caratterizza il protagonista.
Quel protagonista si chiama Benjamin e ha appena undici anni. Non è un guerriero addestrato, non possiede poteri speciali e non incarna il classico eroe d’azione moderno. Benjamin è un bambino costretto a crescere troppo in fretta nel momento in cui la sua casa viene conquistata da una setta di fanatici conosciuti come i Wretched Ones. Maschere da corvo, rituali oscuri e un’aura minacciosa trasformano questi invasori in figure immediatamente memorabili, capaci di evocare suggestioni che richiamano sia l’horror gotico sia le inquietudini tipiche della narrativa vittoriana.
La situazione precipita rapidamente quando la famiglia di Benjamin viene presa in ostaggio. Da quel momento il giovane protagonista si ritrova solo in un ambiente diventato improvvisamente ostile, armato unicamente del proprio coraggio, della propria intelligenza e di una semplice fionda. Una premessa narrativa che richiama alcune delle avventure più amate dai videogiocatori, quelle in cui la fragilità del protagonista diventa la vera forza emotiva dell’esperienza.
A rendere ancora più affascinante la storia interviene Talus, gigantesco automa nascosto nei livelli inferiori dell’aeronave. Questo colosso meccanico rappresenta uno degli elementi più iconici di They Will Come. Inizialmente privo di energia e incapace di muoversi autonomamente, Talus diventa rifugio, alleato e simbolo di speranza. Benjamin può nascondersi all’interno del suo enorme torace vuoto, trovando un raro momento di sicurezza in un mondo dominato dalla paura.
Il rapporto tra il bambino e il gigante meccanico sembra destinato a diventare il centro emotivo dell’intera avventura. Da una parte troviamo la vulnerabilità umana, dall’altra la potenza della macchina. Nessuno dei due può sopravvivere senza l’altro. Benjamin deve cercare risorse per riattivare Talus, mentre Talus rappresenta l’unica possibilità concreta di contrastare gli invasori che hanno preso il controllo dell’Endeavor.
Dal punto di vista del gameplay, They Will Come punta fortemente sulla tensione e sulla sopravvivenza. L’azione viene osservata attraverso una prospettiva ravvicinata in terza persona che amplifica il coinvolgimento emotivo e trasforma ogni incontro in una potenziale minaccia. Lontano dalle formule basate sul combattimento continuo, il gioco privilegia la furtività come principale strumento di sopravvivenza.
Muoversi tra le ombre diventa essenziale. Ogni passo deve essere pianificato con attenzione. Le pattuglie nemiche richiedono osservazione, pazienza e sangue freddo. Gli ambienti nascondono enigmi ambientali da risolvere e percorsi alternativi da individuare. Se il giocatore viene scoperto, la fuga diventa spesso l’unica opzione possibile. Soltanto nei momenti più disperati Benjamin sarà costretto a reagire direttamente.
Un ruolo fondamentale sarà affidato agli Embots, piccoli automi disseminati per l’aeronave che fungeranno sia da supporto narrativo sia da elemento centrale delle meccaniche di gioco. Recuperare questi minuscoli aiutanti consentirà di alimentare progressivamente Talus, trasformando il gigantesco robot da semplice rifugio passivo a devastante arma contro i Wretched Ones. È una dinamica estremamente interessante perché ribalta gradualmente i rapporti di forza all’interno della storia: la preda può finalmente diventare il cacciatore.
Anche sotto il profilo artistico il progetto mostra un’identità estremamente definita. Gli ambienti realizzati a mano sfruttano illuminazione cinematografica, giochi di ombre e scenografie ricche di dettagli per costruire un’atmosfera che oscilla continuamente tra fascino e terrore. Le luci calde delle sale macchine contrastano con le profondità oscure dei tunnel di manutenzione, mentre il design degli automi e delle strutture industriali restituisce tutta la bellezza decadente di un futuro immaginato dagli uomini del diciannovesimo secolo.
L’impatto audiovisivo viene ulteriormente rafforzato dal doppiaggio completo e da una colonna sonora originale progettata per accompagnare il giocatore attraverso momenti di suspense, scoperta ed emozione. Tutti elementi che contribuiscono a conferire al titolo una qualità produttiva sorprendentemente elevata per una produzione indipendente.
Particolarmente intrigante risulta anche il lavoro svolto sulla narrativa ambientale. La versione alternativa del 1897 immaginata dagli sviluppatori promette una quantità significativa di segreti, documenti, dettagli visivi e misteri da scoprire. Ogni stanza dell’Endeavor sembra destinata a raccontare qualcosa sul mondo che l’ha costruita, sulle tecnologie che l’hanno resa possibile e sugli eventi che hanno condotto alla sua caduta.
Dopo il successo virale del primo gameplay trailer pubblicato da IGN e l’ottima accoglienza ricevuta dalla demo gratuita distribuita in occasione dello Steam Next Fest, They Will Come si prepara ora a compiere il passo definitivo verso il lancio ufficiale. Il nuovo trailer mostrato al Future Games Show rappresenta un’ulteriore occasione per osservare più da vicino questa affascinante combinazione di horror, avventura narrativa e steampunk cinematografico.
Per chi ama le storie alla The Iron Giant, le atmosfere di Dishonored, le suggestioni di Bioshock Infinite e le avventure che mescolano emozione, mistero e immaginazione, They Will Come ha tutte le carte in regola per diventare una delle sorprese più interessanti dell’estate videoludica 2026. L’impressione è quella di trovarsi davanti a un’opera capace di raccontare qualcosa di più profondo rispetto alla semplice lotta per la sopravvivenza: un viaggio attraverso il valore dei legami umani, la responsabilità del progresso tecnologico e la capacità di trovare speranza persino nei luoghi più oscuri.
L’Endeavor aprirà ufficialmente i propri portelloni su Steam durante l’estate del 2026. Tra nuvole nere, automi giganteschi, cultisti mascherati e segreti nascosti tra acciaio e vapore, Benjamin e Talus sembrano già pronti a conquistare il cuore degli appassionati di avventure narrative e mondi steampunk. E, a giudicare da quanto mostrato finora, il viaggio potrebbe rivelarsi molto più memorabile di quanto immaginiamo.
Scopri di più da CorriereNerd.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.









Aggiungi un commento