Kristen Stewart con una valigetta piena di sostanze psichedeliche sperimentali, Alia Shawkat al suo fianco come compagna di disastro emotivo e criminale, gatti parlanti, telepatia, criminali fuori asse e quella puzza meravigliosa di commedia indie americana che sembra uscita da un garage di Los Angeles alle tre del mattino, tra amplificatori punk, lattine vuote e idee troppo strane per finire dentro un film “normale”. The Wrong Girls si presenta così, con il trailer appena arrivato online e una promessa piuttosto chiara: non vuole essere una commedia composta, non vuole fare la brava, non vuole sistemarsi i capelli prima di entrare in scena. Vuole inciampare, ridere male, fumare troppo, perdere il controllo e trascinarci dentro un’avventura stoner buddy comedy al femminile che, almeno sulla carta, sembra avere tutta l’aria di diventare uno di quei titoli da culto che all’inizio guardi per curiosità e poi finisci per citare con gli amici come se fosse un codice segreto condiviso. L’uscita americana è fissata al 14 agosto 2026, e già questo posizionamento estivo racconta qualcosa: The Wrong Girls sembra pensato per esplodere come una granata colorata in mezzo alla stagione dei blockbuster, portando sullo schermo una forma di caos più sporca, più laterale, più libera, lontana dalle grandi saghe lucidissime e vicina a quel cinema indipendente che ama ancora buttarsi nel ridicolo senza perdere personalità.
Alla guida di questa follia troviamo Dylan Meyer, qui al suo debutto alla regia, ma già dentro il progetto con un coinvolgimento che va ben oltre la semplice firma dietro la macchina da presa. Meyer scrive insieme a Kristen Stewart e costruisce attorno a lei e ad Alia Shawkat una storia che sembra nascere da una domanda molto semplice e molto potente: perché la stoner comedy, per anni, è stata quasi sempre raccontata attraverso corpi, ansie, amicizie e stupidità maschili? Perché il delirio alla Pineapple Express, l’assurdo criminale alla Il grande Lebowski, la paranoia da divano, il buddy movie sfasato, il fallimento esistenziale comico, dovevano appartenere così spesso a uomini eternamente adolescenti, mentre le donne al cinema venivano ingabbiate tra romantic comedy, drammi generazionali e versioni patinate della ribellione? The Wrong Girls sembra voler rispondere non copiando quei modelli con due protagoniste femminili piazzate al posto giusto, ma prendendo quel linguaggio e mandandolo a sbattere contro un’amicizia caotica, tossica, tenera, sbagliata, di quelle che nella vita reale non sapresti se salvare o bloccare su WhatsApp. Frankie e Molly, interpretate da Kristen Stewart e Alia Shawkat, vivono alla giornata, galleggiano tra affitti da pagare, lavoretti, scelte discutibili, sessioni di fumo e quella stanchezza da adulte mancate che molti riconosceranno fin troppo bene, soprattutto chi ha passato almeno una fase della vita sentendosi il PNG sbagliato dentro una quest principale troppo complicata.
Il punto di partenza è uno scambio d’identità, ma il film sembra usarlo non come semplice pretesto narrativo, bensì come miccia per far saltare in aria tutto. Frankie e Molly si ritrovano tra le mani una valigetta piena di droghe psichedeliche sperimentali, e da lì la realtà comincia a deformarsi come un livello bonus programmato da qualcuno che ha giocato troppo a Katamari Damacy dopo una maratona dei Coen. La telepatia entra in scena come se fosse la cosa più normale del mondo, i criminali iniziano a inseguirle, i gatti parlano, la logica prende un giorno di ferie e l’amicizia tra le due protagoniste diventa l’unico filo, per quanto sfilacciato, a tenere insieme un universo che sembra divertirsi a metterle sempre nel posto peggiore al momento peggiore. The Wrong Girls, da quello che lascia intuire il trailer, non punta solo alla gag folle o al nonsense gratuito: sembra voler raccontare quella specifica forma di panico che nasce quando sei già abbastanza incasinato nella tua vita ordinaria e all’improvviso il mondo decide di aggiungere criminali, allucinazioni e poteri psichici al pacchetto base. In fondo, basta cambiare registro e siamo quasi dalle parti di un anime seinen surreale, con due protagoniste che non sono eroine predestinate ma esseri umani rotti, buffi e affettuosamente disfunzionali, costretti a improvvisare dentro una trama troppo grande per loro.
Kristen Stewart, in tutto questo, è una scelta molto più interessante di quanto potrebbe sembrare a uno sguardo distratto. Chi la riduce ancora all’immaginario di Twilight probabilmente ha saltato un bel pezzo del suo percorso, perché Stewart negli ultimi anni ha costruito una filmografia laterale, nervosa, coraggiosa, passando da Spencer a Crimes of the Future, dal cinema d’autore più contratto ai territori del body horror, dalle performance trattenute ai personaggi che sembrano sempre custodire un temporale sotto pelle. Vederla dentro una commedia dichiaratamente stupida, anarchica, sporca, non è una deviazione casuale: è quasi una liberazione. Stewart ha sempre avuto un rapporto fisico con il disagio, con l’imbarazzo, con quei silenzi strani che al cinema mainstream spesso vengono ripuliti e che invece lei riesce a trasformare in elettricità. In The Wrong Girls questa qualità potrebbe diventare una bomba comica, perché Frankie non sembra una protagonista brillante che sa cavarsela con battute perfette, ma una ragazza che sbaglia, si agita, reagisce male, prende decisioni discutibili e prova comunque a restare fedele a quella versione sgangherata di sé che il film sembra abbracciare senza giudicarla.
Alia Shawkat, poi, è praticamente una cheat code per questo tipo di universo. La sua energia, già vista in Search Party e in tanti ruoli capaci di mescolare ironia, malinconia e alienazione millennial, sembra perfetta per creare con Stewart una coppia non rassicurante, non levigata, non costruita per piacere a tutti. Molly potrebbe essere quella metà dell’amicizia che rende tutto peggiore mentre cerca di aiutare, la persona che ti trascina nel delirio ma che, nel momento più assurdo, resta comunque quella da cui non riesci davvero a separarti. La dinamica tra Frankie e Molly è probabilmente il vero motore emotivo del film, perché dietro la scorza della stoner comedy criminale si intravede una riflessione più interessante sull’amicizia adulta, quella che non somiglia ai poster motivazionali ma a un salvataggio reciproco fatto male, con battute sbagliate, promesse infrante, panico condiviso e un bisogno disperato di non essere lasciati soli dentro il casino.
A rendere The Wrong Girls ancora più appetitoso per chi vive di cultura pop, cinema indie e cast impossibili da ignorare, arriva un ensemble che sembra assemblato da qualcuno con un gusto per il caos molto raffinato. Seth Rogen porta con sé un’eredità enorme nel territorio della commedia stoner, non solo come attore ma come figura produttiva capace di capire il ritmo, il tono e la grammatica di questo tipo di racconto. La sua presenza, insieme alla Point Grey di Evan Goldberg, non è un semplice bollino commerciale: è quasi una dichiarazione di appartenenza a una tradizione di comicità sporca, fisica, sboccata, ma capace nei momenti migliori di diventare anche racconto generazionale. Accanto a lui troviamo LaKeith Stanfield, che ormai sembra vivere in una dimensione tutta sua, sempre in bilico tra stranezza magnetica e intensità imprevedibile, Tony Hale, Kumail Nanjiani, Zack Fox, Kate McKinnon e Geena Davis, nomi che insieme creano una promessa di apparizioni bizzarre, personaggi secondari memorabili e deviazioni narrative pronte a deragliare nel momento più bello. La chicca più assurda, almeno secondo le anticipazioni, riguarda Rogen e Nanjiani come voci dei gatti parlanti delle protagoniste, dettaglio che da solo basterebbe a far alzare il sopracciglio a chiunque abbia amato le derive più fuori controllo della commedia americana.
Il paragone con Il grande Lebowski è inevitabile, ma va maneggiato con attenzione. The Wrong Girls non sembra voler rifare il film dei Coen con due donne al posto del Drugo, anche perché sarebbe una trappola pigra e probabilmente mortale. La parentela, semmai, sta nell’idea di persone inadeguate che inciampano dentro una storia criminale troppo assurda per essere governata, nella sensazione che l’universo intero stia complottando contro chi voleva solo sopravvivere alla giornata, nella comicità che nasce dallo scarto tra la gravità della situazione e l’incapacità dei protagonisti di affrontarla con strumenti adeguati. Solo che qui il centro non è la mitologia del maschio rilassato e filosoficamente svaccato, ma il legame tra due donne imperfette, troppo vicine, forse troppo dipendenti l’una dall’altra, trascinate in una spirale dove lo sballo non è più solo rito comico ma acceleratore di paranoia, vulnerabilità e catastrofe.
Questo è anche ciò che rende The Wrong Girls interessante dentro il panorama del cinema del 2026. La stoner comedy, dopo gli anni d’oro in cui sembrava poter diventare un linguaggio mainstream, si è un po’ dissolta, o almeno ha perso quella centralità culturale che aveva ai tempi di Pineapple Express, Superbad e di un certo filone Apatow/Rogen che ha raccontato una generazione di adulti riluttanti con il passo ubriaco della commedia. La legalizzazione della cannabis in molti Stati americani ha cambiato il rapporto con l’immaginario dello sballo, togliendo una parte della trasgressione e spostando il genere verso altri territori. The Wrong Girls sembra capirlo e rilanciare, non limitandosi all’erba come motore di comicità ma intrecciando psichedelia, crime, amicizia, punk, telepatia e assurdo urbano. È come se il film dicesse: ok, la canna non basta più a scandalizzare nessuno, allora facciamo parlare i gatti, facciamo collassare la percezione, buttiamo due protagoniste impreparate dentro una Los Angeles allucinata e vediamo se dal disastro nasce qualcosa di vivo.
L’anima punk del progetto, almeno da quello che si sa, non resta solo sulla pagina. La presenza della band Mannequin Pussy in una performance live dentro uno spazio DIY di Los Angeles racconta un’idea di cinema che non vuole essere chiuso dentro una bolla patinata, ma contaminarsi con musica, sottoculture, luoghi reali, energia da concerto sudato. La colonna sonora firmata da Ty Segall aggiunge ulteriore benzina garage rock a un’estetica che sembra desiderosa di suonare distorta, graffiata, imperfetta. La fotografia di Todd Banhazl, già associata a immagini forti e sensoriali, potrebbe completare il quadro con una Los Angeles sporca, notturna, fisica, meno cartolina e più labirinto emotivo. In un cinema spesso ossessionato dall’immagine perfettamente sterilizzata, l’idea di una commedia che vuole sembrare un poster strappato da un muro di club underground ha un fascino immediato, soprattutto per chi continua a cercare nel cinema indipendente americano quella libertà che i grandi franchise raramente possono permettersi.
La distribuzione Neon, poi, accende un’altra spia interessante. Negli ultimi anni Neon è diventata una casa per film capaci di muoversi tra autorialità, culto pop e rischio commerciale, portando al pubblico opere molto diverse ma accomunate da un’identità forte. The Wrong Girls, dentro questo percorso, potrebbe occupare una posizione curiosa: non il dramma prestige da premi, non l’horror elegante da conversazione cinefila, ma una commedia storta, rumorosa, forse volutamente idiota e proprio per questo potenzialmente preziosa. Perché ogni tanto il cinema ha bisogno anche di film che non si presentano come eventi solenni, ma come incidenti felici; opere che sembrano nate da una battuta assurda, da una notte troppo lunga, da due creative che si sono guardate e hanno pensato che sì, mancava davvero una stoner buddy comedy femminile in grado di essere scema senza diventare banale.
Naturalmente il rischio esiste, e sarebbe ingenuo fingere il contrario. Ogni volta che un film punta così tanto sull’essere strano, cool, alternativo, sopra le righe, il confine tra libertà e posa diventa sottile come una skin rara in un loot box maledetto. The Wrong Girls dovrà dimostrare di avere ritmo, cuore narrativo, chimica autentica e non solo una collezione di idee eccentriche infilate una dopo l’altra. La commedia demenziale funziona davvero quando dietro il delirio senti una verità emotiva, anche minuscola; quando i personaggi non sono soltanto macchiette impazzite ma creature che, nel mezzo dell’assurdo, rivelano qualcosa di riconoscibile. Se Frankie e Molly riusciranno a farci ridere perché le capiamo, non solo perché fanno cose folli, allora il film potrebbe davvero trovare quella scintilla capace di trasformarlo da curiosità indie a piccolo culto generazionale.
The Wrong Girls sembra arrivare con il passo storto di chi sa benissimo di non essere invitato alla festa elegante del cinema mainstream, ma decide comunque di entrare dalla porta sul retro con una valigetta sbagliata, due gatte parlanti e una playlist punk in sottofondo. Kristen Stewart e Alia Shawkat potrebbero regalarci una delle coppie più imprevedibili della commedia americana recente, Dylan Meyer ha l’occasione di firmare un debutto personale e riconoscibile, mentre il cast intorno promette quella sensazione da party cinematografico dove ogni stanza nasconde qualcuno pronto a rubare la scena. Forse sarà un casino geniale, forse una follia troppo compiaciuta, forse entrambe le cose nella stessa identica inquadratura. Però, in un momento in cui tanti film sembrano progettati per non disturbare nessuno, l’idea di una commedia che abbraccia il disordine, l’amicizia tossica, la stupidità rivendicata e l’immaginario stoner con due protagoniste femminili al centro ha qualcosa di stranamente necessario. La domanda, a questo punto, resta sospesa come fumo colorato sopra il divano: siamo pronti a seguire Frankie e Molly dentro questo trip criminale fuori controllo, oppure The Wrong Girls rischia di essere troppo assurdo anche per noi nerd cresciuti tra anime psichedelici, videogiochi glitchati e commedie indie guardate a notte fonda? La community di CorriereNerd.it, come sempre, ha il joypad in mano.
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