Sag Harbor, estate. Un’afosa quiete di provincia viene squarciata da un’idea che pare innocua, quasi banale: affittare il proprio scantinato. Ma cosa accade quando l’inquilino è Willem Dafoe, con quello sguardo che sembra conoscere tutti i tuoi segreti e le tue paure più intime? La risposta è The Man in My Basement, horror-thriller tratto dall’omonimo romanzo di Walter Mosley, pronto a fare il suo debutto nella sezione Discovery del Toronto International Film Festival 2025, per poi insinuarsi nei cinema selezionati il 12 settembre e arrivare su Disney+ in autunno.
Diretto da Nadia Latif, qui al suo esordio nel lungometraggio e co-scritto insieme allo stesso Mosley, il film promette una tensione viscerale e una discesa psicologica nei meandri dell’animo umano — quelli oscuri, dove la luce filtra appena, proprio come nei sotterranei che non vorremmo mai esplorare.
Un patto scritto nell’ombra
Il protagonista, Charles Blakey (Corey Hawkins), è un uomo afroamericano di New York intrappolato in una spirale di sfortuna. Disoccupato, con la storica casa di famiglia sull’orlo del pignoramento, Charles è disperato. È in questo vuoto che si insinua Anniston Bennet (Willem Dafoe), un enigmatico uomo d’affari dalla parlata europea che propone un accordo tanto semplice quanto inquietante: affittare il seminterrato per l’estate, in cambio di una somma sufficiente a cancellare i debiti.
E qui il cinema di genere sa bene cosa fare. I sotterranei, da sempre, sono il cuore pulsante di infinite paure: spazi chiusi, umidi, a volte gelidi, dove ogni rumore sembra più forte e ogni ombra più densa. Un terreno fertile per segreti, ossessioni e verità inconfessabili.
Dafoe, con la sua capacità di passare dalla cordialità più affabile alla follia più glaciale in un battito di ciglia, incarna alla perfezione l’ospite indesiderato per eccellenza: il vicino di casa dei peggiori incubi.
Tra paranoia e rivelazioni
The Man in My Basement non è il classico horror urlato, ma un thriller psicologico che gioca con i tempi e con lo spazio, trasformando un ambiente domestico in una trappola mentale. La convivenza forzata tra Charles e Bennet diventa un labirinto di manipolazioni, sospetti e verità distorte. Cosa vuole davvero quest’uomo? Perché un ricco imprenditore dovrebbe voler vivere in un seminterrato di provincia?
Il film costruisce la tensione sfruttando l’incomunicabilità, i silenzi, e soprattutto la sensazione costante che sotto la superficie — e sotto i piedi del protagonista — si nasconda qualcosa di molto più oscuro del previsto.
Un cast che promette scintille
Accanto a Corey Hawkins e Willem Dafoe troviamo Anna Diop nei panni di Narciss Gully e Tamara Lawrance in quelli di Bethany, insieme a Jonathan Ajayi, Gershwyn Eustache Jnr. e Pamela Nomvete. La produzione ha vissuto un cambio di rotta non indifferente: inizialmente, nel 2022, Jonathan Majors era stato scelto come protagonista e produttore esecutivo, ma la sua uscita di scena nel 2023 ha portato all’ingresso di Hawkins, volto noto di Straight Outta Compton e In the Heights.
Le riprese, iniziate a gennaio 2024 a Cardiff, in Galles, hanno dato vita a un’ambientazione sospesa tra realismo e claustrofobia scenografica, perfetta per amplificare il senso di isolamento che permea la storia.
L’arte di far crescere l’attesa
La campagna di lancio punta sul fascino perturbante di Dafoe e sul richiamo di un adattamento letterario firmato dallo stesso autore del romanzo. Non si tratta solo di spaventare: The Man in My Basement promette di scardinare certezze e far dubitare persino di ciò che consideriamo “casa”.
La vera domanda che il film lascia sospesa — e che ci porteremo dietro fino ai titoli di coda — è: chi è davvero l’uomo nel mio seminterrato? E, soprattutto, siamo sicuri che non sia lì per tirar fuori qualcosa che abbiamo cercato di seppellire da tempo?
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