Una cosa succede puntualmente ogni volta che J. J. Abrams scompare dai radar per un po’: l’aria cambia densità. Non è silenzio, è elettricità trattenuta. Dopo aver rimesso mano a mitologie gigantesche come Star Trek e Star Wars, il regista californiano sceglie finalmente di tornare a un territorio completamente suo con The Great Beyond, il primo film originale dai tempi di Super 8. E già questo basterebbe a farci drizzare le antenne. Ma il progetto, avvolto fino a pochi giorni fa in una nebbia degna della Bad Robot, sta iniziando a prendere forma grazie a una serie di indiscrezioni che delineano una trama capace di parlare direttamente a chi è cresciuto con mappe fantasy appese in camera e forum dedicati alle teorie sui multiversi.
Quando il mondo che scrivi inizia a risponderti
La storia di The Great Beyond ruota attorno a un autore di romanzi fantasy interpretato da Samuel L. Jackson. Uno scrittore che ha costruito un regno mitico talmente dettagliato da sembrare reale. Bestseller, fandom accaniti, fan art, lore sterminata. Fin qui tutto normale, per chi mastica saghe alla Tolkien o alla Martin.
Poi la crepa.
Perché quel mondo inventato non è solo carta e inchiostro: esiste davvero. E l’autore decide di inviare nel regno fantastico il protagonista del film, Joe, interpretato da Glen Powell.
Joe non è l’eroe predestinato. Non è il prescelto. È un ex promessa del liceo che ha raggiunto l’apice della sua vita tra corridoi e armadietti, per poi rimanere incastrato in una comfort zone fatta di rimpianti. Codardo, insicuro, incapace di crescere davvero. In altre parole: l’anti-eroe perfetto per una storia di formazione in salsa fantasy.
Catapultato in un’avventura che non ha mai desiderato, Joe dovrà affrontare le sue paure più radicate e trasformarsi nell’eroe che non avrebbe mai immaginato di poter essere. E qui Abrams sembra tornare a una delle sue ossessioni più sincere: la crescita attraverso il mistero.
Mentori nerd, eroine carismatiche e dinamiche meta-fantasy
Ad accompagnare Joe c’è una figura che farà impazzire metà della community geek: una mentore nerd esperta di letteratura fantasy interpretata da Jenna Ortega. Dopo il successo globale di Mercoledì, Ortega incarna una guida che conosce le regole del genere, i cliché, le trappole narrative. Non è solo un personaggio: è quasi un avatar del fandom consapevole.
Nel regno fantasy vive invece l’eroina carismatica interpretata da Emma Mackey, già amata per Sex Education. Cool, competente, magnetica: rappresenta l’ideale eroico che Joe non è mai stato.
Il trio promette dinamiche interessanti: il fallito del mondo reale, la fan esperta che conosce la mitologia, l’eroina autentica che abita il regno. È un gioco di specchi tra chi scrive le storie, chi le studia e chi le vive.
E in controluce si intravede un discorso più ampio: cosa succede quando la fantasia non è evasione ma responsabilità?
Dal titolo Ghostwriter a The Great Beyond: una dichiarazione d’intenti
All’inizio il progetto era conosciuto come Ghostwriter, un nome più intimo, quasi ironico. Il passaggio a The Great Beyond cambia completamente la prospettiva. Non più solo lo scrittore e la sua ombra, ma l’idea di un “oltre” che chiama.
Il titolo evoca confine, trascendenza, passaggio. Sembra un invito a guardare oltre la pagina scritta, oltre la comfort zone, oltre il rimpianto adolescenziale. E in un’epoca in cui il fantasy è spesso dominato da adattamenti e reboot, un film completamente originale diretto e scritto da Abrams – prodotto dalla sua Bad Robot – suona come una piccola rivoluzione.
Un cast che parla il linguaggio del presente
Glen Powell è reduce da titoli come Hitman, The Running Man e Twisters, oltre alla serie Chad Powers. Il suo volto ha quella miscela perfetta di carisma classico e vulnerabilità contemporanea. Jenna Ortega è diventata icona generazionale, capace di attraversare horror, dark fantasy e thriller psicologici. Samuel L. Jackson, inutile dirlo, porta con sé un’aura che va da Pulp Fiction al Marvel Cinematic Universe con Nick Fury. Emma Mackey aggiunge stratificazione emotiva e modernità.
Non sembra un cast assemblato per algoritmo, ma per risonanza. E questo, per chi ama il cinema che osa, è un segnale importante.
Abrams e la nostalgia che non è solo nostalgia
Chi è cresciuto negli anni Ottanta e Novanta non può non percepire un’eco di film come The Last Starfighter. Anche lì un ragazzo comune attraversava il confine tra quotidiano e straordinario. Anche lì la fantasia chiamava per nome.
La differenza? The Great Beyond sembra voler interrogare quella dinamica in chiave adulta. Non più l’adolescente che sogna di scappare, ma l’adulto bloccato che deve imparare a crescere davvero. In un’epoca in cui il fandom è maturo, stratificato, consapevole, questa scelta narrativa potrebbe colpire nel segno.
Dopo anni passati a riattivare saghe iconiche, Abrams torna a costruire da zero. Ed è qui che si gioca la partita più interessante: dimostrare che sa ancora sorprendere senza appoggiarsi a mitologie pre-esistenti.
Uscita, attesa e hype
The Great Beyond è attualmente in post-produzione e arriverà al cinema il 13 novembre 2026. Sembra lontano, ma l’hype è già partito. E, conoscendo la macchina narrativa di Abrams, possiamo aspettarci teaser enigmatici, trailer che rivelano tutto e niente, dettagli disseminati come breadcrumb per i fan più attenti.
La vera domanda, però, non riguarda il box office.
Riguarda noi.
Siamo ancora pronti a credere che un mondo inventato possa esistere davvero? Siamo disposti a lasciarci mettere in discussione da una storia che parla di fallimenti, di crescita, di immaginazione che diventa realtà?
The Great Beyond promette di essere molto più di un fantasy. Potrebbe essere un film sul rapporto tra autore e creazione, tra fan e mito, tra adulto e adolescente interiore.
E adesso passo la parola a voi.
Se un portale si aprisse davanti ai vostri occhi e vi chiedesse di attraversarlo… lo fareste? Oppure restereste sulla soglia, con il dubbio che sia meglio non sapere cosa c’è dall’altra parte?
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