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Tenshi no Tamago, Angel’s Egg o L’Uovo dell’Angelo: perché vale la pena recuperare quest’anime dimenticato

1985: dopo un periodo di quattro anni allo studio Pierrot, Mamoru Oshii è ora un animatore e regista freelance; negli anni successivi proporrà la sceneggiatura per il terzo film di Lupin, poi scartata perché troppo decostruzionista, realizzerà un film, e infine diverrà uno dei fondatori di Head Gear; 1989: il villain del primo film di Patlabor lascia citazioni bibliche come indizi dei suoi crimini; 1995: Oshii realizza il film che gli varrà la consacrazione internazionale, ovvero l’adattamento, per alcuni un miglioramento, di Ghost in the Shell; 2009: Oshii mette temporaneamente in secondo piano l’industria dell’animazione, per concentrarsi sui film live action; 2021: nel corso della sesta serie, fatta per festeggiare il cinquantennale del manga, Oshii dirige due episodi di Lupin, di cui uno è un omaggio a Hemingway, mentre nell’altro tornano elementi di quella sceneggiatura scartata; 4-10 dicembre 2025: nell’anno del suo quarantesimo anniversario, finalmente arriva nelle sale italiane, con una distribuzione di una settimana, quel film del 1985. E quel film e l’uovo dell’angelo.

Uh… Salve, benvenuti, o bentornati su questi lidi.

Scusate lo sproloquio iniziale ma, dato il film in questione, ho ritenuto necessario iniziare la disamina fornendovi un quadro riassuntivo di chi l’ha creato, in modo da far capire il peso, e l’importanza, di avere finalmente questo film legalmente disponibile nel nostro paese. Questo perché l’arrivo di l’uovo dell’Angelo, o Tenshi no Tamago (ma che, essendo un vecchio dentro, e per questione di abitudine, da qui in poi chiamerò Angel’s Egg) non era affatto scontato.

Al contrario, era un classico esempio di qualcosa che non sarebbe mai arrivato, a causa del nemico naturale dei fan, le beghe legali e, fino a qualche giorno fa, avreste potuto trovarlo tranquillamente su YouTube, oppure affidandovi alla gentilezza di sconosciuti su Internet amanti della preservazione mediale. Ma fatte queste premesse, vediamo di andare più in profondità, ok?

Ora, la cosa più importante da dire e che questo film è diverso dalle solite pellicole animate, in quanto ha una forte impronta registica; un interesse a sperimentare e a far sorgere domande; ma non a dare risposte. Potrei dirvi che è ‘un film che parla da sé’, ma nel farlo va a miscelare tre macro aree, che sono rispettivamente il comparto visivo, narrativo e sonoro.

Per quanto riguarda la narrazione, qualcuno potrebbe dirvi che si tratta di una trama semplicistica, al limite della non-trama, e quasi priva di dialoghi; ma nelle sue 107 righe di dialogo, perché sì, le ho contate, viene menzionato il ricordo di un grande albero e una variazione del mito di Noè, in cui la colomba non torna e gli uomini dimenticano il loro passato, oltre alla ripetizione ossessiva di una domanda, ovvero “dare… anata wa dare?” in giapponese, traducibile come un “chi… chi sei tu?” in italiano.

Alle musiche troviamo invece Yoshihiro Kanno, che riesce a creare una colonna sonora multifunzione, adattandosi alle varie sequenze, passando dall’imponenza alla dolcezza in un attimo. Infine, il lato artistico può contare sul character design di Yoshitaka  Amano, che non ha fatto solo Final Fantasy, e quindi presenta un’atmosfera gotica e decadente, che però ha richiesto sangue, sudore e lacrime degli animatori, in gran parte volontari reclutati da vari studi, per essere realizzata, oltre alla supervisione dell’art director Shichiro Kobayashi, e sono sicuro che qualcuno avrà bestemmiato per le sequenze dei capelli.

Infine, vi è il discorso su cosa voglia dire, ed è qui che si potrebbero aprire infinite discussioni, e per qualcuno, forse, queste questioni sulle chiavi d’interpretazione sono più interessati del film stesso. Quindi, vorrei concludere dandovi la mia interpretazione.

Alla mia prima visione, ne sono uscito pensando che non fosse altro che un enorme ed elaborato dissing all’arca di Noè, ma poi non l’ho rivisto per qualche anno; mentre alla revisione fatta in questi giorni, influenzato anche dalla visione di altre persone, ho trovato una storia sull’avere fede e sulle difficoltà in mantenerla, il tutto mentre la bambina e il soldato si muovono in un universo che sta per spegnersi e morire, forse perché non era che un sogno, o un incubo. In definitiva, non è il mio film preferito di Oshii, quello resta il precedente Beautiful Dreamer, e non rientra esattamente nelle mie corde, però ritengo che possa essere interessante vederlo, anche solo per sapere cosa riesce a trasmetterti.

E voi cosa ne pensate?


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Federico Torrero

Federico Torrero

Mi chiamo Federico Torrero, studente universitario e aspirante scrittore. Sono un grande estimatore di Anime, manga, animazione, film e serie tv, di cui tratto già, tramite "recensioni", sui miei profili Instagram e threads, entrambi @federico_spectrus_torrero, ma con un'approccio personale ed iconoclasta.

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