Mitologie antiche, pennellate ad acquerello, combattimenti serrati e un immaginario che raramente trova spazio nel panorama videoludico internazionale. Bastano pochi istanti del nuovo trailer di Talaka per capire che non ci troviamo davanti all’ennesimo action roguelite costruito seguendo formule già viste. Il progetto sviluppato dallo studio brasiliano Potato Kid e pubblicato da Acclaim sceglie infatti una strada molto più coraggiosa: raccontare la ricchissima mitologia afro-brasiliana trasformandola in un universo interattivo capace di fondere folklore, spiritualità e azione frenetica. Per chi ama scoprire videogiochi indipendenti che osano davvero, Talaka rappresenta una di quelle produzioni che meritano attenzione fin dai primi mesi di sviluppo. Il titolo ha appena aperto le registrazioni per la sua closed beta, offrendo ai giocatori l’occasione di esplorare in anteprima una parte consistente dell’avventura e contribuire concretamente alla sua evoluzione prima dell’uscita ufficiale prevista all’inizio del 2027.
L’industria videoludica, soprattutto negli ultimi anni, ha dimostrato un crescente interesse verso culture e tradizioni poco rappresentate nei videogiochi mainstream. Dopo aver attraversato miti nordici, leggende giapponesi, racconti cinesi e folklore slavo, Talaka porta finalmente sotto i riflettori una tradizione narrativa ricchissima, quella afro-brasiliana, offrendo un punto di vista originale che difficilmente lascia indifferenti chi ama il world building costruito con personalità.
Il protagonista è un giovane guerriero cresciuto ascoltando le storie degli Orisha, potenti divinità della tradizione yoruba profondamente radicate nella cultura brasiliana. Con il passare del tempo quelle antiche leggende sono state dimenticate dagli uomini e proprio quell’oblio ha finito per alterarne l’essenza. Gli spiriti, le creature leggendarie e gli antichi guardiani hanno perso il proprio equilibrio trasformandosi in presenze ostili che minacciano di cancellare definitivamente il confine tra realtà e mito.
L’intero viaggio assume così un valore simbolico che va oltre il semplice combattimento. Restaurare l’armonia significa anche recuperare la memoria di racconti antichi destinati a scomparire, mentre gli Orisha accompagnano il protagonista in un percorso fatto di battaglie, esplorazione e continua crescita personale. È una premessa narrativa che ricorda quanto le storie abbiano sempre avuto un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità culturale, un tema che il mondo nerd conosce bene grazie a opere come Okami, Hades, Black Myth: Wukong o Never Alone, videogiochi che hanno trasformato le tradizioni popolari in esperienze interattive memorabili.
Dal punto di vista artistico Talaka colpisce immediatamente. Ogni scenario sembra dipinto a mano, con fondali che ricordano tavole illustrate realizzate ad acquerello e una palette cromatica che alterna colori luminosi a tonalità più oscure man mano che la corruzione delle leggende prende il sopravvento. L’effetto complessivo restituisce la sensazione di attraversare un libro illustrato che prende lentamente vita davanti agli occhi del giocatore.
Questa direzione artistica non rappresenta soltanto una scelta estetica. L’identità visiva diventa parte integrante della narrazione, contribuendo a differenziare ogni bioma e ogni creatura incontrata lungo il cammino. Spiriti corrotti, mostri celestiali e divinità assumono forme che sembrano nate da antiche illustrazioni folkloristiche reinterpretate con sensibilità contemporanea.
Sul fronte del gameplay, Talaka abbraccia la struttura classica degli action roguelite senza rinunciare a costruire una propria identità. I combattimenti sono veloci, dinamici e fortemente basati sui riflessi, mentre la progressione promette quella continua alternanza tra rischio e ricompensa che rappresenta uno degli elementi più apprezzati dagli appassionati del genere. Ogni sconfitta dovrebbe insegnare qualcosa, ogni nuova partita offrire strategie differenti e ogni potenziamento modificare profondamente l’approccio al combattimento.
Bilanciare un roguelite, però, è probabilmente una delle sfide più difficili per qualsiasi sviluppatore. Basta un’abilità troppo potente, un nemico eccessivamente frustrante oppure una curva di difficoltà poco calibrata per compromettere l’intera esperienza. Proprio per questo Potato Kid ha deciso di coinvolgere direttamente la community molto prima del lancio definitivo.
Le registrazioni per la closed beta di Talaka sono già disponibili attraverso il server Discord ufficiale di PlayAcclaim e resteranno aperte fino al 16 luglio. Gli utenti interessati dovranno semplicemente richiedere l’accesso nell’apposito canale dedicato alla beta, dopo di che il team assegnerà i permessi necessari per partecipare ai test.
La fase di prova si svolgerà dal 16 al 30 luglio e permetterà di esplorare i primi due mondi del gioco. Una porzione significativa dell’esperienza che consentirà ai giocatori di affrontare le prime aree, conoscere alcune delle meccaniche principali e confrontarsi con le creature leggendarie che popolano questo universo ispirato alla tradizione afro-brasiliana.
Secondo Paulo Luis Santos, fondatore e responsabile dello studio Potato Kid, il coinvolgimento della community rappresenta uno degli elementi fondamentali dello sviluppo. Dopo molti mesi trascorsi a lavorare internamente sul progetto, il rischio di perdere obiettività diventa inevitabile. Nuovi occhi, nuove strategie e differenti approcci al combattimento possono evidenziare problemi che gli sviluppatori non riescono più a individuare proprio perché immersi quotidianamente nella produzione del gioco. Lo studio considera quindi il feedback dei giocatori uno strumento indispensabile per rifinire il bilanciamento, migliorare il ritmo delle partite e rendere l’esperienza soddisfacente sia nelle fasi iniziali sia durante quelle più avanzate.
Per accompagnare l’annuncio della closed beta è stato pubblicato anche un nuovo trailer che mostra diverse sequenze di gameplay, offrendo uno sguardo più approfondito sui combattimenti, sugli scenari e sulle creature che popolano questo universo fantastico. L’impressione è quella di un progetto che punta molto sulla fluidità dell’azione senza rinunciare a costruire un mondo ricco di fascino e significato culturale.
Dietro Talaka troviamo Potato Kid, uno studio indipendente brasiliano formato da tre veterani dell’industria videoludica con oltre trent’anni di esperienza complessiva. La filosofia del team ruota attorno a una produzione snella, tecnicamente efficiente e fortemente orientata al dialogo con la community, cercando di realizzare videogiochi che abbiano un’identità precisa invece di inseguire semplicemente le mode del momento.
Anche il ritorno di Acclaim merita una riflessione. Lo storico marchio, conosciuto dagli appassionati per aver pubblicato in passato serie iconiche come Mortal Kombat, Turok e NBA Jam, sta vivendo una nuova fase concentrata sul supporto agli sviluppatori indipendenti, puntando su produzioni premium che possano distinguersi grazie a idee originali piuttosto che a grandi budget. Talaka sembra incarnare perfettamente questa nuova filosofia editoriale.
L’uscita definitiva è prevista su Steam e sulle principali piattaforme moderne durante il primo trimestre del 2027, ma la sensazione è che questo progetto possa diventare uno dei titoli indie più interessanti da seguire nei prossimi mesi. Non capita spesso di vedere un action roguelite capace di intrecciare meccaniche consolidate con un patrimonio culturale ancora poco esplorato dal medium videoludico, e proprio questa combinazione potrebbe trasformare Talaka in una delle sorprese più piacevoli della prossima stagione.
Chi ama i videogiochi indipendenti, le mitologie del mondo e le esperienze capaci di raccontare culture differenti attraverso il linguaggio interattivo probabilmente dovrebbe tenere questo titolo sotto stretta osservazione. Se avete intenzione di partecipare alla closed beta o avete già messo Talaka nella vostra wishlist, raccontateci quali aspetti vi incuriosiscono di più: la mitologia afro-brasiliana, lo stile artistico dipinto a mano oppure la sfida tipica dei migliori roguelite? La discussione, come sempre, continua insieme alla community di CorriereNerd.
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