Quando ho iniziato a leggere Takopi’s Original Sin, confesso che mi aspettavo una di quelle storielle dolci, colorate, magari un po’ folli, con un tenero alieno impegnato a far sorridere gli umani con gadget assurdi e buffe espressioni. Sai, qualcosa alla Doraemon mescolato con Kirby. Invece, quello che mi sono trovato davanti è stato un vero pugno allo stomaco, un’opera di una potenza emotiva disarmante, capace di scavarti dentro come solo certi manga riescono a fare. Creato dal talentuosissimo Taizan 5 – un nome che ora non dimenticherete facilmente – Takopi’s Original Sin (Takopī no Genzai in originale giapponese) è una mini-serie pubblicata sulla piattaforma Shōnen Jump+ di Shueisha tra dicembre 2021 e marzo 2022. I sedici capitoli che la compongono sono stati poi raccolti in due volumi tankōbon, usciti rispettivamente il 4 marzo e il 4 aprile del 2022. Ed è proprio in questo arco di tempo, così breve ma così intenso, che il pubblico giapponese ha scoperto un piccolo capolavoro che non ha tardato ad arrivare anche da noi.
La storia è, almeno in apparenza, semplice. Takopi è un alieno proveniente dal pianeta Happi, un mondo dove la felicità è la missione di vita di ogni essere vivente. Sbarcato sulla Terra con i suoi “happy gadget” – dispositivi adorabili che sembrano usciti da una fiera del giocattolo intergalattico – Takopi si mette subito all’opera per portare gioia agli esseri umani. Ma come spesso accade, le buone intenzioni si scontrano con la crudezza della realtà. E il nostro piccolo eroe tentacolato fa presto i conti con qualcosa che sul suo pianeta non esiste: il dolore umano.
Il primo incontro decisivo è quello con Shizuka, una bambina silenziosa, chiusa, con lo sguardo di chi ha già visto troppo. Takopi non capisce perché quella piccola umana non riesca a sorridere. Non capisce perché venga trattata con freddezza, perché viva in un mondo così ostile. Eppure non si arrende. Ogni giorno cerca un modo per farle tornare il sorriso, ma il nostro polpo spaziale non sa che a volte la sofferenza è così radicata da non poter essere curata con un semplice gadget magico.
Ed è qui che Takopi’s Original Sin cambia tono, cambia pelle. Diventa un manga di denuncia, una storia che affonda le mani nel fango delle emozioni umane più oscure: bullismo, abusi, isolamento, depressione. Ma lo fa con una grazia e una delicatezza narrativa che solo i grandi mangaka sanno maneggiare. Takopi, nella sua ingenuità disarmante, diventa il nostro sguardo esterno sul mondo, un osservatore puro che cerca di capire cosa significhi essere umani. E, soprattutto, cosa significhi soffrire.
Ogni capitolo è un crescendo emotivo, ogni pagina un colpo al cuore. E senza spoilerare nulla – anche se vi assicuro che resistere è dura – posso dirvi che il “peccato originale” del titolo non è solo una provocazione filosofica. È una riflessione durissima su ciò che siamo disposti a fare per amore, per senso di colpa, per disperazione. Takopi dovrà affrontare scelte che metterebbero in crisi anche un adulto, e lo farà con la sua logica aliena, ingenua, che però finisce per essere più umana di quella di tanti esseri umani.
Il successo del manga è stato fulmineo ma meritato. In Giappone, Takopi’s Original Sin ha vinto l’Excellence Prize ai Japan Cartoonists Association Awards, e la sua popolarità ha travolto anche l’Occidente grazie alla pubblicazione in simultanea su Manga Plus e, più tardi, con il volume unico edito da Viz Media a novembre 2023. In Italia, i due volumi sono finalmente disponibili da aprile, e vi assicuro che sono da avere assolutamente nella vostra collezione, accanto ai classici della narrativa manga introspettiva come Solanin, A Silent Voice o Goodnight Punpun.
Quello che rende quest’opera così speciale è il suo equilibrio tra dolcezza e crudeltà. È un manga che alterna momenti tenerissimi ad altri devastanti, in un continuo saliscendi emotivo che lascia spiazzati ma anche profondamente coinvolti. È difficile leggere Takopi’s Original Sin senza ritrovarsi a riflettere su quanto male possa fare una parola non detta, uno sguardo evitato, un gesto mancato. E su quanto, al contrario, un minimo di empatia possa cambiare il corso di una vita. Taizan 5, con questo suo debutto folgorante, ha mostrato un talento fuori dal comune. Attualmente sta lavorando alla sua seconda serie, Ichinose-ke no Taizai, serializzata su Weekly Shonen Jump, e le aspettative sono altissime. Ma Takopi’s Original Sin rimane, al momento, la sua opera più pura, più istintiva, quasi una confessione illustrata.In definitiva, se amate le storie che scavano nel cuore, se non temete di farvi travolgere da un dramma profondo e toccante mascherato da commedia spaziale, se volete un manga che vi faccia davvero riflettere su cosa significhi essere vivi… beh, lasciatevi accompagnare da Takopi nel suo viaggio. Ma preparatevi, perché non tornerete indietro gli stessi.
E voi? Avete già conosciuto il piccolo alieno del pianeta Happi? Vi ha fatto sorridere o vi ha spezzato il cuore come a me? Raccontatemelo nei commenti qui sotto o condividete l’articolo sui vostri social con chi ama i manga che non hanno paura di andare oltre.
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