Arcane: League of Legends. Il capolavoro animato che ha riscritto le regole dell’intrattenimento

Quando si parla di adattamenti da videogiochi a serie o film, è inevitabile che i fan storcano il naso. Troppo spesso queste produzioni si rivelano deludenti, incapaci di mantenere l’equilibrio tra fedeltà alla fonte e una narrazione avvincente. Poi è arrivata Arcane. versione animata su Netfli di League of Legends, il celebre videogioco online di genere MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) Prodotta da Riot Games in collaborazione con Fortiche Production, questa serie animata non solo ha superato le aspettative, ma ha anche rivoluzionato il concetto stesso di trasposizione videoludica.

Con una narrazione stratificata, una qualità visiva mozzafiato e un cast di personaggi indimenticabili, Arcane si è guadagnata un posto d’onore tra le migliori serie animate degli ultimi anni, dimostrando che l’animazione non è un semplice genere, ma un mezzo potente per raccontare storie. Ambientata nell’universo di League of Legends, la serie ci porta in due città contrapposte: Piltover, la scintillante “città del progresso,” e Zaun, il suo oscuro contraltare, avvolto da nebbie tossiche e marcato dalla lotta per la sopravvivenza. Questo dualismo non è solo visivo, ma il cuore pulsante della trama, dove tensioni politiche, economiche e culturali danno vita a un mondo vibrante e ricco di dettagli.

Arcane: Official Trailer

Una storia di sorelle, conflitti e redenzione

Al centro della vicenda ci sono Vi e Jinx, due sorelle divise da un evento traumatico che le ha portate su strade opposte. Vi è una combattente determinata e giusta, mentre Jinx è un personaggio tormentato, la cui psiche frammentata la rende una figura tanto pericolosa quanto tragica. La loro relazione, complessa e dolorosa, è il cuore emotivo della serie, esplorando temi universali come la perdita, il tradimento e la possibilità di redenzione.

La prima stagione di Arcane si è rivelata un’esperienza travolgente, capace di catturare non solo i fan del videogioco, ma anche chi non aveva mai messo piede nel mondo di League of Legends. La trama intreccia abilmente le vicende personali delle due sorelle con un panorama più ampio fatto di intrighi politici e innovazioni tecnologiche. Da un semplice furto scatenato da un atto di ribellione giovanile, si dipanano eventi che cambiano il destino di Zaun e Piltover: la prima, in balia di spacciatori e manipolatori senza scrupoli; la seconda, intenta a sfruttare la magia per consolidare il proprio potere.

Tra i tanti personaggi, Jinx spicca per profondità e complessità. La sua discesa nell’abisso della paranoia è rappresentata in modo sublime da scarabocchi colorati che emergono nella sua mente, dando vita a un’esplosione visiva che amplifica il suo dramma interiore. La stagione si chiude con un colpo di scena che lascia con il fiato sospeso e prepara il terreno per una guerra di proporzioni epiche.

La seconda stagione: tensioni, traumi e dilemmi morali

La seconda stagione riprende esattamente da dove eravamo rimasti, continuando a esplorare le tensioni tra Piltover e Zaun. Il rapporto tra Vi e Jinx rimane il fulcro emotivo della narrazione, con le due sorelle divise da ideali opposti e un dolore che non riescono a superare. Mentre Vi affronta dilemmi morali che minacciano di corrompere la sua anima, Jinx si perde sempre di più nella propria instabilità mentale, diventando una minaccia non solo per se stessa ma per l’intero mondo di Runeterra.

L’intreccio si arricchisce con sottotrame che coinvolgono personaggi come Caitlyn, Jayce e Viktor, ognuno con le proprie battaglie interiori e i propri obiettivi. La serie affronta temi complessi come il peso delle scelte morali, la lotta di classe e i traumi psicologici, senza mai perdere di vista l’azione spettacolare e i momenti di profonda introspezione. Nonostante un ritmo a tratti meno fluido rispetto alla prima stagione, il crescendo emotivo finale lascia un segno indelebile, con un sacrificio che chiude il cerchio narrativo in modo tragico e potente.

Netflix ha annunciato che la seconda stagione di Arcane, ambientata nel mondo di League of Legends, sarà l’ultima, una scelta che ha deluso molti fan. Tuttavia, la decisione non è attribuibile a Netflix, ma agli autori stessi, che hanno sempre pianificato di concludere la storia di Vi, Jinx e gli altri con un finale soddisfacente, evitando di prolungare inutilmente la trama. Nonostante la chiusura, i creatori rassicurano i fan: Arcane rappresenta solo l’inizio di nuove produzioni ispirate a League of Legends.

Un’animazione rivoluzionaria 

Se la trama di Arcane è di per sé un capolavoro, la sua animazione è un’esperienza che lascia senza fiato. Fortiche Production ha saputo creare un universo visivo senza precedenti, combinando CGI e tecniche pittoriche per dar vita a un’estetica vibrante e dinamica. Ogni scena è ricca di colori vividi, che sembrano tracciati dal pennello di un artista, trasformando ogni sequenza in un autentico capolavoro. I dettagli, come le imperfezioni della pelle, le ombreggiature, le tracce di sporco e sangue sui volti dei personaggi, contribuiscono a rendere l’esperienza visiva ancora più coinvolgente e realistica. Non è solo l’aspetto visivo a essere impeccabile: l’animazione è straordinariamente fluida e si colloca a pieno titolo tra i migliori lavori dell’industria. Anche il comparto sonoro è di altissimo livello, con una colonna sonora accuratamente selezionata che accompagna perfettamente le emozioni della serie. La sigla, impreziosita dal singolo Enemy degli Imagine Dragons, è un capolavoro a sé stante.Ogni fotogramma è curato nei minimi particolari, non solo per affascinare lo spettatore con la sua bellezza, ma anche per trasmettere emozioni profonde. L’uso del colore è particolarmente significativo: le tonalità calde e dorate di Piltover contrastano con i toni freddi e soffocanti di Zaun, riflettendo in modo magistrale il divario sociale e tematico che attraversa la serie.

Una colonna sonora che incanta

La colonna sonora è senza dubbio uno dei punti di forza di Arcane, capace di esaltare l’azione sullo schermo e aggiungere profondità emotiva alla narrazione. Canzoni come Enemy degli Imagine Dragons non solo restano in testa per quanto sono orecchiabili, ma si integrano perfettamente con le scene, amplificandone l’impatto emotivo. Riot Games ha davvero fatto centro, creando un’esperienza musicale unica per accompagnare la serie, coinvolgendo artisti di fama internazionale.

Per la prima stagione, uscita nel 2021, la colonna sonora è stata strutturata in tre fasi, seguendo il rilascio degli episodi, e ha raccolto 11 brani iconici. Tra questi, Enemy, in collaborazione con JID, ha conquistato milioni di ascolti in streaming, contribuendo al successo globale della serie. Ora, con l’arrivo della seconda stagione su Netflix a novembre 2024, c’è grande attesa anche per la nuova colonna sonora. Riot ha alzato ancora l’asticella, collaborando con artisti come Twenty One Pilots, Stray Kids, Ashnikko, Woodkid e tanti altri. Ogni brano è stato pensato per enfatizzare i momenti chiave della serie e riflettere temi centrali come il valore della famiglia, il senso epico e l’intensità emotiva. Il primo singolo, Paint The Town Blue di Ashnikko, ha già fatto il suo debutto insieme al trailer ufficiale, dando un assaggio di ciò che ci aspetta.

Grazie alla cura che Riot Games dedica alla produzione musicale, Arcane continua a dimostrarsi un ponte straordinario tra videogiochi, musica e intrattenimento globale. E se la prima stagione ha definito nuovi standard, la colonna sonora della seconda promette di portarci ancora più in alto, regalando ai fan un’esperienza avvolgente e ricca di emozioni.

Un’eredità indelebile

Arcane non è una semplice serie animata, ma un vero capolavoro che va oltre i confini del suo genere. È la prova di come una storia scritta magistralmente e un’animazione di altissima qualità possano competere senza problemi con le migliori produzioni live-action. Che siate appassionati di League of Legends o del tutto estranei al gioco, questa serie vi conquisterà e merita di essere guardata più volte.

Gli iconici personaggi di Arcane

È il momento perfetto per immergersi nel mondo di Arcane, la serie animata di Netflix che ha conquistato sia i fan storici di League of Legends che quelli che si sono avvicinati per la prima volta all’universo di Riot Games. Ambientata prima degli eventi del celebre videogioco, Arcane ci offre una visione più profonda delle origini dei suoi protagonisti, esplorando la loro giovinezza e rivelando i legami complessi che li uniscono. La serie riesce a mescolare abilmente elementi familiari con nuove sorprese, creando un’esperienza visivamente e narrativamente avvincente, che non delude sotto nessun punto di vista.

Al centro della storia ci sono i personaggi e le loro lotte interiori. Da Vi, la combattente ribelle, a Jinx, la ragazza caotica che simboleggia la follia, ogni protagonista vive una profonda evoluzione. Sebbene mantengano tratti riconoscibili per i fan del gioco, le versioni di Arcane si distaccano dalle loro controparti originali, arricchendo l’universo con sfumature emotive che vanno ben oltre le semplici macchiette.

Il rapporto fra Vi e Jinx è il cuore pulsante della serie, un amore fraterno spezzato dal caos e dalla perdita. Vi è una giovane donna che, dopo aver perso la sua famiglia adottiva, lotta per la sopravvivenza in un mondo violento. La sua redenzione, simbolica e personale, inizia quando viene liberata dalla prigione da Caitlyn Kiramman, ma il vero confronto con se stessa avviene solo quando si trova faccia a faccia con sua sorella Powder, ormai trasformata in Jinx. Quest’ultima, una volta insicura e desiderosa di accettazione, diventa un personaggio tragico, segnato dalla perdita e dal tradimento. La sua discesa nella follia la trasforma in una minaccia imprevedibile per Piltover, con la risata maniacale e il comportamento autodistruttivo che incarnano la sua spirale discendente. Jinx diventa così l’emblema del caos, portando la sua follia a livelli devastanti e mettendo in pericolo non solo Piltover, ma anche il legame con la sorella.

Il rapporto tra Vi e Jinx potrebbe arrivare a un epilogo devastante, con Vi costretta a prendere una decisione insostenibile: uccidere Jinx per proteggere la città, o sperare in una possibile redenzione. In uno scenario altrettanto tragico, potrebbe essere Jinx a sacrificarsi, in un raro momento di lucidità, per salvare Vi o per espiare i suoi peccati. La sua morte, però, non cancellerebbe mai il dolore causato, lasciando Vi intrappolata in un ciclo di rimpianti.

Accanto al dramma centrale, Arcane introduce altri personaggi che arricchiscono la trama e ne approfondiscono i temi. Ekko, il giovane di Zaun che inizialmente vede Vi come un modello, diventa una figura centrale nel conflitto, il cui rapporto con Vi si evolve da ammirazione a rivalità. Ekko è intelligente, determinato, ma anche segnato dal bisogno di crescere troppo in fretta in un mondo crudele.

Il personaggio di Silco, a cui è affidata la parte oscura della storia, incarna la brama di potere che attraversa tutta la serie. La sua morte, che sembra inevitabile, potrebbe giungere come il risultato del tradimento di un alleato o della destabilizzazione causata da Jinx. La sua fine, che potrebbe arrivare con un sorriso beffardo, rappresenterebbe la conclusione di una visione del mondo basata sul caos che Silco ha forgiato con le sue mani.

Tra gli altri protagonisti, Jayce, protagonista di Arcane, è un brillante scienziato di 31 anni, noto per il suo talento nell’Hextech, ma anche per il suo idealismo. Fin da giovane, ha dedicato la sua vita a studiare la magia per migliorarne l’uso scientifico a beneficio dell’umanità. Nonostante le difficoltà e le critiche, tra cui l’espulsione dall’accademia e le tensioni politiche, riesce a stabilizzare l’Hextech, guadagnandosi il sostegno del Consiglio e l’accesso alla creazione degli Hexgates. Tuttavia, l’uso delle sue scoperte per fini bellici, anziché per il bene comune, lo delude profondamente. Quando la situazione tra Piltover e Zaun peggiora, Jayce si trova costretto a prendere decisioni difficili, come il blocco del ponte tra le due città, che provoca disordini. Dopo un tragico incidente in cui uccide accidentalmente un ragazzino, Jayce si allea con Silco per permettere a Zaun di ottenere l’indipendenza, sfidando il Consiglio e rimanendo fedele ai suoi principi, anche a costo della sua popolarità.

Viktor, la sua spalla tormentata, potrebbe vedere la sua morte come il culmine della sua ambizione distruttiva. Un’altra possibilità per Viktor potrebbe essere quella di autoinfliggersi una fine, rendendosi conto che le sue azioni hanno portato alla rovina e che solo un sacrificio potrebbe evitare il disastro.

Caitlyn, proveniente da una famiglia benestante di Piltover, emerge come un simbolo di giustizia e speranza. La sua alleanza con Vi evolve in un legame profondo che sfida le barriere sociali e politiche. Tuttavia, in un mondo segnato dal conflitto, la sua morte potrebbe rappresentare il sacrificio finale per il bene degli innocenti, lasciando Vi più sola che mai, ma pronta a combattere per ciò che resta della sua umanità.

Anche personaggi come Sevika, alleata di Silco, e Heimerdinger, il saggio e conservatore yordle, contribuiscono a dare corpo alla narrazione. Sevika incarna la lealtà mista a un cinismo opportunistico, mentre Heimerdinger, pur rappresentando la voce della tradizione, si trova a fare i conti con l’evoluzione del mondo attorno a lui.

Mel Medarda, figura politica affermata, si svela come un personaggio complesso, oscillando tra la strategia politica e i legami più personali con Jayce. La sua lotta interiore tra il pragmatismo di Noxus e l’ideale di Piltover si riflette nel modo in cui cerca di costruire un futuro più stabile per la città.

Infine, Vander, il leader che ha abbandonato la violenza per proteggere la sua gente, rappresenta la lotta per mantenere la dignità in un mondo spietato. La sua morte segna il destino di Vi e Powder, spingendole verso i loro tragici percorsi.

Con Arcane, Riot Games ha creato non solo una serie che esplora il passato dei suoi personaggi, ma un dramma ricco di emozioni e riflessioni sul potere, la perdita e la redenzione, che trasforma completamente la percezione dell’universo di League of Legends.

L’Arte e i Retroscena di Arcane: Un viaggio imperdibile nel mondo di League of Legends

In attesa dell’uscita della seconda stagione di Arcane, prevista su Netflix per il 9, 16 e 23 novembre 2024, i fan della celebre serie animata basata sull’universo di League of Legends hanno un’altra entusiasmante novità da aspettare. Questo dicembre, Riot Games, Fortiche Productions, Melcher Media, Tora Edizioni e Insight Editions uniranno le forze per rilasciare un volume imperdibile: L’Arte e i Retroscena di Arcane, scritto da Elisabeth Vincentelli, autrice nota per il New York Times e per il suo lavoro su ABBA Treasures.

Questo libro non è una semplice celebrazione della serie animata, ma una vera e propria immersione nell’arte e nei processi creativi che hanno reso Arcane un capolavoro acclamato dalla critica e dal pubblico. La serie ha ottenuto il prestigioso Premio Emmy come Migliore Serie Animata, segnando una pietra miliare nell’animazione in streaming. Arcane non si limita a narrare una storia, ma combina magistralmente estetica, narrazione e un mondo profondamente caratterizzato, rendendo ogni episodio una gioia per gli occhi e una sfida emozionale per lo spettatore.

Dietro le Quinte di un Capolavoro Animato

Scritto con maestria da Vincentelli, il volume ci guida attraverso un viaggio dietro le quinte della creazione di Arcane, mostrando il duro lavoro e l’incredibile talento dei creatori. Le interviste esclusive con Christian Linke e Alex Yee, i co-creatori della serie, così come con i registi di Fortiche Productions, Pascal Charrue e Arnaud Delord, permettono di scoprire dettagli intimi e appassionati sul processo creativo. Oltre a questi, ci sono conversazioni con oltre venti artisti, animatori, sceneggiatori, game designer e musicisti che hanno contribuito alla creazione dell’universo di Arcane.

Tra i vari contenuti inediti, il libro offre immagini mai viste prima: schizzi che raccontano l’evoluzione dei personaggi, concept art mozzafiato dei panorami di Piltover e Zaun, e una miriade di dettagli su come questi luoghi non solo fungano da ambientazioni, ma diventino veri e propri protagonisti della narrazione.

Extra che Fanno Sognare i Fan

Per rendere il tutto ancora più interessante, L’Arte e i Retroscena di Arcane include anche una serie di contenuti fisici che rendono l’esperienza di lettura ancora più immersiva. I fan potranno trovare un poster esclusivo di Jinx, una mappa rimovibile di Piltover, e persino una Lettera di Vander, un elemento carico di emotività per chiunque abbia seguito la storia di Arcane. Ma non è tutto: un divertente stencil per colorare i capelli blu, ispirato al personaggio di Jinx, e un disegno dell’Hexcore, un oggetto che gioca un ruolo centrale nella trama, sono tra gli extra che rendono questo volume un vero e proprio oggetto da collezione.

Ogni dettaglio di questo libro sembra essere stato pensato per far sentire i fan ancora più vicini all’universo di Arcane, permettendo loro di entrare in contatto non solo visivamente, ma anche fisicamente con gli elementi che hanno reso questa serie un fenomeno mondiale.

Un’Edizione Curata nei Minimi Dettagli

Non solo i contenuti del libro sono un sogno per ogni appassionato, ma anche l’edizione fisica è curata in modo spettacolare. Il volume sarà racchiuso in una custodia in acetato trasparente, che una volta rimossa, rivelerà una copertina alternativa, aggiungendo un tocco di sorpresa e raffinatezza. Questo livello di cura riflette il medesimo impegno artistico che ha portato Arcane a eccellere non solo come serie animata, ma come opera d’arte a tutto tondo.

Preordini Disponibili: Un Must-Have per i Fan

L’edizione standard del libro è già disponibile per il preordine e si preannuncia come un regalo perfetto per chiunque abbia amato Arcane o sia un fan di League of Legends. Con una combinazione di interviste illuminanti, immagini mai viste prima e extra esclusivi, L’Arte e i Retroscena di Arcane promette di essere una delle pubblicazioni più ricercate dell’anno, un volume che ogni fan vorrebbe nella propria collezione.

Hextech: la magia che scintilla tra Piltover, Zaun e il nostro bisogno nerd di credere nell’impossibile

Hextech ha quel tipo di suono che ti resta addosso come una sigla anime ascoltata per caso alle tre di notte e poi mai più dimenticata. Non è soltanto una parola uscita dall’universo di League of Legends o un’etichetta elegante da appiccicare a una tecnologia fantasy con ingranaggi lucidi, cristalli misteriosi e lampi azzurri che sembrano pronti a esplodere fuori dallo schermo. Hextech è una promessa. Una di quelle promesse pericolose, bellissime, un po’ tossiche e irresistibili che la cultura nerd ama da sempre: prendere qualcosa che appartiene al regno del mito, della magia, dell’arcano, e costringerlo a funzionare dentro una macchina, dentro un’arma, dentro un guanto, dentro un sogno industriale troppo grande per non lasciare cicatrici.

La prima volta che ho percepito davvero il peso dell’Hextech non è stato leggendo una descrizione da lore, ma guardando Piltover brillare in Arcane come una città costruita da qualcuno che aveva giocato troppo a un gestionale steampunk con le mod grafiche installate e poi aveva deciso di fondare una civiltà intera sulla bellezza del progresso. Piltover è tutta superfici lucide, ponti sospesi, accademie, laboratori, ambizione confezionata in abiti eleganti e sguardi da “noi siamo il futuro”. Zaun, invece, respira sotto, sporca, fumosa, geniale in modo disperato, piena di gente che non può permettersi l’utopia ma impara a smontarla, ricucirla, hackerarla e farla sopravvivere tra tubi, veleni e luci al neon. In mezzo, l’Hextech pulsa come una frattura luminosa: non solo invenzione, non solo risorsa, non solo potere, ma la dimostrazione che ogni miracolo tecnologico ha sempre un prezzo, anche quando viene venduto come salvezza.

Nell’universo di Runeterra, l’Hextech nasce da una fusione quasi sacrilega tra magia e tecnologia, tra energia arcana e ingegno umano, tra rune, cristalli rari e quella testardaggine tipica dei personaggi che in un JRPG toccherebbero sicuramente il manufatto proibito nonostante l’avvertimento scritto in rosso sul muro. Il suo fascino sta proprio qui: permette anche a chi non possiede un dono magico naturale di manipolare forze che dovrebbero restare fuori portata. È democratizzazione del potere, almeno in apparenza. È il sogno di chi guarda un mago lanciare incantesimi e pensa “ok, ma se lo facessimo con una batteria, un circuito e abbastanza incoscienza?”. Da cosplayer, è impossibile non immaginare quanto sarebbe assurdo portare in fiera un prop Hextech davvero fatto bene, con luci fredde, cristallo centrale, dettagli metallici consumati, quella vibe da laboratorio di Piltover rubato a metà tra un set di Arcane e una boss fight di Final Fantasy. Però, dietro l’estetica da screenshot perfetto, c’è sempre qualcosa che gratta.

Perché l’Hextech non è mai innocente. League of Legends e Arcane ce lo ricordano senza bisogno di moralismi appiccicati sopra. Ogni cristallo, ogni dispositivo, ogni arma, ogni macchina capace di piegare l’energia arcana alla volontà di chi la impugna porta con sé una domanda che sembra uscita da una distopia cyberpunk travestita da fiaba steampunk: chi decide cosa è progresso? Piltover vede nell’Hextech la chiave per alzarsi ancora di più, per diventare faro, potenza, simbolo di ordine e meraviglia. Zaun la guarda da un’altra prospettiva, molto meno patinata e molto più reale, perché dove sopra si parla di innovazione, sotto si parla di sopravvivenza. La stessa tecnologia che in alto diventa prestigio, status e controllo, in basso può trasformarsi in esperimento rischioso, necessità quotidiana, rabbia meccanica. E questa cosa, da fan, fa male proprio perché suona troppo familiare.

La forza narrativa dell’Hextech sta nel modo in cui riesce a essere insieme estetica e ferita. La guardi e pensi subito a cristalli luminosi, guanti potenziati, portali, marchingegni meravigliosi, skin leggendarie e invenzioni da campione che entrano nella Landa degli Evocatori come se fossero nate per diventare icone. Poi però ti accorgi che l’Hextech racconta anche l’ossessione umana di controllare ciò che non capisce del tutto. È lo stesso impulso che nei manga sci-fi porta gli scienziati a costruire l’androide troppo perfetto, nei mecha anime a trasformare un trauma in corazza, nei videogiochi a darci un potere devastante e poi costringerci a guardarne le conseguenze. Hextech è il cristallo blu che brilla nella mano, sì, ma anche l’ombra di chi resta fuori dalla stanza in cui si decide il futuro.

Dentro League of Legends, la parola Hextech ha assunto mille forme, diventando parte del linguaggio quotidiano della community. Per molti evocatori significa anche Casse Hextech, chiavi, frammenti, skin sognate, loot che si apre con la stessa tensione mistica di un pacchetto di carte rare, sperando che il sistema decida di benedirti con qualcosa di meraviglioso invece dell’ennesimo contenuto da disincantare. Questa è la parte più pop, più da gamer notturna con snack sulla scrivania e client aperto mentre prometti a te stessa “ultima partita e poi dormo”, mentendo con la serenità di chi sa già che farà coda un’altra volta. L’Hextech, in quel contesto, è diventata quasi un rito digitale, una piccola liturgia da MOBA: apri, speri, reagisci, screenshot se va bene, disperazione teatrale se va male.

Poi arriva Hextech Mayhem e la parola prende una piega ancora più folle, perché affidare a Ziggs un gioco ritmico ambientato tra esplosioni, caos e Piltover è una di quelle idee che sembrano uscite da una riunione creativa finita con troppa caffeina e una playlist hyperpop in sottofondo. Lì l’Hextech non è filosofia del progresso, ma ritmo, detonazione, casino organizzato, una specie di musical anarchico dove ogni esplosione ha il timing di una combo perfetta. È il lato più giocoso e scemo, nel senso bellissimo del termine, di un immaginario che sa essere tragico ma anche irresistibilmente arcade. Perché Runeterra funziona proprio così: può farti piangere per una sorella perduta, per una città spezzata, per un destino scritto male, e due minuti dopo metterti davanti a un yordle dinamitardo che trasforma Piltover in una traccia da speedrun.

La cosa più potente, però, è che Hextech ha superato da tempo il perimetro del gioco. È diventata una parola che evoca immediatamente una certa idea di tecnologia magica, un’estetica riconoscibile, un immaginario dove il fantasy non profuma di pergamena antica ma di metallo caldo, laboratorio, energia instabile e rivoluzione industriale remixata da una visual direction da capogiro. Arcane ha fatto esplodere tutto questo fuori dalla nicchia, portando l’Hextech davanti anche a chi non aveva mai lanciato una Q in midlane o litigato con un jungler sparito nel momento peggiore. La serie ha trasformato il concetto in emozione visiva, in trauma familiare, in simbolo politico, in tragedia personale. Ha preso un elemento di lore e lo ha reso carne, luce, lacrima, conflitto. Una roba che da fan ti fa venire voglia di riguardare certe scene solo per studiare come la magia si riflette sui volti, come se ogni bagliore blu contenesse una promessa e una condanna.

Forse è per questo che l’Hextech continua ad affascinarci così tanto. Non perché sia semplicemente “cool”, anche se lo è in modo spudorato, quasi illegale per quanto funziona bene su poster, cosplay, fanart, tattoo e setup RGB. Ci prende perché parla del nostro rapporto con il potere e con la tecnologia in un’epoca in cui anche il mondo reale sembra correre dietro ai propri cristalli arcani, chiamandoli intelligenza artificiale, automazione, innovazione, disruption, futuro. Piltover e Zaun non sono soltanto città immaginarie: sono due modi di vivere il cambiamento. Da una parte chi lo celebra dalle terrazze alte, dall’altra chi ne paga le conseguenze nei vicoli bassi. L’Hextech è la scintilla tra questi due mondi, e proprio per questo non smette di sembrare attuale, anche mentre resta meravigliosamente fantasy.

Alla fine, ogni volta che sento parlare di Hextech, penso a quella sensazione strana che provo davanti alle storie migliori: la voglia di crederci e la paura che funzioni davvero. Vorrei impugnare un artefatto Hextech, certo, magari con un outfit da inventrice di Piltover e gli occhiali da laboratorio appoggiati sulla testa, pronta per un photoset che metà community salverebbe su Pinterest. Però vorrei anche sapere da dove viene quel cristallo, chi lo ha estratto, chi lo controlla, chi è rimasto escluso dalla meraviglia. Ed è lì che League of Legends e Arcane fanno centro, perché l’Hextech non è solo una tecnologia immaginaria: è una domanda accesa di blu, una di quelle che non si spengono quando chiudi il client o finisce l’episodio.

E voi da che parte la sentite questa magia meccanica? Piltover, con il suo sogno ordinato di progresso scintillante, o Zaun, con il suo genio sporco, ferito e impossibile da mettere a tacere? Parliamone nei commenti su CorriereNerd.it, perché l’Hextech sarà pure fatta di cristalli e rune, ma il vero reattore resta sempre la community quando inizia a discutere, teorizzare, shippare, smontare il lore e ricostruirlo pezzo per pezzo come un prop da cosplay la notte prima della fiera.

Arcane Exhibit “Tra Piltover e Zaun”

Da mercoledì 1 giugno 2022 alle 16 si svolgerà il tanto atteso taglio del nastro dell’edizione 2022 di Cartoons on The Bay, con l’inaugurazione, all’Aurum di Pescara, di una straordinaria mostra multimediale e immersiva dedicata alla serie animata Arcane dal titolo “Tra Piltover e Zaun”.

Arcane è la serie animata nata da una costola dell’universo di League of Legends il videogame MOBA (Multiplayer online battle arena) di indiscusso successo, creato più di 10 anni fa dalla Riot Games. Ambientata nel mondo di Runeterra, definisce da subito l’importante connessione con le sue origini ma sa parlare a tutti, sia ad un pubblico eterogeneo che ai gamer assidui di LoL.

“Il potere non è fatto per coloro che sono nati già forti ma per coloro che farebbero di tutto per raggiungerlo.” (Silco)

Nelle principali città di Piltover e Zaun si dipana la sua linea narrativa, pregna di tematiche importanti ed attuali come la lotta di classe e il desiderio di potere, lo scontro tra magia e tecnologia, o il prezzo che si è disposti a pagare in nome del progresso. Su questo sfondo si intrecciano le storie dei suoi personaggi, straordinariamente restituiti sia a livello grafico -dallo studio Fortiche che esce vincente dalla sfida complessa di adattare un videogame al mezzo televisivo- che dal punto di vista della scrittura. Ciò che non viene esplicitamente detto nel dialogo lo si intuisce dai disegni, dai volti, dalle espressioni dei protagonisti che, in alcuni momenti, sembrano quasi trasformare una serie animata in un live action per quanto appaiono “reali”. Ognuno di loro pensa e agisce sotto il peso delle proprie conflittualità, minuziosamente costruite tra luci e ombre ed è così che nelle complesse vicende, che ci coinvolgono da subito emotivamente, non esistono eroi o reietti, non esiste giusto o sbagliato, non esiste mai una linea di demarcazione netta tra il bene e il male, o meglio, è lasciata a noi, che guardiamo da fuori, la decisione di cosa lo sia; chi sostenere, chi idealizzare e con chi condurre la nostra personale battaglia.

L’animazione è una miscela perfetta tra computer grafica e 2D, con inserti disegnati a mano, come dei quadri di digital art, esplosioni di colore e grafiche stroboscopiche che ti colpiscono all’improvviso. Tutto è costruito con una precisione da orologio svizzero per coinvolgere a livello emozionale: la narrazione, le animazioni, le musiche, i disegni e i colori.

Si! Runeterra è un mondo totalmente inventato con tutte le caratteristiche canoniche del fantasy e dello steampunk eppure noi ci addentriamo nella sua geografia come se fosse la “nostra terra” così come quando le atmosfere maestose e solari di Piltover che contrastano con quelle cupe e asfittiche di Zaun, si mescolano mostrandoci ancora una volta che i confini non sono mai così netti e che luci e ombre, così come bene e male, sono presenti in ogni aspetto della vita, in ogni azione che compiamo ed in ogni relazione tra loro. Una doverosa premessa per spiegare la nostra scelta di dedicare ad Arcane, non una mostra statica, che avrebbe restituito solo la grande qualità tecnica delle sue immagini ma un percorso multimediale immersivo. Una Mostra esperienziale costruita con l’obbiettivo di affascinare un pubblico eterogeneo, invitandolo ad approfondire la conoscenza del mondo di Runeterra e dei suoi protagonisti, attraverso una messa in scena spettacolare che rivela alcuni dettagli delle città di Piltover e Zaun. Un viaggio onirico, un invito a lasciarsi trasportare dal flusso continuo di emozioni costruito per immagini e suoni, grazie anche alla forza espressiva di Jinx e Vi, le due protagoniste principali della serie di Arcane.

di Marina Polla de Luca

Gianluca Falletta, imagineer e creativo del filmato immersivo ha dichiarato:

“Sono davvero entusiasta di aver potuto creare, con il Team di Unità C1, questa splendida esperienza immersiva per il pubblico di Cartoons on The Bay e per tutti gli appassionati di Arcane e League of Legends. Grazie all’intuizione del Direttore Artistico del Festival Roberto Genovesi e ai preziosi consigli della Curatrice delle Mostre Marina Polla de Luca abbiamo avuto la possibilità di “mettere le mani” su un mostro sacro per trasformarlo in una vera e propria exhibit multimediale per gli ospiti. Un progetto difficile e appassionante, portato a termine grazie al costante supporto di Marco Gianniatiempo che ci ha messo in contatto con i creativi di Riot Games con cui abbiamo selezionato i momenti più iconici della serie di Netflix per trasporli in una dimensione fisica inedita che, letteralmente, abbraccerà i visitatori. Una visione digitale sulla città di Pitlover e nei bassifondi di Zaun appositamente ricreate e animate partendo dagli artwork originali, due ambienti diversi che si fondono metaforicamente dall’incontro delle due protagoniste Jinx e VI: un panorama tecnologico reso ancor più immersivo dall’incredibile colonna sonora originale creata da Leonardo Polla. Note che conducono gli ospiti nella follia di Jinx, creata sovrapponendo i “graffiti” del personaggio con le ambientazioni e gli artwork a lei dedicati. Un momento ansiogeno che preclude al gran finale: un esplosione cromatica che vuole essere un tributo ad Arcane, con le scene più belle “mixate a 360°” con i disegni originali di Riot Games: un contrasto emozionale che ha l’obiettivo di sovrascrivere tecnologicamente il concetto stesso di making of fondendolo con le immagini iconiche che tutti noi abbiamo amato!”

Il compositore Leonardo Polla ha aggiunto:

“…immersi nella dualità tra la pittoresca, utopica e progressiva città di piltover e la corrotta, tossica, infame(ma con un gran desiderio di rivalsa) città di zaun, la musica tenta di rappresentate al meglio gli ideali e i punti cardine della serie, cercando di mettere a nudo le realtà delle due facce della stessa moneta. La prima parte vuole appunto inquadrare queste due dimensioni a mo di cartina tornasole e portare il fruitore a riflettere su quanto i due punti nevralgici al centro di runeterta si siano influenzati vicendevolmente, creando una pentola a pressione pronta ad esplodere da un momento all’altro. La seconda parte si concentra più sull’inquadrare i protagonisti della serie, dando al fruitore il punto di vista di jinx, che da innocente bambina che ascolta il suo carillon, dopo un litigio con la sorella Vi, viene inghiottita dalla corruzione di zaun, per finire nelle mani del caos orchestrato alla perfezione dal genio malato di Silco…che come ben sappiamo, finirà per essere la sua stessa rovina”.

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