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Il genere Fantasy: caratteristiche e icone

Il fantasy è un genere letterario che da secoli incanta lettori di ogni parte del mondo, trasportandoli in mondi fantastici dove la magia, gli eroi e le avventure senza tempo sono protagonisti indiscussi. Sebbene molti associno il fantasy al XX secolo, le sue radici affondano in epoche ben più remote, nel folclore e nei racconti popolari tramandati oralmente. Questi racconti, spesso ispirati a eventi reali che venivano mitizzati, hanno gettato le fondamenta del soprannaturale e del fantastico che oggi riconosciamo come cuore pulsante del fantasy moderno.

La vera consacrazione del fantasy come genere letterario, tuttavia, si deve a George MacDonald, che ha scritto storie esplicitamente fantastiche, pioniere in un terreno ancora poco esplorato. Ma è con J.R.R. Tolkien e la sua straordinaria saga de Il Signore degli Anelli che il fantasy ha raggiunto il suo apice. Tolkien ha creato un mondo mitologico che ha definito uno standard completamente nuovo, slegato dalla storia umana, e ha ispirato generazioni di scrittori e lettori. Da allora, il fantasy ha continuato a evolversi, dando vita a un multiverso di sottogeneri che esplorano tematiche e ambientazioni sempre diverse, ma tutte unificate dal desiderio di far viaggiare la mente attraverso terre straordinarie e imponenti battaglie tra il bene e il male.

La Struttura del Fantasy: Tra Eroi e Mondi Straordinari

Uno degli aspetti che rende il fantasy così affascinante è la sua struttura narrativa. Sebbene ogni storia abbia le proprie peculiarità, esistono elementi fondamentali che legano tra loro le principali opere del genere. Tutto inizia con la creazione di un mondo fantastico, che è sempre ben definito, ricco di dettagli e leggi proprie, dalla geografia alla magia. Questo mondo, spesso parallelo al nostro, si anima con le avventure degli eroi che lo popolano, figure destinate a compiere viaggi epici che sono sia fisici che interiori. Il loro cammino è pieno di sfide che li costringono a crescere, a fare i conti con le proprie paure e, in molti casi, a superare ostacoli che simboleggiano prove morali e psicologiche.

A fianco del protagonista, ci sono sempre gli alleati: personaggi secondari che contribuiscono a rendere la trama più profonda, sia con il loro supporto pratico nelle battaglie, sia con il loro aiuto emotivo. Il culmine della storia arriva con lo scontro finale, un momento di grande tensione in cui si decide non solo il destino dell’eroe, ma anche quello dell’intero mondo fantastico. E, una volta che l’obiettivo è raggiunto, l’eroe è trasformato, in molti casi, in un simbolo di cambiamento personale, ma anche collettivo.

I Sottogeneri del Fantasy: Un Mondo di Possibilità Infinite

Il termine “fantasy” racchiude un universo ricco di sottogeneri, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. C’è davvero qualcosa per tutti i gusti, che si tratti di avventure epiche, racconti oscuri o magie intrecciate alla storia.

High Fantasy è forse il sottogenere più conosciuto, quello che ci porta in mondi completamente immaginari, distaccati dalla realtà. Le leggi fisiche, sociali e magiche sono create da zero, come nel caso di Il Signore degli Anelli di Tolkien o Il Trono di Spade di George R.R. Martin, dove la lotta tra il bene e il male è il motore della trama. Le battaglie epiche, la magia che permea ogni aspetto del mondo e il destino degli eroi sono i tratti distintivi di questa corrente.

Al contrario, il Low Fantasy si distingue per l’approccio più sobrio e radicato nella realtà. Qui la magia è rara, discreta e spesso temuta, come in La Bussola d’Oro di Philip Pullman, dove il fantastico emerge lentamente in un contesto realistico. I protagonisti non sono supereroi, ma persone comuni, a volte moralmente complesse, impegnate in lotte più personali che universali.

Per gli amanti del brivido, il Dark Fantasy è la scelta ideale. In opere come Le Cronache dei Vampiri di Anne Rice o Berserk di Kentaro Miura, la magia e l’orrore si fondono, creando atmosfere cupe e inquietanti. Qui i confini tra il bene e il male sono sfumati e gli anti-eroi devono affrontare minacce soprannaturali, creature mostruose e dilemmi morali che mettono alla prova la loro umanità.

Il Sword and Sorcery è il regno delle avventure adrenaliniche, dove eroi carismatici come Conan il Barbaro si destreggiano tra battaglie violente, magia selvaggia e ambientazioni selvagge. Opere come la saga di Fafhrd e il Gray Mouser di Fritz Leiber trasportano il lettore in un turbine di azione e magia, dove la vittoria dipende più dalle capacità individuali che dalla lotta per il bene dell’intero mondo.

L’Urban Fantasy porta il fantastico nel mondo moderno, fondendo la magia con la quotidianità urbana. Neverwhere di Neil Gaiman è l’esempio perfetto di un mondo sotterraneo magico, che coesiste accanto al nostro, mentre la serie di Harry Dresden di Jim Butcher esplora un Chicago abitata da creature soprannaturali, dove la magia è sempre dietro l’angolo.

Il Fantasy Storico unisce eventi storici e elementi soprannaturali, come in Jonathan Strange & Mr Norrell di Susanna Clarke e La saga di Temeraire di Naomi Novik, dove la magia arricchisce il passato con un tocco fantastico. Il Portal Fantasy, come Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis, trasporta i protagonisti in mondi fantastici attraverso portali, simbolizzando trasformazioni personali e esplorazioni. Il Grimdark Fantasy, con opere come La Prima Legge di Joe Abercrombie, presenta mondi spietati e moralmente ambigui, in cui i protagonisti sono anti-eroi in lotta per la sopravvivenza in un universo brutale e privo di speranza.

Un Viaggio Senza Fine nel Mondo del Fantasy

Il fantasy è un genere che ha saputo catturare l’immaginazione di milioni di lettori in tutto il mondo, creando mondi così ricchi e complessi che ogni volta che ci si immerge in una nuova storia, si ha la sensazione di scoprire qualcosa di straordinario. Che si tratti di epiche battaglie, di misteri da svelare o di universi oscuri e inquietanti, il fantasy ha sempre qualcosa da offrire a chi è disposto a lasciarsi trasportare oltre i confini della realtà. E tu, quale mondo fantastico esplorerai oggi?

Per Valerio Evangelisti, un rivoluzionario giusto

Riportiamo con amore e rispetto le parole di Dmitrij Palagi (Sinistra progetto comune) sulla scomparsa del grande autore fantasy Valerio Evangelisti, esposte in una comunicazione in aula del Comunce di Fire durante la seduta del 19 aprile 2022.

 

“Questa comunicazione è per me difficile. Perché in chi crede nel sole dell’avvenire l’umano e il politico stanno insieme, nello sforzo di cercare di essere giuste e giusti. Valerio Evangelisti è stato per me un riferimento costante, in tante scelte di vita.

Un Magister, capace di educare senza imposizione, con quell’autorità che non sta nei titoli e nelle cattedre, ma nel riuscire a dare il proprio contributo ogni volta che è necessario. Si è generosi non quando si dona, ma quando si risponde a una condizione di bisogno, insegnava Tommaso D’Aquino.

Nelle sue parole, pubbliche e private, viveva una tensione di impegno rivolto a chi rimane fuori dal visibile, a un’emarginazione sociale che muta nel tempo, ma costantemente subisce repressione, criminalizzazione e meccanismi di espulsione.

Scrivendo di fantascienza ha saputo esprimere il senso della chiesa come comunità in cui ci si sforza di prendersi cura della collettività, ritrovandosi nei meandri delle contraddizioni che nascono attraverso la gestione del potere. Un problema vissuto da chi ha poi scelto di combattere per il socialismo, cadendo anche per mano di repressioni interne ai movimenti comunisti.

Parlando della storia italiana e del movimento operaio internazionale, così come del fenomeno della pirateria, ha descritto alcune caratteristiche delle nostre società, del tipo di capitalismo in cui siamo finiti a vivere e di quello in cui rischiamo di finire.

Ha aperto porte di immaginario che restano da varcare per chiunque voglia avvicinarsi alle sue opere, indicano la possibilità di seguire strade non battute.

Valerio Evangelisti credeva in un tempo a spirale, dove centrali sono non gli interventi divini o extraumani, ma i meccanismi materiali di causa-effetto. Per ogni azione c’è una conseguenza che riecheggia nei tempi a venire, permettendo di ritrovarle, quelle azioni, anche se magari in modo inconsapevole o parziale.

Insegnava il senso di agire nella storia, con la necessità di scegliere un campo di classe, qualsiasi sia il costo da pagare: dalla parte di chi è espulso o schiacciato dal potere.

Senza scorciatoie. In una delle conversazioni che ho avuto la fortuna di avere, mi disse che «le eresie danno soddisfazione a chi le professa, ma della società non cambiano una virgola». Per questo di fronte all’io, bisogna sempre essere capaci di porre il noi. Di capire come si aiuta la dimensione collettiva. Di sapere che solo nell’organizzazione comune si possono trovare gli strumenti per difendere la propria dignità.

Da Valerio Evangelisti ho imparato l’amore per la filosofia e la storia, ma soprattutto l’importanza di servire la collettività, per ragioni materiali, non religiose. Rintracciando le lotte di chi ci ha preceduto e guardando sempre al futuro, sapendo che niente si ripete, ma tutto si tiene.

Valerio Evangelisti ha anche costruito una bellissima comunità intorno a sé. Uno spazio aperto a chiunque volesse discutere e parlare, rispettando una rigorosa politica di quoting nella mailing list, nata nel secolo scorso, amando il brindare e il cantare nei momenti di ritrovo collettivo che si tengono dal 2000.

Per chi non ha potuto incontrarlo è difficile forse da capire, ma anche con la sua vita, non solo con i suoi libri, il Magister è riuscito a costruire un pezzo di futura umanità, di mondo migliore.

Sempre nel 2017 rispose così a una domanda (non si sottraeva mai alle richieste di interviste e colloqui).

«Secondo me, anche se ha tanti aspetti sgradevoli, la politica resta necessaria. Io posso rifiutare totalmente le istituzioni, mettermici contro, ma se faccio così cambierò magari me stesso, ma ben difficilmente cambierò il contesto sociale».

Valerio Evangelisti non ha mai voluto un ruolo istituzionale. Si è offerto solo per candidature di servizio, invitando a votare altre persone delle liste in cui si metteva a disposizione. Senza di lui credo che in tante e tanti avremmo fatto scelte di vita diverse.

Qui oggi vorrei omaggiare un rivoluzionario vero, capace di farci immaginare un mondo migliore, con la certezza che le conseguenze della sua vita, dei suoi libri, sapranno far parte della nostra storia, perché è un impegno comune.

Noi saremo tutto”.

Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune Firenze

La trilogia de “Il sole dell’avvenire” di Valerio Evangelisti

L’obiettivo della trilogia “Il sole dell’avvenire”, progettata e realizzata da Valerio Evangelisti, è di raccontare la storia d’Italia dal 1875 al 1950 circa attraverso la storia personale di tre famiglie di braccianti e mezzadri romagnoli dai destini intrecciati, i Verardi, i Minguzzi e gli Zambelli, a partire dal capostipite Attilio Verardi, ex garibaldino. Più di millecinquecento pagine complessive scritte in uno stile scorrevole e avvincente. Un grande affresco storico, che ha il respiro dei classici dell’Ottocento, capace di appassionare il lettore e al tempo stesso di farlo pensare.

Vivere lavorando o morire combattendo (2013).

Nel primo volume della trilogia, ambientato come gli altri due in Emilia Romagna, lo sfondo storico verte sulla crisi agraria, la formazione del bracciantato di massa, i contrasti tra mazziniani, anarchici e socialisti, la nascita delle cooperative, le bonifiche, l’ingresso dei socialisti in parlamento e nei comuni, le prime leghe di resistenza. Evangelisti si dedica a questo progetto di affresco storico e sociale attraverso un grande lavoro di documentazione svolto su fonti d’epoca. Ma, al tempo stesso, Evangelisti mantiene la sua cifra più vera e dà vita a un’opera lontana da tutti i romanzi e i film di ambientazione rurale. L’obiettivo non è magnificare la “civiltà contadina”, ma raccontarla nella sua complessità: la storia dei protagonisti, mai esenti da contraddizioni, e la storia del Paese e del movimento operaio, in tutte le sue luci ma anche in tutte le sue ombre.

Chi ha del ferro ha del pane (2014).

Nel secondo, autonomo volume de “II Sole dell’Avvenire”, Evangelisti continua a seguire le vicende di alcune famiglie romagnole attraverso i grandi cambiamenti che investono l’Italia intera, in un arco temporale che va dal 1900 al 1925, dall’affermarsi del movimento operaio, cooperativo e socialista ai grandi scioperi generali, dalle imprese coloniali alla prima guerra mondiale e al “biennio rosso”, fino all’affermarsi della dittatura fascista. Come nel primo volume, testimoni di un periodo storico così drammatico sono personaggi inseriti in processi di cui intuiscono appena la portata. Eleuteria, fragile e incapace di ribellarsi alle avversità; Reglio, giovane ribelle involontario, che cerca di sottrarsi al servizio militare e alle compagnie di disciplina; Narda, che col suo spontaneo eroismo riscatterà l’onore di una famiglia che sembrava per sempre macchiata dalla vigliaccheria. Ciò è narrato attraverso piccoli episodi, ora tragici ora umoristici, che vedono in scena personaggi picareschi, litigiosi o astuti. Impegnati a cercare di sopravvivere in un mondo sempre più difficile, a contatto con le grandi figure del loro tempo. Ma sullo sfondo, o forse in primo piano, è il passaggio epocale dal mondo rurale all’agricoltura di tipo industriale, nonché l’opera lenta e paziente di edificazione di una società capace di volgere il cambiamento a favore dei più umili e sfruttati. Operazione fallita: il Sole dell’Avvenire sarà spento sul nascere. Ma non per sempre.

Nella notte ci guidano le stelle (2016).

Nel tormentato periodo che va dagli anni Venti alle soglie degli anni Cinquanta, il fascismo si afferma ed esplode, dissolvendo, tra l’altro, la compattezza dei nuclei familiari. Spartaco, “Tito”, Verardi diviene squadrista e architetto della distruzione delle conquiste del movimento operaio. Destino Minguzzi è assorbito, quasi suo malgrado, dal mondo dei clandestini e degli esuli antifascisti, e dalle sue lacerazioni a volte drammatiche. Soviettina, “Tina”, Merighi si trova a partecipare alla guerra di liberazione nella più anticonformista e “romagnola” delle formazioni partigiane. Nessuno di costoro “fa la storia”, ma tutti, a loro modo, vi partecipano. Non senza chiedersi, alla nascita di una nuova Italia, se la realtà corrisponda davvero ai loro auspici. Su questo interrogativo si chiude una grande saga popolare, un’opera unica nel panorama letterario italiano.

Valerio Evangelisti si è laureato in Scienze politiche e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990. Dopo avere pubblicato vari saggi di storia, tra i quali vanno citati soprattutto Storia del Partito Socialista Rivoluzionario (1881-1893) (1981) con Emanuela Zucchini, e Gli sbirri alla lanterna. La plebe giacobina bolognese (1792-1797) (1991), si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il premio Urania. Il ciclo di Eymerich è proseguito per Mondadori con Le catene di Eymerich (1995), Il corpo e il sangue di Eymerich (1996), Il mistero dell’inquisitore Eymerich (1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l’inferno (1998), Il castello di Eymerich (2001), Mater Terribilis (2002), La furia di Eymerich (fumetto illustrato da Francesco Mattioli, 2003), La luce di Orione (2007) e Rex Tremendae Maiestatis (2010). Tra le sue altre opere ricordiamo Magus. Il romanzo di Nostradamus (1999), Il collare di fuoco (2005), Il collare spezzato (2006), Controinsurrezioni (2008, con Antonio Moresco), Tortuga (2008), Veracruz (2009), Cartagena (2012) e l’imponente Il sole dell’avvenire, trilogia sulla storia del socialismo in Emilia Romagna (2013-2016), tutte edite Mondadori. Per Einaudi ha scritto Metallo urlante (1998) e Black Flag (2002). Per Giunti ha pubblicato Day Hospital (2012), cronaca della battaglia vittoriosa dell’autore contro una malattia letale. È tradotto in diciassette lingue, in tre continenti.

Il diario perduto di Indiana Jones

Un volume che riproduce il taccuino del dottor Henry “Indiana” Jones Junior, figura dal doppio ruolo: preciso e impeccabile professore universitario e uomo d’azione vestito di giacca di pelle e cappellaccio in testa, con la barba incolta e una frusta come arma, sempre pronto a vagare per il mondo alla ricerca di antichi reperti e civiltà perdute. Giocando con la verità e la finzione, nel libro viene affermato che il Servizio di Sicurezza della Federazione Russa è finalmente in grado di divulgare uno dei suoi più preziosi documenti riservati: il diario di “Indiana”, che si riteneva “perduto”, ma che è stato conservato per anni negli archivi del KGB. In base alle annotazioni del giovane Jones sui suoi incontri con personaggi famosi quali Lawrence d’Arabia e Theodore Roosevelt, fino alle sue imprese in età adulta con i membri del culto Thuggee, i nazisti e il Regno del Teschio di Cristallo, questo diario copre quasi 50 anni di vita, dal 1908 al 1957.

Vi segnaliamo un articolo splendido realizzato dallo scrittore Valerio Evangelisti, che ricordiamo per la saga dell’inquisitore Eymerich, che partendo da questo oggetto affronta un’analisi accurata dell’archeologo più famoso del mondo: http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/indiana-jones/indiana-jones/indiana-jones.html

Magus – Il romanzo di Nostradamus di Valerio Evangelisti

Michel de Nostredame nasce in una piccola cittadina provenzale nel 1503. A Montpellier intraprende gli studi di medicina, ma sarà l’astrologia l’arte che accenderà il suo spirito e il suo intelletto. La fame di sapere lo accompagnerà nei suoi viaggi attraverso l’Europa, dalla Venezia licenziosa dei dogi alla splendida corte del re di Francia. Perseguitato da una donna malvagia e assetata di vendetta, Nostradamus troverà presso Caterina de’ Medici onori e fama, ma non la pace. Dovrà affrontare nemici numerosi e potenti, mentre nella sua mente prende forma il crogiuolo profetico delle centurie, le misteriose quartine sul tempo a venire…

Valerio Evangelisti, il creatore della saga dell’inquisitore Eymerich, interroga con la sua straordinaria vena romanzesca il personaggio indecifrabile di Nostradamus. E scrive una storia potente e tenebrosa, accesa dai colori vibranti delle grandi narrazioni storiche.

Valerio Evangelisti si è laureato in Scienze politiche e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990. Dopo avere pubblicato vari saggi di storia, tra i quali vanno citati soprattutto Storia del Partito Socialista Rivoluzionario (1881-1893) (1981) con Emanuela Zucchini, e Gli sbirri alla lanterna. La plebe giacobina bolognese (1792-1797) (1991), si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il premio Urania. Il ciclo di Eymerich è proseguito per Mondadori con Le catene di Eymerich (1995), Il corpo e il sangue di Eymerich (1996), Il mistero dell’inquisitore Eymerich (1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l’inferno (1998), Il castello di Eymerich (2001), Mater Terribilis (2002), La furia di Eymerich (fumetto illustrato da Francesco Mattioli, 2003), La luce di Orione (2007) e Rex Tremendae Maiestatis (2010). Tra le sue altre opere ricordiamo Magus. Il romanzo di Nostradamus (1999), Il collare di fuoco (2005), Il collare spezzato (2006), Controinsurrezioni (2008, con Antonio Moresco), Tortuga (2008), Veracruz (2009), Cartagena (2012) e l’imponente Il sole dell’avvenire, trilogia sulla storia del socialismo in Emilia Romagna (2013-2016), tutte edite Mondadori. Per Einaudi ha scritto Metallo urlante (1998) e Black Flag (2002). Per Giunti ha pubblicato Day Hospital (2012), cronaca della battaglia vittoriosa dell’autore contro una malattia letale. È tradotto in diciassette lingue, in tre continenti.

Veracruz di Valerio Evangelisti

“Veracruz”, il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti, ha finalmente una data di uscita precisa: il 27 ottobre 2009. Il libro è legato alle vicende narrate nel precedente romanzo “Tortuga” e all’immaginario dei pirati. Per ora si sa che al suo interno ci saranno due cartine con i relativi nomi di fine ‘600: una del mar dei Caraibi e della costa atlantica del Messico, l’altra di Hispaniola (oggi Haiti) e Giamaica, con indicata l’isola di Tortuga e le altre isole citate nei due romanzi e che la lunghezza del lavoro sarà di 350 pagine. “Siamo nel 1683, due anni prima degli eventi narrati nel romanzo Tortuga.
 

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Risultati e nuova antologia, “Fuga da Mondi Incantati”

Sono ufficiali i risultati del XIV Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, stabiliti dalla giuria del concorso, formata da scrittori, giornalisti, autori di giochi e professori universitari (fra gli altri, Donato Altomare, Andrea Angiolino, Carlo Maria Bajetta, Mariangela Cerrino, Luca Di Fulvio, Valerio Evangelisti, Renato Genovese, Luca Giuliano, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Mongai, Massimo Pietroselli, Beniamino Sidoti e Sergio Valzania). All’edizione 2008 hanno partecipato più di 170 racconti, opera di oltre 150 autori, residenti in Italia, Australia, Belgio, Germania e Stati Uniti. Questa la classifica:

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Trofeo RiLL: finalisti 2008 e… un sito tutto nuovo

Sono stati scelti i dieci finalisti del XIV Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, selezionati fra i 173 testi pervenuti (da Italia, Australia, Belgio, Germania e Stati Uniti). La parola passa ora alla giuria del concorso, formata da scrittori, giornalisti e autori di giochi. Fra gli altri, Donato Altomare, Andrea Angiolino, Mariangela Cerrino, Luca Di Fulvio, Valerio Evangelisti, Renato Genovese, Luca Giuliano, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Mongai, Massimo Pietroselli, Ben Sidoti e Sergio Valzania. I risultati del concorso saranno resi noti a ottobre.

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