Alien: la cronologia definitiva dell’universo xenomorfo (1979–2025). Un viaggio nerd attraverso mito, paura e rivoluzione culturale

Ci sono storie che non si limitano a vivere sullo schermo. Storie che ti inseguono, si insinuano silenziose come una creatura nell’ombra di un condotto, e ti costringono a guardare l’ignoto negli occhi. Alien è una di quelle storie. È una saga che, dal 1979 al 2025, ha attraversato decenni di cinema, fumetti, romanzi, videogiochi e lore espansa, trasformandosi in un ecosistema culturale tanto ricco quanto terrificante. È la perfetta incarnazione di ciò che amiamo raccontare su CorriereNerd.it: mondi che non solo intrattengono, ma che diventano leggende.

Esplorare la timeline dell’universo di Alien significa attraversare epoche, rivoluzioni tecnologiche e mutazioni narrative, ma anche immergersi in un viaggio che parla di creazione, evoluzione, ribellione, colonialismo spaziale e soprattutto paura. Una paura viscerale, primordiale, quasi biologica. Quella che H.R. Giger ha scolpito nel DNA degli Xenomorfi, trasformandoli in simboli del terrore puro.

Oggi questa cronologia si è ampliata ancora, accogliendo nuove storie, nuovi ibridi narrativi e nuovi incubi grazie a Alien: Romulus, Alien: Earth e Predator: Badlands, che hanno ridisegnato e, in alcuni casi, messo in discussione la mappa stessa di questo universo.

E allora prepariamoci a un viaggio che parte nel 1979 ma arriva fino alle porte del 2025, tra rotte stellari, arche aliene, corporazioni senza scrupoli e creature che non smettono mai di evolversi.


Ripley: l’eroina che ha ridefinito la fantascienza

Ogni timeline ha una costellazione. La saga di Alien ne ha una sola, gigantesca: Ellen Louise Ripley, interpretata da una Sigourney Weaver che ha riscritto il concetto di “final girl”, trasformandolo in icona di resistenza, coraggio e determinazione. Ripley è il cuore pulsante dell’intero franchise, un punto fermo in una galassia in cui tutto muta, si deteriora, implode. È la lente attraverso cui l’umanità osserva lo Xenomorfo, non solo come minaccia biologica, ma come incarnazione delle sue paure più intime.

La sua storia attraversa quattro capitoli cinematografici, ognuno diverso, ognuno specchio del proprio tempo e delle ossessioni dei propri autori. È una sopravvissuta, ma anche un simbolo di ribellione contro l’onnipotente Weyland-Yutani, la corporazione che ha reso gli Xenomorfi non solo un incubo cosmico, ma un asset aziendale.

Ripley non combatte solo alieni: combatte sistemi di potere, visioni distorte dell’etica, gerarchie che considerano la vita sacrificabile. È un’icona femminile che ha segnato il cinema e continua a risuonare ancora oggi nelle nuove narrazioni del franchise.


Xenomorfi: i figli del terrore biomeccanico

Ogni analisi dell’universo di Alien deve fermarsi davanti al suo simbolo più potente: lo Xenomorfo. Una creatura in continua mutazione, un predatore perfetto, un organismo che trascende la biologia come la intendiamo. La sua natura è la chiave di lettura dell’intero franchise. Non è un semplice mostro: è un processo. Una forma di vita che nasce, cambia, si adatta, distrugge.

Relitti, uova, facehugger, chestburster, regine, ibridi: ogni fase della loro esistenza è un rituale di terrore e trasformazione. È un incubo che cresce, che evolve, che parla senza parlare. Creature che non provano pietà, che non comunicano, che non negoziano. Sono la paura pura, liquida, che scorre come acido, che corrode metallo e certezze.

Giger li concepisce come un incrocio innaturale tra meccanica e carne, con la loro sensualità disturbante e le geometrie del loro corpo che ricordano più un incubo biomeccanico che un organismo vivente. Guardarli significa affrontare ciò che non vogliamo vedere dentro di noi.


Prometheus e Covenant: l’origine di tutto, il dubbio perfetto

L’universo di Alien cambia forma quando Ridley Scott decide di tornare alla radice della sua creatura, risalendo alla domanda che ha ossessionato il franchise fin dal primo film: da dove viene il male?

Prometheus e Alien: Covenant sono due capitoli divisivi, discutibili, visionari. Amati e odiati. Ma fondamentali. Introducono gli Ingegneri, la razza misteriosa che ha seminato la vita e forse progettato gli Xenomorfi. Sono film che mischiano mitologia, bioetica e filosofia della creazione, trasformando il franchise in una riflessione sulla natura del creatore e della creatura.

E al centro di tutto c’è David, l’androide che si sente artista, profeta, regista, dio. Una figura che porta il franchise in territori inaspettati, dove l’orrore non è più solo biologico, ma concettuale.


Weyland-Yutani: il volto distopico del capitalismo spaziale

Se gli Xenomorfi rappresentano la paura primordiale, la Weyland-Yutani incarna la paura moderna. È il capitalismo che divora etica e morale, una multinazionale che considera ogni forma di vita una risorsa da sfruttare. È l’antagonista invisibile ma onnipresente di tutta la saga. È il male sistemico, quello che non puoi trafiggere con un lanciafiamme.

Alien non è solo un franchise di mostri: è una critica feroce al colonialismo, allo sfruttamento, alle corporazioni che trasformano gli individui in numeri. È una distopia che non è mai sembrata lontana quanto sarebbe opportuno sperare.


Alien Romulus, Predator: Badlands e il nuovo caos della timeline

Negli ultimi anni, l’universo di Alien ha subito una nuova espansione. L’arrivo di Alien: Romulus e Predator: Badlands ha mescolato le cronologie, interrotto certezze, aperto nuovi spazi temporali e creato quella che molti fan chiamano ormai “la timeline frattale”.

Romulus, con la sua estetica claustrofobica, ha riportato il franchise alle origini, riaccendendo l’atmosfera del 1979. Badlands, invece, ha spinto lo sguardo nel futuro remoto, sfiorando le conseguenze della fusione tra lore predatoriana e mitologia xenomorfa.

Due opere diversissime che, però, dimostrano una cosa: l’universo di Alien è vivo, in mutazione, come le sue creature.


Alien Earth: quando la timeline diventa un multiverso

Alien Earth complica tutto ancora di più, introducendo una realtà alternativa, una timeline parallela dove la corporazione Prodigy, i sintetici e gli ibridi ridefiniscono completamente le logiche evolutive degli Xenomorfi.

Non contraddice l’universo principale: lo affianca. Come un multiverso organico, pronto a espandere l’immaginario del franchise.

È Alien che incontra il cyberpunk, la sociopolitica, la bioingegneria estrema. Ed è affascinante.


L’eredità culturale: perché Alien ci ossessiona da quasi mezzo secolo

C’è un motivo se Alien è ancora vivo, ancora discusso, ancora temuto. Non è solo un film, non è solo un franchise. È un linguaggio.

La creatura di Giger ha rivoluzionato il modo in cui il cinema rappresenta la paura. Ripley ha cambiato per sempre la rappresentazione dell’eroina. La Weyland-Yutani ci ha costretti a riflettere sui mostri che creiamo, non su quelli che temiamo.

Alien parla di noi. Della fragilità della specie umana davanti all’ignoto. Della nostra incapacità di controllare ciò che vogliamo sfruttare. Dell’infinito che ci osserva, silenzioso, pronto a ricordarci che non siamo soli. E che, forse, non siamo neanche i benvenuti.


Il futuro: dove ci porterà la prossima evoluzione dello Xenomorfo?

Con nuovi film, nuove serie, nuove graphic novel e nuovi giochi in sviluppo, l’universo di Alien è più attivo che mai. È un ecosistema narrativo in continua trasformazione, dove ogni autore aggiunge un pezzo di lore, un tassello, un’ombra in più da esplorare.

E la domanda che ogni fan si fa è sempre la stessa: cosa diventerà lo Xenomorfo?

La risposta, come sempre, ci attende nel buio.


E ora tocca a voi, nerd della galassia

Qual è la vostra linea temporale preferita? Considerate canonica la storyline di Alien Earth? Vi convince l’integrazione con Predator?
E soprattutto… secondo voi David tornerà?

CorriereNerd.it vive grazie alla community: raccontateci la vostra visione nei commenti, condividete la vostra timeline, discutiamo insieme come veri esploratori del cosmo nerd.

Gli Xenomorfi non dormono. Noi nemmeno.

Alien: Romulus – La recensione: il ritorno dello Xenomorfo tra citazioni, gore e nostalgia spaziale

C’è qualcosa di ancestrale e irresistibile nella paura che suscita lo Xenomorfo. Una creatura perfetta, letale, che ancora oggi, a oltre quarant’anni dal suo esordio, riesce a farci rabbrividire. Ma è davvero così anche in Alien: Romulus, il nuovo capitolo della saga prodotto da Disney e diretto da Fede Álvarez? O siamo di fronte all’ennesima operazione nostalgica che fruga tra i resti gloriosi del passato? Mettetevi comodi, accendete la vostra lampada da scrivania in perfetto stile Nostromo e preparatevi a esplorare insieme a me questo controverso ritorno nell’universo di Alien.

Quando Disney ha acquisito la 20th Century Fox e con essa il franchise di Alien, in molti si sono chiesti quale sarebbe stato il futuro di una saga così cupa e adulta sotto l’egida della casa di Topolino. La risposta è arrivata con Alien: Romulus, un film che si colloca narrativamente tra il capolavoro di Ridley Scott del 1979 e l’epico Aliens di James Cameron. La mossa è furba e strategica: evitare gli intricati e spesso criticati labirinti filosofici dei prequel Prometheus e Alien: Covenant, e puntare su un ritorno alle origini più immediato e orrorifico.

Ma è proprio qui che cominciano i chiaroscuri di questo progetto.

Un’avventura gore tra giovani eroi e vecchie paure

Alien: Romulus abbandona le atmosfere cupe e drammatiche dei primi due film per abbracciare un tono che ricorda più un Venerdì 13 nello spazio che un autentico thriller sci-fi. La nuova storia segue un gruppo di giovani colonizzatori che, fuggendo dal loro pianeta sotto il controllo della solita, onnipresente Weyland-Yutani, finiscono in una stazione spaziale abbandonata. E naturalmente, tra cunicoli bui e stanze sigillate, risvegliano l’incubo alieno.

Da subito, però, il film svela la sua anima più pop e teen-friendly. Non c’è il senso opprimente di claustrofobia che ci stringeva il cuore nel Nostromo, né l’epica disperata della colonia di Aliens. Qui i protagonisti – capitanati da una convincente Cailee Spaeny, ormai destinata a diventare la nuova eroina di genere sci-fi – sembrano un gruppo di giovani avventurieri lanciati in una caccia al mostro a metà tra il citazionismo e il gore adolescenziale.

Ed è proprio il citazionismo uno degli elementi più ingombranti del film. Dalle battute che strizzano l’occhio agli spettatori di lungo corso, fino a un finale che sembra un collage tra la Ripley del primo film e quella di Alien: Resurrection, passando per la riproposizione del robot Ash in versione aggiornata ma altrettanto sinistra. Fortunatamente, il secondo sintetico di bordo si rivela invece più umano e empatico, incarnando quella visione più positiva dell’intelligenza artificiale che il cinema contemporaneo ama sempre più spesso abbracciare.

Regia, sceneggiatura e CGI: tra alti e bassi

La mano di Ridley Scott, qui in veste di produttore, si avverte solo nei primi minuti, quando la rappresentazione della città richiama alla mente la Los Angeles di Blade Runner. Un’apertura che promette molto, ma che purtroppo non mantiene la stessa qualità per il resto del film. La regia di Fede Álvarez, già noto per i suoi horror come Man in the Dark, si limita infatti a un compitino diligente ma privo di vera inventiva.

La sceneggiatura, scritta dallo stesso Álvarez insieme a Rodo Sayagues, scivola su binari prevedibili e non offre mai spunti davvero originali. Certo, la CGI abbonda e soddisfa gli amanti dello splatter e degli effetti visivi più crudi, ma l’effetto sorpresa ormai si è assopito. I fan storici, abituati al terrore psicologico e al minimalismo visivo del primo Alien, potrebbero trovarsi spiazzati di fronte a tanto frastuono visivo.

Un “midquel” tra continuità e revisionismo

Dal punto di vista narrativo, Alien: Romulus si posiziona come un “midquel”, un termine che il cinema di franchise sembra ormai amare tanto quanto le sue infinite timeline alternative. Questa collocazione temporale permette al film di recuperare l’immediatezza horror, ispirandosi anche al videogioco Alien: Isolation, più volte citato sia visivamente che a livello di atmosfera.

La trama non brilla per originalità: un gruppo di giovani in fuga che si rifugia in un luogo maledetto è un topos classico dell’horror. Ma l’intenzione dichiarata di non intaccare la continuity principale e di limitare i riferimenti ai prequel consente al film di evitare i pasticci narrativi che hanno afflitto i capitoli più recenti.

Un tentativo di coerenza con la lore della saga è comunque presente, soprattutto nel richiamo al fluido nero di Prometheus, qui gestito in modo più snello e funzionale. Meno riuscito, invece, il legame con il finale del primo Alien, che rischia di far storcere il naso ai fan più integralisti.

Atmosfere, ritmo e il peso della nostalgia

Dal punto di vista atmosferico, Romulus parte con il piede giusto. I cunicoli della stazione, i rumori ovattati e il senso di isolamento ricordano i momenti più riusciti del film originale. Ma la tensione si dissolve troppo presto, lasciando spazio a una sarabanda di jumpscare, scene splatter e azione adrenalinica che tradiscono l’intenzione iniziale. La voragine temporale tra il 1979 e il 2024 si sente tutta: il ritmo è quello di un horror moderno, veloce e frenetico, che sacrifica la costruzione lenta del terrore a favore di una fruizione più immediata. Il cast, seppur giovane e fotogenico, non riesce a reggere il confronto con i protagonisti storici della saga. I dialoghi, spesso dimenticabili, accentuano la sensazione di un prodotto confezionato più per il pubblico giovane che per i fan hardcore.

In definitiva, Alien: Romulus è un film furbo, derivativo e consapevolmente commerciale. Non ha la pretesa di reinventare il mito dello Xenomorfo né di espandere significativamente l’universo narrativo di Alien. Piuttosto, gioca con gli elementi classici del franchise, li mescola con le esigenze del cinema contemporaneo e consegna al pubblico un horror sci-fi che fa il suo dovere: diverte, spaventa il giusto e riempie due ore di puro intrattenimento.Non aspettatevi un nuovo Alien, ma neppure un disastro come Alien vs Predator: Requiem. Romulus si posiziona onestamente a metà strada, superando i capitoli più recenti ma senza mai sfiorare la grandezza dei primi due film. E se uscirete dal cinema con qualche brivido lungo la schiena e la voglia di rigiocare a Alien: Isolation, allora forse Fede Álvarez avrà colpito nel segno.

Le iniziative per celebrare i 90 anni di Paperino

La prossima domenica 9 giugno segna il 90° anniversario di Paperino, l’adorabile adorabile personaggio dal temperamento esilarante creato da Walt Disney, è uno dei più conosciuti al mondo fin dal suo debutto.  Il Papero vestito alla marinara, con la sua inconfondibile voce stridula, il temperamento vivace, la propensione a perdere le staffe e un carattere irresistibile, lo resero immediatamente un personaggio amatissimo. Era il 9 giugno 1934 quando Paperino esordì nel cortometraggio La gallinella saggia (The Wise Little Hen) mostrandosi sin da subito come un tipo pigro, interessato principalmente a oziare e a spassarsela tra balli e canti. La sua prima avventura vera e propria fu Topolino e il mistero dei cappotti (The Case of the Vanishing Coats), di Ted Osborne e Floyd Gottfredson, storia a fumetti pubblicata sui quotidiani americani dal 17 febbraio al 24 marzo 1935. Da lì in poi, oltre a una serie di comparsate accanto a Topolino, il Papero ottenne uno spazio maggiore e una striscia tutta per sé avviata nel 1938 per i disegni di Al Taliaferro che, con il sodale Bob Karp, cominciò ad ampliare il cosmo fumettistico del protagonista di pari passo con quel che accadeva nei cartoni animati: nacquero così Qui, Quo e QuaCiccioPaperina, il sanbernardo Bolivar e Nonna Papera, prime spalle di quella che qualche anno dopo sarebbe diventata Paperopoli.

Negli ultimi 90 anni il suo storytelling ha continuato a espandersi dal grande e piccolo schermo fino a Main Street U.S.A, dove continua ad accogliere milioni di visitatori dei Parchi Disney in tutto il mondo. La popolarità e i traguardi raggiunti da Donald dentro e fuori dallo schermo gli sono valsi numerosi riconoscimenti, inclusa una stella sulla leggendaria Hollywood Walk of Fame e le sue impronte palmate fissate nel cemento fuori dal celebre Chinese Theatre di Hollywood.

Grazie alle collaborazioni con brand del lusso come Karl Lagerfeld e Gucci, l’amato personaggio continua a far parlare di sé come vera e propria icona culturale di grande rilevanza in Europa e Regno Unito. Dal 2021, in Europa viene acquistata una rivista al secondo dedicata a Paperino, mentre dal 2020, nei Paesi scandinavi sono state vendute oltre 7 milioni di copie all’anno di magazine a lui dedicati.

C’è così tanto da festeggiare! Presto saranno annunciati maggiori dettagli sulle celebrazioni per i 90 anni di Paperino, incluso un party globale a New York con alcuni ospiti speciali e altro ancora.

In collaborazione con il partner di beneficenza Make-A-Wish UK®, inoltre, Disney è lieta di celebrare il 90° anniversario di Paperino con uno speciale appuntamento che darà luogo alla più grande Disney Wish Experience all’esterno dei Parchi Disney di tutto il mondo. Oltre 200 bambini si uniranno ad alcuni dei loro personaggi Disney preferiti per una cena dedicata all’anniversario, durante un weekend memorabile e ricco di magici momenti Disney.

Le iniziatrive Panini Comics

Panini Comics celebra questa importante ricorrenza con tante novità da non perdere che, per tutto il mese di giugno, terranno compagnia ai lettori. Il primo imperdibile appuntamento da segnare in agenda è con Paperino 528  che festeggia il famoso Papero con tante curiosità, approfondimenti storici e otto storie dedicate all’iconico personaggio, tra cui l’inedita Che ci vuole?, scritta da Alberto Savini per i disegni di Libero Ermetti. Alla copertina regular firmata da Alessio Coppola si aggiunge una variant disegnata da Andrea Maccarini e colorata da Martina Naldi. Non mancheranno poi preziosi volumi da collezione firmati da grandi autori.

I festeggiamenti continuano per tutto il mese di giugno, con tantissime uscite tra cui tre volumi da collezione editi da Panini Comics. Si parte con L’Uomo dei Paperi, volume da collezione già disponibile in libreria e su Panini.it che raccoglie alcuni dei lavori più significativi del Maestro Carl Barks. La grandezza di questo immenso autore non risiede solo in un’eccelsa capacità di inventare trame e gag che hanno fatto scuola, ma anche nell’aver arricchito la personalità di Paperino e dei nipotini, creando attorno a loro l’intero universo di Paperopoli. L’arte e i grandi personaggi di Barks vengono qui celebrati con una selezione di avventure eccezionali: da Paperino e il fantasma della grotta (1947) a Zio Paperone pesca lo Skirillione (1954), da Paperino e il tesoro dei vichinghi(1949) a Zio Paperone e il tesoro sottozero (1957), accompagnate da un ricco apparato redazionale di approfondimento.

Si prosegue con una raccolta delle storie degli autori che hanno contribuito a fare di Paperino uno dei personaggi più amati del fumetto Disney: Paperino d’autore, disponibile da giovedì 6 giugno in libreria, fumetteria e su Panini.it. Si comincia ovviamente con Carl Barks, per proseguire con Giorgio CavazzanoMarco RotaSilvia Ziche e molti altri: una vera e propria antologia dei più grandi artisti e sceneggiatori che in Italia e all’estero nel corso di questi decenni, con le loro matite e loro parole, hanno trasformato lo starnazzante sfaticato della Silly Symphony del 1934 in un protagonista a tutto tondo, capace di ricoprire mille ruoli diversi.

Infine, La casa di Paperino – disponibile da giovedì 6 giugno in libreria, fumetteria e su Panini.it – che celebra la graziosa villetta dal tetto rosso, comparsa in numerose storie nel corso degli anni diventando un luogo familiare per i lettori, raccogliendo le storie in cui appare e ne diventa direttamente protagonista. Tante avventure firmate da Fabio MicheliniFabio CeloniGiorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano, accompagnate da numerosi redazionali di approfondimento.

Topolino 3576 è un numero da collezione “100% Paperino”, un sommario di storie realizzate da un parterre di grandi autori a cui si aggiunge un ricco supporto di articoli e redazionali che ripercorrono alcune delle più significative tappe della storia di questo iconico personaggio.

A rendere il numero ancora più prezioso, la strepitosa copertina in stile vintage realizzata da Andrea Freccero, ispirata al mood visivo dei corti animati degli esordi. Le storie di questo numero hanno tutte Paperino come protagonista assoluto. Si parte con Paperino e l’ombroso, scritta da Marco Nucci e disegnata dal Maestro Giorgio Cavazzano, continuando con Paperino e la banda del lupo, di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio che – dopo le prove già realizzate in precedenza con Topolino e Pippo – chiuderanno la loro “trilogia classica”, un trittico di avventure graficamente e narrativamente ispirate alle atmosfere degli esordi. Non mancherà poi il Paperino più divertente con Tutti i lavori di Paperino, scritta da Tito Faraci per i disegni e le chine di Enrico Faccini, e I Bassotti e la missione a rovescio, sceneggiata da Alessandro Sisti e disegnata da Andrea Malgeri, con la partecipazione di Luke Papertano, omaggio di Topolino all’astronauta Luca Parmitano. Una selezione di storie, dunque, perfette per celebrare al meglio Paperino, raccontandone pregi (e difetti!). Insieme a Topolino 3576 sarà disponibile anche l’esclusiva statuina da collezione – ideata e disegnata da Emmanuele Baccinelli – che ritrae Paperino sdraiatoin totale relax sulla sua poltrona. Una posa iconica, irresistibilmente simpatica, in cui ritrovare uno dei suoi tratti più tipici. Ma questo amatissimo personaggio non è solo pigro: è anche irascibile e poco paziente, ma senz’altro di buon cuore, maldestro, testardo, leale e ottimista. Ed è proprio questo suo profilo caratteriale così complesso e attuale ad aver intercettato, nel corso di questi lunghi novant’anni, le simpatie del pubblico a tal punto da garantirgli ancora oggi un seguito e una riconoscibilità di dimensioni planetarie.

Alex Bertani, direttore di Topolino, ha commentato:

“Paperino ha finito col diventare un simbolo del nostro tempo, incarna mirabilmente il rapporto tra noi e la società in cui viviamo, è una di quelle figure che arrivano forte, scolpite ormai indelebilmente nell’immaginario della maggior parte degli abitanti di questo pianeta. Perché Paperino siamo un po’ tutti noi, con le nostre fragilità e le difficoltà a integrarci col mondo attorno, ma sempre con la positività di chi non si abbatte, di chi continua a guardare tenacemente alla vita e al futuro con ottimismo e rinnovato entusiasmo, a dispetto di tutto”.

Un numero davvero ricco di sorprese, dunque, che aspetta tutti i fan di Paperino in edicola e su Panini.it, a partire da mercoledì 5 giugno,per festeggiare in grande stile. Inoltre, si aggiunge un’allegra e folcloristica variant cover firmata da Marco Gervasio e colorata da Mario Perrotta realizzata in occasione di Etna Comics 2024 – disponibile in anteprima esclusiva in fiera a Catania, dal 6 al 9 giugno, e poi in edicola e su Panini.it a partire dalla settimana successiva – con protagonista il Papero più amato a bordo della sua 313 in una versione esclusiva. Buon anniversario, Paperino!

In occasione del 90° anniversario dalla sua prima apparizione, Panini Comics presenta le inedite Disney Coins6 preziose monete in metallo argentato pensate per celebrare al meglio il Papero più famoso al mondo, accompagnato – di volta in volta – dai principali amici (e complici) delle sue avventure Paperopolesi: Zio PaperonePaperogaGastonePaperinikPaperina e Qui, Quo e Qua.

Le Disney Coins da collezione, realizzate con gli artwork originali inediti firmati da Luca Usai, sono impreziosite da dettagli di pregio e da una tiratura limitata che le rendono davvero uniche. Ottenerle è semplicissimo: tutti coloro che, dal 1° giugno al 30 novembre 2024, effettueranno sul sito ufficiale Panini.it un ordine di minimo 45 euro di fumetti, magazine e abbonamenti Panini Disney, riceveranno automaticamente la Disney Coin corrispondente al mese in cui è stato effettuato l’acquisto (il regolamento completo dell’operazione a premi sarà consultabile su Topolino.it e Panini.it).

Questo l’ordine delle uscite: Paperino e Zio Paperone (disponibile dal 1/06/2024 al 30/06/2024), Paperino e Paperoga (dal 01/07 al 31/07), Paperino e Gastone (dal 01/08 al 31/08), Paperino e Paperinik (dal 01/09 al 30/09), Paperino e Qui, Quo, Qua (dal 01/10 al 31/10), Paperino e Paperina (dal 01/11 al 30/11).

Inoltre, dal 1° Giugno al 30 Giugno 2024, sempre con un acquisto di 45 euro di fumetti, magazine e abbonamenti Panini Disney su Panini.it si potrà partecipare al concorso “Vola a Disneyland con Topolino!” per aggiudicarsi un Viaggio a Disneyland Paris per quattro persone. Per ogni ordine minimo di 45 euro i partecipanti riceveranno, oltre all’e-mail di conferma dell’acquisto effettuato, una seconda e-mail che includerà il link per collegarsi alla pagina web del concorso (www.concorsovolaadisneyland.it). Dopo essersi registrati e aver compilato il form di adesione parteciperanno all’estrazione finale che si terrà entro il 30 settembre 2024. Ogni numero d’ordine permetterà una sola partecipazione, indipendentemente dal valore e dal numero di prodotti coinvolti dalla promozione acquistati oltre la soglia minima richiesta. Tutti i dettagli online su Topolino.it e Panini.it.

Gadget

Per celebrare Paperio, The Walt Disney Company ha collaborato con diversi importanti brand per lanciare tanti nuovi prodotti e collezioni di tendenza dedicati all’iconico papero. Per i fan sono ora disponibili oggetti da collezione, giocattoli, gioielli e capi di moda ispirati a Paperino e realizzati da brand internazionali, tra cui adidas, ASOS, American Tourister, Funko, Pandora e Disney Store. A giugno tutti potranno celebrare insieme a Topolino e i suoi amici il traguardo dei 90 anni dell’amato Paperino.

Liz Shortreed, Senior Vice President of Disney Global Softlines and Global Brand Strategy ha dichiarato:

“Donald Duck, con la sua adorabile e condivisibile frustrazione verso la vita di tutti i giorni, è diventato uno dei personaggi più famosi al mondo, per questo volevamo essere sicuri di festeggiarlo in grande stile. Siamo entusiasti di collaborare con alcuni dei più grandi marchi retail per offrire ai fan una gamma senza precedenti di prodotti ispirati a Paperino.”

In Italia

  • OVS – Donald Duck 90th Anniversary – per celebrare il compleanno di Paperino, una collezione iconica come lui.
  • Panini Comics – Topolino 3576 è in edicola con un numero speciale per l’anniversario di Donald90 con copertina, storie, redazionali e un gadget dedicati. Oltre a un ricco piano editoriale dedicato a Paperino.
  • Giunti – Tutti in festa con Paperino – un volume che raccoglie alcune delle avventure a fumetti più belle che vedono Paperino protagonista. 256 pagine, 10 storie, di cui una originale.

Abigliamento

  • Disney Donald Duck 90th adidas Originals x Disney Super Star Shoes Kids di adidas
  • Disney Donald Duck 90th Football Jersey di Disney Store
  • Disney Donald Duck 90th Spirit Jersey di Disney Store

Articoli da collezione

  • Disney Donald Duck Charm di Pandora
  • Disney Daisy Duck Charm di Pandora
  • Disney Donald Duck 90th Pin di Disney Store
  • Disney Donald Duck 90th Mug di Disney Store
  • Disney Donald Duck 90th peluche da collezione di Steiff

Accessori di tendenza

  • Disney Donald Duck 90th zaino di Loungefly
  • Disney Donald Duck Thermos di Thermos (disponibile in UK)

Altri articoli

  • Disney Donald Duck with Heart Pop! di Funko
  • Disney Donald Duck 90th peluche grande di Disney Store
  • Disney Donald Duck 90th cartello di legno di Disney Store

Disney Donald Duck & Friends Colouring Book di Igloo Books (disponibile in UK)

Empire of Light 

Arriverà il 23 febbraio nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia, il film di Sam Mendes Empire of Light che sarà presentato in anteprima al 40° Torino Film Festival. Empire of Light è interpretato da un cast stellare, tra cui la vincitrice dell’Academy Award Olivia Colman, il vincitore del BAFTA Micheal Ward, Tom Brooke, Tanya Moodie, Hannah Onslow, Crystal Clarke, con Toby Jones e il premio Oscar® Colin Firth. Il film è prodotto da Neal Street Productions di Sam Mendes e Pippa Harris, in collaborazione con Searchlight Pictures.

https://www.youtube.com/watch?v=h1voqns5BqI&feature=youtu.be

Ambientato nei primi anni ‘80 in una cittadina balneare inglese, Empire of Light è una storia potente e toccante sui legami umani e sulla magia del cinema del regista premio Oscar® Sam Mendes.

 

 

La prima sala cinema sensoriale firmata MediCinema

Nella cornice del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda è stato annunciato il progetto della prima sala cinema sensoriale firmata MediCinema. La sala, la prima di Milano, viene presentata a un anno dall’inaugurazione presso il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, dove è sorto il primo vero cinema integrato in una struttura ospedaliera in Italia. Topolino “in carne ed ossa” è intervenuto per un saluto ai presenti e per portare un sorriso al Grande Ospedale Metropolitano Niguarda.La Sala MediCinema verrà realizzata nel Blocco Nord dell’Ospedale, grazie al contributo di privati e alla generosità di aziende come The  Walt Disney Company Italia, da subito in prima fila tra i sostenitori del progetto. Anche Milano avrà quindi la sua prima sala cinema sensoriale integrata nell’Ospedale Niguarda, sede di tutte le specialità cliniche e chirurgiche per l’adulto e il bambino, ma con un’identità che lo contraddistingue e lo rende un riferimento nazionale per la capacità di integrare tutte le competenze e le tecnologie per la cura dalla diagnosi alla riabilitazione. Marco Trivelli, Direttore Generale, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ha sottolineato che “L’ambizione del nostro Ospedale è prendersi cura della Persona nella sua globalità e individualità e per questo, convinti degli effetti positivi della cinematerapia sui pazienti, attraverso questo progetto vogliamo realizzare uno strumento in più per donare sollievo, momenti di normalità, di distrazione dalla malattia per chi è ricoverato in ospedale.  Il Niguarda, da tempo, ha già in atto una positiva esperienza in questo ambito con la sala cinematografica nell’area  “Spazio Vita” dell’Unità Spinale e più recentemente in Pediatria. Questa innovativa sala sensoriale verrà realizzata al Blocco Nord grazie alla progettualità e l’impegno di MediCinema Onlus e il prezioso sostegno di Walt Disney Company Italia”.

Il progetto prevede l’allestimento di uno spazio di circa 300 mq tecnicamente all’avanguardia e raggiungibile da ogni parte della vasta struttura ospedaliera attraverso corridoi sotterranei, illuminati e riscaldati. Lo spazio sarà adibito alla terapia di sollievo per i pazienti, adulti e bambini in degenza ospedaliera ed accessibile anche ai familiari dei degenti. L’attività di terapia con il cinema sarà, a Milano, completata dall’utilizzo di  vibro-acustica con basse frequenze quale innovazione di intervento terapeutico. La sala, come a Roma, è progettata per accogliere anche pazienti allettati e in carrozzina.L’annuncio arriva contestualmente alla presentazione dei risultati della prima fase dello studio sulla terapia di sollievo attraverso il cinema avviato un anno fa nella sala del Policlinico universitario dell’ospedale romano. Uscire dalla propria stanza e assistere a un film è un’esperienza terapeutica che aiuta a ridurre la percezione del dolore, portando sollievo ai pazienti e alle loro famiglie. Lo sanno bene al Policlinico Gemelli di Roma dove, da settembre 2016, è in corso lo Studio osservazionale, condotto insieme ai ricercatori della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, coordinato dal Professor Celestino Pio Lombardi, Direttore Chirurgia Endocrina Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma e Responsabile Scientifico MediCinema Italia Onlus, il quale conferma il grande potenziale terapeutico del cinema durante la cura in ospedale. Lo studio è condotto grazie ad una programmazione bisettimanale che include l’intera collezione dei film Disney•Pixar, in parallelo ai nuovi lanci cinematografici.

Enrico Zampedri, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, ha dichiarato: “Il progetto MediCinema al Gemelli, oltre ad aver reso più umano e accogliente l’ospedale sta confermando, con i primi dati della ricerca, che la cinema-terapia funziona; anche per questo siamo davvero lieti che questa esperienza, che si avvale del contributo di partner come Disney Italia, si stia estendendo anche ad altre importanti realtà ospedaliere italiane come l’Ospedale Niguarda. La terapia del sollievo con il cinema porta davvero beneficio ai pazienti e con l’ampliamento della ricerca a livello multicentrico avremo più rapidamente risultati significativi e utili nell’interesse dei pazienti”. La  prima parte dello “Studio clinico osservazionale sugli effetti della terapia di sollievo con il cinema durante la degenza ospedaliera e nell’approccio alla malattia” – condotto in collaborazione con il Centro Clinico Nemo e Spazio Vita-AUS Niguarda che si sono occupati di nuclei specifici di osservazione – ha interessato 240 pazienti del Gemelli e 20 pazienti del Niguarda. Le evidenze mostrano nei 240 pazienti del Gemelli che hanno partecipato alla “terapia con cinema”, di cui 120 bambini, un miglioramento tra il 20 e il 30 per cento nella percezione del dolore. È emerso che, a differenza dei pazienti rimasti in corsia, la maggior parte (ben l’80%) di quelli che hanno assistito ai film presentavano una riduzione significativa della percezione di trovarsi e sentirsi in ospedale, accompagnata dalla percezione di vivere in un clima emotivo che si avvicina a quello sperimentato a casa propria e, comunque, al di fuori del contesto ospedaliero. La visione del film riesce anche ad alleviare gli stati di tensione, insofferenza e rabbia, non rari tra i bambini ospedalizzati. Ma, aspetto forse ancora più rilevante, è emersa nei bambini che hanno assistito alla proiezione del film una considerevole riduzione dei sintomi d’ansia, di depressione e dei disturbi di tipo psicosomatico (ad esempio il mal di pancia) presenti spesso tra i bambini ospedalizzati. Lo studio ha inoltre osservato come la partecipazione al programma MediCinema crei tra i partecipanti, rispetto ai pazienti che rimangono in corsia, uno stato di benessere psico-fisico più accentuato e una riduzione della tensione emotiva. Tra i bambini, oltremodo, la ricerca evidenzia un netto miglioramento delle relazioni coi famigliari e l’accettazione  partecipata delle cure mediche.Risultati analoghi, seppur preliminari, sono stati rilevati anche nelle esperienze del Niguarda, in cui emerge soprattutto un rafforzamento positivo del tono dell’umore.

Per i gruppi osservati al Niguarda, coordinati dalla Dott. ssa Gabriella Rossi, Responsabile Psicologia Clinica Centro Clinico Nemo – Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, appare rilevante dai questionari somministrati, non solo il grado di soddisfazione rispetto alla qualità del “tempo in ospedale”, ma anche la percezione di essere in una dimensione di “normalità di vita”. I reparti in cui è in atto l’esperienza del cinema sono: Nemo, dedicato alla riabilitazione di patologie neuromuscolari – progressive, invalidanti inguaribili e non per questo incurabili! – e l’Unità Spinale Unipolare – condizione di disabilità para e tetraplegia – ove, in entrambi i reparti, la ripresa di una dimensione di “normalità” e di un “tempo di vita soddisfacente” sono obiettivi prioritari della riabilitazione globale. “Lo sforzo e l’impegno di MediCinema Italia Onlus –  ha raccontato Fulvia Salvi Presidente dell’Associazione – è quello di portare il cinema negli ospedali, con vere Sale Cinema, dove possibile, ma soprattutto  di offrire attraverso lo Studio scientifico  (il primo in assoluto a livello internazionale) soluzioni e strumenti innovativi per supportare le terapie riabilitative e il trattamento del disagio individuale e sociale. Il nostro obiettivo rimane sempre il paziente e il servizio alla persona. Per questo ci stiamo impegnando a lavorare sempre meglio sui contenuti e ad aggiungere tecnologia nelle nostre sale migliorando il valore della cura e a promuovere progetti e studi di ricerca per coinvolgere giovani ricercatori attraverso borse di studio. L’ambito della ricerca e i risultati tangibili che potremo raccogliere sono l’obiettivo principale per la crescita di MediCinema Italia. A sostegno della realizzazione della sala, a metà maggio partirà una campagna di fundraising che sosterrà parte dei lavori al Niguarda: un appello ai tanti amanti del cinema e ai milanesi tutti, per dare una mano concreta a questo splendido progetto”.

Daniel Frigo, amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia, ha commentato: “Siamo davvero orgogliosi che il nostro supporto nella realizzazione della prima sala MediCinema in Italia abbia portato ad un impatto sociale così positivo sui pazienti del Gemelli e siamo pronti a dare il nostro continuo sostegno a questo innovativo progetto anche al Grande Ospedale Metropolitano Niguarda della città di Milano, sede storica del quartier generale della Disney fin dal 1938, anno del suo arrivo nel nostro Paese. Ed è anche per questo che i Disney VoluntEARS, i volontari della famiglia Disney, sono pronti a mobilitarsi per dare un contributo concreto questo progetto”.

Oceania (Moana): il 56º Classico Disney

Vaiana è una ragazza Maori, adolescente, con un’attitudine al prossimo e un’attrazione per il mare che non sfuggono agli dei. Radiosa e felice cresce sotto l’ala protettiva del padre, capo del villaggio, e lo sguardo immaginifico della nonna che favorisce la sua inclinazione al viaggio rivelandole un segreto: i Maori sono stati grandi marinai. Viaggiatori irriducibili alla scoperta delle isole del Pacifico, da secoli hanno smesso di viaggiare e nessuno sa perché. Cresciuta tra il padre che sogna per lei una vita stanziale e una nonna che nutre la sua fantasia, Vaiana ha deciso di prendere in mano il timone del proprio destino e di navigare in mare aperto, oltre la barriera corallina, limite imposto dal genitore. Il mondo intorno intanto sta misteriosamente morendo. Accompagnata da un galletto disfunzionale, investita paladina dall’Oceano e ‘assistita’ da un semidio egotico e naufragato, Vaiana affronterà un viaggio epico per recuperare l’identità dei suoi avi e regalare al mondo una nuova primavera.

Oceania (Moana), diretto dal celebre duo di registi Ron Clements e John Musker (La Sirenetta, Aladdin, La Principessa e il Ranocchio), prodotto da Osnat Shurer (Stu – Anche un Alieno può Sbagliare, One Man Band), è il 56º Classico Disney. Approdato nei cinema statunitensi il 23 novembre 2016, mentre in Italia è uscito il 22 dicembre, ha ottenuto numerose candidature, due agli Oscar 2017 per il miglior film d’animazione e miglior canzone.Ispirato in parte ai racconti della tradizione orale dei popoli e delle culture delle isole del Pacifico, la nuova entusiasmante avventura dei Walt Disney Animation Studios Oceania è incentrata su una vivace adolescente che s’imbarca in una coraggiosa missione per salvare il suo popolo.

John Musker ha raccontato:
“La navigazione è una componente importantissima nelle culture del Pacifico… Gli antichi polinesiani si orientavano in mare aperto e scoprivano nuove isole senza l’ausilio di strumentazioni moderne grazie alla loro conoscenza della natura, delle stelle, delle onde e delle correnti”. Ron Clements aggiunge: “Durante i nostri viaggi attraverso le isole del Pacifico abbiamo sentito dire molte volte che l’oceano non separa le isole ma le collega. La navigazione è un vero motivo di orgoglio per gli abitanti, una parte della loro identità. Sono stati e continuano a essere tra i più grandi esploratori di tutti i tempi”.
Il produttore esecutivo John Lasseter racconta:
“Quasi tutte le persone incontrate da Ron e John hanno spiegato loro che gli abitanti delle isole del Pacifico nutrono un profondo orgoglio nei confronti dei propri antenati: erano i più grandi navigatori ed esploratori mai vissuti”.“L’orgoglio nei confronti delle loro tradizioni culturali e il legame con l’oceano sono diventati elementi centrali della storia del film”. Musker conclude: “Credono che l’oceano sia un essere vivente dotato di sentimenti ed emozioni. Secondo loro, il rapporto con l’oceano è uno dei legami più importanti al mondo”.
Il film è stato presentato alla stampa italiana a Roma il 28 novembre dai registi Ron Clements e John Musker e dalla produttrice Osnat Shurer, oltre che da alcuni volti noti del mondo dello spettacolo che hanno prestato la loro voce per la versione locale del film. L’intensa e versatile attrice Angela Finocchiaro, più volte premiata per le sue interpretazioni, è infatti Nonna Tala, confidente di Vaiana con cui condivide il legame speciale che ha con l’oceano. L’eclettico artista Raphael Gualazzi è Tamatoa, un granchio egocentrico di oltre 15 metri che vive nel regno dei mostri e cerca di darsi un tono ricoprendosi di oggetti scintillanti. La giovane cantante ChiaraGrispo interpreta invece le canzoni di Vaiana, che nel film sottolineano alcuni dei momenti più importanti ed emozionanti della sua vita. La cover in italiano “Prego” (nella versione originale “You Are Welcome”), presente nei titoli di coda del film, è interpretata dal popolare e amato rapper vincitore del Festival di Sanremo 2014 nella sezione “Nuove proposte” Rocco Hunt e della vibrante voce di Sergio Sylvestre, il cantante vincitore della scorsa edizione di Amici di Maria de Filippi e che con “Big Boy” ha conseguito il disco d’oro sia per il singolo che per l’ep.
Lo stesso giorno, in occasione della première serale italiana, erano presenti in sala anche Matt & Bise, la coppia comica tra le più seguite nel mondo degli youtubers, Francesco Sole e Gordon, presentatori e noti youtuber, che con Sergio Sylvestre sono stati protagonisti di “Alla Scoperta di Oceania”: un emozionante viaggio su voli Air Tahiti Nui presso Le Isole di Tahiti sulle tracce di Vaiana, la coraggiosa protagonista del film. Da questa esperienza sono state realizzate nove videoclip in cui il gruppo di avventurieri si è misurato con diverse prove di abilità per calarsi nelle ambientazioni del film e dimostrare con umorismo le proprie abilità in svariate  discipline.
In occasione dell’uscita del film, su Spotify è stata messa a disposizione una mappa interattiva grazie alla quale è possibile ascoltare le colonne sonore dei propri film Disney preferiti, tra cui Oceania it.oceania-spotify.com/.

l team impegnato nella realizzazione delle musiche include il vincitore del Tony® Award Lin-Manuel Miranda (il musical di Broadway premiato con il Pulitzer e il Tony Award “Hamilton”, il vincitore del Tony Award “In the Heights”), il compositore premiato con il Grammy® Mark Mancina (Speed, Tarzan, Il Re Leone) e Opetaia Foa’i (fondatore e cantante dellapremiata band internazionale Te Vaka). La colonna sonora originale del film è anche disponibile nei Disney Store, in tutti i negozi di dischi e store digitali. Oltre alle versioni strumentali (score) l’album comprende ben 15 canzoni molte delle quali interpretate in italiano da artisti fra cui Raphael Gualazzi, Chiara Grispo, Sergio Sylvestre, Rocco Hunt e Angela Finocchiaro. I principali brani originali in inglese sono interpretati da Alessia Cara, Jordan Fisher e Lin-Manuel Miranda.

Alice Attraverso Lo Specchio

Nel film Disney Alice Attraverso lo Specchio, una spettacolare nuova avventura basata sugli indimenticabili racconti creati da Lewis Carroll, Alice torna nello stravagante Sottomondo e viaggia indietro nel tempo per salvare il Cappellaio Matto. Il regista James Bobin porta al cinema la sua personale visione dello spettacolare mondo creato per il grande schermo da Tim Burton nel film del 2010 Alice in Wonderland. Scritto da Linda Woolverton, sulla base dei personaggi creati da Lewis Carroll, il film è prodotto da Joe Roth, Suzanne Todd, Jennifer Todd e Tim Burton, mentre John G. Scotti è il produttore esecutivo. Il film Alice Attraverso lo Specchio riunisce il cast stellare presente nel precedente successo mondiale, inclusi: Johnny Depp, Anne Hathaway, Mia Wasikowska e Helena Bonham Carter. Il pubblico conoscerà inoltre nuovi personaggi, come: Zanik Hightopp (Rhys Ifans), il padre del Cappellaio Matto e il Tempo (Sacha Baron Cohen), una particolare creatura metà umana, metà orologio.
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