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Draco Malfoy conquista il Capodanno Cinese 2026: il Cavallo di Fuoco tra mito, magia e cultura pop

Febbraio ha sempre avuto, per me, qualcosa di liminale. Un mese di passaggio, di sospensione, come quelle soglie nei miti che studiavo all’università, quando mi perdevo tra calendari arcaici e cicli rituali che non obbedivano al nostro modo occidentale di contare i giorni. E puntuale, ogni volta che l’inverno sembra voler rallentare il respiro, arriva quel richiamo lontano, fatto di tamburi, rosso vivo e una promessa di rinnovamento che non chiede il permesso. Il Capodanno cinese 2026 cade il 17 febbraio e porta con sé l’Anno del Cavallo di Fuoco. Già solo dirlo ad alta voce ha il suono di un incantesimo.

Il tempo, da quelle parti, non procede in linea retta. Gira. Torna. Si rinnova. La Festa di Primavera – perché così si chiama davvero – affonda le radici in una relazione profondissima con la terra, con la fine dell’inverno agricolo e l’inizio di un nuovo ciclo vitale. Non si tratta di voltare pagina su un calendario, ma di cambiare pelle. Un reset narrativo degno di una grande saga fantasy, di quelle che amo raccontare anche su La Terra in Mezzo, dove mito e quotidiano si intrecciano senza chiedere scusa.

Il 2026 è governato dal Cavallo, segno di movimento, libertà, ambizione. Ma è il Fuoco a fare la differenza. Fuoco come slancio, passione, energia difficile da contenere. Un archetipo che sembra uscito da uno shōnen ben scritto: carisma, idee a raffica, una certa incoscienza creativa che può portare lontano oppure far inciampare. Il Cavallo di Fuoco non chiede permesso, parte. E forse è anche per questo che quest’anno il Capodanno lunare sta parlando così forte anche a chi, culturalmente, è cresciuto altrove.

In Cina, in vista dell’Anno del Cavallo, è successo qualcosa di curioso, di quelle cose che fanno sorridere chi vive di contaminazioni pop. Draco Malfoy è diventato, quasi per magia, una mascotte beneaugurante. Poster rossi “fu”, maxi schermi, sticker e decorazioni lo ritraggono ovunque. Non per caso: in mandarino “Malfoy” suona come Ma-er-fu, un nome che contiene i caratteri di cavallo e fortuna. Linguaggio, suono, simbolo. Un corto circuito culturale perfetto. Tom Felton, con l’eleganza di chi ha imparato a convivere con il proprio alter ego narrativo, ha rilanciato il trend sui social. E io, lo ammetto, ho pensato a quanto i miti funzionino sempre allo stesso modo, anche quando indossano una divisa di Hogwarts.

Il Capodanno cinese segue un calendario lunisolare, e già questo basta a farmelo amare. La data cambia, scivola, sfugge. Il via scatta con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno e apre quindici giorni di celebrazioni che si chiudono con la Festa delle Lanterne, a inizio marzo. Quindici giorni che non sono mai vuoti, ma densi come capitoli di una saga corale, ognuno con il suo tono, i suoi rituali, le sue pause necessarie. Alla base di tutto vibra una leggenda che sembra scritta apposta per chi ama il folklore con un’ombra dark. Nian, il mostro che una volta all’anno usciva per divorare uomini e villaggi. Rumori assordanti e rosso acceso erano l’unico modo per scacciarlo. Da lì nascono petardi, fuochi d’artificio, decorazioni cremisi. Non semplici addobbi, ma un rituale apotropaico collettivo. Ogni esplosione luminosa è, ancora oggi, una piccola vittoria contro il caos.

Il periodo coincide con la più grande migrazione umana ricorrente del pianeta, il Chunyun. Milioni di persone tornano a casa. Stazioni e aeroporti diventano scenari epici, degni di un disaster movie logistico. Ma al centro resta la famiglia, la cena della vigilia, quel momento che vale più di qualsiasi countdown. Il cibo parla un linguaggio simbolico: il pesce come augurio di abbondanza, i ravioli, i dolci di riso. Mangiare diventa un atto narrativo, un patto silenzioso con il futuro. I giorni scorrono seguendo un ritmo antico. La danza del leone invade le strade con tamburi e cembali, scacciando ciò che deve restare indietro. Le visite, i momenti di raccoglimento, il rispetto per i defunti. A metà percorso arriva il renri, il compleanno simbolico dell’umanità, un level up collettivo che trovo poeticamente potentissimo. Verso la fine, il richiamo all’Imperatore di Giada prepara il terreno al gran finale. La Festa delle Lanterne chiude il cerchio. Luci che fluttuano nella notte, famiglie che camminano insieme, una sospensione quasi tangibile. È uno di quei momenti che non ha bisogno di spiegazioni per funzionare. Lo capisci con la pelle.

E poi c’è Roma. Dal 21 al 22 febbraio, Piazza Vittorio diventa un ponte tra mondi. Sfilate, danze del leone, colori che trasformano lo spazio urbano. Non è solo folklore importato, ma dialogo culturale vivo, pulsante, che parla anche a chi, come me, vive la cultura nerd come un archivio emotivo di miti, simboli e cicli eterni.

L’Anno del Cavallo di Fuoco arriva come una promessa di movimento e trasformazione. Che lo si osservi con rispetto, curiosità o puro entusiasmo da fan delle grandi narrazioni collettive, una cosa resta: quando le lanterne si accenderanno e i tamburi inizieranno a battere, qualcosa risponderà anche dentro di noi. Forse è questo il vero sortilegio della Festa di Primavera. E la domanda resta sospesa, come una lanterna nella notte: siamo pronti a cavalcare davvero questo nuovo ciclo?

Boku no Son Gokū. Il mio Son Goku di Osamu Tezuka

Lontano dai riflettori e dal clamore dei successi di Dragon Ball e Gensōmaden Saiyūki, Goku ha fatto la sua prima comparsa nei fumetti giapponesi molto prima che queste opere diventassero famose. È il lontano 1952 quando Akita Shoten commissiona al maestro Osamu Tezuka un nuovo manga umoristico, e Tezuka, sempre in cerca di nuove sfide e sperimentazioni, decide di adattare uno dei testi epici più celebri della letteratura asiatica: il “Viaggio Verso Occidente“.

Così prende vita l’avventura della scimmietta Son Goku e del monaco Sanzo, un’opera che mescola lezioni spirituali a combattimenti emozionanti e peripezie mozzafiato. Il risultato è una delle versioni più apprezzate e memorabili di questa storia millenaria, adatta a un pubblico di tutte le età e portata sullo schermo da Tezuka stesso in una fortunata serie animata negli anni Sessanta.

Son Goku è una creatura magica nata da una roccia, dotata di poteri straordinari ma anche di un carattere dispettoso ed egoista che lo porta fuori controllo. Questo comportamento porta Buddha a imprigionarlo sul Monte Gogyo, ma è il monaco Sanzohoshi a salvarlo, diventando il suo compagno di viaggio in un’avventura epica alla ricerca di spiritualità e saggezza.

La storia della scimmia dorata Son Goku, tratta dal classico letterario cinese, è qui riportata per la prima volta in forma di fumetto grazie al genio creativo di Osamu Tezuka, il più grande mangaka di tutti i tempi. Son Goku si rivela un personaggio intrigante e complesso, che attraverso il suo viaggio in India affronta pericoli e sfide che lo porteranno a crescere e a maturare spiritualmente.Con questo adattamento, Tezuka ha reso omaggio alla ricca tradizione letteraria asiatica e ha contribuito a diffondere la storia di Son Goku e del monaco Sanzo in tutto il mondo, creando un’opera indimenticabile che continua a ispirare generazioni di lettori e spettatori.

Interfaccia cervello-computer cinese: una scimmia controlla un braccio robotico “con il pensiero”

Un team di ricercatori cinesi ha annunciato di aver sviluppato con successo un’interfaccia cervello-computer (BCI) in grado di controllare un braccio robotico mediante il “pensiero” di una scimmia. La tecnologia, chiamata Neucyber, è stata presentata dalla società Beijing Xinzhida Neurotechnology durante il Forum annuale di Zhongguancun a Pechino.

Neucyber è un chip cerebrale impiantato che traduce i segnali elettrici del cervello in comandi per il braccio robotico. Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, si tratta della prima BCI invasiva ad alte prestazioni sviluppata in Cina.

La dimostrazione ha mostrato una scimmia in grado di utilizzare il braccio robotico per raccogliere un oggetto. La scimmia era legata all’interno di un contenitore di plexiglass con fili collegati al suo cervello. Un video della dimostrazione mostra la scimmia che muove il braccio robotico con precisione e fluidità.

Lo sviluppo di Neucyber rappresenta un passo significativo nel campo delle BCI.

Queste interfacce hanno il potenziale per rivoluzionare il modo in cui interagiamo con la tecnologia, permettendo alle persone con disabilità di controllare protesi o altri dispositivi con il loro pensiero.

Tuttavia, la tecnologia BCI solleva anche importanti questioni etiche.

Ad esempio, è importante garantire che i diritti e la privacy degli individui siano tutelati quando si utilizzano queste interfacce.

La Cina sta investendo pesantemente nello sviluppo di tecnologie BCI. Questo annuncio rappresenta un altro passo avanti nella corsa del paese per diventare leader mondiale nel campo dell’intelligenza artificiale.

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Kung Fu Panda su Brawlhalla: crossover leggendario!

Combatti nei panni dei guerrieri Po, Maestra Tigre e Tai Lung da Kung Fu Panda della DreamWorks Animation su Brawlhalla

Ubisoft, in collaborazione con Universal Games and Digital Platforms, ha annunciato che Po, Tigre e Tai Lung da Kung Fu Panda della DreamWorks Animation sono ora disponibili su Brawlhalla come Crossover Epici. Il loro arrivo su Brawlhalla dà inizio a un evento in-game che comprende una nuova modalità di gioco che permetterà ai giocatori di attivare trappole che scagliano frecce e stelle, una nuova mappa raffigurante il regno degli spiriti di Kung Fu Panda 3, nuova musica in-game ispirata a Kung Fu Panda, e un nuovo effetto KO con il Maestro Shifu che afferra ravioli al vapore.

Tre nuovi Crossover Epici da Kung Fu Panda

  • Po – Crossover Epico per Wu Shang – Con l’aiuto di Gru e Mantide dei Cinque Cicloni, Po mette a segno colpi agili e calcolati col suo bastone di bambù e i suoi guantoni.
  • Maestra Tigre – Crossover Epico per Asuri – Con l’aiuto di Scimmia e Vipera, Maestra Tigre utilizza attacchi precisi e feroci per sconfiggere i nemici. ​
  • Tai Lung – Crossover Epico per Mordex – Dopo essere fuggito di prigione, Tai Lung è assetato di sangue, e utilizza fendenti energici e moltissime prese.

Ciascun Crossover Epico è disponibile per 300 Monete Mammut tramite lo store in-game. I Crossover Epici, le modalità di gioco, la mappa e tutti gli oggetti saranno acquistabili e giocabili dopo la fine dell’evento.

 

Sviluppato da Blue Mammoth, Brawlhalla è un epico gioco di combattimenti free-to-play che vede oltre 65 milioni di giocatori impegnati a combattere per la gloria nelle arene del Valhalla. Scegliendo tra oltre 50 personaggi diversi, è possibile optare per modalità giocatore singolo o in cooperativa, oltre a scegliere tra varie competizioni online e in locale. Brawlhalla supporta anche il gioco multipiattaforma tra la famiglia di dispositivi Xbox One, inclusa Xbox One X, Xbox Series X | S, Nintendo Switch™, PlayStation®4 e PlayStation®5, PC, dispositivi iOS e Android, e la famiglia di dispositivi Xbox One, tra cui Xbox One X e Xbox Series X|S, dove i giocatori possono partecipare a partite personalizzate e prendere parte al matchmaking online tutti insieme.

Per ulteriori informazioni su Brawlhalla, visitare: brawlhalla.com

Per tutte le ultime notizie su Brawlhalla e i giochi Ubisoft, visitare: news.ubisoft.com.