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Anemone: il ritorno di Daniel Day-Lewis nel film che intreccia sangue, famiglia e redenzione

Dopo anni di silenzio e promesse di addio definitive alla recitazione, Daniel Day-Lewis ha deciso di rompere l’incantesimo. E non lo fa per un progetto qualunque, ma per Anemone, un dramma diretto dal figlio Ronan Day-Lewis che segna l’esordio alla regia del giovane autore. Padre e figlio hanno scritto insieme la sceneggiatura, trasformando questo film in qualcosa di più di un semplice ritorno: è una dichiarazione d’amore al cinema e, soprattutto, alla complessità dei legami familiari.

La pellicola debutterà al New York Film Festival 2025, per poi arrivare nelle sale americane con un’uscita limitata il 3 ottobre, distribuita da Focus Features, e un’espansione nazionale il 10 ottobre. Un calendario che profuma già di Oscar season.


Una leggenda che torna in scena

Daniel Day-Lewis non ha bisogno di presentazioni: tre volte premio Oscar, trasformista capace di incarnare personaggi agli antipodi, dal macellaio Bill Cutting di Gangs of New York all’elegante couturier Reynolds Woodcock di Il filo nascosto. Dopo quest’ultimo ruolo, nel 2017, l’attore aveva annunciato il suo ritiro “definitivo”, una decisione che aveva spezzato il cuore di cinefili e appassionati. Ma se c’è una forza capace di riportarlo davanti alla macchina da presa, quella forza è la famiglia.

Ronan Day-Lewis ha costruito con lui Anemone come un vero “passion project”: non solo un film, ma un rito iniziatico in cui il figlio guida il padre in un viaggio nuovo, invertendo i ruoli tradizionali.

Il trailer: ombre, rancori e fantasmi del passato

Il primo trailer di Anemone promette un’esperienza intensa, quasi claustrofobica. Day-Lewis interpreta Ray Stoker, un ex soldato che ha vissuto vent’anni in esilio autoimposto, divorato dai rimorsi di azioni mai confessate. A interrompere questo isolamento arriva il fratello Jem, interpretato da un Sean Bean in grande forma, pronto a riaprire ferite che non si sono mai davvero rimarginate.

La tagline ufficiale parla chiaro: il film “esplora i legami complessi e profondi che esistono tra fratelli, padri e figli”. Un tema universale, ma qui calato in un’atmosfera cupa, densa di tensione psicologica e di conflitti irrisolti.

Accanto a Day-Lewis e Bean troviamo Samantha Morton, Samuel Bottomley e Safia Oakley-Green, a comporre un cast che promette di reggere il peso drammatico della storia. Dietro le quinte, i costumi sono affidati a Jane Petrie e la scenografia a Chris Oddy, due nomi che già da soli garantiscono qualità estetica e cura maniacale dei dettagli.


Tra Manchester e Chester: il dietro le quinte

Le riprese sono iniziate l’1 ottobre 2024 a Manchester, per poi spostarsi a Chester. Curiosamente, una delle notizie più discusse legate al set non riguarda gli attori ma… i vigili urbani. Durante una giornata di riprese a Handbridge, diversi veicoli di scena anni ’80, parcheggiati in zona vietata, sono stati multati dalle autorità locali. Una vicenda quasi surreale che ha fatto sorridere i fan, ma che rivela quanto sia complicato riportare in vita un’epoca passata senza finire in conflitto con le regole del presente.


Focus Features punta al cuore (e agli Oscar)

Non è un mistero che Focus Features abbia fiuto per le opere d’autore destinate a lasciare il segno. Anemone non fa eccezione: la sua premiere al New York Film Festival, in programma dal 26 settembre al 13 ottobre 2025, sembra il trampolino perfetto per catapultare Daniel Day-Lewis di nuovo nella corsa agli Academy Awards. L’idea che il più grande attore vivente – capace persino di ritirarsi per diventare calzolaio – possa tornare a contendersi la statuetta è già di per sé un evento cinematografico.


Perché Anemone è già leggenda

Il titolo stesso, Anemone, evoca fragilità e resilienza, bellezza e veleno. Proprio come i rapporti familiari al centro della trama: delicati, ma pronti a pungere nel profondo. E il fatto che Daniel e Ronan Day-Lewis abbiano intrecciato le loro vite in questa opera, uno davanti e l’altro dietro la macchina da presa, conferisce al film un’aura mitologica che va oltre la semplice finzione.

Non sappiamo ancora se Anemone sarà un capolavoro o una meteora, ma una cosa è certa: è già diventato uno degli eventi più attesi del 2025, perché rappresenta qualcosa che va oltre il cinema. È la prova che le storie, quando sono vere e condivise, possono richiamare anche chi aveva giurato di non tornare più.


✨ E voi, cosa ne pensate del ritorno di Daniel Day-Lewis? Vi aspettate un nuovo capolavoro o temete che questa scelta rompa l’incantesimo della sua carriera perfetta? Scrivetelo nei commenti e apriamo insieme il dibattito nerd su quello che potrebbe essere uno dei film più discussi del prossimo anno!

 

2073: Il Distopico Capolavoro di Asif Kapadia che Rispecchia il Nostro Presente

Immaginate un mondo in cui la democrazia è solo un ricordo, dove droni sorvegliano le strade e la popolazione, ormai piegata dalla paura, si rifugia sottoterra. Questo è il futuro inquietante che Asif Kapadia esplora in 2073, un film che mescola fantascienza distopica e documentario, prendendo ispirazione dal classico La Jetée di Chris Marker. Ambientato nella New San Francisco del 2073, il film non si limita a raccontare una storia, ma lancia un allarme sulla direzione che il nostro mondo sembra aver intrapreso.

La protagonista, Ghost, interpretata da Samantha Morton (The Walking Dead), è una figura solitaria che vive in un regime oppressivo, governato da ultraliberisti, tecnocrati corrotti e dittatori senza scrupoli. In questa società dove il dissenso è soffocato con brutalità, Ghost è perseguitata da visioni del passato, un passato che altri potrebbero chiamare presente. Kapadia intreccia questa narrazione con immagini d’archivio e interviste a giornalisti investigativi come Rana Ayyub e Carole Cadwalladr, che portano alla luce i pericoli del declino democratico, dell’autoritarismo e della sorveglianza di massa.

L’idea del film nasce da un momento preciso della vita del regista. Durante le riprese della serie Mindhunter nel 2016, Kapadia si trovava in Pennsylvania, uno stato chiave per le elezioni americane. Mentre di giorno girava scene per Netflix, la sera assisteva a manifestazioni politiche cariche di tensione, simili a un prologo di un film distopico. La sua troupe, composta perlopiù da sostenitori di Trump, offriva uno spaccato inquietante della polarizzazione politica americana. A tutto questo si aggiungeva il ricordo della Brexit, con la sua retorica divisiva e le sue campagne basate su menzogne, un déjà vu che sembrava seguire Kapadia da un continente all’altro.

Questo mix di esperienze ha dato vita a 2073, un film che riflette le paure di Kapadia per il futuro e le cristallizza in una narrazione potente e viscerale. Ghost, la sua eroina, vive in un mondo dove la tecnologia, invece di liberare l’umanità, contribuisce alla sua oppressione. Droni di sorveglianza, polizia militarizzata e censura sono strumenti di controllo, mentre la crisi climatica e l’autoritarismo crescono incontrastati.

Ciò che rende 2073 unico è il suo formato “anfibio”: una fusione di cinema narrativo e documentario, in cui la fantascienza non è mai lontana dalla realtà. Kapadia ci trascina in un vortice di immagini di repressione, dichiarazioni e visioni di un futuro che appare drammaticamente plausibile. Il film, con la sua narrazione audace e la sua struttura innovativa, ci ricorda che la distopia non è più confinata ai libri o ai film: è una possibilità tangibile, un destino da cui dobbiamo sfuggire.

Debuttato nei cinema britannici a dicembre, 2073 ha già iniziato a scuotere le coscienze con il suo messaggio potente. Per il pubblico italiano, l’attesa è carica di aspettative: questo futuro distopico potrebbe presto invadere anche i nostri schermi, come un ammonimento necessario sui rischi del nostro presente.

Tre nuovi libri per esplorare Hogwarts

Il nuovo corso di Hogwarts non accenna a fermarsi: l’ottavo capitolo della saga del maghetto più famoso del mondo, Harry Potter and the Cursed Child, che uscirà in Italia per Salani il prossimo 24 Settembre è solo l’inizio del ritorno del magico regno fantastico creato J. K. Rowling. L’autrice ha infatti in serbo, per tutti gli appassionati, ben tre nuovi libri, disponibili in formato elettronico, che ampliano la saga della scuola di magia più famosa della letteratura e del cinema!

I tre nuovi capitoli saranno disponibili sul sito Pottermore, editore online della Rowling, già dal prossimo 6 Settembre: si tratta di tre brevi pubblicazioni (la stessa Rowling ha dichiarato che non supereranno le 10mila parole ciascuno) che si concentreranno su un particolare aspetto di Hogwarts, Il primo ebook, “Short Stories from Hogwarts: Power, Politics and Pesky Poltergeists”, presenterà l’altro lato della magia, quello oscuro della stregoneria; la seconda puntata, “Short Stories from Hogwarts: Heroism, Hardship and Dangerous Hobbies” illustrerà la vicenda di Minerva McGonagall e di Remus Lupin; il terzo e ultimo volume, “Hogwarts: An Incomplete and Unreliable Guide” sarà una breve guida sulla stessa Hogwarts e dei segreti celati nel magico edificio!

Vi ricordiamo anche la scrittrice ha esordito anche come sceneggiatrice, nella pellicola “Animali fantastici e dove trovarli“, diretta da David Yates: primo capitolo di una trilogia prequel della saga di Harry Potter è incentrata sul magizoologo Newt Scamandro e sarà interpretato da Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Alison Sudol, Dan Fogler, Samantha Morton, Ezra Miller, Colin Farrell, Jon Voight e Ron Perlman.

John Carter: un viaggio spettacolare su Marte

John Carter è un film del 2012 diretto da Andrew Stanton, noto per aver realizzato alcuni capolavori dell’animazione Pixar come Alla ricerca di Nemo e WALL-E. Il film è tratto dal classico fantascientifico di Edgar Rice Burroughs, le cui immaginarie avventure hanno ispirato molti registi di ieri e di oggi, da George Lucas a James Cameron.

Il film racconta la storia di John Carter (Taylor Kitsch), capitano dell’esercito ma ormai stanco della guerra, che viene inspiegabilmente trasportato su Marte, dove si ritrova coinvolto in un conflitto di proporzioni epiche tra gli abitanti del pianeta. Tra i quali ci sono i Tharks, una razza di guerrieri verdi a quattro bracci, guidati dal nobile Tars Tarkas (Willem Dafoe), e gli umanoidi rossi di Helium e Zodanga, in lotta per il dominio del pianeta. John Carter si innamora della principessa Dejah Thoris (Lynn Collins), erede di Helium, e decide di aiutarla a salvare il suo popolo dalla minaccia di Sab Than (Dominic West), il crudele re di Zodanga, e dal misterioso Matai Shang (Mark Strong), capo dei Therns, una setta segreta che manipola il destino di Marte.

John Carter è un film che mescola avventura, azione, fantascienza e romance, con una sceneggiatura ricca di colpi di scena e personaggi memorabili. Il film è anche un omaggio al genere pulp, con le sue ambientazioni esotiche, le sue creature fantastiche e le sue battaglie spaziali. Il film vanta una colonna sonora epica composta da Michael Giacchino e degli effetti speciali mozzafiato che rendono credibile e affascinante il mondo di Marte.

John Carter è un film che merita di essere visto, sia per gli amanti della fantascienza che per quelli dell’avventura. Il film è una testimonianza della potenza dell’immaginazione e della capacità di sognare di Edgar Rice Burroughs, uno dei padri della letteratura fantastica moderna.