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Ranma ½: il finale della seconda stagione conferma un ritorno leggendario

I titoli di coda scorrono, la musica sfuma, e una cosa è chiara più di ogni altra: Ranma ½ è tornato davvero. Con la conclusione della seconda stagione del remake firmato da Studio MAPPA, disponibile su Netflix dal 4 ottobre, il capolavoro di Rumiko Takahashi dimostra di non essere soltanto un ricordo glorioso del passato, ma una commedia romantica ancora sorprendentemente viva, brillante e attuale.

Arrivati all’ultimo episodio, la sensazione è quella di aver rivisto vecchi amici dopo anni, scoprendo che non solo non sono cambiati nello spirito, ma che hanno ancora molto da dire. La seconda stagione non si limita a portare avanti la storia: entra finalmente nel cuore di Ranma ½, adattando alcuni degli archi narrativi più amati e consolidando l’identità di questo remake come qualcosa di più di una semplice operazione nostalgia.


Un finale che celebra l’essenza di Ranma

Il finale di stagione non cerca colpi di scena forzati o svolte drammatiche fuori tono. Fa qualcosa di molto più difficile e prezioso: abbraccia completamente l’anima della serie. Caos sentimentale, arti marziali senza senso, gag slapstick e quell’equilibrio unico tra romanticismo ingenuo e comicità surreale che ha reso Ranma ½ immortale.

Il rapporto tra Ranma e Akane resta il fulcro emotivo, sospeso come sempre tra schermaglie, silenzi imbarazzati e sentimenti mai pronunciati. Non c’è bisogno di dichiarazioni roboanti: basta uno sguardo, una reazione trattenuta, una lite che nasconde molto di più. È proprio questa delicatezza mascherata da commedia che continua a rendere la serie speciale.

Le saghe iconiche tornano a brillare

Con questa seconda stagione, il remake raggiunge 24 episodi complessivi e inizia a macinare sul serio il materiale più amato del manga. Alcuni archi narrativi storici tornano in una forma visivamente più curata e dinamica, senza perdere il loro impatto comico.

Su tutti, la celebre rappresentazione teatrale di Romeo e Giulietta si conferma uno dei momenti più riusciti dell’intera stagione. Rivederla oggi, con un’animazione fluida e una regia più moderna, è un piacere autentico: le gag funzionano, i malintesi esplodono come dovrebbero e il delicato gioco di rivalità e sentimenti resta intatto. È uno di quegli episodi che, arrivati alla fine, fanno pensare: “Ecco perché Ranma ½ è diventato un classico”.


Un cast che non invecchia mai

Se Ranma ½ funziona ancora così bene, il merito è soprattutto dei suoi personaggi. Tutti eccessivi, tutti caricaturali, e proprio per questo indimenticabili. Ranma e Akane continuano a essere una delle coppie più iconiche dell’animazione giapponese, mentre intorno a loro ruota una galleria di comprimari che sembra immune al passare del tempo.

Genma Saotome in versione panda, capace di comunicare solo tramite cartelli, resta una fonte inesauribile di gag. Kuno continua a vivere nella sua realtà parallela fatta di amori impossibili. Ryoga, con la sua leggendaria incapacità di orientarsi, strappa ancora risate sincere. E Happosai, pur leggermente smussato rispetto al passato, riesce ancora a incarnare quel lato più sfacciato e anarchico dell’umorismo di Takahashi.


MAPPA convince, tra rispetto e modernità

Dal punto di vista tecnico, la seconda stagione si conferma solida. MAPPA offre animazioni fluide, scene d’azione ben coreografate e un ritmo che non soffoca mai la componente comica. Il character design, più morbido rispetto alle versioni storiche, può far storcere il naso ai puristi, così come un fanservice più contenuto rispetto al passato.

Sono compromessi evidenti, ma comprensibili. E soprattutto non intaccano il cuore della serie. Ranma ½ resta riconoscibile in ogni fotogramma, e questo è ciò che conta davvero.


Un classico che parla ancora al presente

Arrivati alla fine della seconda stagione, una cosa appare evidente: Ranma ½ è una boccata d’aria fresca anche oggi. In un panorama anime spesso affollato da formule ripetitive, la serie osa ancora essere ridicola, assurda, sopra le righe. Non ha paura di sembrare ingenua, né di puntare tutto sulla leggerezza.

Ed è proprio questa leggerezza, mai superficiale, a renderla senza tempo.

Ora che il sipario è calato su questa seconda stagione, resta una certezza: il materiale da adattare è ancora tanto, e se il remake continuerà su questa strada, Ranma ½ ha tutte le carte in regola per farsi amare da una nuova generazione e per ricordare ai fan storici perché, anni fa, se ne sono innamorati.

Perché alla fine basta poco: un secchio d’acqua gelida, una palestra piena di caos e due ragazzi incapaci di dirsi ciò che provano.
E Ranma ½ riesce ancora, dopo tutto questo tempo, a farci sorridere come la prima volta.

Cosmos: quando la fantascienza scolastica di Ryuhei Tamura riscrive le regole del manga

Chi ha detto che gli alieni debbano per forza arrivare su dischi volanti, brandendo pistole laser e parlando in lingue incomprensibili? A volte l’invasione extraterrestre si nasconde dietro i banchi di scuola, sotto le luci al neon delle aule e tra i corridoi dove riecheggiano risate e segreti adolescenziali. È proprio qui che nasce Cosmos, la nuova serie sci-fi di Ryuhei Tamura, già autore del folle e amatissimo Beelzebub, che ha deciso di tornare con un’opera capace di mischiare vita quotidiana, azione e misteri cosmici.

Debuttato sulle pagine di Sunday GX nel 2023, Cosmos segna per Tamura un ritorno alla narrativa non educativa dopo l’esperimento di Hard-Boiled Cop and Dolphin. Nel frattempo, l’autore continua a pubblicare anche Secret Pyramid su Bentame Jump, ma è evidente che sia questa nuova creatura editoriale a catalizzare l’attenzione di pubblico e critica. Non a caso, tra i suoi sostenitori troviamo nomi che fanno tremare i polsi: Hiromu Arakawa (Fullmetal Alchemist), Tite Kubo (Bleach) e soprattutto la leggendaria Rumiko Takahashi, che ha definito la serie “una storia surreale connessa alla vita quotidiana, reale, fresca e interessante”. Un’investitura che, nel mondo del manga, equivale a un vero sigillo di qualità.

La trama ruota attorno a Kaede Mizumori, un liceale che possiede un dono inquietante: è in grado di vedere oltre le bugie delle persone. Kaede ha sempre scelto di rimanere in disparte, lontano dai riflettori, finché nella sua vita non irrompe Rin Homura, una misteriosa compagna che lo trascina in un segreto incredibile. Aizawa, un amico scomparso nel nulla, sarebbe in realtà… un alieno. Ma non è tutto: esiste una compagnia assicurativa intergalattica, chiamata proprio Cosmos, che si occupa di monitorare e “coprire” le vite extraterrestri infiltrate sulla Terra. Da semplice studente, Kaede si ritrova così a indossare i panni di un “investigatore assicurativo” alle prese con truffe spaziali, battaglie in luoghi quotidiani come treni affollati e misteri che si annidano tra le pieghe dell’ordinario.

L’abilità di Tamura sta nel fondere il ritmo frenetico delle sue opere precedenti con una nuova maturità narrativa: ogni volume alterna momenti di commedia scolastica a scene d’azione serrate, creando un equilibrio che ricorda certe atmosfere di Gintama, ma con un tocco personale più malinconico. Non sorprende che Arakawa abbia elogiato in particolare il quarto volume, sottolineando come la serie riesca a bilanciare durezza e sentimenti umani senza mai perdere il filo dell’avventura.

Il successo non si è fatto attendere: Cosmos ha già ottenuto candidature ai Next Manga Awards, al prestigioso Manga Taisho e al Kono Manga ga Sugoi!, proiettando l’opera nella cerchia delle produzioni più attese degli ultimi anni. A oggi conta cinque volumi pubblicati, con il quinto uscito in Giappone il 14 gennaio 2025 e celebrato con eventi speciali e pop-up shop a Ikebukuro, Nagoya e Sapporo. Un segno tangibile di come la serie stia diventando fenomeno culturale, capace di uscire dalle pagine per invadere il tessuto urbano giapponese.

E la buona notizia per noi fan italiani è che J-POP Manga ha già annunciato l’arrivo di Cosmos nel nostro Paese nel corso del 2025. Non è ancora stata comunicata una data precisa, ma l’attesa è palpabile. Viene quasi da immaginare le fiere del fumetto nostrane invase da cosplayer di Rin e Kaede, pronti a discutere di alieni nascosti tra i banchi di scuola come se fosse la cosa più normale del mondo.

In fondo, questo è il potere di un manga come Cosmos: prendere l’incredibile e renderlo quotidiano, trasformare una trama surreale in uno specchio delle nostre insicurezze e dei nostri desideri. Tamura ha confezionato una serie che diverte, emoziona e allo stesso tempo fa riflettere, confermando la sua capacità di reinventarsi senza mai rinunciare a quell’energia folle che lo ha reso celebre.

Con queste premesse, il conto alla rovescia per l’edizione italiana è già partito. E voi, siete pronti a farvi trascinare da Cosmos in un’indagine scolastica che diventa epopea intergalattica?

Buon compleanno Doraemon, il gatto spaziale

Il 3 settembre si festeggia un compleanno davvero speciale: quello di Doraemon, uno dei personaggi più amati del mondo dell’animazione giapponese e del manga. Anche se il suo “vero” compleanno, come raccontato nella serie, avverrà il 3 settembre 2112, l’affetto per questo iconico gatto robot nato nel 1969 dalla mente creativa di Fujiko F. Fujio (pseudonimo dei mangaka Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko) è intramontabile.

Doraemon è un gatto robot inviato dal futuro per aiutare un giovane ragazzo di nome Nobita Nobi. La missione del nostro eroe blu è chiara: impedire che Nobita, goffo e poco intraprendente, compia errori che potrebbero danneggiare il futuro dei suoi discendenti. Nonostante gli sforzi di Doraemon e l’uso di gadget tecnologici provenienti dalla sua “gattopone” quadridimensionale, i due spesso finiscono in situazioni comiche e rocambolesche. Ogni avventura, però, è carica di importanti lezioni di vita, dove amicizia, lealtà e coraggio sono protagonisti.

Il personaggio di Doraemon ha esordito nel 1970 con il manga pubblicato da Shogakukan. Le avventure del gatto robot si diffusero rapidamente in Giappone, conquistando il cuore di grandi e piccoli. Nel 1979 arrivò il grande salto verso il piccolo schermo con la serie anime prodotta da TV Asahi, che tuttora continua a essere un successo di pubblico.

Nobita e i suoi amici: un cast indimenticabile

Accanto a Doraemon e Nobita, troviamo un gruppo di personaggi che rende la serie ancora più memorabile. Shizuka Minamoto, la dolce e intelligente amica di Nobita, è il suo amore segreto; Takeshi “Gian” Goda, il temibile bullo che ama cantare nonostante la sua stonatura cronica; e Suneo Honekawa, vanitoso e ricco, sempre pronto a vantarsi dei suoi possedimenti. Ogni personaggio aggiunge una sfumatura speciale al mondo di Doraemon, contribuendo al suo fascino universale.

Dal manga all’anime: il successo planetario di Doraemon

Nonostante una prima trasposizione animata nel 1973 non abbia avuto il successo sperato, nel 1979 la serie divenne un fenomeno di massa. L’anno successivo, nel 1980, venne prodotto il primo film d’animazione di Doraemon, inaugurando una tradizione di lungometraggi annuali che prosegue ancora oggi. Questi film portano i protagonisti in avventure epiche e fuori dal comune, con ambientazioni esotiche e straordinarie: dall’era dei dinosauri ai confini della galassia, ogni storia esplora temi profondi come l’ambiente, la tecnologia e la storia.

In Italia, Doraemon è arrivato per la prima volta nel 1982, quando fu trasmesso su Rai Due. La seconda edizione, andata in onda su Mediaset nel 2003, ripristinò i nomi originali dei personaggi, facendo conoscere Doraemon e i suoi amici a una nuova generazione di spettatori.

Un successo senza tempo

Il franchise di Doraemon ha attraversato decenni e confini, divenendo un vero e proprio fenomeno culturale. Con 40 lungometraggi e migliaia di episodi animati, il simpatico gatto robot ha fatto sognare generazioni di bambini, trasmettendo valori positivi come l’impegno, l’integrità e l’amore per l’ambiente.

Doraemon è molto più di un semplice cartone animato: è un amico fidato per i piccoli spettatori e un’icona della cultura pop. Il suo coraggio, la sua simpatia e il desiderio di aiutare Nobita insegnano l’importanza di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, ricordando che è sempre possibile migliorare il proprio futuro con impegno e perseveranza.

Nonostante il passare del tempo, il fascino di Doraemon non sembra conoscere declino. Il franchise continua a produrre film, serie televisive, manga e perfino videogiochi, mantenendo viva la passione dei fan di tutto il mondo. Il lungometraggio del 2014, interamente in CGI, ha consolidato Doraemon come un’icona intramontabile, capace di adattarsi alle nuove tecnologie pur restando fedele alle sue origini.

Mentre attendiamo il 2112 per celebrare il vero compleanno di Doraemon, continuiamo a goderci le sue avventure che, attraverso risate e insegnamenti, ci ricordano il valore dell’amicizia e della bontà. Buon compleanno, Doraemon, e grazie per averci accompagnato nel viaggio della vita con la tua saggezza e il tuo sorriso!

 

MAO: in arrivo l’anime del manga di Rumiko Takahashi — debutto previsto per il 2026

Quando si parla di manga che hanno segnato la storia della cultura pop giapponese e mondiale, il nome di Rumiko Takahashi brilla come un faro nella notte. La “madre” di Lamù, Maison Ikkoku, Ranma ½ e Inuyasha non ha mai smesso di regalarci storie capaci di mischiare umorismo, dramma, romanticismo e mistero, plasmando generazioni di lettori e appassionati di anime. E ora, finalmente, anche la sua opera più recente, MAO, si prepara a fare il grande salto sul piccolo schermo con un adattamento animato che già fa tremare i polsi ai fan di vecchia data e incuriosisce le nuove leve del mondo otaku.

Bandai Namco Filmworks ha infatti annunciato ufficialmente la produzione di MAO, serie anime ispirata all’omonimo manga serializzato su Weekly Shōnen Sunday dal maggio 2019. La data segnata sul calendario è la primavera del 2026, quando la serie debutterà su NHK General TV. Dietro le quinte troviamo uno staff tecnico che non ha certo bisogno di presentazioni: alla regia ci sarà Teruo Sato, già conosciuto per Yashahime: Princess Half-Demon, mentre la series composition è affidata a Yūko Kakihara. Il character design è curato da Yoshihito Hishinuma, noto ai fan di Inuyasha – The Final Act, e le musiche portano la firma di Shū Kanematsu, compositore di talenti per titoli come The Café Terrace and Its Goddesses.

Ma cos’è che rende MAO così speciale? Per capirlo, dobbiamo tuffarci tra le sue pagine, respirando quell’atmosfera sospesa tra il Giappone moderno e l’era Taisho, un periodo storico affascinante e spesso poco esplorato nei manga mainstream. La protagonista, Nanoka Kiba, è una ragazza che porta addosso il peso di un passato misterioso: sopravvissuta a un tragico incidente stradale quando era solo una bambina, vive una vita apparentemente normale fino a quando, durante una passeggiata sul luogo dell’incidente, viene trascinata in un’altra epoca. Qui incontra Mao, un enigmatico onmyoji (mago/esorcista) con il quale si troverà a indagare su eventi oscuri che travalicano il tempo e lo spazio, in un’avventura che mescola horror, sovrannaturale e legami karmici.

Rumiko Takahashi ci regala un racconto che si muove agilmente tra dimensioni, portando sul tavolo tematiche classiche come il destino, la reincarnazione, i demoni interiori e le antiche maledizioni, senza mai perdere quel tocco di ironia e delicatezza che da sempre contraddistingue le sue opere. Non è un caso che il manga, arrivato a quota 24 volumi in Giappone e pubblicato in Italia da Star Comics dal 2020, abbia conquistato una solida fanbase, ansiosa di vedere animati i momenti più iconici della storia.

Il cast vocale selezionato per l’anime non è da meno: a dare voce a Mao sarà Yūki Kaji, celebre per ruoli da protagonista in serie come Attack on Titan (Eren Jaeger) e My Hero Academia (Shoto Todoroki), mentre Nanoka avrà la voce fresca di Natsumi Kawaida. Al loro fianco troveremo Hiro Shimono nel ruolo di Hyakka e Toshiyuki Toyonaga in quello di Kamon, promettendo interpretazioni che sapranno emozionare e coinvolgere.

Dietro l’animazione c’è Sunrise, storico studio dietro capolavori come Gundam e Cowboy Bebop, una garanzia quando si parla di qualità visiva e cura dei dettagli. La direzione artistica è affidata a Hiroshi Katō e Izumi Hoki, mentre Masumi Ōtsuka si occuperà dei colori, Tomohiro Fujie delle animazioni in CG e Akane Fushihara della fotografia. Non possiamo non citare anche Kazuhiro Nii al montaggio e Hiromi Kikuta al sound direction, un team che sembra disegnato apposta per dare vita all’universo complesso e suggestivo di MAO.

Il progetto anime rappresenta non solo una celebrazione del talento di Rumiko Takahashi, ma anche un’ennesima dimostrazione di come il manga e l’animazione giapponese continuino a dialogare con le generazioni di oggi, proponendo storie in grado di parlare di paura, coraggio e legami umani in modi sempre nuovi. Non ci resta che attendere, con quella dolce ansia tipica di chi sa che presto avrà un nuovo anime da amare, discutere, analizzare e — perché no — criticare con passione sui social e nei forum.

E tu, sei pronto a lasciarti catturare dalle atmosfere misteriose di MAO? Hai già letto il manga o aspetti di scoprire la storia per la prima volta in versione animata? Raccontacelo nei commenti qui sotto e non dimenticare di condividere l’articolo sui tuoi social: facciamo sentire forte la voce della community nerd e geek! Il dibattito è aperto: chi è pronto a viaggiare tra passato e presente insieme a Mao e Nanoka?

Yashahime: Princess Half-Demon – Il manga che conquista i fan di Inuyasha tra memoria, avventura e folklore

Se siete fan di Inuyasha, preparatevi a un viaggio emozionante perché oggi vi porto nel cuore pulsante di Yashahime: Princess Half-Demon, il manga che ha saputo raccogliere l’eredità della leggendaria opera di Rumiko Takahashi e trasformarla in qualcosa di nuovo, pur mantenendo quel profumo di nostalgia che fa battere il cuore ai veterani degli anime anni Duemila. Yashahime: Princess Half-Demon è nato come anime nel 2020 grazie allo studio Sunrise, lo stesso che ci aveva già regalato le avventure di Inuyasha e Kagome. Ma la vera chicca per noi nerd arriva con l’adattamento manga, affidato a Takashi Shiina, nome che forse ai più suonerà familiare per il lunghissimo Zettai Karen Children, portato avanti per ben sedici anni. Un autore che di storie lunghe e intricate se ne intende, insomma.

L’annuncio del manga è arrivato il 20 agosto 2021, e da lì il conto alla rovescia è stato serratissimo: il debutto sulle pagine di Shōnen Sunday Super è avvenuto il 25 settembre 2021, accompagnato da un entusiasmo collettivo non solo in Giappone, ma anche fra i fan internazionali che seguivano l’anime in streaming su Crunchyroll. La serie cartacea si è conclusa il 25 giugno 2025, portando a termine un arco narrativo che ha saputo ampliare e approfondire quanto visto sullo schermo.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo perché questo manga ha conquistato il cuore di così tanti appassionati.

La storia riparte otto anni dopo la conclusione di Inuyasha. Al centro ci sono le gemelle Towa e Setsuna, figlie di Sesshomaru e Rin, e Moroha, figlia di Inuyasha e Kagome. In un incendio misterioso, Towa viene separata da Setsuna e finisce catapultata nell’era moderna, dove cresce come una normale ragazza sotto le cure di Sōta Higurashi, il fratello minore di Kagome. Dieci anni dopo, quando finalmente riesce a tornare nell’epoca Sengoku, Towa scopre che Setsuna non ha più alcun ricordo del passato e, nel frattempo, è diventata una temibile cacciatrice di demoni sotto la guida di Kohaku, fratello minore di Sango.

Insieme a loro c’è Moroha, esplosiva adolescente dai capelli rossi, combattiva e ribelle, che porta con sé il peso di non sapere nulla dei suoi genitori. E qui, lo ammetto, il cuore del fan di lunga data vacilla: vedere la figlia di Inuyasha e Kagome che combatte demoni senza memoria delle sue origini è un colpo al cuore e un colpo di genio narrativo.

Takashi Shiina ha saputo prendere tutto questo e plasmarlo su carta con un tocco personale. Il suo tratto grafico, pur discostandosi leggermente da quello iconico della Takahashi, riesce a mantenere viva l’atmosfera magica e malinconica del mondo di Inuyasha. E non è solo questione di disegno: Shiina ha introdotto sfumature nuove ai personaggi, ha scavato nei loro conflitti interiori e ha reso ancora più tangibile il dramma della perdita di memoria e della ricerca di identità. Per celebrare l’inizio di questa nuova avventura editoriale, Shiina ha addirittura regalato ai fan un’illustrazione crossover tra Yashahime e Zettai Karen Children, segno di quanto sentisse personalmente il passaggio di testimone.

L’adattamento manga non si limita a ripetere pedissequamente la trama dell’anime: offre approfondimenti, retroscena e momenti inediti che arricchiscono il viaggio delle protagoniste. Il rapporto tra Towa e Setsuna è uno dei fili narrativi più potenti: il desiderio di ricongiungersi, l’amarezza del non riconoscersi, la speranza di recuperare il tempo perduto. E poi c’è Moroha, che spesso ruba la scena con il suo mix irresistibile di ironia e ferocia, ricordandoci tanto il carattere ribelle del padre quanto la determinazione della madre.

Yashahime: Princess Half-Demon non è solo un sequel di Inuyasha. È un’opera che si regge sulle proprie gambe, capace di parlare a una nuova generazione di fan senza tradire quelli storici. Un manga che affronta il tema della memoria, della famiglia e del destino con una sensibilità sorprendente per un titolo shōnen, e che ci fa capire quanto ancora ci sia bisogno di storie fantasy radicate nel folklore giapponese.

Se siete amanti dei viaggi nel tempo, dei combattimenti contro demoni, delle eroine combattive e delle saghe familiari che intrecciano destino e sacrificio, Yashahime fa per voi. Non è solo un prodotto da consumare per nostalgia, ma un’avventura da vivere fino in fondo.

E voi, l’avete già letto o state aspettando di tuffarvici adesso che si è concluso? Avete un personaggio preferito o una teoria che vi ronza in testa? Raccontatemelo nei commenti qui sotto o, ancora meglio, condividete questo articolo sui vostri social e fate sapere al mondo da che parte state: team Towa, team Setsuna o team Moroha? Aspetto i vostri pensieri, nerd del mio cuore!

La recensione della prima stagione del remake di Ranma ½

Parlare di Ranma ½ significa evocare uno dei grandi pilastri dell’animazione giapponese. È impossibile ignorare il contributo che le opere di Rumiko Takahashi hanno dato alla cultura pop e all’immaginario di intere generazioni. Se Dragon Ball è stata la porta d’ingresso per tanti nel mondo degli anime, Ranma ½ è la chiave che ha spalancato un universo fatto di comicità, combattimenti e dinamiche di genere uniche. Ogni ritorno, però, è un azzardo: come bilanciare la nostalgia dei fan storici con l’innovazione richiesta dal pubblico moderno?

Con il reboot di Ranma ½, prodotto da MAPPA e disponibile su Netflix, i dubbi iniziali si sono dissolti. Dopo lo scivolone di altre rivisitazioni, come la recente versione di Lamu, il timore di vedere Ranma ridotto a una pallida imitazione era concreto. Eppure, il nuovo adattamento è un ritorno glorioso, una celebrazione che rasenta la perfezione, capace di rispettare il passato mentre abbraccia il futuro.

Un tuffo nelle sorgenti maledette

La trama rimane quella che ha incantato milioni di fan dagli anni ’80: Ranma Saotome, giovane esperto di arti marziali, è vittima di una maledizione durante un allenamento in Cina. A contatto con l’acqua fredda, si trasforma in una ragazza; con l’acqua calda, torna maschio. Il padre Genma non è da meno, tramutandosi in un panda. Tornati in Giappone, Ranma scopre di essere promesso in sposo ad Akane Tendo, una ragazza dal carattere focoso e dalla lingua tagliente, figlia del vecchio amico di Genma. Da qui parte una girandola di equivoci, combattimenti e situazioni al limite dell’assurdo.

Il reboot riprende fedelmente questa storia, ma lo fa con un ritmo più serrato e privo di quelle aggiunte che appesantivano l’adattamento originale. Ogni episodio è una miscela esplosiva di umorismo e azione, che tiene incollati allo schermo vecchi fan e nuovi spettatori.

Comicità, romanticismo e arti marziali: il mix vincente

Ranma ½ è unico nella sua capacità di mescolare generi. La comicità surreale delle trasformazioni di Ranma si intreccia al romanticismo goffo e tenero tra lui e Akane. Intorno a loro, ruotano personaggi indimenticabili: Ryoga, eternamente perso e condannato a trasformarsi in un adorabile maialino; Shampoo, l’amazzone innamorata di Ranma; Kuno, il poeta guerriero con una cotta sia per Akane che per la “ragazza col codino”.

La forza del reboot sta proprio nella capacità di modernizzare questi elementi senza tradirne l’essenza. Le tematiche legate alla fluidità di genere, affrontate con ironia ma senza superficialità, trovano una nuova rilevanza nel contesto attuale. Ranma, costretto a navigare tra due identità, diventa un simbolo di flessibilità e accettazione, mentre Akane si conferma un personaggio femminile fuori dagli schemi, forte e determinata.

Dal punto di vista visivo, lo studio MAPPA ha fatto un lavoro straordinario. Le animazioni sono fluide, i combattimenti coreografati come danze e i colori brillano di nuova vita senza perdere il fascino vintage. I fan storici apprezzeranno i richiami estetici all’originale, mentre i più giovani si lasceranno conquistare dall’eleganza e dalla dinamicità delle scene.

Un nuovo inizio… in attesa di un finale

L’unica nota dolente? La stagione si interrompe senza una vera conclusione. Un cliffhanger che lascia con l’acquolina in bocca, ma che promette un prosieguo ricco di emozioni e risate.

Ranma ½ non è solo un reboot ben fatto; è un omaggio rispettoso e moderno a una serie che ha segnato la storia degli anime. Se siete cresciuti con le peripezie di Ranma, o se volete scoprire perché questa storia è diventata leggenda, Netflix ha la risposta. Non perdetevi questo ritorno alle sorgenti maledette: un tuffo che vale la pena fare, sia per i nostalgici che per i neofiti.

Ranma ½ Anime Originale vs Remake: le differenze Principali Tra le Due Serie

Ranma ½, l’opera senza tempo creata da Rumiko Takahashi, è tornata in una nuova veste grazie al remake realizzato dallo studio MAPPA, attualmente in onda su Netflix. Questo remake riporta agli spettatori l’inconfondibile umorismo e l’universo surreale di Ranma Saotome, l’artista marziale che, dopo essere stato maledetto dalle Sorgenti di Jusenkyo, si trasforma in una ragazza ogni volta che entra in contatto con l’acqua fredda. Con rispetto e una cura meticolosa, MAPPA ha accettato la sfida di restituire al pubblico di oggi la magia di un’opera che ha fatto storia nella cultura pop e nella comicità fuori dagli schemi. Ma quanto il remake riesce a mantenere la magia dell’originale prodotto dallo Studio Deen? Ecco un viaggio nel cuore delle due versioni per scoprire differenze e punti di forza.

Le Due Anime di Ranma ½

La prima versione animata di Ranma ½, portata in vita dallo Studio Deen, andò in onda tra il 1989 e il 1992 su Fuji TV, suddivisa in due capitoli principali: Ranma Nibun no Ichi e Ranma ½ Nettōhen. Malgrado un avvio incerto e un budget limitato, la serie conquistò presto lo status di cult grazie alla sua narrazione irriverente e ai suoi personaggi indimenticabili. Tuttavia, diverse storie rimasero in sospeso, lasciando un finale aperto. MAPPA ha oggi scelto un approccio differente, basandosi fedelmente sul manga di Takahashi e omettendo i filler dell’originale. Ne risulta una narrazione più fluida e fedele, che mantiene l’essenza umoristica dell’opera e valorizza la trama, finalmente completa e lineare.

La Vitalità della Nuova Generazione

Un elemento distintivo nel remake è il rinnovamento vocale, affidato a doppiatori di nuova generazione che infondono ai personaggi un’energia vivace e moderna. Se nell’originale il doppiaggio giocava spesso su toni “irritati” o “annoiati,” questo nuovo cast dona ai personaggi una maggiore freschezza e un coinvolgimento emozionale. Tale evoluzione ha portato a una risposta positiva da parte del pubblico, anche se i nostalgici ammettono di sentire la mancanza delle voci iconiche degli anni ‘90, che avevano reso Ranma e i suoi amici ancora più memorabili.

Dal Caos dei Filler alla Linearità del Remake

Lo Studio Deen, per motivi legati ai tempi di trasmissione, aveva inserito molti episodi filler, dando alla narrazione un andamento episodico che a volte disorientava gli spettatori. In contrasto, MAPPA adotta un approccio più lineare e aderente al manga, senza deviazioni dalla trama principale. Ogni episodio serve a portare avanti la storia, mantenendo l’attenzione sulle vicende di Ranma e sui bizzarri eventi che caratterizzano il suo mondo. Per i fan storici, questo cambio è apprezzabile, poiché permette di seguire l’evoluzione completa dei personaggi e delle storyline, senza interruzioni.

Emozione Versus Velocità

Nella versione originale, il ritmo più rilassato consentiva allo spettatore di immergersi nelle emozioni dei personaggi e creare un legame empatico. Il remake, pur rispettando la struttura del manga, propone un ritmo più rapido, rendendo la narrazione vivace e dinamica, ma sacrificando talvolta le pause emotive della prima versione. Alcuni fan trovano che la velocità di MAPPA possa togliere una parte dell’intensità emotiva che si percepiva negli anni ‘90, riducendo in parte l’intensità dell’umorismo sommesso.

Nuovi Effetti per Vecchie Risate

La comicità in Ranma ½ è un marchio di fabbrica: slapstick, situazioni assurde e reazioni esagerate. Nella versione di MAPPA, la resa delle scene comiche è enfatizzata con l’uso di effetti visivi moderni e una maggiore vivacità sonora, facendo leva su tecniche digitali che aggiungono dinamismo. Se la serie dello Studio Deen preferiva puntare su una comicità più naturale, il remake presenta un effetto più caricaturale, creando una nuova dimensione che divide l’opinione pubblica tra chi apprezza la modernizzazione e chi preferisce l’ironia più diretta e “genuina” dell’originale.

 Un Look Accattivante, ma più Commerciale?

Non si può negare che il remake abbia dato a Ranma ½ un aspetto visivamente accattivante. Animazioni più fluide, colori brillanti e una cura dettagliata nei combattimenti e nelle espressioni dei personaggi rendono il remake un’esperienza esteticamente appagante. Tuttavia, alcuni fan osservano che l’aspetto “retrò” dell’originale permetteva un’immersione maggiore senza distrazioni visive. MAPPA è riuscito a mantenere il rispetto per il materiale di partenza, ma la modernizzazione visiva può risultare a tratti eccessivamente patinata per coloro che preferiscono la semplicità della serie anni ‘90.

Musica e Atmosfera: La Nostalgia dei Classici

Le musiche di apertura e chiusura della serie originale sono diventate leggendarie per i fan, evocando una nostalgia impossibile da replicare. La nuova colonna sonora, pur moderna e accattivante, non ha lo stesso impatto emotivo, forse per il legame indissolubile che i fan storici hanno con i brani iconici della versione originale. MAPPA ha cercato di mantenere un’atmosfera evocativa, ma le canzoni storiche restano intramontabili e insostituibili.

Censura e Sensibilità Moderna

La versione originale non esitava a includere situazioni ironicamente ambigue e scene di nudo parziali, che contribuivano alla comicità irriverente dell’opera. Nel remake, alcune di queste scene sono state ammorbidite per adattarsi ai canoni odierni, puntando su una rappresentazione più sottile e delicata. Sebbene questa scelta rispecchi le sensibilità attuali, molti fan avvertono che la serie ha perso parte della sua audacia, apprezzando però che l’umorismo sia rimasto inalterato.

Tra Innovazione e Fedeltà ai Dettagli

Uno degli elementi più apprezzati nel remake è la qualità dell’animazione, in linea con i migliori standard tecnici di MAPPA. L’animazione fluida, i colori vivaci e i dettagli delle coreografie di combattimento sono un omaggio alla grandezza di Ranma ½. Il character design di Hiromi Taniguchi ha saputo mantenere intatta l’essenza dei personaggi, donando loro una freschezza contemporanea che ne rispetta le caratteristiche distintive.

Un’Eredità che Attraversa le Generazioni

Il remake di MAPPA rappresenta un’importante testimonianza del valore duraturo di Ranma ½ nella cultura dell’animazione. Questa nuova versione offre al pubblico moderno un’opportunità per scoprire una delle storie più iconiche dell’animazione giapponese, avvicinandosi con cura e rispetto al capolavoro di Takahashi. Sebbene il pubblico di vecchia data possa notare le differenze e discutere su cosa funzioni meglio tra le due versioni, è innegabile che questo remake rappresenti un ponte nostalgico e coraggioso tra le generazioni, ricordando a tutti perché Ranma ½ è e rimarrà un classico senza tempo.

Rumiko Takahashi: la regina del manga svela i segreti del suo magico universo!

Conoscete Rumiko Takahashi? Se amate i manga, la risposta è sicuramente sì!

Da oltre 40 anni questa straordinaria mangaka ci incanta con le sue storie piene di umorismo, romanticismo e azione, che hanno rivoluzionato il panorama del manga shonen e seinen.

Ma qual è il segreto del suo successo?

Rumiko lo ha svelato sui social: la lettura dei grandi classici della letteratura internazionale!

Passione per i libri e talento innato per il disegno: nata a Niigata, in Giappone, il 10 ottobre 1957, Rumiko ha esordito come mangaka nel 1978 con “Katsute Shika…”, conquistando subito il premio Shogakukan Newcomer Award.

Il suo primo grande successo è stato “Lamù” (Urusei Yatsura): una commedia romantica con una protagonista extraterrestre in bikini e uno studente sfortunato che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo.

Ma Rumiko non si è fermata qui! Nel corso della sua prolifica carriera ha dato vita a tantissimi altri manga di successo, tra cui:

  • Maison Ikkoku: commedia romantica ambientata in un condominio di Tokyo
  • Ranma ½: commedia fantasy con un protagonista che si trasforma in ragazza quando viene bagnato da acqua fredda
  • Inuyasha: serie fantasy che narra le avventure di una ragazza del liceo trasportata nel Giappone feudale
  • Rinne: commedia soprannaturale con un ragazzo che può vedere gli spiriti

Lo stile di Rumiko è inconfondibile

Tratto fluido e dinamico, personaggi memorabili e una sapiente miscela di umorismo, romanticismo e azione. Le sue storie ci appassionano e ci commuovono, trasportandoci in mondi fantastici e divertenti.

Ispirazione dai maestri e passione per la cultura

Rumiko ha dichiarato di essere stata influenzata da grandi mangaka come Osamu Tezuka, Shotaro Ishinomori e Go Nagai, ma la sua vera venerazione è per la letteratura, il cinema e la musica.

Riconoscimenti e premi

Rumiko ha vinto pressoché tutti i principali premi e riconoscimenti in materia di manga e anime, tra cui il Shogakukan Manga Award, il Tezuka Osamu Cultural Prize e il Prix Asie-ACBD. È stata inoltre insignita dell’Ordine del Sol Levante, Cavaliere d’Oro, per il suo contributo alla cultura giapponese.

Un’influenza enorme sul mondo del manga

Le opere di Rumiko Takahashi hanno ispirato generazioni di altri mangaka e hanno contribuito a diffondere la cultura giapponese in tutto il mondo. È considerata una delle autrici più importanti del XX secolo e un vero e proprio maestro del manga.

Una routine quotidiana ricca di creativit

Rumiko ha raccontato sui social come si svolgono le sue giornate lavorative: prima di mezzogiorno si dedica all’inchiostrazione dei personaggi, poi pranza e si occupa delle faccende di casa, mentre nel pomeriggio si immerge nella lettura dei classici. Infine, dopo cena, torna al disegno.

Una vera e propria leggenda per gli amanti del manga: con la sua incredibile capacità di creare storie e personaggi indimenticabili, Rumiko Takahashi ha conquistato il cuore di milioni di lettori in tutto il mondo.

Se amate i manga, non potete non conoscere Rumiko Takahashi! Le sue opere sono un tesoro prezioso da scoprire e riscoprire, fonte di divertimento, emozione e ispirazione.

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Junji Ito studies. Dai profondi abissi dell’orrore

Mi sono sempre divertito a rappresentare i due estremi:
da un lato la bellezza, dall’altro il grottesco.

Junji Ito è uno degli indiscussi maestri del manga horror, dalla lunghissima e prolifica carriera. In occasione dei suoi trent’anni di attività, fu rilasciato Junji Ito studies. Dai profondi abissi dell’orrore, finalmente in arrivo anche in Italia. Il volume rappresenta una vera e propria celebrazione di uno degli autori più originali e istantaneamente riconoscibili dell’intero Giappone e offre agli appassionati una variegata cornucopia di contenuti, al punto da risultare assolutamente imperdibile.

Naturalmente, non possono mancare i manga: JUNJI ITO STUDIES comprende infatti quattro storie mai raccolte prima in volumi unici, tra cui Palloncini appesi – Il ritorno, appendice a uno dei racconti più inusuali e terrificanti del maestro. Pregevoli pagine a colori, con illustrazioni e fotografie di Junji Ito e dei luoghi a lui cari, impreziosiscono il volume, mentre i più studiosi e curiosi potranno apprezzare una dettagliata bibliografia, articoli approfonditi e ricchissime interviste. Numerosissimi, infine, i contributi illustri: si va dagli omaggi di personalità quali Rumiko Takahashi, la principessa del manga, e Hideo Kojima, celeberrimo game designer, all’intervista-dialogo tra il maestro Ito e Daijiro Morohoshi, un altro insigne esponente del manga horror e science fiction.

La ricchezza di JUNJI ITO STUDIES ne fa un volume dissimile da ogni altro, come si nota dalla particolare copertina in stile magazine giapponese. Persino i più accaniti fan di Junji Ito troveranno qualcosa di nuovo da scoprire, che si tratti delle storie preferite del maestro, dei suoi trucchi per lavorare al meglio, delle fonti di ispirazione dietro ai suoi racconti più celebri e molto altro ancora.

Junji Ito studies. Dai profondi abissi dell’orrore arriverà in fumetteria, libreria, store online e sul sito di Star Comics a partire dal 20 dicembre. Auguriamo al maestro Ito di poterci stregare con le sue visioni ancora per moltissimi anni a venire.

Chi sono i mangaka più ricchi di sempre

Nel variegato mondo delle professioni c’è un mestiere che spicca per la sua originalità e creatività: quello dell’autore dei fumetti. Purtroppo nel nostro paese non è una professione che “rende tantissimo” anzi nella nostra esperienza anche i “grandi fumettisti italiani” sono mossi poi dalla passione e dalla gloria che dai soldini!

Diversamente accade in altre parti del mondo dove gli autori sono considerati vere star: nella cultura giapponese i grandi autori (i mangaka) vengono generati come Sensei e ricevono un giusto compenso per le saghe straordinarie che hanno realizzato! Ma attenzione, diventare un mangaka in Giappone non è un gioco da ragazzi. Bisogna amare il proprio lavoro più della propria vita e essere pronti a sobbarcarsi un lavoro immane e una competizione feroce.

Ora, amici, veniamo alla domanda che tutti vi starete facendo: chi sono i mangaka più ricchi e iconici?

Di solito, il povero fumettista si fa un mazzo tanto per guadagnarsi da vivere disegnando, ma – e qui vi svelo il segreto – tutto cambia se il suo manga diventa un successo planetario. Proprio per questo, abbiamo deciso di presentarvi una lista dei 10 mangaka più ricchi di tutti i tempi, scovata sul web. Sì, ci riteniamo molto esperti in materia.

La classifica dei Mangaka più ricchi

Al decimo posto abbiamo Kohei Horikoshi, mangaka di My Hero Academia, è presente in questa lista grazie al grande successo ottenuto con il suo manga shonen. Nel solo anno 2022, My Hero Academia ha venduto 65 milioni di copie in tutto il mondo. Horikoshi è quindi uno dei mangaka più ricchi di sempre, con un patrimonio netto stimato di 12 milioni. Nonostante il manga sia nella sua fase finale, Horikoshi è spesso costretto a fermarsi a causa di problemi di salute.

La nona posizione è occupata da Hirohiko Araki, famoso in tutto il mondo per essere il mangaka de Le Bizzarre Avventure di JoJo. La serie manga ha venduto oltre 80 milioni di copie solo in Giappone ed è uno dei maggiori successi commerciali di sempre su Weekly Shōnen Jump. Considerato un must read, nel 2006 è stato eletto come uno dei migliori dieci manga di tutti i tempi dal pubblico giapponese. Araki possiede un patrimonio stimato di quasi 13 milioni.

Masashi Kishimoto che ha creato una delle serie shonen più iconiche di sempre, Naruto, occupa l’ottava posizione. Dal successo del manga sono state tratte due serie anime, Naruto e Naruto: Shippuden, oltre a romanzi, videogiochi, film e OAV. Con oltre 250 milioni di copie vendute, Naruto è il quarto manga più venduto al mondo. Il patrimonio di Kishimoto si aggira intorno ai 24 milioni.

Settimo posto per Yoshihiro Togashi è noto per essere il mangaka di Yu degli Spettri e Hunter x Hunter. Nonostante una periodicità irregolare a causa dei suoi problemi di salute, Hunter x Hunter ha venduto oltre 60,5 milioni di copie solo in Giappone. Togashi possiede un patrimonio di circa 28 milioni.

Tite Kubo è un autore famoso in tutto il mondo per aver creato e illustrato il popolare manga shonen intitolato “Bleach”: il mangaka occupa la sesta posizione in questa classifica. Durante la sua pubblicazione, “Bleach” si è garantito un posto tra i manga più popolari insieme a “Naruto” e “One Piece”. In Giappone, il manga ha venduto oltre 90 milioni di copie, mentre globalmente ha raggiunto un totale di 120 milioni di copie vendute. Grazie al successo raggiunto, Kubo è entrato a far parte dei mangaka più ricchi di sempre, con un patrimonio stimato intorno ai 36 milioni di dollari.

Al quinto posto troviamo Hajime Isayama, autore del famoso e coinvolgente manga violento intitolato “L’Attacco dei Giganti“, che ha ottenuto un successo immediato. Nel 2011, Isayama ha ricevuto una nomination per il premio Manga Taishō e si è aggiudicato il premio Kōdansha per il miglior manga per ragazzi. Inoltre, è stato nominato al Premio culturale Osamu Tezuka alla sedicesima e alla diciottesima edizione. Il manga, incentrato sulle vicende di Eren Jaeger, ha venduto oltre 100 milioni di copie e Isayama ha un patrimonio stimato intorno ai 40 milioni di dollari.

Gosho Aoyama si piazza al quarto posto con il suo celebre manga “Detective Conan”, che è molto amato in tutto il mondo e ha un gran numero di fan di tutte le età. La serializzazione del manga è iniziata nel 1997 ed è ancora in corso. Con oltre 250 milioni di copie vendute, “Detective Conan” si posiziona come il quarto manga più venduto di tutti i tempi ed è noto per l’originalità del suo genere, visto che il giallo è un elemento piuttosto raro nei manga. L’enorme successo di “Detective Conan” ha garantito ad Aoyama un patrimonio netto di circa 46 milioni di dollari.

Al terzo posto si trova Akira Toriyama, noto in tutto il mondo per aver creato e illustrato il mitico manga shonen “Dragon Ball“. La serie, incentrata sulle avventure di Son Goku, ha venduto oltre 260 milioni di copie in tutto il mondo e ha dato origine a serie animate, film animati, una serie di videogiochi e molto altro ancora. Al momento, Toriyama è impegnato nella supervisione di “Dragon Ball Super” e ha un patrimonio netto stimato di 50 milioni di dollari.

Il Secondo posto nel podio è occupato dalla leggendaria Rumiko Takahashi,  considerata una delle migliori mangaka di sempre. È nota per aver lavorato a due manga iconici, Ranma ½ e Inuyasha, che hanno venduto rispettivamente 55 milioni e 50 milioni di copie in tutto il mondo. Da queste serie sono nati numerosi adattamenti anime e spin-off. Il patrimonio netto di Takahashi si aggira tra i 55 e i 60 milioni.

Medaglia d’oro è ovviamente Eiichiro Oda, l’autore di One Piece, una delle serie shonen più vendute di tutti i tempi. Il manga ha venduto oltre 500 milioni di volumi dal suo debutto nel 1997. Grazie al grande successo commerciale di One Piece, Oda ha accumulato un patrimonio netto di circa 200 milioni.

Nippon Shock #10, Speciale Lamù, sarà in vendita in edicola e fumetteria dal 24 Luglio. 

Il numero di Luglio di Nippon Shock Magazine (#10) è completamente deicato a un personaggio adatto al clima rovente della stagione: Lamù.  Ispirato alla bella Agnes Lum, modella di costumi da bagno, rappresenta il personaggio perfetto per il caldo estivo e per spezzare un po’ quelli che erano i dossier dei numeri precedenti, dedicati a personaggi più adatti a un pubblico maschile.

In realtà Lamù è un character “trasversale”, piace davvero a tutti.  Oltretutto è anche di attualità vista la nuova serie in onda su Prime grazie a Yamato Video. Abbiamo quindi voluto sviscerare un po’ tutto quello che riguarda Urusei Yatsura cercando di dare valore sia al senso culturale di questa serie, ma anche alle curiosità, ai personaggi che ne hanno sancito il successo, anche in Italia.

Soprattutto, visto che di interviste alla Rumiko Takahashi ne sono state pubblicate diverse negli anni e l’appassionato ha ben chiare quelle che sono le sue dichiarazioni in tal senso, si è reputato più utile presentare una intervista a Mamoru Oshii, regista di buona parte delle puntate della serie TV e dei primi due film, oggi mostro sacro del cinema di animazione giapponese, che ha ricordato con aneddoti e informazioni, alcune totalmente sorprendenti, la sua esperienza con Urusei Yatsura.  Non potevamo però lasciare fuori la Takahashi che è protagonista di un pezzo straordinario e inedito, di grande importanza culturale per chi ama lei e il suo personaggio: si tratta di un colloquio in presa diretta registrato durante la creazione di uno specifico capitolo del suo manga più famoso. La pubblicazione di questo prezioso colloquio rappresenta e chiarisce il metodo attraverso cui la Takahashi cercava e trovava soluzioni paradossali alle narrazioni di Urusei Yatsura.

Inoltre prosegue la collaborazione del sensei Roberto Ferrari dal Giappone che, in questa monografia su Lamù, ci mostra, in un fantastico tutorial, come si disegna il volto della bella aliena.

Tra i contentuti interviste a doppiatori, oggettistica, colonna sonora e musiche, curiosità e una infinita serie di informazioni inedite su Lamù e sul mondo di Urusei Yatsura. Abbiamo cercato di non tralasciare nulla, sebbene in 80 pagine sia impossibile toccare la vastità di quello che è un vero e proprio “mondo immaginario”.

Il ritorno di Mermaid Saga di Rumiko Takahashi 

Durante la sua carriera costellata di grandi successi, la principessa del manga Rumiko Takahashi – che nel 2020 ha ricevuto la medaglia d’onore con nastro viola dal Governo giapponese – ci ha regalato, come continua tuttora a fare, innumerevoli e indimenticabili storie. Le sue opere, Lamù – Urusei Yatsura, Maison Ikkoku, Ranma ½, Inuyasha – solo per citarne alcune –  sono lette e apprezzate dai lettori di ogni età e cultura, che ne amano lo stile, la narrazione e i personaggi iconici.

Dopo Inuyasha , disponibile con il volume 5 della Wide Edition il 22 giugno, Star Comics riporta in Italia anche Mermaid Saga, una delle opere più intriganti e cupe dell’autrice, con una nuova edizione in due volumi in fumetteria, libreria e store online dal 29 giugno.

 

Si dice che la carne di sirena sia un potente elisir che doni a chi la mangia l’immortalità. Ma, in realtà, le cose non stanno proprio così. Secondo la leggenda, la carne di sirena è una sorte di veleno che, quando non uccide chi se ne ciba, lo trasforma in un orrendo mostro immortale, mentre solo in pochi casi dona eterna giovinezza.  

Il giovane Yuta, tra i fortunati che hanno ricevuto l’immortalità dopo aver mangiato la carne di questi affascinanti creature, considera la sua condizione come una maledizione ed è intenzionato a recuperare la propria umanità a ogni costo. Finalmente, un giorno, si imbatte in Mana, una ragazza misteriosa che sembra essere la risposta al suo problema…

In Mermaid Saga  troviamo delle storie ben diverse da quelle raccontate dall’autrice in opere più spensierate come Ranma ½LLamù – Urusei Yatsura. Qui violenza, sangue e tragedia, ma anche una buona dose di sovrannaturale e fantasy, hanno il sopravvento, ma sempre senza tralasciare quel tocco di romanticismo e comicità a cui l’autrice ci ha da sempre abituati. L’immortalità tanto bramata dall’uomo sembra sopravvalutata ed è considerata una vera e propria maledizione, che regala soltanto solitudine e disperazione. Il tempo che passa inesorabile, infatti, cambia il mondo e ciò che circonda i protagonisti e, prima o poi, le persone amate li lasceranno inevitabilmente soli. Per fortuna, Yuta e Mana si trovano a vicenda e condividono lo stesso destino, cosa che li porta ad appoggiarsi l’uno all’altra e a condividere la propria esistenza. Grazie anche ad atmosfere che trasudano mistero e orrore da ogni pagina, le vicende dei due protagonisti regalano forti emozioni e colpi di scena, rendendo questa leggendaria opera affascinante per i fan della maestra Takahashi, ma anche per chiunque ami il genere horror e sovrannaturale.

Rumiko Takahashi nasce a Niigata il 10 ottobre 1957. Probabilmente la più celebre autrice della scena manga contemporanea, ha al suo attivo una lunga serie di successi – tutti pubblicati in Italia da Star Comics –, a cominciare da LAMÙ – URUSEI YATSURA (1978), proseguendo con Maison Ikkoku (1980), RANMA ½ (1987), INUYASHA (1996), Rinne, (2009), e Mao, iniziato nel 2019.

Inuyasha the Movie – Un sentimento che trascende il tempo

Il 15 Dicembre 2001 la Sunrise aveva fissato in Giappone la data di uscita nelle sale cinematografiche del primo il film ispirato ad InuYasha. Il titolo giapponese del film è “Inuyasha: Toki O Koeru Omoi”, ovvero “Inuyasha: Un sentimento che trascende il tempo” La storia è originale e non presente nel manga di Rumiko Takahashi. All’ autrice però è assegnata la supervisione e il disegno del nemico principale di questo lungometraggio.

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Torna il manga di Inuyasha in una nuova edizione

Il 28 ottobre prossimo Star Comics inizierà a riproporre quella che si preannuncia come la Perfect Edition di Inuyasha, uno dei grandi successi di Rumiko Takahashi, trasposto anche in animazione, che usciva per la prima volta come manga in italiano giusto vent’anni fa, diventando presto un cult per più generazioni. La nuova edizione comprenderà trenta volumi a cadenza mensile, per rivivere una storia fantasy che mescola passato e presente, viaggi nel tempo e maledizioni, creature leggendarie e ragazze guerriere, considerata una delle opere migliori di un’autrice che non sbaglia praticamente mai un colpo, ancora attivissima oggi, e di cui recentemente si sono scoperti i ritmi ancora folli di lavoro e la casa.

Si potranno quindi ritrovare, riscoprire o scoprire per la prima volta le avventure della studentessa Kagome Higurashi, che nel giorno del suo quindicesimo compleanno viene risucchiata nell’epoca Sendoku, il XV secolo giapponese, o meglio una sua versione fantastica. La ragazza scopre di essere la reincarnazione della sacerdotessa Kikio, custode della preziosa Sfera dei Quattro Spiriti, andata in frantumi e in parallelo incontra l’affascinante mezzo demone Inuyasha, con cui intraprende un viaggio per recuperare i frammenti della sfera.

Un’occasione quindi per leggere o rileggere un manga ormai classico, che ha creato un immaginario potente e interessante, dove si scopre in chiave fantastica una pagina di Storia poco nota e molto intrigante del Giappone, e vari riferimenti alle creature fantastiche delle leggende del Paese del Sol levante. L’anime è in onda tra l’altro in questo periodo in chiaro sul canale Supersix del digitale terrestre, un’occasione per affiancare la storia su carta e la sua trasposizione in cartoni animati.

La saga delle sirene

Con la prima live che inaugura la rubrica Sar Versus è arrivato anche un annuncio, svelato insieme al nostro amico Mosè Singh. A partire da febbraio 2022 pubblicheremo, nella collana Umami, una nuova edizione de La saga delle sirene, opera immortale nata dal talento immenso di Rumiko Takahashi. 2 volumi che trasudano suspense e mistero da ogni pagina e che affascineranno i fan della celebre mangaka, ma anche coloro che amano i generi horror e sovrannaturale.

Gli umani rincorrono da sempre il miraggio dell’eterna giovinezza e dell’immortalità. Ma gli umani possono ottenerle entrambe, mangiando carne di sirena. Il prezzo però è molto alto, poiché tale carne è anche un potente veleno.

I più, muoiono dopo pochi bocconi. Altri, sicuramente meno fortunati, diventano immortali, ma assumono sembianze mostruose e perdono ogni controllo. Rari sono invece coloro che ottengono il Dono senza alcun problema. Ma la loro felicità dura solo un breve attimo, prima della presa di coscienza.

L’uomo è nato per morire, e sovvertire questa legge porta solo tristezza e solitudine. Chi vorrebbe vivere in eterno, vittima di questa maledizione?