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Broken Sword – Shadow of the Templars: Reforged arriva su Nintendo Switch 2 e riporta i giocatori nel mistero più affascinante degli anni ’90

La storia dei videogiochi è piena di titoli che hanno segnato una generazione, ma solo pochi hanno saputo ridefinire l’idea stessa di avventura. Broken Sword: Il segreto dei Templari appartiene a quella categoria rarissima di opere in grado di sopravvivere al tempo, risvegliando emozioni familiari ogni volta che tornano a mostrarsi in una nuova forma. Il lancio della versione Reforged per Nintendo Switch 2, annunciato da Revolution Software come la più spettacolare mai realizzata, dimostra quanto quell’avventura nata nel 1996 continui a esercitare un fascino irresistibile sulle comunità nerd di tutto il mondo.

Sin dai primi secondi, il gioco rinnova l’incanto di una Parigi disegnata come un film d’animazione europeo, resa oggi nitidissima dal trattamento in 4K che mette in luce ogni matita, ogni ombra e ogni dettaglio dei fondali originali. La nuova edizione porta con sé una luminosità quasi cinematografica che trasforma la città in un personaggio vivo, vibrante, complice e minaccioso nello stesso tempo. È la stessa Parigi in cui George Stobbart, l’americano dal sarcasmo disarmante, si ritrova suo malgrado invischiato in un complotto millenario fatto di enigmi, culti segreti e una verità che lega passato e presente con sorprendente fluidità.

La forza di questo ritorno risiede anche nel modo in cui Revolution Software ha scelto di restaurare la sua opera. Ogni sfondo è stato ridisegnato a mano partendo dalle linee originali, mentre più di trentamila sprite sono stati animati nuovamente per donare ai personaggi un movimento più morbido e naturale, mantenendo però quello stile inconfondibile che ha reso la serie un punto fermo dell’avventura grafica. Il risultato è un equilibrio quasi perfetto tra nostalgia e modernità, una vera lettera d’amore alla tradizione dell’animazione anni ’90 che incontra finalmente l’eleganza dell’alta definizione.

Non meno sorprendente è il lavoro dedicato all’audio. La colonna sonora del compianto Barrington Pheloung, uno dei compositori più raffinati del genere, gode ora di una rimasterizzazione che ne amplifica la profondità emotiva. Le sue note tornano a risuonare con vigore, guidando il giocatore in una spirale di tensione e meraviglia che accompagna ogni scoperta. L’effetto è la sensazione di ascoltare un album che credevamo di conoscere a memoria e che invece rivela sfumature nuove, rivelando l’intelligenza compositiva dietro ogni passaggio.

La versione per Switch 2 migliora anche l’esperienza di gioco introducendo un supporto al mouse sorprendentemente preciso, perfetto per chi vuole rivivere la sensazione autentica del punta-e-clicca classico. Allo stesso tempo, i Joy-Con offrono un movimento fluido e immediato, mentre la modalità touchscreen restituisce quella dimensione tattile che rende le avventure grafiche ancora più immersive. L’aggiunta di una modalità storia pensata per rendere gli enigmi più accessibili permette persino ai neofiti di lasciarsi trasportare dal ritmo narrativo senza mai rimanere bloccati in passaggi ostici, ma senza snaturare l’essenza investigativa che ha fatto di Broken Sword un pilastro del genere.

Al centro dell’opera rimane naturalmente la vicenda di George e Nicole, la coppia forse più iconica dell’avventura europea. L’incontro tra i due avviene all’indomani di un attentato che colpisce un bar parigino, dove un assassino mascherato da clown uccide un misterioso anziano. George sopravvive all’esplosione e si ritrova catapultato in un viaggio che lo spinge a superare i confini della curiosità turistica, mentre Nico, fotoreporter determinata e brillante, lo guida in una spirale di omicidi e indizi che celano un antico manoscritto collegato ai Cavalieri Templari. Da qui prende forma un’avventura che tocca l’Irlanda, la Siria, la Spagna e la Scozia, costruendo un mosaico narrativo che unisce archeologia, esoterismo e thriller politico con una naturalezza sorprendente.

Il fascino della storia non deriva soltanto dai luoghi visitati, ma dalla costruzione dei personaggi. George alterna ironia americana e incrollabile testardaggine, mentre Nico incarna quel carisma parigino fatto di sguardi intelligenti e intuizioni istanti come scatti fotografici. La loro dinamica evolve lentamente, costruendo tensioni, sguardi e complicità che culminano in un legame emotivo intenso, reso ancor più vibrante dalla cura con cui Revolution ha restaurato le animazioni e le espressioni dei personaggi.

La trama, con i suoi colpi di scena calibrati, mantiene ancora oggi un ritmo sorprendentemente moderno. Ogni sequenza d’indagine, ogni oggetto da combinare e ogni dialogo con i personaggi secondari costruisce un’atmosfera di mistero che non si spegne mai. L’uso di icone di conversazione al posto delle domande testuali, all’epoca una scelta audace, mantiene intatta la componente cinematografica dell’interazione, invitando il giocatore a lasciarsi sorprendere dalle parole del protagonista senza anticipare l’esatto contenuto delle sue battute.

Il lavoro di restauro permette anche di apprezzare meglio la cura maniacale che gli sviluppatori misero nella creazione dei fondali, degli interni, dei dettagli grafici e delle animazioni secondarie. L’eredità del team di Don Bluth, che contribuì alla realizzazione degli sfondi disegnati a matita, brilla oggi come non mai, riportando alla luce un’estetica che appartiene a un’epoca d’oro dell’animazione videoludica. L’uso del Virtual Theatre, un motore avanzato per l’epoca, traspare in ogni piccolo movimento dei personaggi, in ogni gesto naturale, in ogni sequenza che coordina azioni e dialoghi come in una rappresentazione teatrale.

Tutto questo non sarebbe sufficiente se la nuova edizione non valorizzasse la potenza narrativa dell’opera. La possibilità di passare istantaneamente dalla grafica originale a quella Reforged è uno degli elementi più affascinanti del titolo, perché permette di capire quanto amore sia stato riversato in ogni singolo dettaglio del restauro. In pochi istanti si percepisce la distanza tecnica tra il 1996 e il 2025, ma anche il rispetto assoluto con cui gli sviluppatori hanno trattato le linee e i colori dell’opera originale.

Una delle innovazioni più apprezzate dalla community è la possibilità di affrontare l’avventura in modalità tradizionale o in modalità storia, una scelta che rende il gioco perfetto sia per chi ha vissuto l’epoca d’oro delle avventure grafiche sia per chi si avvicina al genere per la prima volta. La presenza di tre diversi input di controllo permette inoltre di modellare l’esperienza attorno alle proprie abitudini, confermando un approccio inclusivo e curato in ogni dettaglio.

Il ritorno di Broken Sword su Nintendo Switch 2 non è soltanto un’operazione nostalgia, ma un viaggio che dimostra quanto le avventure grafiche possano ancora essere moderne, eleganti e profondamente coinvolgenti. La combinazione tra tecnologia contemporanea e sensibilità artistica classica crea un connubio che restituisce valore a un genere troppo spesso dato per superato. Questa versione Reforged non è solo il miglior modo per riscoprire l’avventura di George e Nico, ma una celebrazione dell’intero linguaggio del punta-e-clicca, un invito a ricordare come il gioco possa essere anche narrazione, atmosfere, dettagli, intuizioni e stupore.

Il finale della loro storia, che intreccia amore, coraggio e la determinazione di fermare una setta decisa a riscrivere la storia dei Templari, resta uno dei momenti più intensi dell’avventura videoludica europea. Sceglierlo oggi significa entrare in contatto con un frammento di storia che continua a parlare a generazioni diverse, rinnovando il suo incanto attraverso la tecnologia più recente.

La speranza è che questo ritorno possa aprire la strada a nuovi capitoli, nuove remaster e nuove interpretazioni, perché il mondo di Broken Sword, con i suoi enigmi, le sue città da esplorare e le sue storie sospese tra mito e realtà, merita di continuare a vivere. Intanto la versione per Switch 2 rappresenta una pietra miliare: un’occasione imperdibile per chi vuole riscoprire un classico e un invito irresistibile per chi non ha mai vissuto il primo passo di George Stobbart nel mistero templare.

Broken Sword – La Profezia dei Maya: Reforged, il ritorno di un capolavoro punta e clicca

Nel panorama delle avventure grafiche, poche saghe hanno saputo coniugare mistero, ironia e senso dell’avventura come Broken Sword. Ora, a quasi trent’anni dalla sua prima uscita, Revolution Software riporta in vita il secondo capitolo della serie con Broken Sword – La Profezia dei Maya: Reforged, un’edizione rimasterizzata che promette di far rivivere uno dei capitoli più amati del genere, aggiornandolo ai linguaggi visivi e sonori dell’era moderna. L’annuncio è arrivato accompagnato da un trailer ufficiale e da una valanga di entusiasmo nella community dei fan. Il gioco sarà disponibile nei primi mesi del 2026 per PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch. In parallelo, Revolution ha anche aperto una campagna Kickstarter dedicata a una Collector’s Edition fisica per PC, un omaggio ai collezionisti e ai nostalgici del brand.


Un viaggio nel mito: tra eclissi e divinità dimenticate

Il cuore pulsante della storia è un intreccio di archeologia, leggende e cospirazioni. Tutto comincia con il rapimento di Nicole Collard — la brillante giornalista che insieme al protagonista George Stobbart ha già vissuto l’avventura templare del primo capitolo. Mentre indaga su un’antica profezia legata a un’eclissi solare, Nico viene trascinata in una trama che intreccia traffici illeciti, antiche civiltà e culti oscuri.

George, spinto dal desiderio di salvarla, parte per un viaggio che lo porterà nel cuore del Messico, dove si cela un segreto custodito da secoli: lo “Specchio Fumante”, un artefatto che imprigiona l’essenza di Tezcatlipoca, divinità maya della notte e dei guerrieri. La profezia parla di un ritorno, di un’eclissi che potrebbe risvegliare forze primordiali capaci di annientare il mondo moderno.

Chi ha amato l’originale Broken Sword II: The Smoking Mirror, uscito nel 1997 su PC e PlayStation, ritroverà quell’inconfondibile equilibrio tra mistero e ironia, tra l’avventura esotica e il romanticismo disilluso dei suoi protagonisti.


Una remaster costruita con rispetto e visione

Come già accaduto con Il Segreto dei Templari: Reforged, Revolution Software ha scelto la via dell’ammodernamento rispettoso. La Profezia dei Maya: Reforged non stravolge, ma affina. Ogni scena è stata ricreata in 4K, con un’attenzione maniacale ai dettagli e un audio completamente rimasterizzato. Le animazioni sono più fluide, i colori più vividi, ma il tratto inconfondibile del fumettista Dave Gibbons — già co-creatore di Watchmen — rimane l’anima estetica del progetto.

Ci saranno nuove illustrazioni, contenuti bonus e piccoli aggiustamenti al gameplay pensati per rendere l’esperienza più fluida senza intaccare lo spirito originale. Inoltre, i giocatori potranno passare in qualsiasi momento dalla grafica moderna a quella classica del 1997, un tocco di nostalgia interattiva che farà la gioia dei puristi.


Dalla matita al pixel: l’evoluzione di una leggenda

Quando Broken Sword II uscì per la prima volta, il genere punta e clicca stava vivendo la sua età d’oro. George Stobbart, con il suo carisma da “americano per caso” e la curiosità di un Indiana Jones urbano, conquistò una generazione di videogiocatori. La scrittura, firmata da Charles Cecil, intrecciava humor britannico e mistero esoterico con una leggerezza che oggi sembra quasi perduta.

Il ritorno di La Profezia dei Maya non è solo un’operazione nostalgia: è un atto d’amore verso un’epoca in cui la lentezza del pensiero e la deduzione erano parte integrante del divertimento. Un’epoca in cui per risolvere un enigma servivano intuito, carta, penna e una buona dose di pazienza.


Un’eredità viva, una comunità fedele

La remaster arriva in un momento in cui il revival delle avventure grafiche classiche è in piena fioritura. Dalla rinascita di Monkey Island alla remaster di Grim Fandango, il pubblico dimostra una rinnovata voglia di storie scritte bene, ambientazioni evocative e protagonisti memorabili. Revolution Software, da sempre pioniera del genere, dimostra di saper parlare ai fan di ieri e ai nuovi esploratori digitali.

E il ritorno di Broken Sword non è solo un evento videoludico: è anche culturale. È la riaffermazione di una narrativa che non si limita a “guidare” il giocatore, ma lo invita a pensare, ad osservare, a indagare.


Con l’uscita prevista per i primi mesi del 2026, Broken Sword – La Profezia dei Maya: Reforged si prepara a riportare in auge uno dei capisaldi del genere, con l’obiettivo di unire nuove generazioni e veterani sotto lo stesso totem di avventura.

Revolution Software sembra voler costruire un vero e proprio “Broken Sword Universe”, con un linguaggio grafico unificato e una filosofia di design che sposa fedeltà storica e innovazione tecnica. Se l’intento è quello di riscrivere il mito senza tradirlo, Reforged è il passo più promettente verso un futuro in cui la nostalgia non è un rifugio, ma un trampolino.

Indiana Jones and The Fate of Atlantis Special Edition: Il Remake Fan-Made Che Fa Sognare i Fan

Nel vasto panorama dei videogiochi d’avventura, pochi titoli evocano un senso di nostalgia e meraviglia come Indiana Jones And The Fate of Atlantis. L’epica avventura grafica punta e clicca, sviluppata da LucasArts nel 1992, ha segnato un’epoca, regalandoci un’esperienza indimenticabile nei panni dell’archeologo più famoso del cinema. Eppure, a differenza di altri classici LucasArts come Monkey Island, Day of the Tentacle e Grim Fandango, Fate of Atlantis non ha mai ricevuto un remake ufficiale in alta definizione. Una lacuna che il team di Went2Play ha deciso di colmare con un progetto ambizioso: Indiana Jones And The Fate of Atlantis Special Edition, un remake non ufficiale che ha acceso la speranza nei cuori dei fan.

Un Capolavoro in HD: L’Audace Sogno di Went2Play

Con la volontà di riportare in auge questo capolavoro, il team Went2Play ha lavorato con passione e dedizione per ricreare il gioco in alta definizione. Utilizzando il motore Visionaire Studio, i programmatori Yakir Israel e Glen Fernandez, insieme agli artisti Patrik Spacek, Luis Belerique e Doug Petty, hanno dato vita a un mondo semi-fotorealistico, con animazioni fluide e doppiaggio professionale.

La nuova versione promette di mantenere intatta l’essenza dell’originale, ma con un restyling grafico all’avanguardia che aggiorna personaggi e ambientazioni, senza tradire lo spirito dell’avventura. Le prime build del gioco hanno già mostrato sequenze iconiche come la scena iniziale nei magazzini della Barnett College e i primi incontri con la misteriosa Sophia Hapgood. La qualità visiva e sonora, unite alla colonna sonora rimasterizzata, fanno sognare un’uscita ufficiale che potrebbe finalmente riportare Indiana Jones nel mondo videoludico con il rispetto che merita.

Un’Odissea Giuridica: La Battaglia per la Licenza

Nonostante l’incredibile impegno del team, la strada per la pubblicazione del remake si è rivelata irta di ostacoli. Fin dal 2016, Went2Play ha tentato di ottenere una licenza ufficiale da Lucasfilm, ma ogni richiesta è stata rifiutata. Il 22 maggio 2016 è stata inviata la prima proposta a Disney, seguita da un secondo tentativo il 4 giugno dello stesso anno. Dopo un incontro con un rappresentante Lucasfilm nel febbraio 2017, è stata imposta la sospensione del progetto, costringendo il team a rimuovere il download della build disponibile. Nonostante i ripetuti rifiuti – l’ultimo datato gennaio 2025 – il team non ha mai abbandonato la speranza. Nel 2018 è stata inviata una nuova demo a Disney, nella speranza di far comprendere l’importanza del progetto e l’amore della community per il gioco. La lotta per i diritti continua, e il supporto dei fan potrebbe essere l’elemento decisivo per convincere Lucasfilm a concedere la tanto ambita licenza.

La Voce dei Fan: La Petizione e il Supporto della Community

Nel frattempo, Went2Play ha lanciato  una petizione ufficiale su Change.org per raccogliere il supporto dei fan. Ad aprile 2025, la petizione ha superato le 19.000 firme, con oltre 141.000 visualizzazioni e più di 5.800 condivisioni. Questi numeri dimostrano quanto il progetto sia sentito dalla community, che sogna un ritorno di Fate of Atlantis in grande stile. Parallelamente, la pagina Facebook del progetto ha raggiunto 9.000 follower, mentre il gruppo Discord conta migliaia di appassionati che seguono ogni aggiornamento con trepidazione.

Novità in Arrivo: Un Gioco Testuale in Sviluppo

Il 30 marzo 2025, attraverso la pagina ufficiale del progetto, Went2Play ha annunciato un’interessante novità: è in fase di sviluppo un nuovo gioco testuale ispirato a Fate of Atlantis, con diversi stili grafici che omaggiano l’epoca d’oro del retrogaming, dal look Amiga e C64 fino a una versione più moderna. Il primo maggio 2025 verranno rivelati i progressi del progetto, un’ulteriore dimostrazione della dedizione del team nel voler mantenere vivo il mito di Indiana Jones nel mondo videoludico.

Il Futuro di Indiana Jones nei Videogiochi

La battaglia di Went2Play  per portare Fate of Atlantis nel futuro non è solo un omaggio al passato, ma anche una dimostrazione di quanto i fan possano essere fondamentali nella preservazione dei classici del videogioco. L’attesa per una risposta definitiva da parte di Lucasfilm è ancora lunga, ma la passione del team e il supporto della community potrebbero fare la differenza.

In un’epoca in cui le avventure grafiche sembrano aver lasciato spazio a generi più moderni, progetti come questo ricordano quanto siano ancora amate e desiderate. E chissà, magari un giorno, Indiana Jones And The Fate of Atlantis Special Edition potrebbe finalmente vedere la luce, permettendo a vecchi e nuovi giocatori di riscoprire l’avventura, il mistero e il fascino di uno dei giochi più amati di sempre.

Non sappiamo “come andrà a finire”, intanto vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del progetto all’indirizzo remakeofatlantis.blogspot.com (o sui social ufficiali Twitter, TicToc, Discord e Instagram), per scoprire tutte le novità e aiutare questi ragazzi nel loro nobile obiettivo di farci tornare sotto il mare alla ricerca della Città Perduta di Atlantide!

Un nuovo tesoro per i pirati digitali: The Booze of Monkey Island

Guybrush Threepwood torna all’avventura grazie a un progetto fan-made straordinario!

Se anche tu sogni di imbarcarti su una nave pirata e affrontare le sfide più bizzarre dei Caraibi, allora hai una bellissima notizia: The Booze of Monkey Island è arrivato! Realizzato dai talentuosi sviluppatori italiani di BeanAdventureAgency, questo nuovo titolo punta e clicca è un vero e proprio regalo per tutti gli appassionati della leggendaria saga di Ron Gilbert.

Un’avventura inedita, ma fedele allo spirito originale

In questo nuovo capitolo, Guybrush si ritrova naufrago e deve ingegnarsi per riparare la sua nave e riprendere la sua caccia al fantasma pirata LeChuck. Come da tradizione, l’avventura è ricca di enigmi, personaggi eccentrici e humor nero, elementi che hanno reso celebre la serie.

Un omaggio ai maestri dell’avventura grafica

I creatori di The Booze of Monkey Island hanno messo tutto il loro amore per la saga originale in questo progetto. Il risultato è un’esperienza di gioco che rispetta lo stile grafico e il gameplay tipici dei primi capitoli di Monkey Island, ma con un tocco di freschezza e originalità.

Disponibile gratuitamente su PC, Linux e Mac

Puoi scaricare gratuitamente The Booze of Monkey Island e iniziare subito la tua avventura.

Cosa aspetti a salpare?

Se sei un fan delle avventure grafiche, di Monkey Island o semplicemente cerchi un gioco divertente e appassionante, The Booze of Monkey Island è un must-play. Non perdere l’occasione di vivere una nuova emozionante avventura con il tuo pirata preferito!

Ghostbusters: The Adventure Game – Un’Avventura Spettrale tra Nostalgia e Innovazione

Manca ormai pochissimo all’uscita del quarto capitolo “ufficiale” della amatissima saga dei Ghostbusters, e per ingannare l’attesa, ci fa piacere condividere questo interessante idea di sviluppo nata dai fan! Ghostbusters: The Adventure Game è un progetto per un gioco “vintage” ispirato proprio al capolavoro “Ghostbusters”. Per Massimiliano Mapelli e per gli altri sviluppatori del progetto, il primo capitolo dei Ghostbusters è stata una sorta di rivoluzione copernicana del cinema. Secondo loro, la storia di questo media può essere diviso tra il periodo “Ante Ghostbusters” e “Post Ghostbusters”.

Negli anni, hanno giocato a quasi tutti i giochi creati basati su questo fantastico titolo, ma hanno sempre sentito la mancanza di un gioco che si concentrasse sulle vicende del primo film, senza la componente “arcade” ma incentrato sul ragionamento: esattamente come avveniva le indimenticabili “avventure punta e clicca” rese celebri dalla LucasArts.

Ghostbusters: The Adventure Game” non è solo un tributo ai celebri acchiappafantasmi, ma anche una sfida per il team di sviluppo che, pur non essendo riuscito a raccogliere il necessario supporto su Kickstarter per finanziare il progetto, ha deciso di portarlo avanti in ogni caso. La campagna di crowdfunding non ha raggiunto il suo obiettivo, ma il progetto continua a vivere grazie alla passione dei creatori, che stanno sviluppando il gioco con le proprie forze in attesa.”Ghostbusters: The Adventure Game” si distingue per la sua atmosfere rétro, che richiama l’estetica e il gameplay delle avventure grafiche classiche. Lo stile di gioco, infatti, si rifà ai grandi capolavori del genere, con una struttura basata su puzzle, enigmi da risolvere e dialoghi ricchi di umorismo che rievocano la spensieratezza del film. Il giocatore avrà l’opportunità di impersonare i membri del leggendario team dei Ghostbusters, impegnati in una serie di missioni per liberare la città di New York dai fantasmi e da altre entità paranormali. Le scene più iconiche del film vengono riproposte, arricchite da nuovi contenuti, come personaggi, ambientazioni e sottotrame originali, che arricchiscono l’esperienza di gioco.

L’aspetto visivo del gioco è affidato all’illustratore David Ceccarelli, che ha portato la sua esperienza internazionale nella creazione delle ambientazioni e dei personaggi. Ceccarelli, noto per il suo lavoro in diversi settori, dalle graphic novel alla progettazione di maschere per il cinema, ha creato uno stile visivo che omaggia l’estetica del film, ma allo stesso tempo aggiunge un tocco di originalità. I giocatori possono aspettarsi ambientazioni dettagliate, ricche di atmosfere spettrali, e personaggi che riflettono l’umorismo e il carisma dei protagonisti del film, tra cui il mitico Bill Murray nei panni di Peter Venkman.

Musicalmente, il gioco è stato arricchito da un sound originale composto da Gabriele Lombardo, che ha rielaborato i temi musicali del film per integrarsi con le nuove situazioni di gioco. La colonna sonora rivisitata aggiunge un ulteriore livello di immersione, mescolando i suoni nostalgici della pellicola con nuovi brani che accompagnano le avventure spettrali dei Ghostbusters.

Nonostante il finanziamento iniziale non sia andato a buon fine, il team ha promesso di continuare lo sviluppo, lavorando per completare il gioco e rilasciarlo nel secondo trimestre del 2024 (da questo link è possibile scaricare la prima parte per giocarla con ScummVM). Sebbene i colloqui con Sony per ottenere i diritti continuino, gli sviluppatori sono determinati a portare a termine il progetto, anche senza il supporto ufficiale del marchio. In tal caso, il gioco vedrà modifiche significative nella trama e nel design per evitare ogni riferimento diretto ai Ghostbusters, ma mantenendo intatta l’essenza del gioco come avventura paranormale.

“Ghostbusters: The Adventure Game” rappresenta un perfetto esempio di come la passione per un film culto possa trasformarsi in un progetto videoludico ambizioso, che non solo tenta di rivivere il fascino del film originale, ma aggiunge anche elementi freschi, nuovi enigmi e storie originali per i fan di tutte le età. Con il supporto della community e la determinazione del team, il progetto ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento per gli appassionati di Ghostbusters e degli adventure game classici, anche senza l’approvazione definitiva di Sony.

 

Full Throttle Remastered

Per Ben non c’era nulla come la sensazione di libertà che provava in sella alla sua moto; asfalto, rombo del motore e orizzonte davanti a se. Questa era la sua vita prima dell’incontro con Maureen… Dopo ben 22 anni eccoci tornare a cavalcare la mitica moto del capo dei Polecats in questa versione Remastered della classica avventura (non proprio) punta e clicca Lucas Arts del 1995. Al termine di una piacevole bevuta con Malcom Corley, ultimo magnate delle industrie motociclistiche, Ben si ritrova svenuto in un cassonetto dell’immondizia, abbandonato dalla sua banda e privato delle chiavi della sua preziosissima moto; questa è brevemente la storia dell’avventura più da “centauri” di sempre.


DAI GAS: In questo gioco la storica interfaccia SCUMM venne sostituita da una versione più “metal” rappresentata da un teschio, un pugno e uno stivale. Selezionando gli occhi il protagonista osserva quanto indicato dal puntatore, con la bocca si fanno partire i dialoghi, il pugno serve per utilizzare gli oggeti o “manipolare” alcune scene e il calcio è indispensabile per… scalciare ovviamente! Questa tipologia di interfaccia ha però reso le interazioni e gli enigmi in media molto più semplici di quelli proposti nei passati titoli Lucas Arts, adirittura in Full Throttle non capiterà mai di dover “combinare” due oggetti assieme (impensabile ai tempi di Monkey Island o Maniac Mansion). Diversamente dagli altri classici però in questo gioco ci troveremo a dover affrontare alcune sessioni di folli pestaggi su due ruote per proseguire nella trama. Quindi mentre il gameplay semplice e intuitivo può aiutare anche i neofiti delle avventure ad avvicinarsi al gioco, la longevità non risulta certo essere uno dei punti forti dello stesso. Pochi veri enigmi, nessuna manipolazione di oggetti, mancanza di passaggi fuori di testa tipici della Lucas Arts; purtroppo Full Throttle non risulta molto lungo da terminare. Questa versione Remastered esce su Pc e Ps 4 con una grafica pulita e priva dei simpatici pixelloni di una volta, questa operazione di “lifting” svecchia sicuramente il titolo ma ne compromette un pò il feeling per i più nostalgici. In questa edizione sono stati anche aggiunti i commenti dei programmatori, i bozzetti delle location visitate e una specie di juke box con le canzoni presenti nel gioco (queste features vengono sbloccate mano a mano proseguendo nel gioco). La cosa più piacevole di Full Throttle sono le decine di “easter eggs” da assaporare in caso foste appassionati, in generale, delle opere di Lucas (movies and games): citazioni da Star Wars, loghi visibili in tatuaggi, etc. Tante piccole chicche che potrebbero mandare in sollucchero qualsiasi fan!


FERMATI ALL’AUTOMATICO: In definitiva Full Throttle Remastered ricade nella campagna “amarcord” che ultimamente va di moda per le classiche avventure grafiche di un tempo, ovvero qualche ammodernamento e qualche extra per riproporre i giochi che hanno fatto la storia su pc. Purtroppo rispetto ad altri titoli Lucas Arts soffre di semplicità e breve durata. Ma l’umorismo di Ben vi strapperà sicuramente più di una risata!

VOTO: 7.5

DISPONIBILITA’: PC – PS4

Simon the Sorcerer: quando il fantasy era punta e clicca

Gli anni ’90 sono stati il paradiso per i Videogiocatori e hanno visto nascere la moderna Generazione Nerd! Tra i grandi classici usciti in quel periodo e i nuovi “generi videoludici” che si sono lanciati nel mercato, uno in particolare ha attirato l’amore degli appassionati in tutto il mondo (per poi purtroppo quasi del tutto scomparire scavallando il millennio!): le avventure grafiche” punta e clicca” . Una categoria di giochi affascinanti, resa celebre dai titoli LucasFilm Games / LucasArts, in cui il giocatore controlla un personaggio terzo in un ambiente di gioco utilizzando principalmente il mouse. Il termine “punta e clicca” deriva dalla azione comune nei giochi di questo genere, in cui il giocatore punta il cursore verso oggetti, persone o luoghi sensibili e clicca per eseguire un’azione su di essi.

Tra questi capolavori indissolubili, non possiamo non citare un’epica saga fantasy, la serie di avventure di “Simon the Sorcerer”, creata dalla Adventure Soft a partire dal lontano 1993, ruota attorno al protagonista Simon, un adolescente che si trova costretto a intraprendere la via della magia per aiutare il mago Calypso a combattere il malvagio Sordid in una dimensione fantastica. Caratterizzata da uno spiccato umorismo, spesso cinico, e da un citazionismo esasperato, la saga ha avuto un successo altalenante nel corso degli anni.

Il primo capitolo seppe stupire per il comparto tecnico sbalorditivo e per gli enigmi ottimamente congegnati, guadagnandosi un posto d’onore tra le avventure di rilievo. Tuttavia, il secondo capitolo incorse nell’eccessivo citazionismo, rendendolo troppo simile al gioco che stava cercando di omaggiare. La serie scomparve per un po’ di tempo per fare un ritorno nel 2002 con un capitolo interamente in 3D che, purtroppo, deluse molti fan per la sua scarsa qualità.

Nel 2007, il quarto capitolo della saga venne lanciato in maniera discreta solo in Germania, per poi essere tradotto in altre lingue, compreso l’italiano, l’anno successivo. Anche il quinto capitolo è stato distribuito nel 2009, con una versione italiana che è stata esportata negli altri paesi nel 2010.

Ogni episodio della serie ha portato avanti la storia di Simon, affrontando minacce sempre più pericolose e intraprendendo avventure coinvolgenti. Anche se il percorso di Simon the Sorcerer è stato altalenante, ha certamente lasciato il segno nel cuore dei fan delle avventure grafiche.