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UmbriaCON 2026: la cultura pop torna a brillare nel cuore dell’Italia con un’edizione “CULT”

L’Umbria si prepara a diventare, ancora una volta, una mappa emozionale della cultura pop. UmbriaCON torna in scena dal 16 al 18 gennaio 2026 e lo fa con la sicurezza di chi ha già dimostrato di poter crescere, evolversi e conquistare. L’UmbriaFiere di Bastia Umbra accoglierà una nuova edizione che non segna solo un ritorno, ma una vera ascensione: per la prima volta il Comics Arts & Games viene riconosciuto ufficialmente come festival internazionale, un traguardo che premia anni di lavoro, passione e un dialogo costante con una community che non si è limitata a partecipare, ma ha letteralmente adottato l’evento.

I numeri del 2025 parlavano già da soli, con oltre ventottomila visitatori che hanno riempito i padiglioni, esplorato spazi raddoppiati rispetto al passato e applaudito ospiti capaci di unire generazioni diverse. Quella edizione sembrava difficilmente superabile, eppure l’organizzazione ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella, costruendo un’edizione 2026 che tende apertamente alla meraviglia. UmbriaCON vuole diventare non solo una fiera, ma un luogo della memoria collettiva, una capsula temporale in cui ritrovarsi, riconoscersi e condividere ciò che amiamo.

Al centro di questa nuova edizione c’è un tema che racconta molto più di una semplice parola. CULT non è uno slogan, è un invito a ripercorrere ciò che ci ha formati come appassionati. Il cult è la scintilla che rimane accesa negli anni, l’immagine che continua a parlarci anche quando cambiamo gusti, età o prospettive. Significa aprire un TARDIS e ritrovarsi nello stesso istante in più epoche diverse. Significa ascoltare il ronzio di una spada laser e sentire il nodo in gola della prima volta. Significa tornare alle tavole di Frank Miller, alle sigle di Cristina D’Avena, alle avventure pixellate dei pomeriggi degli anni Novanta. E significa, soprattutto, riconoscersi parte di una comunità che condivide gli stessi riferimenti, la stessa lingua segreta della cultura pop.

Federico Piermaria, direttore artistico di UmbriaCON, lo descrive come il nucleo emotivo dell’intera manifestazione: una parola semplice, quasi quotidiana, che però racchiude la forza di ciò che resiste. CULT è ciò che attraversa il tempo senza sbiadire, ciò che costruisce ponti tra generazioni diverse e continua a emozionare anche decenni dopo la sua nascita.

A incarnare questo spirito arriva una firma che non ha bisogno di presentazioni. L’artista internazionale Simon Bisley ha realizzato la cover ufficiale di UmbriaCON 2026 e il risultato è un’esplosione di adrenalina. Una scimmia rock-metal in piena carica, catene spezzate, linee aggressive e una composizione che sembra muoversi sulla pagina. Bisley non ha illustrato un manifesto: ha dato vita a un totem. Sullo sfondo, simboli e richiami al mondo comics, games e musica emergono come geroglifici pop da decifrare. È un’immagine che cattura, scuote e definisce il carattere selvaggio e libero dell’evento, proiettandolo immediatamente nella sfera internazionale.

Il parterre degli ospiti confermati per il 2026 contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più magnetica. Oltre allo stesso Bisley, il pubblico potrà incontrare Alex Maleev, maestro del realismo “sporco” che ha ridefinito l’estetica del fumetto americano, e Carmine Di Giandomenico, artista italiano dal tratto cinematografico inconfondibile che ha conquistato editori di tutto il mondo. Il linguaggio della comicità contemporanea arriverà invece con Sio e Fraffrog, protagonisti di una rivoluzione narrativa che ha portato il fumetto digitale e l’animazione indipendente a un pubblico amplissimo. L’universo del gioco da tavolo troverà in Emiliano Sciarra, autore dell’iconico “Bang!”, un ambasciatore d’eccezione: sarà proprio lui a inaugurare il tentativo di record mondiale per il torneo più grande della storia. E quando si parla di doppiaggio, il pubblico potrà ritrovare la voce di personaggi amatissimi grazie alla presenza di Pietro Ubaldi, interprete di Doraemon, Taz, Mizar, Patrick Stella e molti altri.

Anche la dimensione musicale avrà un ruolo centrale. Giorgio Vanni trasformerà il palco in una macchina del tempo emotiva, riportando alle orecchie dei fan le sigle che hanno cresciuto intere generazioni. Dario Moccia e Davide Masella, volti riconoscibili del panorama nerd italiano, parteciperanno come editori di Tomodachi Press, mentre il progetto Disneiamo condurrà tutti in un viaggio tra colonne sonore e fiabe con le voci di Stefano Bersola, Pietro Ubaldi, Giulia Ottonello e Giorgia Vecchini. Sarà un momento di pura magia in cui l’immaginario Disney tornerà a brillare dal vivo, come una lanterna incantata accesa nel cuore dell’Umbria.

L’evento si espanderà in tutto lo spazio dell’UmbriaFiere, che ospiterà oltre ottanta espositori, mostre dedicate alle icone cinematografiche, aree tematiche sul cosplay, zone food ispirate alla cultura pop e appuntamenti speciali che approfondiranno il concetto stesso di CULT. Il festival promette un intreccio continuo tra fronte creativo, gioco, narrazione e spettacolo, costruendo un percorso che attraversa media, generazioni e linguaggi diversi.

UmbriaCON non si presenta mai come un semplice evento, ma come un’esperienza collettiva. Qui si incontrano famiglie che vivono i mondi pop insieme ai propri figli, collezionisti in cerca di rarità, aspiranti artisti che desiderano imparare dai loro mentori, cosplayer che trasformano le sale in passerelle di meraviglia, gamer che si immergono in tornei epici e curiosi che scoprono un universo nuovo ad ogni stand. Ogni persona trova un pezzo di sé, e ogni passo nel festival diventa una tessera di un mosaico affettivo condiviso.

L’edizione 2026 appare dunque come una promessa: tre giornate in cui lasciarsi travolgere dalla creatività, dalla nostalgia, dal presente, dall’energia di una community che cresce anno dopo anno. Un weekend che non vuole essere solo ricordato, ma che aspira a diventare parte del nostro personale bagaglio CULT. Per info e programma: www.umbriacon.com

E ora la domanda passa a te: qual è la tua icona cult? Quale opera, personaggio o canzone ha segnato la tua storia da fan? Le risposte, come sempre, rendono la nostra community più viva.

Le porte dell’universo di UmbriaCON stanno per aprirsi. Preparati a saltare dentro.

Rome VideoGameLab 2025: un successo travolgente con oltre 1000 partecipanti al WeGil di Trastevere

Roma ha celebrato ancora una volta la creatività, l’innovazione e la cultura videoludica con la settima edizione di Rome Videogame Lab  , il festival nazionale degli Applied Game che si è tenuto dall’8 all’11 maggio 2025. L’evento, prodotto da QAcademy con il sostegno della Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, ICE – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, e con il patrocinio di Roma Capitale e Cinecittà, ha trovato per la prima volta una nuova casa nel cuore pulsante di Trastevere: l’hub culturale WeGil.

Rome VideoGameLab 2025 si è rivelato un vero e proprio trionfo, attirando oltre mille partecipanti in quattro giorni di incontri, laboratori, talk, spettacoli e momenti di condivisione tra generazioni. La manifestazione si è distinta non solo per la sua apertura al grande pubblico, ma anche per l’alto valore formativo e professionale delle sue proposte.

Cuore pulsante del festival sono state le due sezioni principali: Educational e Industry, che hanno offerto un fitto programma di talk, workshop e laboratori interattivi. Gli spazi del WeGil si sono trasformati in un grande villaggio del videogioco dove adulti, bambini, famiglie, studenti, sviluppatori e semplici curiosi hanno potuto scoprire tutte le declinazioni del gaming applicato.

Il gran finale della domenica ha visto una folla entusiasta partecipare a momenti di puro intrattenimento come le performance musicali improvvisate del mitico Kenobit, il suo irresistibile gioco-cabaret, sfide su simulatori di guida, la celebre pista di Mario Kart, laboratori creativi con Minecraft, tornei esport e la richiestissima Indie Showcase, vera vetrina del talento indipendente.

Ma non finisce qui: i numeri raccontano di un’edizione da record. Ben 22 ore di laboratori con la partecipazione di 450 persone, 8 talk tematici, 20 studi indie presenti, 80 studenti dell’Accademia Italiana del Videogioco e di ITS Academy Digital Lazio coinvolti attivamente come supporto ai buyer internazionali e relatori nei panel professionali. Una vera e propria immersione nella cultura del videogioco, capace di mettere in contatto generazioni, competenze e passioni.

Molto positiva anche la sezione B2B, svoltasi l’8 e 9 maggio, che ha visto ben 31 buyer italiani e internazionali (13 italiani e 18 stranieri) incontrare 21 studi di sviluppo (di cui 8 laziali), aprendo concrete opportunità di collaborazione e crescita per l’industria videoludica italiana. Il programma B2B è stato sostenuto da Regione Lazio, Lazio Innova, Camera di Commercio di Roma e ICE – Agenzia.

Grande attenzione anche alla cooperazione internazionale: ospite d’eccezione di questa edizione è stata l’Ambasciata di Francia in Italia, che ha annunciato un progetto inedito per la creazione di un videogioco interamente dedicato al magnifico Palazzo Farnese, un’iniziativa che rafforza il legame tra cultura, storia e tecnologia.

Rome VideoGameLab 2025 si conferma così un appuntamento irrinunciabile nel panorama nazionale e internazionale, un punto di incontro tra developer, ricercatori, istituzioni, educatori e giocatori. Una manifestazione capace di unire apprendimento e divertimento, networking e creatività, dando vita a un ecosistema vibrante e in continua evoluzione.

Un ringraziamento speciale va a Lazio Crea, Excaliber, Acer (partner tecnico), Radio Rock (media partner), Accademia Italiana Videogiochi, GAMM Game Museum, Maker Camp di Marco Vigelini e CNR – Tecnopolo di Roma, che con il loro contributo hanno reso possibile questa magnifica avventura.

Per chi non c’era o vuole rivivere i momenti migliori del festival, tutte le informazioni, contenuti e aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale  romevideogamelab.it e sui canali social. E ora tocca a voi! Avete partecipato al Rome VideoGameLab 2025? Qual è stato il vostro momento preferito? Raccontatecelo nei commenti e condividete l’articolo con i vostri amici gamer. Il viaggio nel mondo degli Applied Game continua… e noi non vediamo l’ora di giocare ancora insieme!

Comicon Napoli 2025: un successo pop tra fumetto, arte, inclusione e passione nerd – cronaca di un’edizione da record

Chi l’avrebbe mai detto, venticinque anni fa, che quel festival nato tra le mura di Castel Sant’Elmo sarebbe diventato oggi uno degli appuntamenti culturali più importanti d’Europa? E invece, eccoci qui: il COMICON Napoli 2025 ha chiuso i battenti della sua venticinquesima edizione con numeri da capogiro, emozioni a non finire e un trionfo che parla chiaro non solo agli appassionati di cultura pop, ma a tutta l’Italia e al mondo. Dal 1 al 4 maggio, la Mostra d’Oltremare si è trasformata in una vera e propria capitale del multiverso nerd, registrando 183.000 visitatori – un nuovo record (+4,6% rispetto al 2024) – e consolidando la posizione del festival tra i top 5 eventi europei del settore.

Il cuore pulsante della cultura pop

Se dovessimo cercare una definizione di COMICON Napoli, sarebbe questa: un’oasi di socialità nerd, un laboratorio creativo in continua evoluzione dove le arti visive, il fumetto, l’animazione, il cinema, la musica, il game design e le subculture geek convivono e si contaminano. Ma anche un hub internazionale della cultura, che ha saputo attrarre delegazioni da oltre 15 paesi (tra cui Taiwan, Giappone, Corea, Francia, Germania, Portogallo, Croazia e Regno Unito), dare voce a professionisti e artisti da ogni parte del globo, e allo stesso tempo valorizzare il tessuto urbano e culturale partenopeo con il programma diffuso COMIC(ON)OFF, che ha trasformato tutta Napoli in un’epopea urbana della cultura pop.

COMICON ha saputo costruire un ecosistema inclusivo: eventi tradotti in lingua dei segni, aree accessibili ai disabili e ai loro accompagnatori, alternative alimentari per intolleranti e progetti sociali come Se io non voglio tu non puoi e Strade di rinascita sono solo alcune delle iniziative che lo rendono un modello di festival sostenibile e accogliente.

Il trionfo di Murphy e la visione di Jamie Hewlett

Il big bang visivo di questa edizione è esploso già con l’annuncio del poster ufficiale firmato da Jamie Hewlett, co-creatore dei mitici Gorillaz. A rappresentare lo spirito del festival, Hewlett ha scelto Murphy, una ragazza ribelle, energica, incollata ai fumetti e ai suoi sogni: l’incarnazione perfetta dello spirito nerd, anticonformista e passionale che da sempre anima COMICON. “Murphy è tutti noi”, si sarebbe potuto dire mentre la sua immagine campeggiava ovunque in fiera.

Tanino Liberatore, Magister della XXV edizione

Ogni anno COMICON incorona un Magister, un artista che ha segnato in maniera indelebile il mondo del fumetto. Il 2025 ha visto protagonista Tanino Liberatore, vera leggenda vivente, che ha curato una mostra personale e una seconda esposizione dedicata a un autore internazionale. Le sue tavole hanno parlato un linguaggio viscerale e visionario, in perfetta sintonia con lo spirito sovversivo e libero del festival.

Ospiti da sogno e contenuti stellari

L’elenco degli ospiti potrebbe riempire un intero volume: tra i primi annunci internazionali, Jon J. Muth (per la prima volta in Italia), Arthur de Pins (assente da 15 anni), Darick Robertson, Boichi, Thomas Taylor, Álvaro Martínez Bueno e molti altri hanno trasformato la Mostra d’Oltremare in una mecca per gli amanti del fumetto mondiale.

Uno degli eventi più attesi è stato senza dubbio l’arrivo di Shin’ichi Sakamoto, maestro del manga d’autore con opere come The Climber e #DRCL midnight children, ospite di J-POP Manga. Il mangaka ha incontrato i fan, firmato copie e condiviso riflessioni sul suo processo creativo in eventi che hanno fatto il tutto esaurito.

E ancora, Altan, icona della satira e della narrativa disegnata italiana, ha ricevuto il Premio Speciale COMICON 2025 alla Carriera, tra applausi e standing ovation. A lui, una celebrazione affettuosa e doverosa per un autore che ha plasmato l’immaginario di generazioni.

COMICON Napoli: motore culturale ed economico

La dimensione di COMICON va oltre quella del festival nerd: è un evento con una ricaduta economica imponente, capace di generare 42 milioni di euro nel 2024, un boost per tutto il sistema ricettivo e commerciale di Napoli. Il 71% dei visitatori proviene da fuori città, e il dato demografico è altrettanto emblematico: il 60% del pubblico ha meno di 25 anni, confermando Napoli come la “città dei giovani” e COMICON come catalizzatore generazionale.

“COMICON è parte integrante del brand Napoli – dichiara Carlo Cigliano, amministratore delegato – e ne qualifica l’offerta culturale e turistica. La crescita di reputazione del festival a livello internazionale è sotto gli occhi di tutti, come dimostrano le delegazioni della stampa estera e la presenza istituzionale di enti prestigiosi come il Parlamento Europeo, il Ministero della Cultura, e per la prima volta anche il Ministero per lo Sport e i Giovani”.

Una line-up da palcoscenico

Tra gli eventi più affollati: l’incontro con Max Pezzali per il lancio del suo primo comic book, l’anteprima della nuova stagione di Pesci Piccoli dei The Jackal, l’attesa per il live action di Dragon Trainer, la serie animata Il Baracchino con le voci di Lillo e Frank Matano, e un firmacopie da sogno con Zerocalcare, vincitore del Premio Miglior Fumetto COMICON 2025 con Quando muori resta a me (Bao Publishing).

Da brividi i panel con leggende come Yuji Horii (papà di Dragon Quest), la cantautrice Francesca Michielin, l’attrice e regista Asia Argento, i mangaka Kafka Asagiri e Sango Harukawa (Bungo Stray Dogs), e i grandi del fumetto americano Scott Snyder e Nick Dragotta. Momenti che hanno fatto vibrare il cuore dei fan e acceso discussioni ovunque.

Verso la XXVI edizione (spoiler: sarà epica)

Il Silver Pass, pass deluxe lanciato per l’anniversario, è andato sold out in pochi minuti, testimoniando la voglia famelica di cultura pop che COMICON riesce a suscitare. “Vedere centinaia di ragazzi accampati davanti ai cancelli la notte prima dell’apertura è la più grande ricompensa per il nostro lavoro”, ha dichiarato Claudio Curcio, presidente di COMICON. “La nostra è una sfida continua, costruire ogni anno un dialogo tra le arti, tra le culture, tra le persone. COMICON non è solo un festival: è una comunità, un’agorà del futuro”.

E ora, i riflettori sono già puntati sul futuro. L’appuntamento per la XXVI edizione è già fissato, e se questa XXV è stata memorabile, possiamo solo immaginare quali sorprese ci attendano. La città di Napoli è pronta. Il popolo nerd, pure. COMICON 2026, siamo già con te.

Romics 2025: quattro giorni di pura magia nerd tra fumetti, anime, cosplay e cultura pop alla Fiera di Roma

Dal 3 al 6 aprile 2025, la Fiera di Roma è stata il cuore pulsante della cultura nerd con la 34esima edizione del Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games. Un appuntamento ormai iconico che ha saputo ancora una volta confermarsi come uno degli eventi più attesi d’Italia per tutti gli appassionati di anime, manga, videogiochi e fumetti. Quattro giorni in cui l’immaginazione si è fusa con la realtà in un tripudio di colori, creatività e passione, su oltre 70.000 metri quadrati di esposizione e con la partecipazione di più di 350 espositori.

Il programma di quest’anno è stato un viaggio senza soste tra incontri con autori, presentazioni, talk show, eventi speciali e spettacoli dal vivo. Un’edizione che ha saputo mettere in scena l’intero universo nerd, con un’attenzione particolare alla promozione della lettura, alla scoperta del talento e all’inclusione di tutte le forme espressive legate all’immaginario.

In collaborazione con Regione Lazio, Lazio Innova, la Camera di Commercio di Roma e l’Azienda Speciale Sviluppo e Territorio, è stata allestita un’area espositiva dedicata alle imprese e ai professionisti del territorio, offrendo loro una vetrina di prestigio per valorizzare progetti, idee e opere che spaziano dalla narrativa disegnata alla sperimentazione digitale. La partnership con il Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura e con l’Istituzione Sistema Biblioteche e Centri Culturali di Roma Capitale ha ribadito ancora una volta l’importanza di unire cultura pop e promozione della lettura, con particolare attenzione a bambini e ragazzi, veri protagonisti di una nuova generazione di lettori.

Tra le realtà editoriali presenti, ha brillato la casa editrice Nubes, che si propone di raccontare la Storia, il mito e il pensiero antico attraverso uno stile moderno e accessibile, avvicinando anche i lettori più giovani alla classicità con un approccio fresco e rispettoso.

Una delle novità più gustose e culturalmente interessanti di questa edizione è stata l’iniziativa dedicata a Topolino in dialetto. In occasione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, Topolino ha lanciato una nuova storia intitolata Topolino e il ponte sull’oceano, pubblicata in quattro versioni dialettali tra cui il romanesco. Un omaggio sentito alla città di Roma e alla sua ricchissima tradizione linguistica, che è stato celebrato attraverso un incontro speciale con i protagonisti del progetto: il disegnatore Marco Gervasio, lo sceneggiatore Alessandro Sisti, la coordinatrice editoriale Francesca Pavone e il professore Daniele Baglioni dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, curatore della versione in romanesco. A moderare l’incontro, il giornalista RAI Antonio Ranalli, accompagnato da ospiti d’eccezione come Lillo Bruccoleri del Centro Romanesco Trilussa, in un dialogo appassionante tra fumetto e identità linguistica.

L’Artist Alley, sempre più cuore creativo del Romics, ha ospitato oltre 50 tra i più importanti disegnatori e disegnatrici del panorama italiano e internazionale. Artisti del calibro di Marco Gervasio, Valeria Abatzoglu, Sergio Algozzino, Mauro De Luca, Federica Salfo, Luigi Siniscalchi, Francesca Vivaldi e molti altri hanno incontrato il pubblico firmando tavole, disegni e raccontando la propria esperienza tra chine, colori e passione.

Impossibile parlare di Romics senza menzionare il suo universo cosplay. Con oltre 300.000 visitatori accorsi da tutta Italia (e non solo), la fiera è diventata il palcoscenico perfetto per costumi spettacolari, armature artigianali e performance sceniche da brivido. Il Romics Cosplay Award ha visto sfidarsi alcuni tra i migliori cosplayer italiani in una sfilata mozzafiato che ha celebrato l’arte del travestimento come forma autentica di storytelling visivo.

Tra i momenti più attesi e toccanti di questa edizione, l’assegnazione del Romics d’Oro a due figure straordinarie: la scrittrice e sceneggiatrice Barbara Baraldi, che ha ricevuto un evento speciale e una mostra a lei dedicata, e Hal Hickel, leggenda degli effetti visivi, che ha incantato il pubblico con aneddoti sui suoi iconici lavori per Star Wars, Pirati dei Caraibi e The Mandalorian. Un’occasione unica per ascoltare dalla viva voce di un maestro il dietro le quinte di alcune delle saghe più amate di sempre.

Ma il Romics è anche scoperta. Il Premio Romics del Fumetto ha celebrato le migliori opere italiane e internazionali, mentre il Premio Nuovi Talenti ha acceso i riflettori sui giovani autori e autrici emergenti, offrendo loro un trampolino di lancio nel mondo dell’editoria.

L’Area Entertainment ha letteralmente immerso i visitatori in universi fantastici, con scenografie che spaziavano dal fantasy al post-apocalittico, dal gotico al medievale, mentre la Self Area ha offerto spazio e visibilità a fumettisti indipendenti, illustratori e creativi che con le loro autoproduzioni dimostrano quanto sia viva e dinamica la scena artistica underground italiana.

Romics 2025 si è confermato un evento imperdibile, una festa a tutto tondo della cultura pop, un’esperienza totalizzante per chi vive di fumetti, videogiochi, animazione e cosplay. Un luogo dove la passione diventa comunità, dove il nerdismo è celebrazione e non etichetta, dove ogni incontro diventa ispirazione. E mentre i riflettori si spengono sulla 34esima edizione, c’è già chi segna sul calendario le date della prossima: perché Romics, ormai, non è solo un festival. È una casa.

Più Libri Più Liberi 2024: La Fiera della Piccola e Media Editoria Torna a Roma

Dal 4 all’8 dicembre 2024, Roma si trasforma nel cuore pulsante della cultura italiana grazie alla 23ª edizione di Più libri più liberi, la fiera nazionale dedicata alla piccola e media editoria. L’evento si svolgerà, come da tradizione, presso il suggestivo Centro Congressi La Nuvola, nell’Eur, offrendo a lettori, editori e curiosi un’occasione unica per immergersi in un mare di parole, idee e creatività.

Un’edizione dal tema evocativo: “La misura del mondo”

L’edizione di quest’anno è dedicata a un tema che unisce esplorazione e riflessione: La misura del mondo. A 700 anni dalla morte di Marco Polo, la fiera si ispira al grande viaggiatore veneziano, celebrando l’arte di scoprire, narrare e “misurare” il mondo, non solo attraverso viaggi e avventure, ma anche mediante la letteratura, l’arte e la conoscenza.

Con la partecipazione di 597 espositori provenienti da tutta Italia e oltre 700 eventi in programma, l’evento si preannuncia come una festa della cultura, un luogo d’incontro per scoprire le novità più interessanti della scena editoriale e dialogare con le menti che la animano.

Ospiti e incontri di spicco

Il ricco parterre di ospiti include autori italiani e internazionali, pronti a condividere storie, pensieri e prospettive. Tra gli incontri più attesi spiccano quello con Alicia Giménez-Bartlett, celebre scrittrice spagnola, e il confronto tra Licia Troisi e il fumettista Sio, due voci uniche che esploreranno temi di creatività e narrazione. Jonathan Bazzi, Gaja Cenciarelli e Roberto Saviano daranno vita a un dibattito intenso sui temi dell’identità e dei pregiudizi, mentre la scrittrice Moshtari Hilal approfondirà argomenti complessi legati all’economia politica e alla percezione dell’alterità. Non mancheranno momenti di leggerezza e comicità, grazie al contributo di autori come Simone Albrigi (Sio), sempre pronto a sorprendere il pubblico con la sua ironia.

Una programmazione multidisciplinare

Non solo libri, ma anche podcast, arte e cinema arricchiscono il programma. Il podcast ufficiale della fiera, Una misura tira l’altra, esplorerà il tema centrale in sei episodi, approfondendo il concetto di misura da prospettive inaspettate. Inoltre, la collaborazione con Radio Sapienza offrirà reportage freschi e dinamici, mentre incontri tematici dedicati alle parole del romanzo, dell’arte e del cinema promettono dibattiti avvincenti.

Particolarmente attesa è La misura delle donne, un dialogo che vedrà protagoniste personalità come Maria Grazia Chiuri e Maura Gancitano, incentrato sull’identità femminile e il potere nella cultura contemporanea.

Polemiche e prese di posizione: il caso Leonardo Caffo

Al centro di una delle più controverse vicende di quest’anno, infatti, si è trovato il filosofo Leonardo Caffo, inizialmente invitato a partecipare alla fiera. La sua presenza è diventata oggetto di forti critiche a causa delle accuse di maltrattamenti che lo coinvolgono nei confronti della sua ex compagna, accuse che lo vedono sotto processo. Quella che doveva essere una semplice presentazione del suo libro si è trasformata in un acceso dibattito su temi di giustizia e responsabilità, sollevando interrogativi etici sulla sua partecipazione in un evento che aveva come tema centrale il femminicidio e la memoria di Giulia Cecchettin, vittima di violenza di genere nel novembre 2023.

La curatrice della fiera, Chiara Valerio, inizialmente difese la scelta di mantenere l’invito a Caffo, argomentando a favore del principio di garantismo. Tuttavia, la sua posizione non è passata inosservata e ha suscitato reazioni forti. Alcuni dei più noti autori e case editrici hanno preso una chiara posizione contro la sua partecipazione, ritenendo che la fiera non potesse essere il contesto adatto per una figura controversa come Caffo.

Autori come Zerocalcare e il collettivo Fumettibrutti hanno deciso di ritirarsi dalla fiera in segno di protesta. Zerocalcare ha spiegato che, pur non volendo entrare nel merito legale della vicenda, non poteva ignorare il tema del femminicidio e della violenza di genere, considerato che la fiera avrebbe dovuto essere un’occasione per affrontare seriamente questi temi, senza compromessi. Il fumettista ha dichiarato che non sentiva opportuno parlare di femminismo in un contesto che rischiava di sminuire la gravità delle accuse a carico di Caffo. La decisione di ritirarsi ha avuto un impatto significativo. Molti hanno visto in questa presa di posizione una sorta di responsabilità morale nei confronti delle donne e delle vittime di violenza, mentre altri hanno sostenuto che si trattasse di una forma di censura e di limitazione della libertà di espressione.Anche alcune case editrici, tra cui Bao Publishing, hanno scelto di annullare gli incontri previsti con gli autori in segno di protesta. La casa editrice ha confermato la sua partecipazione alla fiera, ma ha deciso di limitarsi ai soli firmacopie, evitando ogni altra attività pubblica legata a incontri e dibattiti.Alla fine, a seguito delle polemiche e delle crescenti pressioni, Caffo ha ritirato la sua partecipazione, e la direzione della fiera ha deciso di cancellare l’incontro con l’autore. In un gesto simbolico, la fiera ha dedicato tre sale a associazioni impegnate contro la violenza di genere, per ribadire l’importanza di un impegno concreto e di una posizione chiara contro ogni forma di abuso. Il caso ha sollevato un dibattito che ha travalicato i confini della fiera stessa, mettendo in luce le difficoltà di conciliare la libertà di espressione con la responsabilità sociale degli autori e degli eventi culturali. Un tema che continuerà a sollecitare discussioni, specialmente in un’epoca in cui il mondo della cultura è sempre più consapevole del proprio ruolo nella lotta per l’uguaglianza e contro la violenza di genere.

Anche Carlo Lucarelli e Margherita Ferri hanno annullato la loro partecipazione alla Fiera “Più libri Più liberi” di Roma: l’incontro, che avrebbe presentato un podcast e un mediometraggio basati su casi di femminicidio curati dalla Fondazione emiliano-romagnola vittime di reato, è stato cancellato per evitare che l’attenzione si spostasse dalla sensibilizzazione contro la violenza di genere alla controversia. La Regione Emilia-Romagna ha confermato la sua presenza con uno stand.

Un evento che lascia il segno

Più libri più liberi 2024 sarà ricordata come un’edizione di grandi opportunità culturali, ma anche di profonde riflessioni etiche. La fiera si conferma un palcoscenico vivace per il mondo editoriale, capace di far dialogare linguaggi e prospettive diverse, pur confrontandosi con le sfide del nostro tempo.

Resta da vedere se questa edizione saprà superare le tensioni e rinnovare il suo ruolo di punto di riferimento per autori, editori e lettori. Di certo, chiunque varcherà le porte della Nuvola troverà molto più di una semplice fiera: un mondo di storie, idee e passioni da esplorare.