“Nautilus” su Prime Video: la leggenda di Nemo tra ambizione, disincanto e vapore steampunk

C’è qualcosa di magnetico nel nome Nemo. Un richiamo antico, che sa di mistero, di profondità oceaniche inesplorate, di lotta contro l’oppressione e di macchine straordinarie sospinte da ideali titanici. Jules Verne l’aveva capito bene, quando nel 1870 dava alle stampe Ventimila leghe sotto i mari, uno dei capolavori fondanti della letteratura fantascientifica. E proprio da lì, da quel mito inossidabile, nasce Nautilus, la nuova serie TV disponibile su Prime Video dal 29 giugno 2025 — in contemporanea con la messa in onda americana — e visibile anche su Sky Glass, Sky Q e Now Smart Stick. Una produzione internazionale ambiziosa, composta da dieci episodi rilasciati in blocco per la gioia dei binge-watcher, che promette di reinventare le origini del celebre Capitano… ma ci riesce davvero?

Dalle profondità della letteratura alle acque agitate dello streaming

Nautilus non ha avuto un viaggio facile. Concepita inizialmente per Disney+, la serie è stata messa in standby da Mickey Mouse in persona, forse perché troppo audace, forse perché inadatta al pubblico “family friendly” della piattaforma. A salvarla è intervenuta AMC, il network dietro The Walking Dead, che ha fiutato l’occasione di cavalcare la rinascita dei grandi racconti d’avventura in chiave moderna. Prime Video ha poi siglato l’accordo per portarla in tutto il mondo, Italia inclusa. Il risultato? Un prodotto visivamente ricco e narrativamente stratificato, che però paga lo scotto di voler essere tutto insieme: epico, sociale, drammatico e tecnologico.

La regia e la produzione, affidate a una squadra variegata con nomi come Michael Matthews, James Dormer e Xavier Marchand, si muovono tra suggestioni steampunk, atmosfere post-coloniali e dialoghi carichi di pathos. Le riprese, effettuate in Australia tra Gold Coast, Brisbane e il Queensland Parliament House, conferiscono alla serie un respiro internazionale. Ma nonostante gli sforzi produttivi e un cast ben assortito — Shazad Latif nei panni di Nemo, Georgia Flood come Humility Lucas, Richard E. Grant come guest star d’eccezione — la serie inciampa proprio lì dove avrebbe dovuto brillare: nella costruzione del mito.

Un giovane Nemo tra ingranaggi, vendetta e sogni infranti

Nautilus ci riporta nel 1857, in un’India ancora ferita e dominata dalla Compagnia britannica delle Indie Orientali. In questa versione, Nemo è un giovane principe indiano e brillante scienziato costretto ai lavori forzati in una colonia penale. Non è ancora il capitano solitario e sfuggente che conosciamo, ma un uomo che deve conquistarsi il suo destino. L’occasione arriva quando decide di guidare una rivolta per impadronirsi del sottomarino Nautilus, da lui stesso progettato, e sfuggire a un sistema che lo ha umiliato. Il resto è una fuga continua, un inseguimento senza sosta da parte del crudele direttore Crawley e degli emissari della Compagnia, nel cuore di oceani sconfinati.

La serie tenta di restituire a Nemo quella dimensione politica e filosofica che Verne aveva solo accennato ma che il tempo ha trasformato in simbolo. Eppure qualcosa si perde per strada. La narrazione, pur ricca di spunti, preferisce la via più semplice del dramma vendicativo a quella più tortuosa — e affascinante — del viaggio interiore. Nemo diventa così un eroe tormentato ma prevedibile, meno affascinante nella sua rabbia di quanto lo fosse nella sua enigmaticità letteraria. È un cambio di rotta che può piacere a chi cerca un ritmo serrato e azione continua, ma rischia di deludere chi cercava il senso della meraviglia e della scoperta tipico di Verne.

Estetica impeccabile, ma dov’è la magia del profondo?

Sul piano visivo, invece, Nautilus sa come colpire. Il design del sommergibile, l’illuminazione teatrale, i fondali marini cupi e affascinanti, tutto contribuisce a creare un mondo coerente, cupo, stratificato. Le scenografie sono degne delle migliori produzioni sci-fi e il tocco steampunk conferisce alla serie un’identità forte, quasi da graphic novel animata. Anche il comparto sonoro e gli effetti speciali fanno il loro dovere, regalando momenti di pura immersione — in tutti i sensi.

Tuttavia, se la forma convince, il contenuto spesso vacilla. La sceneggiatura, scritta da Dormer, non sempre riesce a mantenere il passo delle ambizioni visive. Le sottotrame vengono introdotte e abbandonate con una certa fretta, i personaggi secondari (pur interpretati da volti promettenti) faticano a emergere in un racconto che privilegia la velocità alla profondità. Anche il ritratto dell’antagonista, la Compagnia delle Indie, è fin troppo stereotipato, privo di quella complessità storica e morale che avrebbe potuto rendere il conflitto molto più interessante.

Fantascienza o fantasy storico?

Uno degli aspetti più intriganti di Nautilus è la sua identità ibrida. È una serie d’avventura? Una distopia storica? Una rilettura fantastica della colonizzazione britannica? Tutto e niente, verrebbe da dire. L’ambizione di toccare temi come la schiavitù, la ribellione, l’imperialismo e la lotta per la libertà è evidente, ma l’approccio narrativo sembra non voler approfondire davvero nessuno di questi. Questo crea un senso di disorientamento, come se la serie volesse fare il grande salto, ma rimanesse sospesa nell’aria, senza decidere dove atterrare.

Eppure, Nautilus possiede qualcosa di prezioso: il coraggio di reinventare un classico, di metterci mano con rispetto ma anche con una certa irriverenza. Non tutti i reboot hanno questa audacia, soprattutto quando si confrontano con mostri sacri come Verne. Se avesse trovato un equilibrio migliore tra azione e introspezione, tra spettacolo e filosofia, avrebbe potuto segnare una nuova era per gli adattamenti letterari sul piccolo schermo.

Una serie per nerd con il cuore a vapore… ma le eliche un po’ arrugginite

Insomma, Nautilus è un progetto interessante, visivamente suggestivo, che cerca di attualizzare uno dei personaggi più enigmatici della letteratura di avventura. È un’opera che punta tutto sull’estetica e sull’azione, sacrificando però parte di quella profondità che rende immortali i racconti di Verne. L’epica si trasforma in drama, l’ideale in vendetta, l’ignoto in routine.

Tuttavia, per noi nerd e appassionati di storie steampunk, di leggende reinventate e di mondi sommersi, questa serie rimane un’esperienza da fare. Magari con lo spirito critico acceso, ma anche con la voglia di tornare, almeno per un po’, a sognare sotto il livello del mare.

Nautilus Island. Una sfida alla sopravvivenza per fuggire da un’isola deserta

Immaginate di trovarvi su un’isola vulcanica, misteriosa e deserta, in seguito a una tempesta che ha messo alla prova la vostra sopravvivenza. Qui, in questo scenario suggestivo e pericoloso, scoprite un sottomarino abbandonato sulla terraferma: il leggendario Nautilus. La vostra missione è chiara ma tutt’altro che semplice: esplorare ogni angolo del sottomarino, raccogliere oggetti vitali per la sopravvivenza, riparare il Nautilus e lasciare l’isola prima degli altri naufraghi.

Le Regole del Gioco

“Nautilus Island” è un gioco di Set Collection per 2-4 giocatori, ideale per chi ama combinare strategia e avventura. Durante il proprio turno, i giocatori spostano il segnalino Naufrago in una delle colonne disponibili. A questo punto, devono decidere se raccogliere le carte oggetto dalla colonna scelta o se posare le carte dalla propria mano per iniziare una collezione.

Raccogliere oggetti non è solo una questione di sopravvivenza: permette anche di ottenere gettoni bonus e oblò prima degli avversari, accumulando punti vittoria preziosi. Ma attenzione, ogni mossa deve essere ponderata, perché quando una colonna si svuota, la partita termina e il giocatore con il maggior numero di punti vittoria viene dichiarato vincitore.

La Sfida tra Rivali

Tornando alla nostra sfida, non è un segreto che Claudia e io ci troviamo spesso su fronti opposti, con strategie e tattiche diverse. La tensione è sempre alta, e ogni partita è una battaglia di intelligenza e destrezza. Chi riuscirà a dominare il Nautilus questa volta? Riuscirò a prevalere sulla mia rivale storica o sarà Claudia a rivendicare la vittoria?

Vi invito a seguirci in questa nuova avventura su “Nautilus Island”, dove ogni mossa può fare la differenza tra la salvezza e la sconfitta. Restate sintonizzati per scoprire chi trionferà in questa epica sfida!

Il Nautilus e il suo Equipaggio ne Il mistero della pietra azzurra

In un’epoca di scoperte scientifiche e meraviglie tecnologiche, si dipana una storia avventurosa che potrebbe essere uscita direttamente dalle pagine di un romanzo di Jules Verne. La serie televisiva anime “Nadia – Il mistero della pietra azzurra” ci trasporta in un mondo di mistero e meraviglia, prodotto dallo studio Gainax e diretto da Hideaki Anno, al suo esordio come regista di una serie televisiva.

L’Origine del Mistero

La genesi di questa epica avventura risale agli anni ’70, quando il giovane Hayao Miyazaki venne incaricato dalla casa di produzione Toho di sviluppare idee per nuove serie televisive. Uno dei concept creati fu “Il giro del mondo sotto ai mari,” ispirato ai romanzi “Due anni di vacanze” e “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne. In questa visione, due giovani protagonisti in fuga dai malvagi si imbattono nel sommergibile Nautilus, dando inizio a un viaggio straordinario sotto la guida del misterioso Capitano Nemo. Sebbene la serie non venne realizzata all’epoca, gli elementi di questo progetto vennero conservati e riutilizzati in opere successive, come “Conan il ragazzo del futuro” e “Laputa – Castello nel cielo.” Quando “Nadia – Il mistero della pietra azzurra” venne finalmente alla luce, portava con sé l’influenza di Miyazaki, pur non essendo direttamente ispirato ai suoi lavori.

Il Leggendario Nautilus

Il Nautilus, cuore pulsante della serie, è un immaginario sottomarino nucleare, concepito e comandato dal Capitano Nemo. Questo straordinario vascello, lungo 132 metri e costruito con una speciale lega al Titanium, può navigare nelle profondità marine e viaggiare nello spazio, dotato di una velocità di circa 108 nodi e armato di missili e siluri. Il Nautilus è una meraviglia della tecnologia, un baluardo contro le forze oscure di Neo Atlantide.

Il Nuovo Nautilus

L’Iridium, noto anche come il Nuovo Nautilus, è un incrociatore da battaglia pesante il cui scopo principale è proteggere le rotte della flotta di astronavi proveniente da M33. Dotato di un motore a fusione nucleare, l’Iridium sviluppa un’energia immensa, superiore persino al suo leggendario predecessore, con torrette laser e scudi energetici.

Gli Intrepidi del Nautilus

A bordo del Nautilus troviamo una colorata schiera di personaggi, ciascuno con il proprio ruolo nell’epica avventura:

  • Elusys Ra Arwol, il Capitano Nemo: Antico re della città di Tartesso, Nemo è un uomo tormentato dal suo tragico passato, opposto al malvagio Gargoyle. La sua fiducia nell’umanità e nella natura lo rende l’antitesi perfetta del suo nemico. La sua malinconia si riflette nei momenti in cui suona l’organo, mentre guida con determinazione il Nautilus contro Neo Atlantide.
  • Electra, la Fiera Guerriera: Medina Ra Lugensius, conosciuta come Electra, è una donna forte e determinata, sopravvissuta alla distruzione di Tartesso. Cresciuta da Nemo, sviluppa un amore profondo per lui e una gelosia verso chiunque cerchi di avvicinarsi troppo. Alla fine, il suo amore e il suo sacrificio la rendono un personaggio complesso e affascinante.
  • Echo Villan e Icolina: Echo, giovane addetto al sonar, trova l’amore nell’infermiera di bordo Icolina, con la quale si sposa alla fine della serie. La loro storia d’amore aggiunge un tocco di tenerezza all’epica avventura.
  • Il Saggio Macchinista: L’anziano capo macchinista, amico fidato di Nemo, è la spina dorsale tecnica del Nautilus, garantendo il funzionamento impeccabile del sommergibile.
  • Il Timoniere e il Medico di Bordo: Il timoniere, un uomo forte e atletico, insieme al suo collaboratore pallido e scherzoso, manovra il Nautilus con destrezza. Il medico di bordo, Dengil Echino, è estremamente protettivo nei confronti della nipote Icolina e si assicura che tutti a bordo ricevano le cure necessarie.

L’Impronta di Jules Verne

Nadia – Il mistero della pietra azzurra” è più di una semplice serie animata; è un omaggio alla visione avventurosa e alla fantasia di Jules Verne. Il Capitano Nemo, il Nautilus, e le avventure sottomarine e interplanetarie riecheggiano le opere di Verne, portando il pubblico in un viaggio straordinario attraverso mari inesplorati e terre misteriose. La serie cattura l’essenza dell’esplorazione, del mistero e dell’ingegno umano, rendendola un’epica avventura degna di essere raccontata.

La nuova stagione di Gardaland all’insegna di Jumanji

Gardaland apre ufficialmente i battenti e inaugura la stagione 2023 confermando anche quest’anno la voglia di rinnovarsi per offrire ai propri Visitatori esperienze sempre più esclusive e sorprendenti, perfette per un pubblico di ogni fascia d’età. Colorati fuochi d’artificio e, per restare in tema, un simbolico “taglio della liana” con i ragazzi di The Jumanji Project, hanno segnato l’apertura ufficiale della nuova attrazione,  Jumanji -The Labyrinth, disponibile da oggi nel cuore del Parco in maniera continuativa per tutta la stagione. L’obiettivo è quello di sempre, ovvero coinvolgere e conquistare tutta la famiglia con esperienze inedite e momenti di intrattenimento unici. Gardaland, in quest’ottica, presenta per la nuova stagione ben 5 novità rivolte a tutte le fasce di età.

Prima fra tutte, la nuova attrazione  Jumanji -The Labyrinth, ispirata alla serie cinematografica campione d’incassi di Sony Pictures Entertainment: un’esperienza immersiva caratterizzata da una storia emozionante che, farà dell’astuzia di ciascuno il fattore predominante del successo, rendendo gli Ospiti i veri protagonisti, artefici della propria personale esperienza all’interno del labirinto.

Oltrepassato l’imponente Portale d’Ingresso, gli Avventurieri dovranno affrontare una serie di prove prima di riuscire a salvare Jumanji dall’imminente siccità che ne minaccia l’esistenza: un vortice verde pronto a “risucchiare” gli Ospiti ispirato al fascio di luce verde che, nei film della serie, tele trasporta i protagonisti nel mondo di Jumanji, un labirinto di oltre 40 specchi dove gli ospiti saranno assorbiti dal riflesso delle proprie immagini e indotti in percorsi sbagliati, fino ad un imponente labirinto della giungla formato da oltre 2.000 piante vere all’interno del quale si nascondono deviazioni, bivi, vicoli ciechi ed effetti a sorpresa. Arrivati nel cuore del labirinto, i visitatori troveranno di fronte a sé le iconiche statue del film: un giaguaro, una scimmia, un elefante ed un coccodrillo alte 180 cm a fare da protezione alla sacra gemma, per arrivare poi al maestoso Tempio dell’Elefante: unica via di uscita che consente – idealmente – di riportare l’acqua nel regno di Jumanji.

A Gardaland Theatre via libera alle emozioni con Nautilus, un live show unico, altamente coinvolgente a livello emotivo e dalla forte componente tecnologica, che vede il contributo straordinario di Cesara Buonamici, iconico volto del giornalismo televisivo italiano. Gli Ospiti – circondati da grandi oblò ed un imponente lucernaio – avranno la sensazione di essere nella sala di osservazione del leggendario vascello Nautilus appartenuto al misterioso e geniale Capitano Nemo, pronti a vivere l’incredibile esperienza di un’esplorazione sottomarina negli abissi oceanici. Punti di forza di Nautilus, saranno la partecipazione dello spettatore all’interno dello show – con inquadrature live che permetteranno di captare le emozioni del momento – ma anche la componente tecnologica capace di amplificare ulteriormente gli effetti a sorpresa e l’impatto emotivo di ogni spettatore.

La Miniland di Legoland Water Park si espande e inaugura l’area Milano Moderna, una ricostruzione in scala 1:20 di 11 grattacieli, i più imponenti della metropoli, fedelmente riprodotti da esperti progettisti e costruttori con circa 400.000 colorati ed iconici mattoncini Lego. Dalla simbolica Torre Velasca, all’iconico Grattacielo Pirelli, dalla colorata Torre Arcobaleno fino Diamantone, il Bosco Verticale, Casa della Memoria l’inconfondibile area commerciale di City Life con le sue tre torri: Isozaki (Allianz), Libeskind (PwC) e Torre Hadid. Non mancano, le recenti costruzioni come la Torre UnipolSai e l’inconfondibile NH Hotel Fiera ma vengono riprodotti anche i tanti lavoratori, turisti e cittadini che affollano quotidianamente il capoluogo ambrosiano. Immancabile anche il classico tram milanese.

Gardaland continua dunque ad investire per rafforzare la propria posizione di destinazione turistica del divertimento a livello europeo e per posizionarsi come top player nell’offerta dell’intrattenimento per famiglie, il Parco ha sviluppato infatti esclusivi accordi:  l’Amministratore Delegato di Gardaland Sabrina De Carvalho ha dichiarato:

“Con oltre 3 milioni di presenze nel Resort nel 2022 abbiamo raggiunto e superato i visitatori prima della pandemia… questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla capacità di Gardaland di rinnovarsi: negli ultimi 3 anni abbiamo investito oltre 50 milioni di Euro e collaborato con grandi player del mondo dell’entertainment come Lego e Sony Pictures Entertainment… Attualmente il 75% dei Visitatori nel Parco proviene da tutta Italia ma stanno tornando gradualmente anche i turisti stranieri con una predominanza di Ospiti provenienti da Germania, Austria Olanda e Svizzera cui si aggiungono gruppi organizzati provenienti soprattutto da Est Europa e Israele. Molto più alta l’incidenza degli stranieri sui tre hotel del Resort – continua Sabrina De Carvalho – dove i turisti provenienti dall’Estero superano il 40% con provenienza principalmente dai Paesi di lingua tedesca, Austria, Svizzera e Germania – in linea con i visitatori del lago di Garda – seguiti da Israele e Francia… L’obiettivo per la stagione è aumentare soprattutto il mercato estero, oltre a rafforzare la mission di Gardaland proponendo esperienze uniche ai nostri Visitatori”.

Tra le novità, non mancherà l’intrattenimento anche al cinema 4D, dove arriva la nuova Experience Mowgli’s 4D Jungle Adventure, uno speciale adattamento dell’intramontabile Mowgli – ispirato a Il libro della giungla di Rudyard Kipling – che permetterà di vivere le avventure nella giungla attraverso coinvolgenti effetti speciali e immagini 3D in alta definizione. Per i piccolissimi di casa, arriva a Gardaland un nuovo ed imperdibile Meet&Greet: CoComelon Meet&Greet – incontra JJ e balla con lui! JJ, il protagonista della famosa serie musicale CoComelon, ballerà sulle note di alcune delle canzoni più belle della serie e si presterà per scattare una simpatica foto-ricordo con tutti i bambini. Continuano a pieno ritmo le attività del Gardaland SEA LIFE Aquarium, l’acquario interamente tematizzato che ospita oltre 5.000 creature marine e nel quale è possibile compiere un percorso alla scoperta delle più affascinanti specie che popolano il nostro pianeta.

Le attrattive del Resort, comprendono anche i tre hotel, Gardaland Hotel, Gardaland Adventure Hotel e Gardaland Magic Hotel, pronti ad accogliere gli Ospiti per prolungare anche di notte la magia del Parco, soprattutto in previsione del periodo pasquale, offrendo un’immersione in un mondo suggestivo e incantato per un’esperienza indimenticabile per tutta la famiglia. Tante le emozionanti situazioni da vivere negli hotel del Resort come le camere tematizzate Jumanji per continuare a vivere l’avventura del film, oppure trascorrere la notte sotto un imponente albero tra divertenti intrecci di piante rampicanti e strabilianti funghi giganti, o trovare un fresco rifugio in un igloo immaginando di essere al Polo Nord faccia a faccia con bellissimi orsi polari. Con un’offerta di 475 stanze – di cui 264 completamente tematizzate – Gardaland Resort detiene il primato come unico polo italiano negli hotel tematizzati.

Il Nautilus, Crittogramma storico

Alcune precisazioni sul Nautilus, la piccola incisione situata sopra al famoso quadrato del Sator di Pompei. Per chi non lo sapesse il quadrato del Sator è un quadrato magico di epoca romana, ritrovato sui muri della palestra grande di Pompei nel 1936. I quadrati magici sono frasi o numeri inseriti all’interno di uno spazio quadrato che letti in sensi diversi danno sempre la stessa frase. Un esempio classico è proprio il Sator, formato da un quadrato di 25 caselle nelle quali vi sono inserite queste lettere: “sator arepo tenet opera rotas” la cui traduzione letterale significa: il seminatore Arepone tiene all’opera le ruote.
 
 
Per molto tempo questo quadrato a incuriosito gli storici ed i glottologi che vi hanno visto un esempio di codice cifrato antico. Adesso un gruppo di studiosi ritiene che il senso profondo dell’incisione debba tenere conto di altri segni esterni al Sator stesso, ossia il Nautilus, un piccolo segno a spirale e un triangolo situato vicono alla lettera T di “tenet”.

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Submarine 2020: il pub Ventimila Leghe sotto i Mari

Submarine 2020 è un pub di Roma in Via Rodi 17: perché ne parliamo in un magazine “nerd”? Perché nella geniale idea di Alessia, questo pub non è un semplice “locale” ma una vera e propria esperienza scenografica all’interno di un sommergibile che strizza l’occhio al mitico Nautilus di Ventimila Leghe sotto i mari di Jules Verne. A metà tra l’estetica steampunk con richiami precisi che evocano l’atmosfera dei ponti dei leggendari u-boat della WWII. Submarine 2020 è un luogo nuovo, non scontato, ricco di creatività e collezioni originali.

Questa birreria nasce con forza dalla parola “passione”, la passione ardente di Alessia, classe ’77, e di suo marito che hanno iniziato questo progetto nel 2020 con tanti “stop and go” dovuti alla situazione pandemica mondiale. La giovane imprenditrice ha rilevato uno storico bar del quartiere Prati, chiuso ormai da alcuni anni con l’obiettivo ambizioso di realizzare un locale “diverso dagli altri” con un’atmosfera raccolta, appagante e originale. Dopotutto le mura del caffè originale ben si prestavano all’idea di sommergibile, essendo la pianta del locale, di per sé, “stretta e lunga”.

Cercando ispirazione, Alessia e suo marito si sono lasciati guidare dalle proprie passioni: lui è un noto collezionista di orologio militari della Seconda Guerra mondiale innamorato dei grandi “Assi” del conflitto, gli eroi di entrambe le fazioni, noti per il loro coraggio che supera di gran lunga la loro ideologia, stimati per le loro gesta anche dalla fazione nemica. Poi si sono imbattuti, nelle loro ricerche, nella ricostruzione del Sommergibile Aquila IV all’interno del parco Cinecittà World di Roma (ovvero l’originale U-571 del film riportato a nuova vita grazie allo storytelling dei creativi del parco guidati … ehm, dal sottoscritto!) e di un pub “Submarine” in Romania creato dai designer Tohotan Alessandro e Zoltan Zelenyak del 6th Sense Interior.

L’idea era dunque nata: trasportare gli avventori in un vero e proprio sottomarino, ora si doveva realizzare! La coppia di Roma si è messa a cercare pezzi originali di veri sommergibili del secondo conflitto globale unitamente a vario materiale bellico recuperato da collezionisti in mezza Europa. Partendo da questi memorabilia, una vera e propria “collezione” degna di un museo, ha acquisito ricostruzioni fedeli e, soprattutto, grazie alla loro creatività ha realizzato ambienti scenografici originali resi ancor più “magici” grazie al suggestivo sistema di illuminazione (realmente un’opera d’arte di riuso “creativo dei materiali”). Ad esempio sono geniali gli accessi della “ritirata” (i bagni, per intenderci) che riproducono perfettamente le porte a tenuta stagna dei sommergibili: Alessia e il marito sono partiti da normali ante allo stato grezzo e le hanno lavorate sapientemente per ricreare una texture verosimile in ottone arrugginito sulle quali hanno aggiunto un volantino / manopola di tipo idraulico (quello delle fognature) così da renderlo credibile per gli ospiti.

Come capirete, la realizzazione di questo “Submarine 2020” è stata una vera avventura, metafora perfetta del coraggio degli eroi citati nel locale, i grandi sommergibilisti che pur vivendo in condizioni difficili sono riusciti a compiere gesta leggendarie superando ogni difficoltà.

Ma una birreria non è tale senza, ovviamente, la Birra… E l’offerta del Submarine 2020 ha veramente la B maiuscola! La selezione delle bevande è molto ricercata e non scontata, marchi belgi, irlandesi e italiani rari e entusiasmanti (in particolare le IPA sono tutte da provare!). Similmente, la scelta del food è frutto di una ricerca unica con prodotti sostenibili e estremamente gustosi, basta provare i taglieri di salumi e di formaggi per capire che non si tratta “del solito” cibo da pub: una vera leccornia! Così come i panini, gustosi, con carne selezionata e pane fatto appositamente per il locale da un mastro fornaio, veramente a km0! Da sottolineare anche i piatti di ispirazione messicana che mettono il fuoco nel palato, facendo battere il cuore anche al più glaciale Capitano Nemo.

Il locale, che ha aperto da qualche mese, si sta preparando per offrire un palinsesto di iniziative molto ricco e variegato anche – e soprattutto – dedicato al popolo nerd come reading, serate culinarie speciali tematiche, gaming night in collaborazione con importanti associazioni di settore.

Submarine 2020 è stata una scoperta, un’esperienza, un’avventura “sotto il mare”. Entrando nel locale si apprezza il gusto e la creatività, l’idea e lo storytelling originale per un’esperienza inedita per Roma realizzata dalla passione meravigliosa di una coppia di giovani sognatori!

Mollate gli Ormeggi, la rotta verso la il gusto è impostata, basta scendere Ventimila leghe sotto i mari!

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Il segreto della sabbia: l’anime steampunk che ha riportato Jules Verne nel cuore degli otaku

Parlare de Il segreto della sabbia significa riaprire un forziere nascosto della memoria anime dei primi anni Duemila, un piccolo gioiello narrativo che mescola l’immaginazione sfrenata di Jules Verne con la sensibilità poetica dell’animazione giapponese. È una serie che non si limita a raccontare un’avventura: la crea, la modella, la plasma come un velivolo steampunk pronto a decollare grazie alla sua misteriosa sabbia azzurra. Ed è proprio questa combinazione di suggestioni – l’Ottocento europeo, le profezie orientali, la fantascienza più romantica – che permette alla storia di Jane Buxton di diventare un viaggio non solo tra continenti, ma anche tra le emozioni più intime legate alla crescita, alla perdita e alla scoperta.

Quando nel 2002 Telecom Animation Film lancia la serie sulle frequenze giapponesi di WOWOW, non immagina ancora che anni dopo sarebbe diventata una sorta di culto nascosto tra gli appassionati italiani, approdando prima sul digitale terrestre di Hiro e poi, quasi in punta di piedi, su Italia 1 nelle notti del dicembre 2017. Ma la sua forza è proprio questa: non aver mai puntato a essere un fenomeno di massa, bensì un racconto d’autore intriso di atmosfere steampunk, personaggi complessi e un sense of wonder degno della narrativa avventurosa che ha plasmato la fantasia di generazioni.

All’interno della vasta costellazione delle eroine anime, Jane Buxton occupa un posto particolare. Non è una guerriera, non è una maga, non è la prescelta di qualche antica profezia: è una ragazza del XIX secolo con una passione incontrollabile per la meccanica e il volo. Una giovane che guarda il cielo non per sognare un principe o una rivelazione mistica, ma per costruire un velivolo tutto suo e spiccare il volo con le proprie mani sporche di grasso e ingranaggi.

La sua storia parte da un dolore profondo: la morte della madre durante la sua nascita e un rapporto familiare spezzato da lutti, matrimoni, gelosie e fragilità che corrodono lentamente la serenità della casa Buxton. George, il fratello maggiore, è lo scienziato visionario che crede nell’esistenza del Fuyusen, la misteriosa sostanza levitante che richiama le più suggestive leggende orientali. William, il fratellastro, è l’amico-nemico per eccellenza, un’anima ferita che oscilla tra affetto sincero e ombre di risentimento. E poi c’è Lord Buxton, un padre che il dolore finirà per annientare, lasciando Jane sospesa tra infanzia e responsabilità adulte.

Quando il governo annuncia la presunta esecuzione di George e la banca di famiglia viene distrutta da una misteriosa nave volante, Jane capisce che le spiegazioni ufficiali non tengono insieme i pezzi del puzzle. Ed è proprio nel momento in cui sembra più sola e smarrita che riceve una lettera impossibile: l’inchiostro è quello del fratello scomparso e al suo interno riposa una pietra azzurra che brilla di un’energia antica e impossibile.

A quel punto, l’avventura non è più solo una possibilità: è un destino che la chiama a gran voce.


L’Oriente, le sabbie azzurre e un mondo che vibra di mistero

Il vero cuore della serie prende forma nel viaggio di Jane verso l’Est, accompagnata dall’immancabile Agenore, figura paterna surrogata e compagno di avventure in stile buddy anime ottocentesco. L’Oriente che incontrano non è una terra esotica sterilizzata, ma un mosaico di culture, conflitti politici, leggende ancestrali e tecnologie sorprendenti che si intrecciano con la presenza del Fuyusen, la sabbia azzurra dalle proprietà levitative.

È qui che Il segreto della sabbia rivela tutta la sua anima verneiana: ogni scena sembra uscita dalle illustrazioni dei romanzi d’epoca, tra dirigibili impossibili, laboratori nascosti, deserti sconfinati e città verticali come Neo City, che con le sue torri ricorda la distopia industriale di Conan il ragazzo del futuro.

La narrazione tocca temi profondi ma mai pesanti, dal colonialismo alle disparità sociali, dalla scienza come meraviglia alla scienza come arma. E soprattutto tratteggia, con una delicatezza quasi letteraria, il percorso di crescita di Jane, sospesa tra la memoria della madre e il mito del fratello, tra la razionalità della meccanica e la magia invisibile della sabbia che porta al collo.


Un omaggio dichiarato a Miyazaki e alla fantascienza giapponese

Chi conosce l’animazione giapponese non può guardare Il segreto della sabbia senza notare la sua fitta rete di rimandi. È come se gli autori avessero deciso di costruire una lettera d’amore al maestro Hayao Miyazaki senza cadere mai nella semplice imitazione.

La figura di Jane ricorda inevitabilmente Jean di Nadia – Il mistero della pietra azzurra, ed è affascinante come il suo nome sia l’anagramma perfetto di Jean. I velivoli a pedali, con quel design ingenuo e meraviglioso, riportano immediatamente alla mente Kiki – Consegne a domicilio e l’amore di Tombo per il volo. La sabbia azzurra richiama la Pietra Azzurra di Nadia e la Gravipietra di Laputa – Castello nel cielo, con cui condivide il potere di sfidare la gravità e la logica.

La nave che attraversa il deserto sembra uscita da un bozzetto di Laputa, mentre la Prominence, l’enorme fortezza volante, è parente stretta del gigantesco Giganto di Conan. Addirittura Neo City, con i suoi sotterranei popolati di lavoratori e la sua struttura verticale, richiama a gran voce le architetture oppressive del mondo post-apocalittico di Conan e Lana.

Questi riferimenti non pesano mai sulla narrazione. Al contrario la arricchiscono, la incorniciano, la rendono parte di una tradizione che non smette mai di reinventarsi.


Tra musica, disegni e voci: un anime che vibra di armonia

La cura visiva di Il segreto della sabbia merita una menzione speciale. Ogni ambientazione è dipinta con un rispetto quasi maniaco per il dettaglio storico, dagli abiti vittoriani alle strutture meccaniche, dalla resa dei cieli alle ombre dei deserti. La serie respira un’atmosfera steampunk elegante e leggera, mai eccessiva, che le permette di restare sospesa tra realismo e fiaba.

La colonna sonora amplifica questo effetto con una palette musicale che alterna orchestrazioni classiche a melodie pop tipiche degli anime dei primi anni Duemila. E per il pubblico italiano l’esperienza è resa ancora più nostalgica dalla sigla cantata da Cristina D’Avena, che prende il tema giapponese e lo trasforma in un momento di pura memoria collettiva.


Un anime che parla a tutti, con la leggerezza delle grandi storie

Non serve essere esperti di Verne, fan di Miyazaki o ingegneri aeronautici per innamorarsi de Il segreto della sabbia. La serie possiede quella qualità rara che caratterizza le storie capaci di attraversare il tempo: una miscela di avventura, mistero, sentimento e crescita che risuona in chiunque abbia guardato il cielo almeno una volta chiedendosi come sarebbe volare.

È un racconto che tocca temi universali senza perdere la sua grazia, che si permette di essere epico e intimo, fantastico e umano, leggero e profondo. E soprattutto è una serie che ricorda a tutti noi perché l’animazione giapponese è diventata, negli anni, un linguaggio narrativo così potente.

SteamPunk: Amici a Vapore

Come sapete, Satyrnet è molto attento e orgoglio del mondo dell’associazionismo e del fandom italiano: riteniamo infatti che proprio in questi ambienti si celi tanta creatività artistica e voglia di proporre idee sempre nuove. Proprio per questo, oggi vi presentiamo il nuovo album di Satyrnet dedicato allo SteamPunk: un modo divertente per promuovere le vostre associazioni, gruppi o pagine “mettendoci la faccia” … o meglio il vestito! Se avete un outfit o un costume in stile vittoriano inviateci la vostra foto direttamente utilizzando i messaggi della pagina!

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Lo Steampunk è una visione estetica che descrive la tecnologia e la fantascienza con un’atmosfera in stile vittoriano. Un fenomeno estremamente di moda che prende le sue radici dall’universo letterario creato da Jules Verne e che è stato recentemente riportato in agenda da film come Hugo Cabret di Martin Scorsese, videogiochi, fumetti e una serie di eventi Entertainment internazionali. Ingranaggi, oggetti meravigliosi e improbabili, macchine volanti, robotica e tanto “vapore” sono gli ingredienti fondamentali di questa estetica di cui l’esempio più famoso è proprio il sommergibile Nautilus del Capitano Nemo in “Ventimila leghe sotto i mari”

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