Ugo Verdi: addio al disegnatore che ha contribuito a costruire l’universo di Nathan Never e Legs Weaver

La comunità del fumetto italiano si è svegliata con una notizia che pesa come un macigno. Ugo Verdi, disegnatore torinese dal talento straordinario, si è spento il 3 marzo 2026 all’età di soli 55 anni. Una perdita che lascia un segno profondo tra gli appassionati di fumetti italiani e tra tutti coloro che, negli anni, hanno sfogliato le pagine delle storie legate all’universo narrativo della Sergio Bonelli Editore.

Per chi vive e respira cultura nerd, alcuni nomi non rappresentano soltanto autori: diventano pezzi di memoria collettiva. Ugo Verdi apparteneva proprio a quella categoria di artisti che lavorano spesso dietro le quinte, ma il cui contributo diventa fondamentale per costruire mondi, atmosfere e immaginari.

E chi ama la fantascienza bonelliana lo sa bene.

Dalle fanzine alla Bonelli: il viaggio di un autore appassionato

Ugo Verdi nasce a Torino il 20 gennaio 1971, in una città che negli anni Novanta viveva una stagione creativa particolarmente fertile per il fumetto italiano. L’entusiasmo di quel periodo si riflette anche nel suo percorso artistico.

Nel 1994 prende vita uno dei suoi primi progetti significativi: il fumetto “2700”, realizzato insieme ad alcuni amici e con la collaborazione di Manfredi Toraldo. In quell’albo Verdi cura la creazione grafica dei personaggi, mettendo già in evidenza una caratteristica che diventerà la sua firma stilistica: una straordinaria attenzione al dettaglio tecnico.

Chi ha avuto modo di vedere quelle tavole ricorda ancora oggi linee precise, architetture meccaniche credibili, veicoli futuristici disegnati con una cura quasi ingegneristica.

Passione pura per la fantascienza.

E proprio quella passione lo porterà a incrociare la strada della Sergio Bonelli Editore.

L’arrivo nel mondo di Nathan Never

Metà anni Novanta. Un periodo che oggi molti fan ricordano con nostalgia quasi romantica: redazioni animate da giovani autori, portfolio sotto il braccio, chilometri di tavole disegnate con matite e chine.

In quel contesto arriva anche Ugo Verdi.

Si presenta con i suoi lavori e con l’energia di chi ama profondamente il fumetto. Secondo chi ha lavorato con lui, quell’entusiasmo era contagioso. Una scintilla creativa che si rifletteva nelle tavole e nelle idee.

La collaborazione più significativa arriva con Legs Weaver, serie spin-off di Nathan Never dedicata alla prima Agente Alfa. Un personaggio amatissimo dai lettori Bonelli e protagonista di storie cyberpunk dense di tecnologia, azione e atmosfere futuristiche.

Verdi contribuisce illustrando diversi albi della serie, portando nelle pagine una visione grafica fortemente influenzata da due mondi che negli anni Novanta iniziavano a fondersi sempre di più: il fumetto americano e il manga giapponese.

Quella fusione stilistica, oggi comune tra molti artisti contemporanei, all’epoca rappresentava quasi un linguaggio nuovo.

Linee dinamiche, composizioni cinematografiche, tecnologie disegnate con precisione quasi maniacale.

Le tavole di Verdi trasmettevano energia.

Il lavoro invisibile che costruisce un universo narrativo

Molti lettori non lo sanno, ma dietro ogni serie a fumetti complessa esiste un enorme lavoro di progettazione visiva. Astronavi, armi, veicoli, città futuristiche, tecnologie immaginarie.

Tutto deve essere coerente.

Ugo Verdi contribuiva proprio a questo aspetto fondamentale dell’universo narrativo di Nathan Never.

Oltre alle tavole pubblicate negli albi di Legs Weaver, realizzava numerosi disegni tecnici di riferimento utilizzati da altri disegnatori della serie. Astronavi, mezzi meccanici, strutture tecnologiche: veri e propri blueprint visivi che aiutavano a mantenere una coerenza grafica tra le diverse storie.

Un lavoro spesso invisibile al pubblico, ma essenziale per dare solidità a un mondo narrativo.

Chi ama la fantascienza sa quanto questo aspetto sia importante.

Un universo credibile nasce anche dai dettagli.

Uno stile tra America e Giappone

Osservare i disegni di Ugo Verdi significa percepire chiaramente un punto di incontro tra due scuole artistiche.

Da una parte la spettacolarità del fumetto americano, con prospettive dinamiche e composizioni d’impatto.

Dall’altra l’eleganza narrativa dei manga giapponesi, capaci di trasmettere movimento e atmosfera con pochi tratti essenziali.

Questa fusione stilistica anticipava una tendenza che negli anni successivi sarebbe diventata sempre più diffusa tra gli autori europei.

Oggi molti artisti parlano apertamente di contaminazione culturale nel fumetto. Negli anni Novanta non era ancora così comune.

Verdi stava già esplorando quella strada.

Road to Armageddon: maturità artistica

Negli anni più recenti il disegnatore torinese aveva continuato a lavorare a progetti personali. Tra questi spicca Road to Armageddon, serie di volumi cartonati realizzati a partire dal 2018 su testi di Paolo Buscaglino Strambio, conosciuto nel mondo del fumetto come Pabus.

Si tratta di opere di grande formato, pensate per valorizzare al massimo il dettaglio grafico delle tavole.

Ed è proprio qui che emerge con ancora maggiore forza la qualità del tratto di Verdi.

Figure eleganti, scenari ricchi di particolari, composizioni visive che sfruttano lo spazio della pagina con grande consapevolezza narrativa.

Un tipo di disegno che invita il lettore a soffermarsi, a osservare ogni elemento della tavola.

Non semplice illustrazione.

Architettura visiva.

Un artista che amava profondamente il fumetto

Chi ha lavorato con lui ricorda soprattutto una cosa: la passione.

Quella passione autentica che caratterizzava molti autori degli anni Novanta, cresciuti leggendo fumetti, guardando anime in VHS, divorando albi americani e manga giapponesi.

Una generazione che ha costruito ponti tra linguaggi narrativi diversi.

Ugo Verdi faceva parte di quella generazione.

Il suo contributo all’universo di Nathan Never e Legs Weaver rimane inciso nelle tavole che molti fan hanno sfogliato per anni.

E questo, per un autore di fumetti, rappresenta forse la forma più bella di immortalità.

Il ricordo della community nerd

La scomparsa di Ugo Verdi lascia un vuoto reale tra gli appassionati di fumetto italiano. Artisti come lui hanno contribuito a costruire quell’immaginario fantascientifico che ha reso le serie Bonelli amate anche dalle generazioni più giovani.

Il suo lavoro continuerà a vivere tra le pagine delle storie che ha disegnato, tra i dettagli tecnici delle astronavi che ha progettato, tra le tavole che ancora oggi raccontano avventure ambientate in futuri lontani.

E in fondo è proprio questo il potere del fumetto.

Gli autori passano, ma i mondi che hanno contribuito a creare restano.

La community geek italiana perde oggi un artista talentuoso, ma guadagna una memoria da custodire.

Un pensiero affettuoso va alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui.

Le tavole di Ugo Verdi continueranno a parlare per lui.

E noi continueremo a sfogliarle.

Nathan Never: I naufraghi della Luna – quando la fantascienza incontra la realtà spaziale

Nel panorama della narrativa a fumetti italiana, pochi personaggi riescono a incarnare lo spirito del futuro come Nathan Never. Nato nel 1991 dalla mente visionaria di Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna, l’agente speciale dell’Agenzia Alfa è sempre stato un ponte tra il noir e la fantascienza, tra la riflessione esistenziale e la tecnologia più spinta. Con Nathan Never. I naufraghi della Luna, in uscita il 21 novembre per Sergio Bonelli Editore dopo la presentazione in anteprima a Lucca Comics & Games, quel ponte si trasforma in un vero e proprio trampolino verso l’ignoto, grazie anche alla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

L’umanità sulla Luna, tra immaginazione e scienza

Il nuovo volume scritto da Bepi Vigna e disegnato da Sergio Giardo porta il lettore su un palcoscenico che è insieme familiare e inospitale: la Luna. Qui, l’agente Nathan Never si trova impegnato a indagare su un misterioso assalto a un rover che trasportava Elio-3 da un sito di estrazione. Quell’isotopo, vera risorsa energetica del futuro, diventa il cuore di una storia che intreccia intrighi economici, riflessioni etiche e tensione scientifica. Ma la scoperta più sorprendente per l’eroe non riguarda tanto il furto quanto l’incontro con Milo Danesi, un ex scienziato dell’ASI che aveva abbandonato la propria epoca per esplorare il futuro.

È qui che la fantascienza di Nathan Never incontra la realtà delle missioni spaziali contemporanee: la vicenda si ispira alla missione LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment), un progetto reale pensato per testare un sistema di navigazione satellitare sulla superficie lunare. Un esperimento destinato a cambiare il modo in cui l’uomo esplorerà lo spazio, fornendo dati su posizione, velocità e tempo lunare. Vigna e Giardo intrecciano questa suggestione scientifica con il pathos tipico del fumetto bonelliano, trasformando la Luna in un deserto poetico e mortale, dove la sopravvivenza è tanto fisica quanto morale.

Naufraghi nello spazio e nel tempo

Il titolo, I naufraghi della Luna, è un manifesto narrativo. Nathan e Milo non sono semplicemente bloccati su un satellite: sono due uomini alla deriva, costretti a fare i conti con il proprio passato e con i limiti della tecnologia che li ha spinti fin lì. Il sabotaggio del sistema di navigazione li lascia senza ossigeno e senza rotta, vittime di una compagnia d’affari che non esita a sacrificare vite umane pur di proteggere i propri interessi. È una situazione che riecheggia i temi classici della serie – l’eterno conflitto tra etica e profitto, scienza e potere – ma li reinterpreta attraverso una lente più contemporanea, quasi “realistica”, resa possibile dalla consulenza dell’ASI.

La Luna come specchio dell’umanità

In questo racconto, la Luna non è solo uno scenario suggestivo, ma un personaggio a sé stante. Fredda, silenziosa, implacabile, costringe i protagonisti a misurarsi con l’essenza della vita e con l’idea di frontiera. Proprio come nei grandi classici della science fiction – da 2001: Odissea nello spazio a The Expanse – il viaggio lunare diventa una metafora dell’esplorazione interiore. Nathan Never, con la sua malinconia e la sua sete di giustizia, è l’erede di una lunga tradizione di astronauti dell’anima.

Sergio Giardo, che da anni firma alcune delle tavole più suggestive della saga, restituisce con tratto elegante e precisione quasi scientifica il paesaggio lunare, alternando tavole contemplative a sequenze d’azione dal ritmo cinematografico. Ogni vignetta sembra respirare la polvere e il silenzio del satellite, trasmettendo al lettore la sensazione autentica di isolamento e vastità.

Fantascienza italiana con radici solide

La collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana non è un semplice espediente narrativo, ma un simbolo dell’evoluzione della fantascienza italiana: un genere che non vive più solo di visioni e utopie, ma dialoga apertamente con la scienza reale, con la ricerca e con l’innovazione tecnologica. In I naufraghi della Luna, il confine tra la narrativa disegnata e la divulgazione si fa sottile, e proprio lì nasce la magia.

È un’opera che conferma ancora una volta la capacità di Bonelli Editore di far convivere avventura e introspezione, realismo e sogno, in un linguaggio accessibile ma denso di significati. E lo fa senza perdere la sua anima umanista: Nathan Never rimane, prima di tutto, un uomo che cerca risposte – nello spazio, ma soprattutto dentro se stesso.

Un passo avanti per la cultura pop italiana

Con questo volume, Bonelli e ASI scrivono un nuovo capitolo del rapporto tra fumetto e scienza, un’alleanza che negli ultimi anni si è rivelata preziosa per avvicinare il grande pubblico ai temi dell’esplorazione spaziale. È un segno di maturità per un medium che, proprio grazie a personaggi come Nathan Never, ha saputo raccontare il futuro senza mai smettere di parlare dell’uomo.

La Luna, dunque, non è più solo il simbolo del sogno romantico, ma il terreno concreto dove si misura il destino della nostra specie. E se Nathan Never continua a camminarvi sopra, tra crateri e ombre infinite, è perché qualcuno deve pur ricordarci che il futuro non si immagina soltanto: si costruisce, un passo lunare alla volta.

Legs Weaver debutta in animazione: anteprima mondiale a Lucca Comics & Games 2025

La storica eroina Bonelli diventa protagonista di una serie animata firmata Sergio Bonelli Editore e Rai Kids. Un nuovo passo nel Bonelli Cinematic Universe.


C’è un’energia elettrica che attraversa Lucca, un fremito che solo i veri fan possono riconoscere: quella sensazione inconfondibile che qualcosa di epocale stia per accadere.
Quest’anno, durante Lucca Comics & Games 2025, sarà Legs Weaver, la leggendaria agente dell’universo Bonelli, a salire sul palcoscenico dell’immaginario collettivo. Per la prima volta, l’eroina più tosta dell’Agenzia Alfa debutta in una serie animata prodotta da Sergio Bonelli Editore in collaborazione con Rai Kids, segnando un nuovo e importantissimo capitolo del Bonelli Cinematic Universe.

L’anteprima mondiale del primo episodio è fissata per venerdì 31 ottobre alle 17.30 presso l’Auditorium del Suffragio. A presentare l’evento saranno Virginia Benzi, la divulgatrice scientifica conosciuta online come Quantum Girl, e Luca Del Savio, redattore capo centrale di Bonelli e curatore della rubrica AlfaCom di Nathan Never.


Un nuovo volto per una leggenda del fumetto italiano

Il progetto, intitolato “Agente Speciale Legs Weaver”, è composto da quattro episodi da dieci minuti ciascuno, pensati anche in formato mediometraggio da quaranta minuti.
Alla regia troviamo Federico Rossi Edrighi e Raffaele Compagnoni, mentre la sceneggiatura porta la firma di Adriano Barone.
Tra i produttori esecutivi figurano Vincenzo Sarno e Antonio Navarra, due nomi che incarnano l’anima della nuova stagione di Bonelli Entertainment: quella che porta i personaggi storici del fumetto italiano a vivere in universi multimediali.

Come ha spiegato con entusiasmo Vincenzo Sarno, responsabile dell’Ufficio Sviluppo di Sergio Bonelli Editore, “portare in anteprima a Lucca il primo episodio di Legs Weaver è una grande emozione. Lucca è il cuore pulsante della cultura pop e del fumetto, il luogo ideale per condividere con i fan un progetto che rappresenta un passo fondamentale per il Bonelli Cinematic Universe.
La collaborazione con Rai ci permette di unire due eccellenze italiane in una produzione innovativa, capace di portare un’eroina iconica a nuove generazioni e a un pubblico sempre più vasto.”


Dalle pagine di Nathan Never al grande schermo animato

Creata nel 1991 dal trio di autori Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna, Legs Weaver ha esordito come coprotagonista di Nathan Never, per poi conquistare nel 1995 una testata tutta sua: la prima in assoluto dell’universo Bonelli a essere dedicata a un personaggio femminile.
Con oltre cento numeri e un fandom fedele e appassionato, Legs è diventata un simbolo di indipendenza e carisma, una donna capace di dominare un genere – quello della fantascienza d’azione – che per decenni aveva avuto soprattutto eroi maschili.

Ambientata nella futuristica Città Est, la serie intreccia azione, ironia e adrenalina pura. Legs e i colleghi dell’Agenzia Alfa affrontano minacce che spaziano dal crimine organizzato alle follie di chi sogna di dominare il mondo, tra armi, cyborg e dilemmi morali.
È proprio questo equilibrio tra avventura e introspezione che ha reso Legs una delle figure più amate dell’immaginario Bonelli: una guerriera, una scienziata, ma anche una donna fragile e complessa, capace di ironizzare sui propri limiti mentre li supera.

Bonelli Entertainment presenta Legs Weaver The Animated Series!

Durante la presentazione ufficiale al Salone del Libro di Torino 2024, Sarno aveva già annunciato che la serie di Legs sarebbe stata “un passo epocale per Bonelli Entertainment”, sottolineando come la casa editrice stia lavorando a un universo narrativo interconnesso, in cui fumetto, cinema e animazione convivono in un unico grande ecosistema creativo.
“Non stiamo solo creando una serie animata – ha dichiarato – stiamo espandendo il Bonelli Cinematic Universe, un progetto che unisce la nostra eredità a una visione audace per il futuro. È un momento storico per noi, un’opportunità per introdurre Legs a un pubblico ancora più vasto e per dimostrare cosa significa davvero essere parte del mondo Bonelli.”


Lucca 2025: dove la leggenda incontra il futuro

L’anteprima di Agente Speciale Legs Weaver sarà uno degli appuntamenti più attesi di Lucca Comics & Games 2025, una manifestazione che da sempre rappresenta il cuore pulsante della cultura pop italiana e il punto di incontro tra generazioni di appassionati.
Chi avrà la fortuna di assistere alla proiezione potrà scoprire il nuovo volto di Legs, reinterpretata attraverso un linguaggio visivo moderno, dinamico e inclusivo, pensato per conquistare tanto i fan storici quanto i nuovi spettatori.

Un ritorno che profuma di nostalgia, ma anche di rivoluzione.
Perché Legs Weaver non è solo un personaggio dei fumetti: è un’icona che continua a evolversi, capace di attraversare i media, reinventarsi e ispirare, ieri come oggi, chi crede che le storie possano ancora cambiare il mondo.

Addio a Stefano Munarini, il custode silenzioso dei fumetti italiani

Nella notte tra il 24 e il 25 agosto 2025, il mondo del fumetto ha perso una delle sue voci più appassionate e silenziose: Stefano Munarini. Una figura che molti lettori forse non conoscevano direttamente, ma la cui impronta è rimasta impressa nelle pagine e nei destini editoriali di alcuni dei nostri fumetti più amati.

Nato a Bologna l’8 dicembre 1969, Munarini si era avvicinato al fumetto non come un semplice spettatore, ma come un amante totale, pronto a viverlo da dentro. Negli anni Ottanta aveva iniziato a scrivere per Fumo di China, recensendo fumetti americani in un’Italia che allora scopriva con entusiasmo gli eroi in calzamaglia. Fu il primo passo di un percorso che lo avrebbe portato a Star Comics, nel cuore pulsante di quella generazione di lettori e redattori che hanno costruito il fumetto italiano moderno.

Il 1994 fu l’anno della svolta: entrò nella redazione di Marvel Italia, la giovane realtà che avrebbe poi dato vita a Panini Comics. Da quel momento in poi, la sua carriera e la sua passione si intrecciarono indissolubilmente con quella della casa editrice modenese. Passò dall’Ufficio Produzione a incarichi redazionali, fino a diventare web editor del sito ufficiale. Per anni fu anche il ponte tra Panini e il mondo, seguendo i rapporti con gli editori esteri che pubblicavano i fumetti Bonelli oltreconfine. Un lavoro meno visibile, ma fondamentale, perché grazie a lui personaggi come Nathan Never e Dylan Dog poterono parlare nuove lingue e raggiungere nuovi lettori.

Ma Munarini non fu solo un redattore: era, prima di tutto, un narratore. Pubblicò racconti e brevi storie a fumetti, spesso sotto pseudonimo, sperimentando con riviste come Carmilla e Mondo Naif. Su Anteprima, la storica rivista-catalogo di Panini, portò alla luce Fanity Fair, una striscia ironica che raccontava con tenerezza e sarcasmo il piccolo grande mondo dei fan, tra fiere e comic shop. E ancora, firmò volumi come Winnegans Fake e Il gioco dell’oca, insieme a Mauro Ferrero, e lasciò traccia persino nell’universo Bonelli, firmando il soggetto di Real History, un albo di Nathan Never uscito nel 2017.

Se c’è una parola che descrive Stefano Munarini, è “ponte”. Ponte tra lettori e storie, tra Italia ed estero, tra la critica e la creazione, tra il fandom e l’editoria. Non ha mai cercato i riflettori, ma senza il suo lavoro discreto e appassionato il fumetto italiano sarebbe stato un po’ più povero, un po’ più chiuso.

Oggi, chi ha condiviso con lui uffici, fiere e sogni ricorda non solo il professionista, ma soprattutto l’uomo: un appassionato capace di vivere il fumetto come una vocazione. La sua scomparsa lascia un vuoto silenzioso, ma profondo, che pesa come un balloon rimasto sospeso senza parole.

In un mondo fatto di supereroi immortali e avventure senza fine, la realtà sa essere ingiusta. Stefano Munarini ci ha lasciato a 55 anni, troppo presto per un lettore che aveva ancora tante storie da raccontare. Ma il suo nome resterà legato per sempre a quelle pagine che amiamo, e a quel filo invisibile che unisce i fumetti alle persone che li rendono possibili.

Un addio che, per chi ama i comics, suona come l’ultima vignetta di un albo che non avremmo mai voluto chiudere.

Mister No compie 50 anni: il ritorno dell’antieroe Bonelli che ha detto “no” per mezzo secolo

Ci sono personaggi che sembrano scolpiti nel tempo, come fossero cristallizzati in un’eterna giovinezza ribelle. Figure che sfidano il passare degli anni, rifiutando di farsi archiviare nella nostalgia. Tra questi, ce n’è uno che ha attraversato mezzo secolo a bordo di un Piper malandato, con una camicia azzurra, la giacca da aviatore e il cuore pieno di ironia. Signore e signori, accendiamo le candeline: Mister No compie 50 anni, e il suo spirito anticonformista è più vivo che mai. Era il giugno del 1975 quando Jerry Drake, reduce americano della Seconda Guerra Mondiale, fece la sua prima comparsa nelle edicole italiane. Ideato da Sergio Bonelli, che per l’occasione si celava dietro lo pseudonimo Guido Nolitta, Mister No era destinato a diventare molto più di un semplice personaggio a fumetti. Era il primo, vero antieroe bonelliano, antesignano di un’intera generazione di personaggi inquieti, scomodi e irresistibilmente umani, da Dylan Dog a Nathan Never, passando per il razionalissimo Martin Mystère.

Ma cosa rende Mister No così speciale, così attuale dopo cinquant’anni?

Mister No non nasce in un mondo di cowboy e pistoleri, come i classici della Bonelli di allora. Lui atterra direttamente nell’Amazzonia degli anni ’50, una scelta che fu rivoluzionaria per la casa editrice. In un panorama dominato da deserti e praterie, Mister No porta il lettore tra fiumi in piena, giungle intricate, baracche sudamericane e bische di Manaus. Un paesaggio esotico, affascinante e profondamente simbolico: è il rifugio dell’uomo che dice “no” alla civiltà occidentale, al consumismo, alla rigidità dell’autorità. Ex pilota militare, Jerry Drake cerca la pace in una terra lontana da quella che gli ha insegnato a uccidere. Eppure la sua natura di eroe riluttante lo costringe sempre ad agire, a prendere posizione, a sporcarsi le mani. Non è mai in cerca di gloria, e nemmeno di redenzione. È semplicemente un uomo che ha scelto la libertà. E che per questo, proprio come diceva il colonnello giapponese Saiko durante un interrogatorio, sarà per sempre “Mister No”.

Quello che Mister No ha fatto – e continua a fare – è ridefinire il concetto stesso di protagonista. Non ha un senso di giustizia scolpito nel marmo come Zagor, né una missione scientifica come Martin Mystère. È un cittadino del mondo disilluso, con una bottiglia di rum nella mano destra e una pistola scarica nella fondina. Litiga con i clienti, si caccia nei guai, si innamora troppo in fretta e si ubriaca ancora più velocemente. Ma quando qualcuno ha bisogno d’aiuto, lui c’è. Nonostante tutto. Il suo miglior amico è un tedesco burbero dal soprannome impossibile da dimenticare: Esse-Esse. Il duo funziona come un orologio rotto che, per magia, segna sempre l’ora giusta nei momenti più impensati. E tra le donne che hanno incrociato il cuore di Mister No, spicca Patricia Rowland, archeologa newyorkese, quasi una Marion Ravenwood del mondo Bonelli.

Mister No non ha solo viaggiato per l’Amazzonia. Le sue avventure lo hanno portato in Africa, Asia, America Latina, New York, Spagna e persino in Italia. La struttura narrativa della serie è sempre stata dinamica, capace di mescolare avventura, introspezione, critica sociale e umorismo con una fluidità che ha fatto scuola.Nel 1987, scopriamo addirittura che esiste un secondo Mister No: un ragazzo caduto nella Guerra di Corea, che si era ispirato al nostro Jerry Drake. Simbolo della leggenda che si tramanda, della ribellione che continua anche oltre la carta.E poi ci sono gli episodi speciali. Come quello del 1984 dove Mister No incontra nientemeno che Che Guevara, o quello in cui un piccolo E.T. compare in Amazzonia sussurrando la sua iconica frase. O ancora la sua surreale fanta-avventura western con John Wayne, Reagan e John Ford, in una delle storie più folli e metanarrative mai scritte.

Mister No doveva essere una semplice miniserie estiva. Ma quando le copie vendute sfiorarono le 200.000 unità, Bonelli capì che aveva tra le mani qualcosa di grande. Da lì in poi, la serie è andata avanti fino al 2006, anno in cui lo stesso Nolitta – alias Bonelli – tornò a scrivere per darle una conclusione epica, collegata direttamente al primo numero. Una chiusura perfetta, nostalgica e malinconica, con Jerry e Esse-Esse in cerca di una nuova Manaus, più tranquilla, a Rurrenabaque, in Bolivia.

Nel frattempo sono nati venti speciali, due maxi, cinque almanacchi, e una ristampa completa intitolata Tutto Mister No. E poi, come accade per i grandi personaggi, sono arrivate anche le reinterpretazioni moderne: la miniserie a colori “Mister No Revolution” del 2018 e la collana “Le Nuove Avventure” tra 2019 e 2020, che ne hanno rinfrescato l’immagine restando fedeli al DNA originale.

Nel mondo Bonelli, Mister No non è mai solo. È parte integrante di un universo narrativo condiviso, che lo ha portato a incontrare – o meglio, scontrarsi – con personalità come Martin Mystère, Dylan Dog e Nathan Never. Memorabile il crossover “Fuga da Skynet”, uno dei primi esperimenti italiani di fumetto multiversale. E non mancano i camei, le citazioni, i riferimenti più o meno espliciti, come quello in cui un lontano discendente di Mister No appare nel futuro come fondatore di una compagnia interplanetaria.

Oggi Mister No non è solo un personaggio vintage per appassionati di lunga data. È un simbolo di resistenza individuale, di ribellione intelligente, di ironia contro il potere. In un’epoca in cui il “no” è spesso criminalizzato, Jerry Drake ci ricorda che dire no può essere un atto d’amore. Per sé stessi, per gli altri, per un mondo migliore.

Quindi sì, Mister No compie cinquant’anni. Ma non ne dimostra nemmeno uno. Forse perché non è mai stato davvero giovane, né mai veramente vecchio. È un’idea. Un’emozione. Un grido nella giungla amazzonica che dice: “Io non ci sto”.

E tu? Hai mai letto Mister No? Qual è la tua avventura preferita? Raccontacelo nei commenti qui sotto e condividi questo articolo sui tuoi social con l’hashtag #50AnniDiMisterNo. Il nostro Jerry merita una festa grande, come solo noi nerd sappiamo fare.

Grande successo per la due giorni di Epica Etica Estetica dell’Immaginario

Si è conclusa con successo presso We GIL a Roma Epica Etica Estetica dell’Immaginario, la due giorni (12 e 13 Aprile 2025) atta ad analizzare come si sta evolvendo lo scenario artistico culturale italiano nel XXI secolo, organizzata con la partecipazione della Regione Lazio e la collaborazione di Plusnews.it.

A cura del critico e saggista cinematografico Pier Luigi Manieri, la rassegna ha debuttato con l’incisivo contributo di Emanuele Merlino e Carlo Prosperi, rispettivamente Capo Segreteria Tecnica del MIC e Capo Segreteria Presidenza della Commissione Cultura della Camera, i quali, dopo aver illustrato i risultati eccellenti delle due mostre evento dedicate a Tolkien e Futurismo, hanno ribadito la necessità di rilanciare e diffondere l’Immaginario della Nazione, con la sua funzione tanto di collante quanto di consapevolezza di sé. Entrambi si sono soffermati sugli obiettivi di rilancio della cultura pop e d’immaginario come motore anche attraverso la costituzione di spazi quali il Museo del Fumetto di Lucca, di prossima apertura, per volontà del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Hanno inoltre illustrato gli sforzi del governo a sostegno della creatività, sia sul fronte degli spettacoli dal vivo che per il cinema e l’industria del libro.

Fabrizio Zappi di Rai Cultura ha puntato l’attenzione su Etica ed Estetica, i due fari che hanno sempre guidato la sua opera come produttore e come Dirigente Rai; il dialogo è stato portato poi avanti dal Direttore Artistico Manieri, che ha ricordato l’impressionante numero di documentari (circa trecento) dedicati in larga misura a personaggi della cultura popolare italiana come Achille Togliani, Franco Battiato e Gabriella Ferri.

E si è trattato soltanto dei primi interessanti interventi, in quanto molte sono le personalità che hanno partecipato anche solo per assistere alla manifestazione: dal senatore Marco Scurria all’assessore regionale Fabrizio Ghera, passando per il deputato Gianni Sammarco, le attrici Elisabetta Rocchetti, Loredana Cannata, Denny Mendez e Maria Luce Pittalis, gli attori Corrado Solari, Roberto Manieri e Fabrizio Sabbatucci, i produttori Gianluca Curti, Simonetta Amenta, Roberto Cipullo, Claudio Corbucci, Laura Beretta, Mario Rossini, Filippo Montalto, Giovanni Amico, Andrea De Liberato, Stefano Agostini, Alberto Rizzo e Salvatore Scarico, il modello Federico Simoncini, gli avvocati Cristina Massaro e Pasquale Gallo, le registe Eleonora Puglia, Emanuela Rossi, Chiara Rapisarda, Ludovica Lirosi e Lucilla Colonna, i registi Pierfrancesco Campanella, Alessio Di Cosimo, Alessio Pascucci, Roberto Palma, Tommaso Barba, Claudio Agostini, Maurizio Maria Merli, Adelmo Togliani, Claudio Alfonsi e Roberto Di Vito, i musicisti Giacomo Rendine e Andrea Montepaone, Manuela Maccaroni, CDA della Festa del Cinema, Davide Aragona di Rai Cultura, il giornalista Patrizio Li Donni, il fotografo Claudio Orlandi, l’ingegner Paolo Panfili, l’ufficio stampa Nicola Conticello e gli scrittori Arnaldo Colasanti ed Enrico Luceri.

La regista Eleonora Puglia ha osservato che l’“estetica” è una funzione a rigor di logica non negoziabile, eppure soppiantata dall’omologazione; mentre i professori Lino Damiani e Ivan Paduano hanno rimarcato la vicinanza estetica tra il Futurismo, la Metafisica e precise espressioni dell’immaginario quali i videogiochi, il fumetto e il cinema, analizzando come queste ultime siano state influenzate dalle due correnti e avanguardie artistiche e come la Pop Art abbia, a sua volta, portato il videogioco, i personaggi dei fumetti e le icone al centro della speculazione intellettuale.

Acceso inoltre il dibattito attorno al pregiudizio ideologico o stilistico, portando ad esempio casi come il libro di racconti horror Primi delitti di Paolo Di Orazio, l’intemerata Corvisieri-Iotti per cancellare il cartoon Goldrake dai palinsesti RAI e le accuse di sessismo e razzismo rivolte al fumetto Tex.

La sessione con il fumettista Edym (Ediberto Messina) è stata utile per ribadire il ruolo della famiglia e della scuola nella capacità di leggere un testo, e, partendo da Dago, si è riaffermato il ruolo archetipico dell’eroe.

E non poteva mancare l’Intelligenza Artificiale in una conversazione che ha coinvolto Gabriella Carlucci impegnata ad illustrare la querelle Mascagni-Verga, ponendola come primo caso di controversia di diritto d’autore nello stesso panel in cui gli avvocati Tiziana Carpinteri e Giacomo Ciammaglichella hanno tracciato i percorsi giuridico-legali in merito alle prime sentenze relative ai casi di plagio tra umani e IA. Apertamente contrari si sono mostrati Edym e la sceneggiatrice Francesca Romana Massaro, la quale ha sottolineato come anche la parte più infinitesimale di creatività originale dell’uomo non possa essere in nessun modo sottratta, ponendo poi sul tavolo della questione la quantità di ricorsi già avviati, la sempre più complessa difficoltà nel distinguere un lavoro umano da quello artificiale e i posti di lavoro in pericolo.

Preziosi gli interventi nel panel sull’ideologia woke: da quello del giornalista Francesco Vergovich, il quale si è interrogato sull’utilità di certificare il rispetto, all’opinione di Massimo Galimberti di Anica Academy, secondo cui, pur registrando l’esistenza di alcune derive tossiche, la vera minaccia alla libertà di espressione è nel fronte anti woke. Al contrario dei produttori Roberto Cipullo e dei registi Claudio Agostini e Alessio Pascucci, i quali hanno rimarcato attraverso esempi di casi reali (il film del 2025 Biancaneve) come l’ideologia woke finisca per essere un oggettivo limite alla libertà di espressione, tanto da arrivare a condizionare la struttura creativa nonché la capacità di poter produrre liberamente. La giornalista Valeria Fatone ha sottolineato, poi, le problematiche inerenti i rapporti uomo-donna nel contesto woke, portando anche ad esempio i casi di revenge porn.

Tanto spazio, ovviamente, al cinema, secondo l’onorevole Gimmi Cangiano disciplina di grande presa popolare che non può prescindere dal recupero dei generi come grande occasione, tanto creativa quanto occupazionale.

Ospiti attesissimi i Manetti Bros, tra aneddoti relativi al loro U.S. Palmese e il rapporto con Diabolik e Coliandro, oltre ai dialoghi con Manieri circa la capacità di orientarsi tra i diversi generi, dall’horror al poliziesco, alla fantascienza nonché sulla personale organizzazione sul set e sui processi di costruzione dell’opera filmica nel suo complesso.

Aneddoti, ma anche elementi di critica cinematografica, definizione delle criticità che vedono il cinema italiano in ritardo sul fronte del genere e condizione psicofisica che si deve avere su un set di un film d’azione nella spumeggiante sessione che ha visto interagire il professor Fabio Melelli, il regista Saverio Deodato e gli attori e campioni di arti marziali Claudio Del Falco e Stefano Maniscalco ben orchestrati da Pier Luigi Manieri; quest’ultimo ha concordato con Michele Medda – creatore di Nathan Never – circa la necessità di ideare figure e situazioni autenticamente identitarie in un confronto che ha coinvolto anche i cineasti Adelmo Togliani e Luigi Cozzi. Confronto da cui è emerso inoltre un certo provincialismo di editori e autori nel creare storie ambientate in Italia con personaggi italiani. Lo stesso Cozzi, poi intervistato da Vito Tripi, oltre a ripercorrere la propria carriera ha parlato delle grandi potenzialità inespresse che ha il cinema di genere, auspicando che le nuove generazioni riscoprano il gusto per l’immaginazione.

Infine Giulio Leoni, intervistato da Alessandro Bottero, nel ricordare come Dante sia presente in molto dell’attuale immaginario, da Altieri a Go Nagai fino a John Wick, ha concluso Epica Etica Estetica dell’Immaginario insistendo con forza su Dante come roccia a cui ancorarsi per difendersi e controbattere alla deriva del falsamente moderno. Secondo Leoni, infatti, Dante è l’esempio di come bellezza e poesia ci salveranno dai pensieri unici e dall’abitudine al brutto.

Legends: le carte di Tex, Dylan Dog e Martin Mystère quotate oltre 500 euro

Nel mondo del collezionismo, pochi eventi suscitano tanto entusiasmo quanto il lancio di una nuova collezione esclusiva. È proprio ciò che è accaduto con la collezione LEGENDS, creata dalla collaborazione tra Gedis e Sergio Bonelli Editore. Questa nuova serie di carte collezionabili ha segnato l’inizio di una fusione tra la tradizione fumettistica italiana e le innovazioni del mercato del collezionismo, dando vita a un prodotto che sta rapidamente diventando un must per i fan del fumetto e i collezionisti.

Presentata in anteprima durante Lucca Comics & Games 2024, LEGENDS ha colpito nel segno fin dal primo momento. La collezione raccoglie oltre 150 soggetti diversi, tutti tratti dai personaggi più iconici della Bonelli Editore. Tra le star della collezione troviamo Tex, Dylan Dog, Zagor, e molti altri, che sono diventati veri e propri oggetti da collezione. Ogni carta è disponibile in tre varianti: edicola, retail e regular, offrendo così diverse opzioni per ogni tipo di collezionista.

Ma ciò che rende davvero unica questa collezione è la rarità delle carte. Ogni carta regular è stata prodotta in edizioni limitate, con versioni che vanno dalla Bronzo fino alla Black, quest’ultima l’edizione più esclusiva, con sola una copia per personaggio. Un’opportunità irripetibile per i fan che cercano qualcosa di davvero speciale. Inoltre, sono stati inclusi anche tre mini-set tematici: Rare Poster, Rare Art, e I Numeri Uno, con edizioni parallele, che aggiungono ulteriori livelli di complessità alla collezione.

Le Sketch Card, disegnate a mano da noti artisti italiani e autografate, sono il vero gioiello della collezione. Queste carte, edizione unica, sono un’autentica rarità, con ogni esemplare che rappresenta una vera e propria opera d’arte. Tra queste, una delle Sketch Card disegnate da Claudio Piccoli con protagonista un personaggio della serie Julia ha già raggiunto quotazioni da capogiro, con un appassionato che l’ha ritrovata acquistando un box durante Lucca e l’ha poi condivisa sui social, creando un’ondata di interesse tra i collezionisti.

Marcello Murgia, project manager di LEGENDS, ha commentato l’iniziativa dicendo che oggi il fumetto è più di un’arte: è anche un nuovo canale di comunicazione. Le carte collezionabili, infatti, non sono più un semplice passatempo ma un nuovo mezzo per raccontare storie e personaggi in un formato innovativo, che si afferma sempre di più nel panorama culturale contemporaneo. LEGENDS riesce a unire passato e presente, creando una connessione profonda tra i fan di lunga data e le nuove generazioni di appassionati, che si affacciano per la prima volta al mondo del collezionismo.

Un Debutto da Record: La Risposta del Pubblico

Il lancio di LEGENDS è stato un successo senza precedenti. Durante il debutto a Lucca Comics & Games 2024, le 10.000 carte promozionali distribuite gratuitamente sono andate letteralmente a ruba, testimoniando l’entusiasmo del pubblico. Collezionisti, influencer e fan hanno invaso lo stand, contribuendo a rendere questa edizione ancora più memorabile. Il boom di interesse ha dimostrato che la passione per il collezionismo, in particolare per un marchio storico come quello di Bonelli, è in pieno fermento.

Le Quotazioni delle Carte: Un Investimento da Collezione

A solo qualche giorno dal lancio ufficiale, la collezione LEGENDS ha già raggiunto cifre da capogiro. Alcune delle carte più rare, come quelle in versione Diamante, sono già state vendute per cifre comprese tra 50 e 150 euro su piattaforme di vendita come eBay. Ma il vero colpo grosso è rappresentato dalle carte Black, che, pur non essendo ancora state messe in vendita ufficialmente, sono già state valutate tra 400 e 500 euro. La crescita del mercato delle carte collezionabili, che si prevede tocchi i 40 miliardi di dollari entro il 2031, conferma l’importanza di questo fenomeno globale, che ha ormai superato il semplice concetto di hobby per diventare un vero e proprio mercato d’investimento.

Sebbene il lancio di LEGENDS sia stato solo il primo passo, le prospettive per questa collezione sono enormi. Grazie alla collaborazione tra Gedis, leader nel settore dei prodotti da collezione, e Sergio Bonelli Editore, LEGENDS ha tutte le carte in regola per evolversi nel tempo. Non solo con nuove serie di carte dedicate ai personaggi leggendari già noti, ma anche con l’introduzione di nuove icone dell’intrattenimento che possano arricchire ulteriormente l’offerta.

In conclusione, LEGENDS non è solo una collezione di carte, ma una vera e propria rivoluzione nel modo di apprezzare i personaggi che hanno segnato la storia del fumetto italiano. Con il suo debutto, ha fatto il suo ingresso nel cuore dei collezionisti di ogni generazione, dando nuova vita a leggende che, grazie alla sua bellezza e rarità, continueranno a vivere anche nei prossimi decenni. Se sei un appassionato del fumetto italiano, LEGENDS è una collezione che non puoi assolutamente perdere.

Tex e gli Eroi Bonelli per UNICEF: Un’Iniziativa Solidale a Lucca Comics 2024

Nel 2024, l’universo fumettistico italiano si arricchisce di un’iniziativa che fonde la passione per i fumetti con la solidarietà internazionale: la collaborazione tra Sergio Bonelli Editore e UNICEF Italia per celebrare i cinquant’anni di quest’ultima. A Lucca Comics & Games 2024, l’editore milanese ha lanciato una serie di eventi e pubblicazioni in collaborazione con l’organizzazione umanitaria, iniziando con una mostra fotografica e una serie di locandine che vedranno protagonisti alcuni tra i personaggi più iconici della Bonelli, come Tex, Nathan Never, Julia, Dampyr, Dragonero e molti altri. Un vero e proprio ponte che collega la fantasia dei fumetti alla realtà delle difficoltà vissute dai bambini in tutto il mondo.

La mostra “I personaggi di Sergio Bonelli Editore testimonial dei 50 anni dell’UNICEF Italia” ha preso vita grazie alla creatività di Gianmauro Cozzi e Michele Masiero, con la preziosa collaborazione del fotografo Giammarco Sicuro, che ha documentato con i suoi scatti il lavoro di UNICEF in vari paesi, dove l’organizzazione sta combattendo per garantire un futuro migliore ai bambini. Un’iniziativa che non si è limitata a un semplice evento espositivo, ma che è stata portata direttamente sulle pagine degli albi a fumetti Bonelli. La collaborazione ha dato il via a una serie di locandine che troveranno spazio nelle quarte di copertina di alcuni albi in uscita nei prossimi mesi, a partire da Tex 769 intitolato “Il gusto amaro della vendetta”, in edicola dal 7 novembre 2024.

Questa iniziativa si inserisce all’interno di un percorso che coinvolge anche altre serie della casa editrice, con personaggi noti che si trasformano in ambasciatori di un messaggio di speranza e solidarietà. Il primo passo, come anticipato, è stato Tex 769, ma il viaggio proseguirà con numerosi altri albi, come Julia 315 “Emerald Motel” (3 dicembre), Dampyr 297 “Re del passato, Re del futuro” (4 dicembre), Dragonero 139 “La pietra del drago” (10 dicembre), Julia 316 “Deep fake” (2 gennaio 2025) e Nathan Never 404 “Il guerriero e l’esploratore” (17 gennaio). Questi numeri della saga Bonelli diventeranno un potente strumento di sensibilizzazione, utilizzando la visibilità dei personaggi per raccontare la realtà difficile dei bambini in zone di guerra, povertà e miseria.

Ma l’alleanza tra Sergio Bonelli Editore e UNICEF Italia non si limita alle sole locandine. La casa editrice ha infatti lanciato la Pigotta di Tex, una bambola fatta a mano che da anni rappresenta un simbolo di solidarietà per l’UNICEF. Nata nel 1999 come iniziativa per raccogliere fondi destinati alla protezione dell’infanzia, la Pigotta ha visto nel corso degli anni oltre 27 milioni di euro raccolti grazie alle adozioni da parte dei sostenitori. La Pigotta di Tex, in particolare, è una versione speciale di questa bambola, realizzata interamente a mano e disponibile per l’adozione con una donazione di 35 euro. L’adozione può avvenire sia durante gli eventi fisici, come Lucca Comics, sia online tramite il sito ufficiale di UNICEF. Ogni Pigotta adottata diventa un gesto concreto di aiuto, con i fondi raccolti che vengono utilizzati per sostenere progetti di protezione dell’infanzia in tutto il mondo.

Per chi desidera contribuire in modo attivo, è possibile fare una donazione direttamente sul sito di UNICEF Italia, dove ogni piccolo gesto si traduce in un aiuto tangibile per migliaia di bambini in difficoltà. Una causa che unisce l’universo dei fumetti con la solidarietà globale, creando un legame tra i lettori e il mondo reale.

Questa iniziativa, che coinvolge in prima persona alcuni dei protagonisti più amati del fumetto italiano, è un perfetto esempio di come il mondo della cultura pop possa essere utilizzato per scopi nobili e di come la comunità dei lettori possa fare la differenza, anche attraverso le piccole azioni quotidiane. Con le prime immagini della campagna già visibili nei fumetti Bonelli, l’editore milanese dimostra ancora una volta la sua sensibilità verso le grandi tematiche sociali, utilizzando il potere evocativo dei suoi personaggi per fare del bene. Un’iniziativa che non solo rende omaggio ai cinquant’anni di UNICEF, ma che permette ai lettori di sentirsi parte di una causa comune, unendo la passione per il fumetto alla solidarietà internazionale.

Nathan Never & Martin Mystère: L’energia del Cosmo. Tra Scienza e Fantascienza con l’Agenzia Spaziale Italiana

Il mondo del fumetto italiano si arricchisce di una nuova, straordinaria avventura che mescola scienza, fantascienza e tecnologia. Con il volume “Nathan Never & Martin Mystère. L’energia del Cosmo”, pubblicato da Sergio Bonelli Editore, i due iconici protagonisti, Nathan Never e Martin Mystère, si uniscono per esplorare uno dei temi più affascinanti e futuristici della nostra epoca: l’energia solare e le sue potenzialità per il futuro dell’umanità. Il tutto, con una sorprendente collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che contribuisce a rendere il racconto ancora più realistico e scientificamente dettagliato.

La storia prende vita grazie ai testi di Bepi Vigna, che da anni arricchisce l’universo narrativo di Nathan Never, e ai disegni di Sergio Giardo, che non solo illustra le vicende con il suo tratto dinamico e ricco di dettagli, ma firma anche la copertina del volume. Il risultato è un’avventura emozionante che si intreccia con la realtà dei progetti spaziali e delle ricerche scientifiche, portando il lettore in un futuro che non sembra poi così lontano.

Nel cuore di questa nuova saga troviamo Nathan Never, l’Agente Alfa del futuro, e Martin Mystère, il celebre Detective dell’Impossibile, impegnati in una missione che li porta a viaggiare nel tempo. L’ambientazione è quella di una Terra sconvolta dalla “Grande Catastrofe”, un evento cataclismico che ha cambiato il volto del XXI secolo. In un’epoca dove la ricerca di nuove fonti energetiche è fondamentale per il futuro, i due eroi sono chiamati a recuperare un progetto fondamentale: un innovativo sistema di trasmissione energetica senza fili, chiamato Wireless Power Transmission, che potrebbe rivoluzionare la produzione e la distribuzione dell’energia, rendendola finalmente sostenibile per il nostro pianeta e per le future colonie sulla Luna e oltre.

Nathan Never e la giovane scienziata Sue Keaton, compagna di avventure e alleata del nostro eroe, vengono inviati indietro nel tempo, all’anno 2029, con l’obiettivo di fermare una cospirazione che minaccia di distruggere i lavori dell’ingegnere spaziale Milo Danesi, ricercatore di punta presso l’Agenzia Spaziale Italiana. Danesi, infatti, sta lavorando per sviluppare soluzioni energetiche che potrebbero porre fine alla nostra dipendenza da risorse fossili e nucleari. Ma le forze oscure non sono disposte a permettere che queste ricerche abbiano successo, e saranno proprio Nathan e Martin a impedire il sabotaggio del progetto, rischiando le loro vite per proteggere il futuro dell’umanità.

La trama, che mescola scienza e fantasia, non si limita però a essere un semplice racconto di avventura. Con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, infatti, il volume riesce a offrire uno spunto di riflessione sui veri progetti scientifici in corso, che puntano a utilizzare l’energia solare per alimentare non solo il nostro pianeta ma anche le future esplorazioni spaziali. Le tecnologie di trasmissione dell’energia attraverso il cosmo, concetto ancora in fase di sviluppo, sono rese in modo sorprendentemente credibile, dando al lettore un’anticipazione di ciò che potrebbe essere il futuro energetico dell’umanità.

Questa fusione di realtà scientifica e fantasia è resa ancora più autentica dalla presenza di Francesco Rea, dell’Agenzia Spaziale Italiana, che firma l’introduzione del volume, e da Davide Bonelli, che contribuisce a contestualizzare l’opera nel panorama delle pubblicazioni Bonelli. La narrazione di Vigna, sempre attenta al dettaglio e al contesto, offre un’esperienza coinvolgente che mescola il fascino del mistero con la curiosità scientifica, mentre i disegni di Giardo si fanno portavoce di un futuro visivamente affascinante, dove l’avventura non è mai lontana dalla possibilità di un progresso reale.

“Nathan Never & Martin Mystère. L’energia del Cosmo” non è solo un fumetto, ma un vero e proprio ponte tra immaginazione e scienza, capace di intrattenere e informare, spingendo il lettore a riflettere sulle sfide energetiche del futuro e sulle soluzioni che potrebbero nascere dalla collaborazione tra la scienza e la tecnologia spaziale. Con una narrazione avvincente e un supporto tecnico di altissimo livello, questo volume è destinato a diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere, e un’ode alla speranza che l’energia del futuro possa davvero venire dalle stelle.

Grazie alla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, il volume si distingue per la sua capacità di mescolare la realtà con la fantasia, offrendo ai lettori una visione affascinante e ottimista del futuro. Un’opera imperdibile per i fan dei due protagonisti e per tutti coloro che credono nel potere della scienza di cambiare il mondo.

Addio a Denisio Esposito: un pilastro del fumetto Bonelli

Il mondo del fumetto è in lutto per la scomparsa di Denisio Esposito, uno dei pilastri della Sergio Bonelli Editore. Noto al grande pubblico per le sue opere realizzate in coppia con il fratello Nando, sotto il nome di Esposito Bros., Denisio ci ha lasciati il 16 agosto 2024, all’età di sessant’anni.

Nato a Couvet (Svizzera) nel 1964 e cresciuto a Foggia, Denisio ha iniziato la sua carriera artistica collaborando con agenzie pubblicitarie e giornali locali. L’incontro con Alfredo Castelli è stato determinante per la sua svolta verso il fumetto.

Un duo indimenticabile

Insieme al fratello Nando, Denisio ha dato vita a un sodalizio artistico che ha lasciato un segno indelebile nel panorama fumettistico italiano. La loro collaborazione, che li ha portati a lavorare su titoli di punta come Nathan Never, Zona X e Zagor, è stata caratterizzata da una divisione dei compiti ben precisa: Nando si occupava delle matite, mentre Denisio delle chine e delle rifiniture, conferendo ai loro lavori un tratto inconfondibile.

Un’eredità indelebile

Tra le loro opere più celebri ricordiamo la serie fantasy “La stirpe di Elän”, pubblicata su Zona X, e i numerosi contributi alle avventure di Nathan Never e Zagor. I loro disegni, ricchi di dettagli e dinamismo, hanno conquistato generazioni di lettori.

La scomparsa di Denisio Esposito è una perdita enorme per tutto il mondo del fumetto. La sua passione, il suo talento e la sua professionalità saranno sempre ricordati.

Nathan Never. …La Terra si frantuma!

Arriva in libreria e fumetteria dal 17 novembre il nuovo attesissimo volume di Nathan Never intitolato “… La Terra si frantuma!“. Questo emozionante capitolo narra dell’incontro tra Nathan Never, l’iconico personaggio dei fumetti, e l’astronauta italiano Luca Parmitano. Tutto ha inizio quando un misterioso segnale proveniente dalla Luna avverte le agenzie spaziali che il destino della Terra potrebbe cambiare drammaticamente entro il 2024. Il presente e il futuro dovranno unirsi per evitare una catastrofe che metterebbe a repentaglio l’intera umanità.

Nathan Never si troverà quindi nell’ardua missione di viaggiare nel tempo e prevenire degli errori che potrebbero distruggere la realtà di oggi. Tuttavia, non potrà affrontare questa sfida da solo, avrà bisogno dell’aiuto determinante di Luca Parmitano, l’astronauta italiano che ha lasciato il segno nel mondo reale. Sergio Bonelli Editore è lieto di presentare questa eccezionale collaborazione tra l’astronauta Luca Parmitano, ideatore del soggetto, e il talentuoso team di autori e disegnatori che danno vita alle avventure di Nathan Never e dell’Agente Speciale Alfa.

Il soggetto del volume è firmato da Luca Parmitano e Antonio Serra, mentre la sceneggiatura è opera di Antonio Serra. I disegni sono realizzati da Sergio Giardo, che regala al pubblico una straordinaria resa visiva di questo emozionante viaggio nel tempo e nello spazio. Inoltre, il volume è arricchito dall’introduzione di Antonio Serra, che offre al lettore una prospettiva ancor più approfondita su questa incredibile avventura.

Prepariamoci dunque a immergerci in un’avvincente storia che mette insieme la fantascienza, l’azione e il brivido del mistero. “Nathan Never… La Terra si frantuma!” promette di essere un capolavoro narrativo che spingerà i confini dell’immaginazione e terrà i lettori sulle spine fino all’ultima pagina. Non vediamo l’ora di scoprire quali sconvolgenti eventi attendono il nostro eroe e di vivere con lui questa straordinaria avventura spaziale.

Nathan Never. Missione Asteroidi

Si completa il 18 novembre con l’uscita di “Nathan Never. Missione Asteroidi” la prima ideale trilogia frutto della proficua collaborazione tra Sergio Bonelli Editore e ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana. Questa volta vengono puntati i riflettori sul programma LI-CIACube – acronimo per Light Italian CubeSat for Imaging of Asteroids (CubeSat Leggero Italiano per la produzione di Immagini di Asteroidi) – che, all’interno della missione NASA DART (Test di Reindirizzamento di un Asteroide Doppio), avrà il compito di documentare da vicino, per la prima volta, l’impatto tra una sonda e un asteroide con l’obiettivo di modificarne l’orbita.

La storia, scritta da Bepi Vigna e disegnata da Sergio Giardo, ci presenta la Terra del futuro, minacciata da un gigantesco asteroide che ha inaspettatamente modificato la propria orbita ed è ora soggetto alla forza d’attrazione del campo terrestre. Il nostro pianeta è protetto da un sistema di difesa, pensato per affrontare questa evenienza, ma un misterioso attacco hacker ha messo fuori uso lo scudo di difesa. L’unica speranza per la popolazione è approntare velocemente un piano di riserva, reso possibile solo dall’intervento e dalle infrastrutture della Space Bets Corporation. L’Agenzia Alfa nutre forti perplessità riguardo il coinvolgimento della multinazionale e si lancia in una corsa contro il tempo per riuscire a risolvere la situazione: un antico esperimento, condotto nella Vecchia Europa del XXI secolo, potrebbe dare a Nathan Never le risposte che cerca per salvare l’umanità.

Il volume è arricchito da un editoriale di Davide Bonelli e dai contributi di Francesco Rea dell’Agenzia Spaziale Italiane e di Maurizio Colombo e Luca Del Savio per Sergio Bonelli Editore.

Nathan Never: Presenze. La variant cover realizzata da Midjourney

«Un computer meriterebbe di essere definito “intelligente” nel momento in cui riuscisse a ingannare un essere umano facendogli credere di essere esso stesso un umano»

Scrisse così nel 1950 il matematico Alan Turing, uno dei padri dell’informatica, nella descrizione del test che prende il suo nome ed è pensato proprio per valutare il grado di mimetismo umano di un’intelligenza artificiale.

Sono ormai parecchi anni che il computer si è fatto strada sui tavoli da lavoro dei disegnatori di fumetti, anche in Italia, ma lo sviluppo di vere e proprie “intelligenze artificiali” volte alla creazione autonoma di opere artistiche è un ambito di ricerca relativamente recente della scienza informatica, cui gli organi di stampa hanno dato spesso ampio spazio. Uno dei programmi più citati, quando si parla di Intelligenza Artificiale è Midjourney, capace di creare immagini partendo da semplici descrizioni testuali di ciò che si vuole ottenere.

È proprio con Midjourney che Sergio Giardo ha compiuto l’esperimento di creare la prima copertina di un albo Bonelli disegnata da un’Intelligenza Artificiale. Un esperimento – perfettamente riuscito! – Dal quale nasce un’edizione variant di “Presenze”, l’albo di Nathan Never per cui era stata realizzata. Nathan Never 379 Variant, testi di Bepi Vigna e disegni di Max Bertolini, copertina di Sergio Giardo & Midjourney. Dal 25 novembre a Cartoomics, Al Bonelli Store e nel  sito ufficiale.

Arriva Nathan Never – Justice League. Doppio Universo

Gli universi narrativi dei personaggi di DC Comics e di Sergio Bonelli Editore si incontrano nello storico team-up scritto da Michele Medda, Bepi Vigna e Adriano Barone, per i disegni di Sergio Giardo e i colori di Daria Cerchi, Virginia Chiabotti e Mariano De Biase

Dopo il volume dedicato al team-up tra Flash e Zagor, arriva ora in libreria e fumetteria il secondo incontro tra un eroe Bonelli e l’intera Justice League, il gruppo di supereroi più noto dell’universo DC. Un’incredibile storia d’azione ambientata in due Terre e in ben tre tempi narrativi! Presente, futuro e “doppio futuro” fanno da sfondo a uno scontro senza precedenti.

L’Agente Speciale Alfa e i suoi compagni, prima fra tutti Legs Weaver, saranno al fianco di Superman, Wonder Woman, Batman, Aquaman e tutti gli altri eroi più potenti della Terra, per combattere una terribile minaccia per il Pianeta e l’intero universo. La lunga avventura di NATHAN NEVER – JUSTICE LEAGUE.  DOPPIO UNIVERSO non racconta solo una drammatica battaglia tra il bene e il male, ma è anche l’incontro di diversi caratteri, di differenti idee di giustizia, di esseri umani e esseri quasi divini che dovranno trovare un equilibrio per raggiungere l’obiettivo finale.

L‘introduzione del volume è firmata da Adriano Barone.

Il volume è disponibile anche con una speciale variant cover nelle librerie Games Academy del gruppo Manicomix e sul sito di Sergio Bonelli Editore.

NATHAN NEVER – JUSTICE LEAGUE.

DOPPIO UNIVERSO

 

Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda, Bepi Vigna, Adriano Barone

Disegni: Sergio Giardo

Colori: Daria Cerchi, Virginia Chiabotti, Mariano De Biase

Formato: 22x 30 cm, colore

Pagine: 144

ISBN: 978-88-6961-732-4

ISBN Variant: 978-88-6961-760-7

Prezzo: 24 euro

Online e sui social:

https://www.facebook.com/NathanNeverSergioBonelliEditore/

https://shop.sergiobonelli.it/nathan-never/2022/10/04/libro/nathan-never-justice-league-doppio-universo-1022207/

https://shop.sergiobonelli.it/nathan-never/2022/10/04/libro/nathan-never-justice-league-doppio-universo-1022210/

 

Nathan Never. Tre passi nel domani

Il 6 maggio arriva in libreria e fumetteria NATHAN NEVER. TRE PASSI NEL DOMANI, la nuova edizione del volume speciale, con tre storie di Medda, Serra e Vigna, pubblicato per la prima volta in occasione del ventennale del personaggio e che torna ora disponibile come prima tappa nei festeggiamenti per i 30 anni di Nathan Never.

Nathan Never si tuffa nel cyberspazio, alla ricerca di tre milioni di crediti scomparsi durante un’indagine condotta alcuni mesi prima con Dieter Harper, un hacker morto proprio durante l’investigazione. Ma chi è il misterioso uomo che contatta dalla rete la vedova di Harper?

L’ennesima guerra si è appena conclusa. Ad Adlan City i residuati bellici causano morti e feriti tra i bambini che giocano in strada. Anche il piccolo Shady sembrerebbe una di queste vittime, finché non viene rapito dall’ospedale in cui era ricoverato…

I vulcani di tutto il pianeta sono in eruzione a causa del nuovo folle piano di dominio di Aristotele Skotos! Nathan, Legs e gli altri Agenti Alfa entrano in azione per fermare la catastrofe ed evacuare le città… ma qual è la verità dietro questi eventi sconvolgenti?

L’intervista agli autori che arricchisce NATHAN NEVER. TRE PASSI NEL DOMANI è curata da Luca Barbieri, la copertina da Roberto De Angelis.

NATHAN NEVER. TRE PASSI NEL DOMANI

 

Soggetto: Medda Michele, Serra Antonio, Vigna Bepi

Sceneggiatura: Medda Michele, Serra Antonio, Vigna Bepi

Disegni: Mari Nicola, Bonazzi Germano, De Angelis Roberto

Copertina: De Angelis Roberto

Colori: GFB Comics

Formato: 22 x 30 cm, colore

Tipologia: Cartonato

Pagine: 144

ISBN code: 978-88-6961-607-5

Prezzo: 22 euro

Online e sui social:

https://www.facebook.com/NathanNeverSergioBonelliEditore/

https://shop.sergiobonelli.it/nathan-never/2021/04/15/libro/nathan-never-tre-passi-nel-domani-1020244/

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