Super Mario Bros. a 40 anni: il salto che ha riscritto la storia dei videogiochi

C’è un momento nella storia del videogioco che non è segnato da una rivoluzione tecnologica o da un’epica narrazione, ma da un semplice, perfetto, inebriante salto. Quel salto, così elementare eppure così potentemente evocativo, è quello che ha dato il via a tutto, il 13 settembre 1985. Quella data non ha visto solo il debutto di Super Mario Bros. su Famicom/NES, ma ha sancito la nascita della grammatica stessa del platform. Shigeru Miyamoto e la sua squadra non si sono limitati a disegnare un idraulico baffuto. Hanno scolpito un intero universo di regole non scritte, insegnandoci che ogni blocco nasconde un segreto e che ogni tubo può essere un portale per un altrove. È stato il salto che ha trasformato un videogioco in una lingua universale, un rito che tutti abbiamo celebrato almeno una volta.

Dall’Arcade al Salotto: La Rivoluzione Silenziosa

Prima che Mario si lanciasse alla conquista del Regno dei Funghi, il suo creatore, Jumpman, era un carpentiere. Era il 1981 quando, in Donkey Kong, un omone dai salti improbabili sfidava una scimmia gigante. Due anni dopo, Jumpman diventò Mario, un nome omaggio a Mario Segale, un imprenditore italo-americano, e il suo mondo si espanse con Mario Bros., uscendo dal singolo cabinato per risuonare nelle sale giochi di tutto il mondo. Ma è stato il prefisso “Super” a proiettarlo nella leggenda, trasformando un semplice idraulico nell’alfiere di Nintendo e di un’intera generazione.

Super Mario Bros. non fu solo un gioco: fu la prova che il divertimento più autentico non si trovava solo nelle rumorose sale giochi, ma poteva prosperare nel silenzio del salotto. Con oltre quaranta milioni di copie vendute, la cartuccia del gioco, spesso in bundle con Duck Hunt e la Zapper, diventò un punto di riferimento. Mentre il mercato statunitense barcollava, Mario lo rimise in piedi con un sorriso, un sonoro “bing” di moneta e la bandierina che, alla fine di ogni livello, celebrava un piccolo trionfo personale.

La Poesia dello Scorrimento Orizzontale

Se prima i platform sembravano vetrine statiche dove i personaggi si muovevano su schermi fissi, Super Mario Bros. li ha liberati. Ha introdotto lo scorrimento orizzontale, trasformando i livelli in un viaggio continuo, una passeggiata nell’ignoto. Ogni passo in avanti era un invito a fidarsi, a esplorare. I tubi non erano più semplici decori, ma portali verso nuovi mondi, il cielo poteva cambiare colore in un istante, e l’acqua costringeva il giocatore a riapprendere le leggi della fisica. Ma la vera magia erano i segreti, non banali collezionabili, ma vere e proprie promesse: un blocco sospetto, una nuvola solitaria, un “giù” premuto su un tubo che chiedeva solo un atto di fede.

L’universo di gioco del Mushroom Kingdom è una sinfonia di logica onirica. Funghi che ti fanno crescere, fiori che ti donano la capacità di lanciare palle di fuoco, tartarughe che diventano proiettili, piante carnivore che spuntano dai tubi come fossero denti della terra. A dare un’anima a tutto questo, la colonna sonora di Koji Kondo, un metronomo emotivo che fonde melodia e meccanica in un’unica, indimenticabile esperienza. È una musica che non accompagna, ma che guida i tuoi passi, un’armonia che si è impressa nella memoria collettiva tanto quanto l’immagine di Mario.

L’Ombra e il Mito: Il Caso The Great Giana Sisters

Ogni leggenda ha i suoi imitatori, e Super Mario Bros. non fa eccezione. Nel 1987, il mondo videoludico conobbe The Great Giana Sisters, un platform che non si limitava a ispirarsi a Mario, ma lo clonava con una tale audacia che il mondo lo ricorda ancora oggi. Lo scrolling, la fisica, il gusto per il segreto, l’andamento dei livelli… tutto era incredibilmente familiare. Nintendo rispose con i suoi avvocati e il gioco sparì dagli scaffali. Questa storia, più che un monito, è la prova che, a soli due anni dal suo debutto, Mario era già il modello, la metrica, lo standard con cui tutti dovevano confrontarsi. Chi ti copia con una tale perizia, non sta solo cercando di rubare un’idea, ma sta certificando che tu ne hai creata una inimitabile.

L’Eredità in Movimento: Dal 2D al 3D

L’eredità di Mario non è una cronologia, ma una morfologia, un codice genetico che si è evoluto senza perdere la sua anima. Con Super Mario 64 nel 1996, la curiosità che già viveva nei tubi si trasformò in esplorazione libera in un mondo tridimensionale. Super Mario Galaxy ha reso la gravità un giocattolo, e Odyssey ha riportato al centro il gusto della scoperta. In mezzo, una costellazione di spin-off, da Mario Kart a Mario Party, che testimoniano la versatilità di un’icona. La saga principale, tuttavia, rimane il cuore pulsante, la voce guida di un coro che non ha mai smesso di cantare.

Per quarant’anni, l’anima di Mario è rimasta immutata. L’iconica voce di Charles Martinet, un sorriso che ha accompagnato generazioni, è diventata sinonimo di gioia e di trionfo a ogni salto ben riuscito. La mitologia di Mario si è stratificata, creando un immaginario collettivo popolato da Peach, Yoshi, e l’eterno arcinemico Bowser. Anche le curiosità, come il cognome “Mario” che rende i fratelli Mario Mario e Luigi Mario, sono diventate parte del tessuto che lega i fan.

Un Classico che Non Invecchia

Super Mario Bros. è un capolavoro che non ha mai smesso di vivere. Nel 1993, Super Mario All-Stars lo ridisegnò in 16-bit per Super NES, rendendolo una piccola, preziosa storia del platform. Oggi, le riedizioni e le riproposizioni su piattaforme come Nintendo Switch Online mantengono viva la sua fiamma. Ma l’aspetto più straordinario è che, se si rimuove la patina della nostalgia, il primo livello del gioco, l’1-1, ti parla ancora oggi. Ti educa, ti insegna che l’inerzia si doma, che i nemici possono diventare strumenti e che il mondo, se gli parli con i giusti comandi, ti risponde con una moneta o un fungo. La sua fisica non è un costume: è la sua pelle.

Nel 1985, mentre le sale giochi offrivano brividi e sfide ad alta intensità con giochi come Ghosts ‘n Goblins, Super Mario Bros. metteva radici nelle case. Ha insegnato che i videogiochi potevano essere una passeggiata, un rito quotidiano, un segreto prima di dormire. Non una corsa contro il tempo e i gettoni, ma un’esplorazione, un momento di pura felicità.

Quarant’anni dopo, la tentazione di incorniciare Super Mario Bros. e appenderlo al muro è forte. Ma il vero omaggio a questo capolavoro non è parlarne, ma giocarci. Finire il primo livello senza fermarsi. Tornare indietro con lo sguardo a cercare il blocco giusto. Entrare in un tubo come fosse la prima volta. E poi parlarne insieme, perché è così che il mito di Mario continua: ogni salto fa ancora lo stesso, felice, rumore. E, dietro ogni mattoncino, c’è sempre la possibilità che la realtà faccia “pling”.

Il Ritorno di una Leggenda: Super Mario Adventures Sbarca in Italia

Certe storie, si sa, non passano mai di moda. Ce lo insegna il baffuto idraulico in salopette che, da decenni, attraversa i tubi del Regno dei Funghi. Stiamo parlando di Super Mario, ovviamente, una delle saghe videoludiche più amate e longeve di tutti i tempi. Ebbene, preparatevi, perché l’eroe italiano sta per compiere un nuovo viaggio, non più su schermo, ma tra le pagine di un manga. J-Pop Manga, infatti, porta in Italia un pezzo di storia videoludica e fumettistica: “Super Mario Adventures“, disponibile in fumetteria dal 29 novembre e nelle librerie dal giorno seguente.

Questo volume non è una semplice trasposizione, ma un vero e proprio tuffo nel passato. “Super Mario Adventures” raccoglie tutti e 12 gli episodi della serie originale, pubblicata nel 1992 sulla rivista americana Nintendo Power, e aggiunge anche un episodio extra, il 13°, che fece la sua comparsa all’inizio dell’anno successivo. È proprio in questa puntata aggiuntiva che i fan potranno assistere a un evento epocale: il primo incontro tra Mario e il suo tormentato alter ego, Wario.

Il fumetto mantiene intatto lo spirito giocoso e l’atmosfera bizzarra dei videogiochi, ma con una ventata di freschezza narrativa. La trama, sebbene familiare, promette di offrire colpi di scena e situazioni esilaranti. Ancora una volta, il povero Regno dei Funghi è in pericolo, e la Principessa Peach è stata rapita dal solito, inesorabile, Bowser. Il malvagio re dei Koopa ha un obiettivo chiaro: sposare la Principessa a tutti i costi. Saranno i nostri eroi, Mario e il suo inseparabile fratello Luigi, affiancati dal fedele amico Yoshi, a imbarcarsi in una missione impossibile per fermare Bowser e salvare la Principessa.

Il viaggio sarà tutt’altro che semplice. I nostri avventurieri dovranno affrontare nemici insoliti e perdersi in luoghi bizzarri e misteriosi. Si troveranno ad affrontare una serie di ostacoli e sfide che li spingeranno a superare i propri limiti. Riusciranno i due fratelli a “tubare” una soluzione, a trovare la via d’uscita da questo ennesimo pasticcio?

L’opera è stata creata da due talenti del fumetto. Kentaro Takekuma ha ideato la storia. È un autore noto per il suo lavoro in Saru demo kakeru manga kyo-shitsu (Anche una scimmia può disegnare manga), realizzato in collaborazione con Koji Aihara. A dare vita ai personaggi con i suoi disegni è invece Charlie Nozawa, conosciuto in Giappone come Tamakichi Sakura, autore di manga come Shiawase no katachi (Le forme della felicità) e Oyaji no wakusei (Il pianeta di papà).

Il fascino senza tempo di Super Mario è innegabile. Non a caso, con circa duecentocinquanta titoli, la serie ha ricevuto quasi sempre punteggi superiori all’80% da GameRankings, e IGN l’ha addirittura definita la miglior serie videoludica di tutti i tempi. Questo manga promette di soddisfare sia i fan storici, che potranno rivivere le avventure in una veste nuova, sia i giovani lettori che non hanno ancora avuto modo di conoscere a fondo le storie del Regno dei Funghi. È un invito a riscoprire una delle colonne portanti della cultura nerd, dimostrando ancora una volta che Mario e il suo mondo hanno ancora tantissimo da raccontare, tra un tubo e un’altra avventura. Che l’avventura abbia inizio!

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