Quando ho visto per la prima volta il trailer di Aniimo durante l’Xbox Games Showcase, il mio cuore da fanatica di Pokémon e di anime giapponesi ha letteralmente sussultato. Sarà che ho passato l’infanzia (e diciamolo, anche l’adolescenza e buona parte della mia vita adulta) a sognare mondi dove si può convivere con creature fantastiche, allenarsi insieme a loro, diventare più forti affrontando sfide sempre nuove. Sarà che ogni volta che vedo un gioco che strizza l’occhio a quell’immaginario — fatto di legami emotivi, avventure epiche e un pizzico di magia — mi sento subito tirata dentro. Sta di fatto che Aniimo ha fatto centro, e non solo per me, ma per una fetta enorme di community nerd che da tempo sognava un’alternativa fresca e intrigante ai classici titoli di mostriciattoli tascabili.
Partiamo dal cuore pulsante di questa nuova avventura: Aniimo è un action GDR free-to-play sviluppato da Pawprint Studio, con uscita prevista per il 31 dicembre 2026 su Xbox Series X|S, PC e dispositivi mobile. Un progetto ambizioso, che non fa mistero delle sue ispirazioni ma che al tempo stesso sembra voler prendere una strada tutta sua. Qui non ci limitiamo a catturare creature, a collezionarle come figurine o ad allenarle per vincere le sfide: no, in Aniimo diventiamo letteralmente parte di loro. Saremo dei Pathfinder, esploratori di un mondo aperto chiamato Idyll, un luogo che nel trailer si presenta come un mix irresistibile tra paesaggi naturali mozzafiato, rovine intrise di mistero e città pulsanti di vita. E al nostro fianco — anzi, nei nostri stessi panni — ci saranno proprio gli Aniimo, creature magiche capaci di evolversi e cambiare, e che potremo impersonare direttamente per vivere l’avventura dalla loro prospettiva.
Questa idea mi ha subito conquistata. Per chi, come me, è cresciuta con Pokémon, Digimon, Cardcaptor Sakura e mille altri anime, l’idea di entrare letteralmente nella pelle della propria creatura è una fantasia che sa di trasformazione, di crescita, di connessione profonda. Non si tratta più solo di comandare un compagno in battaglia, ma di diventare quel compagno, di sentire il vento sulle ali, la terra sotto le zampe, la potenza della magia che scorre tra le dita. È un salto evolutivo non solo per le creature, ma anche per noi giocatori.
Il gameplay, stando a quanto si è visto finora, promette avventure piene di esplorazione e azione. Non ci limiteremo a passeggiare in prati fioriti a caccia di adorabili mostriciattoli: dovremo avventurarci in dungeon misteriosi, affrontare battaglie in tempo reale, sia contro nemici del mondo (PvE) che contro altri giocatori (PvP). E sappiamo tutti cosa significa questo per chi ama mettersi alla prova: strategia, riflessi, conoscenza delle proprie creature e — inutile negarlo — una buona dose di sano spirito competitivo.
Come ogni free-to-play, Aniimo includerà microtransazioni e contenuti a pagamento, ma gli sviluppatori hanno già parlato di aggiornamenti gratuiti e di un supporto continuo nel tempo. Personalmente, mi auguro che sappiano trovare un equilibrio che non trasformi il gioco in un pay-to-win, perché sarebbe un vero peccato vedere un mondo così affascinante rovinato da logiche troppo predatorie. Però, se penso a quante volte ho speso volentieri qualche euro per skin, gadget e collezionabili in altri giochi, mi viene anche da dire: se lo fanno bene, ci cascherò con il sorriso.
La notizia che ha fatto impazzire la community, me compresa, è quella della closed beta prevista per l’estate. Un’occasione ghiottissima per entrare in anteprima a Idyll e provare con mano — o meglio, con joystick — quello che finora abbiamo solo immaginato guardando i trailer. Sarà l’occasione per capire se il gioco ha davvero quell’anima che promette, se le creature sanno coinvolgere, se il mondo è davvero così vivo e interattivo come ci vogliono far credere. E, da fan di lunga data di Pokémon, mi sento emozionata all’idea di poter vedere un’alternativa nuova, capace magari di prendere il meglio di quel modello e portarlo a un livello diverso.
Quello che più mi intriga è proprio il rapporto con gli Aniimo. Non mi aspetto solo statistiche, attacchi e power-up. Mi aspetto storie, caratterizzazioni, momenti emotivi, quella sensazione di “legame” che solo chi ha pianto guardando Ash dire addio a Butterfree o Tai salutare Agumon può capire. Per me, i giochi di questo tipo non sono mai stati solo meccaniche: sono stati sempre anche cuore, emozione, un riflesso di chi siamo quando esploriamo mondi immaginari e ci lasciamo cambiare da loro.
Aniimo ha davanti a sé una strada difficile. Deve convincere un pubblico esigente, abituato a titoli colossali e a franchise leggendari. Ma ha anche un’occasione d’oro: parlare a quella parte di noi che ha sempre sognato di vivere un’avventura in prima persona, non da allenatori ma da protagonisti. Se riuscirà a centrare questo obiettivo, potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice clone di Pokémon. Potrebbe diventare il nostro prossimo grande amore nerd.
E voi, siete pronti a lasciarvi travolgere da questo nuovo mondo? Avete già adocchiato la creatura che vorreste al vostro fianco? O magari sognate di scoprire qualcosa di completamente inaspettato? Fatemelo sapere nei commenti o condividete questo articolo sui vostri social: sono curiosissima di sapere quali aspettative e sogni avete per Aniimo. Prepariamoci insieme: il viaggio a Idyll è appena cominciato.
