Kraken Mare non è soltanto uno dei titoli più intriganti tra le novità manga in arrivo a marzo per Star Comics, ma anche una di quelle opere che ti restano addosso come l’eco di un mito antico riletto con occhi futuristici. Una storia che profuma di fantascienza dura e pura, ma che affonda le mani nelle leggende primordiali, quelle che parlano di dèi, mostri e dell’arroganza umana pronta a sfidare l’ignoto pur di sopravvivere… o di dominare.
L’ambientazione è una di quelle che fanno subito scattare l’immaginazione: anno 4922. L’umanità è ridotta a un’ombra di ciò che era, spazzata via quasi del tutto da un evento catastrofico che ha il sapore della punizione cosmica. Durante un’operazione di estrazione mineraria in un buco nero, alla disperata ricerca di risorse rare, qualcosa si risveglia. Non una semplice creatura, ma il Kraken, un’entità primordiale che sembra incarnare la collera dell’universo stesso. Il risultato è un massacro senza precedenti: il 99,9% della popolazione umana viene cancellato. Una cicatrice indelebile nella storia della specie.
Dopo quella tragedia, l’estrazione dai buchi neri viene vietata. Troppo grande il rischio, troppo alto il prezzo già pagato. Eppure, come spesso accade nelle grandi narrazioni sci-fi, il divieto non basta a spegnere l’avidità. Se da un lato nasce una vera e propria venerazione del Kraken, visto come una divinità a cui rivolgere preghiere e speranze di salvezza, dall’altro c’è chi continua a spingersi oltre il limite, sfruttando ancora i buchi neri per recuperare quelle risorse che potrebbero garantire potere, sopravvivenza o supremazia. È in questa frattura morale che Kraken Mare trova la sua forza narrativa più profonda.
Il manga nasce sulle pagine di Afternoon, storica rivista di Kodansha che negli anni ha ospitato opere capaci di lasciare il segno, e già questo è un biglietto da visita importante. Alla sceneggiatura troviamo Guillaume Dorison, autore francese conosciuto anche con il nome d’arte IZU, mentre ai disegni c’è Massimo Dall’Oglio, in arte Hagane, fumettista cagliaritano che rappresenta un caso sempre più raro e prezioso: un artista italiano impegnato in maniera seriale nel mercato giapponese. Un incontro creativo che fonde sensibilità diverse, europee e nipponiche, dando vita a un’epopea che sembra sospesa fuori dal tempo.
La cosa affascinante di Kraken Mare è proprio questa capacità di riscrivere il mito del Kraken senza limitarlo a una semplice trasposizione futuristica. Qui il mostro non è soltanto una minaccia fisica, ma diventa simbolo, diventa giudice, diventa specchio delle scelte dell’umanità. Il racconto si muove tra fantascienza cosmica, riflessione filosofica e tensione epica, costruendo un mondo in cui ogni decisione ha un peso enorme e in cui il confine tra fede, scienza e follia è sempre più sottile.
Visivamente, le tavole di Dall’Oglio colpiscono per la loro potenza e per un senso della scala che rende tangibile l’orrore e la magnificenza del Kraken. Spazi cosmici, tecnologia estrema, corpi minuscoli di fronte a forze inconcepibili: tutto concorre a creare una sensazione di costante precarietà. Non è un caso se le tavole originali di Kraken Mare sono state esposte al Lazzaretto di Cagliari, all’interno della mostra dedicata a Corrado Mastantuono ed Elia Bonetti, in un dialogo ideale tra tradizione del fumetto italiano e nuove frontiere del manga internazionale. Accanto a queste, trovano spazio anche lavori realizzati dall’autore per il mercato italiano, inclusi quelli legati a Dragonero, a dimostrazione di una versatilità rara.
Il percorso di Massimo Dall’Oglio è di quelli che fanno sognare chi ama il fumetto e non vuole accettare confini geografici come limiti creativi. Dalla Sardegna al Giappone, passando per masterclass con mangaka di fama internazionale e riconoscimenti importanti come il Grand Prix Runner Up al Silent Manga Audition organizzato da Coamix, la casa editrice legata a titoli leggendari come Ken il Guerriero. Tutto questo si riflette in Kraken Mare, che non sembra mai un’opera “ospite” sulle pagine di una rivista giapponese, ma un manga pienamente consapevole del proprio linguaggio.
L’arrivo di Kraken Mare tra le novità di marzo di Star Comics rende finalmente accessibile anche al pubblico italiano questa saga fantascientifica intensa, cupa e stratificata. Un manga che parla di mostri e buchi neri, sì, ma soprattutto di umanità, di errori irreversibili e di quella pulsione autodistruttiva che spinge sempre a spingersi un passo oltre il consentito. È una lettura che non si limita a intrattenere, ma invita a fermarsi, a riflettere, a interrogarsi su cosa saremmo disposti a sacrificare pur di sopravvivere.
Ora la palla passa alla community. Kraken Mare vi intriga per il suo lato più mitologico o per la sua anima sci-fi estrema? Vi affascina l’idea di un autore italiano che conquista il Giappone parlando il linguaggio del manga con una voce personale? Raccontiamocelo nei commenti, perché storie come questa meritano di essere discusse, amate e messe alla prova dell’immaginario nerd collettivo.
