Alice nel Paese delle Meraviglie torna in 4K: il capolavoro Disney festeggia 75 anni di magica follia

Settantacinque anni sono un tempo stranissimo per un’opera d’animazione: abbastanza lunghi da trasformare un film in leggenda, abbastanza brevi da far sembrare che Alice stia ancora correndo dietro quel Bianconiglio con la stessa urgenza di sempre, come se il tempo, nel Paese delle Meraviglie, non avesse mai davvero imparato a scorrere in linea retta. Alice nel Paese delle Meraviglie, tredicesimo Classico Disney arrivato nelle sale nel luglio del 1951, continua a restare un oggetto narrativo impossibile da addomesticare, una di quelle opere che ogni volta sembrano cambiare forma a seconda dell’età con cui le guardi, e forse è proprio questo il suo incantesimo più potente: non si lascia mai catturare del tutto, sfugge, si contorce, ride con il ghigno dello Stregatto e ti lascia con la sensazione che qualcosa ti sia sfuggito per un soffio.

La notizia del restauro in 4K realizzato da Disney per celebrare il settantacinquesimo anniversario ha il sapore di quelle resurrezioni che fanno battere il cuore a chi ama davvero l’animazione classica. Non parliamo di una semplice rimasterizzazione cosmetica, di quelle che lucidano la superficie e basta: il team Walt Disney Restoration ha lavorato per nove mesi su una scansione digitale dei negativi originali in nitrato, ripulendo polvere, deformazioni e segni del tempo, e ricostruendo l’immagine con un’attenzione quasi filologica, confrontandosi persino con gli artwork conservati negli archivi della Walt Disney Animation Research Library per rispettare la visione cromatica originaria, quella che Mary Blair aveva immaginato con la sua tavolozza surreale e irripetibile.

Alice In Wonderland - "Alice in Wonderland" 75th Anniversary 4K Restoration Preview

E qui, da nerd cresciuta tra anime visionari, videogame pieni di mondi paralleli e cosplay cuciti fino alle tre di notte prima di una fiera, lo dico senza ironia: rivedere Alice restaurato così è come riscoprire una cutscene perduta di un JRPG mitologico. I colori esplodono in modo quasi irreale, i rosa acidi, i blu lattiginosi, i verdi ipnotici tornano ad avere quella profondità psichedelica che per decenni abbiamo solo intuito nelle vecchie edizioni home video. È impressionante accorgersi di quanto questo film fosse avanti rispetto al suo tempo. Altro che “cartone per bambini”: Alice nel Paese delle Meraviglie è una specie di proto-anime sperimentale occidentale, una fuga allucinata che oggi dialoga tranquillamente con certo surrealismo giapponese, da Satoshi Kon fino alle derive più oniriche di Masaaki Yuasa.

La cosa che mi colpisce ogni volta, e che questo restauro renderà ancora più evidente, è quanto Alice sia diversa da qualsiasi altra eroina Disney. Non è una principessa, non ha un arco narrativo rassicurante, non riceve ricompense tradizionali. Alice cade, osserva, si irrita, si perde, si annoia, si arrabbia. È una protagonista che reagisce al caos esattamente come reagiremmo noi entrando in una chat fandom impazzita alle tre del mattino dopo il leak inatteso di una nuova stagione anime: confusa, esasperata, ma incapace di andarsene davvero. In questo sta la sua modernità. Alice non conquista il Paese delle Meraviglie, lo attraversa e basta, e quel viaggio resta dentro di lei come restano dentro di noi certi sogni troppo strani per essere dimenticati.

https://youtu.be/v2aSyyY26hA

Poi ci sono loro, i comprimari che hanno smesso da tempo di essere personaggi per diventare archetipi pop. Il Cappellaio Matto e il Leprotto Bisestile sembrano usciti da un delirante rhythm game kawaii impazzito, il Brucaliffo ha la calma criptica di un NPC che custodisce la quest più importante ma ti parla solo per enigmi, la Regina di Cuori è ancora oggi una villain perfetta, isterica e teatrale come certi boss finali che ti fanno ragequittare ma che in fondo ami proprio per questo. E lo Stregatto… lo Stregatto resta una creatura unica, quel tipo di personaggio che sembra conoscere il codice sorgente della realtà e si diverte a non fartelo leggere mai.

Alice Nel Paese Delle Meraviglie - Il Tricheco E Il Carpentiere

Disney ha annunciato che questa nuova edizione arriverà in digitale e in 4K Ultra HD Blu-ray il 5 maggio, accompagnata da contenuti extra che per chi ama scavare dietro le quinte sono praticamente tesori da dungeon segreto: materiali d’archivio, scene eliminate, commenti di Kathryn Beaumont, storica voce di Alice, e perfino contenuti musicali rarissimi che promettono di restituire ulteriore spessore a un film già densissimo. È una celebrazione che ha il sapore giusto, perché non tenta di modernizzare Alice, non la piega alle sensibilità contemporanee: la restituisce per ciò che è sempre stata, un oggetto artistico anarchico, disturbante, coloratissimo, libero.

E forse è proprio questo che continua a renderla immortale. In un’epoca in cui ogni franchise sembra avere bisogno di spiegare tutto, costruire lore, chiudere ogni buco narrativo e rassicurare il pubblico con mappe e timeline, Alice nel Paese delle Meraviglie resta fieramente indecifrabile. Non ti prende per mano. Ti scaraventa dentro e ti lascia arrangiare. È la stessa sensazione che provo davanti alle opere che amo di più, quelle che non mi danno risposte ma continuano a farmi domande anche anni dopo.

Riguardarlo oggi, in questa versione restaurata, significa anche fare i conti con quella parte di noi che ancora desidera smarrirsi senza GPS, senza tutorial, senza walkthrough. Significa ricordarsi che il nonsense può essere una forma altissima di verità, e che a volte i mondi più assurdi sono quelli che parlano meglio della realtà. Io il mio tè immaginario per festeggiare questo anniversario l’ho già idealmente versato, e voi? Tornerete anche voi a inseguire il Bianconiglio, oppure avete ancora paura di perdervi di nuovo laggiù?

Sabrina Carpenter è la Nuova Alice: Tutto sul Live Action Musicale di Universal e la Regia di Scafaria

Il mondo del fantastico e della cultura pop sta per ricevere una scossa elettrica, l’ennesima che dimostra come i classici della letteratura e dell’animazione continuino a essere la linfa vitale per il grande schermo. Ma questa volta, l’annuncio ha il sapore inebriante del pop più fresco e un tocco di magia Disneyana vintage: Sabrina Carpenter è la prescelta per vestire i panni dell’iconica Alice in un ambiziosissimo film-musical live action targato Universal Pictures. E non solo: la popstar statunitense, un vero e proprio fenomeno generazionale, sarà anche tra i produttori del progetto.

La Regina del Pop nel Regno del Nonsense

Per chi ha seguito l’ascesa fulminante di Sabrina Carpenter (classe 1999, da Quakertown), l’idea che possa interpretare un personaggio così leggendario come l’esploratrice di Wonderland suona quasi come un destino scritto nelle stelle del pop e del cinema.

La sua carriera è una vera e propria maratona di successi: dopo aver incantato il pubblico di Disney Channel nei panni di Maya Hart nella fortunata serie Girl Meets World (2014-2017), Sabrina ha intrapreso un percorso musicale che l’ha portata dall’etichetta Disney-controllata Hollywood Records ai trionfi globali con Island Records. Basti pensare agli album Emails I Can’t Send (2022) con hit multi-platino come Nonsense e Feather, fino all’apoteosi del 2024 con Short n’ Sweet. Un disco che non solo ha scalato la vetta della prestigiosa Billboard 200 negli Stati Uniti, ma le ha fruttato ben due Grammy Awards! Un successo replicato in modo sbalorditivo nel 2025, quando anche il suo settimo album in studio, Man’s Best Friend, ha debuttato al numero uno, trainato dal singolo Manchild. Stiamo parlando di una macchina da guerra del pop contemporaneo, capace di sfornare banger come Espresso e Please Please Please, che hanno dominato le classifiche mondiali e che hanno cementato il suo status di vera e propria icona pop.

Tra Broadway e Fantascienza: L’Attrice Versatile

Ma ridurre la Carpenter alla sola musica sarebbe un errore da dilettanti. L’artista ha saputo bilanciare i tour mondiali con un curriculum attoriale di tutto rispetto, dimostrando una versatilità che è ormai merce rara a Hollywood.

Dalle produzioni Netflix come Tall Girl (2019-2022) e Work It (2020) — quest’ultimo anche prodotto da lei, un segnale della sua crescente influenza dietro le quinte — a ruoli in film drammatici e impegnati come The Hate U Give (2018), Clouds (2020) e Emergency (2022). La sua prova nel musical di Broadway Mean Girls nel 2020, dove ha interpretato la protagonista Cady Heron, ha poi definitivamente certificato la sua padronanza del palco e la sua capacità di calarsi in ruoli complessi e ad alta intensità canora.

Queste esperienze, che spaziano dal teen drama all’impegno sociale, dal cinema indie al luccicante mondo dei musical, la rendono la candidata ideale per una Alice moderna, sfaccettata e, soprattutto, capace di reggere il peso di un’interpretazione canora e scenica di alto livello.

Un Team da Sogno per il Paese delle Meraviglie

Il progetto, rivelato in esclusiva da The Hollywood Reporter, non è solo Carpenter-centrico. Dietro la macchina da presa troveremo Lorene Scafaria, un nome che evoca intelligenza registica e uno sguardo acuto sul femminile contemporaneo, come ha dimostrato in Le ragazze di Wall Street – Hustlers e Cercasi amore per la fine del mondo. La scelta di Scafaria promette di allontanare questa rivisitazione musicale dalle solite, stanche riproposizioni del materiale, portando invece un’energia street-smart e una sensibilità moderna che ben si sposano con l’attrice e cantante protagonista.

A garantire l’eccellenza produttiva c’è poi Marc Platt, uno degli heavyweight di Hollywood, noto per aver dato vita a successi cinematografici e teatrali di enorme portata. L’accoppiata Scafaria-Platt, unita al carisma e alla potenza vocale di Sabrina, è la formula perfetta per un blockbuster atteso che mira a lasciare un segno profondo nell’immaginario pop-nerd dei prossimi anni.

Quando la Passione Nerd Incontra l’Opportunità

Ma il dettaglio più affascinante di questa notizia, e che scalderà il cuore di tutti gli appassionati di Carroll e del genere fantasy, è il legame autentico che Carpenter ha con la storia. Non si tratta di un semplice ruolo acquisito, ma della realizzazione di un sogno: in un’intervista del 2021, l’artista confessò che Alice nel Paese delle Meraviglie era il suo film preferito fin dall’infanzia. Una passione talmente radicata da aver ispirato persino il tema del suo sedicesimo compleanno nel lontano 2015, interamente dedicato a Wonderland.

Questo non è solo un casting azzeccato in termini di potenziale commerciale e pop star appeal; è l’unione di un’artista al culmine della sua carriera con il suo materiale d’elezione, promettendo una performance che sarà intrisa di autentica devozione al capolavoro letterario.

Per ora, la data di uscita e il resto del cast — chissà chi saranno il Cappellaio Matto e la Regina di Cuori! — rimangono avvolti nel mistero, come un enigma del Bruco. Ma una cosa è certa: l’adattamento musicale e moderno di Alice nel Paese delle Meraviglie con Sabrina Carpenter è già uno degli eventi geek e cinematografici più chiacchierati del prossimo biennio.

E voi, siete pronti a seguire Sabrina nella tana del Bianconiglio? Quale star vedreste nei panni del Cappellaio Matto? Dite la vostra nei commenti e condividete questo articolo sui social network per accendere la discussione tra i fan di Lewis Carroll, del live action e della musica pop!

25 anni fa usciva Alice nel Paese delle Meraviglie di Nick Willing

Sono passati 25 anni, eppure, nel panorama delle numerose trasposizioni cinematografiche e televisive, l’adattamento di “Alice nel Paese delle Meraviglie” diretto da Nick Willing emerge come un’opera che si distingue per la sua fedeltà ai romanzi originali di Lewis Carroll e per il suo impressionante cast. Questo film, uscito in TV sul canale statunitense NBC il 28 febbraio 1999 (in Italia arriverà nel 5 dicembre 2001 su Canale 5 in versione ridotta) rappresenta il dodicesimo adattamento del classico letterario, un viaggio fantastico che continua a incantare il pubblico con la sua narrativa onirica e i suoi personaggi indimenticabili.

Alice nel paese delle meraviglie 1999 FILM COMPLETO ITA

Trama

Alice si trova nella sua camera da letto, un po’ annoiata mentre prova a cantare Cherry Ripe per un’imminente festa nel giardino di casa. L’ansia da palcoscenico e l’atteggiamento snob della sua governante non la mettono esattamente di buon umore, così decide di fuggire di casa nascosta nel bosco vicino, determinata a non tornare fino alla fine della festa.

Mentre si aggira nel bosco, una mela cade giù da un albero e inizia a fluttuare davanti al suo viso. Ma la sua attenzione viene subito catturata da un coniglio bianco che corre veloce, così Alice decide di seguirlo. Scopre così un tunnel che la porta nel misterioso Paese delle Meraviglie.

Qui, incontra una serie di strani personaggi e affronta varie sfide. Si ritrova a dover fare i conti con la sua altezza che cambia continuamente, a partecipare a una baraonda vinta da tutti i partecipanti e a incontrare il curioso Signor Topo e i suoi amici volatili. Il Bianconiglio la guida nella sua casa, dove Alice si ritrova a dover fare i conti con una bottiglia magica che la fa crescere a dismisura, intrappolandola all’interno.

Dopo varie avventure, Alice incontra il Maggiore Brucaliffo e il suo fungo magico che le permette di controllare la sua statura. Prosegue il suo viaggio incontrando la Duchessa, un bambino trasformato in maialino e lo Stregatto misterioso. Si unisce a una strana festa con il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina e Ghirotto, ricevendo consigli strambi ma motivazionali.

Incontra anche la Regina di Cuori e partecipa a una strana partita di croquet, ma finisce per litigare con la regina a causa della sua ossessione per la decapitazione. In seguito, testimonia al processo del Fante di Cuori, dove riesce a dimostrare l’innocenza del Fante e a smascherare i difetti della Regina.

Alla fine del suo viaggio, Alice si rende conto di aver superato le sue paure e acquisito sicurezza in se stessa. Viene così riportata a casa attraverso la stessa mela che l’aveva portata nel Paese delle Meraviglie. Al ritorno, si esibisce con La Quadriglia delle Aragoste alla festa, mostrando una sicurezza e una grinta che aveva trovato durante il suo viaggio.

Il pubblico applaude entusiasta e Alice sorride, consapevole di aver vinto le sue paure e conquistato la propria fiducia. Nella folla, vede lo Stregatto che le sorride, congratulandosi con lei per il suo coraggio. Ormai pronta per affrontare qualsiasi palcoscenico, Alice si sente pronta per nuove avventure.

Un Cast Stellare

La produzione del film ha visto la partecipazione di un cast eccezionale, comprendente vincitori e candidati agli Oscar. Whoopi Goldberg, Ben Kingsley e Peter Ustinov hanno portato con sé il prestigio della statuetta dorata, mentre Pete Postlethwaite, Miranda Richardson e Gene Wilder hanno arricchito il film con le loro interpretazioni nominate all’ambito premio. La presenza di tali talenti ha conferito al film un’aura di eccellenza e ha elevato la qualità dell’interpretazione, rendendo ogni scena un piccolo capolavoro.

Simbolismo e Interpretazione

Il film non si limita a una mera rappresentazione visiva dei romanzi, ma esplora anche i temi e i simbolismi intrinseci all’opera di Carroll. Un esempio è il personaggio del boia nel regno delle carte da gioco, rappresentato dall’asso di picche. Questa scelta non è casuale: nel gioco di carte, le picche sono spesso associate alla morte, e la loro presenza in questa veste nel film sottolinea la natura a volte oscura e misteriosa del mondo di Wonderland.

Rilevanza Culturale e Impatto

Questo adattamento  di “Alice nel Paese delle Meraviglie” non è solo un tributo alla letteratura classica, ma è anche un’opera che ha saputo adattarsi ai cambiamenti culturali, mantenendo la sua rilevanza nel tempo. Il film, ormai purtroppo dimenticato e “soppiantato” dalle discutibili produzioni live action di Tim Burton con Johnny Deep, ha contribuito a perpetuare l’eredità di Carroll negli anni ’90, dimostrando che le sue storie trascendono le generazioni e continuano a parlare a un pubblico vasto e diversificato. Un lungometraggio che, seppur televisiviso, celebra l’originale con una fedeltà che va oltre la superficie, arricchito da un cast di alto profilo e da una profonda comprensione dei temi letterari. È un film che, come il libro, invita gli spettatori a riflettere e a sognare, a esplorare un mondo dove l’immaginazione non conosce confini.

Il cappellaio matto: un personaggio reale?

Il cappellaio matto è uno dei personaggi più iconici di Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie e di Attraverso lo specchio. È un personaggio divertente, irriverente e bizzarro, che indossa un grosso cappello sul quale è ancora indicato il prezzo (dieci shelling e sei pence, ovvero mezza ghinea).

Ma da dove nasce questo personaggio? Perché proprio un cappellaio?

Una possibile spiegazione è legata alla storia della scienza. Nell’Ottocento, infatti, i cappellai erano spesso vittime di avvelenamento da mercurio. Il mercurio è un metallo liquido a temperatura ambiente, che ha affascinato l’umanità fin dall’antichità per le sue proprietà fisiche e simboliche. Tuttavia, il mercurio è anche una sostanza altamente tossica, che può provocare gravi danni alla salute se inalato, ingerito o assorbito attraverso la pelle. Una delle manifestazioni più note dell’avvelenamento da mercurio è la sindrome del cappellaio matto, una condizione neurologica che colpiva i lavoratori dell’industria dei cappelli nel XVIII e XIX secolo.

La lavorazione del feltro con il mercurio

I cappelli di feltro erano molto di moda tra i gentiluomini dell’epoca vittoriana, e per produrli si usava una tecnica chiamata carotatura, che consisteva nel separare il pelo dalla pelle di piccoli animali, come conigli, lepri o castori, e poi farlo infeltrire con l’aggiunta di agenti chimici. Uno di questi era il nitrato di mercurio, una soluzione arancione che facilitava il processo di infeltrimento e rendeva il feltro più morbido e resistente.

Tuttavia, il nitrato di mercurio era anche una fonte di esposizione al mercurio per i cappellai, che lo maneggiavano a mani nude e respiravano i suoi vapori durante la bollitura del pelo. Il mercurio si accumulava nel loro organismo, causando una serie di sintomi fisici e psichici, che venivano attribuiti alla pazzia o alla follia.

I sintomi della sindrome del cappellaio matto

La sindrome del cappellaio matto, chiamata anche eretismo, si manifestava con irritabilità, depressione, timidezza patologica, deliri, allucinazioni, tremori, spasmi, perdita di memoria, alterazioni della personalità e del linguaggio. Questi sintomi erano dovuti all’effetto neurotossico del mercurio, che interferiva con il funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico, danneggiando le cellule nervose e alterando la trasmissione degli impulsi nervosi.

La sindrome del cappellaio matto era una malattia professionale, che colpiva solo i lavoratori delle fabbriche di cappelli, e non i consumatori, poiché il mercurio non veniva assorbito dalla testa. La malattia era incurabile e progressiva, e spesso portava alla morte precoce dei cappellai, che raramente superavano i 50 anni di età.

Nel romanzo di Lewis Carroll

Uno dei personaggi più famosi della letteratura che soffre della sindrome del cappellaio matto è il Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie, il romanzo di Lewis Carroll pubblicato nel 1865. Il Cappellaio Matto è un personaggio eccentrico e bizzarro, che vive in un mondo assurdo e irrazionale, dove il tempo si è fermato alle sei di sera e il tè è sempre pronto. Il Cappellaio Matto parla in modo sconnesso e incomprensibile, fa domande senza senso e risponde con enigmi e paradossi.

Non è chiaro se Lewis Carroll si sia ispirato alla sindrome del cappellaio matto per creare il suo personaggio, o se abbia semplicemente usato un modo di dire comune nell’Inghilterra dell’epoca, “mad as a hatter”, per indicare una persona folle o eccentrica. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il Cappellaio Matto sia la personificazione letteraria di Teofilo Carter, un mobiliere che costruiva stravaganti orologi e portava il cilindro, e che Carroll avesse conosciuto personalmente.

La prevenzione e il trattamento dell’avvelenamento da mercurio

L’avvelenamento da mercurio è una malattia che si può prevenire evitando l’esposizione a fonti di mercurio, come il nitrato di mercurio, il termometro, le lampadine fluorescenti, i dentifrici, i vaccini, i pesci contaminati. In caso di esposizione accidentale, si deve ricorrere al pronto soccorso e seguire le indicazioni mediche.

Il trattamento dell’avvelenamento da mercurio si basa sull’uso di farmaci chelanti, che si legano al mercurio e ne facilitano l’eliminazione dall’organismo. Tuttavia, il trattamento non è sempre efficace, e spesso i danni provocati dal mercurio sono irreversibili. Per questo, la prevenzione è la migliore strategia per proteggere la salute e il benessere delle persone.

Alice per sempre: un’opera d’arte tra letteratura e fumetto che racconta la vera storia di Alice Liddell

Alice per sempre: un viaggio oscuro nel paese delle meraviglie Alice per sempre è una graphic novel scritta da Dan Panosian e illustrata da Giorgio Spalletta, con i colori di Fabiana Mascolo, pubblicata da Saldapress nel 2023.

Si tratta di una versione alternativa e cruda della storia di Alice Liddell, la bambina che ispirò Lewis Carroll a scrivere il celebre romanzo Alice nel paese delle meraviglie. In questa reinterpretazione, Alice è una giovane donna dell’epoca vittoriana, dipendente dalle droghe e internata in un manicomio, dove subisce abusi e sperimentazioni. L’unico modo per fuggire dalla sua realtà orribile è tornare nel paese delle meraviglie, grazie agli effetti dell’oppio e dell’eroina. Ma anche lì, i suoi amici fantastici sono diventati più oscuri e pericolosi, e Alice deve affrontare le conseguenze delle sue scelte.

I personaggi principali di questa opera sono:

  • Alice Liddell: la protagonista, una ragazza di famiglia benestante che si rifugia nell’oppio e nell’eroina per evadere dalla sua vita infelice e dalle pressioni sociali. Alice ha due gatti, Kitty e Bucaneve, che le fanno da narratori e compagni di avventura.
  • Morton: il fidanzato di Alice, un uomo senza scrupoli che la sfrutta per i suoi scopi e che le somministra le droghe. Morton si trasforma spesso nel gatto del Cheshire nei sogni di Alice, con cui ha un rapporto ambiguo e manipolatorio.
  • Signorina Hulda: la direttrice del sanatorio Sacro Cuore, dove Alice viene rinchiusa. Hulda è una donna crudele e autoritaria, che impone regole assurde e contraddittorie ai suoi pazienti. Hulda richiama la Regina di Cuori, la tiranna del paese delle meraviglie.
  • Dottor Madsen Hasselmann: il medico del sanatorio, che sperimenta sulle menti e sui corpi dei pazienti con metodi discutibili e pericolosi. Hasselmann è una sorta di Cappellaio Matto, ossessionato dalla scienza e dalla follia.
  • Thomas e Theodore: i due fratelli che fanno da assistenti della signorina Hulda. Sono due bruti violenti e sadici, che maltrattano e abusano dei pazienti. Thomas e Theodore sono le versioni reali di Pincopanco e Pancopinco, i due gemelli del paese delle meraviglie.

Chi era Lewis Carroll?

Lewis Carroll (il cui vero nome è Charles Lutwidge Dodgson) è l’autore del capolavoro “Alice nel Paese delle Meraviglie”, uno dei capisaldi del genere fantasy letterario che ancora oggi ispira la creatività con adattamenti e rivisitazioni più o meno discutibili.

Carroll è stato uno scrittore, matematico, fotografo, maestro della logica e del nonsense. L’autore, nato il 27 gennaio 1832, pochi anni prima del regno della regina Vittoria, per tutta la vita è stato protagonista e succube della pesante aria sociale che si respirava nel vittorianesimo britannico. A 20 anni entrò a Oxford per non andarsene più: divenne professore di matematica e geometria al Christ Church College, cattedra che mantenne per gran parte della sua vita. Proprio alla Chiesa di Cristo incontrerà lo studioso di greco Henry George Liddell, giunto all’università per ricoprire la carica di rettore, e farà amicizia con le sue figlie: Lorina, Edith e Alice. 

Per quest’ultima in particolare, Carroll sviluppò un forte legame, come dimostrano le numerose fotografie della bambina scattate dallo scrittore in quegli anni e nella corrispondenza che i due mantennero fino al 1863, quando la sua famiglia si trasferì e l’amicizia tra i due si interruppe. Alice non è stata la sola “amica-bambina”, come le definiva Carroll stesso, e questa sua affezione per i minori non ha mai giovato molto alla sua immagine pubblica: le foto artistiche di giovanissime ragazzine seminude, pur scattate sempre con il consenso dei genitori, hanno alimentato dicerie sulll’autore, nonostante non fosse al tempo una cosa “incosueta”, putroppo, ritrarre modelli prepuberi in maniera discinta. Sicuramente Carroll ha sempre sofferto la mentalità quasi medievale dei suoi contemporanei, così come il rigido complesso di convenzioni della società vittoriana.

“Alice nel Paese delle Meraviglie” è il capolavoro dell’autore pubblicato nel 1865. La storia segue le avventure di Alice, una giovane ragazza inglese che, seguendo un coniglio bianco, cade in un mondo fantastico popolato da strani personaggi, tra cui il Bianconiglio, il Cappellaio Matto e la Regina di Cuori. Nel libro, Alice si confronta con il suo senso di logica e di ordine e con il suo bisogno di capire il mondo intorno a lei. Il libro è famoso per la sua narrazione surreale e per la sua descrizione di un mondo immaginario pieno di assurdità e di ironia. Il romanzo non è solo un racconto di un viaggio psichedelico ma anche una fiaba oscura in cui sono racchiusi puri elementi matematici. La storia delle avventure di Alice può essere presa come esempio della stessa biografia del suo autore.  E’ considerato un classico della letteratura per l’infanzia ed è stato adattato in diverse forme di media, tra cui film, cartoni animati, fumetti e spettacoli teatrali.

La nascita di Alice nel paese delle meraviglie appartiene ormai alla leggenda: durante una gita in barca, nel 1862, Carroll delinea un mondo fantastico per intrattenere le tre sorelle Liddell. Partendo da quel mondo immaginario, Carroll metterà su carta la rpima bozza “Alice`s Adventures Under Ground”, che diventerà nel 1865 il suo capolavoro, pubblicato dall`editore MacMillan con le storiche illustrazioni di John Tenniel. Sicuramente, questo romanzo nasce proprio per permettere al professor Charles Dodgson, imprigionato nella rigidità della sua vita, di evaderne grazie all`ironia della creatività e ai riferimenti precisi alle nuove scienze sociali che si stanno diffondendo: non è un caso che in questi anni sia stato pubblicato L’origine delle specie di Darwin. Tuttavia, a differenza delle Galapagos, sede degli studi di Charles Darwin, Il Paese delle Meraviglie non è certo un paradiso equatoriale, né un luogo di pace e gioia. La protagonista è costantemente messa sotto pressione, messa in discussione e scrutinata da tutti quelli che incontra, ed è costretta a sentirsi sempre fuori posto: le sue dimensioni in continua evoluzione sono un chiaro indizio della sua incompetenza. Dunque, così come l’evoluzione genetica promossa da Darwing, l’evoluzione “sociale” è la vera protagonista del romanzo di Carroll per il quale, la sopravvivenza non è più solo questione di riproduzione o di cibo, ma sopratutto sopravvivenza sociale, sapersi adattare alle circostanze in cui si vive per venire accettati dagli altri membri della comunità. Delle migliaia di lezioni morali offerte dal romanzo, questa è una lezione incredibilmente profonda e di formazione, e un ottimo piano di lettura per rileggere il capolavoro da adulti.

“Alice attraverso lo Specchio” è un romanzo scritto da Lewis Carroll e pubblicato nel 1871. È un seguito di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, pubblicato nel 1865. La storia segue le avventure di Alice, una giovane ragazza inglese che cade in un mondo fantastico attraverso uno specchio. Nel libro, Alice incontra una serie di personaggi bizzarri e si trova coinvolta in una serie di situazioni assurde e divertenti. Come nella prima storia, Alice si confronta con il suo senso di logica e di ordine e con il suo bisogno di capire il mondo intorno a lei. Il libro è stato adattato in diverse forme di media, tra cui film, cartoni animati, fumetti e spettacoli teatrali.

Alice in Wonderland di Paolo Barbieri: un viaggio artistico nel Paese delle Meraviglie

Paolo Barbieri torna a incantare il pubblico con la sua inconfondibile arte e questa volta lo fa attraverso una delle storie più amate e visionarie di sempre: “Alice in Wonderland”. Pubblicato dalla casa editrice Lo Scarabeo Tarot, questo nuovo libro illustrato si presenta come un’opera straordinaria che fonde il classico con il fantastico, regalando ai lettori un viaggio visivo nel mondo surreale creato da Lewis Carroll.

Alice nel Paese delle Meraviglie è uno di quei racconti che non conosce tempo né limiti d’interpretazione. Fin dalla sua prima pubblicazione nel 1865, l’opera di Carroll ha affascinato generazioni di lettori con il suo linguaggio enigmatico, i suoi giochi di parole e le sue assurde ma affascinanti creature. Paolo Barbieri, con il suo tratto onirico e il suo inconfondibile stile fantasy, dona una nuova identità visiva alla storia, reinterpretandola con colori vibranti e dettagli ricercati.

Le illustrazioni di Barbieri non si limitano a riproporre la fiaba: la reinventano. L’Alice di Barbieri è un’adolescente fiera e ribelle, immersa in un mondo ancora più ricco di sfumature, dove il confine tra sogno e realtà è ancora più labile. Ogni pagina è una finestra aperta su un universo parallelo, popolato dalle figure iconiche del romanzo, ma riviste attraverso l’estro dell’artista.

Il libro non è solo un capolavoro visivo, ma anche un raffinato connubio tra parole e immagini. I testi originali di Lewis Carroll, nella nuova traduzione di Marco Rossari, accompagnano le illustrazioni, amplificandone il potere evocativo. La scelta di affiancare le immagini ai brani dell’opera originale è un omaggio alla potenza letteraria del romanzo, che continua a sfidare la mente dei lettori con i suoi enigmi e doppi sensi.

“Alice in Wonderland” verrà presentato in anteprima durante il Lucca Comics & Games 2022, uno degli eventi più importanti per gli amanti della letteratura fantasy e dell’illustrazione. Sarà poi disponibile nei primi giorni di novembre in tutte le librerie, fumetterie e store online, sia in edizione italiana che in lingua inglese per il mercato estero.

Per chi segue il panorama dell’illustrazione fantasy, il nome di Paolo Barbieri è sinonimo di eccellenza. La sua carriera è costellata di successi: ha illustrato copertine per autori del calibro di Michael Crichton, George R. R. Martin, Umberto Eco e Valerio Massimo Manfredi. La sua collaborazione con Licia Troisi per “Il Mondo Emerso” ha segnato una svolta nel fantasy italiano, rendendolo un punto di riferimento per gli appassionati del genere.

Dal 2015 Barbieri collabora con Lo Scarabeo, con cui ha dato vita a volumi come “Zodiac” (2016), “Fantasy Cats” (2017), “Unicorns” (2018), “StarDragons” (2019) e “Night Fairies” (2020, con prefazione di John Howe). Ogni suo libro è una celebrazione della magia, della fantasia e della meraviglia, e “Alice in Wonderland” non fa eccezione.

Chiunque sia appassionato di “Alice nel Paese delle Meraviglie” non può lasciarsi sfuggire questa edizione. Ogni singola pagina è un’opera d’arte, una finestra su un mondo surreale che si rinnova sotto il tocco di Barbieri. La qualità della stampa, la cura nei dettagli e l’intensità delle immagini lo rendono un volume perfetto sia per chi ama il romanzo originale, sia per chi vuole riscoprirlo attraverso una nuova lente artistica. Questa edizione illustrata di “Alice in Wonderland” è più di un libro: è un portale verso un regno incantato, dove ogni illustrazione è una storia a sé e ogni lettura è un viaggio che si rinnova. Se amate il fantasy, la bellezza delle immagini e l’arte di raccontare attraverso i colori, questa è un’opera che non può mancare nella vostra collezione.

Rabbit Hole: a Milano, la sala da tè di Alice nel paese delle meraviglie

A Milano, lo scorso 4 dicembre 2021, ha aperto il “Rabbit Hole”, una sala da tè ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie a due passi dal Duomo di Milano, in via Mazzini 20.  Una spazio meraviglioso e immersivo: una cioccolateria e caffetteria in stile Wonderland, ma anche sala colazioni, birre artigianali e aperitivi da gustare in una location unica!

Il Rabbit Hole nasce dalle esperienze di viaggio all’estero dei due gestori / creatori,  Silvia e Roberto: la scoperta di locali a tema in primis in Giappone e poi in giro per il modo ha fatto scoccare la scintilla alla coppia e quale tema migliore hanno saputo scegliere per una sala da tè, se non “Alice nel Paese delle Meraviglie”? Questo sogno si è realizzato aprendo un primo punto nel 2017 a Palermo ed un secondo punto nel 2021 appunto a Milano: i due punti vendita hanno in comune le scenografie: interamente fatte a mano, ritraggono i personaggi principali della fiaba di Lewis Carroll. Lo scopo del Rabbit Hole è quello di fornire un luogo di evasione, un Paese delle Meraviglie appunto, dal caos e dallo stress della vita quotidiana, un piccolo rifugio nel centro della Città della Moda in cui “Ognuno può essere quel che è e può non essere quel che è”.

Il Paese delle  Meraviglie e i suoi fantastici personaggi si riflettono nell’arredamento del locale, con scenografie interamente fatte a mano. Enormi cappelli  introducono al locale e alle varie sale: una sala dedicata allo Stregatto, il tavolo social cui unirvi al Cappellaio Matto per festeggiare il Non compleanno, con tazze e teiere appese sul soffitto, la sala della Regina di Cuori con una scacchiera a grandezza naturale, il giardino di Alice con il bancone per dolci e tè, il Labirinto, uno spazio esterno in cui perdersi ed infine, uno specchio…. magico, venite a scoprire dove vi porterà!

Per il lancio di Rabbit Hole sono stati protagonisti alcuni noti cosplayer: Valeria Galati, Milena Vigo (Morrigan Lynx) e Andrea Zanetti che sono stati immortalati tra i monumenti milanesi dal sapiente scatto di FC Web Store.

 

Al Rabbit Hole si inventa una torta per ognuno dei clienti, grande o piccola, al cioccolato o alla frutta, con fiori o frutta. E voi, di che torta sei? C’è da perdersi in tutta questa gustosa meraviglia!

Entriamo insieme nella tana del Bianconiglio: tutte le informazioni sono online all’indirizzo: rabbitholecafe.com,

Le avventure di Alice nel Paese delle meraviglie

Il Castoro presenta: Le avventure di alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carroll Illustrato da CHRIS RIDDELL con la traduzione d’autore di Beatrice Masini

«Questa rivisitazione è squisitamente “Riddelliana”, ogni singolo dettaglio è magnifico, sontuoso e pieno di cura»

 The Bookseller

«Riddell ha ripristinato l’eccentricità dell’originale con le sue caricature affascinanti e fantastiche e la linea mirabile del suo tratto. Ha anche realizzato un meraviglioso Cappellaio Matto al femminile»

The Times

IL LIBRO:

«A cosa serve un libro, si disse Alice, senza le figure e senza i dialoghi?»

Riddell ha lavorato a partire dalle fotografie originali di Lewis Carroll, riprendendo le sembianze della vera Alice, la piccola Alice Liddell, e compiendo un’operazione di omaggio e di rispetto per l’originale. Allo stesso tempo Riddell ha eseguito uno studio psicologico del personaggio restituendone l’energia, il carattere impetuoso, la curiosità travolgente e rendendo ad Alice tutta la sua attualità di ragazzina intraprendente con la quale il lettore si immedesima all’istante.

Ogni dettaglio dell’opera originale è stato rispettato e celebrato da Riddell. L’artista è cresciuto con le illustrazioni originali di Alice e ha imparato a padroneggiare i chiaroscuri e le altre tecniche di disegno copiandole e riproducendole quando era bambino. Lo racconta nella sua bellissima introduzione al libro. Il suo maestro di disegno è stato l’illustratore originale di Alice, John Tenniel che – come Riddell, era il più celebre vignettista politico della sua epoca. Quindi tutto si tiene in questa nuova splendida versione, che nell’edizione italiana si avvale della straordinaria, nuova traduzione di Beatrice Masini.

In compagnia della curiosa Alice, i lettori non solo riscopriranno personaggi come l’affascinante Coniglio Bianco, la stupefacente Regina di Cuori, il Cappellaio Matto e l’ambiguo e sorridente Gatto del Cheshire, ma scopriranno le nuove e meravigliose creazioni di questi personaggi ad opera di un vero maestro della sua arte, con immagini che vivranno nei nostri cuori e nelle nostre menti per generazioni a venire.

L’AUTORE

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll hanno deliziato e incantato i bambini per oltre 150 anni. Lewis Carroll era lo pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson. Nato nel 1832, studiò al Christ Church College di Oxford, dove divenne docente di matematica. Le storie di Alice furono originariamente scritte per Alice Liddell, la figlia del rettore del suo college.

L’ILLUSTRATORE

Chris Riddell è uno tra i più grandi, colti e raffinati autori e illustratori contemporanei. È il vingettista politico dell’Observer. È stato nominato Waterstones Children’s Laureate 2015-2017, il più importante e prestigioso riconoscimento inglese conferito ogni due anni a chi si è distinto con contributi straordinari nel campo della letteratura per ragazzi. È stato insignito del OBE (Order of the British Empire) in riconoscimento del suo lavoro di illustrazione e beneficenza. Ha realizzato più di cento libri e ha vinto numerosissimi premi tra cui per tre volte il CILIP Kate Greenaway nel 2001, 2004 e 2016 e il Costa Children’s Book Award 2013 per Agata De Gotici. Ha realizzato illustrazioni e collaborazioni con diversi autori tra Neil Gaiman, Paul Stewart, Kathryn Cave e Richard Platt, occupandosi anche della rivisitazione di grandi classici della letteratura come Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren e tanti altri. Il Castoro ha pubblicato anche gli altri suoi libri fra cui la serie Ottoline, Vive a Brighton con la sua famiglia.

LA TRADUTTRICE

Beatrice Masini è nata a Milano, dove vive e lavora. Giornalista, traduttrice (tra i suoi lavori i libri della saga di Harry Potter), editor, scrive storie e romanzi per bambini e ragazzi. I suoi libri sono stati tradotti in quindici Paesi. Ha vinto il Premio Castello di Sanguinetto, il Premio Pippi, il Premio Elsa Morante e il Premio Andersen come miglior autrice.

LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE di Lewis Carroll
ILLUSTRAZIONI DI CHRIS RIDDELL – Traduzione di Beatrice Masini
Età: per tutti | Prezzo 26,00€ | pagine 320

Project ARMS: l’anime biotech che ha riscritto il mito di Alice nel Paese delle Meraviglie

Ci sono opere che, pur non essendo in cima alla lista dei titoli più chiacchierati, si annidano nel cuore pulsante della cultura nerd come tesori inesplorati. Una di queste è indubbiamente Project ARMS (), il manga partorito dalla mente di Kyoichi Nanatsuki e dalla matita di Ryoji Minagawa alla fine degli anni ’90. Non un semplice action-shonen, ma un autentico tour de force che fonde la fantascienza biologica più estrema con la mitologia onirica e folle di Lewis Carroll, creando un ibrido narrativo di rara potenza. Per gli appassionati di cyberpunk e body horror che hanno divorato opere come Akira o i lavori di Masamune Shirow, ARMS si presenta come un capitolo cruciale e, per certi versi, profetico della narrativa giapponese. Pubblicato in Italia da Planet Manga in 22 volumi, l’opera ci catapulta in un mondo dove l’esperimento scientifico non è più un confine etico, ma un incubo in carne e metallo (o meglio, in carne e nanomacchine).

L’Arma Dormiente: La Scienza della Metamorfosi

La trama si concentra su Ryo Takatsuki, un liceale apparentemente nella norma la cui vita viene sventrata dalla scoperta di essere l’ospite inconsapevole di una forza terrificante. Non si tratta di una tuta potenziata o di un chip impiantato, ma di una massa di nanomacchine viventi, un’arma biologica che si risveglia in lui in momenti di estremo pericolo. È questo il cuore pulsante e inquietante di ARMS: l’ibridazione tra l’essere umano e la tecnologia non è meccanica, ma organica, simbiotica, quasi virale.

Ryo non è solo in questo destino bioingegnerizzato. La sua strada si incrocia con quella di Hayato Shingu, Takeshi Tomoe e Kei Kuruma, ragazzi come lui, anch’essi portatori di queste entità che li trasformano in esseri a metà tra l’uomo e lo strumento da guerra. L’intreccio, inizialmente focalizzato su amicizie e scoperte drammatiche, si stringe attorno al misterioso progetto Egrigori, un’organizzazione ombra che ha giocato con le loro vite, tramutandole in una lotta ossessiva per recuperare la propria identità. Questo tema dell’essere costretti a scegliere tra l’umanità e l’essere un’arma, tra il ricordo e la manipolazione, dona alla serie una profondità emotiva che va ben oltre la pura spettacolarità degli scontri.

Il Coniglio Bianco e la Follia di Egrigori

Ma ciò che rende Project ARMS un’opera di culto per chi ama le stratificazioni simboliche è la sua fusione con il mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Ogni ARMS, infatti, possiede una propria identità e coscienza che attinge direttamente ai personaggi del classico di Carroll, trasportando la mitologia nel laboratorio genetico.

Abbiamo così Jabawack, nome che evoca il celebre drago del poema nonsense, incarnando il caos distruttivo e la furia incontrollata; il Cavaliere Bianco, emblema di protezione, onore e coraggio; il Coniglio Bianco, simbolo della velocità e della fuga da un destino ineluttabile; e la Regina di Cuori, che rappresenta il potere assoluto e la follia autodistruttiva.

L’organizzazione Egrigori non si limita a manipolare i quattro protagonisti originali, ma tenta di replicare e superare questi poteri, creando una schiera di supersoldati noti come i Keith. In questa galleria degli orrori biotecnologici, troviamo repliche inquietanti come Keith Red, il Grifone, Keith Black, l’inquietante Humpty Dumpty, e naturalmente il Gatto del Cheshire e la Lepre Marzolina. L’universo di Carroll diventa così un template per un progetto di dominio genetico globale, trasformando l’innocente favola in una chiave di lettura per la manipolazione scientifica.

Dalle Aule Giapponesi al Labirinto Globale

La narrazione, con un sapiente gioco di contrasti, prende le mosse dal rassicurante e ordinario scenario della vita scolastica giapponese per poi esplodere in una spirale di eventi che catapulta i ragazzi dai banchi di scuola ai laboratori segreti americani. Questa struttura, tipica delle grandi opere di formazione adolescenziale, è qui amplificata fino all’estremo: ogni scontro non è solo una prova di forza, ma una metamorfosi, un passo in avanti nella consapevolezza del proprio corpo mutante e del proprio posto nel mondo.

Il tono, inizialmente avventuroso, si fa progressivamente più cupo e riflessivo man mano che i protagonisti scoprono di essere stati manipolati, le loro memorie riscritte e i loro corpi trasformati in pedine su una scacchiera di potere. Il loro viaggio è una vera e propria discesa interiore, un percorso di accettazione (o ribellione) contro la propria natura artificiale.

Il Tocco Madhouse e la Riflessione Etica

La complessità del manga trovò una degna trasposizione nell’adattamento animato realizzato tra il 2001 e il 2002 dallo studio Madhouse (lo stesso dietro capolavori come Trigun e Death Note), sotto la direzione di Hiroshi Hamasaki. La serie, suddivisa in due stagioni per un totale di 52 episodi, riuscì a condensare il ritmo serrato dell’opera originale in una narrazione più lineare ma preservandone intatta l’elevata densità emotiva e filosofica.

Ma l’elemento che, a distanza di anni, rende Project ARMS un’opera fondamentale non è solo la sua azione o la superba costruzione visiva, ma la sua profonda riflessione morale. Nanatsuki e Minagawa utilizzano le nanomacchine come una metafora potentissima per affrontare l’eterno dilemma del progresso scientifico: fino a che punto possiamo spingerci nella manipolazione della vita senza distruggere ciò che significa essere umani? Le ARMS diventano il simbolo di una scienza senza etica, un potere nato con intenti di difesa, ma finito per corrompere e distruggere. I protagonisti non sono gli eroi classici, ma vittime di un “peccato scientifico” collettivo, costretti a lottare contro la stessa natura che li ha creati. Sono caduti nella tana del Bianconiglio, ma ciò che hanno trovato non è un mondo di meraviglie, bensì un incubo di DNA e metallo.

Oggi, Project ARMS si rivela un classico sottovalutato, un’opera che ha anticipato temi che saranno poi esplorati in serie successive come Ergo Proxy o Ghost in the Shell: Stand Alone Complex. Sotto la corazza bio-metallica e la precisione del thriller scientifico, però, pulsa l’umanità dolce e fragile dei protagonisti, il cui desiderio di essere semplicemente “normali” in un mondo che li vuole trasformare in strumenti di guerra è ciò che rende la storia un racconto universale.

Come ricordava Carroll, “Non credere mai di essere altro che ciò che appari”. Ma nel mondo di Project ARMS, nessuno può più permettersi di essere solo quello che sembra. La curiosità e la tensione etica generate da questa epopea di carne e macchina meritano indubbiamente una riscoperta da parte di ogni appassionato sfegatato.

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