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Edgar Allan Poe. Cinque passi nell’incubo – quando l’orrore diventa arte: il ritorno del maestro attraverso le tavole de Lo Scarabeo

Ci sono nomi che non smettono mai di inquietare, di affascinare, di scavare sotto la pelle della realtà per rivelare ciò che pulsa nel buio. Edgar Allan Poe è uno di quei nomi. Il suo universo di incubi, ossessioni e desideri sepolti è tornato a respirare in una nuova forma, quella del fumetto. Non una semplice trasposizione, ma una vera e propria resurrezione grafica e narrativa: cinque grandi artisti italiani hanno reinterpretato i racconti più celebri del maestro del gotico, trasformandoli in visioni d’inchiostro e terrore.

Il progetto nasce da un’idea di Marco Cannavò, curatore e sceneggiatore che ha saputo raccogliere l’eredità letteraria di Poe e tradurla in linguaggio visivo, rispettando la sua poetica di morte e follia ma contaminandola con sensibilità contemporanee. A dare corpo e anima a queste storie ci sono cinque firme d’eccellenza del panorama fumettistico italiano: Corrado Roi, Francesca Ciregia, Giulia Francesca Massaglia, Francesco Biagini e Michele Penco. Cinque stili, cinque prospettive, cinque viaggi nell’abisso di un autore che, a quasi due secoli di distanza, continua a parlarci come se scrivesse dai corridoi del nostro inconscio.

L’antologia raccoglie cinque capolavori assoluti: La sepoltura prematura, La caduta della casa degli Usher, Berenice, Una discesa nel Maelström e Il gatto nero. Ognuno di questi racconti è un microcosmo di follia e simbolismo, e in questa nuova incarnazione grafica ciascun artista lo rilegge con la propria impronta estetica e narrativa. Così Corrado Roi — maestro delle ombre e delle sfumature che hanno fatto la storia di Dylan Dog — dona a un’atmosfera rarefatta e disturbante, dove la colpa prende forma in silhouette di china che sembrano dissolversi nel rimorso. Francesca Ciregia, con il suo tratto vibrante e visionario, trasforma Berenice in una danza claustrofobica tra eros e thanatos, vita e decomposizione. Giulia Francesca Massaglia rilegge Gatto nero denso di ombre e rimorsi, un delirio grafico che sembra uscito da un incubo espresso a china e disperazione  Francesco Biagini, abituato a muoversi tra i generi e le dimensioni, affronta Una discesa nel Maelström come una vertigine grafica, un turbine di linee che inghiotte lettore e protagonista insieme. Infine, Michele Penco — autore che da sempre dialoga con il perturbante — firma La sepoltura prematura con un’interpretazione sospesa tra architettura e follia, dove le pareti della dimora sembrano respirare con i personaggi.

Il risultato è un volume che non si limita a celebrare Poe, ma lo rilegge alla luce della sensibilità del XXI secolo: un tempo in cui la paura non viene più solo dalle tenebre esteriori, ma dalle ombre digitali e interiori che ci accompagnano ogni giorno. Le sue parole, riscritte e ridisegnate, assumono un nuovo ritmo visivo, una nuova voce che parla tanto agli amanti del classico quanto ai lettori della nona arte contemporanea.

Pubblicata all’interno della collana Classici Horror de Lo Scarabeo, l’antologia rappresenta un nuovo tassello di un percorso editoriale che sta costruendo un vero ponte tra la letteratura gotica e il fumetto d’autore. Ogni pagina è pensata come un’esperienza sensoriale, dove la parola di Poe diventa immagine, e l’immagine, a sua volta, torna parola. È un gioco di specchi e riflessi che sembra evocare la stessa poetica del suo autore: quella tensione costante tra bellezza e terrore, attrazione e repulsione, vita e sepoltura.

In un’epoca in cui la paura è spesso ridotta a effetto speciale, questo volume ci ricorda che il vero orrore è quello che nasce dentro di noi, e che Poe — con le sue parole intrise di febbre e poesia — aveva già visto tutto. Le sue visioni, rinate tra le mani di questi artisti italiani, non sono soltanto un omaggio: sono un rituale di evocazione, un modo per far sì che il maestro dell’incubo continui a parlarci dal suo eterno crepuscolo. Forse, alla fine, ciò che rende immortale Edgar Allan Poe è proprio questo: la sua capacità di sopravvivere a ogni medium, a ogni epoca, e di tornare, ogni volta, un po’ più vivo — o un po’ più morto — di prima.

Dracula illustrato da Paolo Barbieri: un viaggio illustrato tra orrore gotico e poesia visiva

C’è qualcosa di antico e magnetico nel nome “Dracula”. Evoca castelli immersi nella nebbia, pipistrelli che sfiorano la luna e un’ombra elegante che si staglia tra vita e morte. Ma quando a confrontarsi con il Conte è Paolo Barbieri – il più grande illustratore fantasy italiano, capace di dare forma ai miti, agli dei e ai sogni più arditi – il risultato non è solo un libro illustrato: è un rito artistico. Dal 14 novembre 2025, il suo Dracula approda in libreria e fumetteria, dopo l’anteprima a Lucca Comics & Games, come un oggetto magico uscito dalle profondità dell’immaginario gotico. In queste pagine, Barbieri non si limita a ritrarre il vampiro di Bram Stoker: lo evoca, lo smonta e lo ricompone, cercando “segni e colori che stiano in equilibrio tra luce e ombra, speranza e sconforto”.

Il suo Dracula non è il mostro romantico e patinato della cultura pop, né l’aristocratico dandy del cinema classico. È una creatura ambigua, che si muove tra umanità e abisso, giovinezza e decadenza. Un essere “che si maschera da uomo e come un camaleonte demoniaco alterna vecchiaia e gioventù, violenza e signorilità, forma di lupo o di topi”. Le sue metamorfosi diventano tavole di luce e sangue, in cui il tratto di Barbieri plasma l’essenza del male senza mai privarlo del suo fascino tragico.

L’artista, da sempre interprete di universi mitologici e letterari – dai Tarocchi ai Mondi di Tolkien, dalle divinità greche a Dante – questa volta si confronta con la figura horror per antonomasia. Ma lo fa allontanandosi dagli stereotipi cinematografici, restituendo a Dracula la sua dignità originaria: quella di una leggenda intrisa di paura e seduzione, di mistero e malinconia.

Il volume affianca le illustrazioni originali a estratti dal romanzo di Bram Stoker, nella storica traduzione di Angelo Nessi, apparsa per la prima volta nel 1922 con il titolo Dracula. L’uomo della notte per Sonzogno. Una scelta non casuale: Nessi catturava già allora la musicalità decadente e la tensione sensuale del testo, e Barbieri sembra riprenderne la stessa melodia visiva, alternando tavole in cui il colore si fa materia, nebbia, carne e ombra.

La forza del progetto sta proprio in questa fusione di arti: parola e immagine si richiamano come due specchi che non riflettono mai la stessa cosa. È come se Stoker e Barbieri dialogassero a distanza di secoli, evocando l’orrore e la poesia dell’eterno ritorno del vampiro.

Il libro, pubblicato in edizione pregiata, sarà accompagnato da una versione variant esclusiva disponibile nelle librerie Manicomix, al Bonelli Store e nello shop online dedicato. La copertina alternativa è un omaggio a una delle più celebri icone del rock: un’interpretazione che trasforma il volto del Conte in un manifesto visivo da collezione. All’interno, una stampa inedita riproduce la copertina della versione regular, un ulteriore tassello di questa esperienza sensoriale tra arte, mito e musica.

Barbieri, come un moderno Van Helsing dell’immaginario, sembra voler guarire la nostra percezione del vampiro da secoli di cliché. Il suo Dracula non luccica, non si specchia, non si redime. È puro simbolo, archetipo del desiderio e della paura. Eppure, dietro i canini e il mantello, si nasconde un’umanità disperata che chiede solo di non morire.

Questo Dracula è, in fondo, una riflessione sulla natura dell’immortalità: un sogno che diventa incubo, una condanna travestita da eternità. Le illustrazioni di Barbieri oscillano tra l’eros e la dannazione, tra il gotico classico e la sensibilità dark contemporanea. Ogni tavola è un portale – un varco tra il Bram Stoker del 1897 e il presente digitale in cui le nostre paure non hanno più castelli, ma algoritmi.

Con questo volume, Barbieri conferma la sua capacità di trasformare la letteratura in visione, e la visione in leggenda. Dracula diventa così un’opera totale, un libro da sfogliare come un grimorio, da guardare come un film muto, da leggere come una confessione.

E forse, quando chiuderemo l’ultima pagina, sentiremo anche noi un leggero brivido dietro le spalle. Non sarà solo l’eco di un vampiro che torna dal buio, ma il segno che l’arte – quella vera – può ancora morderci l’anima.

Il Grimorio delle Regine Oscure: alla scoperta del lato più umano (e terribile) delle cattive Disney

Ci sono libri che si limitano a raccontare, e poi ci sono quelli che sembrano usciti direttamente da un incantesimo, volumi preziosi che sussurrano storie proibite e segreti custoditi nell’ombra. E quando questo tomo magico svela finalmente l’arcano dietro le figure più terrificanti e carismatiche dell’immaginario collettivo – le Disney Villains – beh, per un nerd e geek che si rispetti, si spalanca un vero e proprio portale dimensionale. Sto parlando de Disney villains – Il grimorio di Serena Valentino, un’opera editoriale che va ben oltre la semplice raccolta e si posiziona come un must-have per chiunque ami scavare nelle fondamenta del fantasy gotico, delle fiabe classiche e della psicologia dei personaggi più complessi del grande schermo e del fumetto. Questo volume non è solo carta e inchiostro; è un vero e proprio talismano che racchiude l’oscurità e il fascino di tre leggende del male: Grimilde, Ursula e Malefica.

Le Origini del Male (e dell’Empatia)

Il volume, elegantemente rilegato e dal design che grida “libreria proibita”, raccoglie i primi tre romanzi della fortunatissima collana Disney Villains di Serena Valentino: La più bella del reame (dedicato a Grimilde, la Regina Cattiva di Biancaneve), Anima sfortunata (la storia della Strega del Mare, Ursula) e La signora del male (il dramma shakespeariano di Malefica). Tre romanzi, un solo filo conduttore nero lucente: l’analisi dell’origine di un male che non è mai casuale, ma sempre figlio di un trauma, di un rifiuto o di un tradimento cocente.

Serena Valentino, autrice americana già nota per il suo approccio dark e fiabesco in opere come GloomCookie, possiede un talento raro e prezioso, quasi un superpotere: sa trasformare la pura malvagità in umanità dolente. Nelle sue mani, queste regine e streghe cessano di essere semplici antagoniste bidimensionali per diventare creature ferite, schiacciate dal peso di un destino crudele o da aspettative troppo grandi.

Pensate a Grimilde, non più solo ossessionata dalla bellezza, ma donna schiacciata dalle rigide pretese di un regno e di uno specchio magico che le impone la perfezione a ogni costo. O a Ursula, la strega del mare che, nelle pagine della Valentino, si rivela un’esclusa, una ribelle bandita dal suo mondo per la sua diversità. E, naturalmente, Malefica, l’icona del male puro, che qui è una fata tradita nel modo più crudele, spinta a lanciare la sua maledizione su Aurora solo dopo aver perso l’unica cosa che le fosse cara. È l’eterna questione dell’anti-eroe portata all’estremo: la comprensione non assolve, ma spiega.

Un Grimorio per Collezionisti Nerd: Arte, Gotico e Design

Questo Grimorio Disney è un vero e proprio gioiello per il collezionista e l’appassionato del lato oscuro del Regno di Topolino. L’edizione si presenta con un cartonato pregiato, con finiture che sembrano incantesimi e una cura maniacale per il design editoriale.Ma la vera magia è all’interno: le illustrazioni inedite, realizzate dai migliori artisti Disney, reinterpretano volti e simboli delle cattive più iconiche con un tratto che sfiora il gotico vittoriano e il dark fantasy. Il profumo della carta, il peso importante sulla bilancia, le cornici in stile arabesco che sembrano vere rune magiche; tutto concorre a creare un’esperienza di lettura immersiva che va oltre la trama.È, insomma, un vero e proprio tomo stregato, un art book del male che affianca la narrazione con la suggestione visiva. Perfetto da esporre accanto ai vostri fumetti più rari o ai manuali di gioco di ruolo a tema fantasy.

Il Successo Internazionale di Serena Valentino e la Psicologia delle Fiabe

Serena Valentino, con il suo approccio goth-chic, è diventata una delle voci più celebrate della narrativa contemporanea che rivisita i classici Disney. La sua serie sui villain – che non si ferma a queste tre ma prosegue con successi come Mother Knows Best (su Mamma Gothel), Evil Thing (su Crudelia De Mon) e Cold Hearted (su Lady Tremaine) – ha riscosso un plauso internazionale, inclusa l’attenzione del New York Times. Il suo segreto? Non si limita a riscrivere le fiabe; le capovolge, scava nella psiche delle protagoniste con la precisione di una narratrice gotica e la sensibilità di chi riconosce l’ombra in ogni cuore. L’autrice non cerca di riabilitare le cattive rendendole eroine per forza – come spesso accade nelle ultime produzioni cinematografiche (pensate al successo di Maleficent con Angelina Jolie o Cruella con Emma Stone) – ma le comprende. E nel farlo, costringe il lettore, l’appassionato di cultura pop e nerd, a fare i conti con la propria ombra.

Una Lettura Imperdibile per Fan di Fantasy e Psicologia

Disney villains – Il grimorio non è solo un libro; è un viaggio nella costruzione del mito. In un’epoca dove l’Intelligenza Artificiale e la tecnologia offrono nuove prospettive narrative, l’opera della Valentino ci ricorda che il potere più antico e inossidabile rimane quello della parola e della narrazione umana. Qui non ci sono effetti speciali in CGI, solo la forza evocativa di tre donne che, pur segnate dal dolore, rifiutano di tacere.

Per i nerd del fantasy, per chi ama il gioco da tavolo tematico Villainous, e per gli studiosi della psicologia delle fiabe, questo grimorio è una chiave d’accesso a un mondo dove il male non è mai banale, ma sempre profondamente e dolorosamente umano.  Disney villains – Il grimorio è una lettura essenziale per chiunque voglia esplorare il lato più maturo, oscuro e collezionistico dei classici Disney. È un volume che non solo racconta Grimilde, Ursula e Malefica, ma ci spinge a guardare oltre lo specchio, chiedendoci: cosa avrei fatto io? E forse, alla fine, scopriremo che la linea tra l’eroe e il villain è molto più sottile di quanto i film ci abbiano mai lasciato credere-

Cari lettori di CorriereNerd.it, voi avete mai provato empatia per un villain? Qual è la storia di Grimilde, Ursula o Malefica che vi ha colpito di più? Condividete le vostre teorie e i vostri pareri sul lato oscuro del Regno Disney nei commenti qui sotto! E se l’articolo vi ha stregato, non tenete la magia per voi: condividetelo sui vostri social network! Usiamo il potere del fandom per far luce sulle ombre!

Vampiri a Bologna: L’Eterna Fame. Mostra Horror Sensoriale a Palazzo Pallavicini

Ascoltate il vento. Non è un refolo qualsiasi, ma il gemito millenario di un’entità che non conosce riposo. Qui, tra le mura solenni di Palazzo Pallavicini a Bologna, qualcosa di antico e affamato sta per risvegliarsi, proiettando la sua ombra lunga e tagliente sull’inverno che verrà. Amici di CorriereNerd.it, non chiamatela mostra. Chiamatela evocazione. Dal 20 settembre 2025 al 18 gennaio 2026, l’AlterEgo Experience vi strapperà dalle vostre tiepide certezze per gettarvi in un viaggio sensoriale senza ritorno: “Vampiri”. Avete il coraggio di incontrare il vostro incubo?

Sette Passi Verso l’Abisso: Quando il Mito Diventa Carnale

Noi che amiamo il lato oscuro della cultura pop sappiamo che il vampiro non è solo un personaggio da copertina, ma un catalizzatore di orrori storici, leggende gotiche e paure ataviche che hanno popolato ogni angolo del mondo conosciuto. E l’ingegno maledetto di AlterEgo ha saputo plasmare queste oscurità in sette sale tematiche dove il confine tra spettatore e vittima si fa inquietantemente labile.

Pensavate di conoscere il vostro nemico grazie al conte Dracula? Illusi. Attraverserete secoli, sfiorando l’alito gelido del Vrykolakas del Medioevo ellenico, ascoltando i sussurri empi del Strigoi balcanico e toccando l’immonda pestilenza incarnata dal ghignante Nosferatu. È un percorso che non vi offre risposte, ma solo nuove, più profonde domande sulla natura del male e dell’eterno tormento. Per circa cinquanta o sessanta minuti, armati solo dei vostri sensi (e dell’audioguida gratuita che vi suggeriamo di portare nei vostri auricolari), sarete completamente alla mercé di queste creature redivive.

L’Ombra Prende Forma: Dentro l’Incubo in Prima Persona

L’esperienza è così vivida da farvi dubitare della vostra stessa realtà. Chiudete gli occhi e immaginate: siete a Mykonos, ma il sole è un lontano ricordo e l’aria è densa di zolfo e terrore, testimoni inermi di un feroce esorcismo di massa contro il mostro.

Subito dopo, il respiro vi si mozza nei boschi ostili della Serbia, dove siete un anonimo membro di un commando asburgico a caccia disperata di un vukodlak, il lupo mannaro che si fa non morto. L’azione si tinge di nero sangue quando vi ritrovate a spiare l’anima contorta di una contessa transilvana del Seicento, la cui vana ossessione per l’eterna giovinezza l’ha trasformata in una sadica carnefice. E poi, il frastuono delle armi: combattete al fianco del principe valacco – sì, proprio lui, l’Impalatore – condividendone le atroci visioni e gli istinti più sanguinari che hanno dato il via alla leggenda.

Il tempo si distorce: vi ritrovate isolati in una villa sulle rive di un lago svizzero, intrappolati in una sfida letteraria che ha plasmato l’horror gotico moderno. Lì, nella penombra, Lord Byron e Mary Shelley si contendono il primato dell’incubo, e voi ne siete testimoni. L’epilogo? Siete braccati. Il gelo vi trapassa le ossa mentre branchi affamati ululano, spingendovi verso un tetro, diroccato maniero. Lì, finalmente, l’incontro. Faccia a faccia, con il male più puro, l’iconico signore delle tenebre: il Conte Dracula di Bram Stoker.

Questa è la potenza narrativa che si dispiega a Palazzo Pallavicini in Via San Felice 24: scenografie terrificanti, installazioni che giocano con i sensi e l’uso sapiente di video e fumetti che confermano come il mito del vampiro sia l’essenza stessa dell’horror transmediale.

L’Appello dell’Ombra

Se siete amanti del cinema horror, del fantasy oscuro o semplicemente ossessionati dalle storie di paura che travalicano i secoli, l’appuntamento è imperdibile. La mostra non solo vi farà vivere il brivido, ma vi fornirà le chiavi di lettura per comprendere come creature come il vampiro siano costantemente riscritte dalla cultura geek, dal cinema al videogioco.

Ricordate: la tenebra vi aspetta a Bologna ogni Giovedì a Domenica, dalle 10:00 alle 20:00. Il velo si strappa il 20/09/2025 e si ricuce solo il 18/01/2026.

E per i pochi fortunati che ancora conservano un cuore che batte, AlterEgo ha previsto speciali varchi d’accesso: l’innocenza dei bambini fino a 5 anni è accolta gratuitamente; i ragazzi fino a 13 anni pagano solo 4€; e i giovani esploratori fino ai 18 anni ottengono un biglietto ridotto a 15€. Le tenebre amano anche le comitive e chi possiede la Card Cultura, offrendo sconti e accessi privilegiati. Trovate tutti i patti sul sito ufficiale.


Siete pronti a lasciare una parte della vostra anima a Palazzo Pallavicini? Avete già scelto il vampiro del folklore che vi terrorizza di più?

L’Ultimo Giorno di Howard Phillips Lovecraft: Un Capolavoro Visivo e Narrativo che Riporta in Vita il Genio di Providence

Nel panorama delle graphic novel horror, poche opere riescono a catturare l’essenza di un autore tanto influente quanto misterioso come Howard Phillips Lovecraft. Un autore che ha segnato la letteratura del Novecento con le sue visioni cosmiche, popolando il nostro immaginario di mostri antichi e scenari inquietanti. Tra queste opere, “L’ultimo giorno di Howard Phillips Lovecraft”, edito da Saldapress in Italia, si staglia come un piccolo gioiello narrativo e visivo. Pubblicato originariamente in Francia nel 2023 e previsto fra qualche giorno nelle librerie italiane, questo graphic novel ci regala uno spunto nuovo e affascinante su uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, ponendo l’accento su un evento misterioso: il suo ultimo giorno di vita.

Il racconto si sviluppa intorno a un enigmatico testimone, un uomo che ha assistito agli ultimi momenti di Lovecraft, quella fatidica giornata del 15 marzo 1937. Mentre il mondo ricorda il genio dell’horror attraverso le sue opere, l’autore di “Il richiamo di Cthulhu” e “Alle montagne della follia” ci viene raccontato sotto una nuova luce: quella di una figura afflitta, divisa tra la sua rabbia, le sue ombre interiori e la sua visione del mondo. Il mistero di ciò che accadde in quel giorno si dipana sotto lo sguardo di un narratore che è pronto a svelare i segreti più reconditi, quelli che forse nessuno ha mai osato raccontare.

Scritto da Romuald Giulivo e disegnato da Jakub Rebelka, “L’ultimo giorno di Howard Phillips Lovecraft” è un’opera che colpisce al cuore per la sua profondità e per il suo approccio unico. La trama è ricca di colpi di scena e momenti inquietanti, in perfetta sintonia con la tradizione letteraria di Lovecraft, ma anche con la sua personalità complessa e tormentata. La graphic novel è un affresco pittorico che esplora il lato umano di un uomo che ha fatto dell’orrore una filosofia di vita, un viaggio tra le sue visioni e la sua rabbia. Ogni tavola di Rebelka è un’esplosione di colori e ombre, dove la dimensione fantastica e quella reale si mescolano senza soluzione di continuità, creando un’atmosfera che richiama alla mente le atmosfere oscure e inquietanti delle storie di Lovecraft.

Il fascino di questo graphic novel non risiede solo nella sua estetica mozzafiato, ma anche nel modo in cui riesce a restituire la figura di H.P. Lovecraft nella sua dimensione più intima e privata. Lovecraft, che aveva il privilegio e la condanna di essere il creatore di un cosmo infinito e alieno, è qui ritratto come un uomo che si dibatte con le sue paure, le sue incertezze e la solitudine che spesso lo accompagnava. In “L’ultimo giorno”, Giulivo e Rebelka riescono a intrecciare la grandezza letteraria di Lovecraft con la sua fragilità umana, offrendo un tributo che ne celebra l’immortalità.

L’opera è tanto un tributo a Lovecraft quanto una riflessione sulle sue stesse opere. Chi ha letto i suoi racconti sa che Lovecraft non ha mai avuto una vita facile, né una carriera che potesse definirsi floridissima durante la sua esistenza. Fu solo dopo la sua morte che la sua figura acquisì quella statura leggendaria che oggi conosciamo. La sua influenza ha attraversato i decenni, ispirando artisti e creatori di ogni tipo, dalla letteratura al cinema, dalla musica ai giochi. “L’ultimo giorno” diventa, quindi, anche un modo per celebrare l’impatto duraturo che Lovecraft ha avuto sulla cultura popolare e sul genere horror, pur riflettendo la sua condizione di emarginato e il suo scontro con l’incomprensione da parte del suo tempo.

Lovecraft, scrittore dalla visione unica, ha saputo immaginare un orrore cosmico che travalica le dimensioni terrene. Le sue storie si riflettono nella filosofia del “cosmicismo”, in cui l’uomo è una semplice particella insignificante in un universo vasto e indifferente. Questo tema, che attraversa la sua intera produzione letteraria, è chiaramente presente anche in “L’ultimo giorno”, dove l’autore stesso appare come vittima della stessa vastità inconoscibile che ha descritto nei suoi scritti. La sua morte, per quanto reale, sembra essere un passo in un mondo che non può essere veramente compreso o dominato da nessun essere umano.

L’arte visiva di Jakub Rebelka gioca un ruolo cruciale nel trasmettere questo senso di alienazione e di terrore cosmico. Ogni tavola di “L’ultimo giorno di Howard Phillips Lovecraft” è impregnato di quell’atmosfera gotica e angosciante che tanto caratterizza le sue storie più celebri, ma al contempo riflette l’intensità emotiva che pervade l’ultimo giorno di vita di Lovecraft. La sua morte diventa, simbolicamente, una rappresentazione del “non sapere”, una riflessione sulla natura dell’ignoto che ha sempre affascinato lo scrittore di Providence.

L’uscita italiana di questo volume è prevista per il 11 aprile 2025 e si presenta in una pregevole edizione cartonata che renderà felici gli appassionati del genere. Un volume unico, che non solo racconta la fine di un’epoca nella vita di Lovecraft, ma anche la nascita di una leggenda che non morirà mai. Con questo graphic novel, Giulivo e Rebelka ci offrono una visione intima, viscerale e allo stesso tempo universale, che affonda le radici nell’universo narrativo di Lovecraft ma che ne trascende anche i confini, restituendo al lettore una nuova prospettiva sul genio oscuro di Providence.

“L’ultimo giorno di Howard Phillips Lovecraft” è un graphic novel che merita di essere letto da chiunque abbia una passione per l’horror, per le biografie dei grandi scrittori o semplicemente per coloro che vogliono scoprire un lato inedito e sconosciuto di uno degli autori più misteriosi della storia della letteratura. Un’opera che, senza dubbio, contribuirà a consolidare ulteriormente la sua immortale presenza nella cultura popolare.