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Le Principesse Disney: una fiaba tra Magia, Storia e… problemi di Salute

Torri altissime che sfidano il cielo, acque così limpide da sembrare specchi magici, foreste dove ogni fruscio promette incanto e castelli che sembrano sospesi tra sogno e realtà. Le Principesse Disney non sono soltanto personaggi di fiabe animate: rappresentano un immaginario collettivo che ha accompagnato generazioni intere, crescendo insieme a noi, cambiando forma, linguaggio e persino tecnologia. Dietro i loro abiti iconici e le canzoni che tutti abbiamo cantato almeno una volta, si nasconde una storia molto più profonda, fatta di evoluzione artistica, rivoluzioni tecniche e riflessioni culturali che meritano di essere raccontate con lo sguardo curioso e appassionato di chi ama davvero la cultura pop.

L’idea stessa di principessa, nel mondo Disney, nasce come scommessa quasi folle. Quando Walt Disney decise di portare sul grande schermo Biancaneve e i sette nani, il progetto venne guardato con scetticismo dall’industria cinematografica. Un lungometraggio interamente animato, con personaggi umani realistici e un tono emotivo complesso, sembrava un rischio enorme. Eppure quella che venne soprannominata “la follia di Disney” si trasformò in un successo senza precedenti, aprendo la strada a un nuovo modo di intendere l’animazione e dando vita alla prima, iconica principessa: Biancaneve. Da quel momento in poi, nulla sarebbe stato più lo stesso.

Negli anni successivi, il percorso delle principesse si è intrecciato in modo indissolubile con l’evoluzione stessa dell’animazione. Cenerentola ha incarnato il ritorno alla fiaba classica nel dopoguerra, diventando simbolo di riscatto e speranza in un periodo storico che ne aveva disperatamente bisogno. Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco, ha invece segnato uno dei momenti più audaci dal punto di vista stilistico, con un design ispirato all’arte gotica e rinascimentale e una lavorazione durata ben otto anni, a dimostrazione di quanto la Disney fosse disposta a spingersi oltre i propri limiti.

Il vero terremoto creativo arriva però con il cosiddetto Rinascimento Disney. Ariel, sirena curiosa e ribelle, non solo riporta lo Studio al centro della scena mondiale, ma inaugura una nuova generazione di eroine più attive e determinate. Subito dopo, Belle diventa protagonista di una piccola rivoluzione tecnica: la celebre scena del ballo ne La bella e la bestia fonde animazione tradizionale e grafica computerizzata, aprendo la porta a un futuro ibrido che cambierà per sempre il linguaggio visivo del cinema animato. Accanto a lei, Jasmine rompe lo schema della damigella passiva, mentre Pocahontas e Mulan introducono tematiche più complesse, legate all’identità, al conflitto culturale e al ruolo della donna nella società.

Con il nuovo millennio, il concetto di principessa si espande ulteriormente. Tiana riporta l’animazione tradizionale in primo piano, dimostrando che la modernità non passa solo dal digitale, mentre Rapunzel segna l’ingresso definitivo della CGI nelle fiabe Disney, con una fluidità e un’espressività mai viste prima. La sua lunghissima chioma dorata è quasi un manifesto tecnico, una dichiarazione d’intenti su ciò che la computer grafica può offrire al racconto.

Il salto tecnologico più impressionante arriva con Merida, protagonista di Ribelle – The Brave, la cui massa di ricci ribelli è diventata un caso di studio nel mondo dell’animazione. Ogni singolo capello è frutto di una simulazione complessa, pensata per restituire movimento, peso e personalità. Un lavoro che trova la sua consacrazione definitiva in Frozen, dove il ghiaccio di Elsa non è solo elemento narrativo, ma vero e proprio protagonista visivo, capace di riflettere emozioni e stati d’animo. Accanto a lei, Vaiana chiude idealmente il cerchio, portando sullo schermo un’eroina che non cerca un principe, ma il proprio posto nel mondo, in un racconto di crescita personale e legame con la natura.

Dietro la magia, però, si nasconde anche un lato sorprendentemente terreno. Alcuni studi scientifici si sono divertiti a immaginare le principesse alle prese con problemi molto più realistici di streghe e draghi: stress cronico per Biancaneve, isolamento sociale per Jasmine, rischi infettivi per Belle, problemi respiratori per Cenerentola, conseguenze fisiche per i voli pindarici di Pocahontas o per il sonno interminabile di Aurora. Persino Rapunzel, con la sua iconica capigliatura, potrebbe soffrire di disturbi legati alla trazione dei capelli. Una lettura ironica, certo, ma che ci ricorda quanto questi personaggi, pur immersi nella fiaba, parlino anche di fragilità umane e di resilienza.

Ed è forse proprio questo il segreto dell’eterno fascino delle Principesse Disney. Non sono mai rimaste uguali a se stesse: hanno attraversato epoche, tecnologie e sensibilità diverse, riflettendo i cambiamenti della società e dell’industria dell’intrattenimento. Da Biancaneve a Vaiana, seguire il loro percorso significa compiere un viaggio attraverso la storia dell’animazione, scoprendo come ogni innovazione tecnica abbia trovato un volto, una voce e una storia in grado di restare impressa nell’immaginario collettivo.

Ora la parola passa a voi. Quale principessa sentite più vicina? Quella che vi ha fatto sognare da bambini o quella che vi rappresenta di più oggi? Raccontiamocelo nei commenti, perché le fiabe, come ogni grande storia nerd che si rispetti, vivono davvero solo quando vengono condivise.

La Bella e la Bestia: il film d’amore e magia che non ha età

Il 22 novembre del 1991, i cinema americani ospitarono l’arrivo di uno dei capolavori più iconici della storia dell’animazione: La Bella e la Bestia (Beauty and the Beast). Diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise, il film rappresenta il terzo capitolo del Rinascimento Disney ed è stato il primo film d’animazione nella storia a ricevere una nomination agli Oscar come miglior film. Un traguardo straordinario che ne sottolinea l’impatto culturale e artistico, consolidando la sua posizione come un’opera senza tempo.

Basato sulla celebre fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, il film racconta la storia di Belle, una giovane e brillante ragazza che, per salvare suo padre, finisce intrappolata nel castello di una misteriosa Bestia maledetta. La magia della trama si mescola con elementi romantici e musicali, creando un perfetto equilibrio tra fantasia e emozione. L’ispirazione per questo film non proviene solo dalla fiaba del 1795, ma anche dal celebre film del 1946 diretto da Jean Cocteau, che introduceva concetti come i servitori trasformati in oggetti e il rivale della Bestia, Avenant (diventato Gaston nell’adattamento Disney). In realtà, Walt Disney aveva avuto in mente il progetto fin dagli anni ’30 e ’40, ma fu solo dopo il successo del film di Cocteau che il progetto riprese vita.

La bellezza del film risiede non solo nella trama affascinante, ma anche nell’incantevole stile visivo. L’animazione, realizzata con tecnica tradizionale, riesce a trasportare lo spettatore in un mondo magico e vivido. Ogni dettaglio, dal design degli abiti di Belle alla magnificenza del castello della Bestia, è stato curato nei minimi particolari, creando un’esperienza visiva senza pari. Il castello stesso si ispira al maestoso Chateau of Chambord nella Loira francese, mentre la libreria all’interno del castello riprende le forme della sala ovale della Biblioteca Nazionale di Francia.

Non si può parlare di La Bella e la Bestia senza menzionare la colonna sonora che ha fatto storia. Le indimenticabili canzoni, composte da Alan Menken e scritte da Howard Ashman, sono ancora oggi un caposaldo del repertorio Disney. Brani come “Belle”, “Be Our Guest” e la romantica “Tale As Old As Time hanno non solo reso il film memorabile, ma hanno anche fatto sì che le emozioni dei personaggi trovassero una voce potente e commovente. La musica è parte integrante del racconto, arricchendo l’esperienza emotiva e coinvolgendo il pubblico in un viaggio che va oltre la semplice animazione.

Ma ciò che rende La Bella e la Bestia davvero speciale è il suo messaggio universale sull’amore, l’accettazione e la bellezza interiore. La storia racconta che la vera bellezza non risiede nell’aspetto esteriore, ma nel cuore di ogni individuo. L’amore che nasce tra Belle e la Bestia è un percorso di trasformazione, un inno alla speranza e alla possibilità di superare le proprie paure e insicurezze. In questo senso, il film non è solo una fiaba, ma una lezione che continua a risuonare anche oggi, nel nostro mondo moderno.

Dietro le quinte, La Bella e la Bestia è stato anche un pionieristico esperimento tecnico. Con ben 1295 sfondi dipinti e 120.000 disegni, è stato il primo film d’animazione Disney a combinare animazioni tradizionali con l’emergente tecnologia della computer grafica, soprattutto nella celebre scena del ballo nel grande salone. Questa innovazione tecnica ha permesso di rendere la scena ancora più epica e memorabile. Inoltre, lo stile visivo di Belle è stato ispirato alla Dorothy di Judy Garland in Il Mago di Oz, mentre il suo celebre abito giallo richiama quello di Audrey Hepburn in Vacanze Romane. La stessa Belle, con i suoi circa 20 anni, rappresenta la principessa Disney più “adulta”, un dettaglio che la rende ancora più affascinante e autentica.

Nel film, la Bestia non è solo una figura minacciosa: il suo aspetto è il risultato di un mix di caratteristiche di vari animali, tra cui bufalo, cinghiale, leone, lupo, gorilla e orso, conferendo al personaggio una natura selvaggia e tormentata. Anche i personaggi secondari, come Lumière e Tockins, sono ispirati a icone del cinema, con Lumière che ricorda Maurice Chevalier e Tockins che evoca la figura di Napoleone Bonaparte.

La Bella e la Bestia è, dunque, un film che non ha età. Le sue splendide animazioni, la musica indimenticabile e il messaggio universale continuano a toccare il cuore del pubblico, indipendentemente dall’età. Nel 1992, il film ha ricevuto l’Oscar per la Miglior Canzone Originale e la Miglior Colonna Sonora, e sebbene non abbia vinto l’Oscar per il Miglior Film (un premio andato a Il Silenzio degli Innocenti), è stato il primo film d’animazione a raggiungere questa storica nomination. E non finisce qui: nel 1994, La Bella e la Bestia è diventato un musical di Broadway, diventando così la prima fiaba Disney ad avere tale onore.

Questo film è, senza dubbio, uno dei più grandi successi della Disney, capace di incantare e ispirare generazioni di spettatori, insegnando loro che l’amore vero non guarda all’apparenza, ma alla profondità dell’animo.

I Classici Disney: le emozioni profonde e i Messaggi di Speranza che hanno segnato le generazioni

I lungometraggi classici Disney hanno avuto un impatto profondo sulle generazioni, in particolare sui Millennials, che sono cresciuti con questi film negli anni ’90 e nei primi 2000. Questi capolavori non solo hanno intrattenuto, ma hanno anche trasmesso messaggi di valore universale, affrontando temi complessi e offrendo strumenti emotivi per affrontare le sfide della vita. Sono stati veri e propri punti di riferimento per molti di noi, che li abbiamo visti e rivisti, sempre pronti a emozionarci o a farci riflettere.

Un esempio che rimarrà per sempre nel nostro cuore è Il Re Leone, uscito nel 1994. A trent’anni dalla sua prima proiezione, il ruggito di Simba echeggia ancora nelle nostre menti. Ma se parliamo di emozioni forti, non possiamo dimenticare quella scena devastante in cui Mufasa, il padre di Simba, muore. La sua morte segna un momento cruciale, non solo per il giovane leone, ma per tutti noi che lo guardiamo crescere e affrontare il dolore. Il tradimento, il lutto, e la forza di andare avanti sono temi trattati con una profondità che pochi film d’animazione sono riusciti a eguagliare. Il Re Leone ha insegnato a molti di noi come affrontare la perdita, come reagire alle difficoltà e come, nonostante tutto, “la vita continua”.

Ma Il Re Leone non è l’unico film che ci ha fatto riflettere sulla vita e sulla morte. Pensiamo a Dumbo, il piccolo elefante dalle orecchie troppo grandi. La sua solitudine e l’isolamento sono emblemi di come l’essere diversi possa portare a sofferenza, ma anche di come un’amicizia sincera – come quella con il topolino Timoteo – possa darci la forza di superare le nostre paure e di volare alto. Una scena particolarmente dolorosa è quella in cui la madre di Dumbo viene rinchiusa in una gabbia, separata dal suo piccolo, una scena che colpisce dritto al cuore, ma che alla fine trova una via di speranza.

E che dire di Bambi? Quella sequenza, che molti di noi ricordano con un nodo alla gola, in cui la madre del piccolo cerbiatto viene uccisa da un cacciatore, è una delle prime esperienze di perdita che molti bambini si trovano a dover affrontare. Il dolore di Bambi, costretto a crescere da solo in una foresta pericolosa, è un’immagine di resilienza che, pur nella sua crudezza, ci insegna che la vita va avanti, e che la sofferenza è parte della nostra esistenza.

Anche Biancaneve ci introduce a concetti di oscurità e malvagità, con la figura inquietante della regina Grimilde, ossessionata dalla bellezza e disposta a tutto, persino a uccidere, pur di essere la più bella del regno. La sua trasformazione in una vecchia strega è un elemento che non manca di turbare, ma che ci mette anche faccia a faccia con il concetto di bene e male.

Se parliamo di emarginazione e ricerca di amore, Il Gobbo di Notre Dame ci porta a riflettere sulla solitudine di Quasimodo, deriso e isolato, ma con un cuore grande, capace di amare. La scena in cui viene preso in giro nella piazza è un duro colpo per l’autostima del personaggio, ma è anche un insegnamento sul valore dell’accettazione e dell’amore incondizionato.

La Disney, però, non ha solo trattato temi di dolore e perdita, ma ha anche infuso nei suoi film messaggi di speranza e coraggio. La Sirenetta, Cenerentola e La Bella e la Bestia ci mostrano protagonisti che affrontano enormi difficoltà, ma che grazie alla loro determinazione, al loro cuore puro, e alla loro perseveranza, riescono a superare ogni ostacolo e a trovare il loro lieto fine. In La Bella e la Bestia, ad esempio, la paura dell’ignoto e del pregiudizio si trasforma in un potente messaggio d’amore e accettazione, in cui Belle insegna che il vero cambiamento viene dall’interno.

Non possiamo dimenticare Mulan, che ha dato un esempio di empowerment straordinario, raccontando la storia di una giovane donna che si fa strada in un mondo dominato dagli uomini. Mulan ha dimostrato a milioni di spettatori che, nonostante le difficoltà sociali, si può superare ogni ostacolo con forza, coraggio e intelligenza.

In conclusione, i classici Disney non sono solo intrattenimento. Sono storie che intrecciano la magia della fantasia con temi profondi, come il lutto, la crescita, la speranza e l’amore. Per noi Millennials, questi film non sono stati solo una fuga dalla realtà, ma anche una guida emotiva che ci ha accompagnati nella crescita, insegnandoci che, anche nei momenti più difficili, c’è sempre una possibilità di cambiamento e di speranza. E mentre nuove generazioni scoprono questi capolavori, l’eredità di questi film continua a vivere, a incantare e a insegnare, come solo la magia Disney sa fare.

E se la fiaba de “La Bella e la Bestia” fosse realmente accaduta in Italia?

“La Bella e la Bestia” è una celebre fiaba europea, conosciuta in molteplici varianti. Le sue origini potrebbero risalire a una storia di Apuleio contenuta ne “L’asino d’oro”, anche noto come “Le metamorfosi”, intitolata “Amore e Psiche”. La prima versione edita della fiaba fu pubblicata nel 1740 da Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve in “La jeune américaine, et les contes marins”. Tuttavia, altre fonti attribuiscono la prima ricreazione del racconto a Giovanni Francesco Straparola nel 1550.

Una delle teorie più affascinanti è che la storia possa essere ispirata a una vicenda reale accaduta sulle sponde del lago di Bolsena, in provincia di Viterbo. Qui, nel Cinquecento, viveva un uomo chiamato Pedro Gonzales, noto anche come Petrus Gonsalvus, affetto da ipertricosi, una rara malattia che causa una crescita abnorme di peli su tutto il corpo, viso compreso. All’epoca, le persone con questa condizione erano considerate selvagge, poiché la pelosità era vista come un tratto distintivo dei “selvaggi” di cui favoleggiava l’Ariosto nell'”Orlando Furioso”.

Pedro Gonzales arrivò in Europa in circostanze straordinarie. Fu catturato a Tenerife, parte dell’etnia dei Guanci, l’ultima a piegarsi alla colonizzazione spagnola delle Canarie. Portato in dono al matrimonio del re di Francia Enrico II con Caterina dei Medici, Pedro fu presentato alla corte di Francia, dove il re decise di educarlo come un cortigiano. In poco tempo, Pedro divenne colto, educato e sensibile, sfidando le aspettative di coloro che lo vedevano solo come una curiosità esotica.

Caterina de’ Medici, con l’intento di generare una dinastia di “selvaggi” al servizio del re di Francia, decise di trovare una moglie per Pedro. Scelse una donna bella e robusta, sperando di vedere la caratteristica pelosità trasmessa ai figli. Tuttavia, solo il terzo e il quarto dei loro figli ereditarono l’aspetto del padre. La famiglia Gonzales divenne presto famosa in tutta Europa, con quadri che ritraevano Pedro e i suoi figli pelosi, alimentando la leggenda che avrebbe ispirato “La Bella e la Bestia”.

Con il declino della dinastia Valois, Pedro e la sua famiglia furono ceduti dalla corona francese ai principi di Parma. Ranuccio Farnese, che governava Capodimonte presso il lago di Bolsena, riconobbe a Pedro il rango di gentiluomo, richiedendo in cambio occasionali esibizioni pubbliche. Così, la famiglia Gonzales trovò una nuova dimora in Italia, dove la loro storia continuò a suscitare curiosità e meraviglia.

Questa immortale fiaba ha continuato a vivere anche nel cinema e nella cultura popolare. Nel 1991, la Disney produsse una versione animata di “La Bella e la Bestia“, diretta da Kirk Wise e Gary Trousdale, con sceneggiatura di Linda Woolverton e musiche di Alan Menken e Howard Ashman. Il film vinse numerosi premi, tra cui l’Oscar per la migliore canzone originale e la migliore colonna sonora, ed è considerato uno dei più grandi classici Disney. La versione Disney introduce diversi cambiamenti rispetto alla storia originale. Ad esempio, i servitori del castello appaiono sotto forma di oggetti personificati, a causa di una maledizione che colpisce anche loro. Belle, il cui padre Maurice è un inventore, ha un solo pretendente, Gaston, che rappresenta l’archetipo dell’uomo arrogante e presuntuoso. La storia culmina con la redenzione della Bestia, grazie all’amore disinteressato di Belle. “La Bella e la Bestia” ha avuto un impatto duraturo, con sequel e adattamenti che continuano a reinventare la fiaba. Tra il 1997 e il 1998, furono prodotti due sequel direct-to-video: “La Bella e la Bestia – Un magico Natale” e “Il mondo incantato di Belle”. Nel 2017, un remake live-action diretto da Bill Condon e interpretato da Emma Watson e Dan Stevens ha riportato la fiaba sul grande schermo, confermando ancora una volta il suo fascino intramontabile.

Fonte:  Roberto Zapperi nel libro ‘L’ incredibile storia di Pedro Gonzales e dei suoi figli’.

Ibisco. Il ristorante Fiabesco ai Castelli Romani dove ogni Cena è una Magia

A pochi passi da Roma, immerso in un angolo incantevole di verde rigoglioso, si trova un ristorante che trasforma ogni cena in una favola: Ibisco. Situato a Rocca Priora, nel cuore dei Castelli Romani, in via Carpinello 47, questo raffinato locale è incastonato in un suggestivo canneto di bambù, che conferisce al luogo un’atmosfera quasi fiabesca, capace di trasportare i suoi ospiti in un mondo lontano dal frastuono della vita quotidiana.

Ibisco è il frutto dell’estro creativo della chef Luna Tramentozzi, un nome che molti hanno già imparato a conoscere grazie alla sua partecipazione al programma televisivo “Migliore Chef d’Italia”. Ma Ibisco non è solo un ristorante: è un viaggio gastronomico che narra una storia, e ogni piatto è una tappa di questo racconto culinario. Attualmente, il menù degustazione del ristorante è ispirato alla celebre favola Disney de “La Bella e la Bestia“, un film che ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell’animazione. Questa scelta tematica non è casuale. “La Bella e la Bestia“, con il suo mix di romanticismo e magia, si sposa perfettamente con l’esperienza che Ibisco desidera offrire. Il menù degustazione si apre con un aperitivo di benvenuto accompagnato da un calice di Rosè, seguito da una serie di portate che includono entrée, due antipasti, primo, secondo, predessert, dessert e una selezione di piccola pasticceria. Ogni piatto è un omaggio alla fiaba, reinterpretato attraverso la creatività e la maestria dello chef.

Il film “La Bella e la Bestia“, diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise e prodotto da Walt Disney Feature Animation, è un classico del 1991 che ha affascinato generazioni con la sua narrazione e la sua colonna sonora. Questo film non solo ha avuto un enorme successo commerciale, incassando 331 milioni di dollari a fronte di un budget di 25 milioni, ma ha anche ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui sei nomination agli Oscar e tre Golden Globe. La musica di Alan Menken e i testi di Howard Ashman hanno contribuito a rendere il film indimenticabile, e la celebre canzone “La Bella e la Bestia”, cantata da Céline Dion e Peabo Bryson, è solo uno dei tanti elementi che hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo.

Ma tornando a Ibisco, l’esperienza culinaria che il ristorante propone è molto più di una semplice cena: è un’immersione sensoriale che invita a scoprire e apprezzare i sapori in armonia con la natura circostante. Situato in un piccolo angolo verde denominato “il sentiero dello chef” all’interno del parco del ristorante Piccolo Paradiso, Ibisco offre un’esperienza lenta e rigenerativa. Qui, lontani dal caos e dalla banalità quotidiana, gli ospiti possono lasciarsi coccolare da una cucina che celebra la stagionalità e la freschezza, con un menù che cambia regolarmente per riflettere i ritmi della stagione.

Il nome “Ibisco” non è scelto a caso. Riferendosi al fiore che simboleggiava felicità, dovere, unità, pace e purezza, il ristorante si propone come un mix armonico di meraviglia e gusto. Ogni piatto è curato nei minimi dettagli per esaltare i sapori e accendere i sensi, offrendo un’esperienza gastronomica che è tanto un piacere per il palato quanto un balsamo per l’anima. In definitiva, una visita a Ibisco rappresenta molto più di una semplice cena fuori; è un’opportunità per vivere una fiaba in prima persona, immersi in una natura lussureggiante e accompagnati da un menù che racconta storie attraverso i sapori. Che si tratti di una serata romantica o di una celebrazione speciale, questo angolo di paradiso ai Castelli Romani promette un’esperienza indimenticabile, da vivere e ricordare.

Il Magico ristorante italiano ispirato a “La Bella e la Bestia”

Tra le pittoresche colline del Connecticut, a soli 80 miglia a nord-ovest di New York, c’è un luogo dove i sogni diventano realtà per gli amanti dei classici della Disney. Cava Restaurant non è solo un ristorante: è un’esperienza incantata, un rifugio magico ispirato alla leggendaria storia di “La Bella e la Bestia”.

Immagina di varcare la soglia di un castello incantato, dove ogni dettaglio, dalle sale adornate con sontuosi candelabri e tende di velluto, agli affreschi che raffigurano scene iconiche del film, ti trasporta in un mondo di pura fantasia. Ogni tavolo di legno massiccio e ogni sedia imbottita è stato scelto con cura per ricreare l’atmosfera magica che solo i film Disney sanno regalare.

Ma Cava Restaurant non è solo uno scrigno di meraviglie visive: è anche un tempio della cucina italiana di alta qualità. Il menu, pensato per deliziare i palati più esigenti, celebra la tradizione culinaria italiana con un tocco di innovazione. Gli ingredienti freschi e di stagione, provenienti da fornitori locali e italiani, sono sapientemente combinati per creare piatti unici e indimenticabili.

Il servizio non è da meno: il personale, vestito con eleganti abiti d’epoca, ti accoglie con il sorriso e la cortesia di chi sa trasformare ogni visita in un’esperienza da favola. Per rendere ancora più speciale il tuo momento, Cava offre anche sale private ideali per cene romantiche o per festeggiare occasioni speciali, immergendoti completamente nel mondo incantato di “La Bella e la Bestia”.

Se desideri vivere un’avventura gastronomica e fiabesca che ti riporti ai ricordi più dolci dell’infanzia, Cava Restaurant è il luogo perfetto dove realizzare i tuoi sogni. Prepara il tuo cuore per un’esperienza che va oltre il semplice pasto: è un viaggio nel tempo e nello spazio, dove la magia della Disney si fonde con la passione per la buona cucina e l’ospitalità impeccabile.

“La Bella e la Bestia” alla Palazzina di Caccia di Stupinigi: un’atmosfera magica ed emozionante

Siete pronti a vivere un’esperienza indimenticabile? Allora segnatevi questa data: il prossimo 6 gennaio alla Palazzina di Caccia di Stupinigi si terrà uno spettacolo straordinario ispirato al celebre film Disney “La Bella e la Bestia“. Due rappresentazioni, alle 15.30 e alle 17, nel suggestivo Salone d’Onore della Palazzina, porteranno in vita gli indimenticabili personaggi della fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont.

In un’incantevole messa in scena curata da Nobiltà Sabauda, gli spettatori avranno l’opportunità di rivivere il famoso ballo de “La Bella e la Bestia in un luogo che ha ospitato le grandi feste da ballo e i ricevimenti di nozze della casa Savoia. La regalità della Palazzina di Caccia di Stupinigi, con la sua maestosità barocca e il suo fascino senza tempo, si unirà alla magia del musical, dando vita ad uno spettacolo unico nel suo genere.

Questo evento offre la possibilità di fare un viaggio nel tempo e di immergersi nelle emozioni di un’epoca passata, in cui la bellezza e la magia regnavano sovrane. L’ingresso allo spettacolo è compreso nel prezzo del biglietto, quindi non avete scuse per mancare a questo appuntamento magico.

L’ingresso allo spettacolo è compreso nel prezzo del bigliettoInfo e prenotazioni: 011 6200634 stupinigi@info.ordinemauriziano.it. Senza la prenotazione non si garantisce la possibilità di assistere allo spettacolo seduti

La bella e la bestia (1946): un capolavoro Gotico di Jean Cocteau

Nel 1946, un mondo ancora stremato dal secondo conflitto mondiale, Jean Cocteau portava sul grande schermo una delle fiabe più amate e trasposte nella storia del cinema: La Bella e la Bestia (La Belle et la Bête). L’opera, presentata alla prima edizione del Festival di Cannes, non solo si distinse come un’intramontabile riflessione sull’amore e l’identità, ma gettò le basi per il cinema fantastico francese, affermandosi come una delle pietre miliari della settima arte. Basato sull’omonima fiaba europea, il film di Cocteau trasforma la semplice narrazione in una densa allegoria visiva e filosofica, esplorando i concetti di bellezza, bestialità e redenzione. L’atmosfera gotica e surreale del castello della Bestia, ricco di suppellettili animati e architetture espressioniste, conferisce al film un’aura onirica e spettrale che lo distingue nettamente dalle versioni più recenti e commerciali della stessa storia, come quella celeberrima della Disney del 1991.

Il castello, con i suoi corridoi infiniti e le sue stanze cariche di mistero, diventa quasi un personaggio a sé stante, un luogo dove la magia e l’oscurità si fondono in un gioco di luci e ombre che riflette perfettamente i tormenti interiori della Bestia e il progressivo affetto di Belle. È un mondo dove ogni dettaglio – dalle candele che si accendono al passaggio, fino agli specchi che rivelano i pensieri più intimi – sussurra l’inquietudine e la malinconia che avvolgono il destino dei protagonisti.

La trama si sviluppa in un delicato equilibrio tra il dramma e il fiabesco. In una Francia settecentesca, una famiglia caduta in disgrazia lotta contro la povertà e le ambizioni frustrate. Il padre, interpretato con intensità da Marcel André, è un uomo distrutto dalle difficoltà economiche, circondato da figlie egoiste e ingrate, tranne Belle (Josette Day), l’unica veramente preoccupata per il benessere della famiglia. Il suo sacrificio volontario per salvare la vita del padre, scegliendo di andare incontro al temibile Mostro, segna l’inizio di una serie di eventi che metteranno alla prova la sua forza d’animo e la sua capacità di vedere oltre le apparenze.

Jean Marais, che incarna sia la Bestia che il Principe (e anche il vanitoso Avenant, nella versione originale), offre una performance straordinaria, resa ancor più complessa dalle cinque ore di trucco quotidiane necessarie per trasformarlo nell’orribile creatura. La Bestia di Marais è un essere tormentato, diviso tra l’umanità che desidera riconquistare e la bestialità che è costretto a manifestare. Ogni suo sguardo, ogni movimento è carico di sofferenza e desiderio, un’interpretazione che ha affascinato il pubblico e fatto esclamare a Greta Garbo, davanti alla scena finale della trasformazione, “Ridatemi la Bestia!”, come testimonianza dell’impatto emotivo del personaggio.

Cocteau, con l’aiuto non accreditato di René Clément durante le riprese a causa di una grave forma di psoriasi che lo costrinse a lasciare temporaneamente il set, gioca con gli effetti speciali in modo ingegnoso e poetico. Scene come quella in cui le candele si accendono da sole o quella del volo finale dei protagonisti sono ottenute con semplici trucchi ottici, come girare la pellicola al contrario. Questi espedienti tecnici, lungi dall’apparire ingenui, contribuiscono a creare un senso di meraviglia e sospensione, accentuando la natura illusoria del cinema di cui Cocteau era maestro.

Il regista non si limita a raccontare una storia d’amore, ma esplora il tema della metamorfosi come viaggio verso la comprensione di sé e dell’altro. La Bestia, nella sua brama di umanità, incarna la lotta tra due nature inconciliabili, quella animalesca e quella razionale. Belle, con la sua purezza e il suo coraggio, non solo vede oltre l’apparenza mostruosa, ma diventa veicolo di redenzione, dimostrando che la vera bellezza risiede nella capacità di amare.

La versione italiana del film, come spesso accade con le fiabe, ha subito alcune modifiche nei nomi dei personaggi a seconda delle edizioni. Nella prima versione del 1947, Avenant, che letteralmente significa “avvenente”, è diventato “Splendore”, mentre nel ridoppiaggio ha assunto il nome più ordinario di Armando. Queste differenze sottolineano come ogni adattamento sia il risultato di una rilettura culturale che può alterare, seppur lievemente, la percezione dell’opera originale.

La Belle et la Bête è un film che va ben oltre il semplice racconto fiabesco: è una riflessione sul potere dell’immaginazione e sulla fragilità dell’essere umano. Cocteau invita il pubblico a guardare oltre il velo delle apparenze, a lasciarsi trasportare in un mondo dove la poesia visiva e il sentimento si fondono in un’unica, affascinante visione. Una visione che, a distanza di oltre settant’anni, continua a incantare e a far riflettere sulla vera natura dell’amore e della bellezza.

Fiabe Immortali di Paolo Barbieri

Raperonzolo, La Sirenetta, Cenerentola, La Bella e la Bestia, Cappuccetto Rosso, Biancaneve e i sette Nani… Sono solo alcune delle Fiabe che Paolo Barbieri ha illustrato in Fiabe Immortali.  La prefazione del volume è firmata da Luca Crovi, mentre la postfazione è a cura dello stesso autre.

L’origine di alcune favole si perde nella notte dei Tempi. Fiabe antiche o, come le abbiamo chiamate qui, Fiabe Immortali che al pari di viandanti senza tempo attraversano interi secoli e millenni, mantenendo inalterato il proprio fascino, dal nostro cuore fino alle stelle. I testi delle fiabe dei fratelli Grimm sono stati tradotti da Antonio Gramsci, quelli delle fiabe di Charles Perrault da Carlo Collodi, quelli delle fiabe di Hans Christian Andersen da Maria Pezzé-Pascolato, i testi di Esopo da Luca Crovi, “La Regina delle Nevi” è stata tradotta da Paolo Barbieri e Luca Crovi.

Il doppio manga de “La Bella e la Bestia”

La Bella e la Bestia – Complete Edition, a cura di Mallory Reaves e Studio Dice, è l’adattamento a fumetti di uno dei classici Disney più amati: da oggi, i  pensieri di Belle e quelli della Bestia in un volume unico nel formato flipbook. È la più incantevole storia d’amore mai raccontata, uno dei classici Disney più amati. Dal film live action, La Bella e la Bestia torna con l’emozionante racconto di un grande amore visto per la prima volta attraverso gli occhi dei protagonisti. È disponibile in fumetteria, libreria e online La Bella e la Bestia – Complete Edition (Disney Planet – Panini Comics) l’edizione integrale in un unico volume del manga sceneggiato da Mallory Reaves e disegnato da Studio Dice.

Il volume si presenta come uno speciale flipbook che da un lato mostra i pensieri più intimi della dolce Belle, prigioniera in un castello abitato da oggetti incantati con cui inizia a fare amicizia, e dall’altro, capovolto il volume, quelli del suo carceriere, la Bestia, impegnato in una tormentata battaglia per sconfiggere la maledizione di cui è vittima e tornare ad essere un principe dall’animo nobile, imparando ad amare.

La Bella e la Bestia – Complete Edition è un manga da collezione, un inno fantastico al sentimento più grande, l’unico in grado di superare le apparenze e spezzare un crudele sortilegio.

La Bella e la Bestia (live Action)

Rivisitazione in chiave live action del classico d’animazione del 1991, il film racconta il fantastico viaggio di Belle, giovane donna brillante, bellissima e dallo spirito indipendente che viene fatta prigioniera dalla Bestia e costretta a vivere nel suo castello. Nonostante le proprie paure, Belle fa amicizia con la servitù incantata e impara a guardare oltre le orrende apparenze della Bestia scoprendo l’anima gentile del Principe che si cela dentro di lui.

 

La Bella e la Bestia celebra uno dei racconti più amati e immortali di sempre, che dalla sua origine nella Francia del XVIII secolo commuove i lettori di tutto il mondo. Oggi, grazie alla maestria e all’immaginazione del regista Bill Condon e di un incredibile team creativo, la classica fiaba “La Bella e la Bestia” conquista il pubblico di ogni età ancora una volta con una storia ricca di avventura, passione e romanticismo e il potente messaggio secondo cui la vera bellezza si trova dentro di noi. Lo stesso Bill Condon ha dichiarato:

“È davvero un onore poter creare un film che renda omaggio all’originale e che al tempo stesso ne offra una versione modernizzata… Ma è anche un compito piuttosto arduo…  Si tratta di una storia che negli anni ha preso molte forme ed è stata raccontata in molteplici lingue diverse: avere l’opportunità di lavorare con tecnologie all’avanguardia e un cast così meraviglioso è davvero una benedizione. Spero che, trattandosi di un film così amato, saremo in grado di dare delle risposte a domande che i fan non sapevano nemmeno di avere su Belle e sulla Bestia, e su come sono diventati le persone che sono”.
 
Il film è scritto da Evan Spiliotopoulos, Stephen Chbosky e Bill Condon e prodotto dai candidati all’Oscar David Hoberman e Todd Lieberman per Mandeville Films, mentre il vincitore dell’Emmyù Jeffrey Silver, Thomas Schumacher e il candidato all’Oscar Don Hahn sono i produttori esecutivi.
 
Più di 1000 persone hanno lavorato 24 ore su 24 per costruire e decorare gli imponenti set, regalando al film un’incredibile quantità di opere artigianali. La production designer candidata a quattro premi Oscar Sarah Greenwood era alla ricerca di uno stile europeo senza tempo, nella tradizione delle grandi epopee romantiche hollywoodiane. Gli scenografi hanno trascorso diversi mesi a studiare l’architettura e il design d’interni del XVIII secolo per creare il castello del Principe/Bestia. Alla fine hanno utilizzato una combinazione di vari stili architettonici, ispirandosi principalmente al Rococò francese, uno stile utilizzato prevalentemente in Francia nella prima metà del 1700. Il design del pavimento dell’iconica sala da ballo è invece ispirato a un motivo presente sul soffitto dell’abbazia benedettina di Braunau, in Germania. L’ala ovest, nella quale la Bestia si ritira spesso, è l’epicentro dell’incantesimo e il suo design rispecchia il Barocco Italiano, che ha un aspetto più sinistro e oscuro, mentre il design della biblioteca del castello è basato su quello di una celebre biblioteca che si trova in Portogallo.
 
 

Il cast del film vede Emma Watson nel ruolo di Belle, Dan Stevens nel ruolo della Bestia, Luke Evans nei panni dell’affascinante ma superficiale Gaston, che fa la corte a Belle, Kevin Kline nelle vesti di Maurice, il padre di Belle, e Josh Gad nei panni di Le Tont, il piagnucoloso tirapiedi di Gaston. Inoltre Ewan McGregor interpreta il candelabro Lumière, Stanley Tucci è il Maestro Cadenza, un clavicembalo, Audra McDonald interpreta Madame Guardaroba, Gugu Mbatha-Raw è lo spolverino Plumette, Hattie Morahan è la maga Agata, Nathan Mack è la tazzina Chicco, Ian McKellen è l’orologio Tockins e Emma Thompson interpreta la teiera Mrs. Bric.

La protagonista Emma Watson racconta:

“Ho lavorato in molti lungometraggi caratterizzati da scenografie incredibilmente dettagliate e meravigliose, ma questa volta si è trattato di vivere un’esperienza davvero speciale poiché i filmmaker hanno preso una storia estremamente conosciuta e amata e sono riusciti a mantenerne intatta l’essenza, riuscendo al contempo a renderla più profonda e stratificata. Tutti sapevano che c’erano ancora molte cose da esplorare in questa storia e grazie alle moderne tecnologie e a strumenti narrativi che prima non esistevano ci siamo riusciti”.

Le star internazionali Celine Dion, Ariana Grande, John Legend e Josh Groban interpretano alcuni brani della colonna sonora scritta dal pluripremiato compositore Alan Menken, che include nuove registrazioni delle canzoni originali composte insieme a Howard Ashman e tre nuovi brani scritti dallo stesso Menken insieme all’esperto paroliere vincitore di tre premi Oscar Tim Rice. 

Mercoledì 8 marzo 2017,  La Bella e la Bestia è stato presentato in anteprima nazionale nell’elegante cornice di Palazzo Serbelloni a Milano alla presenza di numerose celebrità dal mondo dello spettacolo, della musica e dello sport. Ospite speciale della serata è stata la celebre attrice Vittoria Puccini che, conosciuta e apprezzata sia dal pubblico televisivo sia da quello cinematografico, è la voce narrante della maga Agata nella versione italiana del film.

La Bella e la Bestia è stato il film più visto nel primo trimestre del 2017. Diretto da Bill Condon e interpretato da un cast stellare, La Bella e la Bestia è arrivato nei nostri cinema il 16 marzo 2017 e ha conquistato immediatamente il pubblico con un opening di 7.2 milioni di Euro mettendo a segno, già nel primo week-end di programmazione, una serie di record nel nostro Paese: miglior opening 2017, secondo miglior opening (giovedì-domenica) di sempre nel mese di marzo e miglior opening week-end di sempre per un lungometraggio Disney uscito di giovedì.

L’Amministratore Delegato di The Walt Disney Company Italia Daniel Frigo ha commentato
 
“Siamo assolutamente entusiasti di questo grande successo: gli ottimi risultati raggiunti, in così poco tempo, ci confermano che il pubblico italiano ha ancora tanta voglia di continuare a sognare e di appassionarsi alle nostre storie. La Bella e la Bestia è un film che concilia i gusti di diverse generazioni e che riconferma la forza del mondo delle Principesse Disney”.
 
 

 

 

Un the con la Bella e la Bestia

Bene, tutto il mondo degli appassionati dei Classici Disney, e non solo, sta aspettando l’uscita del film live action de “La Bella e la Bestia” … per ingannare l’attesa, cari innamorati cronici, perché non concedersi una buona tazza di the? Aspettando l’uscita italiana il prossimo 16 Marzo sarebbe un’ottima idea volare a Londra e vivere “sul serio” l’esperienza dell’accoglienza di tazze e teiere parlanti, coccolati come in una fiaba.

Presso il The Town House al Kensington Hotel il classico Disney è estremamente reale: dal prossimo 13 febbraio, per San Valentino, fino al  30 Novembre (inizialmente fino a Giugno ma prorogato per troppe prenotazioni!), tutta la sala sarà tematizzata come il classico Disney: il title di questa iniziativa è “Tale As old As Time“, concept che ovviamente si riflette nel ricco menu messo a disposizione degli ospiti dalla sala. “Ti sorprenderà, come il Sole ad Est…” questo è ciò che vi aspetta presso la Town House sorseggiando ottimo The inglese e mangiando dolci ispirati alla pellicola.  l menù dedicato al classico tè del pomeriggio inglese che metterà a disposizione The Town House. Qui gli ospiti verranno accolti in un’atmosfera che li porterà via come la marea, grazie ad un servizio da Tè ispirato a La Bella e la Bestia. Un sogno da vivere per “sole” 35 Sterline (45 con un bicchiere di champagne)!