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I libri più venduti del 2025: Dan Brown, Dicker e la boss fight finale dell’editoria italiana

Dicembre, per chi ama i libri quanto ama le schermate di fine run dei videogiochi, equivale a quel momento sacro in cui si apre il menu delle statistiche, si riguardano le ore investite, le scelte fatte e soprattutto si osserva chi ha davvero dominato la partita. Il 2025 dell’editoria italiana, visto dalla prospettiva nerd di chi vive tra scaffali, ISBN e chiacchiere infinite in libreria, assomiglia a una gigantesca boss fight letteraria. Una di quelle in cui i colpi sono le copie vendute, le build sono i generi narrativi e il pubblico è il vero arbitro finale. E sì, anche quest’anno il verdetto è chiaro: Dan Brown è tornato in modalità final form.

Il suo ritorno con L’ultimo segreto ha avuto il sapore del respawn leggendario. Dopo anni di silenzio narrativo, il creatore del Codice da Vinci ha rimesso piede sulla mappa con un romanzo-monstre che ha superato le duecentomila copie vendute, conquistando la vetta della classifica italiana 2025 come se fosse un livello studiato a memoria. Brown non ha cambiato formula, l’ha semplicemente potenziata: Robert Langdon torna protagonista, Praga diventa una mappa oscura e affascinante, le neuroscienze si intrecciano a simboli e misteri esistenziali, e il lettore viene trascinato in oltre ottocento pagine di lore, colpi di scena e tensione costante. In un anno affollato da titoli pesanti, il suo thriller simbolico si è preso il primo posto senza bisogno di cheat code.

Subito sotto, a dimostrazione che il mid-game può essere solido quanto l’endgame, si piazza Joël Dicker con La catastrofica visita allo zoo. Qui il colpo di genio sta nel cambiare skin senza perdere identità. Niente thriller cupo, ma una storia luminosa, raccontata attraverso lo sguardo di una bambina, capace di parlare di mistero, diversità e umanità con una leggerezza solo apparente. È il classico libro che sorprende chi pensa di sapere già cosa aspettarsi da Dicker e che conquista un pubblico trasversale, dai lettori forti a chi cerca una storia intelligente ma accessibile.

Il terzo gradino del podio racconta invece un’altra tendenza forte del 2025: il successo delle storie di rinascita e ricerca personale. Gianluca Gotto con Verrà l’alba, starai bene ha intercettato un bisogno emotivo preciso, parlando a una generazione in cerca di reset, di cambiamento e di coraggio. Il suo romanzo segue Veronica in un percorso che attraversa Occidente e Oriente, cadute e risalite, diventando per molti lettori una bussola emotiva più che una semplice storia.

Appena fuori dal podio, ma con un peso simbolico enorme, compare Papa Francesco con Spera, la prima autobiografia mai scritta da un Pontefice. Un evento editoriale globale, pubblicato in contemporanea in decine di Paesi, che ha trasformato un memoir spirituale in un autentico fenomeno di vendite. La forza del libro sta nel tono umano e accessibile, capace di parlare anche a chi non si definisce credente, puntando su temi universali come speranza, giustizia e dialogo.

Il 2025 ha premiato anche la narrativa italiana di qualità, quella che non urla ma scava. Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega, con L’anniversario ha portato in classifica un romanzo essenziale e potentissimo, che racconta il distacco dai genitori come atto di sopravvivenza emotiva. È uno di quei libri che non vivono di hype istantaneo ma di consiglio lento, di passaparola consapevole, destinati a restare sugli scaffali anche oltre la stagione.

Tra i titoli che hanno confermato la loro forza narrativa troviamo Valérie Perrin con Tatà, una saga familiare fatta di memoria, segreti e affetti, capace di trasformare una zia apparentemente marginale nel fulcro di una storia emotiva che parla a lettori di ogni età. Accanto a lei resiste l’emotional storytelling di Imogen Clark con La felicità nei giorni di pioggia, romanzo che entra in punta di piedi ma resta a lungo, raccontando lutto, legami e seconde possibilità con una delicatezza che ha conquistato un fandom internazionale.

Il 2025 non ha dimenticato la forza delle storie radicate nel territorio e nella memoria collettiva. Milena Palminteri con Come l’arancio amaro ha continuato a raccogliere consensi grazie a un romanzo ispirato a una storia vera, ambientato in Sicilia, capace di attraversare decenni di storia italiana seguendo le vite di tre donne. Un successo costruito sul lungo periodo, rafforzato anche dal Premio Bancarella.

Spazio anche al divertimento puro, quello che fa da porta d’ingresso alla lettura per i più giovani. Pera Toons con Prova a non ridere ha dimostrato ancora una volta come umorismo, enigmi e struttura da libro-gioco possano trasformarsi in un vero party game cartaceo. Un titolo che passa di mano in mano, che finisce sotto l’albero e sul banco delle librerie come scelta sicura per famiglie e ragazzi.

A completare il quadro, come un endgame boss che continua a farsi sentire anche dopo l’anno precedente, compare Ken Follett con Il cerchio dei giorni, romanzo storico ambientato nel Neolitico, tra tribù, fede e la nascita di Stonehenge. Un’ulteriore dimostrazione di come i grandi nomi, se sanno rinnovarsi, restino una garanzia assoluta.

Guardando questa classifica nel suo insieme, il 2025 racconta molto più di un semplice elenco di bestseller. Racconta un pubblico che cerca storie forti ma accessibili, che premia i grandi autori ma lascia spazio a voci capaci di intercettare bisogni emotivi precisi. Racconta una crescita della saggistica divulgativa e delle autobiografie-evento, una tenuta solida della narrativa italiana di qualità e una combo ragazzi più umorismo che continua a funzionare come build overpowered.

Per chi vive il mondo dei libri come una lunga campagna da giocare anno dopo anno, questa non è solo una classifica. È una mappa strategica. Alcuni di questi titoli non sono hit stagionali, ma long seller con HP quasi infiniti, pronti a restare in partita anche nel 2026. La vera domanda, ora, è semplice e totalmente nerd: quali nuovi boss ci aspettano nella prossima run editoriale? E soprattutto, quale libro sarà il prossimo a farci dire “ok, questo lo ricorderemo a lungo”? 🎮📚

Libri in Nizza 2025: immaginare il futuro attraverso le parole

Dal 22 al 26 ottobre, Nizza Monferrato diventerà il cuore pulsante della letteratura italiana con la quattordicesima edizione di Libri in Nizza, il festival che celebra i “libri e le idee” come strumenti di immaginazione, riflessione e cambiamento. In un mondo che corre veloce tra crisi globali e rivoluzioni tecnologiche, l’evento invita lettori e autori a fermarsi un momento per riscoprire il potere visionario della parola scritta. Il tema di quest’anno, “Immagina-azione!”, è un manifesto di speranza e partecipazione: un invito a usare la fantasia non come fuga, ma come atto politico e creativo per costruire nuovi mondi possibili.

La letteratura come bussola per il domani

Diretto da Fulvio Gatti e coordinato dal Teatro degli Acerbi, il festival torna al Foro Boario di Nizza Monferrato con un programma denso di incontri, laboratori e appuntamenti speciali. Fulvio Gatti lo definisce “un’edizione che guarda lontano, con la forza immaginifica di autori capaci di scavalcare l’orizzonte e di raccontarci il futuro attraverso la lente del fantastico”.

Tra i protagonisti spicca il nome di Ted Chiang, lo scrittore statunitense considerato una delle voci più influenti della fantascienza contemporanea. Autore di capolavori come Storie della tua vita (da cui Denis Villeneuve ha tratto il film Arrival) e della raccolta Exhalation, Chiang ha vinto quattro premi Nebula, quattro Hugo e sei Locus. È stato incluso dal New York Times tra i migliori autori del decennio e da Time Magazine tra le 100 persone più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale.

Chiang sarà il grande ospite internazionale della manifestazione, protagonista di due incontri: uno sabato 25 ottobre alle 17, moderato da Licia Troisi, e un secondo domenica 26, in dialogo con il divulgatore Andrea Vico, dedicato agli intrecci tra scienza, filosofia e narrazione.

Il futuro visto dalle colline del vino

Nizza Monferrato, con la sua cornice di colline patrimonio UNESCO, accoglierà un festival che unisce la riflessione culturale all’esperienza sensoriale del territorio. Libri in Nizza non è solo una rassegna di presentazioni, ma un laboratorio aperto dove si sperimenta la relazione tra realtà e immaginazione.
La manifestazione si apre giovedì 23 e venerdì 24 ottobre con due giornate dedicate alle scuole: grazie alla collaborazione con Book on a Tree, scrittori e illustratori incontreranno studenti e insegnanti per laboratori creativi e letture guidate. Tra gli ospiti, Francesco Morgando con Calypso – La bambina Wi-Fi (Feltrinelli) e Christian Antonini con il fantasy Arvis delle nubi. Cuore di fiamma (Giunti).

Il weekend, invece, sarà un viaggio tra generi e visioni. Si parte sabato con il saluto della Vicesindaca Ausilia Quaglia e del Sindaco Simone Nosenzo, e subito dopo con una tavola rotonda dal titolo Letteratura fantastica: dal mito alla realtà narrativamente aumentata, moderata da Carlo Francesco Conti in collaborazione con la Scuola Holden.
Al tavolo siedono nomi di rilievo come Sandrone Dazieri, Massimo Soumaré, Michele Bellone, Silvia Valisone e Sephira Riva, per un confronto che promette di attraversare mondi, dal fantasy classico alla fantascienza speculativa.

Dai manga al multiverso: la cultura pop entra in scena

Nel pomeriggio di sabato, il festival si tingerà di pop e immaginario nerd. Massimo Soumaré, traduttore e studioso di cultura giapponese, terrà un incontro sui manga come linguaggio universale, mentre Licia Troisi presenterà il terzo volume delle sue Cronache del Multiverso, Poe e il risveglio del multiverso (Rizzoli), un viaggio attraverso le dimensioni che risuona perfettamente con il tema “Immagina-Azione”.
A seguire, Rick DuFer discuterà il suo saggio Dio era morto: riscoprire il divino senza cadere nelle nuove superstizioni (Feltrinelli), un testo che riflette sulla spiritualità nel tempo dell’intelligenza artificiale.

Domenica tra scienza, narrativa e umanità

Il 26 ottobre, la giornata si apre con il convegno Robotica, educazione e inclusione, organizzato dal Laboratorio Luciano Gallino dell’Università di Torino e dal C.I.S.A. Asti Sud, a partire dal volume Welfare generativo e innovazione sociale (Franco Angeli).
Alle 15, Gian Marco Griffi presenterà Una digressione (Einaudi), mentre alle 17 tornerà sul palco Ted Chiang, per un dialogo che intreccerà fisica, filosofia e letteratura. “Le sue storie – spiega Andrea Vico – ci costringono a riconsiderare il rapporto tra tempo e consapevolezza. Leggerlo significa immaginare come potrebbe essere l’umanità tra cento anni, ma anche capire meglio chi siamo oggi.”

La giornata culminerà con Oscar Farinetti e La regola del silenzio (Bompiani), seguito dalla premiazione del concorso letterario Sotto il cielo di Nizza e dalla presentazione di La voce blu di Andrea Bosca, attore e scrittore nizzese.

Un festival aperto, libero e visionario

Tutti gli incontri di Libri in Nizza 2025 sono a ingresso gratuito, e oltre ai dibattiti, il Foro Boario ospiterà un’area dedicata a editori indipendenti, associazioni culturali e firmacopie con gli autori. Non mancheranno momenti dedicati ai più piccoli, grazie all’iniziativa Nati per Leggere x Libri in Nizza presso la Biblioteca Civica Umberto Eco, con letture per bambini dai 2 ai 9 anni curate dai volontari locali.

Il festival sarà anche un punto di incontro tra discipline, generazioni e visioni, confermandosi come un luogo dove la narrativa si intreccia con il pensiero scientifico, la cultura pop e la tecnologia. “La letteratura fantastica – afferma ancora Fulvio Gatti – è il linguaggio più rappresentativo del XXI secolo, capace di raccontare chi siamo e dove potremmo andare.”

Libri come portali per mondi possibili

Tra le colline del Monferrato, dove la storia incontra il futuro, Libri in Nizza 2025 promette di essere molto più di un festival letterario: sarà un esperimento collettivo di immaginazione. Perché, come ci insegnano i grandi autori del fantastico, ogni storia è un portale verso l’ignoto – e ogni lettore, entrando, diventa parte del mondo che aiuta a creare.

Per aggiornamenti e programma completo: facebook.com/libriinnizza

Internazionale Kids 2025: Il Fumetto Incontra i Giovani Lettori a Reggio Emilia

Dal 9 all’11 maggio, Reggio Emilia si trasforma nella “città dei bambini” grazie al ritorno di Internazionale Kids, il primo e unico festival italiano di giornalismo pensato per ragazze e ragazzi tra i 7 e i 13 anni. Promosso dall’omonimo mensile che traduce e propone ai più piccoli il meglio della stampa internazionale, l’evento si afferma ancora una volta come punto di riferimento per l’educazione critica, la curiosità intellettuale e l’approccio creativo all’informazione, offrendo un’esperienza immersiva che unisce cultura nerd, scoperta, gioco e riflessione.

Il cuore pulsante del festival non è solo la redazione di Internazionale Kids, ma anche le piazze, le biblioteche, i musei, lo stadio e ogni spazio urbano che per tre giorni diventa teatro di laboratori, incontri, performance artistiche e veri e propri viaggi intellettuali. L’obiettivo? Offrire a bambini e bambine strumenti concreti per decodificare il mondo, fare domande e confrontarsi con i grandi temi dell’attualità.

Secondo Martina Recchiuti e Alberto Emiletti, direttori artistici del festival, “Internazionale Kids a Reggio Emilia è l’occasione per incontrare giovani lettori e lettrici in tanti luoghi diversi, dando loro l’opportunità di riflettere e confrontarsi. Crediamo profondamente nel loro sguardo originale e nel potenziale delle domande che pongono”.

Una visione condivisa anche dal sindaco Marco Massari, che sottolinea come l’evento rappresenti un ponte tra la città e una rivista capace di promuovere un’educazione inclusiva e internazionale, attenta ai valori della sostenibilità, dei diritti, della creatività e dell’innovazione. Non è un caso se Internazionale Kids si inserisce con naturalezza in un calendario culturale che abbraccia anche Fotografia Europea e Reggionarra, creando un continuum generazionale che parte dai più piccoli e arriva fino alla Gen-Z.

La componente nerd e culturale del festival è vivace e trasversale. Non ci si limita a leggere o a scrivere: si impara giocando, sperimentando e discutendo. Si parte dal guerrilla gardening e si arriva all’intelligenza artificiale, passando per il Medio Oriente, l’affettività e la poesia, fino a scoprire i segreti del K-pop o i mestieri nascosti dietro i teatri e i musei. Bambini e bambine possono fare esperimenti, conoscere giornalisti e autori, confrontarsi con filosofi e velisti, scoprire storie vere raccontate da documentari, costruire pensieri a partire da fumetti e laboratori, e persino camminare scalzi su un prato artificiale nel cuore della città.

I nomi coinvolti raccontano l’ambizione e la varietà del festival: Silvia Vecchini e Sualzo, creatori del fumetto “Carlotta superflash”; la storica Vanessa Roghi; la filosofa Maura Gancitano; il navigatore oceanico Ambrogio Beccaria; il giornalista Alberto Puliafito; l’illustratore norvegese Øyvind Torseter; e la cantante e regista Margherita Vicario. Insieme alla redazione di Internazionale Kids, questi protagonisti daranno vita a dibattiti, racconti e attività che lasceranno il segno.

Non manca l’aspetto ludico, perché nel DNA nerd c’è anche la passione per il gioco come forma di apprendimento. Sfide di ping pong e biliardino, partite di scacchi e dama, giochi di logica, trottole e percorsi sensoriali rendono il festival un’esperienza multisensoriale. Un’occasione per allenare la mente e il corpo, sempre all’insegna della socializzazione e della scoperta.

Il valore educativo del festival è ribadito anche dalle parole dell’assessora alle politiche educative Marwa Mahmoud, che mette in evidenza l’importanza di fornire ai bambini e alle bambine “chiavi di lettura per costruire un proprio senso critico rispetto alla realtà che vivono ogni giorno”. Un lavoro capillare, che coinvolge scuole, università, biblioteche, musei e realtà del territorio per un’educazione realmente partecipativa.

Il direttore della Fondazione Palazzo Magnani, Davide Zanichelli, definisce Internazionale Kids una risposta concreta alla sfida più urgente dei nostri tempi: coltivare uno sguardo responsabile verso le nuove generazioni. E proprio per questo il festival è sostenuto da realtà come il Gruppo Iren, che attraverso Eduiren promuove l’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza attiva, o E80 Group e Valorugby, che avvicinano i bambini al mondo dello sport come spazio educativo ed emotivo, di relazione e rispetto.

Al festival non manca nemmeno il contributo del Sassuolo Calcio, con il progetto Generazione S, che si fa portavoce dei valori educativi dello sport, né quello del Mapei Stadium – Città del Tricolore, luogo simbolico che per il terzo anno si apre alla comunità con un programma che unisce cultura, gioco e impegno civile. Qui si terrà anche uno degli incontri più emozionanti: “MARE – Storie tra le onde”, con Ambrogio Beccaria, dedicato al mare come spazio di avventura e riflessione, tra viaggi in solitaria e tragedie umane nel Mediterraneo.

Il Festival Internazionale Kids a Reggio Emilia non è solo un evento culturale, ma una piattaforma viva dove crescere con spirito critico, pensiero aperto e cuore curioso. Un luogo in cui la cultura nerd incontra l’impegno civile, la scoperta si fonde con l’informazione e l’infanzia diventa protagonista consapevole del proprio futuro.

Organizzato da Internazionale Kids, Comune di Reggio Emilia e Fondazione Palazzo Magnani, il festival è reso possibile grazie al sostegno di Iren, E80 Group, Valorugby Emilia, Mapei Stadium, Generazione S, Save the Children, Fondazione Beta, Fondazione Airc, in collaborazione con partner istituzionali e culturali come Norla, la Reale Ambasciata di Norvegia in Italia, Institut français Italia, i Musei Civici, Fondazione I Teatri, Università di Modena e Reggio Emilia, Fondazione Reggio Children, Remida, Farmacie Comunali Riunite e Reggio Emilia Città Senza Barriere.

Internazionale Kids a Reggio Emilia 2025 è il festival nerd che fa crescere, stupisce e lascia il segno: perché raccontare il mondo ai più piccoli significa cambiare il futuro, un pensiero alla volta.

Fioritura Lenta – una storia di transizione

“Fioritura lenta”, il primo manga completo di Federico Pace, rappresenta un’importante testimonianza personale e una riflessione profonda sulla transizione FtM, ma anche un viaggio di crescita e di ricerca della serenità interiore. Pubblicato da COMICOUT, questo manga non è solo una narrazione di identità e cambiamento, ma una storia di formazione che offre uno sguardo autentico e sensibile su un tema ancora poco trattato nel panorama fumettistico italiano e internazionale.

Federico Pace, giovane mangaka italiano, è conosciuto tra i lettori appassionati di fumetti giapponesi per la sua capacità di intrecciare storie personali con una grande maestria stilistica. “Fioritura lenta” è, infatti, un’opera che segna una nuova fase per l’autore, capace di raccontare con delicatezza e consapevolezza il difficile percorso di transizione di un corpo femminile che, lentamente e dolorosamente, si riappropria di un’identità maschile. Il racconto parte da un’esperienza autobiografica, ma si eleva a un racconto universale sulla lotta per l’autodefinizione e la conquista della propria identità.

Nel corso dell’incontro “Insieme oltre ogni genere” a Lucca Comics and Games, Pace ha dichiarato: «Quando parlo di transizione ad altre persone, tanti non immaginano il dolore che c’è dietro, fanno subito domande dirette, poco piacevoli. Per questo è importante raccontare storie come la mia. Oggi i fumetti sulle persone transgender sono ancora pochi». Queste parole racchiudono l’essenza stessa di “Fioritura lenta”, un’opera che si propone di colmare un vuoto narrativo e di sensibilizzare i lettori, soprattutto i giovani, su temi di grande rilevanza sociale.

Una Storia di Maturazione e Attesa

“Fioritura lenta” è un manga di formazione, ma non nel senso convenzionale del termine. La sua trama non è costruita su un inizio e una fine rapidi, ma su un’attesa che diventa il cuore pulsante della storia. L’attesa del cambiamento, l’attesa della trasformazione, l’attesa di essere se stessi. L’autore esplora con grande maturità psicologica il dolore e la difficoltà di riappropriarsi del proprio corpo, raccontando la transizione come un processo lento e che, seppur doloroso, è inevitabilmente necessario per raggiungere la serenità. La narrazione riflette una riflessione profonda sulla ricerca del sé, sulla consapevolezza che, per ritrovare la propria identità, è fondamentale rispettare i propri tempi e non forzare nulla.

Il manga non si limita a raccontare la lotta interiore di chi vive una transizione, ma esplora anche l’importanza di essere in grado di riconoscere e rispettare i propri limiti, senza dover fare i conti con un mondo che spesso non è pronto ad accogliere il cambiamento. L’opera si fa anche portavoce di un messaggio universale sulla crescita, dove il dolore diventa non solo un elemento necessario, ma anche una parte integrante del percorso di maturazione.

Un Lavoro di Grande Sensibilità e Introspezione

Federico Pace, con “Fioritura lenta”, dimostra una grande maturità stilistica e narrativa, riuscendo a trattare un tema complesso con una sensibilità che rende la lettura non solo una riflessione emotiva, ma anche un’opportunità di crescita per il lettore. Le sue illustrazioni, che alternano momenti di intimità e riflessione con sequenze di azione, contribuiscono a dare corpo alle emozioni e ai pensieri del protagonista, facendoli vivere sulla carta in maniera tangibile.

Il manga non si rivolge solo agli adolescenti o ai giovani lettori, ma a chiunque sia in cerca di una storia che parli di cambiamento e di resilienza. La bellezza di “Fioritura lenta” sta proprio nella sua capacità di entrare nell’animo del lettore, invitandolo a riflettere sul proprio corpo e sull’importanza di accettare le scelte e le trasformazioni degli altri.

Un Messaggio di Speranza e Resilienza

Federico Pace non è certo una persona che si lascia andare facilmente all’ottimismo, come lui stesso ha ammesso: «Non sono una persona molto ottimista, ma devo trovare la forza per esserlo. Preferisco cambiare la realtà che ho intorno piuttosto che andarmene dal mio paese, ma non biasimo chi lo fa. È necessario smussare per rendere il mondo un posto più vivibile». Queste parole riassumono perfettamente l’anima del manga: un invito alla riflessione, alla lotta per il cambiamento e alla ricerca della serenità, non solo per sé stessi, ma anche per gli altri.

Con “Fioritura lenta”, Federico Pace non solo offre ai lettori una riflessione sulla transizione FtM, ma crea uno spazio per una più ampia discussione sulla diversità, sulla crescita personale e sul rispetto dei tempi e dei desideri individuali. Il manga diventa così un’opera di grande valore, non solo per il tema che tratta, ma per la sua capacità di sensibilizzare e educare i lettori.