C’è qualcosa di commovente e quasi poetico nel vedere un gruppo di appassionati restituire alla luce un frammento dimenticato della storia videoludica. Stavolta è toccato a Ratchet & Clank: Clone Home, un titolo mobile sviluppato nel 2006 da JavaGround e mai ufficialmente pubblicato da Sony. Per quasi vent’anni è stato una leggenda sussurrata tra i fan, un “Santo Graal per quattordici persone”, come qualcuno lo definì ironicamente. Eppure, contro ogni previsione, quel piccolo gioco per telefoni con tastiera fisica – sì, parliamo dell’era pre-smartphone – è tornato a vivere grazie alla determinazione della community.
Tutto comincia nel 2005, quando Ratchet & Clank: Going Mobile riesce a portare l’ironia e il dinamismo della saga di Insomniac Games persino sui cellulari Java. Un esperimento curioso ma riuscito. Un anno dopo, Clone Home avrebbe dovuto rappresentarne il seguito, ampliando le meccaniche e introducendo una novità folle per l’epoca: la possibilità di controllare due Lombax diversi in un’avventura comica e surreale. Ma il gioco sparì prima ancora di nascere davvero. Le uniche tracce sopravvissute erano poche immagini promozionali e un paio di descrizioni apparse su riviste specializzate. Poi, il nulla. Per anni, gli appassionati si chiesero se Clone Home fosse mai esistito davvero o se fosse rimasto un prototipo mai completato.
L’incredibile recupero
La svolta è arrivata nel 2019, quando il YouTuber The Golden Bolt – già noto per i suoi approfondimenti enciclopedici sulla saga – pubblicò un video con nuove informazioni fornite da uno degli sviluppatori originali. Da lì è partita una caccia degna di Indiana Jones in versione nerd: una lunga indagine durata sei anni che ha coinvolto collezionisti, programmatori e archeologi digitali.
La missione? Recuperare il file di gioco da un vecchio Sony Ericsson W880i, un telefono che conteneva ancora una copia installata di Clone Home. Per riuscirci, i fan hanno dovuto violare la crittografia del dispositivo, decodificare i dati e ricostruire il pacchetto Java originale. Dopo mesi di tentativi, il miracolo: il gioco è risultato completo, perfettamente funzionante e interamente giocabile dall’inizio alla fine.
Una gemma dimenticata
Non si tratta di un semplice prototipo o di qualche frammento incompleto. Clone Home è un titolo vero e proprio, con livelli curati, un gameplay più fluido rispetto al predecessore e un tono narrativo completamente folle.
Gli sviluppatori avevano sperimentato idee che anticipavano persino alcune meccaniche viste nei Ratchet & Clank moderni, tra cui la collaborazione tra due personaggi giocabili.
A quanto pare, il gioco era stato inviato ai provider mobili nel 2006, ma rilasciato per errore solo su pochi network per un brevissimo periodo, prima di essere ritirato e dimenticato nei server aziendali. È probabile che il file sopravvissuto provenga proprio da uno di quei rarissimi telefoni che, per puro caso, avevano scaricato la versione definitiva.
Il valore della preservazione videoludica
Oggi Ratchet & Clank: Clone Home è disponibile su Archive.org, completamente giocabile e scaricabile come qualsiasi altra reliquia digitale salvata dall’oblio. Alcuni piccoli bug suggeriscono che il titolo non fosse ancora del tutto rifinito, ma resta un’opera sorprendentemente completa, degna di essere affiancata ai capitoli ufficiali della saga.
La sua riscoperta non è solo una curiosità per collezionisti, ma un manifesto della passione dei fan e della necessità di preservare il patrimonio videoludico. In un’epoca in cui tutto passa per servizi cloud e store digitali effimeri, il lavoro di questi “archeologi dei bit” ci ricorda che i videogiochi sono cultura, memoria, identità collettiva.
Ratchet & Clank, ancora amati dopo vent’anni
L’ultimo capitolo ufficiale, Rift Apart, risale al 2021 e mostrava la saga al massimo splendore tecnico su PlayStation 5. Da allora, Insomniac Games si è concentrata su altri progetti, e un nuovo episodio della serie principale potrebbe richiedere anni. Ma l’amore dei fan per i due improbabili eroi non si è mai spento. Anzi, Clone Home dimostra che l’universo di Ratchet & Clank continua a vivere anche lontano dai riflettori, custodito nel cuore dei giocatori.
In fondo, non servono sempre grafica 4K e Ray Tracing per emozionarsi. A volte basta un vecchio telefono, una comunità determinata e un pizzico di follia nerd per riportare in vita un piccolo pezzo di storia.








