Dal 30 maggio al 2 giugno 2026 il richiamo dell’Etna tornerà a farsi sentire, e chiunque abbia vissuto almeno una volta l’atmosfera di Etna Comics conosce bene quel tipo di richiamo: più simile a un portale che si riapre che a un semplice festival. Ogni anno migliaia di appassionati si riversano nella città di Catania per quello che, col tempo, è diventato uno degli appuntamenti più iconici d’Italia dedicati al fumetto, al gioco, all’animazione e alla cultura pop in tutte le sue forme. L’edizione 2026 arriva con un carico emotivo nuovo, intenso, quasi inatteso. Perché questa volta il festival torna dopo una ferita che ha scosso l’intera community nerd italiana: l’incendio del 12 novembre 2025.
L’incendio alle Ciminiere: quando un luogo diventa memoria collettiva
Quella mattina, Catania si è svegliata con immagini difficili da dimenticare: fumo, fiamme, sirene, un pezzo di Le Ciminiere avvolto dalla distruzione. Le squadre dei Vigili del Fuoco hanno lottato per ore per domare un incendio che, per fortuna, non ha causato feriti tra gli operai presenti. Ma il colpo all’immaginario collettivo è stato inevitabile. Perché Le Ciminiere non sono soltanto un complesso fieristico. Per chi vive Etna Comics, rappresentano il luogo simbolo in cui si intrecciano storie, cosplay, leggende urbane, fumetti autografati, panel commoventi e giornate che sembrano durare dieci minuti. Ogni padiglione racconta un pezzo di festival. Ogni corridoio trattiene ancora le risa, le code davanti agli stand, le foto impreviste, gli incontri con gli autori, gli abbracci tra cosplayer. Ecco perché vedere parte di questo luogo inghiottito dalle fiamme ha lasciato un vuoto che le parole non riescono a tradurre del tutto.
La voce di chi Etna Comics lo costruisce ogni giorno
Antonio Mannino, direttore artistico e anima della manifestazione, ha raccontato senza filtri la complessità del momento. Le Ciminiere ospitavano alcune delle sale principali, punti cardine della struttura. Ritrovarsi improvvisamente senza quegli spazi significa dover ripensare tutto, riorganizzare, reinventare l’intera logistica dell’evento. Eppure, dietro le sue parole si percepisce subito qualcosa che va oltre la preoccupazione: la determinazione tipica di chi è abituato a costruire mondi, non solo eventi. Quella stessa tenacia che negli anni ha trasformato Etna Comics da festival locale a colosso della cultura pop.
Le Ciminiere: quando un’ex zona industriale diventa casa dei nerd
Per capire perché questo incendio abbia colpito così nel profondo, bisogna tornare indietro. Le Ciminiere, un tempo cuore industriale dedicato alla raffinazione dello zolfo, sono diventate col tempo un simbolo di rinascita urbana. Uno spazio modulabile, affascinante, in perfetta simbiosi con l’identità di Etna Comics: un luogo dove memoria storica e creatività pop convivono come se fossero sempre appartenute l’una all’altra. Etna Comics ha dato nuova vita agli spazi. Le Ciminiere hanno dato un’anima al festival. Le due realtà sono cresciute insieme, si sono trasformate insieme, hanno imparato a riconoscersi come parte della stessa storia.
E quando una parte di quella storia brucia, l’emozione è inevitabile.
Ma lo è anche la risposta: immediata, forte, collettiva.
Le reazioni dopo l’incendio sono state un’ondata di affetto. Cosplayer, artisti, doppiatori, fumettisti, associazioni, pagine fandom, redazioni e semplici fan hanno riempito i social di messaggi di supporto. L’hashtag #MeliorDeCinereSurgo — “risorgo migliore dalle ceneri” — è rimbalzato ovunque come un vero inno. Non solo una frase latina, ma una promessa condivisa. Il mondo nerd conosce molto bene il concetto di resilienza: ogni storia epica, ogni shonen, ogni campagna GdR parla di cadute, di eroi che si rialzano, di party che non abbandonano il compagno in difficoltà. Etna Comics non fa eccezione.
Christmas Town 2025: la luce che non si è voluta spegnere
Mentre la città ancora elaborava l’accaduto, Le Ciminiere prova a risorgere. Tra dicembre e gennaio infatti, la location sta ospitando Christmas Town, un evento natalizio che in qualunque altra città sarebbe stato annullato dopo un trauma simile. A Catania, no. Gli spettacoli sono stati ripensati, spostati, replicati più volte. Il villaggio natalizio ha continuato ad accogliere famiglie, bambini, appassionati, turisti. L’edizione 2025 ha assunto un valore quasi simbolico: un atto di resistenza culturale, un messaggio collettivo di bellezza contro la distruzione. Il tema scelto, “Give Love”, sembrava scritto apposta per quel momento storico. E la città ha risposto, trasformando un semplice evento in una dichiarazione di affetto.
Etna Comics 2025: l’edizione delle centomila presenze
Prima del rogo, il festival aveva vissuto un momento di gloria che rimarrà negli annali. L’edizione 2025 ha raggiunto le centomila presenze, confermandosi come una delle manifestazioni più amate d’Italia. Tra i momenti più rappresentativi rimane l’asta di beneficenza, capace di raccogliere 8.730 euro grazie alle opere donate dagli artisti. Il ricavato è stato destinato alla Locanda del Samaritano e al progetto Agorà della Carità, volto a sostenere persone fragili, padri in difficoltà, malati oncologici non gravi e giovani volontari. Tra i pezzi più ambiti dell’asta spicca il disegno esclusivo di Alex Saviuk con Spider-Man e Lapide, battuto per 1.000 euro. Grande successo anche per “Rai Porte Aperte”, un progetto educativo che ha coinvolto oltre 500 studenti dai 5 ai 23 anni, permettendo loro di sperimentare i mestieri dietro una produzione televisiva. Un esempio perfetto di come un festival possa diventare anche scuola, luogo di crescita e scoperta. E, come sempre, il momento più atteso è stato il Gran Cosplay Contest: l’edizione 2025 è stata dominata dallo straordinario cosplay de Il Cacciatore di Bloodborne, realizzato da Giovanni Vadalà Castiglia, che ha portato a casa un meritatissimo MacBook Air.
2026: un programma che sa di rinascita
L’edizione 2026 promette dunquew di essere molto più di un semplice ritorno. Il programma abbraccierà ancora una volta il mondo del fumetto, del gaming, dell’animazione e della cultura pop, con incontri, panel, aree tematiche e nuovi contenuti speciali. Sarà un festival costruito come un patto collettivo: tornare insieme, ripartire insieme, vivere insieme un’esperienza ancora più ricca. Anche la questione sede, dopo l’incendio, rimane in evoluzione. Mannino ha confermato che si stanno valutando più soluzioni, perché ricostruire gli spazi danneggiati non sarà semplice. Ma una cosa è certa: Etna Comics 2026 ci sarà.
E quando una community come quella siciliana decide che “ci sarà”, significa che nulla potrà fermarla.
Etna Comics non è un evento: è un modo di vivere
L’incendio alle Ciminiere è stato un colpo duro, ma ha rivelato una verità che forse davamo per scontata: Etna Comics non esiste solo dentro un edificio. Esiste nelle persone che lo animano, nei fan che lo aspettano ogni anno, nelle storie raccontate nei corridoi, nelle foto sghembe fatte davanti al padiglione Japan, nei cosplay sciupati dal caldo ma mai dall’entusiasmo.
Qualunque sarà la forma della prossima edizione, lo spirito resterà identico.
E come ogni grande saga insegna, nulla è davvero finito quando esiste ancora qualcuno pronto a credere nella prossima pagina.





