Assassin’s Creed: tutto sulla serie Netflix che farà rivivere il Credo degli Assassini

Arrivano notizie che fanno l’effetto di una lama celata che scatta all’improvviso: un lampo, un sorriso incredulo, quella sensazione precisa che il fandom stava aspettando senza dirlo ad alta voce. L’adattamento seriale di Assassin’s Creed per Netflix non solo procede spedito, ma inizia a rivelare una forma riconoscibile, un’identità che promette di essere più ambiziosa, stratificata e adulta di quanto molti osassero sperare.

Il primo tassello è stato il casting di Toby Wallace, volto magnetico capace di incarnare inquietudine e vulnerabilità con la stessa naturalezza. Una scelta che non suona come semplice operazione di mercato, ma come dichiarazione d’intenti. Wallace appartiene a quella generazione di interpreti che sanno muoversi tra crepe interiori e silenzi carichi di significato, qualità perfette per un universo narrativo fondato su memoria genetica, colpa ereditata, identità frammentate e destini che si rincorrono nel tempo. Il personaggio resta avvolto nel mistero, e questo silenzio alimenta già teorie, discussioni e notti insonni tra forum e chat: Assassino, Templare, figura liminale sospesa tra due ideologie? Ogni ipotesi è lecita, ed è proprio questo il bello.

A rafforzare l’idea che non si tratti di una semplice trasposizione arriva la conferma di un nome che pesa come un sigillo di qualità: Johan Renck alla regia. Chi ha ancora negli occhi la potenza disturbante di Chernobyl sa cosa significa affidare una storia a uno sguardo capace di trasformare la tensione morale in immagine, il silenzio in racconto, l’orrore in riflessione. Renck porta con sé un’esperienza maturata tra serie iconiche e mondi narrativi complessi, una sensibilità ideale per raccontare un conflitto millenario che non vive di spade e salti acrobatici soltanto, ma di idee, manipolazione e verità negate.

Dietro le quinte, a orchestrare il tutto, troviamo Roberto Patino e David Wiener, due showrunner che non hanno mai avuto paura di confrontarsi con universi ambigui e strutture narrative complesse. Il loro curriculum parla di mondi dove nulla è bianco o nero, dove le scelte hanno conseguenze e la morale è un campo minato. Esattamente il terreno su cui Assassin’s Creed ha costruito la sua mitologia, episodio dopo episodio, controller dopo controller.

L’elemento che però fa vibrare qualcosa di profondo, soprattutto per i fan italiani, è la conferma che le riprese inizieranno in Italia nel 2026. Non una cartolina turistica, ma un ritorno simbolico. Le pietre, i tetti, le piazze e i vicoli che hanno reso immortale l’epopea di Ezio Auditore tornano a essere più di uno sfondo: diventano materia narrativa. Firenze, Venezia, Roma o forse luoghi meno battuti ma altrettanto carichi di storia potrebbero trasformarsi di nuovo in playground verticali, dove il parkour incontra il complotto e ogni campanile può nascondere un segreto.

Non è ancora chiaro in quale epoca si muoverà la serie. Rinascimento, età moderna, presente o un intreccio temporale più audace restano ipotesi aperte. L’unica certezza è la volontà di non adattare pedissequamente un capitolo dei videogiochi, ma di costruire una storia autonoma, capace di dialogare con il canone senza esserne prigioniera. Una scelta coraggiosa, che apre la porta a un mosaico narrativo nuovo, forse multigenerazionale, forse capace di saltare tra secoli e identità come fa l’Animus con la memoria.

Il coinvolgimento diretto di Ubisoft attraverso la sua divisione Film & Television garantisce un rispetto profondo del DNA della saga. Dopo l’esperienza cinematografica del 2016, che aveva lasciato sensazioni contrastanti, questa volta la sensazione è quella di un progetto nato con il tempo giusto, i partner giusti e una piattaforma che ha dimostrato di saper trattare gli adattamenti videoludici con attenzione e ambizione. Basti pensare a come animazione e serialità abbiano saputo elevare mondi come Arcane o Cyberpunk: Edgerunners a veri eventi culturali.

Il tono promesso sembra orientato verso una maturità narrativa fatta di dubbi, scelte dolorose e personaggi logorati dal peso delle proprie convinzioni. Libertà contro controllo, fede contro manipolazione, libero arbitrio contro predestinazione. Temi che hanno sempre reso Assassin’s Creed qualcosa di più di un semplice action storico e che qui trovano lo spazio ideale per respirare, episodio dopo episodio.

In mezzo a tutto questo, l’idea di vedere Toby Wallace correre sui tetti italiani, attraversare una luce dorata che sa di tramonto mediterraneo, scoprire indizi nascosti tra pietre antiche e archivi segreti, accende un immaginario potente. Un’immagine che parla di appartenenza, di ritorno, di un cerchio che si chiude e al tempo stesso si riapre.

La domanda che aleggia resta una sola: quanto questa serie riuscirà a sorprendere anche chi conosce ogni simbolo, ogni ordine segreto, ogni eco degli Isu? Se l’equilibrio tra rispetto e innovazione verrà mantenuto, la risposta potrebbe essere quella che il fandom attende da anni.

Ora resta da attendere nuovi annunci, immagini dal set, dettagli sul cast e una data di uscita che finirà cerchiata in rosso sul calendario di ogni appassionato. Quando la lama celata si aprirà per la prima volta sullo schermo, ricorderà a tutti perché, dopo quasi vent’anni, il Credo continua a chiamare. E come sempre, la risposta sarà la stessa.

Assassin’s Creed: il vero significato di «Nulla è reale, tutto è lecito»

Entra nel mondo segreto degli Assassini e preparati a viaggiare con me – una nerd appassionata fino al midollo della saga di Assassin’s Creed – attraverso le pieghe della loro filosofia più enigmatica e affascinante: quella massima che tutti noi fan abbiamo sentito sussurrare mille volte, «Nulla è reale, tutto è lecito». Ma cosa significa davvero? Perché questa frase ha saputo resistere al tempo, ai giochi, ai romanzi, alle serie animate e persino alle discussioni più infuocate nei forum nerd online?

Per capire la portata di queste parole bisogna prima spogliarsi di ogni pregiudizio. Non è un semplice motto da videogioco, non è un invito all’anarchia spicciola, non è un via libera a fare casino per strada come se fossimo Ezio Auditore in una rissa a Firenze. È molto, molto di più.

Partiamo dall’inizio, dalle radici storiche, perché in Assassin’s Creed storia e fantasia si intrecciano con maestria. L’origine di questa frase viene attribuita nientemeno che a Hassan-i Sabbāh, storico leader persiano dell’XI secolo e mente dietro la trasformazione dell’antico Ordine degli Occulti in quella che noi conosciamo come la Confraternita degli Assassini. Hassan, figura leggendaria a metà tra il mistico e il politico, non diceva queste parole come uno slogan da guerra: era un’esortazione alla comprensione della realtà, alla consapevolezza che ciò che ci circonda è più fragile, più plasmabile e più ingannevole di quanto vogliano farci credere.

Quando Ezio Auditore – che per me, come per tanti altri, non è solo un protagonista, ma un vero e proprio eroe pop – riflette su questa frase in Assassin’s Creed Revelations, ci regala una delle scene più intense e filosofiche dell’intera saga. Ezio spiega a Sofia Sartor, la libraia di cui si innamora, che «Nulla è reale» significa che le verità assolute non esistono. La società si regge su costrutti, su idee che ci vengono inculcate fin dalla nascita, ma che possono essere decostruite, analizzate, messe in discussione. Gli Assassini non accettano dogmi, non si lasciano abbindolare da ideologie calate dall’alto. Cercano, osservano, dubitano. È questa sete di verità che li rende tanto affascinanti.

Ma c’è anche l’altra metà della massima: «Tutto è lecito». E qui, attenzione, non cadiamo nel tranello dell’interpretazione superficiale. Non significa che tutto è permesso, che possiamo agire senza limiti né coscienza. Significa, piuttosto, che ogni azione è nelle nostre mani, ma con essa arriva anche la responsabilità. Gli Assassini sanno che ogni colpo di lama celata, ogni intervento politico, ogni scelta influenzerà vite, destini, interi equilibri. E sebbene godano di una libertà estrema, non sono mai esenti dalle conseguenze. È una libertà amara, dolce e pericolosa allo stesso tempo.

Questa frase, che sembra quasi un haiku della ribellione, non è quindi un dogma, non è un ordine militare. È, come sottolinea Ezio, un’osservazione sulla natura della realtà. È la bussola che guida gli Assassini attraverso un mondo di complessità, inganni e compromessi, ricordando loro che la verità non è mai un punto d’arrivo, ma un percorso.

E quanto è potente quel momento nei giochi in cui la massima viene pronunciata durante la cerimonia di iniziazione! Che tu sia Altair, Ezio, Bayek, Kassandra o un altro degli infiniti Assassini che abbiamo amato impersonare, quel rituale è sempre un brivido. È un giuramento a difendere la libertà, a proteggere il libero arbitrio, a combattere un nemico che non è solo fatto di Templari in armatura, ma di tutto ciò che tenta di schiacciare l’individualità umana.

Assassin’s Creed non è solo parkour sui tetti, lame celate e viaggi nell’Animus. È una saga che parla di filosofia, di ribellione, di storia e di identità. La massima «Nulla è reale, tutto è lecito» è il cuore pulsante di questa narrazione, il mantra che accompagna il giocatore attraverso battaglie interiori ed esteriori. E forse è anche per questo che ci ha rapiti per anni: perché ci sfida a guardare oltre il gioco e chiederci cosa significhi per noi.

Nel mondo di oggi, dove siamo bombardati da verità parziali, fake news, ideologie gridate ai quattro venti, questa massima suona più attuale che mai. Ci ricorda che la vera conoscenza non sta nell’accettare passivamente, ma nel mettere in discussione, esplorare, rischiare, prendere posizione. E che ogni scelta, anche la più piccola, porta con sé un’eco di responsabilità.

Se sei un fan della saga, ti invito a riprendere in mano i giochi, a riascoltare quelle parole, a viverle come se fossero un messaggio personale. E se non conosci ancora Assassin’s Creed, lasciati tentare: non è solo un’avventura videoludica, è un’immersione in una filosofia complessa e seducente, che parla di te, di me, di tutti noi.

E tu, cosa pensi del significato di «Nulla è reale, tutto è lecito»? Ti ha mai fatto riflettere al di là dello schermo? Ti invito a commentare qui sotto o a condividere questo articolo sui tuoi social. Perché, come ci insegnano gli Assassini, la conoscenza è un viaggio che facciamo insieme, mai da soli.

500 anni fa moriva Ezio Auditore: Requiescat in Pace

Nel 2024 si celebra un evento importante per i fan di Assassin’s Creed, la popolare serie di videogiochi di Ubisoft che mescola storia e fantascienza. Si tratta del cinquecentesimo anniversario della morte di Ezio Auditore da Firenze, il personaggio più amato e iconico della saga, che ha vissuto tra il 1459 e il 1524.

Ezio Auditore è stato il protagonista di tre capitoli principali della serie, ambientati durante il Rinascimento italiano e il periodo ottomano: Assassin’s Creed II, Assassin’s Creed: Brotherhood e Assassin’s Creed: Revelations. In questi giochi, i giocatori hanno seguito le vicende di Ezio, un nobile fiorentino che diventa un maestro assassino e combatte contro i Templari, una società segreta che vuole controllare il mondo con il potere di antichi manufatti.

Ezio ha conquistato il pubblico con la sua personalità carismatica, la sua eleganza nel vestire e nel combattere, e le sue abilità acrobatiche e furtive. Ezio ha anche avuto una vita sentimentale intensa, innamorandosi di diverse donne e avendo una figlia, Flavia, con la sua ultima compagna, Sofia Sartor.

La storia di Ezio si conclude con il cortometraggio d’animazione Assassin’s Creed: Embers, che mostra i suoi ultimi giorni nella sua villa di Firenze, dove riceve la visita di un giovane assassino cinese, Shao Jun, che gli chiede consiglio. Ezio muore pacificamente su una panchina, mentre osserva la sua famiglia.

Oltre ai giochi principali, Ezio è apparso anche in altri media legati alla serie di Assassin’s Creed, come il cortometraggio live-action Assassin’s Creed: Lineage, il videogioco spin-off Assassin’s Creed II: Discovery, il fumetto Assassin’s Creed: Reflections e il romanzo Assassin’s Creed: Renaissance. Recentemente, Ezio ha fatto un cameo nel videogioco Assassin’s Creed Nexus VR, dedicato alla realtà virtuale, dove i giocatori possono rivivere alcune delle sue missioni più famose, come l’assassinio di Rodrigo Borgia nella Basilica di San Pietro o la fuga dalla prigione di Costantinopoli.

L’importanza e la popolarità di Ezio sono dimostrate anche dal fatto che molti fan lo considerano come una figura storica reale, e non solo come un personaggio immaginario. Infatti, in occasione del suo anniversario, molti fan hanno espresso il loro affetto e la loro ammirazione per Ezio, ricordando le sue gesta e le sue frasi memorabili. Ezio Auditore è senza dubbio uno dei personaggi più rappresentativi e amati di Assassin’s Creed, e il suo anniversario è un’occasione per ricordare il suo contributo alla storia e alla cultura dei videogiochi. Come ha detto lo stesso Ezio: “Nulla è reale, tutto è lecito.” Una  frase che riassume il credo degli Assassini, che Ezio impara dal suo mentore, Mario Auditore, in Assassin’s Creed II.

Brawlhalla x Assassin’s Creed

Ubisoft ha annunciato che Ezio, il leggendario Maestro Assassino, sarà la 56° Leggenda di Brawlhalla. Con questa nuova Leggenda, l’evento Epic Crossover presenterà ulteriori contenuti dal leggendario franchise, compreso il nuovo personaggio Eivor, una nuova modalità, due nuove mappe e molto altro.

Ezio Auditore da Firenze era un nobiluomo italiano rinascimentale del XV secolo e il più leggendario leader della Fratellanza.  Ezio è uno degli assassini più apprezzati e iconici e la sua discendenza sbarca in Brawlhalla, partecipando al Grand Tournament, usando le sue Lame Celate e la sua Mela dell’Eden per diventare una Leggenda.

Ezio è disponibile per 7200 Gold o 100 Mammoth; le skin Ezio in Revelations, Ezio con l’Armatura di Bruto e Ezio Asgardiano sono disponibili per 140 Mammoth Coin ognuno.

Guarda i sei attacchi Signature di Ezio:

  • Attacchi in combattimento con le Lame celate:
    • Attacco Laterale – Ezio estrae le sue lame da polso e squarta il suo avversario con la sua spada, poi con le sue lame da polso, che respingono l’avversario.
    • Attacco Neutrale – Sguaina la sua lama da polso, salta e attacca l’avversario, poi usa la spada. Che abbandona la simulazione del vetro dell’Animus.
    • Attacco Basso – Ezio attacca l’avversario prima di acchiapparlo e gettarlo a terra e in aria.
  • Attacchi in combattimento con la Mela dell’Eden:
    • Attacco Laterale – Ezio proietta un’immagine olografica di se stesso brandendo le lame dal suo sua Mela dell’Eden e la proiezione carica e affetta l’avversario prima che il vero Ezio arrivi e finisca l’opera.
    • Attacco Neutrale – Ezio proietta una griglia olografica capace di intrappolare l’avversario e di colpirlo con onde d’urto.
    • Attacco Basso – Salta in aria ed evoca uccelli bianchi dalla sua Mela dell’Eden mentre scende, squarta gli avversari con la sua lama da polso e gli uccelli si disperdono.

L’Epico Crossover dell’evento lancia un evento in-game che presenta Eivor, una leggendaria guerriera vichinga che si è allontanata dalla Norvegia per via di guerre interminabili e diminuzione delle risorse nel IX secolo d.C. Inoltre, la nuova modalità Bounty sarà il Brawl of the Week, nel quale i giocatori possono prendere parte a tre modalità di gioco, Rooftop Rumble, Ghost Rooftop Rumble, e Assassin’s Brawl. Inoltre, Brawlhalla presenta due nuove mappe: Florence Rooftop e Florence Terrace.

Ulteriori dettagli dell’Epico Crossover:

  • Eivor – Epico Crossover per Brynn – conosciuta come la ‘Baciata dal Lupo’, Eivor è la reincarnazione di Isu Odin, venerato come un dio nella mitologia Germanica e Norrena. Eivor combatte con l’Ascia di Varin e Gungnir.

L’Epico Crossover è disponibile per 300 Mammoth Coins nello store in-game, ed Eivor si sbloccherà con un acquisto. Il nuovo contenuto comprende il K.O. ispirato dalla saga, con lo schermo Desynchronization, il nuovo emote Salto della Fede e otto nuovi avatar. Tutti possono essere acquistati e saranno giocabili dopo la fine dell’evento, come le modalità di gioco e le mappe.

Per maggiori informazioni su Brawlhalla, visita: brawlhalla.com

Assassin’s Creed: Brotherhood, il capolavoro di Ubisoft che ci porta a Roma

Amici nerd e amiche geek, quante volte ci siamo persi nelle strade di una Roma virtuale, arrampicandoci su monumenti secolari e saltando tra i tetti, con un senso di libertà quasi tangibile? Se la risposta è “spesso”, allora sapete benissimo di cosa sto parlando: di Assassin’s Creed: Brotherhood, il terzo, indimenticabile, capitolo della saga di Ubisoft che ha cementato il mito di Ezio Auditore da Firenze. Uscito originariamente nel lontano 2010 per PlayStation 3, Xbox 360 e PC, e poi tornato in tutto il suo splendore in versione rimasterizzata nel 2016, questo videogioco non è un semplice “more of the same”, ma una vera e propria evoluzione, un’immersione totale nel cuore del Rinascimento italiano, tra storia, intrighi e lame celate.

Lasciate che vi porti per mano in questo viaggio nel tempo, perché Brotherhood non è solo un gioco, ma un’esperienza narrativa e di gameplay che merita di essere analizzata a fondo, oltre la semplice scheda tecnica.

L’alba di un nuovo credo: la storia che non ti aspetti

La trama di Brotherhood riprende esattamente da dove avevamo lasciato il nostro amato Ezio alla fine di Assassin’s Creed II. Ma se il capitolo precedente era la storia di una vendetta personale, qui la narrazione si fa più matura, più complessa. Roma non è solo uno sfondo, è la vera protagonista. Sotto il pugno di ferro della famiglia Borgia, la Città Eterna è un covo di corruzione e oppressione. Ezio, che ha ormai raggiunto la sua consapevolezza come Maestro Assassino, non combatte più solo per sé, ma per un ideale. La sua missione è liberare la popolazione, distruggendo le torri dei Templari e, soprattutto, ricostruendo la Confraternita degli Assassini dalle sue ceneri.

Ed è qui che il gioco dispiega il suo vero cuore pulsante: la possibilità di reclutare e addestrare nuovi adepti. Ogni volta che si salva un cittadino dalla minaccia dei Borgia, si ha la sensazione di ridare speranza a un pezzo di storia. Questi giovani apprendisti diventano i nostri occhi, le nostre mani, un prolungamento della nostra volontà. E come non citare i personaggi storici che incrociamo lungo il cammino? Da un geniale ma tormentato Leonardo da Vinci a un cinico e acuto Niccolò Machiavelli, fino all’inquietante e carismatico Cesare Borgia, ogni figura storica non è un semplice cameo, ma un tassello fondamentale di un affresco più grande, rendendo il mondo di gioco vivo e credibile.


Il gameplay che ha fatto scuola: tra fluidità, innovazione e multiplayer

Se la storia ci tiene incollati allo schermo, è il gameplay che ci fa innamorare. Ubisoft ha perfezionato la formula, rendendo i movimenti di Ezio ancora più fluidi e reattivi. Il sistema di combattimento è stato snellito e reso più dinamico, con la possibilità di concatenare uccisioni multiple in un balletto mortale di eleganza e precisione. Ma la vera rivoluzione è l’introduzione della Confraternita. Poter chiamare in aiuto i propri assassini, vederli comparire all’improvviso per eliminare un bersaglio o creare un diversivo, è un’esperienza tattica e visiva di una soddisfazione impagabile.

E poi ci sono i gadget! Oltre alla fidata lama celata, Brotherhood ci ha regalato un arsenale di giocattoli letali e geniali, dalla silenziosa e letale balestra alle macchine volanti di Da Vinci, che ci permettono di esplorare la mappa vasta e dettagliata di Roma con una libertà senza precedenti. E come non menzionare la geniale modalità multiplayer? All’epoca, l’idea di un multiplayer competitivo in un gioco stealth era audace. E ha funzionato alla perfezione. Infiltrarsi tra la folla, mimetizzarsi e cacciare il proprio bersaglio, mentre si è a propria volta la preda di qualcun altro, è un gioco di nervi e strategia che ancora oggi non ha eguali.


Un’immersione sensoriale: arte, musica e doppiaggio

Non si può parlare di un’opera come Brotherhood senza rendere omaggio al suo lato artistico e tecnico. La grafica è un vero e proprio inno a Roma. Ogni angolo, ogni strada, ogni monumento è ricreato con una cura maniacale, con una resa visiva impressionante che sfrutta al meglio le potenzialità hardware dell’epoca (e le migliorie della remastered). La luce che filtra tra le colonne del Colosseo, l’ombra che si allunga tra i vicoli del Trastevere… tutto contribuisce a un’atmosfera incredibilmente suggestiva.

Ma se la vista è appagata, l’udito è estasiato. La colonna sonora di Jesper Kyd è una perla di rara bellezza. Epica, avvincente e al tempo stesso intima, accompagna ogni momento di gioco con una maestria che pochi compositori di videogiochi possono vantare. E la ciliegina sulla torta? Il doppiaggio. Credibile, espressivo e con voci che hanno lasciato un segno indelebile nel cuore di ogni fan, dai dialoghi sferzanti di Ezio alle conversazioni profonde che intessono la trama.

Il verdetto finale: un titolo che ha fatto la storia

Assassin’s Creed: Brotherhood non è solo “il gioco di mezzo” nella trilogia di Ezio. È il capitolo che ha portato la serie a un nuovo livello, unendo storia, azione, avventura e innovazione in un mix esplosivo e indimenticabile. È un gioco imperdibile per chiunque ami i giochi di ruolo e lo stealth, e un must-have per i fan di Ezio e della Confraternita. Ha ricevuto un’accoglienza entusiasta dalla critica e dal pubblico per un motivo ben preciso: è un capolavoro. E se non l’avete ancora giocato, o se volete rivivere le emozioni di quel viaggio, è il momento perfetto per tornare a Roma, perché il credo degli Assassini è più vivo che mai.

E voi, che ricordi avete di questo capitolo? Siete d’accordo che sia uno dei migliori? Oppure preferite altri momenti della saga? Fatecelo sapere nei commenti e non dimenticate di condividere l’articolo con tutti i vostri amici nerd! Il dibattito è aperto!

Assassin’s Creed: Embers

Assassin’s Creed Embers è un cortometraggio animato che conclude in modo commovente la storia dell’iconica serie di videogiochi Assassin’s Creed. Diretto da Laurent Bernier e prodotto da Ubisoft, Embers accompagna gli appassionati in un’ultima avventura con il leggendario assassino Ezio Auditore da Firenze.

La trama si svolge diversi anni dopo gli eventi di Assassin’s Creed: Revelations. Ezio, ormai vecchio e stanco, si è ritirato dalle lotte e aspira solo a una vita tranquilla. Vive a Costantinopoli con la sua famiglia scelta, composta da sua moglie Sofia e i suoi figli. Tuttavia, la pace di Ezio viene turbata dall’arrivo di un misterioso personaggio asiatico, Shao Jun.

Shao Jun è una giovane assassina cinese che è stata addestrata da Ezio stesso. Ora, in cerca di vendetta, chiede l’aiuto del maestro per eliminare i suoi nemici. Anziano o no, Ezio non può resistere all’appello di aiutare un’altra assassina e decide di intraprendere un’ultima missione.

Assassin’s Creed Embers affronta il tema della mortalità e la rinascita di una nuova generazione di assassini. La narrazione intima e delicata offre uno sguardo più approfondito sulla personalità di Ezio, che si mostra vulnerabile e riflessivo mentre si avvicina all’inevitabile fine della sua vita. È una splendida chiusura per il personaggio e per i fan che hanno seguito la sua storia per molti anni.

La qualità dell’animazione nel cortometraggio è eccezionale. I dettagli, i colori e le animazioni sono di altissimo livello, creando un’esperienza visivamente mozzafiato. La colonna sonora, inoltre, è coinvolgente e amplifica l’atmosfera di tensione e drammaticità della storia.

Nonostante sia un cortometraggio, Assassin’s Creed Embers offre un’esperienza coinvolgente e profonda. La trama è ben strutturata e riesce a suscitare emozioni intense nei suoi brevi 20 minuti di durata. Gli appassionati della serie e i fan di Ezio in particolare non rimarranno delusi da quest’ultimo viaggio.

In conclusione, Assassin’s Creed Embers è una meravigliosa e toccante chiusura per la saga di Assassin’s Creed. La combinazione di una trama emozionante, un’animazione di qualità eccellente e una colonna sonora coinvolgente rende questo cortometraggio un must per i fan della serie. Non importa se si è giocato a tutti i titoli precedenti o se si è un appassionato di storie avvincenti, questo epilogo di Assassin’s Creed è semplicemente imperdibile.

Assassin’s Creed: Revelations

Assassin’s Creed: Revelations è l’ultimo capitolo della saga di Ezio Auditore, il maestro assassino che cerca di scoprire i segreti della sua stirpe e del suo ordine. Ambientato nella splendida Costantinopoli del XVI secolo, il gioco offre una trama avvincente, ricca di colpi di scena, emozioni e rivelazioni. Il gameplay è simile a quello dei precedenti episodi, ma introduce alcune novità, come il rampino, le bombe e il minigioco della difesa delle fortezze. Queste aggiunte, però, non sono sempre ben integrate e a volte risultano ripetitive o frustranti. Il gioco brilla soprattutto per la sua componente narrativa, che porta a conclusione le storie di Ezio e Altair, due personaggi memorabili e carismatici. Il gioco offre anche una modalità multiplayer, che permette di sfidare altri giocatori online in diverse modalità, basate sull’azione, la strategia e il travestimento. Il multiplayer è divertente e originale, ma richiede una buona connessione e una certa abilità. Assassin’s Creed: Revelations è un gioco di qualità, che saprà soddisfare i fan della serie e chi ama le avventure storiche. Tuttavia, non è privo di difetti e potrebbe deludere chi si aspetta una vera rivoluzione nel gameplay o nella grafica.

Assassin’s Creed II

Assassin’s Creed II è il seguito del celebre gioco d’azione-avventura di Ubisoft, che ha conquistato un vasto pubblico ma non una critica unanime. Il sequel è una spettacolare e sanguinosa cavalcata attraverso l’Italia rinascimentale, che migliora ogni aspetto della prima parte e aggiunge nuove e interessanti tipologie di missioni e funzionalità, mantenendo il fascino del movimento e l’atmosfera meravigliosa che caratterizzavano l’originale. Queste novità vanno dal sottile (ora si può nuotare) al rivoluzionario (c’è un’economia), ma a parte qualche piccolo passo falso, ogni modifica rende il gioco più divertente e coinvolgente. La storia coerente e il nuovo personaggio eccezionale vi cattureranno, e non dimenticherete facilmente il finale memorabile ed esplosivo che vi farà desiderare il terzo capitolo.

Come nel primo gioco, Assassin’s Creed II si svolge su due linee temporali: una moderna con il protagonista Desmond Miles, un barista rapito, e un’altra con uno dei suoi antenati. Quando iniziate il gioco, ritrovate Desmond esattamente dove lo avevate lasciato, anche se i fan del primo possono immaginare che i laboratori Abstergo non sono più un rifugio sicuro. Passerete un po’ di tempo con Desmond durante il corso del gioco, ma le scarpe che indosserete più spesso sono quelle di Ezio Auditore da Firenze, il figlio impetuoso e affascinante di un banchiere italiano del XV secolo. Ezio è un personaggio simpatico e irresistibile, appassionato di famiglia e onore quanto di vino e donne. Quando lo incontrate per la prima volta, Ezio vive una vita spensierata e non ha ancora indossato la sua veste da assassino, né conosce il credo. Tuttavia, la libertà di Ezio viene presto interrotta da un omicidio e un tradimento orditi dai Templari, la più grande minaccia per gli assassini. Ora Ezio ha bisogno di scoprire la verità dietro le sue sventure.

L’Altair di Assassin’s Creed era un personaggio interessante, ma solo per l’ordine segreto di cui faceva parte, non perché si conoscesse mai l’uomo sotto il cappuccio bianco. Ezio è molto più attraente, perché non è solo abile con la lama segreta, ma è anche un protagonista ben caratterizzato. Non è alla mercé della trama, ma piuttosto, la narrazione si evolve dal suo bisogno di vendetta. È la natura personale della storia che rende la trama di Assassin’s Creed II più avvincente di quella del predecessore.

Il gameplay di Assassin’s Creed II si basa sulle fondamenta del primo gioco, ma le arricchisce e le migliora in ogni modo. Ora potete usare il denaro per comprare armi, armature, medicine, munizioni e persino opere d’arte per la vostra villa. Potete anche modificare le vostre armi con vari tipi di lame, pistole e bombe fumogene. Il sistema di combattimento è più fluido e vario, con la possibilità di disarmare i nemici, contrattaccare, schivare e usare le armi secondarie. Le missioni sono più diverse e creative, con obiettivi che vanno dal seguire una persona, al rubare un documento, al sabotare una macchina da guerra. Ci sono anche missioni secondarie, come le gare sui tetti, le tombe segrete da esplorare, le piume da collezionare e i glifi da decifrare. Il gioco vi offre una grande libertà di scelta e di approccio, e vi premia per la vostra curiosità e il vostro stile.

Il gioco è anche una festa per gli occhi, con ambientazioni stupende e dettagliate che ricreano l’Italia rinascimentale in tutta la sua bellezza e varietà. Potrete visitare città come Firenze, Venezia, Forlì e Roma, e ammirare monumenti famosi come il Duomo, il Ponte Vecchio, il Palazzo Ducale e il Colosseo. Ogni città ha il suo stile architettonico, il suo clima, la sua musica e i suoi personaggi. Il gioco è anche pieno di riferimenti storici e culturali, e vi farà incontrare personaggi celebri come Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Caterina Sforza e Lorenzo de’ Medici. Il doppiaggio è di ottima qualità, con voci che rendono bene il carattere e l’accento dei personaggi. La colonna sonora è magnifica, con musiche che si adattano al tono e all’atmosfera di ogni situazione.

Assassin’s Creed II non è perfetto, però. Ci sono alcuni bug e problemi tecnici, come pop-up, clipping, cadute di frame rate e caricamenti lunghi. Il sistema di controllo a volte è impreciso e frustrante, soprattutto quando si salta da una parte all’altra o si cerca di nascondersi. La difficoltà è piuttosto bassa, e il gioco non vi metterà mai in seria difficoltà. La storia, pur essendo avvincente, ha anche alcuni buchi e incongruenze, e il finale vi lascerà con più domande che risposte.

Nonostante questi difetti, Assassin’s Creed II è un gioco eccezionale, che supera il primo in ogni aspetto e vi offre un’esperienza ricca, divertente e coinvolgente. Se vi è piaciuto il primo, o se siete appassionati di giochi d’azione-avventura, non potete perdervelo. Vi farà sentire come un vero assassino, e vi farà vivere una delle epoche più affascinanti della storia.

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