Agosto rappresenta sempre uno di quei momenti dell’anno in cui il calendario italiano si riempie di festival dedicati alla cultura pop, ma capita raramente di imbattersi in una manifestazione capace di fondere davvero il fascino della storia millenaria con la fantasia di manga, fumetti, videogiochi e cosplay. Proprio questa è la promessa di EtrusComics 2026, la nuova edizione dell’evento che il 29 e 30 agosto trasformerà il suggestivo borgo di Blera, in provincia di Viterbo, in un punto di incontro per appassionati di ogni età, regalando un’esperienza che va ben oltre la classica fiera nerd.
Confesso che l’idea mi ha conquistato fin dal primo annuncio. Da appassionato di cultura geek ho visitato convention enormi, padiglioni fieristici giganteschi e manifestazioni con decine di migliaia di visitatori, ma esiste un fascino particolare negli eventi ospitati all’interno dei borghi storici italiani. Camminare tra vicoli medievali popolati da Jedi, cavalieri fantasy, pirati di One Piece, eroi Marvel, personaggi anime e protagonisti dei videogiochi crea un contrasto visivo che sembra uscito direttamente da un crossover impossibile. Blera, con la sua storia antichissima e le profonde radici etrusche, sembra quasi il palcoscenico perfetto per raccontare una nuova forma di immaginazione contemporanea.
EtrusComics nasce proprio con questa filosofia: mettere in dialogo il patrimonio culturale della Tuscia con la passione per il fumetto, il cosplay, il gaming e tutto ciò che ruota attorno alla cultura pop. Un’idea che negli ultimi anni sta conquistando sempre più spazio nel panorama italiano, dimostrando come il mondo nerd possa diventare anche uno straordinario strumento di valorizzazione del territorio.
Per due giornate, dalle 16:00 fino a mezzanotte, il centro storico di Blera diventerà una gigantesca area dedicata all’intrattenimento. Il programma è pensato per coinvolgere pubblici molto diversi tra loro: i cosplayer troveranno scenografie naturali perfette per servizi fotografici spettacolari, gli amanti del fumetto potranno curiosare tra tavole illustrate, manga e opere di artisti indipendenti, mentre i videogiocatori avranno a disposizione spazi dedicati sia alle esperienze moderne sia al sempre amatissimo retrogaming, capace di risvegliare ricordi indelebili in chi è cresciuto con NES, Mega Drive, PlayStation e cabinati arcade.
Proprio il retrogaming continua a vivere una seconda giovinezza. Basta osservare quanta nostalgia accompagni ogni nuova mini console, ogni raccolta di classici ripubblicata o ogni remake di titoli storici. Ritrovare queste esperienze all’interno di una manifestazione ambientata in un borgo storico aggiunge un ulteriore livello di magia, quasi come se passato e presente decidessero di giocare insieme per un intero weekend.
Naturalmente non mancheranno gli immancabili stand espositivi, dedicati sia al merchandising sia all’artigianato creativo. Ed è proprio quest’ultimo aspetto che rende manifestazioni come EtrusComics particolarmente interessanti. Negli ultimi anni il mondo nerd italiano ha visto nascere centinaia di piccoli artigiani capaci di realizzare oggetti unici ispirati ad anime, videogiochi, fantasy e fantascienza. Spade forgiate a mano, bacchette magiche, miniature, accessori cosplay, gioielli ispirati agli universi più celebri, stampe artistiche e creazioni originali rappresentano ormai una parte fondamentale dell’identità di questi eventi.
Anche gli appassionati di giochi da tavolo avranno il loro spazio. Viviamo una vera e propria età dell’oro del board gaming, con un mercato che continua a crescere anno dopo anno grazie a produzioni sempre più curate, regolamenti accessibili e un ritorno del gioco condiviso attorno a un tavolo. Manifestazioni come EtrusComics permettono di scoprire nuovi titoli, conoscere associazioni ludiche e trascorrere qualche ora lontano dagli schermi senza rinunciare allo spirito geek che accomuna tutta la community.
Grande attenzione sarà dedicata anche agli spettacoli dal vivo e agli ospiti, elementi che rendono ogni festival diverso dagli altri. L’incontro diretto con illustratori, performer, cosplayer e protagonisti della scena pop italiana rappresenta infatti una delle esperienze più belle per chi frequenta queste manifestazioni. Dietro ogni costume perfettamente realizzato, ogni tavola illustrata o ogni performance sul palco si nascondono infatti anni di studio, passione e creatività che meritano sempre di essere raccontati.
Uno degli aspetti che più incuriosisce riguarda però il dialogo continuo tra la manifestazione nerd e le tradizioni storiche di Blera. EtrusComics non arriva infatti come un evento isolato, ma si inserisce all’interno dei celebri festeggiamenti dedicati a Sant’Ermete, una ricorrenza profondamente sentita dalla comunità locale che da decenni rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dell’estate della Tuscia.
Durante quei giorni il borgo vive infatti un’autentica trasformazione. Le celebrazioni religiose convivono con il folklore popolare, la gastronomia locale e una lunga serie di appuntamenti culturali che rendono l’intero paese protagonista di una festa capace di coinvolgere residenti e visitatori. La domenica mattina la tradizionale processione con le reliquie del Santo attraversa il centro accompagnata dalla banda musicale “Alessandro Pagliari”, mantenendo viva una tradizione che continua a essere tramandata di generazione in generazione.
Parallelamente trovano spazio appuntamenti dedicati all’arte, alla musica e alle tradizioni popolari, senza dimenticare la storica Festa del Tartufo e dei prodotti tipici biologici locali, uno degli eventi gastronomici più apprezzati della zona. Passeggiare tra gli stand significa poter assaporare il celebre tartufo della Tuscia, l’olio extravergine d’oliva prodotto sul territorio e numerose specialità legate alla cucina tradizionale laziale. Una combinazione che rende il viaggio ancora più interessante anche per chi accompagna amici o familiari meno interessati al mondo nerd.
Dal punto di vista turistico, Blera rappresenta inoltre una destinazione tutta da scoprire. Il borgo conserva un patrimonio archeologico di enorme valore, testimone della civiltà etrusca che ha lasciato profonde tracce nell’intero territorio. Necropoli, percorsi naturalistici, antiche vie e panorami mozzafiato trasformano una semplice visita a EtrusComics nell’occasione perfetta per conoscere uno dei luoghi più suggestivi della provincia di Viterbo.
Manifestazioni di questo tipo raccontano anche un cambiamento importante nella percezione della cultura pop italiana. Fino a qualche decennio fa fumetti, videogiochi e cosplay erano considerati passioni di nicchia; oggi diventano strumenti capaci di valorizzare territori, attirare turismo culturale e creare occasioni di incontro tra generazioni diverse. Bambini, adolescenti, adulti e famiglie possono condividere la stessa esperienza, passando con naturalezza da una partita a un videogioco classico a una degustazione gastronomica, da una gara cosplay alla visita di un palazzo storico.
Dietro EtrusComics 2026 troviamo la collaborazione tra il Comune di Blera, la Pro Loco di Blera e l’Università Agraria di Blera, realtà che hanno scelto di investire su un format capace di raccontare il territorio attraverso un linguaggio moderno e vicino ai nuovi pubblici. Una scelta intelligente, che dimostra come la cultura geek possa diventare una preziosa alleata nella promozione dei piccoli centri italiani.
L’ingresso gratuito rende inoltre la manifestazione facilmente accessibile a tutti, permettendo a curiosi, famiglie e appassionati di immergersi senza barriere economiche in un weekend ricco di attività. Per chi ama fotografare cosplay ambientati in scenari storici, collezionare fumetti, sfidare gli amici ai videogiochi, acquistare creazioni artigianali o semplicemente vivere un’atmosfera diversa dal solito, EtrusComics 2026 ha tutte le carte in regola per diventare uno degli appuntamenti più interessanti dell’estate nerd italiana.
La sensazione è che questo festival possa crescere anno dopo anno proprio grazie alla sua identità unica. Non tenta di imitare le grandi convention metropolitane, ma costruisce un carattere riconoscibile partendo dalla storia, dalla tradizione e dal patrimonio culturale della Tuscia. Una formula che riesce a trasformare il borgo di Blera in un luogo dove antiche civiltà, cavalieri fantasy, supereroi, videogiochi, manga e cosplay convivono sorprendentemente bene, regalando ai visitatori due giornate che promettono di essere ricordate molto più a lungo di una semplice fiera dedicata alla cultura pop.
Treviso si prepara a trasformarsi per un intero weekend in un punto di ritrovo per cosplayer, lettori di fumetti, gamer, artisti, collezionisti e curiosi attratti da quell’universo pop che ormai attraversa generazioni molto diverse senza perdere la capacità di creare comunità. Sabato 5 e domenica 6 settembre arriverà infatti Treviso Con 2026, una manifestazione dedicata alla cultura nerd e all’intrattenimento che promette due giornate costruite attorno alla condivisione, alla creatività e al piacere molto semplice, ma mai scontato, di incontrare persone capaci di emozionarsi davanti allo stesso personaggio, alla stessa saga o a un costume realizzato dopo mesi di lavoro.
L’evento, organizzato dall’Associazione di promozione sociale DOGE APS, nasce con l’intenzione di offrire alla città uno spazio aperto agli appassionati e a chi desidera avvicinarsi per la prima volta a fumetti, cosplay, giochi e immaginari contemporanei. Il concetto alla base di Treviso Con appare immediatamente familiare a chi frequenta fiere e convention: far incontrare mondi che durante l’anno dialogano soprattutto online, tra community, gruppi social, server Discord e chat infinite, permettendo loro di occupare finalmente uno spazio reale, attraversabile, rumoroso e popolato da armature, parrucche, tavole illustrate e riferimenti che solo gli altri membri del fandom sembrano cogliere al primo sguardo.
Treviso Con 2026 non vuole rivolgersi soltanto agli appassionati più esperti, quelli capaci di riconoscere un personaggio secondario da un dettaglio del mantello o di discutere per ore sulla migliore incarnazione cinematografica di Batman. L’idea è quella di costruire un appuntamento accessibile a tutte le età, dove il pubblico possa muoversi liberamente tra fumetto, cosplay, gioco, spettacolo e cultura geek, scoprendo magari interessi che fino al giorno prima sembravano lontanissimi. Le convention migliori funzionano proprio così: si entra per accompagnare un amico, si resta davanti a un illustratore, si osserva una performance cosplay e si torna a casa con la sensazione di aver trovato una nuova ossessione da coltivare.
Parte importante della manifestazione sarà naturalmente riservata agli espositori, ai professionisti, agli artisti e alle realtà creative interessate a partecipare. Chi desidera proporre prodotti, opere, attività o collaborazioni può contattare direttamente l’organizzazione tramite l’indirizzo trevisocon@gmail.com. Una convention vive anche grazie a questa rete di presenze, spesso composta da illustratori indipendenti, artigiani, associazioni, negozi specializzati, autori e creativi che trasformano ogni stand in un piccolo mondo dotato di una propria identità. Fermarsi a parlare con chi ha disegnato una stampa, costruito un accessorio o inventato un progetto rimane una delle parti più belle di qualsiasi evento nerd, perché restituisce alla cultura pop una dimensione umana che nessun marketplace digitale potrà mai sostituire.
Fotografi, operatori della comunicazione e rappresentanti della stampa potranno invece richiedere l’accredito seguendo le indicazioni messe a disposizione dagli organizzatori. La presenza dei fotografi assume un’importanza particolare soprattutto durante le attività cosplay, dove ogni scatto può diventare il riconoscimento di settimane o mesi trascorsi tra stoffe, colla, foam, prove trucco, parrucche da disciplinare e inevitabili crisi notturne davanti a un accessorio che continua a non comportarsi come dovrebbe. Chi ha realizzato almeno una volta un costume sa perfettamente quanto lavoro possa nascondersi dietro una posa durata pochi secondi.
L’appuntamento maggiormente atteso dalla community sarà il Cosplay Contest di Treviso Con 2026, previsto per domenica 6 settembre. La gara sarà curata da Cosplay And Nerd attraverso il format EveryPiPLFun, una formula che mette al centro la voglia di esibirsi e condividere la propria passione senza trasformare il palco in uno spazio riservato esclusivamente ai veterani. L’inizio del contest è fissato alle ore 16:00, con Elisa e Giacomo nel ruolo di presentatori e Dj Pooh alla console, pronti ad accompagnare una giornata che si annuncia piena di personaggi provenienti da anime, manga, videogiochi, cinema, serie televisive e fumetti.
Le iscrizioni in presenza saranno disponibili domenica 6 settembre dalle ore 11:00 alle 14:30, ma l’organizzazione invita i partecipanti a utilizzare la procedura di preiscrizione online, aperta fino alle ore 23:00 del 31 agosto 2026. Registrarsi in anticipo significa compilare il modulo dedicato, completare la liberatoria e caricare il file audio in formato MP3 da utilizzare durante la performance. La preiscrizione non viene indicata come obbligatoria, ma appare decisamente consigliabile, soprattutto perché i posti potrebbero esaurirsi e la priorità sarà riservata a chi avrà già completato la procedura sul sito ufficiale.
Chi frequenta abitualmente i contest conosce bene il valore di arrivare preparati, con la traccia già consegnata e tutti i documenti sistemati. Il giorno della gara possiede una capacità quasi sovrannaturale di comprimere il tempo: un attimo prima si stanno ritoccando gli ultimi dettagli del trucco, quello dopo si sente chiamare il proprio nome mentre un accessorio decide improvvisamente di rompersi. Eliminare almeno una parte delle incombenze burocratiche consente di concentrarsi sulla performance, sul costume e su quel misto di adrenalina e paura che comincia a salire appena ci si avvicina al backstage.
Treviso Con introdurrà anche una sessione di pre-judging, programmata domenica dalle ore 14:30 alle 15:30. La partecipazione sarà facoltativa, ma fortemente raccomandata per tutti coloro che desiderano mostrare alla giuria gli aspetti meno immediatamente visibili del proprio lavoro. Sul palco, tra luci, musica e tempi serrati, non sempre è possibile cogliere la complessità di una cucitura, la precisione di una decorazione o il sistema tecnico nascosto dietro un’arma scenica. Il pre-judging offre invece uno spazio più diretto per raccontare la costruzione del costume, spiegare materiali e soluzioni, illustrare gli accessori e approfondire l’interpretazione scelta.
Questa fase può risultare preziosa non soltanto per chi punta a un riconoscimento, ma anche per chi considera il cosplay un linguaggio creativo e desidera comunicare davvero il percorso compiuto. Dietro ogni costume esiste una storia fatta di tentativi, errori, tutorial guardati alle tre di notte, materiali inizialmente incomprensibili e idee che sulla carta sembravano perfette prima di scontrarsi con la fisica del mondo reale. Raccontare tutto questo ai giudici significa permettere loro di valutare il progetto nella sua interezza, andando oltre l’impatto visivo dei pochi minuti concessi dall’esibizione.
Il contest EveryPiPLFun delle ore 16:00 rappresenterà così uno dei momenti in cui lo spirito di Treviso Con potrà manifestarsi con maggiore chiarezza. Il cosplay, dopotutto, non consiste semplicemente nell’indossare un costume: è interpretazione, artigianato, performance, desiderio di giocare con l’identità e trasformare per qualche ora la finzione in una presenza concreta. Sotto lo stesso palco possono incontrarsi chi ha costruito un’armatura complessa con strumenti professionali e chi sta vivendo la propria prima gara con un outfit assemblato grazie a creatività, entusiasmo e un budget affrontato come una boss fight particolarmente crudele.
La cultura cosplay ha imparato nel tempo a convivere con livelli di esperienza molto differenti, anche se il percorso non è sempre stato privo di discussioni, competitività e qualche inevitabile polemica da fandom. Eventi come Treviso Con possono diventare importanti proprio perché restituiscono alla gara il suo significato più bello: salire sul palco per celebrare un personaggio amato, incontrare altri appassionati e riconoscersi all’interno di una comunità. Vincere fa piacere, naturalmente, ma spesso il ricordo più forte resta l’incontro nato dietro le quinte, il complimento ricevuto da uno sconosciuto o quella fotografia capace di immortalare il costume esattamente come era stato immaginato mesi prima.
Sabato 5 e domenica 6 settembre 2026 Treviso avrà quindi l’occasione di accogliere una manifestazione pensata per mettere in comunicazione passioni, competenze e linguaggi diversi. Fumetti, gaming, cosplay e cultura pop non rappresentano compartimenti separati, perché continuano a influenzarsi a vicenda con una naturalezza ormai impossibile da ignorare. Un videogioco diventa una serie, un manga genera adattamenti, action figure e costumi, mentre un personaggio nato sulla carta finisce per vivere attraverso la voce, il corpo e la creatività di chi decide di interpretarlo.
Treviso Con 2026 sembra voler partire proprio da questa contaminazione, offrendo due giornate in cui appassionati, famiglie, artisti, espositori e cosplayer possano incontrarsi senza bisogno di tradurre continuamente il proprio entusiasmo per renderlo comprensibile agli altri. Chi conosce quella sensazione sa quanto sia liberatorio entrare in una convention e smettere, almeno per qualche ora, di dover spiegare perché un fumetto possa essere importante, perché si possa lavorare per mesi a un costume o perché una colonna sonora videoludica riesca ancora a provocare i brividi dopo decine di ascolti.
Il calendario conduce ormai verso settembre, mese capace di segnare la fine dell’estate senza spegnere la voglia di vivere nuove avventure. Treviso Con potrebbe diventare uno di quei weekend da appuntare con largo anticipo, preparando la macchina fotografica, sistemando l’ultimo dettaglio del costume e scegliendo la traccia audio destinata ad accompagnare il proprio ingresso sul palco. Resta soltanto da scoprire quali personaggi attraverseranno la manifestazione e quali incontri nasceranno tra i suoi spazi, perché ogni convention comincia davvero solo quando la community varca l’ingresso e decide quale storia raccontare.
Le lanterne sono pronte, i barili hanno ricominciato a rotolare lungo i sentieri e dalle cucine arriva già quel profumo capace di mettere in crisi persino il più disciplinato degli Hobbit. Dal 28 al 30 agosto 2026, la quiete di Bucchianico verrà nuovamente interrotta da brindisi, violini, tavolate interminabili e una quantità poco rassicurante di fuochi d’artificio affidati alle mani di uno stregone dalla barba grigia. “Una Festa a Lungo Attesa” torna alla Contea Gentile, in Contrada Porcareccia, per trasformare un angolo d’Abruzzo in una celebrazione collettiva ispirata alla Terra di Mezzo e al centoundicesimo compleanno di Bilbo Baggins, l’Hobbit più famoso, imprevedibile e longevo che abbia mai attraversato la porta rotonda di casa propria.
Chi conosce l’universo immaginato da J.R.R. Tolkien sa bene che il compleanno di Bilbo non rappresenta una semplice ricorrenza anagrafica. È uno degli avvenimenti più iconici dell’intera saga, una festa smisurata in cui convivono l’allegria genuina della Contea, l’ironia del festeggiato, le eccentricità di Gandalf e quella sottile sensazione che, dietro le risate e i piatti colmi, stia per iniziare un viaggio destinato a cambiare ogni cosa. La Contea Gentile riprende proprio quell’immaginario e lo traduce in un’esperienza fantasy dal vivo in cui il pubblico non rimane seduto a osservare una rappresentazione, ma diventa parte integrante del villaggio, delle famiglie Hobbit e delle sue piccole, irresistibili follie quotidiane.
L’arrivo è previsto dalle ore 15, abbastanza presto per permettere agli ospiti di attraversare simbolicamente i confini della Contea, lasciare alle spalle il traffico, le notifiche e le incombenze del mondo reale e scoprire a quale famiglia di Mezzuomini verranno assegnati. La divisione in Famiglie Hobbit non ha soltanto una funzione organizzativa, perché diventa uno dei motori narrativi della giornata: ogni partecipante trova un gruppo, un capofamiglia e una tavolata con cui condividere giochi, prove, risate e quella forma di complicità immediata che conosciamo bene nelle fiere fantasy, nei raduni cosplay e nelle sessioni di gioco di ruolo, dove spesso bastano una citazione corretta e una passione comune per iniziare a parlare come vecchi amici.
Ad attendere gli invitati ci sarà anche un Mathom, il tradizionale dono hobbit che Bilbo avrebbe deciso di offrire personalmente ai partecipanti. L’idea è perfettamente coerente con lo spirito del personaggio: il festeggiato riceve gli auguri, ma distribuisce regali, memorie e oggetti destinati magari a essere custoditi, dimenticati in un cassetto o mostrati con orgoglio alla prima occasione utile. Il Mathom diventa così un piccolo frammento concreto dell’esperienza, uno di quegli oggetti che, una volta tornati alla vita ordinaria, continuano a raccontare una storia anche senza bisogno di parole.
Le ore precedenti alla cena saranno occupate da attività, incontri e sorprese gestite dai portavoce delle famiglie. Il programma punta sull’interazione e sul senso di appartenenza, senza quella distanza tipica degli spettacoli tradizionali. Non si assiste soltanto alla festa di Bilbo: si viene convocati, accolti e coinvolti in prima persona. Il costume da Hobbit, del resto, è obbligatorio e costituisce uno degli elementi fondamentali della manifestazione. Alla Contea Gentile saranno ammessi soltanto ospiti adeguatamente vestiti da Mezzuomini e Mezzuomonne, una regola che innalza immediatamente il livello dell’immersione e trasforma ogni sentiero, prato o tavolo apparecchiato in una scena che sembra uscita da un’illustrazione dedicata alla Terra di Mezzo.
Vestirsi da Hobbit potrebbe sembrare semplice, almeno finché non si comincia a ragionare su tessuti, gilet, gonne, camicie, pantaloni al ginocchio, bretelle, cappelli e accessori. Poi entra in gioco il fandom, e la questione diventa molto più seria. Chi frequenta il mondo cosplay conosce bene quella fase in cui un costume apparentemente essenziale si trasforma in una ricerca quasi archeologica del bottone giusto, della tonalità più adatta e del tessuto capace di sembrare davvero proveniente da un villaggio lontano dalla modernità. Il bello, però, sta proprio nella libertà interpretativa: non serve impersonare Frodo, Sam, Merry o Pipino, perché ogni partecipante può costruire il proprio abitante della Contea, immaginandone famiglia, mestiere, abitudini e probabile rapporto con le seconde colazioni.
Alle ore 19 arriverà il momento che ogni Hobbit rispettabile considera il vero centro di qualsiasi avventura: il Grande Banchetto. I capifamiglia accompagneranno gli ospiti verso i tavoli, dando inizio a una cena pensata come una festa comunitaria più che come un semplice servizio di ristorazione. Il biglietto dell’evento, proposto al prezzo di 70 euro, comprende ingresso, cena e intrattenimento, offrendo l’accesso a una serata costruita intorno alla convivialità, alla musica e alla partecipazione. Perché puoi anche aver affrontato Orchi, ragni giganti e lunghi viaggi verso Mordor, ma la vera prova di resistenza resta sempre quella davanti a un tavolo colmo di portate, soprattutto dopo che qualcuno ha pronunciato la pericolosissima frase “ce n’è ancora”.
Brindisi, sfide e momenti di spettacolo accompagneranno la cena, mentre le Famiglie Hobbit saranno chiamate a mettersi alla prova per conquistare prelibatezze aggiuntive e caraffe di birra. Qui l’atmosfera comincia a ricordare una gigantesca sessione di gioco di ruolo dal vivo, con una scenografia reale, personaggi, obiettivi condivisi e ricompense decisamente più appetitose dei classici punti esperienza. Nessuno deve interpretare una trama rigida o imparare complicati regolamenti: basta lasciarsi trascinare dall’ambientazione, collaborare con la propria famiglia e accettare che, almeno per una sera, una caraffa conquistata dopo una sfida possa sembrare più preziosa di qualsiasi tesoro nanico.
La locanda resterà aperta tra una danza e l’altra, pronta ad accogliere chi avrà bisogno di rifornimenti mentre flauti e violini accompagneranno la festa. L’immagine di una comunità riunita sotto le lanterne, con gli abiti da Hobbit, i bicchieri sollevati e la musica folk che attraversa il prato, possiede una forza che va oltre il semplice omaggio cinematografico. Tocca quel desiderio, profondamente nerd e forse anche un po’ infantile nel senso più bello del termine, di abitare davvero i mondi che ci hanno cresciuti. Non visitarli attraverso uno schermo o sfogliarne le mappe, ma camminarci dentro, sentirne i suoni, riconoscerne gli odori e scoprire come cambia il nostro modo di rapportarci agli altri quando tutti accettano di condividere la stessa illusione.
Gandalf, naturalmente, non resterà lontano dai festeggiamenti. I suoi fuochi d’artificio rappresentano uno degli elementi più attesi della serata, purché nessun giovane Tuc decida di avvicinarsi troppo alle scorte dello stregone. L’avvertimento sembra quasi superfluo, ma la storia della Terra di Mezzo ci ha insegnato che dove compaiono razzi, draghi pirotecnici e Hobbit curiosi, la prudenza tende a durare pochissimo. Lo spettacolo promette di richiamare l’immaginario della grande festa raccontata ne “Il Signore degli Anelli”, con le scintille che illuminano la Contea e regalano al pubblico uno di quei momenti in cui il confine tra rievocazione, teatro e sogno condiviso diventa quasi impossibile da individuare.
La conclusione della serata sarà affidata al fuoco e ai racconti. Dopo il banchetto e le danze, i partecipanti si raccoglieranno per ascoltare i canti dedicati agli antichi eroi della Terra di Mezzo. È probabilmente il passaggio più intimo di tutta l’esperienza, perché Tolkien ha costruito il proprio universo proprio attraverso la memoria, le leggende tramandate, le canzoni e i racconti capaci di collegare le piccole esistenze quotidiane alle grandi imprese del passato. Riunirsi attorno alle fiamme significa recuperare quella dimensione orale che appartiene alle radici del fantasy e che spesso dimentichiamo mentre discutiamo di adattamenti, continuity, edizioni estese e differenze tra romanzi e film.
L’organizzazione invita tutti a rispettare con attenzione gli orari. L’ingresso pomeridiano permette di prendere parte alle attività che precedono la cena, mentre arrivare in ritardo significherebbe perdere una parte consistente della costruzione narrativa. Una Festa a Lungo Attesa non è pensata come un ristorante tematico in cui presentarsi soltanto per mangiare, ma come un percorso che comincia dall’accoglienza, continua attraverso l’assegnazione delle famiglie e trova il proprio compimento nel banchetto serale. Anche lasciare la festa prima del dolce potrebbe essere considerato un gesto poco hobbit, oltre che un rischio difficile da giustificare davanti a qualunque membro rispettabile della famiglia Baggins.
Per chi desidera rendere l’attesa ancora più speciale è disponibile anche un invito ufficiale cartaceo, spedito simbolicamente dalla penna del Sindaco della Contea e acquistabile al prezzo di 14 euro. Si tratta di un extra in quantità limitata, pensato sia come regalo sia come elemento da collezione. Ricevere una convocazione fisica, in un’epoca dominata da conferme digitali e codici QR, aggiunge un gusto quasi rituale alla preparazione. È il genere di oggetto che viene fotografato, conservato e probabilmente mostrato agli amici con una soddisfazione difficile da nascondere.
Chi desidera dormire nei pressi della manifestazione può scegliere tra strutture ricettive della zona oppure acquistare una piazzola per la tenda, con prezzi a partire da 10 euro per tenda e per notte. Le temperature notturne possono essere fredde, quindi l’organizzazione raccomanda di prepararsi con l’equipaggiamento adeguato. I camper potranno sostare lungo la strada insieme alle automobili, ma non avranno accesso all’area riservata alle tende. Il parcheggio per auto e camper sarà comunque disponibile nelle vicinanze della Contea Gentile.
La vendita dei biglietti avviene esclusivamente online e non sarà possibile acquistare ingressi direttamente sul posto. Gli ordini completati correttamente verranno confermati tramite email, seguiti dall’invio dei biglietti, e vale la pena controllare anche la cartella dello spam per evitare panico, disperazione o accuse ingiuste rivolte a Sauron. Le vendite chiuderanno il 23 agosto 2026, mentre eventuali richieste di rimborso dovranno essere presentate entro il 16 agosto. Ogni rimborso prevede una commissione di gestione di 5 euro per ciascun biglietto.
Le comitive che desiderano sedere insieme dovranno acquistare gli ingressi utilizzando lo stesso indirizzo email, anche attraverso ordini separati. In questo modo lo staff potrà assegnare i partecipanti alla medesima tavolata-famiglia. L’attribuzione definitiva delle Famiglie Hobbit verrà stabilita dagli organizzatori in prossimità dell’evento e non potrà essere modificata. Potreste quindi scoprire di appartenere a un clan di rispettabili coltivatori, di musicisti, di buongustai o di incorreggibili appassionati di torte salate, ma qualunque sia il verdetto, converrà accettarlo con la dignità di chi sa che nella Contea nessuno dovrebbe festeggiare da solo.
L’appuntamento con Una Festa a Lungo Attesa 2026 porta con sé tutta la forza degli eventi fantasy capaci di trasformare una passione letteraria e cinematografica in un’esperienza sociale. La Terra di Mezzo non vive soltanto nei romanzi di Tolkien, nelle trilogie di Peter Jackson, nei videogiochi o nelle serie televisive: continua a esistere ogni volta che una comunità si riunisce per indossare un costume, condividere un tavolo e raccontare storie sotto le stelle. Forse Bilbo scomparirà ancora una volta dopo il suo discorso, forse Gandalf terrà d’occhio i fuochi d’artificio, forse qualcuno riuscirà davvero a trovare spazio per un’ultima fetta di dolce. Il resto dipenderà dagli Hobbit che attraverseranno i cancelli della Contea Gentile e dalle storie che decideranno di portare con sé una volta tornati a casa.
Málaga si prepara a diventare di nuovo una specie di portale dimensionale per chi vive di fumetti, cinema, serie TV, videogiochi, manga, cosplay, giochi da tavolo e cultura pop, perché la San Diego Comic-Con Málaga 2026 ha appena acceso il motore della sua seconda edizione con un Panel Zero che somigliava più a una dichiarazione d’intenti che a una semplice anteprima. Dal 1° al 4 ottobre 2026, il FYCMA tornerà a ospitare quella che ormai non possiamo più considerare soltanto una “costola europea” del leggendario evento californiano, ma una creatura con una propria identità, ambiziosa, affamata, costruita per parlare direttamente a un pubblico che non vuole più guardare da lontano i grandi riti internazionali della cultura geek. La presentazione in streaming condotta da Cristinini, con il Direttore Generale Fernando Piquer e il fumettista Jorge Jiménez, ha messo sul tavolo una quantità di annunci capace di far drizzare le antenne a chiunque abbia mai fatto una fila per un panel, custodito gelosamente una stampa autografata o pianificato una trasferta come fosse una quest secondaria da completare con precisione maniacale.
La nuova edizione della San Diego Comic-Con Málaga conferma la propria casa al Palacio de Ferias y Congresos de Málaga, ma lo fa cambiando scala, respiro e ambizione. La convention manterrà una capienza massima di 90.000 partecipanti, con 22.500 ingressi al giorno, un numero che racconta bene la volontà di crescere senza trasformare l’esperienza in un dungeon ingestibile. La nuova mappa ufficiale, svelata con largo anticipo, sembra pensata per rispondere a una delle grandi ossessioni di ogni appassionato da fiera: riuscire a muoversi senza sentirsi intrappolato in un corridoio tra uno stand di variant cover e una fila infinita per il panel più atteso. Fernando Piquer ha spiegato che la venue è stata ripensata per integrare nuovi spazi, migliorare i percorsi e rendere più fluida la circolazione all’interno di un’area che supera i 90.000 metri quadrati, e al netto del linguaggio da comunicato, la sostanza è molto chiara: SDCC Málaga 2026 vuole funzionare come una convention moderna, ampia, leggibile, capace di reggere un pubblico internazionale e una programmazione sempre più densa.
L’espansione dell’area espositiva è uno degli elementi più interessanti, perché dice molto del tipo di esperienza che gli organizzatori stanno costruendo. L’Exhibitor Hall Town resterà all’interno del FYCMA, in continuità con lo spazio indoor inaugurato durante la prima edizione, mentre l’Exhibitor Hall Garden nascerà nell’area Village come nuovo padiglione coperto e completamente attrezzato, con oltre 8.800 metri quadrati dedicati agli espositori. Tradotto in lingua da fan: più stand, più editori, più publisher, più possibilità di inciampare in quell’oggetto che non sapevi di volere fino a tre secondi prima, più occasioni per provare giochi da tavolo, scoprire anteprime, incontrare artisti e perdersi con dignità tra merchandise, tavole originali e progetti indipendenti. Le aree Sit & Play saranno distribuite proprio dentro gli spazi espositivi, permettendo ai visitatori di mettere mano su nuovi board game prima dell’uscita ufficiale sul mercato, dettaglio non secondario per una convention che sembra voler dare pari dignità a tutte le forme dell’immaginario nerd, dal grande blockbuster all’esperienza da tavolo condivisa con amici e sconosciuti.
L’Artists’ Alley sarà ospitata nell’Exhibitor Hall Garden e porterà oltre 90 stand di artisti nazionali e internazionali, quasi il doppio rispetto allo scorso anno. A chi frequenta fiere e comic con da una vita basta questa informazione per capire la portata dell’annuncio, perché l’Artists’ Alley non è soltanto una zona dove acquistare stampe o chiedere sketch commission, ma uno degli spazi più vivi e imprevedibili di ogni manifestazione pop. È lì che si passa dal nome già consacrato al talento emergente, dal disegnatore Marvel al giovane autore che magari tra qualche anno ritroveremo su una copertina destinata a diventare culto. Málaga sembra aver capito che una convention non può vivere solo di grandi palchi, trailer e ospiti da selfie: serve anche quel contatto ravvicinato con la matita, la firma, il racconto dietro una tavola, la possibilità di dire a un autore “questa storia mi ha accompagnato davvero” senza il filtro di uno schermo.
La programmazione promette oltre 300 ore di contenuti, una cifra che fa quasi sorridere perché nessun essere umano potrà seguirla tutta, e forse sta proprio lì il bello: costruire un’esperienza così ricca da obbligare ogni visitatore a scegliere il proprio percorso, come accade nei migliori giochi di ruolo. La Hall M tornerà a essere uno degli spazi più attesi, affiancata da due auditorium già confermati e da un nuovo auditorium realizzato appositamente accanto all’Exhibitor Hall Town. Cinema, televisione, fumetto, animazione, videogiochi, giochi da tavolo, manga e cultura pop si incroceranno in una griglia di appuntamenti che, sulla carta, vuole competere con i grandi standard internazionali. L’annuncio della presenza di Disney nella Hall M aggiunge inevitabilmente una dose extra di hype, perché ogni volta che Disney entra ufficialmente in una cornice di questo tipo il pensiero corre subito a possibili panel, anticipazioni, talent, franchise e rivelazioni capaci di spostare l’attenzione globale, anche se per ora resta quel margine di mistero che fa parte del gioco.
Il Panel Zero ha poi sganciato una nuova ondata di 25 ospiti speciali, portando il totale complessivo oltre quota 60 se si sommano i nomi già annunciati durante la primavera. La parte fumettistica è di quelle che fanno brillare gli occhi a chi segue da vicino il mercato americano e internazionale: Carmen Carnero, Chris Condon, Jorge Jiménez, Pepe Larraz, Álvaro Martínez Bueno, Michael Golden e Michael Walsh saranno presenti nell’Artists’ Alley, andando ad affiancare nomi già confermati come Juanjo Guarnido, Philip Kennedy Johnson, Rick Leonardi, Laia López, Pat Mills e Dan Mora. Per il pubblico italiano spiccano anche Stefano Caselli, disegnatore di Ultimate Black Panther, e David Messina, legato tra gli altri lavori a Catwoman, due autori che da anni portano il talento italiano dentro le grandi narrazioni del fumetto mondiale, dimostrando quanto il nostro Paese continui a dialogare con Marvel, DC e con l’industria internazionale non da spettatore laterale, ma da protagonista creativo.
Jorge Jiménez, presente durante la diretta, ha aggiunto un tocco molto personale al racconto della convention presentando una stampa commemorativa esclusiva realizzata per SDCC Málaga. Il suo ritorno all’evento, raccontato come una sorta di ritorno a casa, dice molto del rapporto che la manifestazione sta cercando di costruire con gli artisti: non una semplice ospitata da calendario, ma una relazione continuativa, quasi affettiva, con una community che l’anno scorso aveva già mostrato una fame enorme di incontri, firme e momenti condivisi. Jiménez è uno di quegli autori capaci di incarnare perfettamente la sensibilità del fumetto supereroistico contemporaneo, spettacolare senza perdere eleganza, dinamico senza diventare confuso, e vederlo al centro di un annuncio di questo tipo rafforza l’idea di una Málaga sempre più rilevante anche per il mondo delle tavole sequenziali.
La sezione cinema e televisione sembra costruita per far collidere epoche diverse dell’immaginario pop. Cinque volti legati a Starship Troopers, ovvero Casper Van Dien, Denise Richards, Dina Meyer, Michael Ironside e Jake Busey, porteranno alla convention quella nostalgia satirica, muscolare e disturbante del film di Paul Verhoeven, un’opera che negli anni è stata riletta, amata, fraintesa, riscoperta e celebrata come una delle grandi anomalie fantascientifiche degli anni Novanta. Accanto a loro arriveranno Natasha Liu Bordizzo, Dan Fogler, Denise Gough, Christopher Lambert, Kevin Sussman, Karl Urban e Deborah Ann Woll. Basta mettere insieme questi nomi per attraversare universi molto diversi: Star Wars: Andor, The Walking Dead, The Big Bang Theory, Daredevil, The Boys, Highlander, Il Signore degli Anelli, The Greatest Showman. Karl Urban, in particolare, ha quel tipo di carriera che sembra scritta apposta per una comic con, perché passa con naturalezza brutale dal fantasy al supereroistico scorretto, dalla fantascienza al culto televisivo, portandosi dietro fandom diversi che raramente restano tranquilli davanti a un suo panel.
Deborah Ann Woll rappresenta invece una di quelle presenze capaci di parlare tanto al pubblico Marvel quanto agli appassionati di storytelling più intimo, perché il suo percorso tra Daredevil, True Blood e il mondo del gioco di ruolo l’ha resa una figura amata da community molto trasversali. Kevin Sussman richiama immediatamente l’immaginario nerd raccontato da The Big Bang Theory, con tutte le discussioni infinite che la serie ha generato su rappresentazione, comicità e cultura geek mainstream, mentre Christopher Lambert porta con sé un’aura da leggenda fantasy anni Ottanta e Novanta che nessun algoritmo potrà mai replicare davvero, perché Highlander resta una di quelle parole capaci di accendere ricordi, citazioni e duelli immaginari anche a distanza di decenni.
La parte dedicata a videogiochi e giochi di ruolo da tavolo ha il sapore dei grandi incroci generazionali. Dave Jones, creatore di Lemmings e figura fondamentale dietro la nascita di Grand Theft Auto, sarà presente per tutti e quattro i giorni della manifestazione. Qui non si parla solo di un nome storico, ma di qualcuno che ha inciso sull’evoluzione del videogioco moderno, passando da un classico puzzle game entrato nella memoria collettiva a una delle saghe più influenti, discusse e culturalmente pervasive di sempre. Accanto a lui arriverà Jeremy Crawford, lead game designer di Dungeons & Dragons, altro nome che per una certa parte del pubblico equivale a evocare campagne infinite, schede personaggio cancellate a forza di gomma, dadi traditori e notti passate a discutere se una regola sia stata interpretata nel modo giusto oppure no. In una convention dove convivono cosplay, cinema e grandi franchise, la presenza di D&D ricorda una cosa che a noi nerd piace fingere di dimenticare solo per poi tornarci sempre: il racconto condiviso resta una delle forme più potenti di magia pop.
Sul fronte manga e animazione giapponese, l’annuncio di Shin’ichirō Watanabe basta da solo a far salire la temperatura emotiva. Il regista e sceneggiatore di Cowboy Bebop e Samurai Champloo sarà presente sabato 3 e domenica 4 ottobre, portando a Málaga una delle visioni più riconoscibili, musicali e malinconiche dell’anime contemporaneo. Watanabe non è semplicemente un autore amato: è uno di quei creatori che hanno insegnato a intere generazioni come l’animazione giapponese potesse parlare jazz, noir, fantascienza, hip hop, western, arti marziali, solitudine e stile senza perdere mai la propria anima. Cowboy Bebop continua a essere un codice culturale condiviso, una serie che molti hanno scoperto da adolescenti e che da adulti torna addosso con significati nuovi, come succede alle opere che non si limitano a funzionare, ma restano. Insieme a lui saranno presenti Yoshihiro Ueda, regista di Dragon Ball, e Akira Yamaoka, compositore della colonna sonora di Silent Hill, due nomi che aprono altrettanti mondi: da una parte l’epica shōnen che ha formato milioni di fan, dall’altra l’orrore psicologico videoludico che ha trasformato il silenzio, il rumore industriale e la musica in strumenti narrativi quasi fisici.
Uno degli annunci più raffinati riguarda il primo poster ufficiale di SDCC Málaga 2026, firmato da Helen Chen, artista e art director nota per il lavoro come production designer e visual development artist in produzioni come KPop Demon Hunters e Raya e l’ultimo drago. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Team Up!”, una formula che suona semplice ma funziona perfettamente dentro l’identità di una comic con, perché ogni fiera di questo tipo vive davvero sull’incontro tra mondi, fan, linguaggi, generazioni e ossessioni personali. Chen ha spiegato di aver affrontato una sfida particolare, dovendo immaginare da zero i personaggi del poster senza design preesistenti, lasciandosi ispirare anche dall’architettura di Málaga e dalla sua capacità di suggerire immediatamente una dimensione fantastica. È interessante vedere come la città non venga trattata solo come contenitore logistico, ma come parte dell’identità visiva dell’evento, quasi un personaggio aggiunto in una grande illustrazione corale. Helen Chen sarà presente alla convention per tutti e quattro i giorni, trasformando il poster non solo in un’immagine promozionale, ma in un ponte diretto tra pubblico e processo creativo.
La seconda sorpresa artistica riguarda John Romita Jr., leggenda assoluta del fumetto supereroistico, che realizzerà il secondo poster ufficiale di SDCC Málaga 2026. Il suo nome porta con sé decenni di Marvel, energia urbana, anatomie potenti, tavole che sembrano muoversi anche da ferme e una riconoscibilità grafica immediata. L’attesa per la presentazione del poster è già parte del racconto, perché un evento pop vive anche di queste piccole sospensioni, di annunci lasciati volutamente aperti, di immagini che ancora non vediamo ma che iniziamo a immaginare con la stessa impazienza con cui si aspetta il reveal di una nuova armatura, di una nuova variant o di un trailer piazzato a sorpresa a fine panel.
Il Panel Zero ha ricordato anche la chiusura della Wave 1, la prima fase di vendita dei biglietti, fissata proprio al 7 luglio, e ha presentato il Fan Portal, ulteriore tassello di una strategia che sembra voler rendere il rapporto con la community più diretto e organizzato. La partecipazione di Ali Plumb, critico cinematografico e giornalista di BBC Radio 1, aggiunge un altro elemento interessante sul fronte della comunicazione e dei contenuti, perché una convention internazionale non vive soltanto di ciò che accade sul palco, ma anche del modo in cui quei momenti vengono raccontati, rilanciati, interpretati e trasformati in memoria condivisa.
San Diego Comic-Con Málaga 2026, sostenuta dal Programma FESR Andalusia 2021–2027 e dalla Junta de Andalucía, sta quindi consolidando il proprio ruolo come uno degli appuntamenti europei più importanti per professionisti e appassionati della cultura pop. Il dettaglio istituzionale non va sottovalutato, perché dietro la magia apparente di ospiti, cosplay, poster e panel esiste una precisa visione territoriale: fare della cultura geek un motore turistico, economico e creativo, capace di portare pubblico internazionale, investimenti, attenzione mediatica e nuove connessioni industriali. Málaga non sembra voler ospitare semplicemente una grande fiera, ma candidarsi a diventare una capitale pop europea, un luogo dove l’immaginario globale trova una declinazione mediterranea, solare, accessibile e potentemente scenografica.
I biglietti per SDCC Málaga 2026 sono già disponibili su Ticketmaster, e a questo punto la domanda per molti fan italiani non sarà più se seguire gli aggiornamenti, ma quanto seriamente iniziare a considerare una trasferta tra fumetti, panel, star internazionali, autori manga, leggende del videogioco e una Hall M pronta a catalizzare l’attenzione dei grandi fandom. Perché una convention così non si limita a riempire quattro giorni di programma: costruisce attesa, genera conversazioni, crea piccoli riti personali e collettivi, invita ogni appassionato a scegliere il proprio modo di attraversarla. Magari qualcuno partirà per Karl Urban, qualcuno per Shin’ichirō Watanabe, qualcuno per Disney, qualcuno per Stefano Caselli o David Messina, qualcuno solo per respirare quell’aria da grande raduno geek europeo che inizia già a farsi sentire da qui. E forse la parte più bella sarà proprio scoprire, una volta arrivati, quale incontro inatteso finirà per restare davvero impresso.
FanoComics 2026 arriva il 17 e 18 ottobre 2026 con la promessa più bella che un festival pop possa fare a una città: trasformare il centro storico di Fano in un grande racconto collettivo, fatto di fumetti, cosplay, cinema, giochi, artigianato, creatività e immaginario nerd condiviso. Una prima edizione che profuma già di avventura, di pagine appena sfogliate, di costumi cuciti notte dopo notte, di dadi che rotolano sui tavoli, di artisti pronti a disegnare davanti al pubblico e di famiglie che, magari senza saperlo, stanno per scoprire quanto il fumetto possa essere un ponte potentissimo tra generazioni diverse. FanoComics nasce infatti con un’identità molto chiara: non vuole essere soltanto una fiera, non vuole limitarsi a raccogliere stand, ospiti e visitatori dentro una cornice piacevole, ma desidera diventare un’esperienza culturale capace di unire intrattenimento e territorio, memoria e fantasia, arte sequenziale e partecipazione dal vivo.
Fano è una città che sembra fatta apposta per accogliere un festival di questo tipo, perché ogni vicolo, ogni piazza, ogni scorcio del suo centro storico possiede già una qualità narrativa fortissima. Basta camminare tra le sue architetture, lasciarsi guidare dalla luce che cambia sulle facciate, osservare il modo in cui la storia continua a vivere nello spazio urbano, per capire quanto sia naturale immaginare queste strade come una gigantesca tavola a fumetti. FanoComics parte proprio da questa intuizione: il fumetto non è solo evasione, non è soltanto supereroi, manga, balloon e collezionismo, ma può diventare uno strumento di divulgazione, racconto e valorizzazione del territorio. Una città può essere spiegata in mille modi, attraverso guide, manuali, pannelli informativi e conferenze, ma il fumetto possiede una magia tutta sua, perché prende luoghi, persone e memorie e li restituisce in una forma immediata, emotiva, accessibile, capace di parlare tanto a chi conosce già ogni angolo della propria città quanto a chi la attraversa per la prima volta con gli occhi pieni di curiosità.
Il 17 e 18 ottobre 2026, FanoComics porterà quindi nel centro storico di Fano una festa dedicata a fumetto, cosplay, cinema, giochi e cultura pop, ma anche una dichiarazione d’amore per la creatività in tutte le sue forme. L’idea è quella di costruire un evento aperto, trasversale, accogliente, dove possano sentirsi a casa gli appassionati che leggono manga e graphic novel da una vita, i collezionisti che inseguono albi rari e variant cover, i giocatori da tavolo sempre pronti a sedersi per una nuova sfida, gli amanti del cinema fantastico, gli artigiani dell’immaginario e i cosplayer che trasformano ago, stoffa, foam, parrucche e make-up in personaggi vivi. Ma FanoComics vuole parlare anche a chi non frequenta abitualmente questo mondo, a chi magari non ha mai partecipato a una convention, a chi pensa che i fumetti siano soltanto roba per ragazzi e poi, davanti a una tavola disegnata bene, scopre che una storia può arrivare dritta allo stomaco con la stessa forza di un romanzo, di un film o di una canzone ascoltata nel momento giusto.
La prima edizione di FanoComics ha il fascino speciale degli inizi, quello delle cose che stanno per nascere e che proprio per questo portano con sé una carica particolare. Ogni grande appuntamento pop ha avuto un primo giorno, una prima locandina, un primo palco, un primo pubblico, un primo gruppo di persone convinte che valesse la pena provarci. FanoComics 2026 si presenta con questa energia: la sensazione di assistere non solo a un evento, ma all’apertura di un percorso. La frase “è la prima volta” non suona come una timida premessa, ma come una scintilla narrativa. Ogni saga comincia così, con un numero uno, con un prologo, con un personaggio che ancora non sa quanto lontano arriverà. E FanoComics sembra avere già dentro di sé quella voglia di crescere, di diventare un appuntamento riconoscibile, di intrecciare la cultura pop con l’identità della città, senza snaturare nessuna delle due cose.
Il cuore narrativo del festival è il fumetto come linguaggio universale. Perché davanti a una vignetta accade spesso una piccola meraviglia: un bambino, un genitore, un nonno, un adolescente appassionato di anime, una lettrice di graphic novel indipendenti e un visitatore capitato lì quasi per caso possono condividere lo stesso spazio emotivo. Il fumetto accorcia le distanze. Sa essere semplice senza essere banale, profondo senza diventare pesante, popolare senza perdere dignità artistica. Raccontare Fano attraverso il fumetto significa dare alla città una nuova superficie narrativa, far emergere dettagli che magari i residenti vedono ogni giorno ma non osservano più davvero, trasformare il patrimonio storico in un’esperienza viva, partecipata, quasi giocabile. Una piazza può diventare una splash page, una via può assomigliare a una sequenza cinematografica, un edificio può suggerire un’ambientazione fantasy, un incontro con un disegnatore può accendere la voglia di prendere una matita e provare a raccontare qualcosa di proprio.
Tra gli elementi più belli di FanoComics 2026 c’è proprio questa volontà di non separare l’arte dall’intrattenimento. Il festival immagina disegnatori al lavoro davanti ai visitatori, mostre capaci di evocare meraviglia, tavoli da gioco pieni di persone concentrate e sorridenti, incontri con autori e creativi destinati a lasciare addosso qualcosa anche dopo la fine della giornata, senza dimenticare il palco cosplay, che nella giornata di domenica promette di diventare uno dei momenti più attesi. Il cosplay, del resto, non è mai stato soltanto “mettersi un costume”. Chi lo vive davvero lo sa benissimo: significa studio del personaggio, manualità, interpretazione, passione, cura dei dettagli, desiderio di condividere una parte del proprio immaginario con gli altri. Portare una parata cosplay per le vie del centro storico di Fano significa far camminare la fantasia dentro la città reale, far incontrare armature fantasy, eroi dei videogiochi, personaggi manga, icone del cinema e creature dell’immaginazione con le pietre, gli archi e le prospettive urbane di un luogo autentico.
La domenica mattina, la parata cosplay attraverserà le vie del centro, trasformando Fano in una scenografia naturale per appassionati, fotografi, famiglie e curiosi. È facile immaginare l’effetto: personaggi amatissimi che sfilano tra le strade, bambini che indicano il proprio eroe preferito, adulti che riconoscono una citazione proveniente dalla loro adolescenza, cosplayer che diventano parte di un racconto urbano in movimento. Nel pomeriggio, dalle 16:00, la gara cosplay alla Pinacoteca San Domenico porterà sul palco creatività, performance e artigianalità, con premiazioni a seguire nello stesso spazio. La scelta della Pinacoteca San Domenico come luogo della competizione aggiunge un livello interessante al racconto del festival, perché mette in dialogo la cultura visiva contemporanea dei costumi, dei personaggi pop e delle performance con uno spazio legato all’arte e alla memoria cittadina. È proprio in queste sovrapposizioni che gli eventi nerd riescono a diventare qualcosa di più di una semplice festa: quando fanno incontrare mondi che sembravano lontani e dimostrano che la cultura pop non vive ai margini della cultura, ma ne è una delle forme più vive, immediate e partecipate.
FanoComics 2026 sarà anche un’occasione per dare spazio al gioco come forma di relazione. I tavoli da gioco, che si tratti di carte, board game, giochi di ruolo o sfide più leggere pensate per il pubblico generalista, hanno una funzione potentissima all’interno di un festival: invitano le persone a sedersi insieme, a parlarsi, a condividere regole, strategie, risate, sconfitte memorabili e vittorie urlate magari con un po’ troppo entusiasmo. La cultura nerd degli ultimi anni ha reso evidente una cosa che chi gioca sa da sempre: il gioco è narrazione sociale. Ogni partita crea una storia, anche quando dura pochi minuti. Ogni lancio di dado può diventare un aneddoto. Ogni tavolo può riunire sconosciuti che, per il tempo di una sessione, diventano compagni d’avventura, rivali, alleati o membri della stessa improbabile gilda. Inserire il gioco nel tessuto di FanoComics significa rendere il festival ancora più accessibile, più fisico, più condiviso, meno contemplativo e più esperienziale.
Accanto a fumetti, cosplay e giochi, l’artigianato creativo avrà un ruolo fondamentale. In un’epoca in cui moltissimo del nostro immaginario passa dagli schermi, vedere oggetti realizzati a mano conserva una forza quasi magica. Stampe, accessori, oggetti decorativi, creazioni ispirate a mondi fantastici, piccoli pezzi da collezione e manufatti pop diventano frammenti tangibili di un universo condiviso. L’artigianato nerd racconta bene la trasformazione della passione in materia: ciò che nasce come amore per un personaggio, una saga, un’estetica o un genere narrativo diventa qualcosa che puoi indossare, regalare, esporre, portare a casa come ricordo di una giornata speciale. In questo senso FanoComics non è soltanto un evento da visitare, ma un luogo da attraversare con lentezza, lasciandosi catturare dai dettagli, dalle conversazioni con gli espositori, dagli artisti che spiegano come nasce un’illustrazione, dai maker che trasformano materiali comuni in oggetti pieni di immaginazione.
L’identità territoriale rimane però uno degli aspetti più interessanti del progetto. FanoComics non sembra voler calare un format generico sopra la città, come se Fano fosse solo uno sfondo intercambiabile. Al contrario, l’evento nasce con l’ambizione di valorizzare il luogo che lo ospita, facendolo diventare parte attiva dell’esperienza. Questo è un punto decisivo, soprattutto oggi, mentre festival, fiere e manifestazioni pop si moltiplicano e rischiano spesso di assomigliarsi. La differenza la fa il rapporto con il territorio, la capacità di creare un’identità specifica, di far percepire al visitatore che quell’evento poteva esistere davvero solo lì, in quella città, con quelle strade, quella comunità e quel modo particolare di abitare la cultura. FanoComics può diventare una porta d’ingresso diversa per scoprire Fano, non attraverso un racconto istituzionale, ma attraverso il linguaggio dell’immaginario, che spesso arriva molto più lontano di qualunque brochure.
L’aspetto più tenero e potente del festival sta forse nella sua vocazione intergenerazionale. La frase secondo cui un nonno e un nipote, davanti a una vignetta, parlano la stessa lingua contiene una verità profondissima. Il fumetto, come il gioco e il cosplay, non appartiene a una sola età. Cambiano i personaggi, cambiano gli stili, cambiano i formati, ma resta intatto il piacere di riconoscersi in una storia. Un nonno può ritrovare il gusto delle avventure lette da ragazzo, un genitore può riscoprire l’emozione dei cartoni che guardava dopo scuola, un adolescente può portare il proprio manga preferito dentro una conversazione familiare, un bambino può scoprire che disegnare un personaggio è un modo per inventare mondi. FanoComics 2026 sembra voler abitare proprio questo spazio condiviso, senza chiudersi in una nicchia e senza annacquare la propria anima nerd. Un festival pop funziona davvero quando riesce a essere riconoscibile per gli appassionati e accogliente per chi si avvicina per la prima volta.
Ottimizzare un evento come FanoComics per il pubblico contemporaneo significa anche capire che fumetto, cosplay, cinema, gaming e cultura pop non sono più compartimenti separati. Oggi chi legge manga guarda serie streaming, gioca online, segue creator, partecipa a community, compra artbook, si emoziona davanti a una soundtrack, crea contenuti, fotografa cosplay, colleziona gadget e magari la sera si siede a un tavolo per una campagna di gioco di ruolo. L’immaginario pop è diventato un ecosistema fluido, dove le storie passano da un medium all’altro e le persone si muovono con naturalezza tra fumetti, videogiochi, cinema, animazione e artigianato. FanoComics intercetta questa evoluzione e la porta dentro una dimensione cittadina, concreta, fatta di incontri fisici e relazioni reali. Dopo anni in cui molte passioni sono state vissute soprattutto attraverso schermi e feed social, eventi come questo ricordano quanto sia importante ritrovarsi nello stesso luogo, guardarsi negli occhi, scambiare consigli di lettura, fare una foto insieme, applaudire una performance cosplay, provare un gioco sconosciuto, comprare una stampa da un artista emergente e tornare a casa con la sensazione di aver fatto parte di una piccola comunità temporanea.
Il 17 e 18 ottobre 2026, quindi, FanoComics non sarà soltanto una nuova data nel calendario degli eventi marchigiani dedicati alla cultura pop, ma un esperimento narrativo e cittadino che merita attenzione. La sua forza sta nella combinazione tra debutto e visione, tra entusiasmo e radicamento, tra desiderio di festa e volontà di raccontare il territorio in modo diverso. La città di Fano diventerà per due giorni un luogo dove i fumetti non restano chiusi nelle pagine, i personaggi non rimangono confinati sugli schermi, i giochi non sono soltanto scatole sugli scaffali e la creatività non viene osservata da lontano, ma vissuta da vicino, attraversata, fotografata, condivisa. Ogni festival che nasce porta con sé una domanda: riuscirà a diventare un appuntamento atteso, riconoscibile, amato? FanoComics parte con una risposta possibile già scritta tra le righe del suo progetto: se una città decide di raccontarsi attraverso il fumetto e l’immaginario pop, allora il primo capitolo può davvero essere solo l’inizio di una storia molto più grande.
FanoComics 2026 si prepara così a chiamare a raccolta artisti, cosplayer, collezionisti, gamer, famiglie, curiosi e appassionati di ogni età, offrendo un festival dedicato a fumetti, cosplay, giochi, cinema, artigianato e creatività nel centro storico di Fano. La prima edizione, in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, promette di trasformare la città in una mappa dell’immaginazione, dove ogni tappa può diventare incontro, scoperta, performance o racconto. Per chi ama la cultura nerd, per chi segue gli eventi cosplay, per chi cerca festival del fumetto nelle Marche, per chi vuole vivere una giornata diversa tra arte pop e territorio, FanoComics 2026 è già uno di quei nomi da segnare in agenda. Perché certe storie iniziano con una vignetta, altre con una parata in centro, altre ancora con una città che decide di aprire le proprie strade alla fantasia.
La XIII edizione di San Marino Comics prende ufficialmente forma e indirizza il pubblico verso uno degli appuntamenti più attesi dell’estate sammarinese, in calendario dal 28 al 30 agosto 2026. La conferenza stampa dello scorso venerdì 3 luglio – la cui registrazione è disponibile sulla pagina Facebook di San Marino Comics – ha svelato i primi elementi di un programma che si preannuncia come una ricca e multisfaccettata celebrazione della cultura pop in tutte le sue declinazioni.
Il filo conduttore dell’edizione è racchiuso nel claim “Press Play: la fantasia parte da qui”, una formula che esprime con immediatezza l’idea di un Festival che non vuole essere un evento da osservare, ma un atto di volontà da scegliere e vivere dinamicamente, in prima persona. Il manifesto, firmato dal copertinista e illustratore di TopolinoFrancesco D’Ippolito, traduce visivamente questo invito in un’immagine che mescola forza epica e senso del racconto.
Al centro si staglia la figura decisa di un guerriero a cavallo, armato di un’ascia monumentale e di uno scudo circolare che, con la sua scritta “PLAY” avvolta da bagliori e saette, diventa un simbolo di energia creativa in procinto di liberarsi. Il personaggio ricorda anche il protagonista di un gioco di ruolo, chiamato – come il pubblico di San Marino Comics 2026 – ad agire, prendere decisioni, attraversare una nuova avventura. Sullo sfondo, i profili delle torri sammarinesi emergono come parte integrante della scena, in una tavolozza a tinte sfumate che amalgama insieme paesaggio e immaginario fantastico. L’insieme restituisce una sensazione di slancio e movimento, come se l’immagine fosse colta nell’esatto istantein cui tutto sta per cominciare.
Il Festival si svilupperà come sempre attraverso le sue molte aree tematiche, tutte concepite come spazi di incontro, gioco e interazione. Dal Community Village – che si estende da via Eugippo a piazzale della Pieve – all’Asian Village della zona ex-pattinaggio, fino al palco Talk & Incontri di piazzale Cava Antica (parcheggio 6) e all’area espositori diffusa in diverse parti del centro storico, San Marino Comics 2026 porterà il pubblico a esplorare non solo le diverse anime del Festival, ma anche gli scorci, i paesaggi e gli edifici storici del territorio. Ogni area sarà quindi un contenitore di esperienze in piena simbiosi con San Marino.
In zona ex-pattinaggio, l’Asian Village mostrerà un lato pop spettacolare e identitario. Da un lato, ci porterà in Estremo Oriente con attività come quelle proposte dalla Scuola di Lingua Kove incentrate su Giappone e Corea, o quelle dell’ASDBudokan San Mauro sull’arte marziale dei samurai del Giappone feudale atarashii naginata. Dall’altro, Tana delle Tigri Italian Cosplayer e Old Tribute Superstar Wrestling riporteranno in scena gli incontri dell’Uomo Tigre e delle grandi superstar del wrestling anni ’80. Quest’area farà inoltre da scenario alle attività dedicate al mondo del cosplay.
L’aula magna dell’Università ospiterà la Boardgame Zone in collaborazione con PLAY Festival del Gioco, tra le più importanti manifestazioni italiane dedicate a giochi da tavolo, di ruolo, di miniature e di carte. L’area offrirà un fitto programma di attività tutte da provare e all’insegna della creatività e del gioco intelligente, accogliendo realtà provenienti sia dalla Repubblica di San Marino – citiamo ad esempio la Taverna Titano, laboratorio ludico di Domagnano – sia da tutta Italia.
Sul fronte musicale, in Campo Bruno Reffi, sabato 29 agosto si canterà e ballerà con Generazione Vanni, il progetto di Giorgio Vanni, Daniel Tek e Max Longhi che unisce concerto e DJ set in un format ad alta carica energetica. Domenica 30 agosto interverrà il cantautore Leonardo De Andreis, artista capace di muoversi con naturalezza tra scrittura pop e sensibilità contemporanea che porterà sul palco sia musica che un dialogo diretto e immediato con il pubblico. La sua presenza aggiunge un’ulteriore sfumatura a un programma musicale che guarda alla partecipazione del pubblico e alla costruzione di un dialogo trasversale tra generazioni, sensibilità e riferimenti culturali.
Sul palco del Parcheggio 6, Piazzale Cava Antica, si alterneranno gli universi comics e cinema. Giovanni Zaccaria – alias Zeth Castle – farà da cicerone per il primo con attività di approfondimento e intrattenimento interattivo. Cinecomics, anime, manga e qualche videogioco saranno centrali in quiz sulla cultura nerd, sondaggi, performance di artisti dal vivo e un ospite speciale che verrà annunciato nei prossimi giorni.
Per il cinema, a cura di Echo Group sarà il nuovissimo Pop Screen Fest, realizzato in collaborazione con MYmovies, Corax, Univideo e Gamelife. Oltre a portare a San Marino Comics 2026 cinema, serie TV e cultura pop, tra grandi blockbuster di domani e celebri cult storici, il Pop Screen Fest proporrà incontri con personaggi d’eccezione, talent e giochi con divertenti gadget in palio. Condotto dal coordinatore artistico Andrea Morandi, questo piccolo festival del cinema sorprenderà con modi originali di coinvolgere il pubblico facendo leva sul fatto che, in fondo, tutti siamo fan di qualcosa.
Infine, a confermare il respiro civile e sociale del Festival intervengono i progetti speciali con la partecipazione di realtà benefiche quali Caschi per il Cuore, con una pista per mini-quad elettrici in piazza Sant’Agata, Medici Senza Frontiere, FSM – La fibromialgia a San Marino e Diversamente Comics, tutte in piazzale della Pieve. La cultura pop è esperienza condivisa: per creare un ambiente veramente aperto, accogliente e capace di mettere in relazione intrattenimento e consapevolezza, non può mancare l’attenzione verso i temi dell’inclusione, della sensibilità sociale e della valorizzazione delle differenze.
Con queste anticipazioni, San Marino Comics apre ufficialmente il conto alla rovescia verso una tredicesima edizione che rappresenta un rilevante punto di arrivo già dai blocchi di partenza; lo ha spiegato così Paolo Gualdi, Presidente dell’Associazione San Marino Comics: «Quando siamo partiti, tredici anni fa, con un evento di duemila persone, ci sembrava di sognare. Oggi, poter raccontare che, su un paese di trentaduemila abitanti, organizziamo un festival che l’anno scorso ha contato oltre cinquantamila persone in un weekend, è sicuramente un traguardo importante».
Sulla stessa linea, il Segretario di Stato per il Turismo, le Poste, la Cooperazione e l’Expo Federico Pedini Amati ha commentato: «Io l’ho sempre visto come uno degli eventi caratterizzanti il nostro programma di eventi dell’estate, un must. Perché? Perché quando ci si occupa di turismo, si cerca sempre di creare un palinsesto molto diversificato per cogliere il gradimento di un pubblico il più ampio possibile. San Marino Comics piace a tutte le categorie, dai più piccoli ai più grandi: per questo, ormai, il Comics è diventato un appuntamento fisso del quale San Marino non può più fare a meno».
Rossano Fabbri, Segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio, la Ricerca Tecnologica, le Telecomunicazioni e lo Sport, ha aggiunto: «Il fatto che San Marino Comics sia arrivato alla sua tredicesima edizione significa che di strada ne è stata veramente fatta tanta. Credo che dobbiamo esserne tutti orgogliosi: le istituzioni della nostra Repubblica sicuramente lo sono, fatto ampiamente dimostrato dalla partecipazione dell’intero Congresso di Stato, anche a livello di patrocinio o di contribuzione; d’altra parte, eventi come questo hanno una ricaduta sull’intera società e sono perciò d’interesse nazionale».
San Marino Comics è un evento del circuito C.F.C. Comics Festival Community, organizzato da LEG Live Emotion Group e dall’Associazione San Marino Comics, con il patrocinio delle Segreterie di Stato per il Turismo, per l’Industria, per l’Istruzione e la Cultura, per il Territorio, per la Sanità e della Giunta di Castello di San Marino, con la collaborazione dell’Ufficio Turismo.
Vent’anni possono cambiare completamente il destino di un evento, di una comunità e perfino di un territorio. La Festa dell’Unicorno lo dimostra meglio di qualsiasi statistica, perché quella che prenderà vita dal 10 al 12 luglio 2026 tra le strade di Vinci non rappresenta soltanto una nuova edizione di uno degli appuntamenti più amati dagli appassionati di fantasy, cosplay e cultura pop, ma racconta l’evoluzione di un sogno collettivo che, anno dopo anno, ha saputo trasformare un affascinante borgo toscano in una delle capitali europee dell’immaginario. Per chi frequenta il mondo nerd da tempo, pronunciare il nome della Festa dell’Unicorno significa evocare ricordi, incontri, costumi realizzati con pazienza infinita, concerti, duelli scenografici, tavoli di gioco che proseguono fino a tarda sera e quella sensazione difficile da descrivere che nasce soltanto nei luoghi dove migliaia di persone condividono la stessa passione senza sentirsi giudicate. Il ventesimo anniversario arriva accompagnato da un messaggio molto chiaro: guardare avanti. Gli organizzatori hanno scelto di celebrare il passato non con la nostalgia, ma con un’importante trasformazione che punta a rendere ancora più coinvolgente l’esperienza dei visitatori. Non si tratta di aggiungere semplicemente nuovi spazi o nuove attrazioni, ma di ripensare l’intera manifestazione come un grande racconto interattivo capace di accompagnare il pubblico attraverso universi differenti, collegati fra loro da una narrazione comune che rende ogni spostamento parte integrante dell’avventura.
Negli anni la Festa dell’Unicorno è riuscita a conquistare un ruolo che va ben oltre il semplice calendario degli eventi estivi italiani. Superare stabilmente i venticinquemila visitatori paganti significa essere diventati un vero motore culturale ed economico, capace di attirare turismo da tutta Italia e da numerosi Paesi europei, generando un indotto che coinvolge alberghi, ristoranti, attività commerciali, artigiani, illustratori, editori, performer e professionisti provenienti da ogni settore della creatività. È uno di quei casi in cui la cultura nerd dimostra concretamente di essere anche economia, valorizzazione del territorio e promozione turistica.
Passeggiare per Vinci durante la Festa dell’Unicorno significa vivere un’esperienza che pochi festival riescono a offrire. Le vie medievali sembrano nate per accogliere cavalieri, maghi, esploratori, pirati, cacciatori di mostri, cyber soldati e viaggiatori dimensionali. Il paese non ospita semplicemente la manifestazione: diventa esso stesso parte dell’ambientazione, trasformandosi in un gigantesco set fantasy dove architettura, scenografie, spettacoli e pubblico finiscono per fondersi in un’unica grande rappresentazione dal vivo. Basta girare un angolo per imbattersi in un gruppo di cosplayer perfettamente interpretati, assistere a una dimostrazione di scherma storica, ascoltare una melodia folk oppure ritrovarsi davanti a un robot steampunk grande quanto una casa.
Il tema scelto per il 2026, “I viaggi fantastici”, sembra quasi voler raccontare anche la storia della manifestazione stessa. Ogni edizione ha rappresentato una tappa diversa di un percorso lungo vent’anni e oggi quel viaggio entra in una fase completamente nuova grazie a una riorganizzazione logistica che promette di migliorare la fruizione degli spazi senza alterare la magia che ha sempre contraddistinto il festival. L’obiettivo è rendere i percorsi più fluidi, distribuire meglio i flussi di pubblico e valorizzare ancora di più il patrimonio architettonico del borgo leonardiano, trasformando ogni area in un capitolo di una storia più grande.
Nascono così sei grandi distretti narrativi che rappresentano altrettanti mondi da esplorare. La Rocca Incantata continua a essere il regno del fantasy classico, popolato da creature leggendarie, incantatori, guerrieri e atmosfere che sembrano uscite dalle pagine di Tolkien o dalle campagne di Dungeons & Dragons. La Cittadella dei Cavalieri raccoglie invece il fascino dell’epoca medievale, delle avventure piratesche e delle imprese cavalleresche, offrendo uno spazio dedicato a chi ama le ricostruzioni storiche e il fascino dell’epica.
Chi preferisce gli ingranaggi di ottone, le locomotive impossibili e l’estetica rétro-futuristica troverà nella Valle del Vapore una delle principali novità del ventennale. Lo steampunk continua infatti a esercitare un fascino enorme all’interno della cultura nerd contemporanea e questa nuova area promette di diventare uno dei luoghi più fotografati dell’intera manifestazione. Poco distante, Abisso d’Acciaio accompagnerà i visitatori verso scenari dominati dalla fantascienza, dalle tecnologie immaginarie, dai mondi distopici e dalle suggestioni cyberpunk, dimostrando ancora una volta quanto fantasy e science fiction possano convivere perfettamente nello stesso evento.
Fumetti e Follie rappresenterà invece il paradiso per gli appassionati della nona arte, dei cartoon, degli illustratori e dei content creator, mentre La Città degli Incubi offrirà atmosfere horror, scenografie immersive e percorsi dedicati a chi ama il lato più oscuro dell’immaginario fantastico. È una scelta che ricorda molto la costruzione delle grandi mappe dei videogiochi open world, dove ogni regione possiede una propria identità visiva e narrativa ma contribuisce a costruire un unico universo coerente.
Uno degli elementi che hanno reso celebre la Festa dell’Unicorno è sempre stata la sua capacità di mettere in comunicazione fandom differenti. Chiunque abbia partecipato almeno una volta sa perfettamente quanto sia normale assistere a incontri improbabili ma perfettamente naturali: un Jedi che conversa con un cavaliere medievale, una principessa Disney che posa accanto a un Witcher, un personaggio anime che discute con un guerriero vichingo o un gruppo di supereroi Marvel che incrocia una compagnia di avventurieri fantasy. È proprio questa contaminazione continua a rappresentare una delle anime più autentiche della manifestazione, capace di abbattere qualsiasi barriera tra passioni diverse e trasformare ogni visitatore in parte integrante dello spettacolo.
Anche il comparto commerciale continua a crescere seguendo una filosofia precisa. Oltre duecento espositori selezionati porteranno a Vinci il meglio dell’artigianato artistico, del collezionismo, dell’editoria specializzata e delle produzioni indipendenti. Passeggiare tra gli stand significa intraprendere una vera caccia al tesoro nella quale ogni banco può nascondere una stampa numerata, un’armatura realizzata a mano, una spada scenica, una miniatura dipinta, un volume raro oppure un accessorio cosplay impossibile da trovare altrove. Per moltissimi visitatori questa rappresenta una delle parti più affascinanti dell’intero festival, perché permette di incontrare direttamente gli artisti e conoscere le storie che si celano dietro ogni creazione.
Anche il cibo diventa parte integrante dell’esperienza narrativa. La Festa dell’Unicorno ha scelto da tempo di distinguersi dalle tradizionali manifestazioni estive proponendo un’offerta gastronomica costruita intorno all’immaginario fantasy e medievale. Oltre venti punti ristoro e food truck accompagneranno il pubblico in un percorso culinario che valorizza produzioni tipiche, ricette storiche e proposte contemporanee, comprese numerose alternative vegane. Accanto alle birre artigianali di eccellenze regionali come il Birrificio I Due Mastri troveranno spazio anche bevande che sembrano uscite direttamente dalle taverne dei giochi di ruolo, come idromele e ippocrasso, contribuendo a rafforzare quell’immersione narrativa che rappresenta ormai uno dei marchi di fabbrica dell’evento.
Uno dei motivi per cui la Festa dell’Unicorno continua ad attirare pubblico da tutta Europa è la capacità di costruire un programma capace di parlare contemporaneamente agli appassionati di musica, fumetti, giochi, spettacolo dal vivo e cultura pop. L’edizione del ventennale promette di essere particolarmente ricca sotto questo aspetto e conferma ancora una volta la volontà di offrire un’esperienza trasversale, nella quale ogni visitatore possa trovare il proprio personale viaggio fantastico.
La line-up musicale rappresenta uno dei grandi punti di forza della Festa dell’Unicorno 2026 e conferma la volontà di costruire un programma capace di unire generazioni differenti di appassionati. Ogni serata offrirà un’identità ben precisa, trasformando il palco principale in un crocevia dove rock, sigle dei cartoni animati, folk fantasy e spettacolo convivono senza alcuna barriera. È una formula che negli anni ha dimostrato tutta la propria efficacia, perché il pubblico nerd difficilmente si identifica in un solo linguaggio artistico: chi ama un fumetto spesso ascolta anche colonne sonore, gioca di ruolo, segue serie televisive e partecipa ai concerti dedicati alla cultura pop.
L’apertura del festival sarà affidata ai Raggi Fotonici, formazione che per moltissimi appassionati rappresenta ormai una colonna sonora generazionale. Le loro canzoni hanno accompagnato anime, cartoni animati e produzioni televisive italiane, diventando un patrimonio condiviso da chi è cresciuto tra pomeriggi davanti alla televisione e convention dedicate al fumetto. Ad arricchire l’esibizione arriverà Claudio Maioli, conosciuto anche come Spectra, insieme ad alcune delle voci più amate del doppiaggio italiano, da Stefano Onofri a Manuela Cenciarelli, passando per Perla Liberatori e Fabrizio Mazzotta. Per chi vive la cultura nerd, ascoltare dal vivo interpreti che hanno dato voce ai personaggi dell’infanzia significa vivere un’esperienza che va ben oltre il semplice concerto: è un viaggio nella memoria collettiva di un’intera generazione.
A chiudere la serata inaugurale penserà il DJ set di DJ Osso, pronto a trasformare Vinci in una gigantesca festa sotto le stelle, mentre il sabato vedrà salire sul palco uno dei gruppi più iconici della scena alternativa italiana. I Tre Allegri Ragazzi Morti rappresentano una realtà che ha sempre dialogato con il fumetto, l’illustrazione e la cultura underground, elementi che li rendono perfettamente in sintonia con l’identità della manifestazione. La domenica toccherà invece ai Corte di Lunas accompagnare il pubblico verso la conclusione del festival con sonorità folk che sembrano nate per fare da colonna sonora a un viaggio tra castelli, foreste incantate e antiche leggende.
Naturalmente una manifestazione come la Festa dell’Unicorno non potrebbe esistere senza il cosplay. Più passano gli anni e più questa disciplina dimostra di essere una vera forma d’arte capace di fondere sartoria, modellismo, trucco scenico, fotografia, recitazione e interpretazione. Passeggiare per Vinci durante quei tre giorni significa assistere a una sfilata spontanea nella quale ogni costume racconta mesi di lavoro, ricerca e dedizione. Non importa se il personaggio appartenga a un manga, a un videogioco, a una saga fantasy o a una serie televisiva: ogni cosplayer contribuisce a costruire quell’universo condiviso che rende unico il festival.
Il ventesimo anniversario ospiterà uno dei nomi più prestigiosi dell’intero panorama internazionale: Maul Cosplay. Chi frequenta fiere ed eventi conosce perfettamente il valore del suo lavoro. Armature monumentali, prop incredibilmente dettagliati e una cura quasi maniacale nella costruzione dei personaggi lo hanno reso un punto di riferimento assoluto per migliaia di creator in tutto il mondo. La sua presenza a Vinci rappresenta molto più di una semplice guest star. Sarà infatti protagonista della cerimonia inaugurale e guiderà simbolicamente l’Armata dell’Unicorno, regalando ai visitatori uno dei momenti più spettacolari dell’intera manifestazione.
Anche il mondo del fumetto riceverà un’attenzione particolare grazie all’arrivo della nuova Artist Alley, destinata a diventare uno degli spazi più interessanti dell’edizione 2026. Per chi ama osservare gli artisti mentre disegnano, parlare direttamente con gli autori o acquistare stampe e sketch originali, quest’area promette di diventare una tappa obbligata. Saranno presenti firme legate a Drago Nero come Luca Enoch, Lorenzo Bonesso, Crosa e Galliccia, insieme a Nunziati, autore collegato all’universo di Diabolik, oltre a numerosi illustratori emergenti e professionisti molto apprezzati dal pubblico, fra cui Paolo Barbieri, artista capace di dare forma ad alcuni degli immaginari fantasy più affascinanti degli ultimi decenni.
Uno degli aspetti più belli di queste aree dedicate agli autori è il contatto diretto che si crea con il pubblico. Non esistono filtri tra artista e lettore: basta fermarsi qualche minuto davanti a un tavolo per assistere alla nascita di un’illustrazione, ascoltare il racconto di un progetto editoriale o scoprire i segreti della realizzazione di una copertina. È un modo completamente diverso di vivere il fumetto, molto più umano e partecipativo rispetto alla semplice lettura di un volume.
Grande spazio continuerà ad avere anche il gioco intelligente, uno dei pilastri storici della Festa dell’Unicorno. L’area Unicorni & Dadi sarà dedicata ai giochi di ruolo tabletop, mentre Il Salone dei Meeple ospiterà decine di tavoli dedicati ai boardgame moderni. Chiunque frequenti queste manifestazioni sa bene quanto sia facile arrivare con l’idea di provare un gioco per mezz’ora e ritrovarsi, qualche ora dopo, completamente immerso in una campagna fantasy, in una sfida strategica o in una partita cooperativa insieme a persone incontrate pochi minuti prima. È uno degli aspetti più belli della cultura nerd contemporanea: la capacità di creare relazioni attraverso il gioco.
Il ventennale introdurrà anche alcune esperienze immersive pensate per sorprendere il pubblico. Tra queste spicca “Psych Ward”, un photo booth horror che promette di trasformare una semplice fotografia in un piccolo racconto da vivere in prima persona. Negli ultimi anni questo tipo di installazioni è diventato sempre più popolare perché unisce scenografia, interpretazione e condivisione social, permettendo ai visitatori di portare a casa un ricordo molto diverso dalla classica foto ricordo.
Un altro momento particolarmente significativo sarà rappresentato dalla Mostra dei 20 Anni, un percorso celebrativo costruito attraverso fotografie, locandine, documenti storici e materiali d’archivio che raccontano l’evoluzione della Festa dell’Unicorno dalla sua nascita fino all’edizione 2026. Chi segue il festival da tempo ritroverà immagini che evocano ricordi personali, mentre chi partecipa per la prima volta potrà comprendere meglio il cammino che ha trasformato una manifestazione locale in un appuntamento riconosciuto a livello internazionale.
Guardando questo percorso viene quasi spontaneo riflettere su quanto sia cambiato anche il mondo nerd italiano negli ultimi vent’anni. All’inizio degli anni Duemila cosplay, giochi di ruolo, manga e fantasy erano ancora passioni considerate di nicchia. Oggi fanno parte della cultura popolare, riempiono cinema, piattaforme streaming, librerie e grandi eventi. La Festa dell’Unicorno ha accompagnato questa trasformazione fin dall’inizio, crescendo insieme alla sua community e contribuendo a renderla sempre più visibile.
Forse il risultato più importante raggiunto dalla Festa dell’Unicorno in questi vent’anni non si misura soltanto attraverso il numero dei visitatori o la crescita del programma, ma nella capacità di aver costruito una comunità autentica. Ogni estate migliaia di persone tornano a Vinci non soltanto per assistere agli spettacoli o incontrare gli ospiti, ma per ritrovare amici conosciuti nelle edizioni precedenti, condividere nuovi progetti cosplay, confrontarsi sulle ultime uscite del mondo manga, parlare di giochi di ruolo, fantasy, cinema, videogiochi e fumetti come se il tempo trascorso dall’ultima manifestazione fosse soltanto una breve pausa. È una dimensione che difficilmente si riesce a raccontare con fotografie o numeri, perché appartiene soprattutto alle emozioni di chi la vive.
Anche per questo motivo il ventesimo anniversario assume un significato speciale. Non rappresenta semplicemente una festa per ricordare il passato, ma diventa il punto di partenza di una nuova fase destinata a ridefinire ulteriormente l’identità della manifestazione. L’approccio scelto dagli organizzatori mette infatti al centro la collaborazione con artisti, creator, associazioni e community, riconoscendo che la magia della Festa dell’Unicorno nasce proprio dalla partecipazione di migliaia di persone che, ogni anno, contribuiscono a renderla diversa da qualsiasi altro festival.
Le dichiarazioni di Alessio Veracini sintetizzano perfettamente questa filosofia. Il ventennale viene descritto come il primo passo verso il futuro, un invito a immaginare nuovi percorsi senza dimenticare il lungo viaggio già compiuto. È una visione che appare coerente con tutto ciò che la manifestazione ha dimostrato negli ultimi anni: crescere senza perdere la propria identità, innovare senza rinunciare alla passione che l’ha fatta nascere.
Guardando il programma del 2026 emerge chiaramente quanto la Festa dell’Unicorno abbia ormai assunto una dimensione quasi crossmediale. Musica dal vivo, doppiaggio, fumetto, cosplay, boardgame, giochi di ruolo, fantasy, horror, fantascienza, artigianato artistico, gastronomia tematica e performance convivono all’interno dello stesso ecosistema narrativo. In un’epoca nella quale i confini tra media diventano sempre più sfumati, il festival riesce a rappresentare perfettamente il modo in cui gli appassionati vivono oggi la cultura pop: senza compartimenti stagni, passando con naturalezza da un manga a una serie televisiva, da un videogioco a un romanzo fantasy, da un concerto a una sessione di gioco di ruolo.
Anche dal punto di vista economico il valore della manifestazione continua a crescere. Oltre duecento espositori specializzati trasformano Vinci in una grande vetrina dedicata all’artigianato creativo italiano, all’editoria indipendente, al collezionismo e alla produzione artistica. Ogni acquisto effettuato durante il festival racconta una storia diversa: una spada costruita artigianalmente, un gioiello ispirato alla mitologia nordica, una stampa fantasy firmata direttamente dall’autore, un dado inciso a mano oppure un accessorio cosplay realizzato in tiratura limitata. È un’economia fondata sulla creatività, sul lavoro manuale e sul rapporto diretto tra chi produce e chi acquista, un modello sempre più raro ma straordinariamente vivo all’interno degli eventi dedicati alla cultura nerd.
Lo stesso vale per l’offerta gastronomica, che negli anni ha smesso di essere un semplice servizio complementare per diventare parte integrante dell’esperienza. Birre artigianali, idromele, ippocrasso, ricette ispirate alla tradizione storica e proposte contemporanee permettono ai visitatori di prolungare l’immersione anche durante una pausa pranzo o una cena tra amici, dimostrando come perfino il cibo possa contribuire alla costruzione di un mondo narrativo credibile.
Naturalmente una manifestazione di questa portata richiede anche una complessa macchina organizzativa. La riorganizzazione degli spazi prevista per il 2026 nasce proprio dalla volontà di migliorare sicurezza, accessibilità e gestione dei flussi senza sacrificare l’atmosfera che ha reso celebre il festival. È una scelta che racconta la maturità raggiunta dall’evento, ormai considerato un vero caso di studio nella gestione di grandi manifestazioni ospitate all’interno di un centro storico di pregio. Rendere più semplice il movimento dei visitatori significa permettere a tutti di vivere meglio gli spettacoli, gli incontri e le installazioni, trasformando ogni momento della giornata in un’esperienza ancora più piacevole.
Per chi parteciperà per la prima volta, la Festa dell’Unicorno 2026 rappresenterà probabilmente la scoperta di uno degli eventi fantasy più spettacolari d’Italia. Chi invece la frequenta da anni ritroverà quell’atmosfera familiare che ha accompagnato la crescita della manifestazione fin dalle prime edizioni, osservando con curiosità le tante novità introdotte per il ventennale. In entrambi i casi sarà difficile uscire da Vinci senza la sensazione di aver preso parte a qualcosa che va oltre il semplice intrattenimento.
Dal 10 al 12 luglio le colline toscane torneranno così a trasformarsi in un gigantesco portale tra mondi diversi, dove draghi, cavalieri, astronauti, creature fantastiche, supereroi, pirati, maghi e viaggiatori dimensionali cammineranno fianco a fianco lungo le stesse strade percorse ogni giorno dai cittadini del borgo di Leonardo. È questo il fascino che continua a rendere unica la Festa dell’Unicorno: la capacità di far convivere fantasia e realtà senza che il confine tra le due appaia davvero importante.
Il conto alla rovescia è ormai iniziato e tutto lascia immaginare che il ventesimo anniversario diventerà una delle edizioni più memorabili della storia della manifestazione. Se davvero il tema scelto per il 2026 parla di viaggi fantastici, allora quello che aspetta migliaia di appassionati non sarà soltanto un fine settimana dedicato al cosplay, ai fumetti, ai giochi e alla musica, ma un percorso condiviso attraverso vent’anni di immaginario che continuano a evolversi senza perdere la capacità di stupire. E voi? Quale dei sei mondi della Festa dell’Unicorno non vedete l’ora di esplorare e quale ospite, concerto o esperienza vi convince a partire per Vinci quest’estate?
Per chi vive di dadi, schede personaggio, campagne infinite terminate alle tre del mattino e discussioni accese su quale sia il miglior sistema di gioco mai creato, luglio 2026 promette di trasformarsi in una data da segnare con l’inchiostro rosso sul calendario. Dal 10 al 12 luglio, infatti, Bracciano si prepara ad accogliere la seconda edizione di Roll!Fest, un appuntamento che nel giro di pochissimo tempo è riuscito a conquistare uno spazio speciale nel panorama nerd italiano, diventando uno degli eventi più ambiziosi e affascinanti dedicati al gioco di ruolo e alla cultura del fantastico.
La cornice non potrebbe essere più evocativa. Chi conosce Bracciano sa bene quanto il suo centro storico abbia qualcosa di cinematografico. Le strade in pietra, le piazze raccolte, gli scorci medievali e soprattutto la presenza imponente del celebre Castello Orsini-Odescalchi sembrano usciti direttamente da un’ambientazione fantasy. Per tre giorni quel borgo diventerà una gigantesca mappa di avventura a cielo aperto, popolata da master, illustratori, autori, cosplayer, musicisti, game designer e migliaia di appassionati pronti a lasciarsi trascinare dalla magia dell’immaginazione.
L’edizione 2026 punta decisamente in alto. Gli organizzatori parlano apertamente della volontà di consolidare Roll!Fest come il più grande evento italiano interamente dedicato al gioco di ruolo e all’immaginario fantastico. I numeri raccontano già molto: oltre cento eventi distribuiti nell’arco della manifestazione, più di cento espositori, decine di anteprime, una quantità impressionante di tavoli da gioco attivi per tutta la durata del festival, ospiti internazionali e mostre allestite all’interno di alcuni degli edifici storici più suggestivi della città.
Il tema scelto per quest’anno è “La Chiamata all’Avventura”, un concetto che ogni giocatore di ruolo conosce perfettamente. È il momento in cui l’eroe lascia la sicurezza della propria casa per affrontare l’ignoto. È l’attimo in cui Frodo accetta l’Anello, Luke Skywalker sale sul Millennium Falcon o il gruppo di avventurieri apre quella porta che il master aveva descritto con un sorriso sospetto. Una scelta che appare quasi naturale per un festival nato dall’entusiasmo di una community che ha deciso di trasformare una passione condivisa in qualcosa di molto più grande.
Passeggiando tra le aree del festival sarà possibile passare da una sessione dimostrativa a un incontro con gli autori, da una conferenza dedicata alla narrativa fantastica a un workshop sulle tecniche di narrazione, fino ad arrivare agli spazi dedicati al gioco dal vivo. Il Chiostro degli Agostiniani e l’Archivio Storico Orsini ospiteranno la gigantesca area di gioco, una sorta di paradiso per chi desidera sedersi a un tavolo e iniziare immediatamente una nuova avventura insieme a master professionisti, associazioni e case editrici.
Una delle anime più affascinanti di Roll!Fest rimane proprio quella della scoperta. Non conta se si arriva da anni di campagne di Dungeons & Dragons o se si è completamente nuovi al mondo del GDR. L’atmosfera è costruita per accogliere chiunque abbia voglia di lasciarsi incuriosire. È probabilmente questo il segreto che ha permesso al festival di crescere così rapidamente.
Tra gli ospiti annunciati spicca un nome che farà immediatamente brillare gli occhi a milioni di videogiocatori. Si tratta di Borislav Slavov, autore delle straordinarie colonne sonore di Baldur’s Gate 3 e Divinity: Original Sin 2. Le sue musiche hanno accompagnato alcune delle avventure più amate degli ultimi anni, contribuendo a definire l’identità di videogiochi che hanno ridefinito il concetto stesso di RPG moderno.
Grande attesa anche per Katerina Ladon, artista conosciuta in tutto il mondo per il suo lavoro legato a Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering. A lei sarà dedicata una mostra personale che promette di offrire uno sguardo privilegiato sul processo creativo dietro alcune delle immagini più iconiche dell’illustrazione fantasy contemporanea.
La lista degli ospiti continua con autori, divulgatori, creator e figure ormai diventate punti di riferimento per la community italiana del gioco di ruolo. Tra questi figurano anche Nicola De Gobbis, Claudio Serena e il duo formato da Joshua Fox e Becky Annison, creatori di Lovecraftesque, uno dei titoli narrativi più interessanti degli ultimi anni.
Una parte importante dell’esperienza sarà rappresentata dalle mostre disseminate nei luoghi storici della città. Tra antiche chiese, archivi e spazi monumentali, il pubblico potrà attraversare percorsi espositivi dedicati all’illustrazione fantasy, alle miniature, alle ambientazioni narrative e perfino ai meme reinterpretati attraverso la lente della cultura fantasy. Una contaminazione che racconta perfettamente l’evoluzione del fandom contemporaneo, sempre più capace di mescolare arte, gioco, ironia e narrazione.
Gli appassionati di LARP troveranno invece un intero spazio dedicato alle attività dal vivo all’interno del Giardino del Lago. Qui il confine tra giocatore e personaggio diventa quasi invisibile. Armature, costumi, combattimenti scenici e interpretazione trasformano l’esperienza in qualcosa che assomiglia più a un film fantasy interattivo che a un semplice evento.
Naturalmente non mancherà il cosplay. Roll!Fest ospiterà una competizione interamente dedicata ai personaggi provenienti dal mondo del gioco di ruolo e del fantastico. Un dettaglio che racconta molto della filosofia dell’evento: celebrare tutte le forme attraverso cui la fantasia prende vita, dal tavolo da gioco fino alla performance sul palco.
Le giornate si concluderanno poi con concerti, spettacoli e DJ set che animeranno Piazza IV Novembre fino a tarda notte. Una scelta che trasforma il festival in qualcosa di più di una semplice convention. L’impressione è quella di partecipare a una grande festa collettiva della cultura nerd, capace di unire giocatori, artisti, musicisti e curiosi in un’unica gigantesca esperienza condivisa.
In un momento storico in cui il gioco di ruolo sta vivendo una nuova età dell’oro grazie al successo di produzioni come Baldur’s Gate 3, alle serie streaming dedicate alle campagne narrative e alla crescente popolarità del gioco dal vivo, Roll!Fest arriva come una risposta naturale alla voglia di comunità che anima il fandom contemporaneo. Non soltanto un evento, ma un luogo dove incontrare persone che parlano la stessa lingua fatta di dadi, mappe, creature fantastiche e storie che nascono attorno a un tavolo.
E forse è proprio questo l’aspetto più bello. Perché alla fine ogni campagna memorabile inizia sempre allo stesso modo: qualcuno apre una porta, tira un dado e decide di partire per un’avventura. A luglio, quella porta avrà il nome di Bracciano. La domanda è una sola: siete pronti a rispondere alla chiamata?
L’estate italiana continua a trasformarsi in una lunga festa dedicata alla cultura nerd e il 25 e 26 luglio 2026 toccherà alla Puglia regalare agli appassionati uno degli appuntamenti più interessanti della stagione. Maglie Comix 2026 torna infatti ad animare Piazza Aldo Moro, nel cuore di Maglie, con due giornate completamente gratuite dedicate a fumetti, anime, manga, videogiochi, cosplay, musica e intrattenimento, confermando quanto gli eventi dedicati alla pop culture stiano diventando sempre più importanti anche lontano dai grandi centri fieristici.
Per chi vive quotidianamente il mondo geek, manifestazioni come questa rappresentano molto più di una semplice fiera. Sono occasioni per incontrare persone che condividono le stesse passioni, scoprire artisti emergenti, fotografare cosplay incredibili, passare ore davanti a una console o semplicemente respirare quell’atmosfera che rende speciale ogni festival dedicato all’immaginario contemporaneo. Il bello è proprio questo: non importa se la propria passione nasce dai manga giapponesi, dai videogiochi competitivi, dai supereroi americani o dalle sigle dei cartoni animati che hanno accompagnato l’infanzia, perché ogni percorso trova spazio all’interno della manifestazione.
Maglie, ormai da qualche anno, sta costruendo una propria identità anche attraverso eventi che riescono a coinvolgere migliaia di visitatori e Maglie Comix sembra voler consolidare ulteriormente questo percorso. Piazza Aldo Moro diventerà ancora una volta un grande punto di incontro per famiglie, collezionisti, gamer, cosplayer, illustratori, curiosi e creator, trasformando il centro cittadino in un vero e proprio palcoscenico dedicato alla fantasia.
L’edizione 2026 promette un programma particolarmente ricco, pensato per offrire esperienze differenti durante entrambe le giornate. Gli appassionati di fumetto potranno passeggiare tra gli stand dedicati agli artisti e ai creativi, osservando dal vivo tavole originali, sketch e illustrazioni che raccontano il talento di autori professionisti e giovani disegnatori. Per molti visitatori è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti di eventi come Maglie Comix: assistere alla nascita di un disegno, parlare direttamente con chi realizza le opere e comprendere quanto lavoro si nasconda dietro una tavola o una copertina.
Accanto al fumetto non poteva naturalmente mancare il mondo del gaming. Le aree dedicate ai videogiochi rappresentano ormai una componente fondamentale di ogni convention nerd e anche Maglie Comix offrirà spazi in cui provare titoli, confrontarsi con altri giocatori e vivere quell’atmosfera competitiva ma sempre amichevole che caratterizza le manifestazioni dedicate al videogioco. Dalle produzioni più recenti ai grandi classici che continuano ad appassionare generazioni diverse, il gaming diventa un linguaggio comune capace di unire visitatori di ogni età.
Naturalmente uno dei momenti più attesi sarà ancora una volta il Cosplay Contest, destinato a trasformare il palco principale in uno spettacolo continuo fatto di interpretazioni, performance e tantissima creatività. Chi frequenta le convention sa bene che il cosplay non significa soltanto indossare un costume. Ogni personaggio racconta mesi di progettazione, cuciture, lavorazioni con foam, stampa 3D, make-up, studio delle pose e interpretazione scenica. Ogni partecipante porta con sé un piccolo pezzo del proprio universo creativo.
Il concorso di Maglie Comix 2026 si annuncia particolarmente competitivo anche grazie a un elemento destinato ad attirare cosplayer provenienti da tutta Italia: il vincitore assoluto riceverà infatti un premio di 1000 euro in denaro, una cifra importante che rende la competizione ancora più prestigiosa. Professionisti, veterani delle gare nazionali e nuovi talenti avranno quindi l’occasione di esibirsi davanti al pubblico cercando di conquistare giuria e spettatori con costumi spettacolari e interpretazioni memorabili.
È facile immaginare il palco popolarsi di eroi degli shonen, protagonisti dei videogiochi più famosi, Jedi, maghi, cavalieri, villain iconici, personaggi Disney, supereroi Marvel e DC, creature fantasy e protagonisti degli anime del momento. Uno degli aspetti più divertenti del cosplay rimane proprio questa incredibile mescolanza di universi narrativi: basta voltarsi per vedere passare un pirata di One Piece, subito seguito da una protagonista di Genshin Impact, un cacciatore di mostri, un cavaliere medievale, una principessa fantasy e magari qualche personaggio tratto dai grandi classici dell’animazione giapponese.
L’energia della manifestazione continuerà anche sul fronte musicale grazie all’arrivo dei Genkidama – Cartoon Band, protagonisti del concerto previsto per il 26 luglio. Chi frequenta il circuito delle fiere italiane conosce bene il loro repertorio, costruito sulle sigle che hanno accompagnato intere generazioni di appassionati. Ascoltare dal vivo brani ispirati agli anime significa vivere un’esperienza molto diversa rispetto alla semplice nostalgia televisiva: ogni concerto diventa un gigantesco karaoke collettivo in cui centinaia di persone cantano all’unisono melodie che sembrano appartenere alla memoria condivisa di tutta la community nerd.
Da Dragon Ball a One Piece, passando per tantissime altre sigle storiche dei cartoni animati, il live promette di trasformarsi in uno dei momenti più coinvolgenti dell’intera manifestazione. Non è raro vedere persone di età completamente diverse cantare insieme le stesse canzoni, dimostrando come la cultura pop riesca ad abbattere qualsiasi distanza generazionale.
Accanto agli spettacoli troveranno spazio talk, workshop, momenti dedicati agli artisti, aree espositive, stand commerciali e numerose attività pensate per accompagnare il pubblico durante entrambe le giornate. Il grande ledwall e l’intrattenimento continuo contribuiranno a mantenere viva l’atmosfera dall’apertura fino alla sera, offrendo sempre qualcosa da osservare o da vivere in prima persona.
Uno degli elementi più interessanti di Maglie Comix resta proprio la capacità di rivolgersi a pubblici molto diversi senza perdere la propria identità. Chi arriva per acquistare fumetti finirà probabilmente davanti a un concerto, chi partecipa al cosplay si fermerà a curiosare tra gli artisti, mentre i gamer potrebbero ritrovarsi a seguire un talk o un workshop. È quella contaminazione continua tra passioni differenti che rende le convention moderne così affascinanti.
Un dettaglio destinato a fare la differenza è anche l’ingresso completamente gratuito, caratteristica che permette a chiunque di partecipare senza barriere economiche. In un momento storico in cui molte grandi manifestazioni prevedono biglietti sempre più costosi, iniziative aperte a tutti rappresentano un’opportunità preziosa per avvicinare nuovi appassionati alla cultura nerd e consentire alle famiglie di vivere insieme un fine settimana diverso dal solito.
La crescita di eventi come Maglie Comix racconta anche qualcosa di più profondo. Anime, manga, videogiochi e fumetti non sono più nicchie riservate a pochi appassionati ma fanno ormai parte dell’immaginario collettivo italiano. Le piazze diventano luoghi in cui il cosplay viene applaudito anziché guardato con curiosità, i concerti delle sigle anime riuniscono migliaia di persone e i videogiochi trovano spazio accanto all’arte e all’illustrazione. È un cambiamento culturale che negli ultimi anni è diventato sempre più evidente e che manifestazioni come questa riescono a rappresentare perfettamente.
Per chi ama immortalare ogni momento con la macchina fotografica o con lo smartphone, Maglie Comix offrirà inoltre tantissime occasioni per realizzare servizi fotografici spettacolari. Costumi elaborati, scenografie urbane, palco, luci serali e l’entusiasmo dei partecipanti contribuiscono a creare immagini che finiscono puntualmente sui social, alimentando la voglia di partecipare anche nelle edizioni successive.
Il 25 e 26 luglio 2026, dunque, Piazza Aldo Moro a Maglie diventerà uno dei punti di riferimento dell’estate geek italiana, con un evento capace di unire spettacolo, creatività, musica, fumetti, videogiochi e cosplay in un’unica grande celebrazione della cultura pop. Per chi vive queste passioni ogni giorno rappresenta un appuntamento da seguire con attenzione, mentre per chi desidera avvicinarsi a questo universo potrebbe essere l’occasione ideale per scoprire quanto sia accogliente e coinvolgente la community nerd italiana.
E voi avete già deciso se parteciperete a Maglie Comix 2026? Quale ospite, cosplay o attività aspettate con maggiore curiosità? Raccontatecelo nei commenti e condividete con la community i personaggi che sperate di vedere sfilare sul palco durante quello che si preannuncia come uno degli eventi geek più interessanti dell’estate pugliese.
Il mondo della cultura pop continua a dimostrare di poter dialogare con discipline apparentemente lontane, creando connessioni sorprendenti tra fumetti, tecnologia, archeologia, letteratura classica e innovazione scientifica. È proprio questa la filosofia che anima Salicomix 2026, la quarta edizione del festival pugliese che si svolgerà l’11 e il 12 luglio 2026 lungo Via Umberto I a Salice Salentino, in provincia di Lecce, trasformando il centro cittadino in uno spazio dedicato all’immaginazione, alla creatività e alla divulgazione culturale. Un appuntamento che, anno dopo anno, sta conquistando un’identità sempre più precisa all’interno del panorama degli eventi nerd italiani, grazie alla capacità di proporre contenuti che vanno ben oltre il semplice intrattenimento.
L’edizione 2026 sceglie come filo conduttore il tema delle “Grandi Battaglie”, un argomento che attraversa secoli di storia, letteratura e cultura pop, passando con naturalezza dai poemi epici di Omero e Virgilio fino agli scontri leggendari che hanno reso immortali saghe come One Piece, Dragon Ball, Star Wars, Il Signore degli Anelli, Harry Potter e tantissimi altri universi narrativi che continuano ad alimentare la fantasia di milioni di appassionati.
Uno degli aspetti più affascinanti del Salicomix 2026 è la volontà di costruire un ponte concreto tra il patrimonio culturale classico e le tecnologie più avanzate. Una scelta che racconta perfettamente come il linguaggio nerd non sia soltanto evasione, ma possa diventare uno strumento efficace per raccontare la storia, l’arte e perfino la ricerca scientifica attraverso modalità capaci di coinvolgere le nuove generazioni.
Tra le iniziative più significative di questa edizione spicca infatti il progetto espositivo “Le grandi battaglie fra Omero e Virgilio”, realizzato grazie alla collaborazione tra l’Università del Salento, l’Università Pegaso e il Museo Archeologico di Castro. Una mostra destinata a sorprendere chiunque ami sia la cultura classica sia le moderne tecnologie di progettazione digitale.
L’iniziativa nasce all’interno del Dipartimento di Ingegneria dell’Università del Salento, dove gli studenti del corso di laurea in Ingegneria dei Materiali e delle Nanotecnologie hanno trasformato un laboratorio accademico in una vera palestra creativa. Attraverso il Laboratorio di Stampa 3D hanno progettato e realizzato una serie di modelli tridimensionali completamente originali ispirati ai grandi poemi epici dell’antichità, reinterpretando personaggi iconici, battaglie leggendarie e simboli della tradizione greca e latina con uno stile contemporaneo capace di dialogare con il design digitale.
Il risultato rappresenta molto più di un semplice esercizio universitario. Le opere che saranno esposte durante Salicomix raccontano come la stampa 3D possa diventare uno straordinario mezzo narrativo, capace di restituire forma materiale a racconti che da quasi tremila anni continuano ad affascinare lettori di tutto il mondo. L’Iliade, l’Odissea e l’Eneide vengono così reinterpretate attraverso software di modellazione, stampanti tridimensionali e materiali innovativi, dando vita a un percorso espositivo che fonde archeologia, design industriale e storytelling.
Un dettaglio rende questa iniziativa ancora più interessante: tutti i modelli sono stati realizzati utilizzando materiali di riciclo, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla riduzione dell’impatto ecologico dell’intero processo produttivo. Tecnologia e rispetto dell’ambiente diventano quindi elementi complementari, dimostrando come innovazione e responsabilità possano procedere nella stessa direzione senza rinunciare all’estetica o alla qualità progettuale.
Dietro questo percorso troviamo il lavoro coordinato dalla professoressa Carola Esposito Corcione e dalla dottoressa Valentina De Carolis, con la partecipazione dell’architetto Riccardo Catamo e dell’ingegnere Daniele Godi, dottorandi del corso di Ingegneria dei Materiali e delle Nanotecnologie. Una squadra multidisciplinare che ha accompagnato gli studenti lungo un percorso capace di trasformare lo studio della letteratura classica in un’esperienza concreta fatta di progettazione, creatività e sperimentazione.
L’obiettivo appare estremamente chiaro: permettere ai giovani di avvicinarsi ai grandi classici utilizzando strumenti appartenenti al loro quotidiano. In fondo è la stessa logica che ha sempre caratterizzato il fumetto, il cinema, gli anime e i videogiochi, linguaggi che reinterpretano continuamente il patrimonio culturale mondiale adattandolo alla sensibilità contemporanea. Pensare ad Achille o ad Enea modellati attraverso software CAD e stampanti 3D potrebbe sembrare insolito, ma rappresenta perfettamente il modo in cui la divulgazione culturale sta evolvendo.
Anche le istituzioni locali hanno sottolineato il valore dell’iniziativa. La consigliera con delega allo spettacolo Valentina Capoccia ha evidenziato come la collaborazione con l’Università del Salento continui a rafforzarsi, ringraziando la rettrice Maria Antonietta Aiello per il patrocinio e il sostegno al progetto, oltre al team accademico che ha seguito gli studenti durante tutto il laboratorio. Secondo Capoccia, la strada intrapresa punta proprio ad avvicinare le nuove generazioni all’arte e alla cultura classica attraverso strumenti tecnologici capaci di parlare il loro linguaggio, dimostrando che il dialogo tra passato e futuro non solo è possibile, ma rappresenta una necessità educativa.
Sulla stessa linea si è espresso anche il sindaco di Salice Salentino Mimino Leuzzi, che ha ribadito come Salicomix sia ormai diventato un progetto culturale in grado di valorizzare le radici del territorio guardando contemporaneamente all’innovazione. La collaborazione tra amministrazione comunale, università, istituzioni culturali e scuole viene vista come uno degli strumenti più efficaci per costruire occasioni concrete di crescita sociale e culturale.
Naturalmente Salicomix non dimentica la propria anima più dichiaratamente geek. Passeggiando tra gli stand sarà possibile incontrare illustratori, fumettisti, designer, artigiani e creativi provenienti da tutta Italia, mentre gli appassionati potranno visitare la mostra dedicata ai mattoncini, aperta a collezionisti desiderosi di esporre le proprie costruzioni e condividere la propria passione con il pubblico.
Grande curiosità accompagna anche “Il Verdetto del Cappello”, esperienza immersiva ispirata al mondo della magia che promette di trasformare i visitatori nei protagonisti di uno smistamento degno delle più celebri scuole di magia della narrativa fantasy. Grazie alla collaborazione con Spazio Teatro, Tonio Barba e L’Emporio del Mago, il format unirà spettacolo, interpretazione teatrale e partecipazione del pubblico, offrendo un’esperienza capace di far sentire ogni partecipante parte integrante della storia.
Il festival ospiterà inoltre numerosi workshop dedicati alla narrazione e alla costruzione delle storie. Chi sogna di realizzare fumetti potrà approfondire i meccanismi della Nona Arte insieme agli sceneggiatori Alessandro Perina e Francesco Artibani, mentre gli appassionati di cinema e televisione potranno esplorare il mondo della scrittura audiovisiva attraverso incontri dedicati ai processi creativi che portano un’idea dalla pagina allo schermo.
Anche il doppiaggio italiano sarà tra i protagonisti assoluti della manifestazione. Salicomix accoglierà infatti Davide Garbolino, voce storica di personaggi amatissimi come Ash Ketchum di Pokémon, Gohan di Dragon Ball, Bugs Bunny e Shinichi Kudo, insieme a Claudio Moneta, interprete di tantissimi protagonisti dell’animazione, del cinema e dei videogiochi. Due occasioni imperdibili per scoprire il dietro le quinte di un mestiere spesso invisibile ma fondamentale per la diffusione della cultura pop nel nostro Paese.
Anche il mondo dei content creator sarà rappresentato grazie alla presenza di Victorlaszlo88, nome ormai familiare per gli appassionati di cinema e serie televisive. I suoi incontri promettono analisi, curiosità, aneddoti e confronti diretti con il pubblico, alimentando quello spirito di condivisione che rappresenta uno dei punti di forza del festival.
Gli amanti delle carte collezionabili troveranno spazio nello stand di Maghi Uniti, dedicato ai giochi di carte più popolari come Pokémon, Dragon Ball, One Piece e Yu-Gi-Oh!, mentre gli appassionati di artigianato potranno scoprire le creazioni di Iridiel, tra cucito, stampa 3D, illustrazione e accessori ispirati al Giappone, oltre alle opere realizzate da Straho Creation e Big Drawing, artisti che trasformano la passione per la cultura nerd in autentici pezzi da collezione realizzati a mano.
Naturalmente non può mancare il cosplay, elemento ormai imprescindibile di qualsiasi festival dedicato alla cultura pop. La community Neverending Cosplay accompagnerà entrambe le giornate con grandi parate tematiche dedicate ai supereroi e ai personaggi provenienti da anime, manga, videogiochi, serie televisive e cinema, creando quel clima di festa che rende manifestazioni come Salicomix molto più simili a una reunion tra amici che a una semplice fiera.
Anche i fan di One Piece avranno il loro spazio grazie alla partecipazione della community One Puglia, pronta a trasformare la giornata di domenica in una vera celebrazione dell’opera di Eiichiro Oda con raduni cosplay, giochi musicali, attività dedicate ai pirati della Rotta Maggiore e momenti di spettacolo pensati per coinvolgere tutta la community.
Salicomix continua quindi a crescere dimostrando come un festival nato in un centro del Salento possa diventare un laboratorio culturale capace di mettere attorno allo stesso tavolo università, istituzioni, artisti, divulgatori, doppiatori, creator digitali, cosplayer e semplici appassionati. Una miscela che racconta perfettamente l’evoluzione della cultura nerd contemporanea, sempre meno confinata ai soli fumetti o ai videogiochi e sempre più protagonista di un dialogo aperto con la ricerca, la formazione e l’innovazione tecnologica. Se il futuro degli eventi pop italiani passa attraverso contaminazioni di questo tipo, Salicomix sembra aver trovato una strada davvero originale. La curiosità adesso è tutta per ciò che accadrà l’11 e il 12 luglio: quali saranno le opere più sorprendenti, quale ospite conquisterà il pubblico e quale battaglia entrerà nei ricordi dei visitatori? La discussione è già aperta, e siamo curiosi di sapere quale appuntamento aspettate con più entusiasmo.
San Benedetto del Tronto si prepara a vivere uno di quei weekend in cui la città sembra cambiare pelle, lasciando entrare tra le vie del centro una marea colorata di mantelli, armature, parrucche impossibili, dadi, sketchbook, sigle anime, balli K-pop e sorrisi da convention estiva. Sabato 4 e domenica 5 luglio 2026 il San Beach Comix festeggia la sua decima edizione e lo fa nel modo più naturale per un evento nato dall’amore vero per il fumetto, il gioco, il cosplay e la cultura pop: occupando il centro cittadino, trasformando la Riviera delle Palme in una festa nerd a ingresso gratuito e ricordando a tutti che certe passioni non restano mai ferme dentro una stanza, prima o poi invadono le piazze, si prendono la scena e diventano comunità.
La decima edizione del San Beach Comix, ideata e coordinata dall’Associazione Culturale Fumetti Indelebili, arriva con un sapore speciale, perché un compleanno così non è mai soltanto una data da celebrare con una grafica più bella o qualche ospite in più. Dieci anni significano generazioni di appassionati cresciute insieme all’evento, prime gare cosplay affrontate con l’ansia addosso e il costume sistemato fino all’ultimo minuto, amicizie nate davanti a uno stand, pomeriggi passati a provare giochi da tavolo sconosciuti, incontri con autori capaci di farti tornare a casa con una dedica e la sensazione di avere tra le mani qualcosa di personale. Per questo il San Beach Comix 2026 non si presenta come una semplice fiera del fumetto a San Benedetto del Tronto, ma come una piccola grande mappa emotiva della cultura nerd italiana, quella che non ha bisogno di separare fumetti, manga, gaming, fantasy, cosplay, K-pop e libri game, perché nella testa di chi vive questi mondi tutto dialoga continuamente.
Le celebrazioni ufficiali del decennale partiranno sabato 4 luglio alle ore 17:00 sul Palco Centrale, nella Rotonda Giorgini, con il taglio del nastro alla presenza del sindaco Nicola Mazzoni, dell’illustratore Paolo Barbieri, ospite d’onore e autore del manifesto 2026, e della presentatrice e cantante Fiore di Luna, insieme a Yuriko Tiger. Già questo primo momento racconta bene la natura dell’edizione: istituzionale quanto basta per riconoscere il valore culturale dell’evento, ma immediatamente immersa in quel linguaggio pop che parla a chi considera una fiera nerd non un diversivo da weekend, bensì una specie di checkpoint stagionale della propria identità da fan.
Paolo Barbieri, per chi mastica fantasy italiano e illustrazione d’autore, non è un nome qualunque. La sua presenza al San Beach Comix 2026 porta con sé un immaginario potente, fatto di creature mitiche, mondi letterari reinterpretati, figure femminili sospese tra eleganza e inquietudine, visioni che sembrano stare a metà tra una copertina fantasy, una splash page da artbook e un portale aperto su una leggenda marina. Il manifesto del decennale, realizzato proprio da Barbieri, parte da un simbolo cittadino riconoscibile come la statua del Principe e lo trasforma in un frammento narrativo che sembra uscito da una fiaba mediterranea filtrata da sensibilità fantasy, con una sirena, creature marine e quell’idea meravigliosa che il mare, a San Benedetto, non sia soltanto scenario ma materia viva dell’immaginazione. Chi ha consumato estati leggendo manga sotto l’ombrellone o portandosi nello zaino un romanzo fantasy sa benissimo quanto certe immagini possano diventare ancore della memoria.
La geografia del San Beach Comix 2026 sarà divisa in tre grandi anime cittadine, tutte nel centro di San Benedetto del Tronto, così da permettere al pubblico di attraversare il festival come si attraversa un hub di gioco pieno di missioni secondarie, incontri casuali e deviazioni irresistibili. Viale Secondo Moretti sarà il territorio della fiera, degli editori, degli stand e della mostra mercato, con trentotto postazioni tra fumetterie, gadget, artigianato nerd e realtà editoriali come Tora Edizioni ed Emmetre Edizioni, affiancate anche da presenze di respiro internazionale come ENCRE, European Network of Comics Representatives and Entrepreneurs. È il tipo di area in cui si entra pensando di fare “solo un giro” e si finisce inevitabilmente a sfogliare volumi, cercare stampe, discutere con editori indipendenti, scoprire autori nuovi e chiedersi quanto spazio sia rimasto davvero in libreria.
Rotonda Giorgini sarà invece il punto di gravità del festival, quello dove il palco, il cosplay, i meet and greet e il flusso più spettacolare dell’evento si incroceranno senza sosta. Qui troveranno spazio gli stand dal 39 al 49, lo stand dell’Associazione Fumetti Indelebili con le pubblicazioni Indelebili Press, il punto informazioni, l’area cosplay gestita da Cosplay Tales e dall’iconica Mermaid Yuna, insieme alle attività dedicate ai fan che vogliono incontrare ospiti, creator e performer. La stessa zona ospiterà anche la Phobia Escape Room, per chi ama infilare un brivido tra una foto cosplay e una sigla cantata a memoria, oltre ai presidi di ADMO e Le Ali della Vita ODV, dettaglio non secondario perché gli eventi pop migliori sono quelli capaci di ricordare che la community non è fatta soltanto di intrattenimento, ma anche di presenza, solidarietà e partecipazione concreta.
Viale Buozzi allargherà il respiro del San Beach Comix verso il gioco e la performance, con l’Area Games, il K-Pop e lo Street Food. Gli stand dal 50 al 55 accoglieranno lo Spazio Ludico per i giochi da tavolo, le arene medievali e fantasy di Edhel Elfi Millenari, l’accademia di trottole The Mighty Typhoon e l’energia coreana di KST – K-Pop Show Time X KPOP MARCHE, mentre l’area San Beach Street Food farà il resto, perché ogni fiera nerd estiva ha bisogno del suo carburante da passeggio, quello che ti salva tra un torneo, un workshop, una random play dance e una corsa verso il palco per non perdere l’esibizione successiva.
Il programma di sabato 4 luglio avrà il ritmo pieno delle prime giornate di festival, quelle in cui tutto parte insieme e l’unica vera difficoltà è scegliere dove andare senza avere la sensazione di perdersi qualcosa. L’Area Games aprirà già alle 17:00 con lo Spazio Ludico e la prova dei giochi da tavolo, le iscrizioni al torneo e all’Academy di The Mighty Typhoon, lo stand Phobia Escape Room e l’universo fantasy di Keemar, che porterà un’area espositiva con allestimento a tema, oggettistica, libri, sessioni LARP, combattimento scenico, animazione con figuranti, board gaming legato ad Arena del Giudizio e un workshop creativo per la realizzazione di coroncine elfiche. Alla stessa ora aprirà anche lo stand e l’arena di Edhel Elfi Millenari, mentre alle 17:45 si chiuderanno le iscrizioni al torneo The Mighty Typhoon e alle 18:00 scatterà il torneo Beyblade, perché basta sentire girare una trottola da combattimento per risvegliare una memoria collettiva fatta di pomeriggi televisivi, sfide tra amici e drammi sportivi più seri di una finale mondiale.
Sempre sabato, l’Area Cosplay aprirà alle 18:00 con lo stand Cosplay Tales e le attività dedicate ai costumer, insieme allo stand Mermaid Yuna. Tra le 18:00 e le 18:30 Jenny Desu guiderà un workshop di crafting e cartamodelli, seguito dal meet and greet con il pubblico, mentre alle 19:00 arriverà il momento dedicato a Yuriko Tiger e Ryufenrir e alle 20:00 quello con Antartide. Sono appuntamenti che fanno capire quanto il cosplay sia ormai un linguaggio completo, non più riducibile alla semplice imitazione di un personaggio, ma fatto di tecnica, sartoria, presenza scenica, fotografia, interpretazione e condivisione. Chi ha mai passato una notte a sistemare un’armatura in EVA foam con la colla a caldo sa che dietro ogni costume c’è una quantità di lavoro che meriterebbe una standing ovation già prima della sfilata.
La parte K-Pop di sabato inizierà alle 18:00 con la Random Play Dance allo stand KST – KPOP SHOWTIME X KPOP MARCHE, per poi proseguire alle 21:00 con Let’s Play!, dedicato ai giochi più amati dal pubblico K-pop. Qui il San Beach Comix intercetta un pezzo enorme della cultura pop contemporanea, quella in cui fandom musicali, danza, social, estetica visuale e community digitali si intrecciano con la stessa naturalezza con cui un tempo ci si scambiava opening anime su forum e canali YouTube sgranati. Le random play dance, ormai, sono una delle forme più immediate di aggregazione pop: parte una base, qualcuno riconosce la coreografia, altri si aggiungono, e all’improvviso uno spazio urbano diventa un palco condiviso.
Il Mondadori Bookstore sarà il luogo degli incontri più raccolti, con appuntamenti al chiuso distribuiti tra il piano -1 e il piano +1. Sabato alle 16:00 Giacomo Mora terrà una masterclass di animazione, mentre alle 16:30 Emmetre Edizioni porterà l’incontro Disegnare la storia, da San Benedetto Martire a Garibaldi. Alle 17:30 Paolo Barbieri accompagnerà il pubblico dentro il suo modo di illustrare la letteratura, con firma copie a seguire, e alle 19:10 Asnusia guiderà I segreti dell’acquarello, workshop di pittura ad acquerello per adulti. Questa dimensione più autoriale è fondamentale, perché ricorda quanto la cultura nerd non sia fatta solo di spettacolo e cosplay, ma anche di mestiere, matite, tavole, storyboard, tecniche, studio, tentativi, errori e quella pazienza quasi artigianale che sta dietro ogni immagine capace di restare nella testa.
Sul Palco Centrale, sabato, il San Beach Comix 2026 partirà alle 17:00 con il benvenuto ufficiale e il taglio del nastro dei dieci anni, presentato da Fiore di Luna, insieme al sindaco Nicola Mazzoni e a Paolo Barbieri. Alle 17:30 Antartide e John Brick presenteranno Pulverisium, alle 17:45 sarà il turno di Keemar – Le Marche Fantastiche con il Gruppo Keemar, mentre alle 18:00 salirà l’animator e animation supervisor Giacomo Mora. Alle 18:30 il pubblico incontrerà Yuriko Tiger, cosplayer e modella internazionale, figura amatissima anche perché rappresenta uno dei ponti più riconoscibili tra fandom italiano, cultura giapponese e scena cosplay globale. Alle 19:00 Fiore di Luna porterà Nerdevolution, alle 20:00 Giorgia Hunter animerà Cartoon Harmony, alle 21:00 arriveranno le Cosplay Singers, le cantanti ufficiali delle Mermaid Melody, alle 22:00 il DJ set di Ginga Core spingerà la serata verso la parte più notturna e alle 23:00 il primo giorno saluterà il pubblico con un “Buonanotte San Beach Comix” che, conoscendo l’energia da convention, probabilmente non farà davvero dormire nessuno subito.
Lo stand Indelebili Meet and Greet aprirà sabato alle 17:00 con le pubblicazioni Indelebili Press e ospiterà dalle 22:00 alle 23:00 l’incontro con le Cosplay Singers. Anche qui torna quella dimensione da fiera vissuta da vicino, dove non ci si limita a guardare un ospite sul palco, ma si cerca un autografo, una foto, una parola, un piccolo ricordo da portarsi via. È una cosa semplice, forse, ma chi frequenta questi eventi sa che spesso sono proprio quei cinque minuti a diventare la parte più preziosa della giornata.
Domenica 5 luglio il festival ripartirà con una seconda giornata altrettanto piena, costruita per accompagnare il pubblico fino a tarda sera. Al Mondadori Bookstore, alle 16:00, Asnusia tornerà con Un mondo di colori, workshop di acquerello per bambini, perché educare all’immaginazione significa anche mettere un pennello in mano ai più piccoli e lasciare che sporchino un po’ il confine tra gioco e arte. Alle 16:30 Tora Edizioni porterà Fumetto: Femminile Plurale, incontro con Axi, Koto Letta e Michela Cacciatore dedicato all’essere fumettiste in Italia oggi, un tema che merita spazio, ascolto e confronto reale, perché il fumetto italiano sta cambiando anche grazie a voci, sensibilità e percorsi che per troppo tempo sono stati raccontati meno di quanto meritassero. Alle 17:30 verrà presentata l’opera Spill the Tea di Alessandro Guidotti per Indelebili Press, alle 18:15 Paolo Barbieri tornerà per la firma copie, alle 18:30 Biagio e Cristina Calvagna di Tora Edizioni parleranno del ritorno dei libri game con Storie al Bivio, mentre alle 19:10 Giacomo Mora sarà protagonista di un’intervista dedicata all’arte dell’animazione e alle sue sfaccettature.
Il palco di domenica avrà il sapore della grande giornata cosplay. Alle 17:00 Fiore di Luna e Stephan Leonheart daranno il bentornato al pubblico, alle 18:00 partirà la Gara Cosplay a cura di Cosplay Ink, alle 19:30 toccherà alla Sfilata Cosplay Kids con premio, sempre curata da Cosplay Ink, e alle 20:00 arriverà la premiazione dei vincitori. La scelta di dare spazio anche ai più piccoli racconta molto della crescita del movimento cosplay in Italia: quello che un tempo era percepito come hobby di nicchia oggi è un linguaggio familiare, trasversale, capace di unire genitori, bambini, adolescenti e adulti che non hanno nessuna intenzione di smettere di giocare con l’immaginario. Alle 20:30 la Code24 Crew porterà l’esibizione K-Pop, alle 22:00 Ginga Core tornerà in console con il DJ set e a mezzanotte il festival saluterà il pubblico con l’arrivederci ufficiale, lasciando addosso quella malinconia dolce che conosce chiunque abbia vissuto una convention fino all’ultimo minuto.
Domenica lo stand Indelebili Meet and Greet aprirà ancora alle 17:00 con le pubblicazioni Indelebili Press e nello stesso orario ospiterà Paolo Barbieri per la firma copie dell’illustrazione del manifesto 2026, un appuntamento destinato ad attirare collezionisti, fan dell’illustrazione fantasy e lettori che hanno incontrato il suo tratto sulle copertine prima ancora di sapere quanto sarebbe diventato importante nel proprio immaginario. L’Area Cosplay tornerà attiva dalle 18:00 con Cosplay Tales e Mermaid Yuna, mentre alle 20:30 riunirà Yuriko Tiger, Jenny Desu, Antartide e Ryufenrir per un meet and greet corale che promette foto, chiacchiere, consigli e quel caos bellissimo da backstage fandom.
Anche l’Area Games di domenica riproporrà il suo ecosistema ludico dalle 17:00, con lo Spazio Ludico dedicato ai giochi da tavolo, l’Academy e le iscrizioni The Mighty Typhoon, Phobia Escape Room, Keemar con allestimento fantasy, LARP, combattimento scenico, Arena del Giudizio, figuranti e laboratorio creativo per coroncine elfiche, oltre allo stand e arena di Edhel Elfi Millenari. Dopo la chiusura delle iscrizioni alle 17:45, alle 18:00 ripartirà il torneo Beyblade, ulteriore conferma di quanto il San Beach Comix sappia mischiare generazioni diverse senza metterle in competizione. Domenica l’Area K-Pop comincerà alle 18:00 con Let’s Play! e arriverà alle 20:30 sul palco con random play dance ed esibizioni live della Code24 Crew, trasformando la chiusura del festival in una festa danzante dove la cultura pop coreana dialoga con cosplay, fumetto e gaming senza bisogno di spiegazioni.
Tra i momenti più interessanti del palinsesto culturale spicca anche la presenza di Benedictus, il supereroe dei guardiani italiani nato dalle ceneri di San Benedetto Martire per Emmetre Edizioni, un progetto che sembra perfetto per un festival come questo, perché lavora su un punto spesso sottovalutato: il territorio può diventare materia narrativa, può generare supereroi, miti contemporanei, leggende pop, personaggi capaci di trasformare la memoria locale in racconto fantastico. In fondo è sempre da lì che nascono gli immaginari più resistenti, da luoghi reali che qualcuno decide di guardare come se fossero già parte di una saga.
San Beach Comix 2026 si muove quindi tra anime diverse, ma senza spezzarsi. La mostra mercato di Viale Secondo Moretti parlerà a chi cerca fumetti, editori, gadget e artigianato nerd; Rotonda Giorgini sarà il teatro del cosplay, degli incontri e degli show; Viale Buozzi darà spazio a giochi da tavolo, LARP, Beyblade, K-Pop e street food; il Mondadori Bookstore offrirà la dimensione più autoriale, tra masterclass, workshop, presentazioni, firme copie e panel. Tutto questo con ingresso gratuito, elemento non banale, perché rende il festival accessibile anche a chi magari non frequenta abitualmente grandi fiere nazionali ma vuole avvicinarsi alla cultura pop senza barriere.
A rendere interessante questa edizione non è soltanto la quantità di attività, ma il modo in cui tutte sembrano costruire un racconto collettivo. Da una parte il fantasy elegante di Paolo Barbieri, dall’altra il movimento fisico e performativo del cosplay; da una parte il ritorno dei libri game, dall’altra l’energia immediata del K-Pop; da una parte il fumetto indipendente e gli editori, dall’altra i giochi da tavolo e le arene fantasy; da una parte la memoria cittadina, dall’altra il linguaggio globale dei fandom. San Benedetto del Tronto, per due giorni, diventerà una specie di crossover urbano, e sì, a noi nerd i crossover piacciono proprio perché spesso funzionano anche quando sulla carta sembrano impossibili.
L’appuntamento è dunque fissato per sabato 4 e domenica 5 luglio 2026, dalle ore 17:00 fino a tarda sera, nel centro di San Benedetto del Tronto. Il San Beach Comix compie dieci anni e li festeggia con fumetti, cosplay, giochi da tavolo, K-Pop, illustrazione fantasy, autori, workshop, DJ set, street food e quella confusione felice che ogni fan riconosce al volo. Poi resterà da capire quale sarà il momento capace di diventare leggenda personale per ciascun visitatore: una firma di Paolo Barbieri, una foto con Yuriko Tiger, un bambino in cosplay sul palco, una random play dance improvvisata, una partita scoperta per caso, una chiacchiera davanti a uno stand o semplicemente la sensazione di camminare in mezzo a persone che parlano la stessa lingua segreta. Raccontateci quale angolo del San Beach Comix 2026 vi chiama di più, perché certe mappe nerd diventano davvero vive solo quando ognuno ci aggiunge il proprio percorso.
L’idea di trasformare una classica partita a scacchi in una battaglia tra Jedi e Sith appartiene a quelle intuizioni che riescono a parlare contemporaneamente agli appassionati di giochi da tavolo, agli amanti del cosplay, ai fan di Star Wars e perfino a chi normalmente non frequenta questo genere di eventi. È proprio da questa contaminazione di linguaggi che nasce Scacchi Stellari – Episodio I, un progetto ambizioso firmato da Bazinga Eventi APS che sabato 11 luglio 2026 animerà Piazza della Repubblica a Monfalcone, dando vita a uno spettacolo capace di fondere teatro, cultura pop, strategia, musica, danza e performance dal vivo in un’unica esperienza immersiva.
Chi segue da anni la scena nerd italiana sa bene quanto il cosplay abbia ormai superato da tempo la semplice dimensione della sfilata in costume. Oggi rappresenta una forma di interpretazione teatrale, una dichiarazione d’amore verso universi narrativi che continuano a ispirare milioni di persone. Se poi a tutto questo si aggiunge la profondità strategica degli scacchi, il risultato diventa qualcosa di decisamente originale, destinato ad attirare curiosi e appassionati ben oltre la community di Star Wars.
Sabato 11 luglio, dalle 17 alle 23, Piazza della Repubblica di Monfalcone ospiterà gratuitamente questa prima edizione di Scacchi Stellari – Episodio I, mentre in caso di maltempo l’intera manifestazione sarà trasferita al Palasport di Monfalcone senza modificare gli orari previsti. La scelta dell’ingresso libero racconta perfettamente la filosofia dell’iniziativa: costruire un evento aperto a famiglie, giovani, scuole, associazioni e semplici curiosi, eliminando qualsiasi barriera d’accesso e invitando il pubblico a vivere una giornata all’insegna della partecipazione.
L’ispirazione arriva naturalmente dalla galassia creata da George Lucas, una delle mitologie moderne più influenti della cultura pop mondiale. Da quasi cinquant’anni Star Wars continua infatti a contaminare cinema, fumetti, romanzi, videogiochi, giochi di ruolo, modellismo, LEGO, costuming e perfino discipline sportive ispirate ai duelli con la spada laser. In questo panorama, Scacchi Stellari riesce a trovare una propria identità trasformando una tradizionale scacchiera in un gigantesco palcoscenico teatrale.
Il momento più spettacolare della serata sarà naturalmente la Star Wars Human Chess Battle, una vera partita di scacchi viventi nella quale ogni singolo pezzo sarà interpretato da un cosplayer perfettamente caratterizzato. Da una parte avanzeranno le forze del Lato Chiaro della Forza, rappresentate da Jedi, Ribelli e droidi alleati, mentre sul fronte opposto entreranno in scena Sith, ufficiali imperiali, membri del Primo Ordine e temibili cacciatori di taglie. Non si tratterà semplicemente di spostare pedine da una casella all’altra: ogni movimento verrà eseguito fisicamente dagli interpreti e ogni cattura si trasformerà in un breve combattimento coreografato con spade laser e tecniche sceniche di combattimento, regalando al pubblico piccoli duelli degni di una produzione cinematografica.
A dirigere questa battaglia saranno due veri giocatori di scacchi che impartiranno gli ordini delle mosse, mentre il presentatore accompagnerà costantemente gli spettatori spiegando le strategie, raccontando le dinamiche della partita e mantenendo vivo il dialogo tra palco e platea. Questa componente narrativa rappresenta uno degli elementi più interessanti del progetto, perché permette anche a chi non conosce perfettamente le regole degli scacchi di seguire ogni fase della sfida senza sentirsi escluso.
L’intera manifestazione nasce con l’obiettivo di abbattere quella distanza che spesso separa il pubblico dagli eventi culturali tradizionali. Bazinga Eventi punta infatti a utilizzare il linguaggio della cultura geek come veicolo per avvicinare persone di età e interessi differenti a discipline artistiche, performative e strategiche, dimostrando ancora una volta quanto l’immaginario fantastico possa diventare uno straordinario strumento educativo.
La giornata prenderà il via con un torneo dedicato ai giovani e ai principianti, aperto agli Under 16 e agli adulti non classificati. Una scelta che racconta chiaramente la volontà di promuovere il gioco degli scacchi non soltanto come disciplina competitiva ma come palestra mentale capace di sviluppare concentrazione, capacità decisionale, pianificazione e pensiero critico. In un’epoca dominata dall’immediatezza dei social network e dalla velocità delle informazioni, vedere centinaia di ragazzi impegnati davanti a una scacchiera assume quasi il valore di una piccola rivoluzione culturale.
Attorno alla partita principale ruoteranno numerose attività capaci di rendere l’evento ancora più ricco. La scuola di danza ILY Dance porterà sul palco le proprie coreografie, offrendo uno spettacolo che contribuirà ad aumentare il ritmo della serata, mentre gli appassionati di combattimenti coreografici potranno assistere alla dimostrazione di LudoSport, disciplina ormai conosciuta in tutta Europa che ha trasformato il combattimento con la spada laser in una vera pratica sportiva codificata. Per molti fan rappresenterà probabilmente una delle occasioni più interessanti della giornata, considerando quanto questa realtà sia cresciuta negli ultimi anni grazie all’entusiasmo della community di Star Wars.
Anche la Banda Giovanile Città di Monfalcone sarà protagonista della manifestazione, contribuendo a creare un ponte ideale tra tradizione musicale e cultura pop contemporanea. È proprio questa capacità di mettere insieme realtà apparentemente lontane a rendere il progetto particolarmente interessante: bande cittadine, scuole di danza, associazioni di cosplay, circoli scacchistici, performer e artisti condividono lo stesso spazio, dimostrando come linguaggi differenti possano dialogare senza perdere la propria identità.
Dietro le quinte di Scacchi Stellari troviamo un’importante rete di collaborazioni territoriali. Bazinga Eventi organizza la manifestazione con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Monfalcone e della Cassa Rurale FVG, lavorando insieme al Circolo Scacchisti Goriziano, agli Amici degli Scacchi Staranzano, Lab Scacchi, Espressione Est, Crimson Squadron e LudoSport. Partecipano inoltre ILY Dance e la Banda Giovanile Città di Monfalcone, mentre il progetto riceve il supporto di Be Nice Model Agency, Pro Loco Ronchi dei Legionari e UTE Monfalcone.
Osservando più attentamente la filosofia dell’iniziativa emerge un elemento che dovrebbe far riflettere chi ancora considera il mondo nerd una semplice forma di intrattenimento. Manifestazioni di questo tipo dimostrano infatti come franchise iconici quali Star Wars possano diventare strumenti di aggregazione sociale, educazione informale e promozione culturale. La galassia lontana lontana inventata da George Lucas diventa così il punto di partenza per stimolare creatività, collaborazione, partecipazione attiva e confronto intergenerazionale.
Un altro aspetto interessante riguarda la valorizzazione del territorio. Eventi come questo contribuiscono infatti ad attirare visitatori, favoriscono il turismo culturale e rafforzano l’immagine del Friuli Venezia Giulia come regione capace di investire in format innovativi. Monfalcone si candida così a diventare un punto di riferimento per iniziative dedicate alla cultura pop, dimostrando che anche una piazza cittadina può trasformarsi, almeno per una sera, in una vera arena galattica.
Dal punto di vista scenografico, la Human Chess Battle promette di regalare immagini decisamente spettacolari. Armature imperiali, mantelli Jedi, Sith armati di spade laser rosse, ufficiali ribelli, droidi e personaggi iconici si muoveranno seguendo le regole millenarie degli scacchi, creando una fusione affascinante tra uno dei giochi strategici più antichi della storia dell’umanità e una delle saghe cinematografiche più amate di sempre. È un contrasto che funziona sorprendentemente bene perché entrambe le realtà condividono gli stessi principi fondamentali: strategia, pianificazione, sacrificio e capacità di prevedere le mosse dell’avversario.
Chi frequenta convention e festival dedicati alla cultura geek sa bene quanto il pubblico ami sentirsi parte integrante dello spettacolo piuttosto che limitarsi a osservare passivamente. Anche sotto questo aspetto Scacchi Stellari sembra voler percorrere una strada diversa, trasformando gli spettatori in partecipanti grazie al dialogo continuo con il presentatore, agli incontri con i performer e alle numerose attività distribuite lungo tutta la giornata. L’obiettivo dichiarato è costruire una vera comunità culturale, facendo vivere l’evento come un’esperienza condivisa destinata a lasciare un ricordo ben oltre la durata della manifestazione.
Se questo primo episodio riuscirà a conquistare il pubblico, potrebbe rappresentare l’inizio di un format destinato a crescere e a essere replicato anche in altre città italiane. Del resto la cultura nerd continua da anni a dimostrare una straordinaria capacità di reinventarsi, contaminando linguaggi differenti e trovando nuove modalità per raccontare storie che appartengono ormai all’immaginario collettivo di intere generazioni.
Per chi sogna di vedere Jedi e Sith affrontarsi su una gigantesca scacchiera, oppure desidera semplicemente vivere una giornata diversa tra cosplay, spettacoli, musica, scacchi e spade laser, l’appuntamento dell’11 luglio a Monfalcone rappresenta una di quelle occasioni che meritano attenzione. La Forza accompagnerà davvero le mosse dei giocatori? Oppure sarà la strategia a decidere il destino della galassia? La risposta arriverà soltanto davanti alla scacchiera… e siamo curiosissimi di sapere da quale lato della Forza vi schierereste voi.
Settembre, per chi vive di fumetti, cosplay, videogiochi, anime, cinema fantasy e cultura pop, non rappresenta semplicemente la fine dell’estate. Diventa spesso una soglia simbolica, una porta spalancata verso nuove storie, incontri e mondi da esplorare. Proprio da questa idea prende forma la diciassettesima edizione di Lamezia Comics & Co. 2026, appuntamento ormai entrato nel patrimonio culturale nerd italiano e capace di trasformare ogni anno la città di Lamezia Terme in una gigantesca mappa dell’immaginazione.
Dall’11 al 13 settembre 2026, il Parco Peppino Impastato tornerà infatti ad accogliere migliaia di appassionati provenienti da tutta Italia per quella che, numeri alla mano, è considerata la più grande fiera a ingresso gratuito del Sud Italia. Un risultato che non nasce per caso, ma da un percorso iniziato nel lontano 2009 e cresciuto anno dopo anno grazie alla passione di volontari, associazioni, istituzioni e soprattutto di una community che continua a credere nell’idea di una cultura accessibile, condivisa e aperta a tutti.
La nuova edizione porta con sé un tema che sembra scritto apposta per il mondo geek: “L’Avventura”. Una parola semplice soltanto in apparenza, capace invece di evocare esplorazioni impossibili, viaggi fantastici, mondi sconosciuti e quella curiosità che accompagna ogni appassionato sin dal primo fumetto letto sotto le coperte, dal primo JRPG affrontato durante una notte insonne o dalla prima saga fantasy capace di cambiare il nostro immaginario.
Dietro questa scelta si nasconde una riflessione molto più profonda. L’avventura non è soltanto quella vissuta dagli eroi delle storie che amiamo. È anche quella di chi costruisce un evento culturale di questa portata, di chi dedica mesi di lavoro dietro le quinte e di chi continua a credere che fumetti, videogiochi, cosplay e narrativa fantastica possano essere strumenti di crescita, confronto e aggregazione sociale.
A raccontare visivamente questo spirito è la nuova locandina ufficiale, affidata alla creatività di Ciro Cangialosi, autore e illustratore conosciuto anche per le sue collaborazioni con Disney Italia e Stati Uniti. Il suo tratto elegante e narrativo ha reinterpretato completamente la figura simbolo della manifestazione: Ligea.
Chi segue il Lamezia Comics & Co. sa bene quanto questa sirena sia diventata negli anni un’autentica mascotte del festival e, in qualche modo, della stessa città. Stavolta, però, la sua immagine cambia pelle. Ligea abbandona la dimensione tradizionale per trasformarsi in una vera esploratrice, pronta a partire verso territori ignoti con mappa, borsa da viaggio e grandi occhiali da avventuriera.
L’effetto finale richiama immediatamente certe suggestioni steampunk che tanti appassionati conoscono bene. Guardandola viene spontaneo pensare ai romanzi di Jules Verne, alle invenzioni impossibili di certi anime d’avventura, alle atmosfere di videogiochi che fondono tecnologia rétro e scoperta. Ligea sembra pronta a salire a bordo di un dirigibile diretto verso un continente inesplorato o a partire per una spedizione alla ricerca di tesori dimenticati.
Ma la vera magia emerge osservando attentamente i dettagli.
Chi ama le easter egg e i riferimenti nascosti troverà infatti pane per i propri denti. Sullo sfondo marino della locandina si nascondono numerosi pesciolini “cosplayer”, piccoli omaggi alla cultura pop disseminati come indizi di una caccia al tesoro visiva. Un gioco che parla direttamente agli appassionati e che trasforma l’illustrazione in qualcosa di più di una semplice immagine promozionale.
Gli universi di Dragon Ball, Harry Potter, Il Signore degli Anelli e Pokémon si intrecciano tra onde e creature marine, creando un piccolo gioco metanarrativo che racconta perfettamente lo spirito del festival: divertirsi, condividere passioni e riconoscersi attraverso simboli comuni.
Ed è proprio questa capacità di parlare a pubblici diversi che ha reso il Lamezia Comics & Co. un fenomeno sempre più importante all’interno del panorama italiano degli eventi nerd. Negli ultimi anni il festival ha superato i confini regionali, attirando visitatori da tutto il Paese e costruendo una presenza digitale impressionante. I dati dell’edizione 2025 raccontano una realtà capace di coinvolgere circa 35 mila visitatori e generare quasi due milioni di visualizzazioni sui social network.
Numeri che farebbero pensare a una manifestazione con un ticket importante e una struttura commerciale consolidata. Invece la filosofia dell’evento continua a seguire una strada diversa.
La vera sfida del 2026 ruota infatti attorno alla nuova campagna di crowdfunding che accompagnerà il festival dal 15 giugno al 20 agosto. Una scelta che racconta molto della visione dell’associazione culturale Attivamente, organizzatrice dell’evento insieme al sostegno del Comune di Lamezia Terme e dell’associazione Malgrado Tutto.
In un panorama dove sempre più eventi sono costretti ad aumentare i costi d’ingresso, il Lamezia Comics & Co. continua a difendere con determinazione la propria identità gratuita. Non si tratta semplicemente di una scelta economica, ma di una dichiarazione culturale molto precisa. L’idea che fumetti, arte, letteratura fantasy, cosplay, giochi e creatività debbano rimanere accessibili a tutti rappresenta uno dei pilastri su cui il festival ha costruito la propria reputazione.
Da appassionati lo sappiamo bene. Ogni volta che una manifestazione riesce ad abbattere una barriera economica, aumenta le possibilità che un ragazzo scopra un nuovo autore, che una famiglia partecipi insieme a un evento culturale o che qualcuno incontri per la prima volta una community capace di cambiare passioni e prospettive.
Forse è proprio questo il significato più autentico della parola “avventura” scelta per il 2026. Non soltanto il viaggio immaginario verso mondi lontani, ma la decisione concreta di continuare a costruire uno spazio aperto dove chiunque possa sentirsi parte di qualcosa.
Tra cosplay, fumetti, manga, videogiochi, artist alley, incontri con autori, spettacoli e attività dedicate alla cultura pop, il prossimo settembre promette di riportare a Lamezia Terme quell’atmosfera che negli anni ha trasformato il festival in uno dei punti di riferimento più amati del panorama nerd italiano.
Ligea ha già preparato la sua mappa. Gli occhialoni da esploratrice sono al loro posto. La rotta verso questa nuova avventura è stata tracciata.
Adesso resta soltanto una domanda da fare alla community: quale scoperta sperate di vivere durante il Lamezia Comics & Co. 2026? Raccontatecelo nei commenti e condividete i vostri ricordi delle edizioni passate. Ogni grande avventura, dopotutto, diventa davvero memorabile soltanto quando viene raccontata insieme agli altri.
Giugno porta con sé uno di quegli appuntamenti che, anno dopo anno, riescono a costruire una vera identità all’interno della scena geek del Sud Italia. Irno Comix & Games 2026 si prepara infatti a tornare per la sua nona edizione, portando con sé tutto l’entusiasmo di una community che continua a crescere e a ritrovarsi attorno alle passioni condivise per fumetti, manga, videogiochi, cosplay, giochi da tavolo e cultura pop.
Le date da segnare sul calendario sono quelle del 20 e 21 giugno 2026. Per due giornate intere, dalle 10 del mattino fino a mezzanotte, il Parco della Rinascita di Baronissi, in provincia di Salerno, diventerà una sorta di portale aperto tra mondi immaginari, universi fantasy e saghe che hanno accompagnato generazioni di appassionati.
Chi frequenta gli eventi nerd sa bene che alcune manifestazioni riescono a distinguersi non tanto per le dimensioni, quanto per l’atmosfera. Irno Comix & Games appartiene proprio a questa categoria. Fin dalle prime edizioni ha saputo trasformarsi in un punto di riferimento per la Valle dell’Irno, costruendo uno spazio in cui il fandom non viene semplicemente celebrato ma vissuto in maniera autentica, tra incontri spontanei, nuove amicizie e quella sensazione familiare che si prova quando ci si ritrova circondati da persone che parlano la stessa lingua fatta di citazioni, passioni e riferimenti pop.
La IX edizione si presenta sotto il segno della fantasia, tema che sembra attraversare ogni angolo della manifestazione. A dare il primo assaggio dell’atmosfera che accompagnerà l’evento è la locandina realizzata da Annamaria Galasso, scelta dagli organizzatori per rappresentare una manifestazione che punta ancora una volta sull’immaginazione come collante tra generazioni diverse.
Passeggiando tra gli spazi del festival sarà possibile immergersi in un percorso che attraversa praticamente ogni sfumatura della cultura nerd contemporanea. Gli appassionati di fumetto troveranno artisti, illustratori e autori pronti a condividere il proprio lavoro, mentre gli amanti del collezionismo potranno curiosare tra stand dedicati a gadget, action figure, manga, graphic novel e oggetti che spesso finiscono per occupare con orgoglio le nostre librerie già pericolosamente sovraffollate.
Parte del fascino di eventi come Irno Comix & Games nasce proprio da questo continuo alternarsi tra scoperta e nostalgia. Bastano pochi passi per passare da un banchetto dedicato ai grandi classici del fumetto italiano a uno spazio in cui dominano anime contemporanei, videogiochi di ultima generazione e produzioni indipendenti. È una fotografia perfetta della cultura geek moderna, capace di mettere insieme epoche e linguaggi apparentemente lontani.
Grande attenzione sarà dedicata anche al cosplay, una delle espressioni più amate e rappresentative dell’universo nerd. Baronissi vedrà sfilare eroi dei manga, protagonisti di videogiochi, personaggi Disney, guerrieri fantasy, Jedi, supereroi e creature provenienti dagli immaginari più diversi. Le gare cosplay promettono di essere uno dei momenti più spettacolari dell’intera manifestazione, con costumi realizzati con mesi di lavoro, interpretazioni sceniche e performance capaci di trasformare il palco in uno show continuo.
Per molti partecipanti il cosplay non rappresenta soltanto un hobby. È una forma di espressione artistica che unisce sartoria, recitazione, fotografia, make-up e artigianato creativo. Manifestazioni come Irno Comix & Games diventano quindi occasioni preziose per mostrare il proprio talento e confrontarsi con una comunità che comprende perfettamente il valore di ogni dettaglio cucito a mano o di ogni armatura costruita pezzo dopo pezzo.
Lo spazio dedicato ai videogiochi sarà un altro dei punti di maggiore richiamo. I tornei competitivi porteranno adrenalina e sfide continue, mentre le aree gaming consentiranno ai visitatori di alternare sessioni di gioco moderne a momenti dedicati al retrogaming, una dimensione che continua ad affascinare chi è cresciuto tra sale giochi, console a 16 bit e cartucce consumate dall’uso.
Accanto ai videogiochi troverà spazio anche il mondo dei giochi da tavolo, realtà che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita straordinaria. Tra partite improvvisate, dimostrazioni e tavoli sempre animati da gruppi di giocatori, sarà possibile scoprire nuovi titoli o riscoprire grandi classici che continuano a conquistare generazioni di appassionati.
Particolarmente interessante appare anche la presenza dell’Area Smile dedicata alle attività sociali e inclusive, un segnale importante che conferma come la cultura pop possa diventare uno strumento di aggregazione e partecipazione aperto a tutti. Accanto a questa troverà posto un’area kids pensata per coinvolgere i visitatori più giovani, permettendo anche alle famiglie di vivere l’evento in modo completo.
Uno degli aspetti che rende sempre affascinanti queste manifestazioni è la capacità di mescolare intrattenimento e creatività. Workshop, esposizioni artistiche e momenti di approfondimento offriranno infatti l’opportunità di osservare da vicino il lavoro di illustratori, creativi e professionisti del settore, dimostrando come dietro ogni tavola disegnata, ogni costume e ogni progetto creativo esistano studio, passione e competenze spesso sottovalutate.
Particolare curiosità ruota inoltre attorno alle novità dedicate ai fan di Harry Potter. Gli organizzatori hanno anticipato la presenza di contenuti speciali legati al Wizarding World, dettaglio che sta già alimentando discussioni e aspettative tra gli appassionati della saga creata da J. K. Rowling. Per una community che continua a mantenere vivo il fascino di Hogwarts attraverso cosplay, raduni e fan experience, queste anticipazioni rappresentano sicuramente uno dei motivi per seguire con attenzione gli annunci delle prossime settimane.
Ad accompagnare il pubblico non mancherà la musica, grazie alla presenza di una cartoon cover band pronta a riportare sul palco sigle che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di intere generazioni. Chi frequenta eventi del genere conosce bene quella sensazione particolare che nasce quando centinaia di persone iniziano a cantare insieme le sigle di anime e cartoni animati che hanno accompagnato gli anni più belli della propria crescita. In quei momenti la distanza tra sconosciuti scompare e tutto si trasforma in una gigantesca festa collettiva.
Irno Comix & Games 2026 non si presenta quindi soltanto come una fiera dedicata alla cultura pop, ma come un luogo di incontro in cui fandom differenti riescono a convivere e contaminarsi a vicenda. Manga, fantasy, videogiochi, cinema, serie TV, giochi da tavolo e cosplay diventano tasselli di un mosaico più grande che racconta l’evoluzione della passione nerd contemporanea.
Il 20 e 21 giugno il Parco della Rinascita di Baronissi si trasformerà ancora una volta in una destinazione obbligata per chi ama immergersi in mondi fantastici senza bisogno di passaporti dimensionali o portali interstellari. Serviranno soltanto curiosità, voglia di divertirsi e magari quel cosplay rimasto nell’armadio in attesa dell’occasione giusta.
E voi? State già preparando il vostro costume, una nuova build per il contest cosplay o semplicemente la lista degli stand da visitare? La nona edizione di Irno Comix & Games sembra avere tutte le carte in regola per regalare un weekend memorabile agli appassionati della Campania e non solo, e la sensazione è che le sorprese annunciate finora siano soltanto l’inizio della magia.
Trentamila ingressi, una crescita di diecimila presenze rispetto all’anno precedente e un entusiasmo che ha attraversato ogni angolo del Parco Villa delle Rose. La ventunesima edizione di Lanciano nel Fumetto si è conclusa con risultati che raccontano molto più di un semplice successo organizzativo. Il festival abruzzese ha infatti confermato il proprio ruolo di protagonista assoluto all’interno del panorama italiano dedicato al fumetto, al cosplay, ai videogiochi e alla cultura pop, trasformando oltre quattro ettari e mezzo di area verde in una gigantesca città dell’immaginazione frequentata da migliaia di appassionati provenienti da tutta Italia.
Per due giornate Lanciano è diventata una delle mete più importanti per chi vive e ama il mondo nerd, offrendo un’esperienza capace di unire grandi ospiti internazionali, fumetto d’autore, spettacoli, gaming, cosplay e momenti di incontro tra professionisti e pubblico. Un risultato che assume ancora maggiore valore se si considera il percorso di crescita compiuto dalla manifestazione nel corso degli ultimi anni, passando da evento locale a punto di riferimento nazionale per gli appassionati di arte sequenziale.
La presenza di oltre sessanta espositori specializzati ha contribuito a creare un ecosistema culturale ricco e variegato, nel quale editori, artisti, collezionisti, associazioni e realtà creative hanno potuto incontrarsi e dialogare con una community sempre più numerosa e appassionata. Passeggiare tra gli stand ha significato attraversare mondi differenti, dai comics americani ai manga giapponesi, passando per il fantasy, la fantascienza, il collezionismo e le nuove frontiere dell’intrattenimento digitale.
Grande protagonista dell’edizione 2026 è stata senza dubbio l’Artist Alley, diventata uno degli elementi distintivi dell’intera manifestazione. Quello che un tempo rappresentava uno spazio dedicato agli autori si è trasformato progressivamente in una delle più importanti aree artistiche del Paese. Grazie alla visione curatoriale di Daniele Baldacci, conosciuto nel mondo del cosplay e degli eventi come Sir Creenbow, Lanciano nel Fumetto è riuscita a costruire quella che oggi viene riconosciuta come la terza Artist Alley più importante d’Italia, alle spalle soltanto dei grandi colossi rappresentati da Lucca Comics & Games e Napoli Comicon.
L’edizione appena conclusa ha ospitato alcuni dei nomi più prestigiosi del fumetto e dell’illustrazione internazionale. Migliaia di visitatori hanno avuto la possibilità di incontrare artisti che hanno contribuito a definire l’immaginario contemporaneo attraverso opere diventate iconiche per intere generazioni di lettori e spettatori.
Tra gli ospiti più attesi figurava William Simpson, celebre storyboard artist il cui lavoro ha contribuito a dare forma visiva a produzioni di fama mondiale come la serie TV Game of Thrones e House of the Dragon. Accanto a lui hanno brillato figure del calibro di John J. Muth, artista legato alla leggendaria serie The Sandman, il croato Dalibor Talajić, autore di opere entrate nell’immaginario dei lettori Marvel, il talentuoso Mirko Čolak e il messicano Fero Pe, protagonista di una delle presenze più apprezzate dell’intera manifestazione.
Accanto ai grandi nomi internazionali, Lanciano nel Fumetto ha saputo valorizzare anche il meglio della produzione italiana, ospitando autori del calibro di David Messina, noto per il suo lavoro su franchise come Star Trek, Spider-Man e X-Men, insieme a professionisti affermati come Maurizio Di Vincenzo, Valerio Piccioni, Giuseppe Matteoni, Fabio Ramacci e Luca Bonessi. Un mosaico artistico che ha permesso al pubblico di entrare in contatto diretto con differenti scuole, stili e sensibilità narrative.
La crescita della manifestazione è stata sostenuta anche da una strategia comunicativa particolarmente efficace. Fondamentale si è rivelata la collaborazione con NerdPool.it, Main Media Partner dell’evento, che ha seguito ogni fase della manifestazione attraverso contenuti esclusivi, interviste, approfondimenti e aggiornamenti in tempo reale. Un lavoro editoriale che ha contribuito a rafforzare ulteriormente la visibilità del festival a livello nazionale.
Sara Di Giacinto, direttrice dell’ufficio stampa di Lanciano nel Fumetto e redattrice di NerdPool.it, ha sottolineato come il racconto dell’evento sia stato costruito con l’obiettivo di valorizzare la qualità degli ospiti internazionali e il prestigio raggiunto dalla manifestazione, trasformando la comunicazione stessa in uno strumento di crescita culturale e promozionale.
Parole che trovano piena sintonia con la visione di Daniele Baldacci, anima creativa del progetto, che ha evidenziato come il successo registrato rappresenti la naturale conseguenza di mesi di lavoro dedicati alla selezione degli artisti e alla costruzione di un programma capace di dialogare con i più importanti protagonisti dell’industria fumettistica mondiale senza perdere il legame con il proprio territorio e con il pubblico che negli anni ha contribuito alla crescita del festival.
La ventunesima edizione ha inoltre confermato la capacità di Lanciano nel Fumetto di evolversi mantenendo intatta la propria identità. Gli appassionati hanno potuto vivere esperienze dedicate al cosplay, assistere a spettacoli sul Main Stage, esplorare aree gaming ricche di postazioni moderne e retro, partecipare ai tornei ufficiali di Beyblade e immergersi in attività legate al fantasy e alla rievocazione storica. Ogni area ha contribuito a costruire un racconto unitario della cultura pop contemporanea, dimostrando come il fumetto possa rappresentare un punto di incontro tra linguaggi artistici differenti.
Particolarmente significativa è stata la capacità della manifestazione di mantenere un forte carattere inclusivo e accessibile. In un settore in cui molte fiere stanno progressivamente aumentando i costi di accesso, Lanciano nel Fumetto continua a distinguersi per una filosofia orientata alla condivisione culturale, permettendo a famiglie, studenti, giovani appassionati e collezionisti di vivere un evento di altissimo livello senza barriere economiche.
L’atmosfera che si è respirata tra i viali del Parco Villa delle Rose ha confermato ancora una volta come la vera forza degli eventi nerd non risieda esclusivamente nei numeri o nella presenza di ospiti prestigiosi, ma soprattutto nella capacità di creare connessioni tra persone accomunate dalle stesse passioni. Autografi, sketch, fotografie, chiacchierate con gli autori, sfide videoludiche e incontri casuali tra cosplayer hanno dato vita a una dimensione comunitaria che rappresenta l’essenza stessa del fandom.
Il bilancio finale parla dunque di un’edizione storica, capace di consolidare definitivamente la posizione di Lanciano nel Fumetto tra le manifestazioni più importanti d’Italia dedicate ai comics e alla cultura pop. Trentamila visitatori non rappresentano soltanto un record statistico, ma il segnale concreto di una crescita costante che continua anno dopo anno.
Sotto la guida del presidente Luca Veronesi, grazie all’impegno dello staff organizzativo, dei partner, dei volontari e di una community sempre più affezionata, il festival abruzzese guarda già al futuro con ambizioni ancora più grandi. Se l’edizione 2026 ha dimostrato che Lanciano può competere con le realtà più prestigiose del settore, la prossima sfida sarà continuare a crescere mantenendo quello spirito autentico che ha trasformato una manifestazione locale in una delle destinazioni più amate dagli appassionati di fumetti, cosplay, videogiochi e cultura nerd dell’intero Paese.