Scacchi Stellari – Episodio I: a Monfalcone arriva la spettacolare battaglia di scacchi viventi ispirata a Star Wars

L’idea di trasformare una classica partita a scacchi in una battaglia tra Jedi e Sith appartiene a quelle intuizioni che riescono a parlare contemporaneamente agli appassionati di giochi da tavolo, agli amanti del cosplay, ai fan di Star Wars e perfino a chi normalmente non frequenta questo genere di eventi. È proprio da questa contaminazione di linguaggi che nasce Scacchi Stellari – Episodio I, un progetto ambizioso firmato da Bazinga Eventi APS che sabato 11 luglio 2026 animerà Piazza della Repubblica a Monfalcone, dando vita a uno spettacolo capace di fondere teatro, cultura pop, strategia, musica, danza e performance dal vivo in un’unica esperienza immersiva.

Chi segue da anni la scena nerd italiana sa bene quanto il cosplay abbia ormai superato da tempo la semplice dimensione della sfilata in costume. Oggi rappresenta una forma di interpretazione teatrale, una dichiarazione d’amore verso universi narrativi che continuano a ispirare milioni di persone. Se poi a tutto questo si aggiunge la profondità strategica degli scacchi, il risultato diventa qualcosa di decisamente originale, destinato ad attirare curiosi e appassionati ben oltre la community di Star Wars.

Sabato 11 luglio, dalle 17 alle 23, Piazza della Repubblica di Monfalcone ospiterà gratuitamente questa prima edizione di Scacchi Stellari – Episodio I, mentre in caso di maltempo l’intera manifestazione sarà trasferita al Palasport di Monfalcone senza modificare gli orari previsti. La scelta dell’ingresso libero racconta perfettamente la filosofia dell’iniziativa: costruire un evento aperto a famiglie, giovani, scuole, associazioni e semplici curiosi, eliminando qualsiasi barriera d’accesso e invitando il pubblico a vivere una giornata all’insegna della partecipazione.

L’ispirazione arriva naturalmente dalla galassia creata da George Lucas, una delle mitologie moderne più influenti della cultura pop mondiale. Da quasi cinquant’anni Star Wars continua infatti a contaminare cinema, fumetti, romanzi, videogiochi, giochi di ruolo, modellismo, LEGO, costuming e perfino discipline sportive ispirate ai duelli con la spada laser. In questo panorama, Scacchi Stellari riesce a trovare una propria identità trasformando una tradizionale scacchiera in un gigantesco palcoscenico teatrale.

Il momento più spettacolare della serata sarà naturalmente la Star Wars Human Chess Battle, una vera partita di scacchi viventi nella quale ogni singolo pezzo sarà interpretato da un cosplayer perfettamente caratterizzato. Da una parte avanzeranno le forze del Lato Chiaro della Forza, rappresentate da Jedi, Ribelli e droidi alleati, mentre sul fronte opposto entreranno in scena Sith, ufficiali imperiali, membri del Primo Ordine e temibili cacciatori di taglie. Non si tratterà semplicemente di spostare pedine da una casella all’altra: ogni movimento verrà eseguito fisicamente dagli interpreti e ogni cattura si trasformerà in un breve combattimento coreografato con spade laser e tecniche sceniche di combattimento, regalando al pubblico piccoli duelli degni di una produzione cinematografica.

A dirigere questa battaglia saranno due veri giocatori di scacchi che impartiranno gli ordini delle mosse, mentre il presentatore accompagnerà costantemente gli spettatori spiegando le strategie, raccontando le dinamiche della partita e mantenendo vivo il dialogo tra palco e platea. Questa componente narrativa rappresenta uno degli elementi più interessanti del progetto, perché permette anche a chi non conosce perfettamente le regole degli scacchi di seguire ogni fase della sfida senza sentirsi escluso.

L’intera manifestazione nasce con l’obiettivo di abbattere quella distanza che spesso separa il pubblico dagli eventi culturali tradizionali. Bazinga Eventi punta infatti a utilizzare il linguaggio della cultura geek come veicolo per avvicinare persone di età e interessi differenti a discipline artistiche, performative e strategiche, dimostrando ancora una volta quanto l’immaginario fantastico possa diventare uno straordinario strumento educativo.

La giornata prenderà il via con un torneo dedicato ai giovani e ai principianti, aperto agli Under 16 e agli adulti non classificati. Una scelta che racconta chiaramente la volontà di promuovere il gioco degli scacchi non soltanto come disciplina competitiva ma come palestra mentale capace di sviluppare concentrazione, capacità decisionale, pianificazione e pensiero critico. In un’epoca dominata dall’immediatezza dei social network e dalla velocità delle informazioni, vedere centinaia di ragazzi impegnati davanti a una scacchiera assume quasi il valore di una piccola rivoluzione culturale.

Attorno alla partita principale ruoteranno numerose attività capaci di rendere l’evento ancora più ricco. La scuola di danza ILY Dance porterà sul palco le proprie coreografie, offrendo uno spettacolo che contribuirà ad aumentare il ritmo della serata, mentre gli appassionati di combattimenti coreografici potranno assistere alla dimostrazione di LudoSport, disciplina ormai conosciuta in tutta Europa che ha trasformato il combattimento con la spada laser in una vera pratica sportiva codificata. Per molti fan rappresenterà probabilmente una delle occasioni più interessanti della giornata, considerando quanto questa realtà sia cresciuta negli ultimi anni grazie all’entusiasmo della community di Star Wars.

Anche la Banda Giovanile Città di Monfalcone sarà protagonista della manifestazione, contribuendo a creare un ponte ideale tra tradizione musicale e cultura pop contemporanea. È proprio questa capacità di mettere insieme realtà apparentemente lontane a rendere il progetto particolarmente interessante: bande cittadine, scuole di danza, associazioni di cosplay, circoli scacchistici, performer e artisti condividono lo stesso spazio, dimostrando come linguaggi differenti possano dialogare senza perdere la propria identità.

Dietro le quinte di Scacchi Stellari troviamo un’importante rete di collaborazioni territoriali. Bazinga Eventi organizza la manifestazione con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Monfalcone e della Cassa Rurale FVG, lavorando insieme al Circolo Scacchisti Goriziano, agli Amici degli Scacchi Staranzano, Lab Scacchi, Espressione Est, Crimson Squadron e LudoSport. Partecipano inoltre ILY Dance e la Banda Giovanile Città di Monfalcone, mentre il progetto riceve il supporto di Be Nice Model Agency, Pro Loco Ronchi dei Legionari e UTE Monfalcone.

Osservando più attentamente la filosofia dell’iniziativa emerge un elemento che dovrebbe far riflettere chi ancora considera il mondo nerd una semplice forma di intrattenimento. Manifestazioni di questo tipo dimostrano infatti come franchise iconici quali Star Wars possano diventare strumenti di aggregazione sociale, educazione informale e promozione culturale. La galassia lontana lontana inventata da George Lucas diventa così il punto di partenza per stimolare creatività, collaborazione, partecipazione attiva e confronto intergenerazionale.

Un altro aspetto interessante riguarda la valorizzazione del territorio. Eventi come questo contribuiscono infatti ad attirare visitatori, favoriscono il turismo culturale e rafforzano l’immagine del Friuli Venezia Giulia come regione capace di investire in format innovativi. Monfalcone si candida così a diventare un punto di riferimento per iniziative dedicate alla cultura pop, dimostrando che anche una piazza cittadina può trasformarsi, almeno per una sera, in una vera arena galattica.

Dal punto di vista scenografico, la Human Chess Battle promette di regalare immagini decisamente spettacolari. Armature imperiali, mantelli Jedi, Sith armati di spade laser rosse, ufficiali ribelli, droidi e personaggi iconici si muoveranno seguendo le regole millenarie degli scacchi, creando una fusione affascinante tra uno dei giochi strategici più antichi della storia dell’umanità e una delle saghe cinematografiche più amate di sempre. È un contrasto che funziona sorprendentemente bene perché entrambe le realtà condividono gli stessi principi fondamentali: strategia, pianificazione, sacrificio e capacità di prevedere le mosse dell’avversario.

Chi frequenta convention e festival dedicati alla cultura geek sa bene quanto il pubblico ami sentirsi parte integrante dello spettacolo piuttosto che limitarsi a osservare passivamente. Anche sotto questo aspetto Scacchi Stellari sembra voler percorrere una strada diversa, trasformando gli spettatori in partecipanti grazie al dialogo continuo con il presentatore, agli incontri con i performer e alle numerose attività distribuite lungo tutta la giornata. L’obiettivo dichiarato è costruire una vera comunità culturale, facendo vivere l’evento come un’esperienza condivisa destinata a lasciare un ricordo ben oltre la durata della manifestazione.

Se questo primo episodio riuscirà a conquistare il pubblico, potrebbe rappresentare l’inizio di un format destinato a crescere e a essere replicato anche in altre città italiane. Del resto la cultura nerd continua da anni a dimostrare una straordinaria capacità di reinventarsi, contaminando linguaggi differenti e trovando nuove modalità per raccontare storie che appartengono ormai all’immaginario collettivo di intere generazioni.

Per chi sogna di vedere Jedi e Sith affrontarsi su una gigantesca scacchiera, oppure desidera semplicemente vivere una giornata diversa tra cosplay, spettacoli, musica, scacchi e spade laser, l’appuntamento dell’11 luglio a Monfalcone rappresenta una di quelle occasioni che meritano attenzione. La Forza accompagnerà davvero le mosse dei giocatori? Oppure sarà la strategia a decidere il destino della galassia? La risposta arriverà soltanto davanti alla scacchiera… e siamo curiosissimi di sapere da quale lato della Forza vi schierereste voi.

Nerdo: il nuovo social network italiano per otaku, anime, manga, cosplay e gaming

Anime, manga, videogiochi, cosplay, board game, convention e cultura pop giapponese hanno conquistato negli ultimi vent’anni uno spazio sempre più importante nella vita di milioni di appassionati italiani. Eppure, nonostante l’enorme crescita del fenomeno nerd e otaku, trovare un luogo digitale davvero progettato intorno a queste passioni continua a essere sorprendentemente complicato. Le discussioni si disperdono tra gruppi Facebook sempre meno frequentati, server Discord difficili da seguire, community frammentate su Reddit, chat Telegram caotiche e social generalisti che spesso premiano algoritmi e contenuti virali più che il confronto autentico tra fan.

Proprio da questa esigenza nasce Nerdo, una nuova piattaforma social italiana dedicata interamente al mondo otaku e nerd che, dopo una lunga fase di sviluppo e test, è finalmente disponibile sia su iOS che Android. Il progetto si presenta con un obiettivo molto chiaro: costruire una vera community specializzata dove gli appassionati possano discutere quotidianamente di anime, manga, gaming, cosplay, eventi e cultura pop senza sentirsi ospiti in piattaforme pensate per altro.

Chi frequenta abitualmente le grandi fiere italiane come Lucca Comics & Games, Romics oppure le numerose convention locali sparse lungo la penisola conosce bene quella sensazione di appartenenza che nasce dal condividere passioni comuni. L’idea alla base di Nerdo sembra proprio quella di trasferire quell’atmosfera all’interno di uno spazio digitale permanente, accessibile ogni giorno e non soltanto durante i weekend delle manifestazioni.

L’aspetto più interessante del progetto riguarda la sua natura fortemente verticale. In un’epoca in cui quasi tutti i social cercano di parlare a chiunque, Nerdo sceglie invece la strada opposta. L’applicazione è costruita esclusivamente intorno agli interessi della community nerd italiana. Anime, manga, gaming, cosplay, film, serie televisive, giochi da tavolo ed eventi non sono semplicemente hashtag da utilizzare occasionalmente, ma rappresentano la struttura stessa dell’intera piattaforma.

Scorrendo il feed emergono immediatamente discussioni che ogni appassionato riconoscerà come familiari. C’è chi cerca qualcuno con cui commentare gli ultimi capitoli di One Piece, chi discute le novità anime della stagione, chi condivide teorie sui propri personaggi preferiti e chi organizza gruppi per partecipare alle convention. L’impressione è quella di entrare in una piazza digitale dove tutti parlano la stessa lingua fatta di riferimenti pop, fandom e passioni condivise.

Particolarmente interessante appare il sistema dedicato agli eventi. Una delle difficoltà più comuni per chi frequenta il circuito nerd italiano consiste infatti nel tenere traccia delle centinaia di manifestazioni che si svolgono ogni anno tra fiere del fumetto, raduni cosplay, tornei videoludici, proiezioni speciali e incontri dedicati alla cultura geek. Nerdo prova a risolvere questo problema attraverso un calendario integrato che permette di consultare convention e appuntamenti filtrandoli per città, regione e data.

La funzione più intelligente, però, potrebbe essere quella che consente di visualizzare in anticipo chi parteciperà a un determinato evento. Chiunque abbia vissuto almeno una volta l’esperienza di una grande convention sa quanto sia difficile organizzare incontri con amici conosciuti online o trovare nuovi compagni di viaggio per affrontare giornate intere tra stand, panel e cosplay contest. Sapere in anticipo quali utenti saranno presenti a una manifestazione può trasformare una semplice visita in una vera esperienza sociale.

Grande attenzione è stata dedicata anche agli aspetti di gamification, una scelta che ricorda molti sistemi di progressione tipici del gaming contemporaneo. Gli utenti possono accumulare punti esperienza attraverso la partecipazione alle attività della piattaforma, pubblicando thread, commentando discussioni, condividendo contenuti o prendendo parte agli eventi. Il sistema permette di avanzare di livello, ottenere badge e costruire una propria identità digitale all’interno della community.

Per chi è cresciuto tra MMORPG, achievement e classifiche online, questa componente rappresenta un incentivo naturale alla partecipazione. Non si tratta semplicemente di pubblicare contenuti, ma di contribuire attivamente alla crescita della community ricevendo riconoscimenti visibili sul proprio profilo.

Un’altra caratteristica che merita attenzione riguarda la presenza di strumenti social completi. Profili personalizzabili, follower, messaggi privati, notifiche in tempo reale e connessioni tra utenti permettono infatti di costruire relazioni che vanno oltre il singolo thread. In un ecosistema nerd sempre più distribuito tra piattaforme diverse, la possibilità di concentrare discussioni, amicizie, eventi e interessi all’interno di un unico ambiente potrebbe rappresentare uno dei punti di forza principali del progetto.

Anche il mondo cosplay potrebbe trovare in Nerdo un alleato particolarmente interessante. Da anni i cosplayer italiani utilizzano social generalisti per mostrare i propri lavori, chiedere consigli tecnici o organizzare set fotografici. Una piattaforma specializzata potrebbe facilitare enormemente l’incontro tra crafter, fotografi, performer e appassionati, favorendo la nascita di nuove collaborazioni e progetti condivisi.

Particolarmente significativa appare inoltre la scelta di porre attenzione alla privacy e alla gestione dei dati personali. In un panorama digitale dominato da piattaforme globali che basano gran parte del proprio modello di business sulla profilazione pubblicitaria, Nerdo dichiara di conservare i dati all’interno dell’Unione Europea e di offrire agli utenti strumenti per esportare o eliminare facilmente le proprie informazioni, mantenendo la conformità alle normative GDPR.

Dal punto di vista culturale, la nascita di una piattaforma come Nerdo rappresenta un segnale interessante per l’intero ecosistema nerd italiano. Per anni il pubblico geek è stato considerato una nicchia marginale. Oggi anime e manga dominano classifiche editoriali, i videogiochi generano numeri superiori a quelli di molti settori dell’intrattenimento tradizionale e le grandi convention attirano centinaia di migliaia di visitatori. La creazione di un social network dedicato esclusivamente a questo pubblico dimostra quanto il fenomeno sia ormai maturo.

Naturalmente il vero banco di prova sarà la capacità di costruire e mantenere una community attiva nel tempo. La storia del web è piena di social network promettenti che non sono riusciti a raggiungere la massa critica necessaria per sopravvivere. D’altra parte, esistono esempi di piattaforme verticali che hanno trovato il proprio spazio proprio grazie alla specializzazione e alla capacità di parlare a una community precisa.

Nerdo sembra voler puntare esattamente su questo approccio: meno rumore, meno contenuti generalisti e più conversazioni tra persone che condividono realmente le stesse passioni. Per gli appassionati italiani di anime, manga, gaming e cosplay potrebbe rappresentare l’occasione per costruire una nuova casa digitale dove discutere liberamente delle ultime uscite, organizzare trasferte verso le convention, trovare nuovi amici e vivere ogni giorno quella stessa atmosfera che normalmente si respira soltanto durante le grandi fiere nerd.

Se il progetto riuscirà a trasformare questo obiettivo in una community solida e partecipata, potrebbe ritagliarsi uno spazio molto interessante all’interno del panorama social italiano, diventando uno dei punti di riferimento per una generazione di fan che da anni cerca un luogo progettato davvero attorno alle proprie passioni geek e otaku.

La Tana dell’Elfo: quando uno stand diventa un portale verso un mondo fantasy fatto di magia artigianale

Non serve essere un veterano del cosplay con armatura in EVA autocostruita, né un gamer con migliaia di ore alle spalle o un larper che sa distinguere a colpo d’occhio una spada elfica da una nanica. Basta aver messo piede almeno una volta in una fiera del fumetto o della cultura pop per sapere che esiste un elemento segreto, una sorta di catalizzatore narrativo, senza il quale l’incantesimo dell’evento nerd semplicemente non funziona. Non parliamo di ospiti internazionali arrivati da Tokyo o Los Angeles, né di tornei, premi speciali o passerelle cosplay. Parliamo di quel luogo fisico e mentale dove la fantasia smette di essere solo immaginata e diventa esperienza. Parliamo dello stand del La Tana dell’Elfo.

Chiunque ci sia passato davanti almeno una volta lo sa: non è uno stand, è una porta. Una di quelle che nei racconti fantasy trovi alla fine del villaggio, leggermente scostata rispetto alla strada principale, con un’insegna che sembra sussurrarti “entra, anche se non sai ancora perché”. La Tana dell’Elfo nasce così, da una di quelle idee che arrivano quando fuori fa freddo, il mondo rallenta e la mente comincia a vagare. Idee che sembrano sconclusionate finché non ti rendi conto che sono proprio quelle a cambiare le cose. Un’amicizia, prima di tutto. Poi il vino. Poi i liquori. Poi ancora la birra e il sidro. E se i diretti interessati raccontano che sia andata proprio così, viene spontaneo pensare che qualche calice di troppo abbia aiutato la leggenda a prendere forma.

La storia affonda le radici in Toscana, a Suvereto, in Val di Cornia. Un luogo che sembra già di per sé uscito da una mappa illustrata. Qui un artigiano decide di dare vita a un pezzo di legno. No, niente burattini o grilli parlanti, anche se la tentazione del paragone è forte. Questa è una storia diversa, ma altrettanto intrisa di magia, mistero e creature fantastiche. Il protagonista è un elfo di nome Benev, amante della natura, intagliatore paziente e visionario. Per due anni trasforma il legno in complementi d’arredo, pezzi unici destinati alle case dei suoi compaesani. Poi, una sera, quando finalmente iniziano ad arrivare le prime soddisfazioni, qualcosa di strano accade.

Su una delle sue creazioni compare una bottiglia. Non una qualunque. Benev non ricorda di avercela messa. Nonostante l’amore per le bevande e le pozioni, non è solito bere nel laboratorio. Quella bottiglia ha una forma insolita, tozza, con il collo ricurvo su sé stesso, quasi fosse una molla. La osserva, la rigira tra le mani, e in quel momento nasce un’idea destinata a cambiare tutto, anche se lui ancora non può saperlo.

Benev ha un vecchio amico, August. Un personaggio che sembra disegnato: faccia simpatica, corporatura robusta, baffi importanti e una passione sconfinata per le bevande alcoliche, soprattutto la birra. Benev vuole stupirlo. Riempie quella strana bottiglia con il miglior vino rosso della sua cantina, costruisce in fretta un cofanetto di legno e si mette in cammino. L’entusiasmo è tale che solo a pochi passi dalla casa dell’amico si rende conto di un dettaglio fondamentale: non ha dato un nome alla sua creazione. Estrae gli attrezzi che porta sempre con sé e incide sul legno una scritta che suona già come una promessa: Elfonero di Toscana.

Davanti al camino, mentre il vino scorre e la conversazione si accende, accade qualcosa di raro. August resta senza parole. Non è solo il gusto del vino o la bellezza del cofanetto. È una sensazione nuova, un’eccitazione strana, il desiderio improvviso di condividere quel momento con il mondo intero. Anche Benev lo sente. Si guardano, capiscono che quella bottiglia è solo l’inizio. La decisione è presa senza bisogno di parole: partire insieme per una nuova avventura.

Da quel momento passano gli anni, e il viaggio si allunga. Alla compagnia si uniscono amici, tanti, strani e meravigliosi. Oggi sono circa un centinaio. Maghi, goblin, fate, folletti, troll, draghi, centauri. Tutti diversi, tutti uniti dalla stessa voglia di stupire e di stupirsi. Da soli non sarebbero andati lontano, forse sarebbero stati derisi da un mondo che ha dimenticato come si guarda la magia. Insieme, invece, hanno costruito un universo.

Ed è qui che La Tana dell’Elfo smette di essere solo un marchio o una produzione artigianale e diventa una dichiarazione d’intenti. A Fantasy (R)Evolution non è uno slogan: è l’idea che lo stupore possa rinascere anche quando sembra essersi assopito. È la convinzione che il fantasy non sia evasione, ma uno strumento potentissimo per rileggere la realtà. Un atto rivoluzionario che non ha bisogno di spade o scudi, perché le battaglie più importanti si combattono con l’immaginazione.

La magia, in fondo, non è lontana. È nelle azioni semplici, nei gesti quotidiani, nelle persone che incrociamo e nelle creature che diamo per scontate. Basta fermarsi e osservare. Osservare davvero. È questo che succede quando ti avvicini ai prodotti del La Tana dell’Elfo, che siano liquori, creme, distillati, zuccherini alcolici, birre o sidri. Ogni bottiglia racconta una storia, ogni etichetta è un frammento di mondo fantasy che chiede solo di essere esplorato.

E allora la domanda non è se vuoi raggiungerli. La domanda è quando. Perché loro sono già pronti a fare la tua conoscenza. In una fiera affollata, tra mille stimoli, lo stand della Tana dell’Elfo resta uno di quei luoghi che non dimentichi. Non perché vende qualcosa, ma perché ti ricorda chi sei quando lasci spazio alla meraviglia. Welcome to a Fantasy World. E una volta entrato, difficilmente vorrai tornare indietro.

Ghibli vs Evangelion: il concerto in cosplay di Rebecca Guerra

Il calendario degli eventi nerd italiani per il 2026 si apre con una di quelle date che sembrano scritte apposta per far tremare il cuore a chi è cresciuto tra anime, colonne sonore iconiche e sogni ad occhi aperti. Il 10 gennaio Roma si prepara ad accogliere una serata capace di mettere sullo stesso spartito due mondi che hanno segnato profondamente l’immaginario collettivo: l’universo poetico dello Studio Ghibli e l’intensità emotiva di Neon Genesis Evangelion. Un confronto solo apparente, perché la vera protagonista sarà la musica, quella che resta dentro anche quando scorrono i titoli di coda. Il concerto pianistico in arrivo al Teatro Tordinona non è un semplice tributo, ma una dichiarazione d’amore verso due visioni artistiche che hanno saputo parlare a generazioni diverse. Da una parte la delicatezza sospesa dei mondi firmati da Hayao Miyazaki, dall’altra il tormento esistenziale e visionario di Hideaki Anno. A unirli, come un filo invisibile ma potentissimo, le note di due compositori leggendari.

Parlare di Joe Hisaishi significa evocare immediatamente un senso di meraviglia pura. Le sue melodie hanno accompagnato voli su città impossibili, passeggiate tra spiriti della foresta, viaggi interiori fatti di silenzi e sguardi. Ogni tema Ghibli è una carezza musicale che sembra conoscere l’anima di chi ascolta. Sul fronte opposto, ma con una forza altrettanto dirompente, Shiro Sagisu ha trasformato Evangelion in un’esperienza sensoriale totale, dove il sacro si mescola al trauma e l’orchestra diventa urlo, preghiera, catarsi.

Il concerto del 10 gennaio non si limiterà a riproporre brani celebri, ma offrirà anche uno sguardo più profondo sulle radici musicali di questi capolavori. Durante la serata troveranno spazio composizioni classiche che hanno ispirato Hisaishi e Sagisu, creando un dialogo affascinante tra passato e presente, tra tradizione colta e cultura pop giapponese. Un viaggio sonoro che promette di far scoprire connessioni inaspettate, di quelle che fanno brillare gli occhi agli appassionati più attenti.

A rendere l’esperienza ancora più speciale sarà l’anima cosplay dell’evento. Il pianoforte non sarà solo uno strumento, ma un portale scenico, grazie a un’esibizione che unisce musica e performance visiva. Suonare in cosplay non è un vezzo, ma un atto di coerenza nerd, un modo per incarnare fino in fondo quei mondi che amiamo. È qui che la passione diventa spettacolo totale, capace di parlare tanto alle orecchie quanto agli occhi.

Dietro questo progetto c’è Rebecca Guerra, una musicista che incarna alla perfezione l’incontro tra rigore classico e sensibilità contemporanea. La sua formazione attraversa esperienze prestigiose, dal Piccolo Teatro Sperimentale fino all’École Normale de Musique di Parigi, passando per studi con maestri che hanno contribuito a modellare una visione artistica profonda e personale. Il suo percorso concertistico l’ha portata tra Italia e Francia, in contesti che spaziano dai festival dedicati a Bach alle rassegne di musica contemporanea, dimostrando una versatilità rara. Ma ridurre Rebecca Guerra a un curriculum sarebbe un errore. La sua forza sta nella capacità di raccontare storie attraverso i tasti, di trasformare un concerto in un’esperienza narrativa. Non a caso ha dato vita a progetti che fondono musica, parola e teatro, creando veri e propri concerti narrativi. Anche in questo appuntamento romano la sua interpretazione promette di essere un ponte emotivo tra platea e palcoscenico, tra memoria personale e immaginario collettivo.

Il 10 gennaio 2026, alle ore 21, il Teatro Tordinona diventerà così un crocevia di emozioni nerd, un luogo in cui chi ama l’animazione giapponese potrà ritrovarsi, riconoscersi, emozionarsi insieme. Sarà una serata per chi ha pianto ascoltando un tema Ghibli, per chi ha sentito Evangelion risuonare come uno specchio dell’anima, per chi crede che la musica sia uno dei linguaggi più potenti dell’immaginazione.

E ora la palla passa a voi. Quale colonna sonora vi ha segnato di più, quella che vi ha fatto sentire al sicuro o quella che vi ha messo davanti alle vostre paure? Raccontatelo, condividetelo, preparatevi a vivere una notte in cui il pianoforte parlerà la lingua degli anime. Il viaggio sta per cominciare, e Roma è pronta ad ascoltarlo.

Rebecca Guerra, la pianista che unisce classica, cosplay e immaginario nerd

Chiunque abbia passato abbastanza tempo nei teatri, nelle sale da concerto un po’ laterali, quelle che non cercano il clamore ma lo sguardo giusto, prima o poi inciampa in una figura come Rebecca Guerra. Non inciampa nel senso banale del termine. Piuttosto, resta sospeso. Perché Rebecca non entra mai davvero in scena come fanno gli altri musicisti. Sembra già lì da prima. Come se il pianoforte fosse un’estensione del suo corpo, o forse il contrario. La prima cosa che colpisce non è la tecnica, pur solidissima. È il modo in cui guarda la tastiera prima di iniziare. Uno sguardo che non è mai distratto, mai meccanico. Dentro c’è qualcosa di narrativo, quasi una promessa non detta. Ed è lì che capisci che ridurre Rebecca Guerra alla definizione di “pianista classica” sarebbe una semplificazione comoda ma profondamente ingiusta. Lei è una di quelle presenze che abitano il confine. Tra musica e teatro. Tra rigore e immaginazione. Tra partitura e racconto.

C’è una radice scenica molto chiara nel suo modo di stare sul palco. Non è un caso, e non è una posa. Prima ancora dei conservatori, prima delle sale di Parigi, Rebecca passa dal Piccolo Teatro Sperimentale, luogo che non perdona l’approssimazione e che ti insegna una cosa fondamentale: ogni gesto ha un peso. Anche il silenzio. Anche l’attesa prima del primo accordo. Questa impronta non l’ha mai lasciata, nemmeno quando la sua formazione musicale prende una direzione più classica, più strutturata, apparentemente più “tradizionale”.

Eppure la tradizione, con lei, non resta mai ferma. Si muove. Respira. A Lucca e Mantova si forma come pianista con una disciplina che non concede scorciatoie. Anni di studio, di ascolto, di confronto con maestri che ti insegnano non solo come suonare, ma come pensare la musica. Poi arriva Parigi, l’École Normale de Musique, e lì succede qualcosa di sottile ma decisivo. La musica smette di essere solo esecuzione. Diventa linguaggio personale. Diventa improvvisazione, rischio, apertura. Non più soltanto fedeltà alla pagina, ma dialogo con ciò che la pagina suggerisce e non scrive.

Ascoltare Rebecca Guerra significa spesso avere la sensazione che il brano stia accadendo per la prima volta. Anche quando si tratta di Bach. Anche quando il pubblico conosce ogni passaggio a memoria. C’è sempre un dettaglio che cambia, una tensione che affiora, un tempo che si dilata appena. Come se la musica fosse viva e decidesse, in quel momento, di raccontarsi così e non in un altro modo.

Poi c’è l’altra dimensione. Quella che, per una community nerd come la nostra, fa scattare qualcosa di più profondo del semplice interesse. Rebecca è una musicista che non ha mai avuto paura di dichiarare il proprio amore per l’immaginario pop, per l’animazione giapponese, per quelle colonne sonore che hanno cresciuto intere generazioni emotive prima ancora che musicali. Portare Joe Hisaishi o Shiro Sagisu in una sala da concerto, accostarli a Beethoven o Debussy, non è un’operazione furba. È una presa di posizione culturale. È dire che le emozioni non hanno gerarchie prestabilite. Che una melodia nata per un film di Miyazaki può reggere il confronto con la grande musica europea senza chiedere permesso.

In quei programmi apparentemente “ibridi” c’è molto di Rebecca. Il desiderio di costruire ponti invece di difendere recinti. La voglia di raccontare storie attraverso i tasti, sì, ma anche di riconoscere che le storie che ci hanno formati arrivano da luoghi diversi. Da un anime visto da ragazzini. Da una sala cinematografica. Da un vinile consumato. Da una partitura studiata fino allo sfinimento.

Questo bisogno di racconto esplode letteralmente nei suoi progetti personali. Quando Rebecca indossa un costume, non sta semplicemente interpretando un personaggio. Sta usando tutto l’immaginario nerd come lente per parlare di arte e umanità, di passione, di creatività, di bellezza che illumina l’anima. Il pianoforte non accompagna la scena. È la scena. Ogni brano diventa parola non detta, ogni passaggio musicale una confessione di amore verso la sua scintilla artistica .   Un approccio che parla tantissimo anche a chi vive l’immaginario nerd non come fuga, ma come strumento di lettura del reale.

Rebecca Guerra appartiene a quella rara categoria di artiste che non sembrano mai fare “progetti”. Sembrano piuttosto seguire traiettorie. Collaborazioni con poeti, attori, compositori contemporanei nascono perché c’è un’affinità, non perché “funziona”. Anche quando organizza, quando crea spazi, quando fonda un’associazione musicale, lo fa con la stessa logica con cui suona: mettere le persone in condizione di ascoltarsi davvero.

Forse è questo che resta addosso dopo averla vista dal vivo. Non solo la musica. Ma la sensazione di aver assistito a qualcosa che non si lascia chiudere in una definizione. Classica, contemporanea, nerd, teatrale, colta, pop. Tutto vero. Tutto insufficiente. Rebecca Guerra sembra muoversi altrove, in un territorio dove le etichette servono solo a partire, mai ad arrivare.

E la cosa più interessante è che quel territorio non è mai completamente esplorato. Ogni concerto sembra lasciare una domanda aperta. Un “e se…”. Un’attesa. Come se la storia non fosse finita, e stesse solo aspettando il prossimo palco, il prossimo personaggio, la prossima melodia da trasformare in racconto.

Cospa Family: 15 anni di passione, amicizia e cosplay – la “famigghia” che ha fatto la storia degli eventi

C’è un momento, in ogni grande storia, in cui tutto nasce da un’idea semplice, quasi spontanea. Una sera, cinque persone, un sogno condiviso e la voglia di dare forma a qualcosa di più grande. Così, quindici anni fa, nacque la Cospa Family, oggi una delle realtà più longeve e riconosciute del panorama cosplay italiano. Era una sera di novembre, non troppo fredda ma piena di energia e speranza. Attorno a un tavolo sedevano Massimo Barbera, Arianna Baratelli, Fabio Aquilino, Alessandro Stante e Paola R. Winchester. Quella sera firmarono l’atto costitutivo di un’associazione che, nel tempo, sarebbe diventata una vera e propria “famiglia” per centinaia di cosplayer e appassionati. “Ricordo ogni dettaglio,” racconta oggi Massimo Barbera sui social. “Le chiacchiere, i progetti, il senso di libertà e la voglia di fare qualcosa di nostro. Nessuno di noi poteva immaginare quanto sarebbe cresciuto quel piccolo seme.”


Dalle prime fiere alla nascita della “famigghia”

Nei mesi successivi a quella firma, la Cospa Family si arricchì di nuovi volti: Martina Puglisi, con la sua passione per la fotografia e il video, Alberto Coatti, Aurora Camoglio, e in seguito Matteo Lovecchio e Martina Marchisio. Tutti portarono il proprio talento in un progetto che cresceva rapidamente, mantenendo sempre intatto lo spirito di amicizia e collaborazione che lo aveva generato.

Da subito, la Cospa Family si pose un obiettivo preciso: organizzare eventi in cui il cosplay non fosse solo una gara, ma un’esperienza collettiva. Le fiere diventavano così spazi di incontro, espressione e creatività. “Essendo cosplayer noi stessi,” spiega Arianna Baratelli, “sappiamo cosa serve davvero a chi sale su un palco. Vogliamo che ogni evento sia accogliente, divertente e curato in ogni dettaglio, perché il cosplay è prima di tutto condivisione.”

Questa filosofia ha guidato l’associazione in oltre un decennio di attività, durante il quale ha collaborato con alcuni dei più importanti eventi del Nord Italia. Chiunque abbia partecipato a Torino Comics, Hasta Cosplay o Hard Rock CosPride sa bene cosa significhi incontrare la Cospa Family dietro le quinte: sorrisi, professionalità, organizzazione impeccabile e un’energia contagiosa. Non a caso, nel tempo, si sono guadagnati il soprannome di “la famigghia”, una definizione ironica ma profondamente affettuosa che riassume il senso di unione che li caratterizza.


Un mondo che cambia, una passione che resta

In quindici anni, il mondo delle fiere e del cosplay è cambiato radicalmente. Gli eventi sono diventati più grandi, le community online hanno trasformato il modo di raccontare le proprie creazioni, e le nuove generazioni hanno portato linguaggi e stili diversi. Ma la Cospa Family ha saputo adattarsi, crescere, innovare senza mai perdere la propria identità.

Ogni manifestazione organizzata dal gruppo è frutto di un lavoro corale che unisce competenza e cuore: gestione logistica, presentazioni, animazione, rapporti con gli enti, comunicazione online e raccolta iscrizioni. Tutto è curato con la stessa attenzione con cui un cosplayer prepara il proprio costume, passo dopo passo, dettaglio dopo dettaglio.

Eppure, al di là delle sfide organizzative, ciò che rende la Cospa Family qualcosa di unico è il suo spirito umano. Non è solo un’associazione, ma una rete di amicizie, esperienze condivise e passioni comuni. Anche oggi, molti dei membri fondatori sono impegnati in progetti paralleli — tra teatro, musica e arte — ma restano legati a quel piccolo logo che rappresenta un frammento indelebile delle loro vite.  Oggi la Cospa Family guarda avanti con nuovi progetti e collaborazioni, pronta ad affrontare il futuro del cosplay con lo stesso spirito che l’ha sempre guidata. Le prossime generazioni di cosplayer troveranno, come sempre, un gruppo di persone pronte ad accoglierle con il sorriso, a dare consigli, a organizzare eventi dove la fantasia è protagonista. Chi vuole saperne di più o entrare in contatto con l’associazione può visitare la pagina  facebook.com/cospafamily/, il sito cosplaycompetition.com e la mail cospafamily@gmail.com.

Quindici anni dopo quella prima sera di novembre, la “famigghia” del cosplay piemontese continua a scrivere la sua storia. Tra palco, amicizie e tanta creatività, la Cospa Family resta un simbolo di ciò che rende il mondo nerd così straordinario: la passione che unisce, illumina e non smette mai di far sognare.

Firenze Comics 2025: quando la Toscana diventa il cuore pulsante della cultura nerd

Il conto alla rovescia è partito e l’hype è alle stelle: il 6 e 7 settembre 2025 il Parco di Villa Montalvo a Campi Bisenzio tornerà a trasformarsi in una dimensione parallela fatta di fumetti, cosplay, videogiochi e pura magia pop. La nuova edizione di Firenze Comics non è una semplice fiera, ma una celebrazione collettiva dell’immaginazione che da anni conquista migliaia di appassionati. Due giorni in cui la Toscana smette di essere solo la patria del Rinascimento per diventare l’epicentro della cultura nerd italiana. Nato nel 2017 dalla passione visionaria dei fratelli Alessio e Luca Mariotti, Firenze Comics in meno di un decennio si è imposto come un riferimento nazionale, unendo generazioni diverse sotto il segno della fantasia. Non è solo un luogo dove comprare gadget o cercare pezzi rari, ma un’esperienza che ti catapulta in un universo parallelo: varcato l’ingresso, ti ritrovi circondato da personaggi che sembrano saltati fuori da un manga o da un videogioco anni ’90, tra stand coloratissimi, sigle che risuonano nell’aria e incontri che ti fanno sentire dentro una convention internazionale.

Ospiti leggendari: tra comicità e voci che hanno fatto la storia

Quest’anno sul palco arriverà un’icona che non ha bisogno di presentazioni: Massimo Boldi. Sì, proprio lui, il “Cipollino” del grande schermo, il volto che ha segnato decenni di comicità italiana dai mitici Yuppies ai cinepanettoni che hanno scritto una pagina di storia popolare. La sua presenza promette di regalare momenti surreali e divertenti, degni di un festival che ama sorprendere.

Accanto a Boldi, Firenze Comics ospiterà un vero pantheon del doppiaggio italiano. Gianluca Iacono, inconfondibile voce di Vegeta in Dragon Ball e di decine di eroi e villain entrati nell’immaginario collettivo. Mino Caprio, interprete geniale di Peter Griffin ne I Griffin, ma anche la voce dietro Kermit la Rana e C-3PO in Star Wars. E infine Perla Liberatori, che con il suo talento ha accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di milioni di fan: dalla Stella di Winx Club alla Hilary Duff di Lizzie McGuire, fino alla potente Nairobi de La Casa di Carta. Un trio che rappresenta la spina dorsale della cultura pop di più generazioni.

Un poker d’assi che fonde comicità, emozione e memoria, pronto a trasformare ogni incontro in un viaggio nei mondi che ci hanno cresciuto.

Mercati incantati, vintage e retrogaming: un viaggio nel tempo e nello spazio

Chi pensa che Firenze Comics sia solo spettacolo, si sbaglia di grosso. Il cuore della manifestazione batte anche nei suoi mercati e nelle aree espositive. Dal suggestivo Mercatino delle Streghe con oltre cinquanta stand, all’area del giocattolo vintage che farà impazzire collezionisti e nostalgici, passando per la mostra dedicata ai Playmobil e alle bambole dagli anni ’30 a oggi. Un vero salto interdimensionale nella memoria, capace di emozionare tanto gli adulti quanto i più piccoli.

E poi ancora oltre ottanta stand di merchandising, l’amatissima Artist Alley con una trentina di artisti pronti a realizzare sketch dal vivo e tavole esclusive, e soprattutto la gigantesca area videoludica. Più di 500 mq dedicati al gaming: venti postazioni console per i retrogamer, una sala giochi anni ’90 con oltre cinquanta cabinati in free play, e poi laser game e realtà virtuale per chi vuole vivere esperienze immersive degne della fantascienza.

Wrestling, cosplay e spettacoli no stop

Non mancheranno i momenti spettacolari: il ring della Tana delle Tigri con i lottatori de L’Uomo Tigre, l’Old Star Tribute Wrestling che farà rivivere le icone del wrestling anni ’90 come Hulk Hogan, e ovviamente l’attesissima Gara Cosplay di domenica 7 settembre, presentata da Letizia Cosplay e Lucrezia Crisci.

Il cosplay è da sempre il cuore pulsante di Firenze Comics: Villa Montalvo diventa un gigantesco set cinematografico a cielo aperto, dove centinaia di appassionati danno vita a eroi, villain, maghi e idol della cultura geek. Non è solo una gara, è un rituale collettivo che trasforma i fan in protagonisti assoluti.

A condurre la kermesse dal palco centrale ci saranno ancora una volta Roberto Costantini e Letizia Cosplay, coppia amatissima dal pubblico, pronti a guidare la folla tra sketch, interviste e momenti di pura energia. E come se non bastasse, il K-Pop Show organizzato con Kpop Invasion Firenze porterà sul palco le vibrazioni coreane che stanno conquistando il mondo.

Cultura e fumetto: gli autori al centro

Firenze Comics non dimentica mai il lato più “colto” del nerdverse. Quest’anno saliranno sul palco Riccardo Nunziati, disegnatore di Diabolik; Igor Chimisso, illustratore ufficiale di Star Wars; Espen Fumetti, creatore della mascotte del festival Supereffe; e Franco Tempesta, artista di livello internazionale che ha collaborato con De Agostini e National Geographic. Incontri che permetteranno al pubblico di ascoltare storie di matite e retroscena creativi, in un dialogo diretto con chi i fumetti li crea davvero.

Un evento per tutta la famiglia

Uno dei segreti del successo di Firenze Comics è la sua natura inclusiva: non solo per i nerd hardcore, ma per famiglie, curiosi e nuovi fan. Oltre alle aree kids con giostre e laboratori interattivi, i visitatori potranno gustare piatti tipici toscani e cucina giapponese nelle aree food con oltre 500 posti a sedere. Un mix irresistibile che unisce ramen e ribollita sotto lo stesso cielo, dimostrando che anche il cibo è parte integrante della cultura pop.

Biglietti e informazioni

I biglietti sono già disponibili su firenzecomics.it o direttamente in fiera. L’ingresso intero è di 10€, ridotto (6-13 anni) 5€, gratuito per bambini fino a 5 anni e persone con disabilità. La manifestazione sarà aperta entrambi i giorni dalle 10:00 alle 21:00, con parcheggi gratuiti e servizi accessibili per tutti.


Firenze Comics 2025: hype a mille

Dal 2017 a oggi, Firenze Comics ha dimostrato che in Italia esiste lo spazio per eventi che non hanno nulla da invidiare alle convention internazionali. La nona edizione promette di superare ogni aspettativa: due giornate che non saranno solo fiera, ma festa, celebrazione e soprattutto community. Il 6 e 7 settembre, a Campi Bisenzio, non ci sarà soltanto una manifestazione: ci sarà un’epifania collettiva della cultura nerd. Firenze Comics è pronto a tornare, e i fan lo sanno già: sarà un weekend indimenticabile, una di quelle esperienze che ti fanno dire “io c’ero”. E tu? Ci sarai a Firenze Comics 2025? Quale ospite non vedi l’ora di incontrare? Raccontacelo nei commenti e preparati a vivere con noi due giorni da sogno.

Alessia Bergamo: l’Amazzone del Cosplay italiano che ha conquistato tv, palchi e cuori

Nel vasto universo del cosplay italiano, dove ogni costume racconta una storia, ogni interpretazione incarna un sogno e ogni fiera è un piccolo mondo parallelo, c’è un volto che da anni brilla con luce propria. È quello di Alessia Bergamo, performer poliedrica, cosplayer appassionata, fotomodella, personaggio televisivo e spirito creativo senza confini. Una donna che ha trasformato la sua passione in una vera e propria forma d’arte, diventando una delle figure più iconiche e riconoscibili della scena nerd italiana. Originaria della calorosa Sicilia, ma adottata con affetto dalla bergamasca, Alessia è tutto fuorché ordinaria. Il suo percorso è un caleidoscopio di talenti e sfumature che si intrecciano con naturalezza: spettacolo, televisione, creatività, sensualità e – soprattutto – una sfrenata passione per tutto ciò che è cultura pop, geek e nerd.

Il Cosplay come filosofia di vita

Per Alessia, il cosplay non è solo un hobby, né tanto meno una moda passeggera: è un linguaggio. È l’espressione più autentica del suo essere, un modo per dare forma e colore ai sogni alimentati da videogiochi, anime, manga, film fantasy e supereroi. La scintilla, ci racconta, si è accesa tra una partita alla vecchia PlayStation e i pomeriggi passati davanti ai classici Disney. Da lì, il desiderio di diventare – almeno per un giorno – quella guerriera, quella maga, quell’eroina che tanto l’aveva affascinata sullo schermo, è diventato sempre più ardente. Ma non basta “indossare un costume” per fare cosplay. Alessia lo sa bene. Dietro ogni suo abito c’è ore di lavoro manuale, progettazione, cura nei dettagli, una visione personale e una libertà creativa assoluta. Le sue creazioni spaziano dal gotico allo steampunk, dai mondi apocalittici ai personaggi pucciosi, passando per interpretazioni sensuali che non temono il giudizio e che anzi, celebrano il corpo e la femminilità come parte integrante del personaggio.

L’arte della trasformazione

Uno degli aspetti che più colpisce di Alessia è la sua versatilità interpretativa. È capace di passare con disinvoltura da un personaggio aggressivo come Triss Merigold da The Witcher, a uno più dolce e magico come Sailor Jupiter in versione armor, dimostrando non solo talento tecnico nella realizzazione dei costumi, ma anche una profondissima empatia verso i personaggi che sceglie di incarnare. Il cosplay non è solo tessuto, trucco e parrucca. È emozione, presenza scenica, immedesimazione. È teatro allo stato puro. Un esempio perfetto? Il cosplay di Wonder Woman. Non solo Alessia somiglia incredibilmente all’Amazzone DC Comics per tratti fisici, chioma fluente e corporatura statuaria, ma ne incarna anche lo spirito. Determinata, forte, risoluta e coraggiosa, Alessia affronta la vita proprio come una guerriera moderna. E non è un caso che molti dei suoi follower la vedano come una sorta di Diana Prince del cosplay italiano.

Dal palco delle fiere ai riflettori della TV

La notorietà di Alessia non si limita al mondo cosplay. Il suo carisma e la sua presenza scenica l’hanno portata più volte sotto i riflettori della televisione nazionale, partecipando a trasmissioni come Ciao Darwin con Paolo Bonolis, I Fatti Vostri con Giancarlo Magalli, Forum con Barbara Palombelli, Fuori dal Coro di Mario Giordano, Caduta Libera con Jerry Scotti, Guess My Age con Enrico Papi e tante altre. In ogni occasione, Alessia non ha mai mancato di portare con sé un pizzico di quel mondo colorato e meraviglioso che è il cosplay, cercando – spesso tra l’incredulità e l’ignoranza dei media generalisti – di spiegare che cosa realmente significhi questa parola tanto sconosciuta quanto fraintesa. Ma non si tratta solo di comparsate. Alessia ha portato il cosplay anche nei locali e nei teatri dove si esibisce in spettacoli burlesque unici nel loro genere, sostituendo i classici costumi sensuali con cosplay tematici accompagnati da musiche coerenti. È stata la prima – e ancora oggi l’unica – ad aver unito il burlesque al cosplay in Italia, creando un connubio perfetto tra gioco, sensualità e spettacolo. Un format esplosivo, originale e amatissimo dal pubblico.

Creatività senza regole

Uno dei tratti più distintivi di Alessia è il suo rifiuto degli schemi. Nel suo mondo non esistono vincoli rigidi, solo ispirazioni. I suoi cosplay sono spesso personalizzati, reinterpretati, contaminati. Cambia parrucche, modifica modelli, aggiunge accessori di propria invenzione. E se qualcuno storce il naso? Beh, poco importa. “La parola cosplay vuol dire proprio giocare con i costumi”, dice sorridendo, “e in un gioco non ci sono regole se non quella del divertimento”.

Questo spirito libero l’ha portata a confrontarsi spesso con le critiche – a volte feroci – di chi vive il cosplay in modo troppo competitivo. Ma Alessia non si è mai lasciata fermare. Non ha mai cercato la perfezione stilistica fine a se stessa. Per lei il cosplay è libertà, non performance. È condivisione, non sfida. E forse è proprio per questo che tanti la amano e la seguono con affetto: perché è vera, autentica, senza filtri.

Una comunità in crescita (ma non senza ombre)

Se da una parte i social media hanno aiutato enormemente a diffondere la cultura del cosplay in Italia, contribuendo a renderlo un fenomeno conosciuto e sempre più mainstream, dall’altra hanno esacerbato alcune dinamiche tossiche. Competizione spietata, critiche gratuite, invidie, bodyshaming. Alessia ne ha viste tante e non ha paura di parlarne. Denuncia apertamente l’atteggiamento di chi, dietro una tastiera, si permette di giudicare la qualità di un costume, l’aderenza al personaggio, perfino la fisicità della cosplayer. “A volte sembra di stare all’asilo”, dice con amarezza, “ma io continuo a fare quello che amo, per me stessa e per chi mi sostiene”.

La sua filosofia è chiara: vivi e lascia vivere. Ognuno ha il diritto di esprimersi come vuole, di divertirsi, di essere creativo a modo proprio. Il cosplay può anche essere provocazione, sensualità, trasgressione, e non c’è nulla di male in questo. Il problema non sono i costumi sexy, ma semmai la mancanza di rispetto e di educazione da parte di alcuni. Chi indossa un cosplay audace sa bene a cosa va incontro, ma questo non giustifica mai atteggiamenti invasivi o scorretti.

Il futuro? Sempre in costume, con il sorriso

Oggi Alessia è un punto di riferimento per la community cosplay italiana. La sua fanbase cresce ogni giorno, la sua influenza si fa sentire sia online che dal vivo. La sua forza, però, non sta solo nell’estetica. Alessia ha una storia personale fatta di sfide superate, di identità affermata, di lotte interiori e traguardi raggiunti. È una donna che ha imparato a volersi bene, a non avere paura di essere se stessa, a guardare il mondo con fierezza e determinazione.

Ecco perché Alessia Bergamo non è solo una cosplayer: è un simbolo. Di coraggio, di autoaffermazione, di libertà creativa. E anche se il mondo del cosplay cambierà ancora, lei continuerà a sfilare con i suoi costumi spettacolari, a esibirsi con la sua grinta inconfondibile, a ispirare chi, come lei, crede che nella fantasia ci sia spazio per essere finalmente sé stessi.

Se vi ha incuriosito il viaggio nel mondo di Alessia, vi invito a seguirla sui suoi canali social per scoprire i suoi prossimi progetti, i suoi cosplay inediti e – perché no – lasciarvi ispirare da questa straordinaria artista del sogno: Pagina Facebook, Gruppo FacebookInstagram e YouTube.

E ora tocca a voi: che ne pensate del percorso di Alessia? Vi ritrovate nelle sue parole? Avete vissuto esperienze simili nel mondo del cosplay? Raccontatecele nei commenti e condividete l’articolo sui vostri social per far conoscere questa meravigliosa realtà a più persone possibili. Perché il cosplay, alla fine, è una magia che si vive insieme.

Civitonix 2025: il Festival del Gioco e del Fumetto che Trasforma Civita Castellana in un Paradiso Nerd

Il conto alla rovescia è iniziato e gli appassionati di giochi, fumetti e cosplay possono finalmente segnare le date in calendario: il 7 e l’8 giugno 2025 torna Civitonix: Festival del gioco e del fumetto! Il Bosco Primo Maggio di Civita Castellana sarà nuovamente il cuore pulsante della cultura nerd, trasformandosi in un vero e proprio parco di avventure per grandi e piccoli. L’evento, giunto alla sua terza edizione, promette di superare ogni aspettativa con un programma ricco di attività, ospiti di spicco e tante sorprese. A confermare l’importanza crescente del festival è anche la spettacolare locandina ufficiale, realizzata dal talentuoso Carlo Cid Lauro, artista di fama internazionale che ha lavorato per Disney, Dynamite Comics, Saldapress e Arancia Studio, con i colori di Angela Minichini.

Un’esperienza immersiva tra giochi, fumetti e cosplay

Civitonix offrirà un’esperienza unica per gli amanti del gioco in tutte le sue forme. L’Area Games sarà il punto di riferimento per gli appassionati di board game, giochi di ruolo e tornei competitivi, con la presenza di autori e game designer pronti a far scoprire le loro ultime creazioni. Sarà l’occasione perfetta per sedersi al tavolo e sfidare amici e nuovi avversari in un’atmosfera conviviale e appassionante.

Per gli amanti del fumetto, l’Area Comics sarà il vero paradiso: fumettisti di talento saranno presenti per sketch, incontri e sessioni di disegno dal vivo. Il festival offrirà anche talk e approfondimenti, dando la possibilità di scoprire il dietro le quinte del mondo dei comics, dalle tecniche di disegno alla sceneggiatura, con ospiti d’eccezione.

Non può mancare l’Area Cosplay, che si conferma uno degli eventi clou del festival. Cosplayer provenienti da tutta Italia sfileranno nei loro incredibili costumi, regalando al pubblico uno spettacolo mozzafiato. La grande Gara Cosplay metterà alla prova creatività e abilità interpretativa dei partecipanti, con premi e riconoscimenti per le migliori performance.

Un festival a 360 gradi tra talk, shopping e food

Oltre a giochi e fumetti, Civitonix 2025 proporrà anche un’Area Talk, dove il pubblico potrà interagire con ospiti speciali in panel tematici su cultura pop, game design, illustrazione e tanto altro. Sarà un’opportunità unica per approfondire argomenti di interesse nerd e ascoltare esperienze di professionisti del settore.

Per chi vuole portarsi a casa un ricordo, l’Area Shop sarà il luogo ideale: fumetti, giochi, gadget e pezzi da collezione saranno a disposizione per gli appassionati. E tra un’attività e l’altra, niente paura: l’Area Food offrirà un’ampia selezione di cibi e bevande per ricaricare le energie e godersi al meglio l’esperienza del festival.

Ingresso gratuito e un’esperienza epica garantita

Uno degli aspetti più apprezzati di Civitonix è che l’ingresso è completamente gratuito, permettendo a tutti di partecipare e vivere un weekend all’insegna della passione per il mondo nerd. Con un programma ancora più grande e spettacolare, l’edizione 2025 si preannuncia imperdibile. Appuntamento dunque a Civita Castellana il 7 e l’8 giugno 2025 per un’esperienza all’insegna del divertimento, della creatività e della condivisione. Sei pronto a vivere la magia di Civitonix ?

Comics on the Road 2025: fumetti, musica, cosplay e risate… in riva al mare!

Preparate valigie, cosplay e tanta voglia di divertirvi: Comics on the Road sta tornando, ed è pronto a farci vivere un weekend da veri nerd e appassionati di cultura pop! Dopo le tappe passate nei centri commerciali, l’evento itinerante targato Fumetti Indelebili torna in scena con una nuova edizione che promette di far scintille. Questa volta ci porta in una location da sogno: il Porto Turistico Marina Sveva a Marina di Montenero di Bisaccia (CB), da vivere tra il 31 maggio e il 2 giugno 2025.

Il progetto, spin-off del celebre San Beach Comix, è pensato per portare un po’ della sua magia in altri angoli d’Italia, regalando a tutti – grandi e piccoli – la possibilità di immergersi in un mondo fatto di fumetti, cosplay, musica e spettacolo.

Tre giorni di emozioni geek: ecco il programma!

Venerdì 31 Maggio si parte col botto grazie alla Cartoon Cover Band Cartoni Animali, che ci accompagnerà in un nostalgico viaggio musicale tra le più amate sigle dei cartoni animati. Se anche tu hai pianto per l’addio di Lady Oscar, riso con Lupin o cantato a squarciagola con i Pokémon… questa è la tua serata!

Sabato 1 Giugno, risate assicurate con lo show esilarante di Ciro Giustiniani, comico direttamente da Made in Sud, che porterà sul palco la sua comicità travolgente per farci dimenticare ogni stress.

E poi… rullo di tamburi per il gran finale: domenica 2 Giugno arriva la tanto attesa Gara Cosplay, curata dal team di Cosplay Ink, con premi da urlo e una giuria d’eccellenza!

La Gara Cosplay: creatività, passione e premi epici!

Alle 16:00 in punto i riflettori si accendono sul palco per dare il via alla Gara Cosplay più frizzante dell’estate. I partecipanti sfileranno sotto gli occhi attenti di una giuria composta da:

🎭 Tsudana
🎭 Sionnach
🎭 Kido Chan

…e diretti con maestria dalla regia di Chiky Cos e Stephan Leonheart. Le categorie in gara sono:

  • Miglior Cosplayer Assoluto

  • Miglior Interpretazione Cosplay

  • Miglior Gruppo Cosplayer

  • Miglior Cosplay Kids

E ora la parte succulenta… i premi!

Chi conquisterà il titolo di Miglior Cosplayer Assoluto riceverà una fornitura di materiale cosplay da 100€, una figure esclusiva dell’evento e, udite udite, potrà far parte della giuria alla prossima tappa del Comics on the Road! Un sogno che diventa realtà per chi vive e respira cosplay.

E ancora: luci perfette per i tuoi selfie con la ring light in premio per la Migliore Interpretazione, uno sfizioso cesto di snack asiatici per il Miglior Gruppo e una dolcissima console portatile piena di giochi in pixel art per i nostri piccoli eroi nella categoria Kids.

Vuoi partecipare? Allora iscriviti subito tramite il modulo ufficiale e leggi il regolamento completo. Il palco ti aspetta!

Ma non finisce qui…

Durante tutto l’evento ci saranno stand dedicati al mondo del fumetto, gadget, artigianato nerd e pop culture, food truck golosi, e una speciale area dedicata al progetto Indelebili Press, che sostiene giovani autori e autoproduzioni. E se vuoi una dedica personalizzata o una commissione, sarà presente anche l’artista Alessandro Guidotti, autore della locandina ufficiale!

Vuoi esporre? Unisciti a noi!

Se sei un espositore del settore e vuoi partecipare, puoi richiedere il modulo di prenotazione scrivendo tramite il form ufficiale. L’evento è a ingresso gratuito e con un flusso di pubblico appassionato, affamato di novità e meraviglie nerd.


🎉 Comics on the Road 2025 è molto più di un evento: è un’occasione per incontrare vecchi amici, conoscerne di nuovi, condividere passioni e vivere la magia del fumetto, del cosplay e del divertimento in una cornice mozzafiato.

Allora, ci vediamo dal 31 Maggio al 2 Giugno a Marina di Montenero di Bisaccia! E se vieni in cosplay… potresti essere tu la star dell’estate!

📣 Condividi questo articolo con la tua community, tagga i tuoi amici cosplayer e aiutaci a diffondere la voce: il Comics on the Road sta tornando e non vede l’ora di accogliervi!

Quando la passione prende forma: Chiky.cos, l’anima teatrale del cosplay italiano

Nel vasto universo colorato e travolgente del cosplay italiano, ogni tanto spiccano delle stelle che non si limitano a brillare: incendiano l’immaginazione, accendono cuori e danno vita a personaggi con una passione che va ben oltre la stoffa, il make-up o un semplice scatto fotografico. Tra queste stelle, una in particolare ha iniziato a farsi notare con forza e poesia a partire dal 2021. Il suo nome è Chiara, ma per chi vive le fiere, gli eventi e il mondo delle saghe fantasy, lei è semplicemente Chiky.cos.

L’inizio di un sogno tra fiere e magie

Chiky.cos ha scoperto il cosplay in uno di quei momenti magici che segnano una vita intera. Era il 2021, un anno in cui il mondo cominciava a rimettere insieme i suoi pezzi e la voglia di sognare tornava più forte che mai. È stato allora che Chiara ha incrociato il cammino con l’universo delle fiere del fumetto e, come per incanto, si è accesa una scintilla. Da quel momento, la sua storia è diventata un inno all’interpretazione artistica, un abbraccio teatrale a ogni personaggio scelto, un viaggio che unisce fantasia, artigianato e anima.

Ma questa passione non nasce dal nulla. Dentro Chiara c’è sempre stato un amore viscerale per le grandi storie. Cresciuta tra le magie dell’universo Disney e gli incantesimi di Harry Potter, ha poi lasciato che il vento del Giappone le portasse tra le mani gli anime, scoprendo un mondo vibrante di energia e stile che oggi rappresenta il cuore pulsante delle sue creazioni.

Creatività senza limiti: quando il cosplay diventa arte concettuale

Ciò che distingue davvero Chiky.cos da tante altre interpreti è la sua capacità di trasformare ogni personaggio in una visione personale e originale. Non si limita a replicare un costume o a posare per una foto. No. Chiara crea dei veri concept, immaginando storie alternative, pose teatrali, scenografie mentali che prendono forma attraverso la fotografia e i dettagli minuziosi di ogni abito o accessorio. Ogni shooting diventa un piccolo cortometraggio dell’anima, un’ode visiva alla creatività.

La sua dedizione la porta a curare ogni elemento con passione quasi maniacale: dalla realizzazione di parrucche personalizzate alla costruzione dei prop, tutto viene plasmato con le mani e con il cuore. Ed è proprio in questo equilibrio tra artigianato e interpretazione che nasce la magia di Chiky.cos.

Tra eventi e palcoscenici: l’anima teatrale di una cosplayer

Non poteva mancare nel curriculum di Chiky.cos la partecipazione a uno degli eventi più amati dalla community: La Fortezza del Cosplay, una tappa imperdibile per chi vive di costume, interpretazione e passione condivisa. Ma questo è solo l’inizio. Il suo percorso è una strada in continua evoluzione, costellata di nuovi progetti, collaborazioni con gruppi cosplay e sfide sempre più ambiziose.

Dietro ogni sorriso di Chiky.cos c’è una vera artista del palco. Con un’anima profondamente teatrale, Chiara vive ogni personaggio con intensità, empatia e un entusiasmo che conquista chiunque la guardi. Non si limita a vestire i panni di un’eroina o di una strega: lei diventa quel personaggio, gli dà voce, emozione e presenza scenica. Ed è proprio questa sua capacità di entrare nel cuore dei ruoli che la rende speciale agli occhi della community.

Il futuro? È già tra le sue mani

Il bello di Chiky.cos è che non si ferma mai. Spinta da una curiosità senza fine e da una voglia costante di migliorarsi, continua a sperimentare, imparare e perfezionare il proprio stile. Dalle saghe fantasy agli anime più iconici, il suo repertorio cresce di giorno in giorno, alimentato da una passione autentica e da una voglia matta di condividere emozioni.

Se vi state chiedendo dove poter ammirare le sue creazioni e seguire da vicino questo percorso meraviglioso, non vi resta che tuffarvi nei suoi canali social. Il suo profilo Instagram è un diario visivo ricco di colori, personaggi e storie che parlano di dedizione, arte e tanta, tantissima passione.

👉 Segui Chiky.cos su Instagram

Stephan Leonheart: il sogno animato di un eroe del cosplay italiano

C’è chi guarda gli anime con nostalgia. C’è chi li ama silenziosamente, stringendo una statuetta sullo scaffale della propria camera. E poi c’è chi, come Stephan Leonheart, ha scelto di indossarli. Di viverli. Di trasformarli in arte. Nato a San Benedetto del Tronto, Stefano – in arte Stephan Leonheart – non è solo un cosplayer. È un sognatore incallito, un artista dei dettagli, un wig-maker appassionato e un instancabile costruttore di emozioni travestite da armature e katane. Un interprete del nostro tempo che ha fatto del cosplay molto più di un semplice hobby: lo ha reso una missione.

Fin da bambino, Stephan mostrava un amore incondizionato per i cartoni animati, con una predilezione viscerale per l’universo degli anime giapponesi. Il Giappone, con i suoi eroi ipercolorati e le sue storie epiche, gli parlava direttamente al cuore. E quando il cosplay ha cominciato a muovere i primi passi come arte vera e propria in Italia, lui non ha esitato un secondo: ha indossato le sue passioni e ha dato vita ai suoi idoli, cucendo ogni costume con dedizione e un pizzico di magia.

Il suo primo cosplay realizzato a mano? Un tributo a Allen Walker, il protagonista dell’anime D.Gray-Man, un personaggio tormentato e affascinante, esattamente come il fuoco creativo che ardeva nel cuore di Stephan. Ma ciò che colpisce davvero nella sua storia non è solo la qualità dei costumi o l’accuratezza delle interpretazioni, bensì la filosofia con cui affronta ogni performance: per Stephan, fare cosplay non significa solo travestirsi, ma vivere davvero un giorno nei panni del proprio personaggio preferito, emozionarsi ed emozionare, condividere un frammento di sé con chi sa coglierne la bellezza.

Con il tempo, la sua passione si è affinata e ha trovato nuove forme di espressione. Stephan ha cominciato a costruire da solo props, armi e armature, dando vita a oggetti memorabili come la spada di Kyoukai no Kanata e la Battle Suit di Bardock, padre di Goku. Ma il vero colpo di fulmine è arrivato con le parrucche: il mestiere del wig-maker è diventato il suo pane quotidiano, un’arte minuziosa che richiede pazienza, tecnica e una profonda conoscenza del personaggio da interpretare.

Nel 2017 arriva la consacrazione: viene scelto come giudice per la Gara Cosplay del San Beach Comix. Un ruolo di prestigio che segna l’inizio di un nuovo capitolo. L’anno successivo è ospite speciale alla Monte Urano Cartoon Night, mentre nel 2019 conquista i palchi di mezza Italia vincendo ben tre importanti riconoscimenti: Miglior Gruppo Cosplay al Pescara Comix, Miglior Gruppo Cosplay al Teramo Comix e Miglior Coppia Cosplay all’Ancona Comix and Games. Premi meritati che confermano il suo talento poliedrico e il suo carisma scenico.

Ma Stephan non si è fermato qui. È uno dei membri fondatori dell’Associazione Culturale Fumetti Indelebili, di cui è vicepresidente e responsabile della sezione cosplay. Un vero motore culturale nel cuore delle Marche, grazie al quale organizza eventi, collabora con centri commerciali e partecipa a feste private, sempre con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla magia del cosplay.

Le sue collaborazioni non si contano più: ha lavorato con The Space Cinema come figurante per l’anteprima del film Dragon Ball Super: Broly, e oggi è uno dei volti più attivi della community di Dragon Ball S.H. Figuarts Italia, la più seguita pagina italiana dedicata alle action figure Bandai. Un riconoscimento importante per chi, come lui, ha sempre sognato Goku non solo come un eroe d’infanzia, ma come un alter ego da incarnare.

Oggi Stephan è anche il presentatore ufficiale del Cosplay Awards del San Beach Comix e ha condotto le gare cosplay della prima e seconda edizione dell’evento Appignavalon. E nei panni di Son Goku e Spider-Man, i personaggi che più di tutti hanno accompagnato la sua crescita, continua a regalare sorrisi, emozioni e un pizzico di meraviglia a grandi e piccoli, sempre con lo stesso entusiasmo di quel bambino che sognava davanti alla TV.

Dietro al nome Stephan Leonheart c’è molto più di un semplice cosplay. C’è un cuore che batte forte per la cultura nerd, un’artista che ha scelto di vivere le sue passioni con autenticità e dedizione. E c’è un messaggio che arriva forte e chiaro: essere nerd non è una moda, è un’identità, una missione, un modo di colorare il mondo con la fantasia.

Se volete entrare anche voi nel mondo di Stephan, seguitelo su Instagram @stephan_leonheart o date uno sguardo al suo universo tramite il suo linktree. E magari, chissà, troverete anche voi il coraggio di indossare i vostri sogni.

    Buon compleanno Gianluca Del Carlo: il cuore pulsante degli eventi nerd italiani

    Se c’è un nome che, tra le quinte del mondo nerd e pop italiano, risuona con la stessa intensità di un tema epico da anime anni ‘80, è quello di Gianluca Del Carlo. Lo dico con stima autentica, con l’affetto e la riconoscenza di chi, da fan e professionista, ha avuto il privilegio di vedere crescere l’immaginario collettivo delle fiere italiane anche grazie alla sua visione. Gianluca non è solo un organizzatore, non è soltanto un direttore artistico, è un artista della produzione, un vero architetto di emozioni, un alchimista che trasforma sogni nerd in realtà tangibili.

    Nato e cresciuto a Lucca, la sua carriera è profondamente legata al cuore pulsante dell’entertainment italiano: Lucca Comics & Games. Ed è proprio lì, nel 2003, che Del Carlo pianta il suo vessillo creativo, prendendo in mano la direzione dell’area Music & Cosplay e trasformandola nel tempio della cultura pop che conosciamo oggi. Quel palco, che oggi ospita concerti attesissimi, cosplay show e spettacoli iconici, esiste perché Gianluca ha saputo vedere oltre, quando ancora nessuno osava immaginare che musica e fumetti potessero ballare insieme alla stessa festa.

    Gianluca, PM di Lucca Comics and Games, Direttore di Produzione di LEG (Live Emotion Group) Direttore Artistico di Falcomics, è uno di quei professionisti che si sono laureati nella scuola della strada, sul campo, tra cavi, palchi, prove tecniche e infinite telefonate notturne per gestire ogni imprevisto. Eppure, ciò che lo distingue è l’umanità, il calore, la sensibilità con cui ascolta le persone e il pubblico, trasformando ogni progetto in qualcosa di autentico, unico, personale. “La creatività al servizio della concretezza”, è il suo mantra. E funziona. Perché ogni sua produzione è un atto d’amore, un’ode alla passione condivisa da migliaia di appassionati come noi.

    Non è un caso che dietro le quinte di spettacoli memorabili come Semplicemente Cristina (che nel 2015 ha portato 15.000 persone a celebrare Cristina D’Avena) o l’installazione di Stranger Things per Netflix, ci sia proprio lui. E ancora: la direzione artistica del Primo Maggio a Capannori, il lavoro con PFM, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Paul McCartney (!), e la regia istituzionale di eventi come Viva il 25 Aprile per RAI. Gianluca ha saputo spaziare tra generi e generazioni, senza mai perdere l’anima.

    Chi ha vissuto il FalComics sa bene quanto la sua impronta sia riconoscibile. Un festival gratuito, sì, ma che brilla come una cometa per quantità e qualità di eventi: Cristina D’Avena in concerto, incontri con doppiatori leggendari, attività con le Cartoon Cover Band, e tanto, tanto altro. Tutto coordinato con un’attenzione maniacale per i dettagli, una logistica impeccabile e quella rara capacità di far sentire ogni ospite, ogni fan, parte integrante di qualcosa di grande.

    Ma parliamo anche dell’aspetto umano, quello che spesso resta invisibile. Gianluca è un professionista che lavora fino a 20 ore al giorno nei momenti caldi, ma è anche il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Non per dovere, ma per passione. Perché, come dice lui stesso, “quando vedi lo sguardo di una persona che si emoziona sotto al palco, capisci che ogni fatica è valsa la pena”. E non lo fa per i riflettori – anzi, li rifugge – ma per amore di un pubblico che merita il meglio. Mentre altri si adagiano, lui continua a studiare, osservare, innovare. Ha un occhio attento per le nuove tendenze, ma sa anche quando è il momento di andare controcorrente. “Creare tendenze, non seguirle”, è un altro dei suoi mantra. Per questo è coinvolto nei progetti futuri di Lucca Comics & Games, pronto a spingersi oltre i confini della città, a includere nuove aree e nuovi linguaggi, mescolando musica, manga, gaming, doppiaggio, fantasy e tecnologia in una miscela che sa sempre stupire.

    È bello sapere che esistono figure come lui nel nostro mondo. Che qualcuno abbia il coraggio e la visione per credere in un’idea anche quando sembra folle. Che ci sia ancora chi lavora non solo per i numeri, ma per l’esperienza umana che solo l’intrattenimento di qualità sa offrire. E allora, se oggi possiamo vivere fiere così ricche di contenuti, dove ogni generazione trova il suo spazio e ogni passione trova casa, dobbiamo anche dire grazie a Gianluca Del Carlo.

    Caro Gianluca, buon Compleanno, oggi celebriamo un eroe che costruisce sogni. E tu, con instancabile dedizione, da annie più, sei uno dei nostri migliori sognatori… e il mio maestro.

    E ora tocca a voi! Avete mai vissuto un evento diretto da Gianluca? Siete stati al Lucca Comics o al FalComics? Qual è il vostro ricordo più bello legato a uno dei suoi spettacoli? Raccontatecelo nei commenti o condividete questo articolo sui vostri social: rendiamo omaggio insieme a un protagonista silenzioso del nostro immaginario geek!

    Lamaland Cosplay and Games 2025: un tripudio nerd nel cuore medievale di Anagni

    C’è un momento magico, quando i vicoli antichi e solenni di un borgo come Anagni si riempiono di luci colorate, di costumi sfavillanti e di musica che vibra nell’aria. Un momento in cui la Storia incontra la Fantasia, e il quotidiano si fonde con l’epico. È accaduto di nuovo, e questa volta con una forza travolgente, in occasione della seconda edizione del Lamaland Cosplay and Games, andata in scena l’11 maggio 2025. Un evento che non è stato solo una fiera, ma un vero e proprio viaggio multisensoriale dentro l’universo della cultura pop, del cosplay, del gioco e dell’inclusività sociale. Già dalle prime luci del giorno, il centro storico di Anagni – con le sue splendide Piazza Cavour e Piazza Papa Innocenzo III – si è trasformato in un gigantesco palco a cielo aperto. Migliaia di appassionati hanno varcato le soglie di questo mondo parallelo, pronti a perdersi tra spade laser, bacchette magiche, mech giganti e creature uscite direttamente da un JRPG o da un manga anni ’90.

    Dietro questo trionfo di fantasia e partecipazione c’è la passione dell’Associazione Culturale Lama Forevent, che dopo il successo della prima edizione ha saputo alzare ulteriormente l’asticella, regalando al pubblico una manifestazione ancora più ricca, coinvolgente e – diciamolo – emozionante.

    Il cuore pulsante della giornata è stato, senza ombra di dubbio, l’area cosplay, che ha attratto cosplayer da tutta Italia. Artisti, sognatori, performer: ognuno con la propria visione del personaggio, con la propria interpretazione, con l’orgoglio di raccontarsi attraverso stoffe, cuciture, accessori e pose studiate nei minimi dettagli. Sfilate, contest e workshop si sono susseguiti in un vortice creativo che ha lasciato tutti a bocca aperta. Non era solo bellezza estetica, ma anche espressione profonda di una cultura che sa unire passione e impegno. “È la prima volta che mi sento davvero me stessa, in mezzo a persone che capiscono quello che provo”, ci ha detto Giulia, 19 anni, cosplayer di una splendida Mikasa versione steampunk.

    A rendere ancora più speciale l’atmosfera, ci hanno pensato gli ospiti d’onore, vere e proprie icone del doppiaggio e della creazione di contenuti nerd. Riccardo Suarez, Rossa Caputo, Luisa Varriale, Ale Mori e Romina Cozzolino hanno dialogato con i fan, firmato autografi e condiviso storie di passione e carriera. Presente anche la brillante Chiara Cecilia Santamaria, conosciuta sul web come @machedavvero, che con il suo carisma ha conquistato il pubblico in un talk tutto dedicato al rapporto tra genitorialità, cultura pop e creatività digitale.

    Ma Lamaland non si ferma al cosplay. Il mondo dei giochi da tavolo, giochi di carte collezionabili e giochi di ruolo è stato un altro grande protagonista. In particolare, l’area gaming è diventata una vera e propria oasi per tutti gli appassionati di Yu-Gi-Oh!, Dungeons & Dragons, Magic: The Gathering e tante altre perle del panorama ludico. Grandi e piccoli si sono cimentati in tornei serrati, avventure condivise e momenti di pura adrenalina.

    In ogni angolo del centro, l’aria era pervasa da suoni e voci. Musica, danze, esibizioni artistiche e concerti hanno scandito il ritmo della giornata, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza immersiva e continua. Dai flashmob ispirati agli anime cult alle esibizioni vocali delle sigle anni ’80 e ’90, ogni performance è stata un omaggio all’immaginario nerd, capace di unire generazioni diverse sotto lo stesso, meraviglioso cielo.

    E in tutto questo tripudio sensoriale, non poteva mancare una curata area food, che ha saputo unire gusto e storytelling. I visitatori hanno potuto assaporare hamburger galattici degni del Millennium Falcon, ramen degno di Naruto e bevande ispirate a Evangelion e Sailor Moon. Una festa del gusto che ha trasformato ogni pausa pranzo in un momento di gioco e scoperta.

    Ma Lamaland Cosplay and Games non è solo divertimento. È anche impegno sociale, attenzione all’inclusività, lotta al bullismo e al cyberbullismo. L’Associazione Lama Forevent ha portato avanti con determinazione progetti come “Lama School – Un Ponte verso la socialità”, portando il cosplay nelle scuole per promuovere il rispetto e l’inclusione tra i giovani.Non è tutto: i volontari dell’associazione hanno collaborato con enti ospedalieri per portare supereroi e principesse Disney nei reparti pediatrici, regalando sorrisi e abbracci ai più piccoli. E il raduno organizzato al Romics ha dimostrato ancora una volta che il cosplay può essere una forma potente di aggregazione e supporto per chi si sente emarginato o non compreso.Con lo slogan “La tua passione, la nostra attenzione, verso un mondo più inclusivo e sicuro”, Lamaland si è affermato come un faro nella galassia degli eventi nerd, un esempio virtuoso di come l’amore per il fantastico possa tradursi in un cambiamento concreto e positivo nella società.

    Quella dell’11 maggio non è stata solo una data da segnare in calendario. È stata una celebrazione della cultura nerd in tutte le sue sfumature, una dichiarazione d’amore collettiva per il cosplay, il gioco, la creatività e l’identità. Lamaland ha dimostrato che anche un piccolo borgo può diventare l’epicentro di qualcosa di grande, universale, straordinariamente umano.

    E ora tocca a voi, cari lettori del CorriereNerd.it! Avete partecipato a Lamaland? Avete scattato foto, conosciuto nuovi amici, vissuto momenti indimenticabili? Raccontatecelo nei commenti e condividete questo articolo sui vostri social. Perché il bello della nostra community è proprio questo: vivere insieme le nostre passioni, una fiera nerd alla volta!

    “Am I Dreaming?” – Il Cosenza Comics and Games 2025 è un sogno che prende vita

    C’è qualcosa di profondamente evocativo nel titolo scelto per l’edizione 2025 del Cosenza Comics and Games: “Am I Dreaming?”. Una domanda sospesa tra stupore e consapevolezza, tra illusione e concretezza. E forse non poteva esserci slogan più adatto per celebrare gli undici anni di vita di uno dei festival più amati del Sud Italia dedicato alla cultura nerd e pop, che quest’anno tornerà a colorare Rende nel secondo weekend di maggio. Il festival, organizzato da Orizzonte degli Eventi, si terrà sabato 10 e domenica 11 maggio 2025 presso il Parco Acquatico Santa Chiara di Rende, in provincia di Cosenza. Parallelamente, dal 6 maggio al 6 giugno, il Museo del Presente ospiterà una serie di mostre tematiche che esploreranno l’universo creativo e onirico al centro di questa nuova edizione. Un doppio binario – quello dell’intrattenimento puro e della riflessione artistica – che da qualche anno è diventato tratto distintivo del Cosenza Comics and Games, contribuendo a consolidarne l’identità tra i grandi festival italiani del settore.

    “Am I Dreaming?”, che tradotto suona come “Sto sognando?”, è molto più di un vezzo poetico. È un invito implicito a guardarsi dentro, a chiedersi dove ci stiano portando le nostre passioni, e soprattutto a non smettere di credere nella potenza dei sogni – quelli che ci hanno spinto a leggere manga fino a notte fonda, a costruire armature in EVA foam, a scrivere fanfiction o a passare ore e ore su un controller. È un tema profondamente umano e collettivo, che sembra voler raccogliere e omaggiare gli obiettivi di ogni appassionato, le sue battaglie personali, e quel senso di meraviglia che accompagna chiunque varchi i cancelli di un evento del genere.

    In questi undici anni, Cosenza Comics è cresciuto tantissimo. Partito nel 2015 dalla Città dei Ragazzi di Cosenza, il festival è passato per la sfida della digitalizzazione durante il biennio pandemico – diventando uno dei pochi eventi italiani del settore ad offrire un’esperienza completamente online – fino ad approdare, nel 2022, nella città universitaria di Rende, dove ha trovato nuova linfa e uno scenario adatto a contenere l’entusiasmo di oltre 30.000 visitatori a edizione. Una crescita non solo numerica, ma anche qualitativa, che ha portato il festival ad affermarsi come appuntamento imprescindibile per fan, autori, artisti, gamer, cosplayer e famiglie.

    L’edizione 2025 si annuncia particolarmente ricca e variegata. I visitatori troveranno spettacoli dal vivo, tornei di videogiochi e carte collezionabili, incontri con ospiti di rilievo e aree tematiche dedicate a ogni sfaccettatura dell’universo nerd. Tra gli ospiti già annunciati spiccano nomi molto amati dal pubblico: ci sarà Renato Novara, voce ufficiale italiana di Rufy in One Piece, attesissimo per un meet & greet che si preannuncia da tutto esaurito. Tornerà anche il Winx Live & Cosplay Show, con la straordinaria Elisa Rosselli a portare sul palco la magia di una delle serie animate più iconiche del nostro immaginario collettivo. E poi ancora content creator come i Nerd Bori, band musicali come Miwa e i suoi componenti, e ovviamente l’artista visiva Caterina Costa – in arte Cheit.JPG – che firma il manifesto ufficiale dell’edizione con un’opera potente e sognante, capace di intrecciare il tema di quest’anno con omaggi visivi alle edizioni passate.

    L’aspetto competitivo, da sempre uno degli ingredienti più gustosi del festival, tornerà con una serie di tornei che faranno la gioia dei gamer e dei collezionisti. A Technotown si terranno sfide su Pokémon Scarlatto e Violetto, Super Smash Bros. Ultimate, Mario Kart 8 Deluxe e Pokémon GCC Pocket, mentre per gli amanti delle carte collezionabili ci saranno appuntamenti dedicati al GCC Pokémon. Non mancherà, inoltre, l’amatissima Area Nintendo, curata da Pokémon Millennium, con dieci postazioni di gioco dedicate all’universo Switch e tante sorprese per gli appassionati della casa di Kyoto.

    Chi vorrà partecipare potrà acquistare i biglietti già in prevendita tramite Liveticket, la piattaforma ufficiale del festival. Saranno disponibili sia biglietti giornalieri che abbonamenti per entrambe le giornate, e l’ingresso digitale sarà la scelta consigliata per chi vuole evitare le code. Per chi arriva da fuori città, il sito del festival offre tutte le indicazioni necessarie per raggiungere comodamente le sedi degli eventi e delle mostre, confermando ancora una volta l’attenzione all’esperienza dell’utente che contraddistingue l’organizzazione. Ma al di là di ospiti, eventi, tornei e logistica, c’è un elemento che rende davvero speciale questo festival: la sua anima. Cosenza Comics and Games è un evento che ha saputo evolversi senza perdere autenticità. È rimasto fedele a quella cultura nerd che, prima di essere di moda, era uno spazio intimo e identitario. È riuscito a diventare grande senza dimenticare l’importanza delle piccole cose: un autografo, una chiacchierata con un artista, una gara cosplay sotto il sole calabrese, un sorriso scambiato con uno sconosciuto mentre si commenta l’ultima serie anime.

    In un’Italia dove i festival nerd sono in continua crescita, Cosenza Comics ha saputo distinguersi anche grazie al suo ingresso ufficiale nel 2024 in RIFF, la Rete Italiana dei Festival del Fumetto. Un passo importante, che lo colloca tra gli attori culturali impegnati nella valorizzazione del fumetto come arte, industria e motore sociale. Non è un caso se oggi questo evento viene considerato uno dei più rappresentativi del Mezzogiorno, e non solo in termini di numeri.

    Per chi, come me, vive ogni edizione come un rituale, “Am I Dreaming?” non è solo il titolo di quest’anno, ma una sensazione ricorrente. Quella di quando entri nell’area del festival e vedi persone vestite da Jedi, studenti di Hogwarts, ninja della Foglia e supereroi Marvel camminare fianco a fianco come fosse la cosa più naturale del mondo. Quella di quando stringi tra le mani il volume firmato dal tuo disegnatore preferito. Quella di quando ti siedi davanti a un monitor, controller alla mano, e dimentichi tutto il resto. Quella di quando ti guardi intorno e ti accorgi che, sì, sei davvero nel posto giusto.

    E allora forse la risposta alla domanda è sì: sto sognando. Ma è un sogno collettivo, costruito pezzo dopo pezzo da chi crede che la cultura nerd sia qualcosa di più di un passatempo. È un modo per esprimersi, per incontrarsi, per creare nuovi mondi. E ogni anno, a maggio, quel sogno si avvera.

    Ci vediamo a Rende.

    Exit mobile version