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Diabolik – Italia, che Meraviglia! Il Re del Terrore Diventa Ambasciatore del Made in Italy nel Mondo

Un Colpo da Maestri tra Noir e Orgoglio Nazionale: Ecco “Diabolik – Italia, che meraviglia!” L’Incredibile Progetto di Astorina e MAECI che Riscrive le Regole della Diplomazia Culturale Italiana.

Benvenuti lettori di CorriereNerd.it! Preparate i guanti di pelle e lucidate la vostra Jaguar E nera, perché stiamo per addentrarci in un intrigo che fonde il brivido del noir più classico con la celebrazione della bellezza italiana. Stiamo parlando di una notizia che farà vibrare le corde di ogni appassionato di fumetti, cultura pop e Made in Italy: Diabolik, l’iconico Re del Terrore nato dalla genialità delle sorelle Giussani, è stato arruolato per una missione diplomatica senza precedenti. Dimenticate rapine a banche o gioiellerie; il nuovo bersaglio è il cuore del pubblico internazionale.

Da Anti-Eroe a Icona Diplomatica: L’Alleanza Perfetta

È un’alleanza che ha il sapore del plot twist più geniale: Astorina, la storica casa editrice che da oltre sessant’anni alimenta il mito dell’uomo mascherato e della sua complice inseparabile, Eva Kant, unisce le forze con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Il risultato? Un volume-evento intitolato “Diabolik – Italia, che meraviglia!”, un’opera che trascende il concetto di semplice fumetto per diventare un vero e proprio strumento di diplomazia culturale.

Questo progetto non è solo un omaggio; è una strategia astuta e moderna per promuovere le eccellenze italiane nel mondo. Come ha sottolineato Mauro Battocchi, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, il mondo dei fumetti offre canali freschi e universali, capaci di raggiungere un pubblico internazionale che sfugge ai metodi promozionali più tradizionali. Portare le meraviglie del Bel Paese attraverso l’ombra affascinante del Re del Terrore è, semplicemente, un colpo di genio comunicativo.

Ma cosa aspetta Diabolik e Eva Kant in questa nuova avventura? Dimentichiamo la violenza e concentriamoci sulla raffinatezza. Dieci storie brevi ci accompagneranno in un viaggio visivo attraverso i luoghi più iconici d’Italia: il fascino misterioso di Venezia, l’eleganza metropolitana di Milano, la grandezza storica di Roma, l’antica bellezza di Matera e il fervore vitale di Napoli.

Qui, Diabolik non ruba oro, ma celebra l’arte del furto… culturale. Le trame si intrecciano con i mestieri, le arti e i talenti che rendono l’Italia unica: l’alta cucina stellata, l’inconfondibile moda e design, la precisione del restauro artistico e l’adrenalina dello sport. Il crimine lascia spazio alla bellezza, in un mix di spy-story e celebrazione dell’ingegno. È la dimostrazione che il fumetto italiano può essere un veicolo narrativo sofisticato e incredibilmente efficace.

Una Squadra Criminalmente Talentosa

Per un’operazione così delicata, serviva un dream team di autori all’altezza della missione. Alle sceneggiature troviamo due maestri della parola diabolika come Tito Faraci e Mario Gomboli, veterani che conoscono ogni piega dell’antieroe.

Ma è nel comparto grafico che l’eccellenza italiana si esprime al suo meglio: ai disegni sfilano alcuni dei nomi più luminosi del fumetto d’autore contemporaneo. Da Giuseppe Camuncoli a Silvia Ziche, da Giorgio Cavazzano (un’icona!) a Elena Casagrande, passando per Giulia F. Massaglia, Giuseppe Palumbo, Lelio Bonaccorso e molti altri. Una vera parata di stelle, un mosaico visivo che unisce stili classici e moderni, restituendo il volto poliedrico del nostro Paese. Ogni artista interpreta la coppia Diabolik-Eva Kant attraverso il prisma delle città ospitanti, fondendo l’ombra del noir con la luce inconfondibile del Mediterraneo.

Un Passaporto in Quattro Lingue

L’ambizione del progetto è sottolineata dalla sua realizzazione in quattro lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo. Il volume sarà distribuito in tiratura limitata attraverso la Rete Diplomatico-Consolare e gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Non è solo un fumetto, ma un oggetto di rappresentanza, un passaporto narrativo che dimostra come la Nona Arte possa dialogare con l’arte, la storia, l’innovazione tecnologica e il turismo di un Paese.

Diabolik, in fondo, è il testimonial perfetto: elegantissimo come un capo d’alta moda, geniale come un designer di grido, metodico e meticoloso come un restauratore d’arte. Non c’è campagna pubblicitaria o gadget hi-tech che possa competere con la sua capacità di incarnare, da solo, il mistero, la raffinatezza e l’intelletto di cui l’Italia è maestra.

L’Anteprima Imperdibile: Milan Games Week & Cartoomics 2025

Segnatevelo sul calendario: il battesimo ufficiale di “Diabolik – Italia, che meraviglia!” è fissato per la Milan Games Week & Cartoomics 2025, la fiera di riferimento per il mondo nerd e geek, in programma a FieraMilanoRho dal 28 al 30 novembre.

L’appuntamento clou sarà venerdì 28 novembre alle ore 17:30 sul Palco Hero, con la presentazione del volume alla presenza degli autori e di ospiti speciali. E per i veri fanatici? Nello stand Astorina, oltre a una mostra esclusiva delle tavole, si potrà ammirare la leggendaria Jaguar E nera utilizzata nelle pellicole dei Manetti Bros., l’icona che ha cementato il successo cinematografico di questo franchise senza tempo.

Diabolik – Italia, che meraviglia!” è molto più di un’operazione di marketing; è un manifesto del potere narrativo del fumetto italiano. L’opera dimostra che il linguaggio visivo, radicato nella nostra cultura popolare, può diventare uno strumento di promozione culturale di prim’ordine.

Il Re del Terrore, nato nel lontano 1962, continua la sua inarrestabile evoluzione: da anti-eroe di carta a icona culturale e diplomatica, ambasciatore di un Paese che sa unire estetica e intelletto. Il piano, questa volta, è studiato alla perfezione: non per rubare, ma per sedurre. E l’arma segreta? Il fascino inconfondibile dell’Italia.

Astorina firma, ancora una volta, un colpo magistrale. Lunga vita al Re!


E voi, cari lettori, cosa ne pensate di questo inatteso ruolo diplomatico per Diabolik? Quale città o eccellenza del Made in Italy vorreste veder raccontata dal Re del Terrore? Dite la vostra nei commenti qui sotto! Non dimenticate di condividere questo articolo sui vostri social per stimolare il confronto tra tutti gli appassionati di fumetti e cultura geek!

Vuoi dire la tua su questo colpo di genio tricolore? 💬 Scrivici nei commenti o unisciti alla community di CorriereNerd.it — dove ogni storia è un nuovo furto… di meraviglia.

“Woman” Artist Alley 2025: l’evento nerd al femminile che conquista Torino tra fumetti, arte e passione

Segnate la data, nerd di ogni galassia: domenica 6 luglio 2025, dalle ore 11:00 alle 19:00, si accendono i riflettori su un evento imperdibile per chi ama il mondo dei fumetti, dell’illustrazione e dell’arte al femminile. Il suo nome è potente e dolce allo stesso tempo: “Woman”, la nuova edizione dell’Artist Alley, organizzata da Fumetti comics Eventi Asti, con la direzione artistica di Fabio Aquilino, che si svolgerà per la prima volta nel centro di Torino, nella suggestiva cornice dell’Hotel Adalesia, in Via XX Settembre 7a. L’ingresso? Assolutamente gratuito.

Questa edizione speciale dell’Artist Alley non è una semplice mostra o mercato del fumetto: è un inno alla donna, al suo stile, alla sua forza e a quel suo modo unico di lasciare un’impronta profonda nella nona arte. Con l’aforisma “Donna, la tua forza è un oceano in tempesta, capace di superare ogni onda”, gli organizzatori ci invitano a celebrare non solo le artiste ma anche le storie che raccontano, gli sguardi che plasmano e le emozioni che sanno evocare con tratti di matita, china e colore.

Saranno ben 12 le autrici e gli autori presenti, italiani e internazionali, pronti a incontrare il pubblico nerd e a condividere il loro talento. Ma c’è una regina che veglia su tutto l’evento, il simbolo perfetto della forza e dell’eleganza femminile nell’universo del fumetto: Eva Kant, l’iconica compagna di Diabolik. Il suo volto domina la locandina ufficiale dell’evento, realizzata da Giulia Francesca Massaglia, una delle disegnatrici più amate e riconoscibili dell’universo di Diabolik. E non a caso la mostra si svolge in contemporanea con la Turin Fashion Week, a testimonianza del legame sempre più forte tra stile, creatività e cultura pop.

Ma veniamo ai dettagli ghiotti che fanno impazzire ogni collezionista e appassionato: durante l’evento sarà possibile acquistare uno special pack limitato (con opzione di spedizione per chi non potrà essere presente fisicamente). Al suo interno troverete vere e proprie chicche da urlo. In primis, il volume speciale “Diabolik 1/2025 – Il ruggito della pantera”, firmato dagli autori e accompagnato da due cartoline a colori con illustrazioni esclusive di Giulia Francesca Massaglia e Stefania Caretta. Due nomi che, per gli amanti del fumetto italiano, significano raffinatezza, stile e carattere.

Non è finita qui. Il pack include anche cinque stampe uniche realizzate da cinque diversi ospiti dell’Artist Alley, e uno sketch originale con soggetto a scelta, eseguito da uno dei disegnatori presenti. Se poi deciderete di farvi disegnare qualcosa da Massaglia o Caretta, riceverete anche una stampa in bianco e nero esclusiva, con l’immagine della cartolina (senza loghi) dell’autrice da voi scelta. Una chicca da collezione assoluta!

E per chi ama l’arte stampata su carta spessa e da esporre con orgoglio, ci sarà anche la possibilità di mettere le mani su un numero limitato e numerato (solo 30 copie!) di stampe A4 e A3 su cartoncino da 250 gr., firmate in originale. Le illustrazioni? Una firmata Massaglia (che riprende il manifesto ufficiale dell’evento) e l’altra di Caretta. Autorizzate da Astorina srl, ovviamente, e con il fascino unico dell’arte tutta al femminile che esplode tra le linee e i colori.

Insomma, “Woman” non è solo un evento: è un viaggio emozionante nell’universo delle autrici e degli autori che ogni giorno rendono il mondo del fumetto più ricco, più potente, più umano. È un’occasione per immergersi nell’arte, per confrontarsi, acquistare pezzi unici, e magari portarsi a casa una dedica, un disegno, un ricordo che profuma d’inchiostro e passione.

Per ogni informazione o curiosità, potete scrivere a fumetticomicsasti@gmail.com oppure chiamare il 3348859354.

E ora tocca a voi, cari lettori nerd: condividerete questa chicca sui vostri social? Taggate amici e amiche, organizzate la trasferta a Torino e fateci sapere nei commenti quali autrici non vedete l’ora di incontrare. Che il vento dell’arte vi porti dritti all’Artist Alley “Woman”! ❤️🗡️ #ArtistAlleyWoman #Diabolik #EvaKant #FumettiAlFemminile #CorriereNerd

Diabolik Chi Sei? – La Deludente Conclusione della Trilogia del Re del Terrore

Il 30 novembre è arrivato nelle sale l’ultimo capitolo della trilogia dedicata al Re del Terrore, “Diabolik Chi Sei?”, diretto dai Manetti Bros. in una produzione Mompracem con Rai Cinema. Con un cast che include Giacomo Gianniotti nei panni di Diabolik, Miriam Leone come Eva Kant, Valerio Mastandrea nel ruolo dell’ispettore Ginko e Monica Bellucci nel ruolo di Altea, il film conclude un ciclo iniziato nel 2021 con Diabolik e proseguito nel 2022 con Diabolik – Ginko all’attacco!. I primi due episodi erano stati accolti positivamente da critica e pubblico, con incassi che superano i 30 milioni di euro, e avevano mantenuto l’estetica noir e l’azione spettacolare tipica dei fumetti di Angela e Luciana Giussani.

In questo terzo film, Diabolik e Eva Kant architettano una rapina alla contessa Wiendemar per impossessarsi della sua collezione di monete rare. Tuttavia, la loro operazione viene interrotta da una banda di criminali che nei mesi precedenti aveva terrorizzato Clerville con rapine sanguinose. Dopo aver ucciso la contessa, i malviventi si impadroniscono delle monete, rovinando il piano di Diabolik ed Eva. Durante la rapina, un membro della banda viene ferito e identificato, rivelando legami con Diego Manden, un avvocato apparentemente insospettabile, ma in realtà il capo di una spietata banda criminale. Diabolik e Ginko, ciascuno per proprio conto, cercano di scoprire la verità, ma presto si trovano a dover affrontare la banda insieme, con esiti tragici.

Nel tentativo di infiltrarsi nella villa di Manden, sia Ginko che Diabolik vengono catturati e imprigionati, trovandosi faccia a faccia per la prima volta. In uno dei momenti più intensi del film, Ginko, a un passo dalla morte, chiede a Diabolik la fatidica domanda: “Chi sei?” La risposta, “Io non so chi sono”, svela un passato misterioso, in cui Diabolik, da neonato, era stato salvato da un naufragio da King, un potente boss criminale. Cresciuto senza nome, aveva appreso le arti del crimine fino a diventare il Diabolik che conosciamo, assumendo l’identità del suo mentore dopo averlo ucciso.

Nel frattempo, Altea, preoccupata per il destino di Ginko, riesce a mettersi in contatto con Eva e, insieme, intraprendono una missione per liberare i prigionieri e sconfiggere la banda di Manden. Grazie all’ingegno di Eva e alla sua abilità nella creazione di maschere, le due donne riescono a liberare Ginko e Diabolik, ma non senza lasciare una scia di colpi di scena e alleanze inaspettate.

Il finale, che segue le orme dei precedenti capitoli, culmina in un funerale e in una nuova rapina, questa volta ai danni del Diamante Rosa. Il film, purtroppo, non riesce a superare le difficoltà tecniche e creative delle puntate precedenti. Le scene d’azione sono spesso poco convincenti, e la trama oscilla tra la farsa e la tristezza. A partire da scelte registiche discutibili fino a interpretazioni che non riescono a valorizzare i personaggi, il film sembra rimanere lontano dall’energia che caratterizzava i fumetti di Diabolik. La recitazione di Giacomo Gianniotti e Monica Bellucci, purtroppo, risulta poco incisiva, con i personaggi che appaiono spesso superficiali e poco sviluppati.

La vera delusione, però, arriva con l’inclusione di elementi grotteschi, come una “Baita Formaggi” inserita in un contesto di alta tensione, che sfiora la comicità involontaria. Il film sembra ripetere gli stessi errori visti nei capitoli precedenti, e la domanda che molti si pongono è: perché proseguire con una saga che ha ormai perso la sua verve originale?

Dopo aver assistito ai primi due film, sempre più deludenti, questo terzo capitolo non fa altro che confermare la tendenza negativa. La trama è noiosa, la regia approssimativa e la recitazione incolore. In un’epoca in cui il cinema si sta evolvendo con storie sempre più affascinanti e innovative, questa trilogia di Diabolik appare come un passo indietro, lontano dalla potenza e dal fascino del fumetto originale. È difficile non sperare che, dopo questo capitolo, i Manetti Bros. si dedichino a progetti più freschi e originali, lasciando definitivamente alle spalle il Re del Terrore.

Eva Kant compie 60 anni: storia, evoluzione e mito dell’icona femminile di Diabolik

Sessant’anni possono sembrare un numero enorme, quasi ingombrante. Eppure basta pronunciare il nome Eva Kant perché il tempo si pieghi, si contragga, diventi improvvisamente elastico. Il 3 marzo 1963, sulle pagine del numero 3 di Diabolik, faceva il suo ingresso una donna destinata a riscrivere per sempre il modo in cui il fumetto italiano avrebbe raccontato il femminile, il crimine, l’amore e la complicità. Non una comparsa, non una spalla decorativa, ma una presenza che al primo sguardo seduce Diabolik e, senza chiedere permesso, conquista i lettori. Sessant’anni dopo, Eva non è invecchiata di un giorno. Siamo noi ad aver imparato, finalmente, a capirla.

Creata dalle sorelle Angela Giussani e Luciana Giussani, Eva Kant nasce in un’Italia che sta cambiando pelle, ma che fatica ancora a immaginare una donna libera, autonoma, capace di scegliere il proprio destino senza dover chiedere assoluzioni. Eppure Eva arriva così: bionda, elegante, silenziosa, vestita di nero come una dichiarazione di intenti. Non indossa maschere perché non ne ha bisogno. Il suo volto è già un’arma. Il suo sguardo è già una promessa.

All’inizio la serie sembra volerla confinare in un ruolo più fragile, quasi sofferente, una donna intrappolata dall’amore per un criminale geniale e spietato. Ma basta poco per capire che Eva Kant non è nata per restare ai margini. Cresce, evolve, si impone. Non perché qualcuno glielo conceda, ma perché la narrazione stessa non può più fare a meno di lei. Il rapporto con Diabolik cambia forma, si trasforma in una delle partnership più radicali e affascinanti del fumetto europeo. Non c’è dominio, non c’è subordinazione: c’è una simmetria imperfetta, viva, fatta di sguardi che si capiscono al volo e di colpi messi a segno insieme.

Eva non è la “fidanzata del ladro”. Eva è una ladra. Una stratega. Una donna che guida una Jaguar E-Type nera come se fosse un’estensione del proprio corpo, che cambia identità con la stessa naturalezza con cui altri cambiano tono di voce. La sua eleganza non è un ornamento, è un linguaggio. Negli anni Sessanta, mentre il mondo reale iniziava a interrogarsi sul ruolo della donna, Eva Kant era già lì, sulle pagine di un fumetto popolarissimo, a mostrare una femminilità indipendente, sessuale, intelligente, pericolosa. Ed è impossibile non pensare a quanto questo abbia inciso nell’immaginario collettivo italiano.

Le sue origini, raccontate e rielaborate nel tempo, hanno il sapore di una tragedia classica. Figlia illegittima, tradita da un mondo aristocratico ipocrita, segnata da una madre spezzata e da un cognome negato. Eva cresce imparando una lezione durissima: non fidarsi mai del potere, né degli uomini che lo incarnano. È da lì che nasce la sua freddezza, la sua determinazione, il suo rifiuto di essere vittima. Il recupero del nome Kant non è solo una vendetta personale, è un gesto simbolico potentissimo: riprendersi ciò che le è stato sottratto, anche quando farlo significa attraversare il buio.

Il Diamante Rosa, oggetto maledetto e ricorrente, diventa il simbolo perfetto di questa ambivalenza. Ricchezza e dolore, eredità e perdita. Eva lo desidera, lo rifiuta, lo distrugge. Quando lo getta nel lago, compie un atto che va oltre il crimine o il romanticismo: si libera del passato. È uno dei momenti più forti dell’intera saga, e racconta più di mille dialoghi cosa significhi davvero essere Eva Kant.

Col tempo, anche il suo ruolo operativo cambia. Non più semplice complice, ma vera e propria controparte di Diabolik. Le storie mostrano una donna che pianifica, agisce da sola, sbaglia, rischia, vince. Una ladra completa, capace di guidare aerei, combattere corpo a corpo, usare le maschere di lattice con la stessa maestria del Re del Terrore. E quando arriva il momento della piena parità, sancita simbolicamente da un colpo portato a termine in solitaria, il lettore capisce che qualcosa di definitivo è accaduto: Eva non è più “diventata come Diabolik”, è Diabolik ad aver imparato da lei.

Non sorprende che Eva Kant sia diventata anche un’icona di stile. Pubblicità, moda, profumi, reinterpretazioni artistiche. Il suo volto e il suo nome attraversano decenni senza perdere forza. Eva è elegante senza essere fredda, sensuale senza essere mai oggettificata. È una donna che controlla la propria immagine e il proprio desiderio. In un certo senso, anticipa di decenni molte discussioni contemporanee sulla rappresentazione femminile nei media.

Il cinema, inevitabilmente, prima o poi doveva incontrarla. Dopo l’interpretazione magnetica di Marisa Mell nel film di Mario Bava del 1968, Eva Kant è tornata sul grande schermo grazie alla trilogia dei Manetti Bros., trovando in Miriam Leone un volto capace di restituirne modernità e complessità. Qui Eva è ancora più esplicitamente protagonista, capace di ribaltare alleanze, di tradire e di essere tradita, di dialogare con Ginko senza perdere la propria identità. Un percorso che dimostra quanto il personaggio sia ancora incredibilmente attuale.

Sessant’anni dopo il suo debutto, Eva Kant resta una figura scomoda, affascinante, necessaria. Non è una santa, non è un modello morale rassicurante. È una donna che sceglie il crimine come linguaggio, l’amore come alleanza, la libertà come unico valore non negoziabile. Ed è forse proprio questo che continua a renderla così potente. Eva non chiede di essere amata. Eva pretende di essere riconosciuta.

E allora la domanda, oggi, non è cosa abbia rappresentato Eva Kant per il fumetto italiano. La vera domanda è un’altra, ed è rivolta a noi, alla community che da sessant’anni la segue, la studia, la ama: quante delle libertà che diamo per scontate oggi le dobbiamo anche a una donna bionda vestita di nero, nata su carta nel 1963? Se Eva Kant potesse sorridere, probabilmente lo farebbe. Sapendo, come sempre, di essere arrivata prima.

In un libro, il dietro le quinte di “Diabolik – Ginko all’attacco”, il film dei Manetti Bros.

Nato negli anni Sessanta dalle menti creative di Angela e Luciana Giussani, Diabolik ha rivoluzionato il mondo del fumetto con le sue storie, il suo stile e il suo formato tascabile, diventando uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. A un anno dall’uscita del suo adattamento cinematografico diretto dai Manetti Bros., il re del terrore è tornato nelle sale con il sequel: Diabolik – Ginko all’attacco, sempre per la regia dei due fratelli romani. Una pellicola dal cast di prim’ordine, che vede Giacomo Gianniotti nei panni del genio del crimine, Miriam Leone in quelli di Eva Kant, Valerio Mastandrea in quelli dell’ispettore Ginko e Monica Bellucci nel personaggio di Altea. Edizioni NPE ne svela il dietro le quinte con un volume che raccoglie fotografie esclusive, aneddoti e curiosità dal set del film.

“Diabolik – Ginko all’attacco. Dietro le quinte” cerca di ritrarre l’amicizia, il talento, la fatica e l’entusiasmo appena prima o subito dopo un ciak. Un racconto per immagini che reca la firma di Simone Silvestri, supervisore degli effetti visivi e grande amico e collaboratore dei Manetti Bros. Una pubblicazione imperdibile per appassionati e collezionisti, pubblicato in una particolare edizione cartonata in formato orizzontale. Arriverà in libreria a gennaio 2023.

Diabolik – Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente

La Provincia di Roma presenta la più grande e ricca mostra che sia mai stata dedicata al Re del Terrore, Diabolik. Dal 10 luglio al 13 settembre 2009, Palazzo Incontro ospita la mostra Diabolik – Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente. Ben 6 mostre diverse distribuite sui tre piani di Palazzo Incontro e arricchite da statue, cimeli, gadget che permettono al visitatore di ripercorrere la lunga vita di Diabolik e Eva Kant, conoscerne caratteristiche e segreti, curiosare dietro le quinte della casa editrice che ne pubblica le avventure, scoprirne – o riscoprirne – l’intramontabile fascino.

La mostra, promossa dalla Provincia di Roma, è curata da Vincenzo Mollica in collaborazione con la casa editrice Astorina. L’organizzazione è di CIVITA. Il percorso della mostra a Palazzo Incontro. L’esposizione esordisce, al piano terreno, con la mostra STORIA DI UNA STORIA che illustra, in una spettacolare scenografia, le varie fasi di realizzazione di un albo a fumetti, dal soggetto originale sino al momento della stampa. Accanto, in una saletta dedicata, viene proiettato il documentario Le sorelle Diabolike dedicato alla vita di Angela e Luciana Giussani, creatrici di Diabolik. Salendo al secondo piano, accompagnati dall’inquietante presenza del Genio del Crimine, si incontra EVA KANT PRIMADONNA: una serie di pannelli dedicati alla degna compagna del grande criminale.

Due sale sono poi riservate ai famosi “trucchi” di Diabolik che, da sempre, garantiscono il successo delle sue imprese… e delle sue fughe. La mostra DIABOLIK TRA SCIENZA E FANTASCIENZA non si limita infatti a illustrare le sue geniali invenzioni ma le presenta “fisicamente” in una serie di modelli e ricostruzioni in scala. L’esposizione continua con UNA VITA IN NERO, che ricostruisce la storia della Casa Editrice Astorina, mentre DUE CONTRO TUTTI illustra il complesso quanto inossidabile rapporto che lega i due più famosi ladri della storia del fumetto. Il terzo piano, infine, ospita DIABOLIK AL MURO, una grande raccolta di manifesti dedicati al personaggio nelle più diverse occasioni: dal film di Mario Bava del 1967 ai cartoni animati del 1998; dagli eventi promozionali alle recenti iniziative editoriali. Ma le stesse sale ospitano anche, in diverse bacheche, una vasta selezione di volumi, cimeli e gadget “griffati” Diabolik, alcuni dei quali sono disponibili presso il BookShop situato in apertura di quest’ultima mostra.

Quella che ci viene raccontata in questa mostra è una singolare storia italiana. Una storia di creatività artistica e narrativa, nata ormai quasi cinquant’anni fa dalla matita e dall’intuito di due sorelle milanesi. La storia di un fenomeno di costume e di una scommessa editoriale che ha saputo superare i limiti di un successo effimero, divertendo e appassionando generazioni di padri e di figli. Perché una mostra dedicata a un fumetto? Perché, nel successo di un genere, c’è la forza di un modo di raccontare per parole ed immagini che ha segnato la società di massa, alimentando nuovi miti e creando nuovi eroi. E che oggi, travolgendo i confini di un genere erroneamente considerato minore, si mostra nella sua natura di nuovo romanzo popolare, patrimonio immaginario della contemporaneità. Attraverso immagini, gadget e pezzi da collezione, questa mostra, si rivolge ad un pubblico di appassionati o di semplici curiosi, per svelarci i segreti di questo successo.Con la mostra dedicata a Diabolik, Palazzo Incontro consolida la sua vocazione ad ospitare le forme artistiche più diverse e innovative, le espressioni più originali ed attuali della creatività. Uno spazio delle idee nel cuore di Roma. Un luogo di incontro, di divertimento e di conoscenza aperto a tutti i cittadini.

Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma: Con gli anni mi sono fatto la convinzione che Diabolik, Eva e Ginko sono la stessa persona, una e trina, perchè è impossibile pensare ad uno di questi tre elementi senza l’altro. Sarebbe come pensare alla terra senza l’aria, l’acqua e il fuoco. Le loro storie non avrebbero motivo di esistere senza uno di questi tre elementi. Diabolikamente, ma soprattutto per le loro diabolike menti, ci troviamo tutte le volte come calamitati dalle loro avventure, ipnotizzati dai loro sguardi che le sorelle Giussani, creatrici di un infinito romanzo universale e popolare che ogni mese si rinnova, hanno voluto misterioso e fascinoso insieme. Perfino gli occhi dei nostri tre eroi sono simili: limpidi e cupi, pronti per affrontare tutte le sorprese che la vita non ci risparmia, nel bene e nel male, nel diaboliko gioco che tutto ribalta. Se mai potessimo infilarci nelle loro storie vorremmo vivere perennemente in quei notturni, più che paesaggi sono stati d’animo, che regalano pace e inquietudine, in un raro equilibrio in cui tutti i nodi si sciolgono per navigare in libertà come in un oceano capovolto, in cui tutto quello che era sott’acqua naviga nell’aria, ovviamente e diabolikamente solo di notte. La diabolika trinità tutte le volte ci accoglie come un porto sicuro, le vignette delle storie sono come i mattoni di una casa che ha solide fondamenta, non ci si perde mai nelle avventure di Diabolik, anche senza bussola la strada maestra si ritrova sempre come un buon bagno caldo. Mi piacerebbe che prima o poi venisse istituito un diaboliko pronto soccorso per anime ambulanti, accolte con garbo dalla diabolica trinità con queste parole: “raccontaci la tua storia ragazzo (i fumetti ci regalano questa eterna condizione), che al resto ci pensiamo noi”.

Vincenzo Mollica, curatore della mostra: Quando, nel 1962, Angela e Luciana Giussani diedero vita a Diabolik, mai avrebbero ipotizzato che, quasi cinquant’anni dopo, il loro personaggio sarebbe stato ancora vivo e vitale. Il primo fumetto rivolto a un pubblico adulto, il primo dedicato ad un antieroe, il primo con un cattivo vincente, il primo a fare scandalo… Diabolik, nel corso degli anni è entrato a far parte dell’immaginario collettivo degli italiani, e non solo dei suoi lettori. Questo fumetto ha subito, nel corso degli anni, lente ma costanti trasformazioni, la sua personalità si è arricchita di innumerevoli sfaccettature, il suo rapporto con Eva Kant si è evoluto e consolidato, persino il suo modo di essere criminale si è adeguato ai tempi.