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Shrek 5: il ritorno dell’orco più amato del cinema slitta al 2027. Ecco cosa sappiamo (e cosa possiamo aspettarci)

Il regno di Molto Molto Lontano dovrà attendere ancora un po’ prima di riaprire i cancelli. Universal Pictures e DreamWorks Animation hanno ufficialmente annunciato che Shrek 5 arriverà al cinema il 30 giugno 2027, rinviando di sei mesi la data inizialmente fissata per dicembre 2026. Un colpo di scena che ha lasciato i fan sospesi tra l’hype e la nostalgia, come quando aspetti un colpo di bacchetta magica… e la fata madrina ti dice di ripassare domani.

Un’estate tutta verde (per evitare lo scontro dei giganti invernali)

Se qualcuno si chiedesse il perché di questo rinvio, basta dare un’occhiata al calendario del Natale 2026: il 17 dicembre debutterà Avengers: Doomsday, seguito a ruota, il 18, da Dune: Parte 3. Due titani cinematografici pronti a spartirsi il botteghino come due draghi affamati. In mezzo a loro, il povero Shrek avrebbe rischiato di fare la fine del pan di zenzero in mano a Re Harold.
Così, Universal ha scelto la strada più saggia: spostare il film in estate, periodo storicamente più favorevole per il cinema d’animazione e perfetto per un ritorno in grande stile dell’orco verde.

In parallelo, un misterioso film evento targato Illumination (quelli di Cattivissimo Me e Super Mario Bros. – Il Film) è stato anticipato dal 30 giugno al 16 aprile 2027. I dettagli sono top secret, ma il cambio di date ha creato un incastro strategico che potrebbe trasformare la primavera e l’estate del 2027 in un vero festival dell’animazione.

Il cast delle meraviglie: grandi ritorni e una new entry stellare

La magia di Shrek non sarebbe la stessa senza le voci che lo hanno reso immortale. Torneranno Mike Myers come Shrek, Eddie Murphy nei panni del mitico Ciuchino e Cameron Diaz in quelli di Fiona. A loro si unirà una nuova presenza destinata a far parlare: Zendaya, che interpreterà la figlia di Shrek e Fiona.
Il dettaglio della trama è ancora avvolto nel mistero, ma l’idea di vedere l’orco alle prese con la paternità di una giovane principessa-orchessa promette momenti esilaranti e, forse, anche un tocco più emotivo.

E non dimentichiamo Antonio Banderas: la sua presenza nei panni del Gatto con gli Stivali non è stata ancora confermata, ma il successo globale de Il Gatto con gli Stivali 2: L’ultimo desiderio (oltre 485 milioni di dollari al box office) rende difficile immaginare che DreamWorks possa lasciarlo fuori dal gioco.

Un ritorno epocale (e strategico)

Shrek 5 non è solo un sequel: è un evento cinematografico che arriva a più di quindici anni da Shrek e vissero felici e contenti (2010) e in concomitanza con il 25° anniversario di DreamWorks Animation.
Il primo Shrek, uscito nel 2001, ha rivoluzionato l’animazione ribaltando i cliché delle fiabe classiche e conquistando il cuore di un pubblico trasversale. Con il suo umorismo irriverente, i riferimenti pop e la capacità di parlare a grandi e piccoli, ha aperto una nuova era dell’animazione.

Dal punto di vista produttivo, il progetto è nelle mani di Chris Meledandri, già artefice del successo di Super Mario Bros. – Il Film. Un nome che, nel mondo dell’animazione contemporanea, significa capacità di fondere creatività e strategia commerciale.

Perché il rinvio aumenta l’hype

Paradossalmente, lo slittamento potrebbe giocare a favore del film. Più tempo significa possibilità di affinare la sceneggiatura, lavorare con calma sull’animazione e creare una campagna marketing esplosiva.
Se DreamWorks saprà giocare bene le sue carte, la lunga attesa trasformerà il debutto di Shrek 5 in un evento di massa, con il pubblico pronto a riempire le sale come fosse il giorno del matrimonio tra Fiona e Shrek… ma con meno incantesimi e più popcorn.

Eddie Murphy è il nuovo Ispettore Clouseau: il reboot della Pantera Rosa arriva al cinema

Nel grande luna park della nostalgia cinematografica — quello dove ogni attrazione è un reboot e il biglietto lo paghi con l’infanzia — spunta un annuncio che ha fatto alzare più di un sopracciglio tra gli appassionati di saghe demenziali (come la sottoscritta): Eddie Murphy sarà il nuovo Ispettore Clouseau. Sì, proprio lui. Il principe di Zamunda, il Ciuchino di Shrek, Axel Foley con la risata contagiosa… ora pronto a inciampare nei panni dell’investigatore più disastroso della storia del cinema.Lo ha confermato lui stesso, durante un’intervista a “Today”, infilando la notizia tra un biopic su George Clinton e il ritorno di Shrek. Insomma, Eddie non si ferma più. Ma… davvero vogliamo tornare ancora una volta nel salotto assurdo della Pantera Rosa? Capitemi: non ho nulla contro Eddie Murphy, anzi. Negli anni ’90 era la risposta americana alla noia, la certezza che ogni film sarebbe stato una montagna russa di gag, travestimenti e doppi sensi. Ma Clouseau? Quel ruolo non è solo una maschera comica. È una reliquia. È Peter Sellers che cade dalle scale con l’eleganza di un rinoceronte in frac. È una comicità fatta di silenzi imbarazzanti, accenti improbabili e deduzioni talmente assurde da diventare geniali.

Ora Murphy ci scherza su: «Forse sarà haitiano. Ma di certo sarà nero». Battuta brillante, ok. Ma dietro c’è la consapevolezza che quel personaggio, oggi, va ripensato. Perché Clouseau, nella sua versione originale, era anche una caricatura dell’“idiota bianco coloniale” — e l’umorismo dell’epoca aveva un certo gusto per il politicamente scorretto travestito da burla innocente.

Dunque, cosa sarà questo nuovo film? Un aggiornamento woke? Una commedia per famiglie con CGI e pantere animate parlanti? Un noir psichedelico in salsa funky? Aiuto.

Ricordiamo che la saga de La Pantera Rosa è un vero e proprio culto del caos: undici film, una pantera disegnata che ha conquistato il mondo, una colonna sonora di Henry Mancini che si è infilata nei nostri cervelli e non ne è mai più uscita. Clouseau è passato di mano in mano, da Sellers ad Alan Arkin, da Roger Moore a Steve Martin. E ognuno, a modo suo, ha cercato di acchiappare quell’essenza tragicomica fatta di incompetenza, accento francese inventato e immenso talento fisico.

Il risultato? Alcuni film erano perle comiche. Altri… beh, chi ha visto Il mistero Clouseau con Roger Moore sa di cosa parlo.

Ora tocca a Murphy. E qui arriva il mio dilemma nerd: sono entusiasta o preoccupata? Perché se c’è qualcuno che può ridare vita a un personaggio grottesco e farsesco senza scivolare nella caricatura piatta, quello è proprio Eddie. Ma se invece questo reboot diventerà l’ennesima operazione di recupero di un brand storico, annacquato, sterilizzato e pronto per lo streaming… allora forse è il caso di lasciare la pantera nel suo habitat naturale: i ricordi in VHS e le repliche notturne su Italia 1.

Del resto, siamo nel pieno della febbre da franchise rianimati. Hollywood ha capito che la nostalgia paga. E tanto. Ma a che prezzo? Ogni volta che un cult del passato viene riadattato, un vecchio nerd perde un pezzetto di innocenza (e un po’ di pazienza). Certo, se il film saprà fondere l’umorismo fisico della tradizione con una nuova visione davvero brillante — magari coinvolgendo anche la Pantera Rosa animata come coprotagonista reale, alla Roger Rabbit — allora potremmo trovarci di fronte a qualcosa di veramente speciale. E in quel caso, sarò la prima ad applaudirlo. E a ridere. Forte. Ma fino ad allora… rimango cautamente perplessa. Affettuosamente diffidente. Perché quando si tocca un’icona demenziale come Clouseau, non si scherza. O si fa centro… o si scivola su una buccia di banana. E Clouseau, di banane, ne ha già calpestate abbastanza.

Che ne pensate voi, miei compagni di nerdaggine? Eddie Murphy ce la farà a farci dimenticare Sellers senza farci rimpiangere Steve Martin? O stiamo assistendo all’ennesimo caso di reboot di cui nessuno sentiva davvero il bisogno, ma che andremo comunque a vedere “giusto per curiosità”?

Parliamone nei commenti. E occhio a dove mettete i piedi: potreste inciampare in un omaggio troppo moderno a un mito intramontabile.

Ciuchino torna a scalpitare! Eddie Murphy annuncia il suo film spin-off da Shrek

La palude sta per tornare a ribollire. E no, non stiamo parlando dell’ennesimo reboot forzato o di un revival nostalgico a corto di idee. Questa volta, la rinascita di Shrek promette davvero di rimescolare le carte nel regno dell’animazione, portando con sé nuove avventure, una dose massiccia di irriverenza e uno spin-off che molti aspettavano da anni: un film interamente dedicato a Ciuchino, il logorroico, adorabile e improbabile eroe secondario che da sempre ruba la scena al nostro orco preferito.

La notizia è ufficiale e arriva dalla voce più autorevole possibile: Eddie Murphy, iconico doppiatore del personaggio nella versione originale, ha confermato non solo l’attesissimo arrivo di Shrek 5, ma anche l’avvio della produzione di un film spin-off interamente dedicato a Donkey, come lo conoscono nei paesi anglofoni. E se Il Gatto con gli Stivali: L’ultimo desiderio ha conquistato il pubblico con un mix di ironia, animazione innovativa e narrazione brillante, possiamo aspettarci che il film su Ciuchino segua la stessa strada, ma con una carica comica decisamente più esplosiva.

Eddie Murphy svela tutto: doppio progetto in arrivo

In un’intervista esclusiva rilasciata a ScreenRant, Eddie Murphy ha raccontato che i lavori su Shrek 5 sono iniziati da mesi e che l’uscita del film è prevista per il 2025. Ma la vera chicca arriva dopo: subito dopo la chiusura delle registrazioni vocali per il quinto capitolo della saga, Murphy tornerà in cabina di doppiaggio per iniziare le registrazioni del film su Ciuchino, previsto per i prossimi anni.

«Stiamo ancora lavorando su Shrek, siamo in piena fase di doppiaggio,» ha dichiarato l’attore, «ma da settembre si parte con Donkey. È un film a tutti gli effetti, non una serie, e racconterà una storia tutta sua.»

E che storia! Murphy ha anticipato che vedremo Ciuchino alle prese con sua moglie, la Draghessa, e i loro figli – creature adorabilmente bizzarre metà asino e metà drago. Una famiglia surreale e tenerissima, che i fan avevano già intravisto nei film precedenti, ma che adesso si prenderà la scena con una nuova avventura tutta da ridere (e da sognare).

Il fascino irresistibile di Ciuchino

Nel mondo dell’animazione, pochi personaggi secondari sono riusciti a rubare la scena come ha fatto Ciuchino. Fin dal primo Shrek del 2001, la sua voce chiassosa, il suo cuore grande e il suo entusiasmo inarrestabile hanno trasformato l’asinello parlante in un’icona della cultura pop. Che si tratti di cantare improvvisamente Whitney Houston o di improvvisarsi cavaliere della tavola rotonda, Donkey è sempre riuscito a portare un’irresistibile carica di comicità (e umanità) all’interno della saga.

Eppure, mentre il Gatto con gli Stivali, doppiato da Antonio Banderas, ha goduto di due spin-off di grande successo (il secondo ha superato i 480 milioni di dollari al box office), Ciuchino era rimasto un po’ in disparte. Fino ad ora.

Un nuovo inizio per il franchise?

Con il ritorno di Shrek 5 e il debutto cinematografico di Ciuchino come protagonista assoluto, DreamWorks sembra voler rilanciare in grande stile l’intero universo narrativo della saga, magari con l’idea di costruire un vero e proprio “Shrek Cinematic Universe”. Del resto, il trailer di Shrek 5 (già rilasciato lo scorso febbraio 2025) ha sorpreso tutti svelando un salto temporale significativo: la figlia di Shrek e Fiona è ormai un’adolescente (doppiata da Zendaya), aprendo le porte a nuove generazioni di eroi e avventure.

Ma ciò che rende speciale il progetto di Donkey è proprio la sua imprevedibilità. Se il Gatto ha fatto leva su un’estetica da favola western e azione sfrenata, con riferimenti cinefili e stile animato quasi pittorico, il film su Ciuchino promette di giocare tutto sulla comicità demenziale e sull’assurdo, tra slapstick, situazioni surreali e forse anche qualche lacrimuccia familiare. Perché in fondo, sotto la parlantina inarrestabile, l’anima di Donkey è quella di un eterno ottimista, un cuore puro che crede nell’amicizia e nell’amore, anche quando il mondo lo prende per il “culo”.

L’attesa cresce… e l’hype è alle stelle

Non ci sono ancora dettagli precisi su regia, sceneggiatura o data d’uscita, ma quello che sappiamo è sufficiente a far esplodere l’hype nella community nerd. Le teorie si moltiplicano: torneranno Shrek e Fiona anche nel film di Donkey? Vedremo magari la Draghessa combattere contro un’antagonista volante in stile Game of Thrones? O ci sarà spazio per una missione improbabile che coinvolge anche nuovi personaggi fiabeschi?

Certo è che DreamWorks ha imparato dai propri errori: dopo il calo di gradimento dei capitoli finali della saga originale, l’obiettivo oggi è offrire storie solide, animate con stile, ricche di emozione e citazioni trasversali, che parlino sia ai bambini che ai nerd cresciuti con Shrek nel cuore.

Ciuchino superstar: la rivoluzione è in arrivo

Insomma, prepariamoci. Perché quello che ci attende non è un semplice spin-off, ma una vera celebrazione del personaggio più adorabile, rumoroso e inaspettatamente profondo di tutta la saga. Sarà una cavalcata tra risate e tenerezza, un viaggio epico condito da rutti, battute improbabili e, si spera, anche un bel messaggio di fondo: che anche l’amico più logorroico e sottovalutato può diventare un eroe, se gli si dà la possibilità.

E voi, siete pronti a seguire Ciuchino nella sua avventura da protagonista? Quali personaggi vorreste rivedere nel suo film? Condividete le vostre teorie nei commenti e fateci sapere se anche voi, in fondo, avete sempre amato di più l’asino dell’orco!

The Pickup: Eddie Murphy torna all’azione nella nuova commedia esplosiva di Prime Video

Nel cuore bollente dell’estate 2025, Prime Video ha deciso di giocare una carta esplosiva: il 6 agosto debutterà in esclusiva The Pickup, una commedia d’azione che promette di essere una miscela irresistibile di adrenalina, risate e colpi di scena, con un cast a dir poco stellare guidato dal leggendario Eddie Murphy e dal caustico Pete Davidson.

Se pensavate che una normale giornata lavorativa potesse essere noiosa, preparatevi a ricredervi. In The Pickup, una semplice operazione di routine – un prelievo di contanti a bordo di un furgone blindato – si trasforma in un incubo a cielo aperto. Russell, interpretato da un Eddie Murphy in grande forma, e Travis, il collega un po’ fuori di testa con il volto di Pete Davidson, si trovano improvvisamente nel mirino di un gruppo di criminali spietati. A capo della banda, la carismatica e imprevedibile Zoe, interpretata dalla talentuosa Keke Palmer, una mente criminale con piani che vanno ben oltre un semplice bottino.

L’intreccio prende vita tra inseguimenti rocamboleschi, sparatorie, tensioni crescenti e una comicità pungente che solo una coppia così improbabile ma perfettamente assortita poteva regalare. Russell e Travis non potrebbero essere più diversi, ma proprio da questa diversità nasce una chimica irresistibile, capace di trasformare il caos più totale in uno spettacolo da non perdere.

Il film porta la firma del regista Tim Story, già noto per aver diretto successi come I Fantastici 4 e Think Like a Man, che qui si cimenta in una nuova sfida produttiva per The Story Company. Accanto a lui, un team di produttori d’eccezione: John Davis e John Fox per Davis Entertainment, Eddie Murphy e Charisse Hewitt-Webster per Eddie Murphy Productions. La sceneggiatura è stata scritta da Kevin Burrows e Matt Mider, noti per il loro umorismo tagliente e la capacità di creare personaggi fuori dagli schemi.

Oltre ai protagonisti principali, il cast è un vero e proprio dream team hollywoodiano: Eva Longoria, Jack Kesy, Ismael Cruz Córdova, Andrew Dice Clay, il campione di football Marshawn Lynch e Joe Anoa’i, meglio conosciuto come Roman Reigns, portano sullo schermo una varietà di volti e stili che promettono di arricchire ulteriormente la narrazione.

Le prime immagini ufficiali rilasciate da Amazon ci danno un assaggio dell’atmosfera che ci attende: un mix tra tensione urbana, colori accesi e quell’energia tipica delle migliori action comedy. I fan del genere non potranno fare a meno di notare l’influenza di pellicole cult come Bad Boys o Rush Hour, ma con un tocco moderno e originale che solo un duo come Murphy-Davidson può garantire.

The Pickup si inserisce perfettamente nel panorama delle nuove produzioni targate Amazon MGM Studios, confermando la volontà della piattaforma di investire in contenuti di alto profilo, pensati per intrattenere ma anche per sorprendere. Eddie Murphy, che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi senza mai perdere il suo carisma innato, torna qui in un ruolo che gli calza a pennello, oscillando tra l’azione e la commedia con l’agilità di chi conosce alla perfezione i tempi comici.

Non ci resta che segnare la data sul calendario: 6 agosto 2025, Prime Video. Sarà il momento perfetto per lasciarsi travolgere da un film che ha tutte le carte in regola per diventare uno dei titoli più chiacchierati dell’estate.

E ora tocca a voi! Siete pronti per salire a bordo del furgone blindato più sgangherato e imprevedibile dell’anno? Cosa ne pensate del ritorno di Eddie Murphy in una action comedy ad alta tensione? Fatecelo sapere nei commenti e condividete questo articolo con i vostri amici nerd e geek sui social. La community del CorriereNerd.it vuole sentire la vostra opinione!

Eddie Murphy torna in azione con Blue Falcon: una spia in pensione, un matrimonio e un vecchio rivale

Eddie Murphy torna in azione con Blue Falcon, una commedia d’azione che promette di regalare risate ed emozioni ad alta velocità. Il leggendario attore vestirà i panni di un’ex spia che, ormai ritirata, si trova suo malgrado a fare i conti con un vecchio rivale proprio durante il matrimonio del figlio. Un mix esplosivo di comicità e adrenalina che si preannuncia imperdibile.

Alla sceneggiatura troviamo Chad St. John, già autore di Attacco al potere 2 – London Has Fallen e del recente Motor City, con Alan Ritchson. Il progetto è targato Sony Pictures, che ha deciso di puntare su Murphy per dare vita a una storia che unisce il brivido dello spionaggio al caos familiare in un contesto tutto da ridere.

A 63 anni, Eddie Murphy continua a essere una delle star più amate di Hollywood, capace di reinventarsi e conquistare pubblico di generazioni diverse. Dopo il ritorno nei panni di Axel Foley in Beverly Hills Cop: Axel F su Netflix, l’attore ha già in cantiere nuovi progetti ambiziosi, tra cui un biopic su George Clinton, icona della musica funk, diretto da Bill Condon, e soprattutto il suo attesissimo ritorno come voce di Ciuchino in Shrek 5, previsto per l’estate del 2026.

Con ruoli iconici in film cult come Beverly Hills Cop, Il principe cerca moglie e Una poltrona per due, Murphy ha scritto pagine indelebili della storia del cinema. Con Blue Falcon, l’attore sembra intenzionato a consolidare il suo status di leggenda vivente, dimostrando ancora una volta di essere capace di unire azione e comicità come pochi altri nel settore.

Le aspettative per Blue Falcon sono alte: riuscirà Murphy a regalare un altro successo? I fan non vedono l’ora di scoprirlo.

Una Poltrona per Due torna al cinema in versione restaurata

Ogni vigilia di Natale, è quasi una legge non scritta: milioni di italiani si radunano davanti alla TV per guardare Una Poltrona per Due. Ma quest’anno, la magia della tradizione incontra l’emozione del grande schermo: grazie ad Adler Entertainment, il capolavoro diretto da John Landis torna al cinema come evento speciale il 9, 10 e 11 dicembre, in una scintillante versione restaurata in 4K. Immaginatevi di vivere nuovamente – o forse per la prima volta – le avventure di Louis Winthorpe III ed Eddie Murphy nella loro lotta di classe e astuzia, ma questa volta con la qualità visiva che solo il restauro può offrire. È una celebrazione di oltre quarant’anni di un film che non è solo un classico, ma una vera e propria istituzione del Natale.

Un Cult Intramontabile

Diretto nel 1983, Una Poltrona per Due non è semplicemente una commedia degli anni ’80: è uno specchio irriverente della società capitalista di quel periodo. Landis, già noto per successi come The Blues Brothers e Animal House, si ispira al cinema di Frank Capra e all’opera di Mark Twain per creare una storia che è un mix perfetto di umorismo, critica sociale e momenti memorabili. La trama ruota attorno a una scommessa crudele fatta dai fratelli Duke, due magnati dell’alta finanza annoiati. Decidono di scambiare le vite di due uomini agli antipodi: Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd), brillante broker con una vita di lusso, e Billy Ray Valentine (Eddie Murphy), un imbroglione che sopravvive con espedienti. Il risultato? Risate assicurate e una pungente critica alle dinamiche di potere e all’avidità degli anni ’80.

Eddie Murphy e il Successo

Per Eddie Murphy, questo film ha rappresentato il trampolino di lancio definitivo nel panorama cinematografico. Inizialmente, i ruoli principali erano stati pensati per Gene Wilder e Richard Pryor, ma un incidente costrinse Pryor a rinunciare. Fu così che Murphy entrò in scena, portando un’energia travolgente che avrebbe definito gli anni ’80.

Curiosamente, fu proprio Murphy a suggerire Dan Aykroyd per il ruolo di Winthorpe, ed è difficile immaginare un duo più azzeccato. La chimica tra i due attori, insieme alla brillante interpretazione di Jamie Lee Curtis nel ruolo di Ophelia, ha trasformato il film in un gioiello della commedia americana.

Le Curiosità che Rendono il Film un Cult

Dietro le quinte, la storia del film è costellata di aneddoti irresistibili. Sapete che John Landis non era affatto contento del titolo italiano Una Poltrona per Due? Il regista preferiva qualcosa di più fedele all’originale Trading Places, che sottolineava lo scambio di ruoli tra i protagonisti. Eppure, nonostante il dissenso iniziale, il titolo italiano è diventato iconico, associato indissolubilmente alle festività.

Non è tutto: gli appassionati noteranno un cameo dei fratelli Duke in un’altra commedia di Landis, Il Principe Cerca Moglie, dove i due, ormai caduti in disgrazia, appaiono come senzatetto. E per i fan più attenti, la scena della foto segnaletica di Winthorpe riporta il numero identificativo usato da John Belushi in The Blues Brothers.

Una Tradizione Italiana

In Italia, Una Poltrona per Due è più di un film: è un rito natalizio. Dal 1997, con una sola eccezione nel 2005, Italia 1 lo trasmette puntualmente la sera della vigilia, attirando milioni di spettatori. Nel 2012, ad esempio, ben 2.694.000 persone si sono sintonizzate per rivivere questa intramontabile avventura.La pellicola riesce a mescolare con disinvoltura il registro comico con una satira sociale tagliente, rimanendo fresca e attuale anche dopo quattro decenni. E adesso, con questa nuova release cinematografica, c’è l’occasione perfetta per riscoprire il film in tutta la sua gloria, sul grande schermo, come era stato originariamente pensato.

Il Natale ha il Suo Film

Tra risate, battute iconiche e un messaggio che va oltre la superficie, Una Poltrona per Due si conferma come uno dei film più amati delle festività. Non importa quante volte lo abbiate visto: c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. E quest’anno, con il ritorno al cinema, il Natale sarà ancora più magico. Non perdete l’occasione di rivivere questo classico senza tempo. Perché sì, il vero spirito delle feste passa anche dalla sala cinematografica, insieme a Eddie Murphy, Dan Aykroyd e una poltrona… per due.

Il Ritorno del Piedipiatti: “Beverly Hills Cop: Axel F” su Netflix

Appassionati di cinema, tenetevi pronti: il leggendario detective Axel Foley è tornato! Questo luglio, Netflix ci regala un’estate esplosiva con “Un piedipiatti a Beverly Hills: Axel F”, il quarto capitolo della saga iconica che ha fatto sognare intere generazioni. Sono passati ben 40 anni dal primo incontro con Axel, il poliziotto ribelle interpretato dal carismatico Eddie Murphy, e ora siamo pronti per un nuovo tuffo nella brillantezza di Beverly Hills.

Il nostro amato Axel Foley è di nuovo in azione. Questa volta, la missione che lo riporta nella scintillante Beverly Hills è personale: sua figlia Maya (interpretata da Taylour Paige), una giovane artista di Los Angeles, si trova coinvolta in una cospirazione criminale. Ed è qui che entra in scena il detective Murphy McKinnley (Joseph Gordon-Levitt), nuovo partner di Axel, per una pericolosa missione volta a sventare la minaccia.

Un Cast di Stelle

Il film diretto da Mark Molloy e scritto da Will Beall, Tom Gormican e Kevin Etten, vede un ritorno trionfale non solo di Eddie Murphy, ma anche di altri volti amati dai fan. Judge Reinhold, Kevin Bacon, Bronson Pinchot, Paul Reiser e John Ashton (nel ruolo indimenticabile di Billy Rosewood) arricchiscono un cast stellare che promette di riportarci tutta la magia e l’umorismo dei capitoli precedenti.

Kevin Bacon, iconico grazie a “Footloose”, ha raccontato del suo primo impatto con Beverly Hills: “Hollywood mi è sembrata una terra straniera. Tutto ciò a cui Axel reagisce nel film è stato un po’ la mia esperienza: cagnolini minuscoli, occhiali da sole giganti, persone che camminano lungo Rodeo Drive… È un luogo con una sua magia, tra palme, clima fantastico, bella gente e cibo sano, ma è anche un po’ confuso, una città in cui sembra di non riuscire a trovare il centro”.

Eddie Murphy: L’Anima di Axel Foley

Eddie Murphy ha condiviso il segreto del successo dei primi film: “Nei primi due film, Axel si trovava a Beverly Hills per una ragione personale, la morte di qualcuno a lui vicino. In questo nuovo capitolo, Axel ha una figlia con cui ha un rapporto incasinato. Questo è il motore emotivo del film e funziona davvero bene”. Murphy ha sempre avuto un legame speciale con Axel, un personaggio fuori dagli schemi che rispecchia il suo stesso percorso: “Non ho mai pensato ad altro che al mondo dello spettacolo. Ho iniziato a fare stand-up comedy a 15 anni e non ho mai avuto un vero e proprio lavoro. Come Axel, non mi vedo dietro una scrivania”.

Nostalgia e Novità

“Un piedipiatti a Beverly Hills: Axel F” promette di mescolare sapientemente la nostalgia con nuove emozioni, grazie a un cast dinamico e una trama avvincente. Preparatevi a rivivere le risate, l’azione e la musica che hanno reso celebre questa saga, mentre Axel affronta nuove sfide nella città dei ricchi e famosi.

Non perdete l’appuntamento con “Un piedipiatti a Beverly Hills: Axel F” su Netflix, dal 3 luglio. Un’occasione imperdibile per ritrovare uno dei personaggi più amati del cinema e scoprire come se la cava dopo 40 anni dal primo, mitico, inseguimento a Beverly Hills. Siete pronti a tornare dove tutto è iniziato?

Il Principe cerca Figlio: il ritorno (un po’ stanco) di Eddie Murphy nel regno di Zamunda

Sono passati trentatré anni da quando Eddie Murphy ci fece innamorare del regno di Zamunda in Il principe cerca moglie — una commedia che, tra gag travestite e romanticismo anni ’80, è diventata un cult della cultura pop afroamericana e non solo. Oggi, nel 2021, Amazon Prime Video ci riporta a quel mondo dorato con Coming 2 America – Il Principe cerca figlio, un sequel diretto da Craig Brewer che tenta di riaccendere la magia… ma finisce per mostrare più ruggine che nostalgia.

Ritorno a Zamunda: dove tutto è rimasto fermo

La storia riparte dalla fine del primo film. Il principe Akeem Joffer (Murphy), ora re di Zamunda, regna accanto alla regina Lisa (Shari Headley) e alle loro tre figlie. Ma nel regno africano più sfarzoso del cinema aleggia una minaccia dinastica: nessuna erede maschio significa possibile golpe da parte del generale Izzi (un irresistibile Wesley Snipes), dittatore del paese confinante di Nexdoria.
Quando il morente Re Joffy (interpretato da un monumentale James Earl Jones) rivela ad Akeem l’esistenza di un figlio illegittimo nato nel Queens trent’anni prima, il sovrano parte per New York insieme al suo fidato consigliere Semmi (Arsenio Hall) per ritrovare il ragazzo e riportarlo in patria.

Così, tra parrucchieri scatenati, battute vintage e cameo da collezione, Akeem torna nel quartiere dove tutto ebbe inizio. Lì incontra Lavelle Junson (Jermaine Fowler), un giovane sveglio ma sbandato che ignora le proprie origini reali. La missione paterna diventa presto una favola di formazione: il ragazzo deve imparare cosa significhi essere un principe, affrontare prove da eroe… e soprattutto, scoprire che il cuore vale più di un trono.

Eddie Murphy, un re senza corona

Eppure, nonostante il potenziale, Il Principe cerca Figlio non riesce mai davvero a decollare. Eddie Murphy appare come un fantasma del suo stesso mito: impeccabile nel portamento, ma privo di quella vitalità esplosiva che lo rese leggenda. Il suo Akeem, ora intrappolato nei rituali della monarchia, sembra più spettatore che protagonista.
A rubargli la scena è proprio Wesley Snipes, sorprendente nel ruolo del generale Izzi: esagerato, sopra le righe, irresistibile come un villain uscito da un videogioco degli anni ’90. Ogni suo ingresso in scena è una coreografia di follia militar-pop che mescola Black Panther, musical e cartoon in salsa funk.

Arsenio Hall, come trent’anni fa, resta il vero motore comico: si sdoppia in una serie di personaggi assurdi, dai baristi del Queens ai predicatori evangelici, regalando momenti che strappano ancora sorrisi sinceri.

New York chiama, Zamunda risponde (con troppo sfarzo)

Se il primo film era una commedia romantica travestita da favola moderna, questo sequel preferisce trasformarsi in un grande videoclip di lusso. La fotografia è scintillante, i costumi regali sembrano usciti da un fashion show di Wakanda e la colonna sonora è un tripudio di afrobeat, hip hop e gospel.
Ma dietro lo splendore visivo, la sceneggiatura arranca. Ogni battuta sembra un’eco del passato, ogni gag un tentativo di rianimare un corpo comico ormai in formalina. Dove il primo Coming to America era una satira pungente sui contrasti culturali tra Africa e America, il nuovo film è un giro turistico nei ricordi — un museo interattivo della nostalgia pop.

Donne forti, ma invisibili

Un’altra occasione mancata è quella del potenziale “empowerment” femminile. Zamunda, regno di regine e guerriere, avrebbe potuto essere un palcoscenico perfetto per ribaltare i ruoli patriarcali.
E invece, le figure femminili sono ridotte a comparse o archetipi: la regina Lisa non ha più la brillantezza di un tempo, le figlie del re sono guerriere dallo spadone facile ma senza sviluppo narrativo, e la giovane parrucchiera Mirembe, che conquista il cuore di Lavelle, sembra messa lì più per romanticismo di servizio che per convinzione.
L’unico vero atto rivoluzionario arriva troppo tardi — quando Akeem sceglie di rompere la tradizione e nominare erede al trono la figlia primogenita Meeka. Un gesto nobile, ma soffocato da un finale troppo accomodante.

Il regno della nostalgia

Ci sono cameo, citazioni e autoironia a palate: da Morgan Freeman che si autocelebra in un funerale surreale, a Colin Jost che appare come discendente dei fratelli Duke di Una poltrona per due, fino ai vecchi personaggi mascherati di Murphy e Hall nel salone del barbiere.
Ogni riferimento è un sorriso per chi ama il cinema anni ’80, ma anche la prova che questo film vive più di passato che di presente.

Coming 2 America non è un disastro, ma nemmeno un ritorno trionfale. È un film costruito per i fan che vogliono semplicemente rivedere Akeem e Semmi, non per chi cerca una nuova storia da raccontare.
Un sequel che si regge sull’effetto nostalgia, sullo sfarzo visivo e su qualche gag riuscita, ma che dimentica la lezione più importante del suo predecessore: la vera ricchezza non è nel trono, ma nella risata.

Eddie Murphy resta un re della comicità, ma questa volta il suo regno è più cerimoniale che divertente. Per i fan della vecchia scuola, resta comunque un’occasione per tornare — almeno per un’ora e mezza — nel magico, assurdo, luccicante regno di Zamunda.

Beverly Hills Cop: la saga di un poliziotto fuori dagli schemi

Beverly Hills Cop è una serie di film di genere azione, commedia e poliziesco, che ha come protagonista il carismatico Eddie Murphy nei panni di Axel Foley, un poliziotto di Detroit che si ritrova a risolvere casi a Beverly Hills, in California. La saga, iniziata nel 1984 e proseguita fino al 1994, ha avuto un grande successo di pubblico e di critica, grazie alla combinazione di scene d’azione, umorismo e colonna sonora orecchiabile. Inoltre, ha lanciato la carriera di Murphy come star del cinema e ha influenzato il genere della buddy comedy.

Il primo film, Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills, diretto da Martin Brest, introduce il personaggio di Axel Foley, un agente impulsivo e anticonformista, che si reca a Beverly Hills per indagare sull’omicidio del suo amico Mikey. Qui, incontra due detective locali, il giovane e ingenuo Billy Rosewood (Judge Reinhold) e il burbero e anziano John Taggart (John Ashton), che lo aiutano a scoprire una rete di traffico di droga e di opere d’arte, guidata dal ricco e spietato Victor Maitland (Steven Berkoff). Il film, che ha avuto un budget di 15 milioni di dollari, ne ha incassati oltre 300 in tutto il mondo, diventando il film più visto del 1984. Il film ha ricevuto anche una candidatura all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale e due ai Golden Globe per il miglior film commedia o musicale e per il miglior attore in un film commedia o musicale (Murphy).

Il secondo film, Beverly Hills Cop II – Un piedipiatti a Beverly Hills II, diretto da Tony Scott, riprende le avventure di Axel Foley, che torna a Beverly Hills per aiutare i suoi amici Rosewood e Taggart, dopo che il loro capo, il tenente Bogomil (Ronny Cox), è stato ferito da una banda di rapinatori, che si fanno chiamare i “crimini dell’alfabeto”. Foley, Rosewood e Taggart scoprono che dietro i furti si nasconde un trafficante di armi, Maxwell Dent (Jürgen Prochnow), e la sua amante, Karla Fry (Brigitte Nielsen), che hanno un piano per uccidere il capo della polizia di Beverly Hills. Il film, che ha avuto un budget di 28 milioni di dollari, ne ha incassati oltre 275 in tutto il mondo, diventando il terzo film più visto del 1987. Il film ha ricevuto anche una candidatura al Grammy Award per la migliore colonna sonora scritta per un film.

Il terzo film, Beverly Hills Cop III – Un piedipiatti a Beverly Hills III, diretto da John Landis, vede Axel Foley alle prese con un caso che lo porta in un parco di divertimenti chiamato “Wonderworld”, dove si nasconde una banda di falsari, responsabili della morte del suo capo, l’ispettore Todd (Gilbert R. Hill). Foley, che si fa aiutare da un nuovo detective, Jon Flint (Hector Elizondo), e da un vecchio amico, l’ispettore Douglas (Alan Young), deve affrontare il direttore del parco, Ellis DeWald (Timothy Carhart), e il suo braccio destro, Orrin Sanderson (John Saxon), che sono coinvolti nel giro di contraffazione. Il film, che ha avuto un budget di 55 milioni di dollari, ne ha incassati solo 119 in tutto il mondo, diventando il film meno apprezzato della saga. Il film ha ricevuto anche una candidatura al Razzie Award per il peggior remake o sequel.

La saga di Beverly Hills Cop è considerata una delle più rappresentative del cinema degli anni ’80 e ’90, grazie al carisma e al talento comico di Eddie Murphy, che ha creato un personaggio iconico e memorabile, capace di far ridere e di emozionare il pubblico. La saga ha anche dato vita a una serie di prodotti derivati, come videogiochi, fumetti, romanzi e una serie televisiva, mai andata in onda, che avrebbe dovuto avere come protagonista il figlio di Axel Foley, interpretato da Brandon T. Jackson. Inoltre, da anni si parla di un possibile quarto film, che vedrebbe il ritorno di Murphy nei panni di Foley, ma il progetto non ha ancora trovato una realizzazione definitiva..